CUNEO - In Piemonte quello appena concluso è stato il secondo mese di luglio più caldo degli ultimi 65 anni

Valori superiori solo nel 2015. Il rapporto dell'Arpa sulla situazione idrica: nei primi sette mesi dell'anno deficit pluviometrico del 49 per cento

04/08/2022 13:47

Dopo un inverno e una primavera eccezionalmente secchi, anche per i mesi di giugno e luglio sono stati registrati valori di precipitazione inferiori alle medie mensili. Pertanto, permane sulla regione una condizione di significativo deficit pluviometrico. I dati sono stati illustrati nel consueto report mensile pubblicato da Arpa Piemonte. Analizzando i dati dell’anno 2022, sul Piemonte sono caduti nel periodo 1° gennaio-31 luglio circa 272 mm medi di pioggia e/o neve, a fronte di una norma climatica del medesimo periodo che si assesta sui 528 mm, con un deficit significativo, pari al 49%, rispetto al valore medio degli ultimi 30 anni.
 
Concentrandosi sul mese di luglio, sull’intero bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino sono caduti in media 44 mm di pioggia, con uno scarto del 23% rispetto alla media storica mensile degli ultimi 70 anni. Le precipitazioni si sono concentrate all’inizio e alla fine del mese ed hanno interessato, principalmente, i bacini settentrionali di Ticino, Toce e Agogna Terdoppio e quelli meridionali del Tanaro. I deficit idrici maggiori (superiori al 60%) hanno riguardato i bacini torinesi di Dora Riparia, Stura di Lanzo, Pellice e Cervo.
 
Gli episodi temporaleschi dell’ultima decade di luglio hanno contributo ad allievare parzialmente il deficit idrico monitorato dell’indice SPI sul breve periodo, ovvero 1 mese e 3 mesi, almeno sulle zone meridionali e sulle pianure centrali della regione. Tuttavia, la caratteristica convettiva, breve e locale delle precipitazioni non ha inciso in modo significativo sulla cronicità attuale delle condizioni siccitose, come testimonia l’indice sulle scale dei 6 mesi e, soprattutto, dei 12 mesi dove la regione mostra condizioni di siccità tra severa ed estrema nella sua quasi totalità.
 
Dal punto di vista delle temperature, il mese appena trascorso si pone come il 2° luglio più caldo degli ultimi 65 anni, dopo quello del 2015, ma se consideriamo l’intero trimestre maggio-giugno-luglio, i tre mesi appena terminati sono stati nel complesso i più caldi mai osservati con la rete meteorologica di Arpa Piemonte, superando i trimestri corrispondenti del 2003 e il 2015.  
 
Soltanto per due brevi periodi ad inizio e fine di maggio, le temperature giornaliere sono state al di sotto della norma climatica 1991-2020: in tutte le altre giornate le temperature sono state al di sopra della norma, con 3 periodi record attorno alla metà di ciascuno degli ultimi tre mesi. Particolarmente importante l’ondata di caldo registrata a metà del mese di luglio. Questo contesto ha aumentato la capacità evapo-traspirativa della vegetazione (e quindi delle culture in genere) aumentandone di conseguenza il fabbisogno idrico.
 
Con il permanere di una situazione di deficit pluviometrico, insieme all’attivazione delle derivazioni ad uso irriguo nel periodo primaverile-estivo, le portate dei corsi d’acqua del reticolo idrografico principale e secondario continuano ad essere particolarmente critiche e presentano rilevanti scostamenti negativi rispetto alla media storica di riferimento.
 
In particolare, in alcune sezioni sullo Stura di Demonte e sul Tanaro lo scarto risulta superiore al 70% mentre sul Po il deficit risulta compreso tra il 40 e 70% circa.
 
Un’ulteriore conferma dello stato critico dei deflussi misurati dai principali idrometri gestiti da Arpa Piemonte e contenuti nel B.I.S. (Bollettino Idrologico di Sintesi) è evidenziata dal numero di stazioni che registrano, giorno per giorno, portate inferiori ai valori di magra negli ultimi 6 mesi. Nel mese di luglio la percentuale di stazioni con portata inferiore al valore di magra è stata superiore all’80% nella maggior parte del mese, raggiungendo l’86% il 31 luglio. Le precipitazioni di fine mese hanno determinato una ripresa dei deflussi ed una diminuzione della percentuale fino al 70%, che tuttavia si è rivelata solo temporanea.
 
Il lago Maggiore ha registrato, nel mese di luglio, una diminuzione del livello di circa 30 cm all’idrometro di Pallanza e, alla data odierna (4 agosto), presenta un volume invasato disponibile inferiore al 10%. Per i bacini artificiali la capacità di invaso, alla data del 31 luglio, risulta pari a 134 milioni di mc, corrispondente al 34% del valore massimo teorico complessivo.

c.s.

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