CAVALLERMAGGIORE - Formalizzata la fusione tra le cooperative sociali Progetto Emmaus e Laboratorio

Le due entità confluiscono sotto il nome "Progetto Emmaus" e contano insieme 265 dipendenti e 90 ospiti

31/03/2024 16:11

Riceviamo e pubblichiamo.
 
A fine 2023 è stata formalizzata la fusione tra la cooperativa sociale Progetto Emmaus - nata nel 1995 grazie ad Armando Bianco, saviglianese di nascita ed albese di adozione, che dedicò gran parte della vita ad occuparsi della fragilità in veste di volontario - e la cooperativa sociale Laboratorio di Cavallermaggiore che vanta 40 anni di esperienza nel terzo settore saviglianese. L’obiettivo era quello di unire le forze, di appaiare destini per poter guardare al futuro con maggiore ampiezza di sguardo, spinta vitale e lungimiranza. Oggi le due entità confluiscono sotto il nome “Progetto Emmaus” e contano insieme 265 dipendenti, 90 ospiti nelle strutture e oltre mille beneficiari dei vari servizi. 
 
Tutto questo si è realizzato con energia ed entusiasmo ma anche affrontando inevitabili complessità. C’è stato un prima e un durante. Una zona preliminare che ha richiesto dosi supplementari di speranza, mobilitando paure e sogni, incontri e analisi critiche. In un momento storico in cui tutti si ingrandiscono e perseguono orizzonti di ampiezza, l’interrogativo era: come riuscire a mantenere l’umiltà delle origini, il radicamento nel piccolo, la dimensione di umanità che consente l’atto di cura? 
 
Racconta un operatore di Progetto Emmaus dell’area Salute mentale: “La notizia del percorso di avvicinamento che avrebbe potuto portare ad una fusione fra noi e Laboratorio ha suscitato in me, come credo in molti soci, sensazioni contrastanti. Da un lato la consapevolezza che i cambiamenti sono una componente vitale per ogni organizzazione e che, per quanto a volte faticosi, portano alla luce energie nuove e preziose. Dall'altro il timore che le mutazioni possano andare ad indebolire il senso di appartenenza, costitutivo dal punto di vista identitario della nostra cooperativa. Confido nel fatto che il valore dell'incontro fra persone impegnate in uno stesso percorso sia ancora oggi uno degli elementi distintivi e caratterizzanti della dimensione cooperativa, e che mi permettono di guardare al futuro con fiducia”. 
 
Un altro operatore, questa volta di Laboratorio, dice: “Quando nel 2019 abbiamo iniziato a riflettere in modo concreto sul futuro, le parole chiave che hanno da subito caratterizzato le riflessioni sono state: benessere e solidità. Il benessere delle migliaia di persone “fragili” delle quali ci prendiamo cura ed il benessere di noi operatori. L’altro dogma doveva riguardare la sostenibilità futura, in modo da dare continuità all’operato. Oggi abbiamo la possibilità di costruire insieme un domani sostenibile e una grande e bella storia di cooperazione vera. Dico “vera” perché la fusione appena avvenuta e diventata operativa in queste ore è stata il frutto di un lavoro di conoscenza e avvicinamento impostato a partire dalla base sociale e condiviso con tutti i livelli di entrambe le cooperative. Sono grato (e sempre lo sarò) ad Emmaus per l’accoglienza riservata indistintamente”. 
 
Un’altra operatrice di Progetto Emmaus, appartenente all’Area disabilità, racconta: “A febbraio 2023 abbiamo iniziato ad allargare gli incontri di area ai coordinatori della cooperativa Laboratorio. Oltre che conoscere le persone siamo andati a visitare le loro strutture. Negli incontri di area ci siamo sostanzialmente raccontati. Il tutto è sempre stato fatto “senza giudizio”, nel senso che non ci siamo mai spinti a formulare valutazioni su quale modello fosse più efficace, maggiormente efficiente, eccetera”. E conclude: “Io credo che non si possa parlare di fusione immaginando semplicemente che Laboratorio diventi Emmaus. Penso che la nostra sfida sarà quella di dar vita a un qualcosa di nuovo in cui ci sia la possibilità di creare un nuovo modello organizzativo e operativo. Qualcosa di nuovo che al momento non esiste e sarà frutto di un processo che non immagino breve ed immediato”
 
La voce di Rudy Ballatore, presidente di Laboratorio, aggiunge il tema della gratitudine e dello sguardo verso il futuro: “Ringrazio tutte le operatrici e gli operatori per le energie messe in campo in questo anno straordinario, la pazienza dimostrata e la passione nel lavoro quotidiano. Stiamo realizzando un grande progetto che ha come obiettivo lo sviluppo e la sostenibilità domani e nel futuro. Lavoriamo per coniugare l’entusiasmo e la passione con la concretezza di un gruppo allargato e la necessità di garantire nuovi equilibri e proporre a tutti spazi di scambio e di crescita.”
 
Conclude Alberto Bianco, presidente di Progetto Emmaus: “Dobbiamo proseguire concedendoci il tempo di conoscerci meglio giorno per giorno per armonizzare i modelli di intervento, coniugando i punti di forza ed affrontando le naturali debolezze che possono emergere in un momento di cambiamento. Le storie delle due cooperative ed il loro radicamento al territorio sono lì a dimostrare che nei momenti delicati possiamo dare il meglio e generare miglioramenti nel nostro modo di lavorare e nel modo di affrontare i bisogni delle persone, bisogni in continuo cambiamento. Credo fermamente nella capacità e professionalità dei 265 lavoratori e lavoratrici di interpretare al meglio questo percorso innovativo con passione, fiducia e determinazione”.
 
Progetto Emmaus

c.s.

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