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<p>Organizzato congiuntamente dalle Commissioni Legalit&agrave; e Sanit&agrave; del Consiglio regionale, ha visto in apertura l&rsquo;intervento del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia: &ldquo;La prevenzione, non la repressione, &egrave; la leva decisiva per proteggere la sanit&agrave;. Le regole anticorruzione, se ben applicate e digitalizzate, non sono un freno burocratico ma un volano di efficienza, qualit&agrave; delle cure e fiducia del cittadino. Il filo conduttore &egrave; la trasparenza. La soluzione non sta in un singolo intervento ma nella combinazione di pi&ugrave; misure e nella collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali&rdquo;. &ldquo;L'entit&agrave; degli investimenti in sanit&agrave; (oltre un quarto della spesa pubblica in contratti per lavori, servizi e forniture) e l'ampia asimmetria informativa tra medico e paziente rendono le pratiche scorrette pi&ugrave; difficili da individuare &ndash; ha proseguito &ndash; per questo serve un'"alleanza per l'integrit&agrave;" da costruire insieme, nella e per la trasparenza, per ridurre il cattivo uso di risorse sempre scarse. Con un duplice fine: restituire fiducia ai pazienti e orgoglio a chi opera nel settore sanitario, non solo per le cure erogate ma per il modo corretto in cui vengono erogate. I whistleblower sono figure preziose per raggiungere questi obiettivi&rdquo;.</p>
<p>A seguire l&rsquo;intervento di Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, che ha presentato il recente report in cui sono contenuti i numeri dell&rsquo;impatto economico: &ldquo;Emergono come criticit&agrave; del settore la frammentazione della terminologia utilizzata, la scarsa interoperabilit&agrave; dei sistemi informativi, il sistema di controlli eccessivamente sbilanciato sui controlli ex post e non sulla prevenzione, conflitti di interesse. Come Fondazione proponiamo la creazione di un osservatorio nazionale, un sistema integrato che metta a fattor comune dati amministrativi, contabili e giudiziari gi&agrave; in possesso dello Stato, rendendoli accessibili per misure preventive; utilizzo di strumenti di sistemi di AI predittiva per identificare segnali di deviazione prima che il danno economico o sanitario si verifichi; spostamento dell&rsquo;attenzione dalla trasparenza della gara d'appalto (fase esecutiva) alla trasparenza della programmazione dei fabbisogni, verificando se l'acquisto risponda a un reale bisogno di salute&rdquo;.</p>
<p>Dopo i saluti della sottosegretaria della Giunta, Claudia Porchietto che ha sottolineato &ldquo;la necessit&agrave; di passare da una gestione reattiva a una proattiva della spesa sanitaria, utilizzando strumenti analitici per dare risposte migliori ai cittadini&rdquo; e auspicato &ldquo;un lavoro sinergico tra Giunta e Consiglio regionale per implementare le proposte emerse dal seminario&rdquo;, il presidente della Quarta Commissione, Luigi Icardi, ha ripercorso le tappe del progetto "Gli anticorpi della corruzione" realizzato in collaborazione con Agenas durante la pandemia Covid-19.</p>
<p>&ldquo;Siamo stati i primi in Italia ad aprire un&rsquo;unit&agrave; di crisi nel 2019. Di fronte a servizi difficili da approvvigionare, &egrave; stato creato un settore dedicato agli acquisti come scudo verso eventuali truffe e proroghe reiterate dei contratti, che ci ha permesso &ndash; ad esempio - di bloccare una truffa grazie a questo presidio giuridico. Nell'autunno dello stesso anno &egrave; nato un settore specifico anticorruzione nella direzione sanit&agrave; che ha lavorato sulle criticit&agrave; principali: contratti di approvvigionamento beni e servizi, gestione liste d'attesa, rapporti con le case farmaceutiche. Inoltre abbiamo promosso un piano formativo su misure di trasparenza e anticorruzione per i referenti delle Asl, che all&rsquo;inizio &egrave; stato vissuto dai dipendenti come un ulteriore adempimento, ma poi ha dato i suoi frutti. La formazione continua serve a combattere l'opacit&agrave; della funzione, alzare il livello etico e disinnescare i meccanismi di auto-assoluzione. Infine voglio sottolineare il grande lavoro che c&rsquo;&egrave; da fare sui sistemi informativi delle Asl che sono diverse decine, diversi tra loro e non comunicanti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sul grado di contrasto all'illegalit&agrave; sono stati fatti passi da gigante, nella consapevolezza che le attivit&agrave; anticorruzione non sono un mero adempimento ma generano valore pubblico &ndash; ha aggiunto la responsabile del settore Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private in Sanit&agrave;, Laura Benente - la diffusione non &egrave; per&ograve; totale: resta un lavoro culturale da fare sulla parte organizzativa, meno misurabile oggettivamente. Serve agire su due fronti: gli strumenti normativi di vigilanza e prevenzione, e il consolidamento culturale dei risultati gi&agrave; raggiunti&rdquo;.</p>
<p>Per il presidente dell&rsquo;Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra, &ldquo;l&rsquo;istituzione dell&rsquo;organismo ha rappresentato un cambio di paradigma. Noi non siamo un tribunale, non interveniamo ex post. Ma siamo una sentinella di prossimit&agrave; chiamata a presidiare un&rsquo;area grigia che non possiamo pi&ugrave; sottovalutare. Va istituzionalizzato un modello di controllo preventivo che affronti non solo i reati penali, ma anche le inefficienze amministrative e le asimmetrie informative che generano danni concreti ai cittadini. Come detto in precedenza, c&rsquo;&egrave; urgenza di un sistema informativo unico, la frammentazione dei software attuali crea zone di rischio gestionale che, pur non essendo necessariamente reati, rappresentano punti di debolezza strutturale&rdquo;.</p>
<p>Nelle conclusioni, il presidente della Commissione Legalit&agrave;, Domenico Rossi, ha sottolineato che &ldquo;di fronte a questi numeri e questi problemi &egrave; evidente che dobbiamo compiere un salto di qualit&agrave; spostando il focus dai controlli ex-post, che intervengono quando il danno &egrave; ormai compiuto, a una strategia di prevenzione ordinaria. Va fatto innanzitutto per per tutelare il bene supremo del diritto alla salute: in un momento cos&igrave; delicato non possiamo permetterci sprechi di risorse. Per rendere efficace questa svolta servono una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati, una trasparenza reale sulle liste d'attesa, il potenziamento degli uffici dell'anticorruzione regionale e un maggiore coordinamento tra i soggetti che si occupano di legalit&agrave; e controlli. Valuteremo l'attivazione di un programma strutturato di audizioni".</p>
<p>All&rsquo;incontro hanno partecipato i consiglieri Eugenio Zappal&agrave; (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Laura Pompeo, Daniele Valle (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), il difensore civico Paola Baldovino, i componenti dell&rsquo;Orecol Aurora Andrea Di Benedetto e Nicola Longo.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 17:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La progressiva riduzione dei servizi sanitari rende sempre più difficile vivere nelle valli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124414/153929.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La vicenda della cessazione dell&rsquo;attivit&agrave; di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell&rsquo;ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre &egrave; l&rsquo;ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanit&agrave; territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell&rsquo;accesso a un servizio fondamentale".</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>"Va riconosciuto lo sforzo dell&rsquo;ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilit&agrave; a garantire la continuit&agrave; assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, per&ograve;, non &egrave; l&rsquo;impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".</p>
<p>"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novit&agrave; positiva quella che, nella realt&agrave;, &egrave; una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l&rsquo;attivit&agrave; adesso, non &egrave; un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".</p>
<p>Per Calderoni la questione supera il singolo episodio: "La progressiva riduzione dei servizi sanitari &egrave; uno dei principali fattori che rendono sempre pi&ugrave; difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sar&agrave; pi&ugrave; complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sar&agrave; inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualit&agrave;".</p>
<p>"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realt&agrave; racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanit&agrave; pubblica &egrave; il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilit&agrave; di continuare a viverci".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La corruzione lede il diritto alla salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124411/153925.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La corruzione lede il diritto alla salute. Prevenire l'illegalit&agrave; significa garantire servizi sanitari equi, imparziali e di alta qualit&agrave; ai cittadini. Per questo, ora &egrave; tempo di una svolta culturale che provochi un clima di intolleranza alla corruzione perch&eacute; &egrave; un vero danno sociale".</p>
<p>Con queste parole, Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio Regionale, stamane ha introdotto il suo intervento al seminario dal titolo: "La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale", al quale sono intervenuti il presidente dell'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, la responsabile del Settore Anticorruzione e Vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private della Regione Piemonte, Laura Benente, il presidente dell'Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra e il presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalit&agrave; e contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi.</p>
<p>"Gli anticorpi della corruzione-prosegue Icardi - &egrave; il titolo di un progetto di ricerca - intervento unico in Italia, sviluppato a partire dal 2020, in piena pandemia, durante il mio mandato di assessore alla Sanit&agrave; regionale, grazie alla collaborazione dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Abbiamo sviluppato un settore anticorruzione e vigilanza sui contratti delle strutture pubbliche e private presso la Direzione Sanit&agrave; e Welfare della Regione Piemonte, un piano formativo sulle misure di trasparenza, rivolto ai referenti degli uffici delle aziende sanitarie regionali e un sostanzioso pacchetto di linee guida, per la promozione di buone pratiche e il contrasto ai fenomeni corruttivi. Per l&rsquo;intera durata del progetto, fino al 2023, sono stati direttamente coinvolti i Responsabili dei servizi di prevenzione della corruzione e della trasparenza delle aziende sanitarie regionali".</p>
<p>Tutti i relatori al seminario sono convenuti sulla necessit&agrave; di prevenire e contrastare la corruzione nel SSN attraverso l'aggiornamento delle politiche di anticorruzione sulla base delle criticit&agrave; emergenti, l'implementazione di norme e controlli e la formazione dei professionisti a tutti i livelli.</p>
<p>In conclusione, Icardi: "Credo nell'importanza del coinvolgimento diretto di tutti i professionisti del Sistema Sanitario Nazionale sui temi della prevenzione della corruzione in sanit&agrave;, come leva della promozione della cultura della legalit&agrave; e dell&rsquo;etica professionale. La formazione, in modo particolare, pu&ograve; svolgere un ruolo significativo nel combattere l'opacit&agrave; e la corruzione. Possiamo fornire ai professionisti i giusti strumenti per reagire alla tolleranza verso i fenomeni corruttivi ai quali non dobbiamo abituarci perch&egrave; ledono i diritti di uguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e incidono sulla qualit&agrave; del servizio pubblico reso alla collettivit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche Elon Musk si schiera con Mario Roggero: "Andrebbero condannati giudice e pm"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/anche-elon-musk-si-schiera-con-mario-roggero-andrebbero-condannati-giudice-e-pm_124386.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/anche-elon-musk-si-schiera-con-mario-roggero-andrebbero-condannati-giudice-e-pm_124386.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124386/153890.jpg" title="Elon Musk" alt="Elon Musk" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; anche Elon Musk all&rsquo;interno della schiera di sostenitori di Mario Roggero. L&rsquo;imprenditore ha commentato la vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour sul social network X, ex Twitter, di sua propriet&agrave;. &ldquo;Questo &egrave; pazzesco! Il giudice e il procuratore in questo caso sono quelli che meritano questa condanna&rdquo;, ha scritto Musk, rispondendo a un post di un utente che, citando la condanna a 14 anni e 9 mesi inflitta a Roggero per l&rsquo;uccisione di due rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria. &ldquo;Il caso ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa e ha suscitato una forte polemica in Italia. Ora in Europa si viene puniti per aver difeso la propria famiglia: cosa ne pensi di questa situazione?&rdquo;, chiedeva l&rsquo;utente di X.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Bergesio: "Non chiediamo sconti o scorciatoie, ma un atto di profonda giustizia"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-bergesio-non-chiediamo-sconti-o-scorciatoie-ma-un-atto-di-profonda-giustizia_124366.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-bergesio-non-chiediamo-sconti-o-scorciatoie-ma-un-atto-di-profonda-giustizia_124366.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124366/153861.jpg" title="Giorgio Bergesio" alt="Giorgio Bergesio" /><br /><p>&ldquo;Aver raggiunto quota 125 mila firme in pochissimi giorni per la petizione online della Lega &egrave; la dimostrazione plastica di un sentimento profondo che unisce tutta l'Italia, e che nel Cuneese &egrave; avvertito con ancora maggiore forza e commozione. Mario Roggero non &egrave; un criminale, &egrave; un uomo che ha dedicato la vita alla famiglia e al lavoro, e che &egrave; stato travolto dalla violenza all'interno della propria attivit&agrave; commerciale. La nostra terra, fatta di gente perbene e lavoratori onesti, non lo lascer&agrave; solo&rdquo;. Lo dichiara in una nota il Senatore cuneese della Lega, Giorgio Maria Bergesio.</p>
<p>&ldquo;La legittima difesa &ndash; continua il parlamentare &ndash; non pu&ograve; essere giudicata con il bilancino del farmacista o con la freddezza di chi analizza i fatti anni dopo in un'aula di tribunale. In quei secondi drammatici, sotto la minaccia delle armi, a prevalere sono il terrore, l'istinto di sopravvivenza e la necessit&agrave; assoluta di proteggere i propri cari. Chi sceglie di commettere una rapina accetta consapevolmente il rischio delle conseguenze drammatiche che ne derivano. Se non ci fosse stata l'aggressione criminale, oggi non saremmo qui a parlare di questa tragedia&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per questo motivo, unendoci alla mobilitazione popolare che sta crescendo di ora in ora, rivolgiamo un appello accorato ed istituzionale al Presidente della Repubblica, affinch&eacute; conceda la grazia piena a Mario Roggero. Con la Lega non chiediamo sconti o scorciatoie, ma un atto di profonda giustizia. Lo Stato ha il dovere di lanciare un segnale chiaro: la responsabilit&agrave; originaria di questa tragedia &egrave; di chi ha deciso di delinquere, non di chi si trovava l&igrave; per lavorare nel rispetto delle regole. Invitiamo tutti i cittadini a continuare a firmare ed a far sentire la propria voce&rdquo;, conclude il Senatore Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’appello al Quirinale di Mariangela Roggero: “Guardi oltre le carte processuali”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/lappello-al-quirinale-di-mariangela-roggero-guardi-oltre-le-carte-processuali_124342.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/lappello-al-quirinale-di-mariangela-roggero-guardi-oltre-le-carte-processuali_124342.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124342/153827.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si rivolge al presidente Mattarella &ldquo;come moglie e come madre, con il massimo rispetto per il suo ruolo di capo dello Stato&rdquo;. L&rsquo;appello &egrave; firmato da Mariangela Sandrone, la moglie del gioielliere Mario Roggero che venerd&igrave; &egrave; entrato nel carcere di Bollate per scontare la pena per il duplice omicidio di due rapinatori.</p>
<p>Quattordici anni e nove mesi, la condanna che la Cassazione ha reso definitiva confermando la sentenza dei giudici di appello. &ldquo;Gli chiedo soltanto di guardare oltre le carte processuali, di considerare l'et&agrave; di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non &egrave; un pericolo per la societ&agrave;&rdquo; scrive la signora Roggero, rivolgendosi al presidente della repubblica: &ldquo;Gli chiedo un atto di clemenza e di umanit&agrave; per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Mi sento sospesa in un incubo che &egrave; diventato realt&agrave;&rdquo; aggiunge Sandrone: &ldquo;La casa &egrave; incredibilmente silenziosa. Sapere che Mario, a 72 anni e dopo una vita di lavoro, ora &egrave; in prigione &egrave; un dolore indescrivibile. &Egrave; un pezzo della mia vita che mi &egrave; stato strappato via&rdquo;. &ldquo;Fuori da quel negozio e dai titoli dei giornali e delle tv - dice - Mario &egrave; un uomo profondamente legato alla sua famiglia, un lavoratore instancabile, un marito e un nonno premuroso. &Egrave; una persona che ha sempre messo la protezione dei suoi cari al di sopra di tutto. Non &egrave; il 'giustiziere' che alcuni descrivono, ma un uomo che &egrave; rimasto profondamente segnato e traumatizzato da quella maledetta giornata&rdquo;.</p>
<p>La famiglia era tornata, con un post pubblicato sui canali social, a parla dell&rsquo;episodio del 2005 per cui Roggero patteggi&ograve; davanti al tribunale di Alba una condanna a due mesi, per ingiurie e minacce aggravate dall&rsquo;uso di arma. In quell&rsquo;occasione il gioielliere era stato chiamato dalla figlia diciottenne, che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Tra i due giovani era scoppiata una lite nel cuore della notte, durante la quale il ragazzo aveva schiaffeggiato la ragazza. Roggero aveva raggiunto il giovane a casa e lo aveva spintonato e colpito. All&rsquo;arrivo dei suoi genitori aveva minacciato tutti e tre con la pistola, la stessa che avrebbe usato sedici anni pi&ugrave; tardi per fare fuoco sui banditi.</p>
<p>Un episodio che gi&agrave; in primo grado il sostituto procuratore Davide Greco aveva rievocato per affermare che &ldquo;nel 2005 era gi&agrave; un giustiziere privato, un impulsivo, un irascibile: una chiara dimostrazione dell&rsquo;incapacit&agrave;, non psichiatrica ma caratteriale, di controllarsi&rdquo;. Considerazioni che i giudici hanno ripreso nella sentenza di appello osservando come &ldquo;la modalit&agrave; impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; la stessa sentenza della Corte di Assise d&rsquo;appello ad affermare che quel vecchio precedente del 2005 non abbia pesato sulla condanna di oggi&rdquo; sostengono invece i Roggero: &ldquo;Ed allora, perch&eacute; oggi si gioca da troppe parti a mistificare gli atti, a calpestare la verit&agrave;, a voler accreditare a tutti i costi e contro ogni evidenza la tesi di un Mario autore di una spedizione punitiva mai avvenuta? Quando si tratt&ograve; invece di istinto di protezione paterna?&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 11:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Formazione per i sollevatori telescopici, Sacchetto chiede regole più semplici ed efficaci]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-per-i-sollevatori-telescopici-sacchetto-chiede-regole-piu-semplici-ed-efficaci_124340.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-per-i-sollevatori-telescopici-sacchetto-chiede-regole-piu-semplici-ed-efficaci_124340.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124340/153826.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il consigliere regionale Claudio Sacchetto, presidente della Terza Commissione Attivit&agrave; produttive e Formazione professionale, ha presentato un ordine del giorno collegato all'Assestamento di bilancio per chiedere la revisione dell'Accordo Stato-Regioni 2025 sulla formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento ai percorsi formativi previsti per gli operatori dei sollevatori telescopici.</p>
<p>&ldquo;La sicurezza sul lavoro &ndash; ricorda Sacchetto - &egrave; un valore imprescindibile e la formazione rappresenta uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci per prevenire gli infortuni. Proprio per questo deve essere qualificata ed efficace, evitando per&ograve; inutili appesantimenti burocratici e duplicazioni che finiscono per gravare su imprese e lavoratori senza apportare un reale valore aggiunto&rdquo;.</p>
<p>La nuova disciplina relativa ai sollevatori telescopici ha modificato il precedente accordo del 2012 che prevedeva un unico percorso formativo di 16 ore che abilitava all'utilizzo della macchina con le principali attrezzature.</p>
<p>Il nuovo accordo ha invece introdotto un sistema che distingue le diverse applicazioni operative, portando il monte ore complessivo fino a 32 ore attraverso due corsi separati.</p>
<p>&ldquo;Nelle aziende agricole &ndash; spiega Sacchetto &ndash; lo stesso operatore utilizza quotidianamente il medesimo mezzo semplicemente sostituendo l'attrezzatura di lavoro. Oggi, invece, ci troviamo nella situazione paradossale in cui la stessa macchina richiede abilitazioni differenti a seconda dell'accessorio utilizzato, con un aumento significativo dei tempi di formazione e dei costi per le imprese, l'Ordine del Giorno impegna quindi la Giunta regionale a farsi promotrice presso la Conferenza Stato-Regioni di una modifica dell'accordo, chiedendo l'accorpamento dei due percorsi formativi e una riduzione del monte ore complessivo da 32 a 24 ore, mantenendo elevati gli standard di sicurezza ma rendendo la formazione pi&ugrave; razionale ed efficace. Contestualmente, il documento invita la Regione Piemonte a valutare la possibilit&agrave; di sperimentare, nei limiti consentiti dalla normativa e compatibilmente con le risorse disponibili, un percorso formativo unificato in attesa di una revisione nazionale. L'obiettivo non &egrave; ridurre la qualit&agrave; della formazione, ma migliorarne l'efficacia. Troppa burocrazia e un numero eccessivo di ore rischiano di produrre l'effetto opposto, alimentando insofferenza, favorendo agenzie meno rigorose e aumentando i costi senza incrementare realmente la sicurezza. Dobbiamo costruire regole che tutelino i lavoratori ma che siano anche coerenti con la realt&agrave; operativa delle nostre imprese, in particolare di quelle agricole&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Mallone (FdI): “Giusto applicare la legge, senza ignorare il dramma umano”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-mallone-fdi-giusto-applicare-la-legge-senza-ignorare-il-dramma-umano_124320.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-mallone-fdi-giusto-applicare-la-legge-senza-ignorare-il-dramma-umano_124320.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124320/153790.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>Sul caso di Mario Roggero, comprendo perfettamente il forte impatto umano della vicenda e le reazioni che essa ha suscitato nell&rsquo;opinione pubblica. Tuttavia, sotto il profilo strettamente penalistico, l&rsquo;esito del giudizio appariva difficilmente evitabile.</p>
<p>La legittima difesa &egrave; una causa di giustificazione che presuppone la sussistenza di precisi requisiti normativi. &Egrave; sufficiente che ne difetti anche uno soltanto perch&eacute; la scriminante non possa operare. Nel caso di specie, il profilo dirimente &egrave; rappresentato dall&rsquo;attualit&agrave; del pericolo.</p>
<p>Se, come accertato dai giudici di merito e definitivamente confermato, la reazione &egrave; intervenuta quando l&rsquo;azione aggressiva era cessata e i rapinatori erano in fuga, viene meno uno degli elementi essenziali richiesti dall&rsquo;art. 52 c.p. Conseguentemente, la causa di giustificazione non pu&ograve; trovare applicazione.</p>
<p>Ci&ograve; non significa condividere o meno la disciplina vigente, n&eacute; ignorare il dramma umano vissuto da Roggero. Significa semplicemente prendere atto che il giudice &egrave; chiamato ad applicare la legge, non a riscriverla.</p>
<p>Diverso &egrave; il tema del risarcimento del danno, che merita una riflessione autonoma. Ritengo che il nostro ordinamento dovrebbe interrogarsi sull&rsquo;opportunit&agrave; di imporre un risarcimento in vicende come questa, nelle quali l&rsquo;intera sequenza degli eventi trae origine da una grave condotta criminosa, posta in essere dalle stesse persone che hanno poi subito le conseguenze dell&rsquo;azione.</p>
<p>&Egrave; un tema che attiene alle scelte del legislatore e che, a mio avviso, merita di essere affrontato per evitare esiti che, agli occhi di molti cittadini, appaiono difficilmente comprensibili.</p>
<p>Il diritto, per&ograve;, impone di distinguere i due piani: una cosa &egrave; la correttezza tecnico-giuridica della sentenza, alla luce della normativa vigente; altra cosa &egrave; valutare se quella normativa, soprattutto sul piano delle conseguenze risarcitorie, debba essere oggetto di una revisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avv. Noemi Mallone<br>Consigliera comunale di Cuneo - Fratelli d&rsquo;Italia</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 17:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, la rivolta delle toghe: “Attacchi ai giudici dopo la verità processuale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-la-rivolta-delle-toghe-attacchi-ai-giudici-dopo-la-verita-processuale_124318.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-la-rivolta-delle-toghe-attacchi-ai-giudici-dopo-la-verita-processuale_124318.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124318/153787.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un fiume di commenti negativi, in alcuni casi non semplici e legittime critiche ma qualcosa di pi&ugrave;: offese, minacce. Qualcosa che ha spinto la magistratura a reagire dopo la sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Cassazione nei confronti di Mario Roggero, e seguito alle due successive condanne in primo grado ad Asti e in appello: &ldquo;Ci&ograve; che veramente colpisce, e fa male&rdquo; dice all&rsquo;Ansa la presidente dell&rsquo;Associazione nazionale magistrati di Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta, Chiara Canepa, &egrave; che gli attacchi ai giudici &ldquo;avvengano soprattutto dopo che c'&egrave; stata una verit&agrave; processuale, confermata dalla Cassazione. Il fatto che i magistrati siano stati sottoposti a una gogna mediatica, che non ha dato solo luogo a forme denigratorie, ma addirittura a post di contenuto minaccioso, sconcerta e preoccupa&rdquo;.</p>
<p>Canepa, oggi sostituto procuratore a Torino, &egrave; stata in servizio fino al 2020 presso la Procura di Cuneo, dove si era occupata fra l&rsquo;altro dell&rsquo;inchiesta sul Tenda bis: &ldquo;Quella che &egrave; emersa, in seguito al contraddittorio tra le parti, &egrave; una verit&agrave; processuale chiara, che va rispettata. - aggiunge a proposito del caso Roggero - Denigrare, insultare, minacciare addirittura i magistrati che hanno svolto il loro lavoro, anche con la compartecipazione di giudici popolari, non togati, essendo competente la Corte d&rsquo;assise, con principi e verit&agrave; comunque confermati dalla Cassazione, preoccupa e fa male. E secondo me fa male a tutti, alla societ&agrave; intera&rdquo;.</p>
<p>Oltre ad esprimere &ldquo;solidariet&agrave; verso i colleghi, che non devono essere lasciati soli&rdquo;, la magistrata entra nel merito delle motivazioni di appello, seguite alla sentenza pronunciata a Torino lo scorso dicembre: &ldquo;Si legge bene che la legittima difesa non poteva pi&ugrave; operare nel momento dell&rsquo;azione dell&rsquo;imputato: l&rsquo;offesa ingiusta a cui reagire non era pi&ugrave; presente&rdquo;. Le motivazioni della Cassazione, puntualizza inoltre, &ldquo;ancora non le abbiamo, verranno lette ed eventualmente criticate nei modi e nelle sedi opportune&rdquo;.</p>
<p>La presidente della Corte d&rsquo;Appello di Torino, Alessandra Bassi, era gi&agrave; intervenuta con una nota per esprimere a nome di tutti i magistrati del distretto &ldquo;sconcerto ed estrema preoccupazione per la gravissima campagna diffamatoria sviluppatasi sui social network&rdquo;: &ldquo;L&rsquo;incontestato diritto di critica, che pu&ograve; ovviamente interessare anche le sentenze pronunciate in nome del popolo italiano, non pu&ograve; invero tradursi in offese e in attacchi personali ai giudici che quelle decisioni hanno assunto nell&rsquo;osservanza delle leggi, deriva estremamente pericolosa che, oltre a minare alla base la fiducia nelle istituzioni e i fondamenti dello Stato di diritto, espone i magistrati interessati a gravissimi rischi per la sicurezza e l&rsquo;incolumit&agrave; personale&rdquo;.</p>
<p>Sul fronte degli avvocati si segnala una presa di posizione del consiglio direttivo della Camera penale di Asti (la Procura e il tribunale di Asti, ricordiamo, hanno competenza territoriale su Grinzane, dove avvenne la sparatoria): &ldquo;Si assiste, attoniti, all&rsquo;inversione di quello che la politica ha sempre stigmatizzato, ovvero &lsquo;l&rsquo;ingerenza&rsquo; a gamba tesa della politica stessa nell&rsquo;amministrazione della giustizia, addirittura trasformando l&rsquo;istituto della grazia, di esclusiva pertinenza del presidente della Repubblica, in quarto grado di giudizio, tendente a modificare o annullare, secondo gli umori del popolo, le decisioni della magistratura&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La reazione postuma della vittima di rapina&rdquo; e il &ldquo;correlato sdegno collettivo per la condanna&rdquo;, aggiungono gli avvocati &ldquo;altro non sono che l&rsquo;innegabile tragico effetto di una erronea rappresentazione, in chiave meramente propagandistica, della riforma sulla legittima difesa, mediante lo slogan &lsquo;difesa sempre legittima&rsquo;, sbandierato su tutti i media all&rsquo;indomani del fatto e divenuto virale sui social, quando invece la legittima difesa non pu&ograve; e non deve consistere nell&rsquo;autorizzazione a eseguire autonomamente una pena, tantomeno, come nel caso in esame, di morte&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 16:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Roggero non è un eroe”: Cirio tira il freno al centrodestra, ma invoca la grazia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/roggero-non-e-un-eroe-cirio-tira-il-freno-al-centrodestra-ma-invoca-la-grazia_124314.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/roggero-non-e-un-eroe-cirio-tira-il-freno-al-centrodestra-ma-invoca-la-grazia_124314.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124314/153780.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Mario Roggero non &egrave; un eroe, ma un uomo che ha sbagliato&rdquo;. Lo ha detto il governatore del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia, Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo.</p>
<p>Cirio ha parlato poi dell&rsquo;ordine del giorno presentato in Consiglio regionale, per chiedere la grazia al Quirinale: &ldquo;La magistratura ha stabilito la colpevolezza e non si pu&ograve; sparare per strada, ma la grazia &egrave; un perdono che si concede a chi ha commesso un errore, non agli innocenti. Roggero &egrave; un lavoratore esemplare, che si &egrave; trovato in una situazione limite, con una pistola puntata contro la figlia. Sono certo che Mattarella sapr&agrave; comportarsi come un buon padre&rdquo;.</p>
<p>Venerd&igrave;, a margine di un comizio, il leader di Futuro Nazionale parlando all&rsquo;Ansa aveva escluso una possibile candidatura: &ldquo;Cercheremo di supportare Mario Roggero con tutti i modi possibili ma non ritengo che la candidatura in Futuro Nazionale sia uno di questi, lasciamo alla sinistra queste pratiche visto che ha gi&agrave; sottratto a un tribunale chi ha commesso reati&rdquo;. Un riferimento al caso di Ilaria Salis, candidata ed eletta all&rsquo;europarlamento con Avs.</p>
<p>Sul sostegno a Roggero, l'ex generale ha specificato: &ldquo;Noi sosteniamo la richiesta di un atto di clemenza nei suoi confronti, il differimento della carcerazione e chiediamo che venga esaminata prima possibile la nostra proposta che esclude il risarcimento per chi delinque, in caso di danni subiti durante il reato, chiedendo che possa avere effetto retroattivo&rdquo;. Su questo, Vannacci ha chiarito che si tratta di una proposta di FnV che &ldquo;la Lega ci ha copiato visto che noi l&rsquo;avevamo presentata all'interno del pacchetto di misure per la sicurezza e poi la Lega l&rsquo;ha ripresentata uguale&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 12:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Salvini in carcere da Roggero, primo colloquio con l’avvocato]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/salvini-in-carcere-da-roggero-primo-colloquio-con-lavvocato_124313.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/salvini-in-carcere-da-roggero-primo-colloquio-con-lavvocato_124313.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124313/153779.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini &egrave; arrivato nel carcere di Bollate in mattinata per fare visita al gioielliere Mario Roggero, dopo la sua prima notte in cella. Anche il legale del gioielliere di Grinzane, Stefano Marcolini, &egrave; giunto per un colloquio con il suo assistito.</p>
<p>Fuori dal carcere c&rsquo;era anche una delegazione della Lega Giovani arrivata per manifestare sostegno a Roggero con cartelli e uno striscione che chiede la grazia. Insieme a Salvini i deputati Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. All&rsquo;uscita dal carcere, il leader leghista ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche relative all&rsquo;apertura dell&rsquo;istruttoria per la grazia: &ldquo;Noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno. La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorr&agrave;, dal presidente della Repubblica, che &egrave; l'unico che pu&ograve; decidere modi, tempi e contenuti&rdquo;.</p>
<p>Roggero &ldquo;sta bene e ci tiene a farlo sapere ai familiari e agli italiani che gli sono vicino&rdquo; ha aggiunto Salvini: &ldquo;Quando ci siamo abbracciati all'inizio e alla fine l&rsquo;abbraccio &egrave; stato lungo per&ograve; ci tiene a far sapere che &egrave; sereno. Ovviamente la prima notte in carcere di un uomo che per 72 anni ha lavorato, un marito, un padre, un nonno di otto nipoti, non &egrave; semplicissima per&ograve; abbiamo parlato pi&ugrave; di un&rsquo;ora di tutto, di quello che &egrave; successo e di quello che speriamo succeda da qui ai prossimi mesi, di libri, di cucina, dello studio dell'inglese e di una struttura all&rsquo;avanguardia come quella di Bollate, dove chiunque pu&ograve; rimettersi in gioco&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Oggi e domani tanti italiani saranno saranno in vacanza. Lui &egrave; in un carcere con una persona che fortunatamente ha fatto il cuoco in passato - ha concluso il vicepremier -. Lo dico alla moglie e alle figlie: &egrave; capitato bene, quindi mangia, beve e dorme. Sicuramente ritiene di essere vittima di un&rsquo;ingiustizia di una pena eccessiva e io ritengo che abbia ragione&rdquo;.</p>
<p>Sul tema della possibile candidatura politica, esclusa da Vannacci ma non dai leghisti, giunge una precisazione: &ldquo;Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare. Stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 11:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, si scatena il mondo della politica: le reazioni ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-si-scatena-il-mondo-della-politica-le-reazioni_124259.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-si-scatena-il-mondo-della-politica-le-reazioni_124259.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124259/153761.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Quattoridici anni e nove mesi, la Cassazione ha emesso la sentenza definitiva su <strong>Mario Roggero</strong>, il gioielliere di Grinzane Cavour che il 28 aprile del 2021 spar&ograve; a tre rapinatori dopo aver subito un furto presso la propria attivit&agrave;. Due sono morti, il terzo fu ferito. La sentenza ha scatenato le reazioni da parte di molti esponenti politici.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le prime voci che si sono espresse a favore di Roggero c'&egrave; quella del ministro dei Trasporti e vicepremier: <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-salvini-fa-appello-a-mattarella-una-grazia-per-un-uomo-onesto_124163.html" target="_blank" rel="follow">Matteo Salvini sui social ha definito la condanna "ingiusta", sostenendo la richiesta di grazia per il gioielliere</a>. Il suo &egrave; stato un appello al presidente della Repubblica a poche ore dalla sentenza: &ldquo;Una grazia per un uomo onesto, che a 72 anni non merita di condividere una cella con dei veri criminali&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il presidente della Regione Piemonte, <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-cirio-chiede-la-grazia-il-piemonte-e-al-suo-fianco_124203.html" target="_blank" rel="follow"><strong>Alberto Cirio</strong>, ha annunciato un ordine del giorno in Consiglio regionale a sostegno della concessione della grazia</a> e ha pubblicato sui propri social un video in cui manifesta la propria solidariet&agrave; al gioielliere: "Mario Roggero &egrave; un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo. Pu&ograve; aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l&rsquo;effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia".</p>
<p style="text-align: justify;">All'indomani della sentenza il ministro della Giustizia <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/nordio-avvia-l-iter-per-la-grazia-a-mario-roggero-il-gioielliere-non-si-e-ancora-costituito_124205.html" target="_blank" rel="follow"><strong>Carlo Nordio</strong> aveva annunciato di aver avviato l'istruttoria finalizzata alla concessione della grazia</a>, provocando <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/mattarella-frena-sulla-grazia-a-mario-roggero_124235.html" target="_blank" rel="follow">la reazione del presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong></a> che lo ha convocato al Colle allo scopo di &ldquo;puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine dell'incontro una breve nota del Quirinale ha ricordato che la concessione della grazia &egrave; &ldquo;facolt&agrave; che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica, come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006&rdquo;.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Presa di posizione a sostengo del gioielliere anche da parte di <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-beppe-lauria-solo-in-italia-succedono-queste-cose_124250.html" target="_blank" rel="nofollow">Beppe Lauria, esponente cuneese di Futuro Nazionale, che tramite un video sui social ha manifestato la propria solidariet&agrave;</a>: "&Egrave; normale che un povero cristiano che difende la propria propriet&agrave; abbia tutti i problemi che sta avendo come il nostro Mario?".</p>
<p style="text-align: justify;">Non &egrave; mancata la reazione da parte di altri esponenti politici come <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/alba-e-langhe/caso-roggero-blengino-nordio-prenda-lezioni-da-mattarella_124240.html" target="_blank" rel="follow">il segretario di Radicali Italiani <strong>Filippo Blengino</strong>, che definisce i commenti degli avversari politici una "becera propaganda</a> che sta montando la destra sul caso di un uomo che, non per legittima difesa, ha tolto la vita a due persone". E su Nordio commenta "prenda lezioni da Mattarella".</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla stessa linea anche il <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-il-m5s-accusa-dalla-destra-una-propaganda-oltre-ogni-limite-della-decenza_124208.html" target="_blank" rel="follow">Movimento 5 Stelle che si &egrave; espresso&nbsp;sull'argomento</a> in una nota firmata dalla capogruppo regionale <strong>Sarah Disabato</strong> insieme ai consiglieri regionali <strong>Alberto Unia</strong> e <strong>Pasquale Coluccio</strong>, definendo le dichiarazioni di Alberto Cirio "la peggior propaganda di questi 7 anni di governo della Regione". "Il presidente ha deciso di cavalcare con totale irresponsabilit&agrave;, senza vergogna alcuna, un caso di cronaca facilmente strumentalizzabile a fini mediatici e di consenso. Neanche nella peggiore delle democrazie &egrave; ammissibile che un governatore regionale sfrutti in questo modo, parlando alla pancia delle persone, una vicenda di questo tipo. Tutto ci&ograve; &egrave; aberrante".</p>
<p style="text-align: justify;">Un caso di cronaca destinato a far parlare di s&eacute; per molto tempo, con le reazioni che non si fermano. Riportiamo di seguito le reazioni di ulteriori esponenti politici locali.<br><br></p>
<h2 style="text-align: justify;">Sacchetto (Fdi): "La grazia come giusta conclusione"</h2>
<p style="text-align: justify;">"La vicenda di Mario Roggero continua a interrogare profondamente l'opinione pubblica e pone una domanda che molti cittadini si stanno facendo: &egrave; giusto che i familiari di chi ha scelto di commettere una rapina ottengano un risarcimento dalla vittima?" Si apre con una domanda la presa di posizione di Claudio Sacchetto, esponente di Fratelli d'Italia. Il consigliere regionale prosegue: "Le sentenze si rispettano, ma &egrave; anche legittimo interrogarsi sulla severit&agrave; della condanna nei confronti di una persona anziana a seguito di una violenta rapina, l'ennesima. Lascia perplessi il risarcimento riconosciuto alla famiglia dei rapinatori. Una situazione che diffonde senso di ingiustizia. Ritengo che la richiesta di grazia per Mario Roggero meriti la massima attenzione: l'assenza di precedenti penali e il contesto drammatico in cui maturarono quei fatti rappresentano elementi che, a mio avviso, giustificano una riflessione seria e responsabile".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">PRC Piemonte: "Da Cirio un attacco intollerabile allo Stato"</h2>
<p>Di tutt'altro avviso il PRC Piemonte, che ha risposto alle richieste di grazia con un durissimo comunicato soprattutto nei confronti del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. "Una richiesta che&nbsp;<span style="text-align: justify;">rappresenta una deriva populista gravissima, un attacco intollerabile allo Stato di diritto e una profonda offesa ai valori costituzionali che un governatore regionale dovrebbe difendere per primo". Questo &egrave; il pensiero di Alberto Deambrogio. "Una mossa che impegna il Consiglio Regionale in una campagna di propaganda sulla pelle della giustizia. Non siamo di fronte a una legittima difesa imperfetta: &egrave; un'esecuzione stradale.&nbsp;</span><span style="text-align: justify;">Giustificare tutto ci&ograve; parlando di "comprensione umana" o "turbamento emotivo" significa capovolgere i principi cardine dell'ordinamento democratico.&nbsp;</span><span style="text-align: justify;">Trasformare un uomo condannato per duplice omicidio volontario in un martire da proteggere invoca surrettiziamente la pena di morte per reati contro il patrimonio. Questa non &egrave; tutela dei cittadini piemontesi, &egrave; pura barbarie istituzionale.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;">&nbsp;</h2>
<h2 style="text-align: justify;">Sturlese: "&Egrave; pluriomicidio, non legittima difesa"</h2>
<p style="text-align: justify;">Non usa mezzi termini il consigliere del Comune di Cuneo Ugo Sturlese, che si schiera apertamente dalla parte di chi pensa che la sentenza sia giusta e si scaglia contro chi sta sta difendendo Roggero: "Questo &egrave; un pluriomicidio, non &egrave; legittima difesa. Vergogna. Il Paese sta smarrendo i fondamentidel diritto grazie a questa destra becera".&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 18:14:53 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Case e Ospedali di Comunità: cosa cambia davvero? ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/153747.jpg" title="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" alt="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" /><br /><p>La sanit&agrave; territoriale piemontese entra nella sua fase pi&ugrave; concreta anche in provincia di Cuneo. Dopo l'inaugurazione, nello scorso mese di aprile, delle Case della Comunit&agrave; di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo, mercoled&igrave; 15 luglio l'Asl CN1 ha aggiunto un nuovo tassello al percorso di riorganizzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), aprendo ufficialmente l'Ospedale di Comunit&agrave; di Saluzzo, la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano e l'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo, realizzato negli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, la Corte Costituzionale conferma il divieto nelle aree agricole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124292/153741.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sentenza della Corte costituzionale conferma la necessit&agrave; di tutelare il suolo destinato alla produzione alimentare. &Egrave; quanto sottolinea Coldiretti Cuneo commentando la notizia riportata oggi da Il Sole 24 Ore che rende noto come, con la sentenza n. 127/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni sollevate dal TAR Lazio, confermando la legittimit&agrave; del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle zone classificate agricole. Un pronunciamento che, secondo Coldiretti Cuneo, deve indurre il Piemonte a rafforzare la tutela delle aree agricole nel Disegno di legge regionale sull&rsquo;individuazione di ulteriori aree idonee all&rsquo;installazione di impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; un pronunciamento molto importante, che conferma un principio da noi sostenuto con forza: la transizione energetica pu&ograve; e deve essere perseguita senza sottrarre terreni alla produzione di cibo&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La decisione della Corte costituzionale non riguarda direttamente il provvedimento piemontese, ma rappresenta un ulteriore e significativo elemento di cui il Consiglio regionale potr&agrave; tenere conto nel rafforzare la tutela del suolo agricolo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Proprio mentre la Corte costituzionale riconosce la piena legittimit&agrave; di una disciplina nazionale volta a limitare l&rsquo;utilizzo delle superfici agricole per l&rsquo;installazione di pannelli fotovoltaici, ci sembra coerente non ampliare, nel Disegno di legge regionale, le aree agricole considerate idonee&rdquo; sottolinea Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La priorit&agrave; deve andare ai tetti degli edifici, ai parcheggi, alle aree industriali dismesse e alle superfici gi&agrave; compromesse, evitando che i terreni produttivi diventino terreno di conquista per iniziative speculative&rdquo;.</p>
<p>Coldiretti Cuneo ribadisce il proprio sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma chiede che venga rispettata una precisa gerarchia nell&rsquo;utilizzo delle superfici: prima quelle edificate, impermeabilizzate, dismesse o degradate; nelle aree agricole, soltanto soluzioni realmente compatibili con la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; produttiva.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Qualità dell’aria: il Piemonte sempre più virtuoso]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualita-dellaria-il-piemonte-sempre-piu-virtuoso_124287.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualita-dellaria-il-piemonte-sempre-piu-virtuoso_124287.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124287/153733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;I dati ufficiali validati da Ispra confermano il trend di miglioramento della qualit&agrave; dell'aria in Piemonte. Grazie all'applicazione della metodologia nazionale che permette di sottrarre il contributo naturale delle polveri desertiche provenienti dal Sahara, le stazioni che nel 2025 non hanno rispettato il limite giornaliero di PM10 scendono da 6 a 5&rdquo;, lo ha rivendicato con forza l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Ambiente, Matteo Marnati, durante il Tavolo dell&rsquo;Aria svoltosi oggi nel Grattacielo Piemonte. Un momento strategico di coordinamento con i sindaci del territorio per pianificare le nuove misure strutturali in vista della stagione autunno-inverno 2026/2027.</p>
<p>&ldquo;La stazione di Torino Lingotto - ha spiegato Marnati - beneficia della deduzione di 4 giornate di intrusione sahariana, scendendo da 38 a 34 superamenti e rientrando cos&igrave; pienamente nei limiti di legge. Questo dimostra l&rsquo;importanza di un'analisi scientifica e rigorosa dei dati, che ci permette di distinguere l'impatto delle emissioni locali dai fenomeni naturali globali, supportando al meglio le nuove misure e il costante lavoro che, insieme alle amministrazioni locali, stiamo portando avanti per la tutela del nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento di oggi &egrave; stato fondamentale per illustrare le strategie e le azioni che la Regione sta mettendo in campo per il miglioramento della qualit&agrave; dell'aria sul territorio, in linea con le indicazioni nazionali e comunitarie. Il Piano, strumento chiave per la lotta all'inquinamento atmosferico, ha appena superato un passaggio legislativo decisivo ricevendo il via libera dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Ora il testo &egrave; pronto per il prossimo e definitivo passaggio in Aula per l'approvazione finale entro fine luglio.</p>
<p>La Regione Piemonte ha evitato il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nell'area metropolitana di Torino e a Novara approvando un pacchetto di misure compensative e alternative equivalenti sotto il profilo dell'abbattimento delle emissioni: biocarburanti (HVO), carte sconto, semafori con Intelligenza artificiale, cubi filtranti urbani, bandi per car/bike sharing e velostazioni, rottamazione di stufe obsolete e colture agricole anti-smog.</p>
<p>A rendere particolarmente significativo l'incontro di oggi &egrave; l'annuncio di importanti novit&agrave; sul fronte delle risorse. La Regione Piemonte ha infatti informato della prossima apertura di un bando specifico da 30 milioni di euro (Rigenerazione Urbana) rivolto ai Comuni che verr&agrave; presentato il 21 luglio. L'obiettivo &egrave; supportare la capacit&agrave; di spesa e di progettazione dei Comuni, soprattutto dei pi&ugrave; piccoli, garantendo che le linee guida del Piano regionale della qualit&agrave; dell&rsquo;aria si traducano in interventi a tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, interviene anche Giorgia Meloni: "Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io?"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-interviene-anche-giorgia-meloni-mi-aggredisci-mi-difendo-e-dovrei-risarcirti-io_124274.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-interviene-anche-giorgia-meloni-mi-aggredisci-mi-difendo-e-dovrei-risarcirti-io_124274.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124274/153705.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/alba-e-langhe/mario-roggero-e-colpevole-la-cassazione-conferma-la-condanna_124158.html" target="_blank" rel="nofollow">caso di Mario Roggero</a> continua a dominare il dibattito politico. Sulla vicenda si &egrave; espressa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta con una nota pubblicata sui propri social.&nbsp; "Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non &egrave; giusto - scrive la premier -. Con l&rsquo;ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non pu&ograve; chiedere alcun risarcimento, n&eacute; possono farlo i suoi familiari.&nbsp;Chi viola la legge non pu&ograve; pretendere di essere risarcito da chi si &egrave; difeso.&nbsp;Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali".</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 14:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Autonomia differenziata, Cirio e Bussalino: "Passi concreti dal Senato, Piemonte più forte"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-passi-concreti-dal-senato-piemonte-piu-forte_124267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-passi-concreti-dal-senato-piemonte-piu-forte_124267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124267/153692.jpg" title="Il presidente della Regione Alberto Cirio" alt="Il presidente della Regione Alberto Cirio" /><br /><div>&ldquo;Il via libera del Senato alle pre-intese sull&rsquo;Autonomia differenziata rappresenta un ulteriore passo avanti verso un modello istituzionale pi&ugrave; moderno, efficiente e vicino ai territori. Per il Piemonte significa poter valorizzare maggiormente le proprie competenze, rendere pi&ugrave; efficace l&rsquo;azione amministrativa e garantire servizi sempre pi&ugrave; rispondenti alle esigenze di cittadini, imprese ed enti locali. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro Roberto Calderoli affinch&eacute; questo percorso giunga rapidamente a compimento, con l&rsquo;obiettivo di offrire opportunit&agrave; di crescita e sviluppo all&rsquo;intero Paese, partendo dalla forza delle sue Regioni.&rdquo;&nbsp;Cos&igrave; il presidente della Regione Piemonte&nbsp;Alberto Cirio&nbsp;e l&rsquo;assessore all&rsquo;Autonomia&nbsp;Enrico Bussalino&nbsp;commentano il via libera del Senato alle pre-intese sull&rsquo;Autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio ha manifestato la propria soddisfazione.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;L&rsquo;autonomia differenziata non &egrave; un&rsquo;invenzione politica artefatta, n&eacute; una concessione fatta a qualche territorio a discapito di altri. &Egrave; una scelta prevista dalla Costituzione della Repubblica italiana, voluta dal legislatore costituzionale affinch&eacute; le Regioni che dimostrino capacit&agrave; amministrativa possano esercitare ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nell&rsquo;interesse dei cittadini, sempre nel rispetto dell&rsquo;unit&agrave; nazionale e dei principi di solidariet&agrave;. La risoluzione che abbiamo approvato ribadisce con chiarezza la volont&agrave; di proseguire nel percorso di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alla Regione Piemonte nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e integrativa, nonch&eacute; nella materia della tutela della salute &ndash; coordinamento della finanza pubblica.<br>Per troppo tempo il nostro Paese ha sofferto gli effetti di un eccesso di centralismo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Troppe decisioni vengono assunte lontano dai territori, attraverso procedure lente, livelli amministrativi che si sovrappongono, autorizzazioni che si moltiplicano e una burocrazia che troppo spesso finisce per rallentare, anzich&eacute; facilitare, l&rsquo;azione delle istituzioni. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: tempi lunghi, risorse disperse, responsabilit&agrave; confuse e cittadini che attendono risposte che potrebbero arrivare molto pi&ugrave; rapidamente. L&rsquo;autonomia differenziata rappresenta la risposta a questo modello ormai superato. Significa avvicinare il luogo della decisione ai cittadini, valorizzare le competenze dei territori, eliminare passaggi burocratici inutili, utilizzare meglio le risorse pubbliche e responsabilizzare chi governa.<br><br>Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, per la competenza, la determinazione e la dedizione con cui ha seguito questo complesso percorso istituzionale. Ha affrontato questa riforma con seriet&agrave;, ascoltando le Regioni, confrontandosi con il Parlamento e dimostrando che anche i cambiamenti pi&ugrave; importanti possono essere costruiti attraverso il dialogo istituzionale, nel pieno rispetto della Costituzione.&nbsp;Un sentito ringraziamento va anche alla Regione Piemonte, al Presidente, alla Giunta Regionale, agli amministratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla definizione di queste intese preliminari con spirito di leale collaborazione istituzionale, offrendo un esempio concreto di come Stato e autonomie territoriali possano lavorare insieme per il bene delle comunit&agrave;. Avanti cos&igrave;, con determinazione&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Beppe Lauria: "Solo in Italia succedono queste cose"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-beppe-lauria-solo-in-italia-succedono-queste-cose_124250.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-beppe-lauria-solo-in-italia-succedono-queste-cose_124250.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124250/153661.jpg" title="Beppe Lauria a sinistra assieme a Mario Roggero" alt="Beppe Lauria a sinistra assieme a Mario Roggero" /><br /><p style="text-align: justify;">"&Egrave; normale che un povero cristiano che difende la propria propriet&agrave; abbia tutti i problemi che sta avendo come il nostro Mario? Solo in Italia succedono queste cose", questa &egrave; la presa di posizione di Beppe Lauria, membro di Futuro Nazionale sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero, una dichiarazione arrivata tramite un video su Facebook accanto proprio all'orafo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L'uomo &egrave; stato protagonista di un noto caso di cronaca: rapinato da una banda di tre uomini, ha sparato e ucciso due di essi e ferito il terzo membro della banda. Nei giorni scorsi &egrave; stata confermata la pena di 14 anni e 9 mesi per Roggero, una sentenza che ha scatenato le reazioni non solo da parte dei cittadini, ma anche degli stessi politici. Lauria si aggiunge a una schiera di figure istituzionali quali <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-salvini-fa-appello-a-mattarella-una-grazia-per-un-uomo-onesto_124163.html" target="_blank" rel="nofollow">Matteo Salvini</a> o il presidente della <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-cirio-chiede-la-grazia-il-piemonte-e-al-suo-fianco_124203.html" target="_blank" rel="nofollow">Regione Piemonte Alberto Cirio</a> a sostegno di Roggero, in un dibattito bollente e destinato a infiammarsi ulteriormente.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Voto ai fuorisede, Azione Cuneo: "Un diritto che diventa certezza, ma ora serve rendere la misura strutturale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voto-ai-fuorisede-azione-cuneo-un-diritto-che-diventa-certezza-ma-ora-serve-rendere-la-misura-strutturale_124256.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voto-ai-fuorisede-azione-cuneo-un-diritto-che-diventa-certezza-ma-ora-serve-rendere-la-misura-strutturale_124256.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124256/153671.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il voto per i fuorisede ora &egrave; realt&agrave;. Nei giorni scorsi la Camera ha approvato all'unanimit&agrave; l'emendamento che permetter&agrave; agli elettori lontani dal proprio comune di residenza di votare nel luogo in cui si trovano. Una novit&agrave; di grande importanza per tutti quegli studenti o lavoratori che vivono fuori dalla propria citt&agrave;, in particolare per i giovani universitari. Riceviamo e pubblichiamo la nota di soddisfazione di Azione Cuneo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Azione Cuneo esprime profonda soddisfazione per l&rsquo;approvazione dell&rsquo;emendamento che introduce il voto per studenti e lavoratori fuorisede. Votare &egrave; un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione. Eppure, per migliaia di giovani e lavoratori del nostro territorio, esercitarlo ha significato finora affrontare viaggi costosi e logisticamente complessi, con il rischio concreto di dover rinunciare alla partecipazione democratica per motivi puramente economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur accogliendo con grande favore questo importante passo avanti, la sezione provinciale di Azione sottolinea come la scelta di inserire questa misura all'interno della legge elettorale, anzich&eacute; attraverso una legge ordinaria, presenti forti limiti di stabilit&agrave; nel lungo periodo. Una legge ordinaria avrebbe infatti garantito una tutela molto pi&ugrave; solida e permanente, sottraendo il voto fuorisede alle dinamiche politiche delle maggioranze di turno e mettendolo al riparo da future modifiche elettorali.&nbsp;Nonostante questa criticit&agrave; metodologica, la misura rappresenta una sicurezza concreta e immediata per chi oggi &egrave; lontano dalla propria terra: un risparmio reale sulle spese di viaggio e un segnale di attenzione verso una fetta di popolazione troppo spesso dimenticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul tema &egrave; intervenuto Giacomo Prandi, Segretario Provinciale di Azione Cuneo: "Azione ha sostenuto fin dall&rsquo;inizio e con massima convinzione questa battaglia perch&eacute; crediamo fermamente che la partecipazione democratica debba essere accessibile a tutti, e non un privilegio di chi pu&ograve; permettersi il costo di un biglietto di ritorno. Sebbene l'impianto normativo scelto sia discutibile e presti il fianco a future instabilit&agrave; politiche, non possiamo che guardare al risultato immediato: per il nostro territorio, storicamente caratterizzato da una forte emigrazione studentesca e lavorativa verso i grandi centri, questa &egrave; una vittoria di civilt&agrave;. Serve una politica che si prenda cura di chi &egrave; lontano da casa, e noi continueremo a vigilare affinch&eacute; questo diritto non venga mai pi&ugrave; messo in discussione".</p>
<p style="text-align: justify;">A lui si aggiunge Lorenzo Montemezzo, Coordinatore Provinciale Under 30 di Azione Cuneo, che si concentra sull'impatto generazionale della misura: "Per troppi anni la politica ha ignorato le barriere invisibili che tenevano lontani i giovani dalle urne. Questa misura d&agrave; finalmente una risposta concreta a tantissimi ragazzi e ragazze della provincia di Cuneo che studiano o lavorano fuori sede, restituendo loro la possibilit&agrave; di incidere sul futuro del proprio Paese senza dover affrontare un salasso economico. &Egrave; un primo, fondamentale segnale di rispetto per la nostra generazione. Tuttavia, la nostra battaglia non si ferma qui: continueremo a fare pressione affinch&eacute; questo diritto venga blindato una volta per tutte con una legge ordinaria, rendendolo una garanzia permanente e intoccabile, svincolata dai giochi di palazzo".</p>
<p style="text-align: justify;">Azione Cuneo ribadisce il proprio impegno al fianco dei giovani e dei lavoratori del territorio, confermando la volont&agrave; di promuovere una politica vicina alle esigenze reali dei cittadini. "Noi ci siamo", conclude la nota della segreteria provinciale.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Blengino: “Nordio prenda lezioni da Mattarella”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-blengino-nordio-prenda-lezioni-da-mattarella_124240.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-blengino-nordio-prenda-lezioni-da-mattarella_124240.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124240/153641.jpg" title="Filippo Blengino" alt="Filippo Blengino" /><br /><p>Anche il segretario di Radicali Italiani <strong>Filippo Blengino </strong>&egrave; intervenuto attraverso la piattaforma di X per esprimere la sua opinione riguardante il caso Roggero e la possibilit&agrave; di avviare a Roma l&rsquo;iter per il provvedimento di clemenza nei suoi confronti. Ecco le sue parole:</p>
<p>&ldquo;In queste ore non &egrave; stato facile non esprimersi sulla becera propaganda che sta montando la destra sul caso di un uomo che, non per legittima difesa, ha tolto la vita a due persone. Lungi da me auspicare per lui il carcere, ma invocare la Grazia per un uomo che rivendica l&rsquo;efferato reato commesso &egrave; semplicemente un&rsquo;operazione politica spregevole, per di pi&ugrave; se ci si disinteressa sistematicamente della situazione carceraria e di un diritto penale minimo. E non solo, dopo aver fatto rientrare il premierato dalla finestra con la legge elettorale, il Governo cerca goffamente di appropriarsi di una <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/mattarella-frena-sulla-grazia-a-mario-roggero_124235.html" target="_blank" rel="nofollow">prerogativa del Capo dello Stato</a>. Nordio prenda lezioni da Mattarella&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
