CAVALLERMAGGIORE - Il progetto che assiste i familiari degli anziani con demenza nelle Rsa sbarca nel Cuneese

Tra le strutture che hanno aderito all’iniziativa "mySupport" la Fondazione Casa di Riposo San Giorgio di Cavallermaggiore

Redazione 14/01/2022 11:13

Il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubbliche e Pediatriche dell’Università di Torino aderisce a mySupport, un progetto transnazionale che, oltre all’Italia, vede coinvolti Regno Unito, Irlanda, Olanda, Repubblica Ceca e Canada per il triennio 2019-2022. L’obiettivo è attuare un intervento educativo complesso nelle strutture per anziani, coinvolgendo infermieri e familiari delle persone con demenza. In ogni paese gli infermieri di almeno due residenze per anziani vengono formati su come interagire con i familiari e come aiutarli nelle scelte per il loro caro.
 
Il progetto fornisce un corso di formazione online del personale delle RSA e un opuscolo informativo sulle cure palliative dedicato ai familiari. Le famiglie vengono informate sull’evoluzione della malattia del loro caro per stimolare una riflessione sulle possibili complicanze che potrebbero presentarsi e sulle decisioni da prendere. Con colloqui individuali e personalizzati viene fornito ai familiari anche un sostegno emotivo, stimolando un confronto sulle possibili opzioni di scelta: ad esempio se continuare o sospendere un trattamento, se ricoverare o non ricoverare in ospedale. Due le strutture piemontesi che hanno aderito all’iniziativa: la Fondazione “Casa di Riposo San Giorgio” (Cavallermaggiore, CN) e la Casa di Riposo “San Giacomo” (Beinasco, TO).
 
“Dopo aver letto l’opuscolo – dichiara Paola Di Giulio, docente del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino e responsabile italiana di mySupport – i familiari vengono inviati a partecipare a un incontro con gli infermieri della struttura, dove possono discutere di quello che può succedere e delle possibili alternative su cosa fare nel fine vita. Ci auguriamo di poter attivare il progetto anche in altre RSA. La comunicazione con i parenti delle persone con demenza è uno dei presupposti fondamentali per migliorare il rapporto tra familiari e operatori sanitari e la qualità della presa in carico delle persone, in particolare nella fase terminale della malattia”.

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