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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=493rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 13:30:25 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Firmato a Roma il protocollo tra Anbsc e Regione Piemonte per rafforzare la lotta contro le mafie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/firmato-a-roma-il-protocollo-tra-anbsc-e-regione-piemonte-per-rafforzare-la-lotta-contro-le-mafie_124135.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/firmato-a-roma-il-protocollo-tra-anbsc-e-regione-piemonte-per-rafforzare-la-lotta-contro-le-mafie_124135.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/153426.jpg" title="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" /><br /><p>Ieri, marted&igrave; 14 luglio, &egrave; stato sottoscritto al Viminale, alla presenza del ministro dell&rsquo;Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro, un accordo tra la Regione Piemonte e l&rsquo;Agenzia nazionale per l&rsquo;Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalit&agrave; organizzata (Anbsc). Si sono recati a Roma per firmare il documento il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il direttore dell&rsquo;Anbsc Maria Rosaria Lagan&agrave; e il vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie Maurizio Marrone.</p>
<p>L&rsquo;accordo rappresenta un passo concreto verso una gestione sempre pi&ugrave; coordinata, rapida ed efficace dei beni confiscati alla criminalit&agrave; organizzata presenti sul territorio piemontese. L&rsquo;obiettivo condiviso &egrave; quello di favorirne il recupero, la valorizzazione e il riutilizzo per finalit&agrave; sociali, istituzionali e di pubblica utilit&agrave;, restituendo alla comunit&agrave; il patrimonio sottratto alle mafie.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153427.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>
<p>Al 31 dicembre 2025, in Piemonte risultano censiti 1.466 beni immobili confiscati alla criminalit&agrave; organizzata, di cui 548 gi&agrave; destinati e 918 ancora in gestione dell&rsquo;Anbsc. I numeri evidenziano la rilevanza del patrimonio confiscato nella regione e la necessit&agrave; di rafforzare gli strumenti di collaborazione istituzionale per accelerarne la destinazione e il riutilizzo. Il recupero dei beni confiscati alle mafie pu&ograve; infatti generare nuove opportunit&agrave; di lavoro e sviluppo sociale, servizi pubblici, inclusione, sostegno alle fasce pi&ugrave; fragili della popolazione e interventi di rigenerazione urbana.</p>
<p>L&rsquo;intesa permette la costruzione di una governance stabile tra Regione Piemonte, Anbsc ed Enti locali, finalizzata a superare gli ostacoli procedurali, velocizzare i processi di destinazione dei beni e sostenere concretamente i Comuni nella loro valorizzazione. Attraverso la condivisione delle informazioni e il coordinamento operativo sar&agrave; cos&igrave; possibile individuare pi&ugrave; rapidamente le soluzioni pi&ugrave; efficaci per il recupero e il riutilizzo degli immobili confiscati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153428.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>
<p>Attualmente la Regione Piemonte, grazie all&rsquo;azione dell&rsquo;Assessorato per il contrasto alle Mafie, &egrave; in prima fila nel sostenere i Comuni assegnatari dei beni confiscati, attraverso i bandi regionali che promuovono il recupero e il riutilizzo. La collaborazione con Anbsc consentir&agrave; di integrare le competenze regionali con quelle dell&rsquo;Agenzia nazionale, creando un modello virtuoso di intervento sul territorio.</p>
<p>La collaborazione tra Regione Piemonte e Anbsc punta infine anche a diffondere la cultura della legalit&agrave; attraverso iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli Enti locali e alla cittadinanza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153429.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Il grande significato di questo accordo &egrave; che non &egrave; soltanto un documento di intenti, ma si traduce in un'azione concreta che ci permette di facilitare i rapporti e di arrivare pi&ugrave; facilmente alla conclusione dei percorsi che consentono di restituire alla comunit&agrave; un bene confiscato e far vedere che lo Stato c&rsquo;&egrave; e che lo Stato vince - dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l&rsquo;assessore Maurizio Marrone - Come Piemonte lo affianchiamo a un altro protocollo, che abbiamo sottoscritto insieme alla Prefettura di Torino e alla Procura Generale del Piemonte per sostenere la figura del testimone di giustizia. Due accordi che ci consentono di dire, di aver compiuto un passo in pi&ugrave; a favore della legge e della legalit&agrave; ed &egrave; importante farlo a pochi giorni dall&rsquo;anniversario della strage di via d&rsquo;Amelio e nel ricordo di Paolo Borsellino che, insieme a Giovanni Falcone e tanti altri, ha pagato con la vita la lotta alla mafia&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153430.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Coldiretti Cuneo incontra il commissario straordinario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/153424.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Il Presidente di Coldiretti Cuneo&nbsp;Enrico Nada, il Direttore&nbsp;Francesco Goffredo&nbsp;e i componenti della Giunta provinciale hanno incontrato il Commissario straordinario alla Peste suina africana&nbsp;Giovanni Filippini&nbsp;per fare il punto sull&rsquo;emergenza e presentare le principali richieste del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Tra le priorit&agrave; indicate figura l&rsquo;eradicazione del cinghiale dal territorio compreso tra la Zona di restrizione I PSA (la cosiddetta zona cuscinetto) e l&rsquo;autostrada A6 Torino-Savona, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti e i soggetti preposti, comprese le Forze armate. Inoltre l&rsquo;Organizzazione agricola ha chiesto un monitoraggio chirurgico dell&rsquo;attivit&agrave; di depopolamento del cinghiale nelle UDG (unit&agrave; di gestione) in zona di restrizione PSA in modo da non creare &ldquo;zone di riserva&rdquo;. Le altre proposte portate avanti da Coldiretti Cuneo puntano a velocizzare le operazioni successive agli abbattimenti che, cos&igrave; come sono, rischiano di disincentivare l&rsquo;attivit&agrave; di contenimento; inoltre, l&rsquo;Organizzazione ha chiesto di rendere pi&ugrave; capillare la disponibilit&agrave; di celle di stoccaggio per gli animali abbattuti, riprogrammare i controlli differibili negli allevamenti, ad eccezione di quelli sulla biosicurezza, perseguire chi ostacola il depopolamento o intimidisce gli operatori e attribuire maggiore discrezionalit&agrave; alle Autorit&agrave; locali nel vietare le attivit&agrave; a rischio nei territori indenni prossimi alle Zone di restrizione.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">La biosicurezza resta fondamentale per proteggere gli allevamenti, ma da sola non pu&ograve; reggere il peso dell&rsquo;emergenza, tanto pi&ugrave; se il principale vettore continua a circolare liberamente; la biosicurezza deve essere affiancata da misure straordinarie e strumenti alternativi capaci di perseguire lo stesso obiettivo, ovvero ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attivit&agrave; mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, ulteriore supporto operativo e ogni altro mezzo utile devono essere messi in campo con particolare urgenza nelle aree pi&ugrave; sensibili.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Abbiamo ribadito al Commissario che il contenimento della fauna selvatica deve essere affrontato con azioni coordinate, incisive e realmente efficaci. &Egrave; indispensabile accelerare il depopolamento dei cinghiali per tutelare gli allevamenti e scongiurare ulteriori conseguenze per un comparto fondamentale della nostra economia. La PSA non rappresenta soltanto un&rsquo;emergenza sanitaria, ma una seria minaccia per l&rsquo;intera filiera suinicola e per il territorio&rdquo;, dichiara&nbsp;Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;&Egrave; stato un incontro molto proficuo, che ha consentito di approfondire le esigenze del territorio e delle imprese. Siamo gi&agrave; al lavoro per valutare le richieste presentate e rafforzare l&rsquo;efficacia delle misure di contrasto alla Peste suina africana&rdquo;, dichiara il Commissario straordinario&nbsp;Giovanni Filippini.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Ringraziamo il Commissario Filippini per il lavoro svolto e per l&rsquo;attenzione riservata alle esigenze del nostro territorio &ndash; commenta&nbsp;Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. In questa fase &egrave; fondamentale che il confronto si traduca in interventi tempestivi, grazie al coordinamento di tutti i soggetti coinvolti. Alle imprese servono risposte certe, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della tutela economica&rdquo;.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/small_153425.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità a Barge, il Pd locale: “Un nuovo servizio di trasporto e l’arrivo del dottor La Rosa non bastano” ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-a-barge-il-pd-locale-un-nuovo-servizio-di-trasporto-e-larrivo-del-dottor-la-rosa-non-bastano_124122.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-a-barge-il-pd-locale-un-nuovo-servizio-di-trasporto-e-larrivo-del-dottor-la-rosa-non-bastano_124122.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124122/153410.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nelle scorse settimane il Partito Democratico della valle Infernotto aveva aperto un discussione riguardante la problematica legata alla mancanza di medici di base nel comune di Barge, proponendo un sostegno per le persone pi&ugrave; fragili mediante un nuovo servizio di trasporto. A seguito dell'intervento delle istituzioni comunali, il circolo &egrave; tornato per sottolineare la loro soddisfazione per le decisioni prese e per l'arrivo del nuovo medico di famiglia, il dottor La Rosa, ma anche la loro speranza per un miglioramento ancora pi&ugrave; marcato delle condizioni sanitarie del territorio. Pubblichiamo di seguito le loro parole:</p>
<p>"Il Partito Democratico della valle Infernotto, esprime viva soddisfazione per aver richiamato l&rsquo;attenzione delle istituzioni comunali sul problema sollevato con la nostra lettera dello scorso 3 luglio.</p>
<p>La missiva proponeva, infatti, l&rsquo;istituzione di un servizio di trasporto per le persone pi&ugrave; fragili, che avevano trovato il proprio medico di base soltanto nei Comuni di Paesana e Revello. A seguito della nostra iniziativa, il Sindaco ha convocato il sottoscritto, con lettera protocollata, per un incontro nel quale si &egrave; discusso di questa possibilit&agrave;.</p>
<p>Un&rsquo;altra buona notizia &egrave; l&rsquo;arrivo di un nuovo medico a Barge: il dottor Antonio La Rosa, che dovrebbe prendere servizio nella nostra citt&agrave; con quattro aperture settimanali, a partire da luned&igrave; 20 luglio.</p>
<p>Sicuramente, e per fortuna, questo nuovo inserimento ridurr&agrave; il numero delle persone costrette a spostarsi per raggiungere il proprio medico di base.</p>
<p>Tuttavia, il problema non sar&agrave; ancora risolto, poich&eacute; l&rsquo;arrivo di un solo medico non sar&agrave; sufficiente a coprire il fabbisogno del territorio.</p>
<p>Inoltre, il sovraccarico degli altri medici, che hanno accettato di aumentare il numero dei propri assistiti, comporta tempi di attesa sempre pi&ugrave; lunghi per ottenere un appuntamento, degni delle ben note e famigerate liste di attesa.</p>
<p>In sostanza, abbiamo riscontrato l&rsquo;impegno del Comune nel tentare di mettere in pratica la nostra proposta di istituire un Servizio di Trasporto per le persone in difficolt&agrave; a raggiungere Paesana o Revello e abbiamo ricevuto rassicurazioni che saremo informati sugli sviluppi dell&rsquo;iniziativa.</p>
<p>L&rsquo;unico punto sul quale permane un netto disaccordo riguarda la valutazione delle responsabilit&agrave; della Regione Piemonte.</p>
<p>Per noi la sanit&agrave; piemontese &egrave; stata gestita malissimo: dopo quasi 10 anni di governo del centrodestra, il bilancio &egrave; disastroso sotto ogni punto di vista.</p>
<p>Per il Sindaco, invece, la causa &egrave; da ricercarsi esclusivamente nel fatto che i giovani medici non scelgano di svolgere l&rsquo;attivit&agrave; di medico di medicina generale a causa della scarsa remunerazione, orientandosi verso specializzazioni pi&ugrave; remunerative.</p>
<p>Ma allora perch&eacute;, non seguire l&rsquo;esempio Calabria, anch&rsquo;essa guidata da un Presidente di Forza Italia, che da anni ha affrontato la carenza di medici ricorrendo ai medici cubani delle Brigate Sanitarie, professionisti che, a quanto risulta, stanno offrendo un contributo apprezzato dalla popolazione?".</p>
<p><strong>Per il Circolo Infernotto del Partito Democratico</strong><br><strong>Il coordinatore Elio Serafino</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La peste suina minaccia il Fossanese: Confagricoltura Cuneo chiede ulteriori misure ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124118/153405.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;La situazione &egrave; sempre pi&ugrave; delicata. Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Occorre mettere in campo con la massima rapidit&agrave; tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente la popolazione dei cinghiali, che rappresentano il principale vettore della diffusione della Peste suina africana. I nostri allevatori sono anche disposti a contribuire economicamente, se necessario, pur di incrementare gli interventi di abbattimento e cercare di arginare la diffusione del virus prima che raggiunga il cuore del distretto suinicolo provinciale&rdquo;. Cresce la preoccupazione di Confagricoltura Cuneo per l&rsquo;avanzata della Psa sul territorio provinciale. A destare particolare allarme &egrave; l&rsquo;inserimento del comune di Bene Vagienna, nel Fossanese, in zona di restrizione I &ndash; come si evince dalle mappe presenti nel sito www.vetinfo.it del Ministero della Salute &ndash; provvedimento che si &egrave; reso necessario a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus PSA nei comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone. Un territorio strategico per la suinicoltura provinciale che concentra centinaia di allevamenti e una quota rilevantissima del patrimonio suinicolo della Granda, che conta 900mila capi. Preoccupazioni portate stamane &ndash; marted&igrave; 14 luglio, ndr &ndash; all&rsquo;attenzione del Commissario straordinario alla Peste suina africana Giovanni Filippini che a Ceva ha fatto il punto sull&rsquo;epizoozia virale di fronte ai vertici dell&rsquo;organizzazione agricola provinciale, incontro particolarmente apprezzato da Confagricoltura Cuneo, che ha riconosciuto nel confronto diretto sul territorio un importante segnale di attenzione verso le preoccupazioni del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Ricordiamo sempre che il virus della PSA non ha alcuna ripercussione sulla salute umana, ma un effetto commerciale drammatico. I suini delle nostre aziende sono tutti sani, ma pur non essendoci in questo momento alcuna preclusione al commercio di maiali in Italia, per disposizioni Ue aumenteranno nei prossimi giorni i comuni della Granda in zona di restrizione &ndash; afferma Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo -. Le ripercussioni del virus verso queste zone rappresentano, per&ograve;, un rischio concreto per un comparto che costituisce un&rsquo;eccellenza dell&rsquo;agroalimentare cuneese e nazionale. Per proteggerlo, chiediamo alla Regione Piemonte l&rsquo;attivazione immediata di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica che preveda il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, secondo quanto consentito dal PRIU e dalle ordinanze del Commissario straordinario per la PSA, che ringraziamo per l&rsquo;attenzione mostrata alle nostre preoccupazioni. Gli interventi devono essere programmati e calendarizzati, svolti in stretto coordinamento con la Polizia provinciale e con i Carabinieri Forestali, prevedendo operazioni sia in orario diurno sia notturno e riconoscendo ai selecontrollori il rimborso delle spese sostenute, oltre a quanto gi&agrave; previsto dagli strumenti oggi in vigore&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a Bene Vagienna, sul sito ministeriale si nota l&rsquo;ingresso nella zona di restrizione I anche dei comuni di Cherasco, Cervere e Salmour, dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole. L&rsquo;inserimento in questa fascia di sorveglianza potrebbe comportare gi&agrave; nell&rsquo;immediato pesanti ripercussioni economiche per gli allevatori, a partire dal deprezzamento delle produzioni, oltre alle difficolt&agrave; legate alla movimentazione degli animali, che diventa pi&ugrave; complessa e sottoposta a procedure pi&ugrave; restrittive per ragioni di prudenza sanitaria. &ldquo;Occorre comprendere che il virus ormai minaccia anche l&rsquo;area del Fossanese &ndash; prosegue Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte &ndash;: se anche un solo suino risultasse positivo in uno degli allevamenti presenti nei territori ora interessati dalle restrizioni, in tempi rapidissimi una parte consistente del patrimonio suinicolo provinciale potrebbe finire sotto vincoli sanitari, con conseguenze pesantissime per l&rsquo;intera filiera&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;organizzazione agricola ritiene indispensabile individuare nuove risorse economiche per sostenere il piano di contenimento, valutando anche il coinvolgimento diretto degli allevatori attraverso una forma volontaria di contribuzione straordinaria. &ldquo;L&rsquo;obiettivo oggi deve essere uno solo &ndash; conclude Allasia -: abbattere il maggior numero possibile di cinghiali prima che le zone di restrizione si allarghino ulteriormente aumentando il rischio che entri negli allevamenti. Se ci&ograve; dovesse accadere, le conseguenze economiche, produttive e occupazionali per il comparto sarebbero gravissime anche considerati gli ingenti investimenti in biosicurezza portati avanti in questi anni dai nostri allevatori, che hanno contribuito &ndash; e non poco &ndash; a far nascere una sorta di &ldquo;modello Cuneo&rdquo; nella gestione del virus. Ci&ograve; detto, dobbiamo essere certi della presenza dei ristori, sia per le aziende gi&agrave; interessate dalle zone di restrizione nell&rsquo;area piemontese e qualora fosse richiesto alle aziende del Cuneese di dover adottare misure drastiche nella gestione del virus. Ad oggi gli ultimi indennizzi arrivati nella casse delle aziende sono datati ottobre 2024&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Popillia japonica, Sacchetto: “La lotta contro la diffusione dell’insetto polifago va portata avanti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/popillia-japonica-sacchetto-la-lotta-contro-la-diffusione-dellinsetto-polifago-va-portata-avanti_124108.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/popillia-japonica-sacchetto-la-lotta-contro-la-diffusione-dellinsetto-polifago-va-portata-avanti_124108.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124108/153390.jpg" title="Popillia japonica" alt="Popillia japonica" /><br /><p>&ldquo;La diffusione della Popillia japonica rappresenta una delle emergenze fitosanitarie pi&ugrave; rilevanti che il Piemonte si trova ad affrontare. Per questo, come gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, abbiamo depositato un ordine del giorno che impegna la Giunta, che gi&agrave; molto ha fatto in questo senso, a rafforzare ulteriormente le attivit&agrave; di monitoraggio e contenimento e a farsi promotrice presso il Governo di un piano nazionale di sostegno alle Regioni maggiormente colpite&rdquo;, sottolinea Claudio Sacchetto, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e presidente della III Commissione Attivit&agrave; produttive del Consiglio regionale del Piemonte.</p>
<p>La Popillia japonica &egrave; un insetto altamente invasivo che colpisce centinaia di specie vegetali, arrecando danni significativi alle produzioni agricole, al comparto florovivaistico, ai tappeti erbosi e alle aree verdi. Il Piemonte &egrave; stato tra i primi territori italiani interessati dalla sua diffusione e oggi continua a essere in prima linea nel monitoraggio e nelle attivit&agrave; di contenimento.</p>
<p>&ldquo;In questi anni il Piemonte, grazie al lavoro del Servizio Fitosanitario, ha investito in monitoraggi, reti di sorveglianza, sperimentazione e assistenza tecnica alle imprese agricole, un lavoro importante che deve proseguire con ancora maggiore intensit&agrave;, perch&eacute; il cambiamento climatico e l'espansione dell'insetto rendono questa sfida sempre pi&ugrave; complessa &ndash; dichiara Sacchetto - chiediamo che la Regione continui a farsi portavoce, in sede di Conferenza Stato-Regioni, della necessit&agrave; di destinare maggiori risorse economiche alle Regioni pi&ugrave; colpite e di rafforzare gli strumenti nazionali di contrasto agli organismi nocivi prioritari. La tutela della nostra agricoltura passa anche dalla prevenzione delle emergenze fitosanitarie. Su questi temi Fratelli d'Italia, in Giunta e in Consiglio, continuer&agrave; a lavorare con seriet&agrave;, concretezza e spirito di collaborazione istituzionale&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: "A giorni le nuove ordinanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124092/153373.jpg" title="Bongioanni con il commissario Filippini" alt="Bongioanni con il commissario Filippini" /><br /><p>Incontro stamane al Teatro Marenco di Ceva fra il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini - rinnovato dal Governo nell&rsquo;incarico fino al 28 marzo 2027 - e le rappresentanze del territorio cuneese per fare il punto sulle nuove strategie di contrasto alla Peste Suina nella Granda. &Egrave; intervenuto l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Presenti il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il Commissario ad Acta Giorgio Sapino, le Autorit&agrave; Sanitarie locali e Regionali, Istituto Zooprofilattico Sperimentale, rappresentanti delle Unioni dei Comuni, il presidente dell'Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana Alta Valle Bormida e sindaco di Ceva Fabio Mottinelli, i sindaci dei territori in restrizione per Psa, vertici provinciali delle associazioni di categoria agricole, esponenti del mondo venatorio, dirigenti di Atc e Ca, guardie venatorie provinciali.</p>
<p>Ha sottolineato Bongioanni: "Ringrazio il commissario Giovanni Filippini e la sua squadra per la costante presenza al nostro fianco, per la capacit&agrave; di dialogare con il territorio e tutti i soggetti coinvolti in questa battaglia: il commissario regionale per il Piemonte dottor Giorgio Sapino, le strutture delle Asl e l&rsquo;Istituto Zooprofilattico, il settore regionale Caccia e Pesca della dottoressa Alessandra Berto con tutti i suoi collaboratori, le Guardie venatorie provinciali e naturalmente tutto il mondo venatorio con il quale abbiamo costituito appositi tavoli di lavoro. I cacciatori sono insostituibili regolatori e sentinelle dell&rsquo;ambiente, e sono chiamati a svolgere anche in questa nuova fase della partita un ruolo fondamentale. Eccellente la proposta di Filippini di nuove ordinanze declinate sulle specifiche esigenze locali, possibile contrasto anche al problema dei corridoio ecologico fra Liguria e Piemonte da cui &egrave; arrivata l&rsquo;infezione e che gi&agrave; avevo segnalato come fattore di vulnerabilit&agrave;. Tra due settimane porter&ograve; in Giunta il Priu, il Piano Regionale degli Interventi Urgenti aggiornato alla situazione attuale. In parallelo dobbiamo per&ograve; rafforzare l&rsquo;opera di controllo del cinghiale nei nostri parchi: i report parlano di ottimi risultati conseguiti nel Parco del Ticino e in quello del Po Piemontese, non buoni quelli dei parchi del Cuneese pi&ugrave; prossimi alla zona toccata da questa fase pandemica. Voglio fare in modo che alle azioni di controllo possa partecipare anche personale non interno a quello dei Parchi. E auspico, insieme alle associazioni agricole, che le future revisioni delle zone di restrizione non si spingano troppo a ridosso del distretto suinicolo fossanese, che &egrave; il pi&ugrave; grande e prezioso per valore di tutto il Piemonte".</p>
<p>Tutte confermate le quattro linee strategiche d&rsquo;intervento gi&agrave; indicate dal Commissario e perseguite finora: Barriere fisiche lungo gli assi autostradali; Barriere biologiche attraverso l&rsquo;opera di depopolamento del cinghiale; Sorveglianza con ricerca attiva e rimozione delle carcasse; Biosicurezza nelle aziende agricole. E alcune rilevanti novit&agrave; per intensificare e adeguare le azioni agli sviluppi dell&rsquo;epidemia sul territorio:</p>
<p>1 - Nei prossimi giorni saranno pubblicate nuove ordinanze commissariali con le indicazioni operative sulle azioni per il contrasto. Non saranno pi&ugrave; come in passato erga omnes, ossia valevoli sull&rsquo;intero territorio nazionale, ma modulate sui diversi subcluster per permettere azioni pi&ugrave; flessibili e aderenti alle esigenze specifiche dei singoli territori. Verr&agrave; anche dettagliato contestualmente l&rsquo;eventuale passaggio di un Comune da una zona all&rsquo;altra, stabilito dall&rsquo;Unione Europea sulla base dei dati dell&rsquo;evoluzione pandemica rilevati sul territorio.</p>
<p>2 - Tra la Zona 1 e la Zona 2, la faglia che Filippini ha definito &ldquo;il fronte di guerra&rdquo;, verr&agrave; istituita una Zona Cev (Controllo Espansione Virale). Per rafforzare ulteriormente l&rsquo;azione di contrasto, entro il territorio delle unit&agrave; di gestione dove venga attestata la non presenza del virus, sar&agrave; autorizzato l&rsquo;impiego dei cani (braccata), da settembre-ottobre ulteriormente rinforzato anche con la riapertura della stagione venatoria.</p>
<p>3 - Aumento della pressione venatoria e dell&rsquo;azione di contenimento nella zona a ridosso del distretto suinicolo cuneese, dove si registra la maggior concentrazione degli allevamenti suinicoli e che deve continuare ad essere oggetto della massima strategia di difesa per il suo enorme valore economico: una zona che Filippini chiede di rendere a &ldquo;cinghiali zero&rdquo;. Filippini ha infine annunciato che, grazie alle azioni di sorveglianza poste in essere, potr&agrave; essere richiesta alla Commissione Europea &ndash; competente in materia &ndash; la revoca gi&agrave; entro l&rsquo;autunno della Zona 3 nell&rsquo;Alessandrino, della quale fanno parte i comuni cuneesi di Cortemilia e Perletto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 18:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suona africana, a Ceva il confronto con il Commissario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124090/153372.jpg" title="L'incontro a Ceva" alt="L'incontro a Ceva" /><br /><p>Su iniziativa del Commissario straordinario nazionale Giovanni Filippini, si &egrave; svolto nella mattinata di oggi, marted&igrave; 14 luglio, al Teatro Carlo Marenco di Ceva un momento di confronto per fare il punto sulla diffusione della peste suina africana nel territorio cuneese e sulle strategie per contrastarla. L'incontro &egrave; stato organizzato in collaborazione con le strutture regionali e sanitarie e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni locali, del sistema sanitario e veterinario, del mondo agricolo e delle organizzazioni venatorie.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;appuntamento sono stati illustrati i contenuti della nuova ordinanza commissariale e le principali linee di intervento messe in campo dalla struttura nazionale per rafforzare le misure di contenimento della diffusione del virus.&nbsp;Numerosa la partecipazione dei territori coinvolti, con la presenza dei rappresentanti delle Unioni montane e delle Unioni di Comuni, di molti sindaci delle aree soggette a restrizioni, degli Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini, delle Aziende sanitarie locali, dell&rsquo;Istituto zooprofilattico e delle organizzazioni agricole regionali e provinciali, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e CIA, oltre a Provincia e Regione.</p>
<p>Durante il confronto &egrave; emersa la necessit&agrave; di mantenere alta l&rsquo;attenzione sulla situazione epidemiologica nel Cuneese. Ad oggi i casi riscontrati sul territorio provinciale sono sette, localizzati tra Cravanzana, Arguello e Cerretto Langhe. I recenti ritrovamenti di carcasse positive comporteranno un prossimo ampliamento delle zone di restrizione 1 e 2, con un&rsquo;estensione che si avviciner&agrave; al distretto suinicolo della provincia.</p>
<p>Il Commissario Filippini ha quindi delineato le strategie di intervento, fondate sul rafforzamento del monitoraggio e della ricerca attiva delle carcasse, sul controllo della popolazione di cinghiali attraverso modalit&agrave; operative pi&ugrave; incisive nelle aree infette, sul completamento delle barriere fisiche lungo l&rsquo;autostrada Torino-Savona nei tratti ritenuti efficaci e su una gestione rigorosa delle misure di biosicurezza negli allevamenti.&nbsp;Nel corso dell&rsquo;incontro la Provincia di Cuneo ha ribadito il proprio impegno nel coordinamento delle attivit&agrave; di contrasto alla PSA, attraverso il lavoro della Cabina di regia provinciale che negli ultimi anni ha favorito la collaborazione tra enti locali, servizi veterinari, associazioni agricole e mondo venatorio.</p>
<p>"Abbiamo apprezzato molto l&rsquo;approccio del Commissario Filippini e abbiamo ribadito l&rsquo;impegno della Provincia di Cuneo in questo ambito, testimoniato dal lavoro svolto dalla Cabina di regia. &Egrave; fondamentale avere indicazioni chiare sulle azioni della struttura nazionale per arrivare all&rsquo;eradicazione del virus. Restano per noi prioritarie la tutela del comparto economico suinicolo e la necessit&agrave; di garantire una comunicazione costante e puntuale ai sindaci", sottolineano il presidente Luca Robaldo e il consigliere delegato Silvano Dovetta.</p>
<p>L&rsquo;incontro di Ceva rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di collaborazione istituzionale necessario per affrontare un&rsquo;emergenza complessa, che richiede un&rsquo;azione coordinata tra tutti i soggetti coinvolti. La Provincia continuer&agrave; a lavorare a fianco della struttura commissariale nazionale, della Regione e degli enti territoriali per contribuire all&rsquo;obiettivo dell&rsquo;eradicazione della peste suina africana e alla tutela delle attivit&agrave; produttive.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Valle Grana, arriva la deroga al Deflusso Minimo Ecologico: più acqua per salvare i raccolti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valle-grana-arriva-la-deroga-al-deflusso-minimo-ecologico-piu-acqua-per-salvare-i-raccolti_124069.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valle-grana-arriva-la-deroga-al-deflusso-minimo-ecologico-piu-acqua-per-salvare-i-raccolti_124069.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/153314.jpg" title="La presa "Sciosa"" alt="La presa "Sciosa"" /><br /><p>&Egrave; arrivata la risposta che il mondo agricolo della bassa valle Grana attendeva da giorni: la Conferenza dei Servizi, riunitasi nella mattinata di oggi marted&igrave; 14 luglio, ha autorizzato la deroga al Deflusso Minimo Ecologico, consentendo cos&igrave; di aumentare la quantit&agrave; d'acqua derivata dalla presa della "Sciosa" e destinata all'irrigazione delle aziende agricole servite dal Consorzio irriguo del Bedale.</p>
<p>La decisione &egrave; maturata al termine della Conferenza dei Servizi convocata dalla Provincia di Cuneo, alla quale hanno partecipato Regione Piemonte, Autorit&agrave; di Bacino distrettuale del fiume Po e ARPA Piemonte, chiamate a esprimere i rispettivi pareri tecnici sulla richiesta presentata dal Consorzio irriguo del Bedale di Caraglio, capofila dell'Aggregazione Consorzi d'Irrigazione Valle Grana-Caragliese.</p>
<p>La notizia giunge dopo giorni di forte preoccupazione per le condizioni del torrente Grana e dopo i numerosi appelli lanciati dagli agricoltori, che avevano denunciato una situazione ormai al limite, con colture e allevamenti messi a dura prova dalla siccit&agrave; e dalla ridotta disponibilit&agrave; idrica.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/small_153316.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Nel corso della riunione <strong>ARPA Piemonte ha illustrato il quadro climatico e idrologico aggiornato</strong>, confermando una situazione particolarmente critica, con temperature superiori alla media stagionale di 4-5 gradi e precipitazioni inferiori alla norma su gran parte del Piemonte. Il bollettino del 14 luglio evidenzia un marcato deficit idrico anche nel Cuneese, destinato a protrarsi nelle prossime settimane.</p>
<p><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-acqua-per-gli-agricoltori-della-bassa-valle-grana-rischiamo-di-perdere-tutto_123820.html" target="_blank" rel="follow">Nei giorni scorsi decine di agricoltori si erano ritrovati proprio alla presa della "Sciosa"</a>, tra Valgrana e Caraglio, per chiedere un intervento urgente delle istituzioni. Durante l'incontro avevano evidenziato come, a causa dell'attuale applicazione del Deflusso Minimo Ecologico, l'acqua destinata all'irrigazione fosse insufficiente a soddisfare il fabbisogno delle aziende agricole: a rendere la situazione un paradosso il fatto che l'acqua rilasciata nel torrente, dopo poche centinaia di metri, si disperdesse nell'alveo, senza andare a influire sulla portata del Po'.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/small_153317.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Dal canale del Consorzio irriguo del Bedale dipendono oltre 1.400 utenze agricole e circa 4.600 giornate di terreno tra Caraglio e le frazioni di Vallera, Paniale, San Lorenzo, Maccagno e Rittanolo, dove vengono coltivati mais, soia, fagioli, frutta, ortaggi e piccoli frutti, oltre a essere presenti numerosi allevamenti bovini.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/small_153318.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>La convocazione della Conferenza dei Servizi era stata annunciata nei giorni scorsi dalla sindaca di Caraglio, Paola Falco, durante l'incontro con gli agricoltori. Oggi il tavolo, al quale hanno preso parte i soggetti competenti, ha dato il via libera alla deroga richiesta dal territorio.</p>
<p>Sulla base dei dati illustrati durante la Conferenza dei Servizi &egrave; stata riconosciuta una condizione di severit&agrave; idrica almeno media secondo la classificazione dell'Osservatorio permanente dell'Autorit&agrave; di Bacino del Po. La Regione Piemonte ha inoltre riconosciuto il concreto rischio che la carenza d'acqua comporta per le produzioni agricole della valle Grana.</p>
<p>Nel corso dell'incontro &egrave; stato inoltre condiviso il piano di riparto delle dotazioni idriche predisposto dall'Aggregazione dei Consorzi irrigui della valle Grana-Caragliese, che servir&agrave; a gestire in maniera equilibrata la risorsa disponibile.</p>
<p>Molto soddisfatto del risultato l'onorevole <strong>Giorgio Maria Bergesio</strong>, anche lui presente all'incontro della scorsa settimana: dopo aver ascoltato gli agricoltori aveva promesso di rendersi portavoce delle loro preoccupazioni con le altre istituzioni. "Sono molto contento della deroga, ringrazio la Provincia e la Regione per aver affrontato con determinazione e senza nessuna remora l'autorizzazione", ha dichiarato Bergesio alla notizia dell'approvazione.</p>
<p>Gli fa eco il presidente della Provincia di Cuneo,<strong> Luca Robaldo</strong>, che ha espresso soddisfazione per l'esito della Conferenza dei servizi e ringraziato il personale dell'Ufficio Acque "per la professionalit&agrave; e la trasparenza dimostrate", sottolineando che "gestire questa situazione d&rsquo;emergenza nel rispetto di normative che non la prevedono adeguatamente &egrave; compito non facile".</p>
<p>&ldquo;Posso dire che sono molto soddisfatta del risultato raggiunto e del supporto ottenuto dagli enti di riferimento tutti molto disponibili&rdquo; commenta la sindaca di Caraglio <strong>Paola Falco</strong>, che aggiunge: &ldquo;Auspico che il dialogo avviato e condiviso tra i consorzi di Caraglio e Valgrana insieme all&rsquo;aggregazione dei consorzi della Valle Grana continui ad essere aperto, ragionevole e costruttivo&rdquo;.</p>
<p>Per gli agricoltori si tratta di un primo risultato concreto dopo giorni di richieste e confronti con le istituzioni. Resta ora da verificare quanto rapidamente la deroga potr&agrave; tradursi in un aumento effettivo della disponibilit&agrave; d'acqua per le irrigazioni e se la misura sar&agrave; sufficiente a limitare i danni provocati da una stagione gi&agrave; fortemente segnata dalla siccit&agrave;.</p>
<p>E guardando al futuro, gli agricoltori sperano di non doversi ritrovare in una situazione simile: "Dobbiamo lavorare seriamente per interventi concreti sul nostro territorio, a lungo termine. Siamo stanche delle promesse sempre rimandate".</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:32:07 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Valasco, il Tar respinge il ricorso di Agricola Stella Alpina: avanti l'iter per gli usi civici]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valasco-il-tar-respinge-il-ricorso-di-agricola-stella-alpina-avanti-l-iter-per-gli-usi-civici_124073.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valasco-il-tar-respinge-il-ricorso-di-agricola-stella-alpina-avanti-l-iter-per-gli-usi-civici_124073.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124073/153342.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Tar del Piemonte mette un altro punto a favore del Comune di Valdieri nella complessa vicenda degli usi civici del Vallone del Valasco. Con una sentenza depositata il 30 giugno, i giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Agricola Stella Alpina Srl contro la deliberazione del Consiglio comunale del 2023. La decisione non chiude definitivamente il contenzioso, che potr&agrave; eventualmente proseguire davanti al Tribunale civile di Cuneo, ma rappresenta un ulteriore passo avanti verso la conclusione di una controversia aperta da oltre vent'anni.</p>
<p>A rendere nota la pronuncia &egrave; il sindaco di Valdieri, <strong>Guido Giordana</strong>, che evidenzia come il procedimento rappresenti uno dei principali dossier ereditati dall'attuale Amministrazione, insediatasi nell'ottobre 2021, e inserito tra gli obiettivi prioritari del mandato amministrativo.<br>La controversia, tuttavia, ha origini ben pi&ugrave; lontane. Il percorso amministrativo e giudiziario &egrave; infatti iniziato molti anni fa grazie al lavoro delle precedenti amministrazioni comunali, degli enti coinvolti e delle associazioni ambientaliste, con l'obiettivo di fare chiarezza sul regime giuridico e sulla titolarit&agrave; dei terreni del Vallone del Valasco.</p>
<p>Al centro della vicenda vi sono circa 2.400 ettari di territorio nelle Alpi Marittime. L'area venne ceduta dal Comune di Valdieri nel 1868 a re <strong>Vittorio Emanuele II</strong> per l'esercizio esclusivo dell'attivit&agrave; venatoria. Dopo la Seconda guerra mondiale la propriet&agrave; pass&ograve; a una societ&agrave; privata, ma negli anni successivi sono emersi dubbi sulla validit&agrave; della vendita, in quanto i terreni risultavano gravati da uso civico. Da qui ha preso avvio il lungo procedimento tuttora in corso.</p>
<p>Quella del 30 giugno rappresenta la seconda decisione favorevole all'Amministrazione comunale nel giro di pochi mesi. Il 26 marzo scorso, infatti, il Tar aveva gi&agrave; dichiarato improcedibile un precedente ricorso della Agricola Stella Alpina Srl contro le linee programmatiche approvate dal Consiglio comunale nel novembre 2021, nelle quali figurava anche l'impegno a definire la questione degli usi civici del Valasco.</p>
<p>Nel frattempo &egrave; proseguito anche l'iter amministrativo. Con la deliberazione del Consiglio dell'Unione Montana Alpi del Mare del 30 aprile 2026 &egrave; stato trasmesso alla Regione Piemonte l'avvio del procedimento per la reintegrazione nel patrimonio comunale dei terreni gravati da uso civico e occupati senza titolo o senza un valido titolo. Prima della conclusione dell'iter, la normativa regionale prevede un tentativo di conciliazione in sede stragiudiziale con i soggetti interessati.</p>
<p>Il sindaco <strong>Guido Giordana</strong> sottolinea l'importanza del momento attraversato dalla vicenda: "Se in passato non c'&egrave; stata sufficiente attenzione per la sorte del Valasco, oggi si presenta l'occasione, forse l'ultima, per fare in modo che questo patrimonio torni ad essere di propriet&agrave; pubblica, un bene di tutti, quale era un tempo. Un bene di cui, forse, abbiamo pi&ugrave; bisogno oggi di ieri".</p>
<p>Il primo cittadino ribadisce inoltre come la chiusura del procedimento rappresenti una delle principali priorit&agrave; dell'Amministrazione: "La definizione della questione, ormai ultra ventennale, ha la priorit&agrave; e la massima attenzione sino alla conclusione del procedimento gi&agrave; in corso".</p>
<p>La Regione Piemonte, attraverso i propri uffici, ha ricordato che la cessazione dell'occupazione senza titolo dei terreni gravati da uso civico costituisce un adempimento previsto dalla normativa vigente e non una scelta discrezionale dell'ente.</p>
<p>La sentenza del Tar rappresenta quindi un ulteriore tassello in un procedimento che si trascina da oltre vent'anni e che sembra ora avviarsi verso la fase conclusiva.</p>
<p>"Ringrazio &ndash; conclude Giordana - per il lavoro svolto i legali, i tecnici, gli storici, il personale degli uffici comunali e dell'unione Montana Alpi del Mare di cui oggi sono presidente e le associazioni ambientaliste per i loro impulso a sensibilizzare gli enti competenti a definire il procedimento amministrativo pendente".</p>
<p>Il prossimo passaggio sar&agrave; ora in capo all'Unione Montana Alpi del Mare che, una volta ottenuta l'autorizzazione della Regione Piemonte, potr&agrave; procedere con la reintegrazione dei terreni gravati da uso civico nel patrimonio pubblico del Comune di Valdieri.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124073/small_153343.jpg" alt="Vallone del Valasco" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 15:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Crisi idrica: Cuneo al terzo posto tra le province piemontesi per spreco dell’acqua]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-idrica-cuneo-al-terzo-posto-tra-le-province-piemontesi-per-spreco-dellacqua_124068.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-idrica-cuneo-al-terzo-posto-tra-le-province-piemontesi-per-spreco-dellacqua_124068.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124068/153312.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La siccit&agrave;, le temperature estreme registrate negli ultimi mesi e, pi&ugrave; in generale, gli effetti dei cambiamenti climatici destano crescente preoccupazione anche tra gli artigiani piemontesi.</p>
<p>La progressiva scarsit&agrave; d&rsquo;acqua rischia infatti di incidere sull&rsquo;attivit&agrave; delle imprese artigiane e, pi&ugrave; in generale, sull&rsquo;intero sistema produttivo regionale.</p>
<p>Secondo l&rsquo;analisi dell&rsquo;Ufficio Studi di Confartigianato Imprese &nbsp;sulle &ldquo;imprese idro-esigenti&rdquo;, che ha preso in esame il perimetro delle attivit&agrave; manifatturiere e di quelle dei servizi alla persona, in base all&rsquo;indicatore Intensit&agrave; d&rsquo;uso dell&rsquo;acqua di Istat, in Piemonte, dove la severit&agrave; idrica &egrave; media, nel perimetro dei 10 settori a maggior intensit&agrave; di uso di acqua operano oltre 10mila imprese che danno lavoro a 125mila addetti. Le imprese artigiane sono circa 7mila con circa 28mila addetti. Il 66,9% delle imprese piemontesi che operano nel perimetro di settori water intensive &egrave; artigiano.</p>
<p>&ldquo;La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sar&agrave; un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi. - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale&rdquo;.</p>
<p>Assai preoccupante &egrave; la situazione sula condizione delle infrastrutture idriche. Secondo una recente indagine della CGIA di Mestre in Piemonte, ogni giorno, vengono immessi nelle reti 359 litri pro capite e se ne perdono 127, equivalente al 35,4%.</p>
<p>La regione pi&ugrave; sprecona &egrave; la Basilicata con il 65,5% di perdite, seguita dall&rsquo;Abruzzo con il 62,5%. Quella pi&ugrave; virtuosa &egrave; l&rsquo;Emilia Romagna con solo il 29,7% di acqua che si perde.</p>
<p>Tra i capoluoghi del Piemonte il pi&ugrave; sprecone &egrave; Verbania con il 43% delle perdite, seguito da Novara e Cuneo con il 31,5%, da Biella con il 30,7%, Alessandria 28,9%, &nbsp;Torino 25,6%, &nbsp;Vercelli 22,25 e &nbsp;Asti con il 19,2%.</p>
<p>&ldquo;Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! - conclude &nbsp;Felici - Con la scusa del &ldquo;cambiamento climatico&rdquo; non si fa pi&ugrave; manutenzione e si preferisce scaricare responsabilit&agrave; e disagi su cittadini ed imprese. &Egrave; necessario, con estrema rapidit&agrave; continuare a ripensare alle priorit&agrave; del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficolt&agrave; le attivit&agrave; produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l&rsquo;emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Piemonte, regione solida: meno del 9% delle aziende a rischio insolvenza. Brilla Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piemonte-regione-solida-meno-del-9-delle-aziende-a-rischio-insolvenza-brilla-cuneo_124062.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piemonte-regione-solida-meno-del-9-delle-aziende-a-rischio-insolvenza-brilla-cuneo_124062.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124062/153291.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il Piemonte si conferma come una regione "forte" dal punto di vista aziendale. Le imprese a rischio insolvenza si mantengono al di sotto della media nazionale. Le imprese attive in regione sono 397.325 e, su queste, l&rsquo;incidenza delle imprese a rischio insolvenza, in un orizzonte di 12 mesi, si attesta all&rsquo;8,6%, pari a 34.170 aziende, a fronte di una media italiana del 12,1%, ovvero 674 mila imprese a rischio sul totale nazionale di 5.570.296 imprese attive (Sevendata su dati CCIAA).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel confronto nazionale, il Piemonte si colloca tra le&nbsp;regioni&nbsp;con livelli di&nbsp;rischio sotto la media. Incidenze pi&ugrave; elevate si osservano nel&nbsp;Lazio (17,5%), in Calabria (14,0%), Campania (13,8%), Sicilia (13,1%), Abruzzo (13%), Lombardia (12,6%), Molise (12,2%), Umbria e Puglia (12,1%), Basilicata (11,8%), Liguria (11,4%), Sardegna (11,1%), Toscana (11%), Emilia-Romagna (10,5%), Marche (10,1%); mentre livelli sotto la media si rilevano proprio in Piemonte (8,6%), in Friuli-Venezia Giulia (8,7%), Trentino-Alto Adige (6,6%), Valle d&rsquo;Aosta (7,5%) e Veneto (9%).&nbsp;Su base annua, la quota di&nbsp;imprese a rischio&nbsp;in Piemonte &egrave; cresciuta di 0,7 punti percentuali, a fronte di una crescita media nazionale dell&rsquo;1%.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati emergono dall&rsquo;osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano e il rischio di insolvenza a 12 mesi, da febbraio 2025 a febbraio 2026. Attraverso rating proprietario basato sull&rsquo;intelligenza artificiale a reti neuronali, vengono focalizzate variabili economico-finanziarie, bilanci, eventi negativi pregiudizievoli e scoperti, profili del management e indicatori strutturali delle imprese su base settoriale e territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dentro i confini regionali, l&rsquo;analisi per provincia evidenzia una variabilit&agrave; contenuta ma significativa: l&rsquo;incidenza pi&ugrave; elevata di imprese a maggiore rischio si osserva a&nbsp;Novara&nbsp;(10,1%, 2.840 imprese a rischio),&nbsp;Alessandria&nbsp;(9,5%, 3.461 imprese a rischio),&nbsp;Torino&nbsp;(9,4%, 19.695 imprese a rischio),&nbsp;Biella&nbsp;(9,1%, 1.336 imprese a rischio) e&nbsp;Vercelli&nbsp;(9,0%, 1.265 imprese a rischio), mentre valori pi&ugrave; bassi si registrano nelle province di&nbsp;Asti&nbsp;(7,9%, 1.641 imprese a rischio),&nbsp;Verbano-Cusio-Ossola&nbsp;(7,3%, 854 imprese a rischio) e&nbsp;Cuneo&nbsp;(5,2%, 3.227 imprese a rischio).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;&ldquo;Le imprese del Piemonte nel 2026 si collocano in base al livello di rischio insolvenza sui 12 mesi tra le realt&agrave; pi&ugrave; solide a livello nazionale, con un&rsquo;incidenza significativamente inferiore alla media italiana, confermando un&rsquo;elevata tenuta complessiva del tessuto produttivo &ndash;&nbsp;commenta Fabrizio Vigo, Ceo e co-founder di Sevendata&nbsp;&ndash;. L&rsquo;analisi provinciale evidenzia differenze contenute, con un&rsquo;incidenza leggermente pi&ugrave; elevata a Novara, Alessandria, Torino, Beilla e Vercelli e un profilo pi&ugrave; solido a Cuneo, Verbano-Cusio-Ossola e Asti. La regione mantiene una capacit&agrave; di resilienza che si spiega con la qualit&agrave; e la composizione della sua base produttiva: accanto a una forte presenza del comparto commerciale, e a settori rilevanti come costruzioni, agricoltura e logistica, il territorio beneficia di una struttura produttiva equilibrata e diversificata. Allo stesso tempo, alcuni indicatori segnalano che la resilienza non va data per scontata: il lieve incremento della quota di imprese a rischio e la flessione contenuta del survival rate indicano un contesto in cui la tenuta dipende sempre pi&ugrave; dalla capacit&agrave; delle imprese di preservare equilibrio finanziario, continuit&agrave; operativa e posizionamento di mercato in uno scenario macroeconomico dinamico in grado di gestire fenomeni di incertezza&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">In termini di concentrazione del tessuto imprenditoriale, il Piemonte fa registrare una variazione annuale delle imprese attive pari a -0,6%, a fronte della media italiana che registra il saldo negativo (-0,8%). Il maggior numero di imprese attive &egrave; a Torino (52,7% del totale regionale pari a 209.516 aziende), seguita da&nbsp;Cuneo (15,6%, 62.050 imprese),&nbsp;Alessandria (9,2%, 36.427 imprese)&nbsp;e&nbsp;Novara (7,1%, 28.122 imprese), mentre&nbsp;Asti (5,2%, 20.777 imprese),&nbsp;Biella (3,7%, 14.677 imprese),&nbsp;Vercelli (3,5%, 14.061 imprese)&nbsp;e&nbsp;Verbano-Cusio-Ossola (2,9%, 11.695 imprese). Sul fronte della dinamica annua delle imprese attive, la regione mostra un andamento in lieve contrazione, confermando un quadro complessivamente stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura demografica regionale indica un saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni: il tasso di natalit&agrave; si attesta al 5,3%e la mortalit&agrave; al&nbsp;5,8% (saldo -0,5 punti percentuali). Anche gli indicatori di resilienza mostrano una buona tenuta: il survival rate &ndash; tasso di sopravvivenza &ndash; delle imprese nate nel 2024 e ancora attive nel 2026 &egrave; pari al&nbsp;92,8%, in lieve calo rispetto al biennio 2022&ndash;2024 (93,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista settoriale, il numero pi&ugrave; alto di aziende attive si registra nel commercio (22,5%), seguito da costruzioni (16,1%) e agricoltura e pesca (11,4%). Le incidenze di rischio insolvenza pi&ugrave; elevate si riscontrano nelle attivit&agrave; estrattive in cava (28,4%), nelle&nbsp;attivit&agrave; legate alla gestione di acqua e rifiuti (17,6%), nei&nbsp;fornitori di energia (15,9%)&nbsp;e nelle&nbsp;attivit&agrave; di trasporto e magazzinaggio (12,1%). Le attivit&agrave; meno a rischio sono invece quelle legate ad&nbsp;agricoltura e pesca (2,3%),&nbsp;attivit&agrave; finanziarie e assicurative (2,4%)&nbsp;e&nbsp;altri servizi (3,2%).</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Droni per il diserbo, l'Uncai cita il caso Levaldigi: "Chi tratta senza autorizzazioni è fuori dalla legge"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/droni-per-il-diserbo-l-uncai-cita-il-caso-levaldigi-chi-tratta-senza-autorizzazioni-e-fuori-dalla-legge_124048.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/droni-per-il-diserbo-l-uncai-cita-il-caso-levaldigi-chi-tratta-senza-autorizzazioni-e-fuori-dalla-legge_124048.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/153260.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'episodio avvenuto lo scorso aprile nei pressi dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi, con il sequestro di un drone agricolo utilizzato senza autorizzazioni e il conseguente blocco temporaneo del traffico aereo, continua a far discutere. A intervenire ora &egrave; l'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali (Uncai), che prende spunto proprio da quanto accaduto nel Cuneese per fare chiarezza sull'utilizzo dei droni nei trattamenti fitosanitari.</p>
<p>Secondo l'associazione, infatti, negli ultimi mesi si stanno moltiplicando in diverse aree d'Italia le segnalazioni di agricoltori che effettuano diserbi e altri trattamenti con droni acquistati autonomamente, senza le autorizzazioni previste dalla normativa aeronautica, senza brevetto e senza le necessarie coperture assicurative.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153261.jpg" alt="Drone a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p>"L'episodio avvenuto nei pressi dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi, gi&agrave; ripreso dalla cronaca locale nelle scorse settimane, ha reso pubblico un fenomeno che, secondo chi opera quotidianamente sul territorio, appare pi&ugrave; diffuso di quanto i pochi casi noti lascino intuire", sottolinea Uncai.</p>
<p>Il riferimento &egrave; al fatto avvenuto il 16 aprile scorso, <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/drone-di-grandi-dimensioni-vicino-allaeroporto-di-levaldigi-sequestrato_119363.html" target="_blank" rel="follow">quando un drone professionale di circa 32 chilogrammi fu individuato in volo</a> nelle vicinanze dello scalo cuneese. La Polizia di Frontiera Aerea riusc&igrave; a rintracciare il pilota, risultato privo della licenza di volo, delle autorizzazioni necessarie per operare in prossimit&agrave; di un aeroporto e della copertura assicurativa obbligatoria. Il mezzo venne sequestrato e l'uomo denunciato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153262.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p>Successivamente, alla luce anche di altri episodi registrati negli ultimi mesi e dell'aumento del traffico aereo civile e dell'attivit&agrave; della scuola di volo, la direzione dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi aveva lanciato un appello a cittadini e operatori professionali, invitandoli a verificare sempre le limitazioni previste prima di far volare un drone e ricordando che ogni segnalazione in prossimit&agrave; delle traiettorie degli aeromobili rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza.</p>
<p>Nel suo intervento, Uncai precisa che la recente legge 2 dicembre 2025, n. 182 ha s&igrave; aperto la possibilit&agrave; di autorizzare, in via sperimentale e per tre anni, l'irrorazione aerea con droni, ma che la norma non &egrave; ancora operativa. Manca infatti il decreto attuativo che dovr&agrave; stabilire colture interessate, prodotti utilizzabili e procedure autorizzative. Fino a quel momento i trattamenti fitosanitari con droni sono consentiti esclusivamente nell'ambito di sperimentazioni condotte da universit&agrave;, enti di ricerca, servizi fitosanitari regionali e centri autorizzati dal Ministero della Salute.</p>
<p>Per questo motivo, chiarisce l'associazione, chi oggi utilizza un drone per distribuire fitofarmaci al di fuori di tali sperimentazioni opera al di fuori della normativa vigente.</p>
<p>Uncai evidenzia inoltre che non si tratta soltanto di un problema burocratico. Attualmente i prodotti fitosanitari sono autorizzati per la distribuzione da terra e non esistono ancora formulazioni specifiche n&eacute; linee guida consolidate per l'impiego tramite drone. Proprio su questi aspetti stanno lavorando universit&agrave; e centri di ricerca, con l'obiettivo di definire procedure sicure ed efficaci.</p>
<p>I rischi, ricorda l'associazione, sono concreti: oltre al sequestro del mezzo e alle sanzioni amministrative, nei casi pi&ugrave; gravi possono configurarsi responsabilit&agrave; penali e persino la distruzione del raccolto trattato con prodotti non autorizzati per l'impiego aereo.</p>
<p>"Un incidente o un caso eclatante, come quello registrato vicino a uno scalo aeroportuale, pu&ograve; ritardare l'iter dei decreti attuativi e delle autorizzazioni sperimentali che il settore, contoterzisti compresi, sta cercando di costruire con seriet&agrave; negli ultimi mesi", afferma il presidente di Uncai, <strong>Aproniano Tassinari</strong>.</p>
<p>L'associazione guarda comunque con favore allo sviluppo dell'agricoltura di precisione e alle potenzialit&agrave; offerte dai droni, soprattutto nei contesti pi&ugrave; difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali. L'invito rivolto agli operatori &egrave; per&ograve; quello di attendere il completamento del quadro normativo, verificare sempre le limitazioni previste da Enac e dalla piattaforma d-flight e affidarsi, per i trattamenti fitosanitari, a professionisti che operano nel pieno rispetto delle regole.</p>
<p>Uncai richiama infine anche il tema della concorrenza leale. Sebbene un drone agricolo rappresenti un investimento inferiore rispetto a un trampolo per i trattamenti da terra, il costo del servizio per l'agricoltore resta sostanzialmente analogo. Chi utilizza un drone senza autorizzazioni, osserva l'associazione, non offre quindi un servizio pi&ugrave; economico, ma evita i costi legati a formazione, certificazioni e assicurazioni, penalizzando chi invece opera nel rispetto della normativa.</p>
<p>"In un settore dove ci si conosce e ci si osserva, la scorciatoia individuale rischia di diventare un problema di tutti: la strada giusta resta quella che si pu&ograve; percorrere insieme, non quella che qualcuno si ritaglia da solo scavalcando le regole", conclude Tassinari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153263.jpg" alt="Drone a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153264.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153265.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sfruttamento lavorativo, Sacchetto (FdI): "Dal consiglio regionale attenzione al fenomeno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sfruttamento-lavorativo-sacchetto-fdi-dal-consiglio-regionale-attenzione-al-fenomeno_124043.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sfruttamento-lavorativo-sacchetto-fdi-dal-consiglio-regionale-attenzione-al-fenomeno_124043.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124043/153254.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Nella giornata di luned&igrave; 13 luglio il gruppo di lavoro sullo sfruttamento lavorativo costituito presso la Commissione legalit&agrave; del Consiglio regionale ha licenziato all&rsquo;unanimit&agrave; una relazione unitaria che fotografa la situazione piemontese e propone azioni per continuare a migliorare il contrasto a forme di sfruttamento ed alla promozione delle buone pratiche nei rapporti di lavoro. <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html" target="_blank" rel="nofollow">Una relazione approvata anche dall'opposizione</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;La scelta di approvare una relazione finale condivisa tra maggioranza e opposizione d&agrave; ancora pi&ugrave; forza al lavoro svolto dalla Commissione legalit&agrave; del Consiglio regionale del Piemonte, sul contrasto allo sfruttamento lavorativo non possono esserci divisioni politiche: &egrave; un tema che riguarda la dignit&agrave; delle persone, la legalit&agrave; e il futuro di uno dei comparti pi&ugrave; importanti della nostra economia</em> - dichiara Claudio Sacchetto, Consigliere regionale di Fratelli d'Italia e Presidente della III Commissione Attivit&agrave; produttive del Consiglio regionale del Piemonte, che ha seguito i lavori del gruppo per il suo partito -&nbsp;<em>come Fratelli d'Italia abbiamo voluto dare un contributo concreto alla relazione, inserendo proposte che affrontano il problema non solo sul piano repressivo, ma anche su quello organizzativo ed economico.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>La prima &egrave; il rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualit&agrave;, uno strumento gi&agrave; esistente che coinvolge i Ministeri competenti, occorre premiare chi opera per un'agricoltura rispettosa dei diritti dei lavoratori, negli ultimi anni il Piemonte ha compiuto passi avanti importanti nell'accoglienza dei lavoratori stagionali, diventando un punto di riferimento nazionale ed europeo grazie a esperienze come quella sviluppata nel Saluzzese proponendosi come capofila di importanti progetti come Common ground. &Egrave; un modello costruito con la collaborazione tra istituzioni, imprese agricole, enti locali, associazioni e terzo settore, che dimostra come legalit&agrave; e sviluppo possano procedere insieme.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>Abbiamo chiesto che la Regione si faccia promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di una riforma della fiscalit&agrave; del lavoro agricolo, affinch&eacute; le agevolazioni gi&agrave; previste in alcune aree del Paese anche molto simili alla nostra, come il Trentino Alto Adige, possano essere estese in modo uniforme, rendere meno oneroso il lavoro regolare significa sostenere le imprese sane e contrastare con maggiore efficacia ogni forma di sfruttamento, inoltre nella relazione vi &egrave; un passaggio importante sul fatto che serva un confronto serio con la Grande Distribuzione Organizzata affinch&eacute; venga riconosciuto un giusto prezzo ai produttori, un'agricoltura economicamente pi&ugrave; forte &egrave; anche un'agricoltura che pu&ograve; investire maggiormente nella qualit&agrave; del lavoro, nella sicurezza e nella tutela dei propri dipendenti.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>Questa relazione indica una strada condivisa e pragmatica, che mette al centro la dignit&agrave; del lavoro senza mettere sotto accusa un intero settore che rappresenta una delle eccellenze del Piemonte, il fatto che Fratelli d&rsquo;Italia si sia fatto promotore del tentativo riuscito di un documento unitario del Consiglio definisce la cifra di una Politica che vuole affrontare i problemi e risolverli possibilmente in maniera efficace e duratura. Oggi &egrave; stata scritta una bella pagina nella storia del Consiglio regionale&rdquo;.</em></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Danni fauna selvatica, Coldiretti Cuneo: “Percentuale di risarcimento troppo bassa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124032/153234.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, alla luce del contesto di tensione economica e criticit&agrave; in cui si trovano ad operare le aziende agricole, ha dichiarato: &ldquo;Con l&rsquo;incubo peste suina tornata sui nostri territori, &egrave; ancora pi&ugrave; assurdo che la Regione non risarcisca totalmente i danni provocati dalla fauna selvatica, ma per il secondo anno consecutivo stabilisca il risarcimento nella misura dell&rsquo;83%&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Basta penalizzare le imprese, soprattutto quando il numero degli abbattimenti dei cinghiali continua a essere del tutto insufficiente. Gli indennizzi, pur assumendo nell&rsquo;attuale situazione un&rsquo;importanza essenziale, non rappresentano certo la soluzione al problema, quanto il corretto e dovuto sostegno alle realt&agrave; produttive che, loro malgrado, sono costrette a vedere compromessa una parte, talvolta anche rilevante, della redditivit&agrave; derivante dalla propria attivit&agrave;. Le risorse attualmente stanziate sono mortificanti nei confronti di un settore di primaria importanza per il tessuto economico del territorio&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Attraverso una specifica lettera abbiamo chiesto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura, Paolo Bongioanni, un puntuale intervento affinch&eacute; i risarcimenti possano essere riconosciuti in misura integrale e, soprattutto, l&rsquo;adozione di una modalit&agrave; di gestione e di programmazione che preveda lo stanziamento di adeguate risorse, senza che si vengano a creare situazioni come quelle delle annualit&agrave; 2024 e 2025&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Caldo e sovraffollamento nelle carceri piemontesi: “Cirio dichiari subito lo stato di emergenza”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caldo-e-sovraffollamento-nelle-carceri-piemontesi-cirio-dichiari-subito-lo-stato-di-emergenza_124029.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caldo-e-sovraffollamento-nelle-carceri-piemontesi-cirio-dichiari-subito-lo-stato-di-emergenza_124029.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124029/153231.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale sono intervenute con una nuova interrogazione sul tema del sovraffollamento e del caldo nelle carceri piemontesi: &ldquo;Il presidente Alberto Cirio dichiari immediatamente lo stato di emergenza regionale per la situazione di emergenza dovuta all&rsquo;ondata di calore nelle carceri piemontesi, utilizzando la norma approvata nelle scorse settimane e attivi un piano straordinario a tutela delle persone detenute e di chi lavora nelle carceri&rdquo;.</p>
<p>La richiesta &egrave; stata avanzata anche per avere evidenza dell&rsquo;utilizzo dei fondi arrivati da Roma. &ldquo;Nelle tredici carceri piemontesi sono ospitate circa 4.500 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Il caldo si abbatte su strutture sovraffollate, spesso prive di un adeguato isolamento termico, con celle senza doccia, ventilazione insufficiente e cortili in cemento scarsamente ombreggiati. Nelle stesse condizioni lavorano per ore agenti della Polizia penitenziaria, operatori sanitari, educatori e personale amministrativo&rdquo;.</p>
<p>Marro e Ravinale chiedono la convocazione urgente di una cabina di crisi alla quale partecipino Regione Piemonte, aziende sanitarie, Provveditorato regionale dell&rsquo;amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti, Garanti delle persone private della libert&agrave; e rappresentanze del personale.</p>
<p>&ldquo;La Regione ha competenze dirette sulla sanit&agrave; penitenziaria e ha gi&agrave; attivato strumenti per proteggere la popolazione fragile dagli effetti del caldo. Le persone recluse e i lavoratori nelle carceri devono essere inclusi immediatamente in questi interventi. Servono distribuzione continua di acqua fresca, maggiore accesso alle docce, ventilatori e apparecchiature refrigeranti adeguate, rimodulazione delle attivit&agrave; nelle ore meno calde, controlli sanitari sulle persone pi&ugrave; fragili e spazi di riposo salubri per il personale&rdquo;.</p>
<p>Il Ministero della Giustizia ha comunicato di avere gi&agrave; distribuito ai Provveditorati regionali circa 800.000 euro per l&rsquo;acquisto di frigoriferi, pozzetti refrigerati e ventilatori. &ldquo;Cirio chieda immediatamente al Provveditorato e renda pubblico quanto &egrave; stato assegnato al Piemonte, che cosa &egrave; stato acquistato, dove sono state consegnate le dotazioni e quali carceri ne sono ancora prive. Troppo spesso persino un ventilatore &egrave; dipeso dalle famiglie, dalle associazioni o dalla generosit&agrave; di enti religiosi e fondazioni. Nel 2024, al Lorusso e Cutugno di Torino, 80 ventilatori arrivarono grazie a una donazione della CEI. La Caritas Diocesana di Alessandria ha donato ventilatori al carcere Don Soria, a quello di Cuneo pochi giorni fa ne sono stati consegnati 40 grazie al Banco Azzoaglio. Questi gesti di fondamentale solidariet&agrave; per&ograve; non possono essere la prassi, una dotazione essenziale non pu&ograve; continuare a essere affidata alla beneficenza&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Da oggi Cirio non pu&ograve; sostenere di non conoscere il rischio. La Regione ha competenze dirette sulla tutela sanitaria delle persone detenute e dispone di strumenti per coordinare una risposta straordinaria. Le celle sovraffollate stanno diventando forni e i reparti penitenziari luoghi di lavoro insalubri. Ogni giorno di inerzia espone persone detenute e lavoratori a rischi sanitari e di sicurezza. Il presidente Cirio ha oggi uno strumento regionale appena approvato: lo utilizzi e assuma la responsabilit&agrave; di coordinare una risposta immediata&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, la carrozza di Natale continua far discutere. Gli animalisti: “Delusi dalla risposta di Confcommercio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-la-carrozza-di-natale-continua-far-discutere-gli-animalisti-delusi-dalla-risposta-di-confcommercio_124028.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-la-carrozza-di-natale-continua-far-discutere-gli-animalisti-delusi-dalla-risposta-di-confcommercio_124028.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124028/153230.jpg" title="" alt="" /><br /><p><br>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento di alcune associazioni animaliste cuneesi che tornano a sollevare il tema della <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/a-cuneo-per-natale-una-carrozza-trainata-da-cavalli-il-disappunto-delle-associazioni-animaliste_110804.html" target="_blank" rel="follow">presenza di una carrozza negli eventi di Natale</a>. La questione era gi&agrave; stata al centro di un dibattito prima dello scorso Natale, con relativa <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/critiche-alla-carrozza-di-babbo-natale-in-via-roma-l-azienda-i-nostri-cavalli-trattati-al-meglio_110908.html" target="_blank" rel="follow">replica dell&rsquo;azienda interessata</a>:</p>
<p>Le scriventi associazioni LAV, Cuneo Veg e SEquS desiderano condividere con la cittadinanza una riflessione sulla presenza della carrozza trainata da cavalli nel centro storico durante le festivit&agrave; natalizie.</p>
<p>Ogni anno Via Roma si riempie di luci, musica, mercatini e persone. &Egrave; un luogo di incontro, di festa, di socialit&agrave;. In questo scenario, per&ograve;, continua a essere proposta un&rsquo;attrazione che appartiene a un modo di concepire gli animali che riteniamo sempre pi&ugrave; distante dalla sensibilit&agrave; contemporanea: una carrozza trainata da cavalli, utilizzati per offrire un servizio ricreativo a cittadini e turisti.</p>
<p>Si potrebbe discutere delle condizioni in cui questi animali sono costretti a lavorare: il rumore, la musica, la folla, il traffico, la pavimentazione in sanpietrini, il peso della carrozza e dei passeggeri. Tutti elementi che rendono il contesto urbano particolarmente gravoso.</p>
<p>Ma la questione che vorremmo porre &egrave; ancora pi&ugrave; profonda.</p>
<p>Nessun cavallo sceglie spontaneamente di trainare una carrozza in mezzo alla folla. Quella che pu&ograve; apparire come collaborazione &egrave; in realt&agrave; il risultato di un lungo processo di addestramento finalizzato a ottenere obbedienza e controllo. Per assoggettare un animale alla volont&agrave; umana vengono impiegati strumenti di coercizione fisica e psicologica, come il morso, le briglie, la frusta e gli speroni. Prima ancora di essere esibito in pubblico come attrazione, ogni cavallo attraversa un percorso di doma volto a renderlo funzionale alle esigenze dell&rsquo;uomo, un processo di progressiva limitazione della sua autonomia che avviene lontano dagli occhi dell&rsquo;opinione pubblica.</p>
<p>Per secoli gli animali sono stati utilizzati perch&eacute; non esistevano alternative. Trainavano carri, aravano i campi, trasportavano persone e merci. Oggi quella necessit&agrave; &egrave; scomparsa. Eppure, continuiamo a ricorrere agli animali per il turismo, lo spettacolo e l&rsquo;intrattenimento.</p>
<p>La domanda che dovremmo porci &egrave; semplice: abbiamo davvero bisogno che un cavallo trascini una carrozza per rendere pi&ugrave; bello il Natale? Noi crediamo di no.</p>
<p>Per questo motivo abbiamo chiesto un confronto con l&rsquo;amministrazione comunale e con Confcommercio, proponendo di sostituire la carrozza con attrazioni capaci di coinvolgere bambini e famiglie senza ricorrere all&rsquo;impiego di animali. Le alternative esistono e sono numerose. Basti pensare all&rsquo;evento &ldquo;Il Magico Paese di Natale&rdquo;, che ogni anno richiama un enorme afflusso di visitatori grazie a spettacoli, installazioni, attivit&agrave; per bambini e un efficiente sistema di navette, senza ricorrere all&rsquo;impiego di animali. &Egrave; la dimostrazione che &egrave; possibile organizzare un Natale capace di attrarre famiglie e turisti con intrattenimenti che non prevedono sfruttamento.</p>
<p>Siamo purtroppo rimasti delusi dalla risposta di Confcommercio, che ha confermato la volont&agrave; di proseguire questa tradizione, osservando come l&rsquo;attivit&agrave; sia perfettamente conforme alla normativa vigente. &Egrave; evidente che ogni iniziativa debba rispettare la legge; tuttavia, la legalit&agrave; non coincide necessariamente con la giustizia. La storia dimostra che molte forme di oppressione, pur essendo pienamente legali, sono state successivamente riconosciute come moralmente inaccettabili. Pensiamo, ad esempio, alla schiavit&ugrave; o alla condizione di inferiorit&agrave; giuridica delle donne. Il loro superamento &egrave; stato possibile grazie a una trasformazione culturale che ha preceduto quella legislativa.</p>
<p>&Egrave; esattamente ci&ograve; che sta accadendo oggi nel nostro rapporto con gli altri animali. Sempre pi&ugrave; persone rifiutano l&rsquo;idea che possano essere considerati strumenti, propriet&agrave; o risorse al servizio dell&rsquo;essere umano. Sempre pi&ugrave; citt&agrave; scelgono di abbandonare l&rsquo;uso di cavalli per il trasporto turistico.</p>
<p>Sempre pi&ugrave; istituzioni comprendono che una tradizione non si difende conservandola immutata, ma lasciandola evolvere insieme alla societ&agrave;.</p>
<p>Per questo rivolgiamo un appello all&rsquo;amministrazione comunale, a Confcommercio e a tutti i cittadini.</p>
<p>Facciamo in modo che il Natale di Cuneo continui a essere un momento di festa, ma lo sia per tutti. Dimostriamo che &egrave; possibile costruire una citt&agrave; accogliente, attrattiva e viva senza trasformare gli animali in strumenti di intrattenimento. Perch&eacute; il modo in cui scegliamo di celebrare una festa racconta molto del tipo di societ&agrave; che vogliamo essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LAV Cuneo<br>Cuneoveg<br>SequS</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Vicoforte, pace fatta dopo le polemiche: il Comune conferma il sostegno al "Foam's American Day"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/vicoforte-pace-fatta-dopo-le-polemiche-il-comune-conferma-il-sostegno-al-foam-s-american-day_124020.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/vicoforte-pace-fatta-dopo-le-polemiche-il-comune-conferma-il-sostegno-al-foam-s-american-day_124020.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124020/153222.jpg" title="American Day a Vicoforte" alt="American Day a Vicoforte" /><br /><p>La recente e partecipata edizione del "Foam&rsquo;s American Day", andata in scena con grande successo a Vicoforte dal 19 al 21 giugno, continua a far discutere la politica locale, ma trova un punto di svolta istituzionale.</p>
<p>Dopo il duro attacco sferrato dalla minoranza durante l'ultimo Consiglio comunale di fine mese, in cui l'amministrazione era stata accusata di non aver supportato adeguatamente la manifestazione, il sindaco e la Giunta avevano immediatamente respinto le critiche, promuovendo un confronto diretto con gli organizzatori.</p>
<p>L'incontro chiarificatore si &egrave; svolto mercoled&igrave; 8 luglio, alla presenza del sindaco, del vicesindaco e del presidente dell'associazione vicese Foam, accompagnato da alcuni membri del consiglio direttivo. Nel corso della riunione, culminata con un resoconto condiviso e concordato dalle parti, i vertici dell'associazione hanno espresso la propria totale estraneit&agrave; rispetto alle rimostranze e alle accuse sollevate dal consigliere di minoranza. Il direttivo ha anzi riconosciuto apertamente la risposta positiva e la piena collaborazione sempre ricevuta dal Comune in merito a tutte le richieste presentate per la gestione della kermesse.</p>
<h2>Vicoforte, l'amministrazione ribadisce il sostegno all'evento</h2>
<p>Durante il colloquio sono state tuttavia analizzate le reali criticit&agrave; che gravano sull'evento. Gli organizzatori hanno evidenziato la crescente complessit&agrave; nella gestione e nella preparazione della manifestazione, dovuta principalmente alla scarsa presenza di volontari e alle limitate risorse finanziarie che si riescono a reperire attraverso le sponsorizzazioni dei privati.</p>
<p>Si tratta di ostacoli strutturali che, come specificato dall'associazione, condizioneranno l'organizzazione delle edizioni future ma che non hanno nulla a che vedere con l'operato del Comune, la cui attenzione verso le esigenze della Foam non &egrave; mai venuta meno.</p>
<p>Dal canto suo, l&rsquo;amministrazione comunale ha confermato ufficialmente la massima volont&agrave; di continuare a sostenere il "Foam&rsquo;s American Day" anche negli anni a venire. Il Comune ha ribadito il valore strategico della manifestazione, riconoscendone l&rsquo;indubbia rilevanza dal punto di vista turistico e la forte visibilit&agrave; che l'evento riesce a garantire all'intero territorio di Vicoforte.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Emergenza idrica, la Regione raccomanda un “utilizzo consapevole” dell’acqua potabile]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-raccomanda-un-utilizzo-consapevole-dellacqua-potabile_124016.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-raccomanda-un-utilizzo-consapevole-dellacqua-potabile_124016.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124016/153217.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; riunito oggi al Grattacielo Piemonte il Tavolo per l&rsquo;emergenza idrica al quale hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo e all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Citt&agrave; Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.</p>
<p>&ldquo;Il caldo e l&rsquo;assenza di piogge stanno determinando un&rsquo;emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l&rsquo;agricoltura. - ha riassunto il presidente Cirio - Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d&rsquo;Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l&rsquo;uso agricolo. Per quanto riguarda l&rsquo;aspetto idropotabile, ci sono un centinaio i Comuni che in questo momento in Piemonte hanno gi&agrave; fatto ordinanze per regolare la gestione dell&rsquo;acqua, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni di montagna, dove ci sono localit&agrave; nelle quali gi&agrave; oggi dobbiamo intervenire con le autobotti. Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari&rdquo;.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;acqua potabile, inoltre, l&rsquo;assessore Marnati ha raccomandato &ldquo;un utilizzo consapevole da parte dei cittadini&rdquo; ed ha annunciato che verranno valutati con attenzione i consumi dei prossimi dieci giorni. Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all&rsquo;uso delle autobotti per aumentare la quantit&agrave; di acqua presente nelle vasche degli acquedotti.</p>
<p>L&rsquo;assessore Bongioanni ha ricordato che &ldquo;in Regione &egrave; operativo un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito specifico di monitorare il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, che si riunisce con regolarit&agrave; per elaborare i dati di Arpa e fornire al mondo agricolo indicazioni proiettive&rdquo;. &ldquo;E a fine luglio - ha anticipato - incardineremo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell&rsquo;acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare&rdquo;.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124016/small_153218.jpg" alt="" loading="lazy"><br>La situazione idrica in Piemonte al 13 luglio</h2>
<p>La relazione presentata da Arpa rileva che ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticit&agrave; pi&ugrave; evidenti sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L&rsquo;indice sintetico di siccit&agrave; evidenzia condizioni di siccit&agrave; severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020.</p>
<p>Le temperature per contro sono state marcatamente superiori alla media del periodo: con un&rsquo;anomalia termica regionale di +3,5 &deg;C, questo del 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno pi&ugrave; caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa. A questo si aggiunge l&rsquo;ondata di calore registrata a fine maggio che ha contribuito ad aumentare in modo deciso l&rsquo;evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsit&agrave; di precipitazioni sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulla disponibilit&agrave; complessiva della risorsa idrica.</p>
<p>Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. In particolare, il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio ha registrato una portata media di 62 m&sup3;/s, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.</p>
<p>Per le prossime due settimane l'alta pressione che interesser&agrave; gran parte dell&rsquo;Europa, porter&agrave; in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e sporadiche precipitazioni per lo pi&ugrave; associate a fenomeni temporaleschi che non consentiranno di superare la situazione idrica complessivamente deficitaria.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 19:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Aggressione ai carabinieri di Fossano: “Le dinamiche sono chiare e le responsabilità nette”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/aggressione-ai-carabinieri-di-fossano-le-dinamiche-sono-chiare-e-le-responsabilita-nette_124009.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/aggressione-ai-carabinieri-di-fossano-le-dinamiche-sono-chiare-e-le-responsabilita-nette_124009.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124009/153205.jpg" title="Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua " alt="Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua " /><br /><p>Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua si riuniscono per esprimere vicinanza ai carabinieri aggrediti a Fossano nel corso della scorsa settimana. Ecco la loro nota:</p>
<p><br>&ldquo;Con il presente comunicato, noi Consiglieri di opposizione di Fossano, desideriamo manifestare vicinanza ed un sincero augurio di pronta guarigione ai quattro militari della locale Compagnia dei Carabinieri, rimasti feriti nell&rsquo;aggressione presso la stazione ferroviaria, e agli operatori del servizio sanitario d&rsquo;emergenza 118, coinvolti in prima linea nelle medesime concitate fasi dell'intervento.</p>
<p>Teniamo infatti a sottolineare l&rsquo;alto valore della professionalit&agrave;, della prontezza e della fermezza dimostrate dai Carabinieri nell&rsquo;isolare il soggetto e nel gestire un intervento improvviso ed inaspettato, evitando che la situazione potesse degenerare ulteriormente a danno di altre persone. Stessa professionalit&agrave; e prontezza dimostrate altres&igrave; durante l&rsquo;intervento presso la Cascina Pensolato.</p>
<p>Auspichiamo e chiediamo che questi atti siano perseguiti secondo i criteri di giustizia, senza che gli stessi si trasformino oggetto di strumentalizzazioni politiche. Le dinamiche sono chiare e le responsabilit&agrave; nette.</p>
<p>Rileviamo comunque che, da tempo a Fossano, si ripetono casi di microcriminalit&agrave;, in particolare nella zona della stazione. &ldquo;Contiamo che la presenza delle videocamere di sorveglianza fornisca un monitoraggio continuo e sia attivato quanto prima il collegamento con le Forze dell&rsquo;Ordine&rdquo;.</p>
<p>Ribadiamo l&rsquo;importanza di una costante presenza della Polizia Locale sul territorio, possibilmente prevedendo un distaccamento presso i locali liberi del Movicentro.</p>
<p>Concordiamo sull&rsquo;importanza di convocare, quanto prima, un tavolo dei consiglieri per approfondire il discorso sulla sicurezza.&nbsp;</p>
<p>Ancora una volta, rinnoviamo il nostro grazie alle donne e agli uomini in divisa per il costante presidio a tutela della comunit&agrave; fossanese&rdquo;.</p>
<p class="p1"><strong>Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua<br>C</strong><strong><span class="Apple-converted-space">onsiglieri di opposizione di Fossano</span></strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Contro il ddl caccia un ordine del giorno a Cuneo: firma anche un pezzo di centrodestra]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/contro-il-ddl-caccia-un-ordine-del-giorno-a-cuneo-firma-anche-un-pezzo-di-centrodestra_124007.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/contro-il-ddl-caccia-un-ordine-del-giorno-a-cuneo-firma-anche-un-pezzo-di-centrodestra_124007.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124007/153203.jpg" title="" alt="" /><br /><p>No al disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato: l&rsquo;iniziativa della maggioranza trova la contrariet&agrave; di uno spezzone trasversale dei gruppi consiliari cuneesi, con una curiosa inversione dei ruoli rispetto allo scenario politico nazionale.</p>
<p>Se infatti in parlamento il progetto di riforma - ora all&rsquo;esame della Camera - ha trovato il no del Partito Democratico e delle altre opposizioni (oltre a quello di 57 associazioni ambientaliste e animaliste), a Cuneo l&rsquo;ordine del giorno di condanna promosso da Cuneo Mia e Cuneo per i Beni Comuni a sinistra, ha il sostegno anche degli Indipendenti e di due consiglieri di centrodestra,&nbsp;<strong>Mavy Civallero</strong> per SiAmo Cuneo e <strong>Franco Civallero</strong> per Forza Italia. Per contro nessun consigliere di maggioranza, Pd incluso, ha per ora aderito all&rsquo;iniziativa.</p>
<p>Il disegno di legge che ha come primo firmatario il capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia Lucio Malan &egrave; stato molto contestato anche all&rsquo;interno della maggioranza, dove le deputate Rita dalla Chiesa di Forza Italia e Michela Vittoria Brambilla di Noi Moderati hanno gi&agrave; avviato iniziative bipartisan per affossarlo. C&rsquo;&egrave; inoltre il dubbio che alcune modifiche nel testo possano violare due capisaldi della tutela della biodiversit&agrave; a livello europeo - la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli - ed esporre l&rsquo;Italia a procedure di infrazione.</p>
<p>&ldquo;Riteniamo che un provvedimento destinato ad incidere profondamente sulla tutela della fauna selvatica, sugli ecosistemi naturali e sulla gestione del patrimonio naturale nazionale non possa essere valutato esclusivamente sotto il profilo agricolo e venatorio&rdquo; osservano i gruppi consiliari contrari, chiedendo un pi&ugrave; ampio coinvolgimento sia del parlamento - nello specifico la commissione Ambiente della Camera - sia del mondo scientifico, delle associazioni e con gli enti gestori delle aree protette.</p>
<p>&ldquo;Il disegno di legge, - spiegano i consiglieri - concretamente regolarizza una serie di comportamenti che alcuni cacciatori fanno gi&agrave; da tempo, in deroga; rimuove alcuni divieti e regole, favorendo chi guadagna grazie alla caccia; e ridimensiona il ruolo dell&rsquo;Ispra che, tra le altre cose, fornisce assistenza ai ministeri sulle questioni ambientali&rdquo;. Tra i punti principali e pi&ugrave; contestati, oltre al riconoscimento della caccia come attivit&agrave; che &ldquo;concorre alla tutela della biodiversit&agrave; e dell&rsquo;ecosistema&rdquo;, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ampliamento delle zone interessate all&rsquo;attivit&agrave; venatoria su cui saranno le regioni ad esprimersi, inviando relazioni ai ministeri dell&rsquo;Agricoltura e dell&rsquo;Ambiente.</p>
<p>Tra i divieti eliminati si annovera quello di caccia nei pressi dei valichi montani attraversati dalle rotte migratorie di uccelli, dove la proibizione sar&agrave; attiva solo in determinati periodi dell&rsquo;anno: &ldquo;In generale, non &egrave; pi&ugrave; previsto un calendario venatorio valido per tutta l&rsquo;Italia&rdquo;. Si critica inoltre la prevista possibilit&agrave; di cacciare i cinghiali e altri ungulati su terreni coperti di neve: &ldquo;L&rsquo;attuale legge del 1992 vieta tale possibilit&agrave; nel tentativo di tutelare la fauna selvatica: con la neve, gli animali sono vulnerabili, faticano a trovare cibo, si muovono pi&ugrave; difficilmente e sono pi&ugrave; rintracciabili tramite le impronte. Inoltre anche altre nuove specie saranno cacciabili come l&rsquo;oca selvatica e il piccione di citt&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Allo stesso tempo si prevede la liberalizzazione dei richiami vivi con la possibilit&agrave; di catturare in natura (pare) fino a dieci uccelli per ciascuna specie e l&rsquo;assenza di limiti alla detenzione di esemplari nati e allevati in cattivit&agrave;. Continuando a porre l&rsquo;attenzione sugli animali, il lupo viene eliminato dall&rsquo;elenco delle specie &ldquo;particolarmente protette&rdquo;, sebbene il testo non lo inserisca nella lista delle specie che possono essere braccate. Nella versione finale del testo da questo ampliamento sono state escluse alcune specie di ungulati, come lo stambecco e il camoscio, indicate in un allegato della direttiva Habitat come da preservare.</p>
<p>&ldquo;Le critiche su questo testo - ricordano i gruppi firmatari dell&rsquo;odg - non giungono solo dalle associazioni legate agli animali e all'ambiente, ma anche da persone influenti della societ&agrave; civile, scienziati, ricercatori e da alcuni noti esponenti di destra; una parte considerevole del mondo cattolico ha espresso preoccupazione&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item></channel></rss>
