Si è svolta presso la Sala Laboratorio del Quartiere di Saluzzo, nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno a partire dalle 17, la conferenza stampa indetta dal Consorzio Monviso Solidale per lanciare il primo gruppo di attività che impegneranno i territori del saluzzese e delle vallate al confine tra Italia e Francia (valli Infernotto, Po, Varaita, Maira, Grana e Stura) nell'ambito del progetto PITER+ e, nello specifico, del progetto tematico denominato PROA(c)TIVE, di cui proprio il CMS è capofila. Nel corso dell'incontro, cui erano presenti alcune testate giornalistiche del territorio, sia il Direttore Generale Enrico Giraudo, sia la Responsabile dell'Area Progetti e Qualità, Cristiana Bertaina, hanno messo a fuoco il senso complessivo di un progetto che coinvolge un numeroso gruppo di partner da una parte e dall'altra del confine. «Le attività che oggi presentiamo – che si terranno tra il 6 e il 10 luglio a Ostana, l'8 luglio nel Queyras, in Francia, e il 17-18 luglio ancora in Italia, a Torino – hanno un significato che va oltre i pur ricchi programmi previsti che impegneranno giovani tra i 12 e i 18 anni d'età: l'idea di fondo è cercare di sostanziare concretamente lo spirito di una progettazione europea che proprio nella costruzione di reti comunitarie transfrontaliere identifica una risorsa preziosa», ha affermato al termine dell'incontro Bertaina. «Non a caso i territori alpini, da una parte e dell'altra del confine, sono quelli che in questi ultimi decenni stanno vivendo una situazione che richiede da parte di tutti gli attori territoriali, pubblici e privati, attenzione e cura. Attraverso progetti come questo – di cui PROA(c)TIVE è solo una delle tre linee di sviluppo insieme ad ATTRA(c)TIVE (con capofila il Comune di Saluzzo) e REA(c)TIVE (capofila Unione montana Valle Stura) – le cosiddette 'aree interne' possono perciò ritrovare quella centralità culturale, economica e sociale che spetta loro: un processo, questo, che non può che coinvolgere le giovani generazioni». Un concetto ribadito anche dal Direttore Giraudo: «una delle parole-chiave in progetti come questo è partecipazione. Solo con una consapevole partecipazione dal basso da parte di tutti ma in particolare delle giovani e dei giovani, infatti, le comunità possono diventare pienamente protagoniste del proprio presente e solidamente attrezzate per progettare il futuro. Il risultato auspicato è il raggiungimento, nei prossimi mesi ma anche oltre la conclusione del PITER+, di una governance condivisa e partecipata che permetta l'emergere di elementi attrattivi da parte dei territori coinvolti, capaci in questo senso di diventare luoghi in cui si desideri andare o tornare a vivere». Anche Paolo Caraccio, Educatore Professionale della cooperativa Proposta80 e coordinatore delle attività con i giovani, ha in chiusura sottolineato quanto «il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresenti la vera sfida dei tempi correnti e di quelli che verranno: e ciò si può ottenere solo a patto di riuscire a connettere, mobilitare e responsabilizzare le persone. Comunità più connesse e partecipi hanno la possibilità di progettare un futuro condiviso e proiettato in un tempo lungo». Come detto, la prima delle tre attività in programma – Atelier: camp di teatro – comincerà il prossimo 6 luglio in valle Po (a Ostana), seguita poi da quella dell'8 luglio in Francia – Acqua Viva – e dall'ultima il 17 e il 18 luglio a Torino – Dalla città alla montagna: fin da ora, però, tutti e tre gli appuntamenti hanno riscosso un grande interesse e registrato il tutto esaurito in termini di iscrizione. Un segnale decisamente incoraggiante che conferma la bontà della strada intrapresa.