Emergenza acqua per gli agricoltori della bassa valle Grana: "Rischiamo di perdere tutto"
Le aziende agricole denunciano gli effetti della siccità e del Deflusso Minimo Ecologico. Martedì la conferenza dei servizi per valutare un aumento della portataNel pomeriggio di giovedì 9 luglio diversi agricoltori della bassa valle Grana si sono ritrovati davanti alla presa "Sciosa", nel comune di Valgrana al confine con Caraglio, per confrontarsi sulla drammatica situazione che stanno vivendo a causa della siccità, aggravata dalle limitazioni imposte dall'attuale normativa sul Deflusso Minimo Ecologico.
Si è trattato del secondo momento di confronto organizzato alla "Sciosa". Già a fine giugno gli agricoltori si erano dati appuntamento nello stesso luogo per denunciare una situazione ritenuta ormai insostenibile. A distanza di pochi giorni, però, nulla è cambiato e l'emergenza continua ad aggravarsi.

Nel torrente Grana infatti rimane pochissima acqua. Gli agricoltori, però, non possono utilizzarla a causa della normativa sul Deflusso Minimo Ecologico (DME), un obbligo di legge che impone di mantenere un flusso minimo nel torrente per garantire l'equilibrio naturale del corso d'acqua.
Dal canale del Consorzio irriguo del Bedale dipendono oltre 1.400 utenze agricole, che irrigano circa 4.600 giornate di terreno tra Caraglio e le frazioni di Vallera, Paniale, San Lorenzo, Maccagno e Rittanolo. Coltivazioni di mais, soia, fagioli, frutteti, ortaggi e piccoli frutti, oltre a numerosi allevamenti, rischiano oggi di subire pesanti conseguenze.

Il problema è che la portata del Grana si è ormai ridotta a tal punto che, anche mantenendo completamente chiusa la presa destinata all'irrigazione, non si riuscirebbe comunque a garantire il Deflusso Minimo Ecologico previsto dalla normativa.
A rendere la situazione ancora più paradossale è il fatto che l'acqua che oggi non può essere derivata per l'irrigazione, una volta rilasciata nel torrente, si disperde completamente nell'alveo meno di un chilometro più a valle, assorbita dal terreno.

L'incontro di giovedì non è stato pensato come una protesta, come annunciato erroneamente in mattinata da alcuni organi di informazione e sui social, ma come un momento di confronto su una situazione che tutte le aziende agricole della zona definiscono ormai insostenibile.
Presenti anche alcuni agenti in borghese inviati dalla Questura, allarmata dalla possibilità di un presidio non autorizzato. Gli agenti hanno potuto constatare la natura pacifica dell'incontro, che non ha interferito con il passaggio di auto o ciclisti in nessun momento e non può essere definito né una manifestazione né un presidio.

Insieme agli agricoltori erano presenti la sindaca di Caraglio Paola Falco e l'onorevole Giorgio Maria Bergesio.
Paola Falco ha colto l'occasione per annunciare la convocazione di una Conferenza dei Servizi, prevista nella mattinata di martedì 14 luglio. Al tavolo prenderanno parte Provincia di Cuneo, Regione Piemonte e Autorità di Bacino, con l'obiettivo di valutare una deroga che consenta di ridurre temporaneamente l'attuale portata della paratoia destinata al deflusso minimo, aumentando così la quantità d'acqua disponibile per l'irrigazione.

L'annuncio di una data certa per la Conferenza dei Servizi è stato accolto con favore, ma non è bastato a rassicurare gli agricoltori. "Per irrigare abbiamo il turno ogni quindici giorni, anche se la deroga dovesse arrivare martedì ed essere applicata subito, chi ha il turno in questi giorni dovrebbe comunque aspettare quello successivo. Con queste temperature nessun raccolto può resistere altri quindici giorni" hanno osservato gli agricoltori presenti.
Tra i partecipanti è emersa anche la preoccupazione per le conseguenze economiche dell'emergenza.
"Continuiamo a pagare la quota al Consorzio, ma poi ci ritroviamo senza acqua. Quando finalmente arriva il nostro turno dobbiamo comunque sostenere i costi dell'energia per far funzionare le pompe. Se il raccolto va perso, chi ci risarcisce quei danni? Alla fine il rischio ricade sempre sulle aziende agricole" ha commentato un altro agricoltore.
Molti hanno inoltre ribadito che la richiesta non è quella di mettere in discussione la tutela dell'ambiente, ma di ottenere una deroga temporanea in una situazione straordinaria.
"Nessuno vuole togliere l'acqua al torrente. Chiediamo soltanto un po' di buon senso. Se l'acqua viene lasciata scorrere e dopo poche centinaia di metri si disperde completamente nel terreno, mentre i campi si seccano, è evidente che in questa situazione serve una soluzione diversa".

Una preoccupazione condivisa dall'onorevole Giorgio Maria Bergesio, presente non in qualità di parlamentare, ma come presidente di Acque Irrigue Cuneesi.
Bergesio ha ascoltato gli agricoltori, i rappresentanti del Consorzio irriguo del Bedale e il gestore della centralina della presa, impegnandosi a rappresentare le loro istanze nei confronti della Provincia e della Regione in vista della conferenza dei servizi.
La deroga, infatti, può essere concessa esclusivamente attraverso questo percorso, dopo che dal 25 giugno l'Autorità di Bacino del Po ha sospeso la possibilità per Piemonte e Lombardia di autorizzare autonomamente deroghe al Deflusso Minimo Ecologico.
"Ho presentato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, è già protocollata e spero di ricevere una risposta al più presto, perché ritengo che una situazione come questa dimostri come il potere decisionale non possa essere demandato esclusivamente all'Autorità di Bacino" ha dichiarato Bergesio.

Il parlamentare ha inoltre riferito che un’immediata risposta sia stata inviata all’Autorità di Bacino anche da parte dell'assessore regionale all'Ambiente Matteo Marnati, che avrebbe espresso il proprio dissenso rispetto alla decisione: "Un messaggio forte è stato mandato".
Guardando al futuro, Bergesio ha infine invitato il territorio a cogliere le opportunità offerte dai prossimi bandi per la realizzazione di invasi e nuove infrastrutture irrigue, opere che potrebbero consentire di ridurre le perdite d'acqua e rendere più efficiente il sistema.

Per gli agricoltori, tuttavia, il problema resta l'immediato. Le colture hanno bisogno di acqua oggi e ogni giorno di attesa rischia di tradursi in raccolti compromessi. Tutte le speranze sono ora affidate all'esito della conferenza dei servizi di martedì prossimo, dalla quale potrebbe giungere la deroga attesa ormai da settimane. E alla pioggia, che si spera arrivi presto.

Il video è disponibile dopo la gallery delle foto, in fondo a questo articolo.
VALGRANA siccità - agricoltori - Emergenza idrica - bergesio - Paola Falco










Condividi