<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Fossano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/fossanese/rss2.0.xml?page=29rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Fossano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 24 Jun 2026 00:51:55 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Fossano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/]]></link></image><item><title><![CDATA["La Regione nega la crisi climatica, a farne le spese per primi sono gli agricoltori"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122705/151012.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Oggi Fratelli d&rsquo;Italia &egrave; nuovamente partita all&rsquo;attacco dei fiumi, con un ordine del giorno del consigliere Sacchetto che afferma che la siccit&agrave; &egrave; un'emergenza straordinaria e che, per salvare l'agricoltura, bisogna derogare al deflusso ecologico dei fiumi&rdquo;. Lo scrive in un comunicato stampa il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, apertamente critico nei confronti del documento presentato da Sacchetto.</p>
<p>Di seguito l&rsquo;intervento completo: "Fratelli d&rsquo;Italia fa finta di dimenticare che la Regione arriva da una sonora bocciatura proprio su questo tema. Nella legge di riordino approvata lo scorso anno, infatti, la destra aveva inserito una norma che consentiva di derogare al deflusso ecologico, cio&egrave; alla quantit&agrave; minima di acqua che deve rimanere nei fiumi e nei torrenti per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali. Abbiamo contestato questa scelta fin dall'inizio perch&eacute; affrontava la scarsit&agrave; d'acqua aumentando la pressione su fiumi e torrenti gi&agrave; in sofferenza, che secondo Arpa sono per oltre met&agrave; in stato critico. Avevamo ragione: il Governo infatti ha impugnato la norma e, nel mese di aprile, la Corte Costituzionale l'ha definitivamente bocciata, perch&eacute; riduce il livello di tutela ambientale e di mitigazione degli effetti della crisi climatica. Non si pu&ograve; derogare al prelievo dai fiumi per favorire momentaneamente le colture, perch&eacute; ci&ograve; rischia di mandare in crisi irreversibile l&rsquo;intero sistema dei corpi idrici regionali. Dopo una sentenza cos&igrave; netta, la Regione avrebbe dovuto aprire una riflessione su come adattare il sistema agricolo e la gestione dell'acqua a un clima che sta cambiando. Invece no, continua a usare i fiumi come un bancomat di acqua, peggiorando con ci&ograve; la situazione e danneggiando anche i settori che poi dice di voler aiutare. Le temperature aumentano, le precipitazioni diventano sempre pi&ugrave; irregolari e la disponibilit&agrave; d'acqua diminuisce anno dopo anno, ma si continua a rispondere con misure eccezionali ad un problema strutturale, senza alcun riguardo per gli ecosistemi fluviali e alimentando il circolo vizioso per cui non si vuole cambiare nulla del modello che genera un problema e, per tamponarne gli effetti, continuiamo a consumare ancora di pi&ugrave; le risorse naturali da cui dipendiamo. Non si tratta di colpevolizzare il mondo agricolo, n&eacute; di negare il valore di saperi, pratiche e competenze tramandate per generazioni. Molti agricoltori hanno lavorato per tutta la vita seguendo metodi appresi in famiglia, in un contesto climatico, economico e normativo profondamente diverso da quello attuale. Oggi, per&ograve;, il cambiamento climatico, la scarsit&agrave; idrica, la fragilit&agrave; dei suoli e la necessit&agrave; di ridurre l&rsquo;impatto ambientale impongono una trasformazione dei modelli produttivi. Questa trasformazione non pu&ograve; essere lasciata sulle spalle dei singoli agricoltori, soprattutto delle aziende pi&ugrave; piccole o meno strutturate. Serve una Regione capace di anticipare i problemi, non solo di rincorrerli; una Regione che investa in formazione, consulenza tecnica, incentivi, semplificazione amministrativa e strumenti economici adeguati per accompagnare il passaggio verso pratiche agricole pi&ugrave; sostenibili e compatibili con le nuove condizioni ambientali. La transizione agricola deve essere guidata, sostenuta e condivisa: valorizzando l&rsquo;esperienza di chi lavora la terra da decenni e allo stesso tempo offrendo strumenti concreti per affrontare un futuro che non sar&agrave; pi&ugrave; uguale al passato. Possiamo certo discutere di invasi, bacini di accumulo e infrastrutture idriche. Ma davvero pensiamo che basti aumentare la capacit&agrave; di stoccaggio dell'acqua mentre il clima cambia e i suoli agricoli perdono sostanza organica, fertilit&agrave; e capacit&agrave; di trattenere l'acqua? &nbsp;Tanto per fare un esempio, ad oggi molti campi di mais sono ancora irrigati per scorrimento. Quanta di quell'acqua viene davvero trattenuta dal terreno? Quanta evapora o scorre via? Questo metodo prevede la dispersione del 50% circa dell&rsquo;acqua utilizzata. Possiamo continuare a prelevare acqua dai fiumi senza interrogarci seriamente sui sistemi irrigui, sulle pratiche agricole e sulla gestione del suolo? Terreni trattati con tecniche innovative ed efficienti aiutano a regolare il clima, a trattenere l'acqua, assorbire anidride carbonica, limitare gli eventi alluvionali. La Regione dovrebbe guidare una grande pianificazione per accompagnare agricoltori e agricoltrici verso un modello pi&ugrave; resiliente, capace di produrre reddito consumando meno acqua, rigenerando i suoli e adattandosi al cambiamento climatico. Invece di fatto nega la crisi climatica, chiedendo ancora cinque minuti di applicazione di un modello vecchio prelevando anche l&rsquo;ultima goccia di acqua disponibile: un modello di cui a fare le spese per primi sono peraltro proprio gli agricoltori, che pagano a caro prezzo il cambiamento climatico&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 16:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Formazione professionale, Calderoni: "La Giunta minimizza, ma la carenza di cassa rallenta i pagamenti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-professionale-calderoni-la-giunta-minimizza-ma-la-carenza-di-cassa-rallenta-i-pagamenti_122699.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-professionale-calderoni-la-giunta-minimizza-ma-la-carenza-di-cassa-rallenta-i-pagamenti_122699.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122699/151005.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>"Dalla risposta fornita oggi (23 giugno 2026) dalla Giunta regionale emerge una contraddizione evidente: da un lato si sostiene che la situazione sia sotto controllo e che le preoccupazioni espresse dagli enti siano infondate, dall&rsquo;altro si ammette che la disponibilit&agrave; di cassa condiziona in modo significativo i tempi dei &nbsp;pagamenti. &Egrave; proprio questo il problema che abbiamo sollevato". Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la risposta ricevuta in Aula all&rsquo;interrogazione sui ritardi nei trasferimenti agli enti della formazione professionale e sulla programmazione delle attivit&agrave; future.&nbsp;</p>
<p>"La comunicazione dell&rsquo;imminente erogazione di una tranche di circa 30 milioni di euro &nbsp;entro il mese di luglio &egrave; certamente positiva e rappresenta una risposta attesa dagli enti. Tuttavia, il fatto stesso che si debba attendere la disponibilit&agrave; di cassa per procedere ai &nbsp;pagamenti conferma l&rsquo;esistenza di una criticit&agrave; strutturale che continua a scaricare sulle &nbsp;agenzie formative il peso finanziario dei ritardi regionali", continua l'ex sindaco di Saluzzo: "Gli enti accreditati non possono essere costretti a fare da banca alla Regione. Quando i &nbsp;trasferimenti arrivano in ritardo, le agenzie devono ricorrere ad anticipazioni di cassa e &nbsp;finanziamenti per garantire stipendi, attivit&agrave; didattiche e continuit&agrave; dei servizi. Questo &nbsp;comporta costi aggiuntivi che sottraggono risorse alla qualit&agrave; della formazione e agli &nbsp;investimenti educativi".&nbsp;</p>
<p>Calderoni sottolinea, inoltre, come la risposta della Giunta non abbia dissipato tutte le preoccupazioni sul futuro della programmazione: "Al di l&agrave; delle rassicurazioni formali, gli &nbsp;enti devono poter organizzare il personale, pianificare investimenti, costruire relazioni con &nbsp;il sistema produttivo e predisporre l&rsquo;offerta formativa senza vivere nell&rsquo;incertezza. Non ho mai sostenuto che il sistema sia fermo o al collasso. Ho semplicemente riportato preoccupazioni diffuse tra gli operatori del settore e chiesto trasparenza sui tempi dei &nbsp;pagamenti e sulle prospettive future. La risposta della Giunta, pur contenendo elementi utili, conferma che il tema esiste e che la gestione della cassa continua a incidere sulla regolarit&agrave; &nbsp;dei trasferimenti. Per questo continueremo a monitorare la situazione. L&rsquo;obiettivo non &egrave; alimentare polemiche, ma garantire che un settore strategico per il Piemonte possa lavorare con stabilit&agrave;, programmazione e certezze. La formazione professionale rappresenta uno &nbsp;strumento fondamentale per l&rsquo;inclusione, l&rsquo;occupazione e la competitivit&agrave; del nostro territorio e merita risposte puntuali, non minimizzazioni".&nbsp;<br><br></p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 16:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[No, chi si oppone all’utilizzo del taser non sta “dalla parte dei delinquenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/no-chi-si-oppone-allutilizzo-del-taser-non-sta-dalla-parte-dei-delinquenti_122685.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/no-chi-si-oppone-allutilizzo-del-taser-non-sta-dalla-parte-dei-delinquenti_122685.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122685/150978.jpg" title="Un frame del video dell'intervento del 4 giugno in corso Giolitti" alt="Un frame del video dell'intervento del 4 giugno in corso Giolitti" /><br /><p>No, chi si oppone all&rsquo;utilizzo del taser non sta &ldquo;dalla parte dei delinquenti&rdquo; e non si pu&ograve; ridurre una questione cos&igrave; complessa ad una &ldquo;analisi&rdquo; cos&igrave; semplicistica. &Egrave; il tema del momento, a Cuneo e dintorni, sui social e non solo. Il dibattito &egrave; scaturito da quanto accaduto lo scorso 4 giugno in corso Giolitti, nella zona del bar Bobo. I fatti, <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/urla-e-spintoni-ai-carabinieri-poi-il-taser-il-video-shock-in-corso-giolitti_121922.html" target="_blank" rel="nofollow">ripresi in un video</a> poi circolato sui social, sono ormai arcinoti: una pregiudicata, ubriaca e in pesante stato di alterazione, raggiunta da una pattuglia dei carabinieri e da agenti della Polizia Locale, &egrave; stata colpita dal taser dopo aver infranto un piatto di ceramica e agitato il coccio appuntito, per due volte, nei confronti di un militare. La donna &egrave; poi stata processata per direttissima e condannata a undici mesi di carcere.</p>
<p>Ne &egrave; nato un vespaio di polemiche: al centro, per l&rsquo;appunto, la legittimit&agrave; dell&rsquo;intervento con il taser e in generale l&rsquo;utilizzo del dispositivo in questo genere di episodi. Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: secondo quanto ricostruito dalla Procura, l&rsquo;indagine avviata nei confronti del carabiniere avrebbe accertato la correttezza del suo operato, ritenendo l&rsquo;intervento non sproporzionato. Una ricostruzione che nessuno mette in discussione. Non &egrave; quindi l&rsquo;episodio di corso Giolitti il punto centrale della discussione, ma il tema &egrave; ampio e va al di l&agrave; del caso specifico.&nbsp;</p>
<p>E al di l&agrave; del caso specifico, luned&igrave; sera, &egrave; andato il <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/no-al-taser-per-i-vigili-a-cuneo-troppi-rischi-per-chi-e-colpito_122658.html" target="_blank" rel="nofollow">dibattito in Consiglio comunale</a>, in cui l&rsquo;amministrazione ha ribadito l&rsquo;intenzione di non dotare del taser gli agenti della Polizia locale. &ldquo;Troppi rischi per chi viene colpito&rdquo;: questa, in estrema sintesi, la posizione della Giunta guidata da Patrizia Manassero. Apriti cielo. Nei commenti alla notizia la solita ondata di indignazione, la solita serie di attacchi, molto spesso sgrammaticati, di accuse, di insulti: c&rsquo;&egrave; addirittura chi augura alla Sindaca di essere aggredita in prima persona, &ldquo;cos&igrave; vediamo se non cambia idea&rdquo;. &ldquo;La solita sinistra dalla parte di chi delinque&rdquo;, questo il tenore del commento pi&ugrave; frequente.</p>
<p>Al di l&agrave; dell&rsquo;amarezza per una violenza del linguaggio che sui social &egrave; ormai sempre pi&ugrave; accettata e sdoganata, vale la pena di ricordare come la vita sia fatta di sfumature: di grigi, non solo di bianchi e neri, di ambiguit&agrave; e complessit&agrave;, non solo di sentenze nette e granitiche. Insomma, non si pu&ograve; sostenere che chi si oppone all&rsquo;utilizzo del taser - o anche solo ne richieda una rigida regolamentazione - sia schierato dalla parte di chi delinque. Non si pu&ograve;, perch&egrave; semplicemente non &egrave; cos&igrave;.&nbsp;</p>
<p>Chi non rispetta le leggi e le norme che regolano la convivenza civile ne deve pagare le conseguenze e questo &egrave; un punto fermo che nessuno mette in discussione. La legge del taglione, per&ograve;, l&rsquo;abbiamo fortunatamente consegnata alla storia: nel 2026, in un Paese che vuole dirsi civile, chi delinque va giudicato nelle sedi competenti e non perde automaticamente ogni diritto, come tanto piacerebbe a chi fa della violenza contro chi infrange la legge una sorta di sogno bagnato (finch&egrave; tocca agli altri, chiaramente). Il rispetto per la dignit&agrave; della persona - s&igrave;, anche per quella che delinque, senza per questo chiederne l'impunit&agrave; - distingue un Paese moderno da una societ&agrave; arretrata, in cui la violenza e la sopraffazione diventano valori di cui fare vanto. &Egrave; quindi pi&ugrave; che legittimo che la discussione si snodi anche su questo piano.</p>
<p>E ancora, essere scettici sull&rsquo;utilizzo del taser - sul quale il dibattito politico e istituzionale &egrave; ancora ampio anche a livello internazionale - non significa non riconoscere il contesto sempre pi&ugrave; complesso in cui uomini e donne delle forze dell&rsquo;ordine si trovano ad operare o non riconoscerne l&rsquo;importante lavoro al servizio della comunit&agrave;. Chi chiede che l&rsquo;azione dei &ldquo;buoni&rdquo; sia regolata da direttive rigide, o semplicemente pone degli interrogativi sulle stesse, non si sta automaticamente schierando dalla parte dei &ldquo;cattivi&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Di conseguenza &egrave; scorretto, da parte di chi &egrave; a favore del taser, accusare chi non la pensa allo stesso modo di essere - di fatto - complice di chi delinque e nemico di chi &egrave; tenuto a far rispettare le regole. &Egrave; una lettura che non corrisponde alla realt&agrave;, &egrave; un cortocircuito mentale utile solo ad autoconvincersi di stare dalla parte del giusto, nell&rsquo;infondata certezza che tra giusto e sbagliato esista sempre una distinzione netta, nell&rsquo;idea che avere un nemico comune aiuti a compattarsi tra &ldquo;simili&rdquo;. La questione &egrave; pi&ugrave; complessa di cos&igrave;. La vita, in generale, &egrave; pi&ugrave; complessa di cos&igrave;, anche se forse ridurre tutto ad una visione pi&ugrave; semplice e banale &egrave; molto pi&ugrave; confortante.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 12:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Fondazione Crc, i sindaci bloccano il “super mandato” del presidente]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondazione-crc-i-sindaci-bloccano-il-super-mandato-del-presidente_122684.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondazione-crc-i-sindaci-bloccano-il-super-mandato-del-presidente_122684.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122684/150977.jpg" title="" alt="" /><br /><p><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/niente-prolungamento-il-mandato-di-presidente-e-consiglio-generale-della-crc-resta-a-quattro-anni_122642.html" target="_blank" rel="follow">Niente &ldquo;superpresidente&rdquo; per la Fondazione Crc</a>: l&rsquo;ipotesi di un mandato allungato da due a sei anni, prevista come opzione dall&rsquo;addendum dell&rsquo;Acri, &egrave; naufragata di fronte alla netta opposizione del territorio. In prima fila i sindaci delle &ldquo;sorelle&rdquo; consociate nella fondazione, <strong>Patrizia Manassero</strong>, <strong>Alberto Gatto</strong>, <strong>Luca Robaldo</strong> e <strong>Giovanni Fogliato</strong>, che plaudono alla decisione assunta dal Consiglio Generale.</p>
<p>&ldquo;Siamo grati ai consiglieri - dicono i sindaci - che hanno tenuto in considerazione le argomentazioni che, come sindaci di tutti i Comuni designanti (Alba, Cuneo, Mondov&igrave;, Canale, Cortemilia, Mont&agrave;,Santo Stefano Belbo, Cherasco, Dronero, Borgo San Dalmazzo, Busca, Boves, Caraglio, Villanova Mondov&igrave;, Bagnasco, San Michele Mondovi, Ceva e Farigliano), avevamo portato alla loro attenzione, in particolare quelle relative alla durata del mandato&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122684/small_150979.jpg" alt="Fondazione Crc" loading="lazy"></p>
<p>A gennaio e ad aprile i vertici di fondazione avevano illustrato le modifiche statutarie agli stakeholder. &ldquo;La conferma della durata quadriennale, - osservano gli amministratori - peraltro la stessa scelta anche da molte altre fondazioni di origine bancaria fra le quali Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, conferma la volont&agrave; di Fondazione di mantenere saldo il legame con le comunit&agrave; e garantire il ricambio dei vari organi statutari, in un salutare percorso di confronto territoriale&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;opposizione dei sindaci a un eventuale prolungamento del mandato sollevava la questione dell&rsquo;inopportunit&agrave; di disallineare le nomine: presidente e consiglieri generali avrebbero avuto un incarico di sei anni, mentre il consiglio di amministrazione avrebbe continuato a scadere dopo quattro anni. Un problema sentito soprattutto nel capoluogo, dove la fondazione ha sempre giocato un ruolo politico forte. Contro l&rsquo;ipotesi del mandato a sei anni si erano pronunciati anche la segreteria provinciale di Fratelli d&rsquo;Italia e gli Indipendenti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122684/small_150980.jpg" alt="Mauro Gola" loading="lazy"></p>
<p><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/operazione-salva-stampa-manassero-contro-la-fondazione-sono-perplessa_122645.html" target="_blank" rel="follow">Resta aperto l&rsquo;altro fronte di polemica</a>, su cui i sindaci hanno palesato la propria perplessit&agrave; ai vertici di palazzo Vitale. &Egrave; quello legato all&rsquo;ingresso della fondazione nella propriet&agrave; de <em>La Stampa</em>. In Consiglio comunale, ieri sera (luned&igrave; 22), la sindaca di Cuneo ha chiarito di aver appreso solo a cose fatte della nomina nel cda di <strong>Federico Borgna</strong>, suo predecessore e attuale rappresentante del Comune in Crc. L&rsquo;insofferenza palesata da <strong>Patrizia Manassero</strong> &egrave; apparsa palese anche ai consiglieri, alcuni dei quali non si sono remore nel censurare l&rsquo;operato dello stesso Borgna: <strong>Erio Ambrosino</strong>, &ldquo;battitore libero&rdquo; nel Partito Democratico, ha parlato di &ldquo;una completa mancanza di trasparenza&rdquo; e accusato l&rsquo;ex sindaco di aver &ldquo;delegittimato la rappresentanza dei cittadini&rdquo;.</p>
<p>Parole forti a cui far&agrave; seguito una convocazione del presidente&nbsp;<strong>Mauro Gola</strong> e dello stesso Borgna in municipio. Resta da decidere la formula: potrebbe essere quella pubblica - e pi&ugrave; trasparente - della commissione comunale, oppure una riunione &ldquo;in camera caritatis&rdquo; con i capigruppo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 12:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Siccità e invasi, un ordine del giorno di Sacchetto (Fdi) per lo stato di emergenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-e-invasi-un-ordine-del-giorno-di-sacchetto-fdi-per-lo-stato-di-emergenza_122669.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-e-invasi-un-ordine-del-giorno-di-sacchetto-fdi-per-lo-stato-di-emergenza_122669.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122669/150949.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">"<em>L'acqua &egrave; la vera infrastruttura strategica del Piemonte. Difendere l'agricoltura significa difendere economia, lavoro e territorio</em>&rdquo;, sostiene il Consigliere Regionale Claudio Sacchetto, Presidente della Commissione agricoltura e primo firmatario del documento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Gruppo Consiliare di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale ha depositato un Ordine del Giorno dedicato all'emergenza siccit&agrave; e alla necessit&agrave; di dotare il comparto agricolo di strumenti straordinari per affrontare una crisi che, anno dopo anno, assume sempre pi&ugrave; carattere strutturale.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>L'atto, di cui sono primo firmatario e che &egrave; sostenuto dall'intero Gruppo Consiliare di Fratelli d'Italia, chiede alla Giunta regionale di attivarsi con atti propri e presso il Governo e le Istituzioni competenti affinch&eacute; vengano adottate misure urgenti e concrete a tutela dell'agricoltura piemontese, le aziende agricole stanno affrontando una situazione sempre pi&ugrave; complessa. Le precipitazioni irregolari, l'aumento delle temperature e la crescente scarsit&agrave; della risorsa idrica impongono un cambio di paradigma nelle politiche di gestione dell'acqua. Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze: dobbiamo programmare interventi strutturali e garantire agli agricoltori strumenti adeguati a investire, tra le richieste contenute nel documento vi &egrave; l&rsquo;attivazione dello stato di crisi idrica che la Giunta sta gi&agrave; valutando grazie al lavoro del Presidente e degli Assessori Bongioanni e Marnati, inoltre vi &egrave; la richiesta di prevedere, nelle situazioni di conclamata emergenza idrica e sulla base delle necessarie valutazioni tecnico-scientifiche, deroghe temporanee e controllate al deflusso ecologico, al fine di garantire l'approvvigionamento irriguo indispensabile alla salvaguardia delle produzioni agricole. Parliamo di misure straordinarie per situazioni straordinarie. Nessuno mette in discussione la tutela ambientale, ma quando sono a rischio interi raccolti e la sopravvivenza economica delle aziende agricole occorre trovare un punto di equilibrio tra esigenze ecologiche e necessit&agrave; produttive</em>&rdquo;, dichiara Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">L'Ordine del Giorno pone inoltre al centro il tema degli investimenti infrastrutturali per la raccolta e la conservazione dell'acqua, chiedendo l'attivazione di una Zona Economica Speciale Agricola per il Piemonte o di strumenti equivalenti che consentano di riconoscere crediti d'imposta fino all'80% per la realizzazione di microinvasi aziendali e interaziendali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>"I microinvasi rappresentano una delle risposte pi&ugrave; efficaci ai cambiamenti climatici. Consentono di accumulare l'acqua nei periodi di disponibilit&agrave; e di utilizzarla nei momenti di maggiore necessit&agrave;, riducendo sprechi e prelievi nei periodi pi&ugrave; critici. Per questo &egrave; fondamentale sostenere gli investimenti con un forte incentivo fiscale, con il Csr la Regione Piemonte ha gi&agrave; investito molto in questo settore, vista la situazione sarebbe opportuno esplorare l&rsquo;allargamento delle fonti di finanziamento per la costruzione di piccoli invasi che offrono buone soluzioni e sono poco ecocompatibili&rdquo;</em>, sottolinea ancora Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Fratelli d'Italia, il Piemonte deve diventare una Regione pilota nelle politiche di adattamento climatico applicate all'agricoltura, valorizzando il ruolo strategico del settore primario nell'economia regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>L'acqua &egrave; oggi la principale infrastruttura strategica per il futuro del Piemonte. Senza acqua non esiste agricoltura, non esiste sicurezza alimentare e vengono meno migliaia di posti di lavoro. Con questo Ordine del Giorno vogliamo aprire una riflessione concreta e avanzare proposte realizzabili per dare risposte al mondo agricolo, che chiede meno burocrazia, pi&ugrave; investimenti e una visione di lungo periodo</em>", conclude Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fratelli d'Italia conferma il proprio impegno a sostegno delle imprese agricole piemontesi, affinch&eacute; possano affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici mantenendo competitivit&agrave;, capacit&agrave; produttiva e presidio del territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il monito di Confindustria: non si “stacchi la luce” alle imprese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-monito-di-confindustria-non-si-stacchi-la-luce-alle-imprese_122643.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-monito-di-confindustria-non-si-stacchi-la-luce-alle-imprese_122643.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122643/150912.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Questo Paese deve cambiare pelle sui temi dell&rsquo;energia&rdquo;: &egrave; il monito che Emanuele Orsini, presidente nazionale di Confindustria, ha consegnato all&rsquo;<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/orsini-difende-meloni-da-trump-e-lancia-lappello-non-piu-del-30-dello-stipendio-per-pagare-la-casa_122527.html" target="_blank" rel="follow">assemblea degli imprenditori cuneesi</a> tenutasi venerd&igrave; scorso ad Alba.</p>
<p>Da Orsini un plauso alle dichiarazioni sul punto dell&rsquo;amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa: &ldquo;Ha fatto un grande atto di responsabilit&agrave; nel dire che l&rsquo;energia in Italia la paghiamo mediamente 200 euro al megawatt ora, la Spagna 90 euro e la Germania 100 euro. Se non si riescono a colmare questi gap facciamo fatica a trattenere le nostre imprese e attirarne altre&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Altro tema importante - aggiunge il leader degli industriali - &egrave; quello della produttivit&agrave; delle piccole imprese. Oggi abbiamo le medie imprese che funzionano bene, meglio della media europea con il +22%. Le grandi sono in media con quelle tedesche. Il problema vero &egrave; nelle piccole: abbiamo bisogno di farle crescere&rdquo;.</p>
<p>Il presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna, parla intanto di un 2026 fatto di chiaro e scuro: &ldquo;Ci sono aziende che sono cresciute e altre che hanno segnato un po&rsquo; il passo. Il bello dei nostri imprenditori della provincia di Cuneo &egrave; che non si scoraggiano e guardano avanti&rdquo;. Un appello alle istituzioni: &ldquo;L&rsquo;imprenditore deve avere certezze, le istituzioni devono capire che i datoriali fanno la ricchezza e danno benessere a tutta la comunit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 18:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Niente prolungamento, il mandato di presidente e Consiglio generale della CRC resta a quattro anni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/niente-prolungamento-il-mandato-di-presidente-e-consiglio-generale-della-crc-resta-a-quattro-anni_122642.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/niente-prolungamento-il-mandato-di-presidente-e-consiglio-generale-della-crc-resta-a-quattro-anni_122642.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122642/150911.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; riunito nel pomeriggio di oggi, luned&igrave; 22 giugno, il Consiglio Generale della Fondazione CRC, che era chiamato a deliberare su una serie di modifiche allo Statuto dell&rsquo;ente nell&rsquo;ambito dell&rsquo;adesione all&rsquo;Addendum, il documento di autoregolamentazione delle Fondazioni di origine bancaria firmato lo scorso 28 ottobre 2025 dal Ministro dell&rsquo;Economia e delle Finanze e dal Presidente di ACRI. Le modifiche obbligatorie introdotte riguardano in particolare la gestione del patrimonio, i limiti alle operazioni in derivati, i nuovi vincoli in uscita a carico dei componenti gli organi e i limiti ai compensi nel caso di cumulo di incarichi.</p>
<p>Per quanto riguarda le modifiche facoltative proposte dall&rsquo;Addendum &ndash; che prevedevano la possibilit&agrave; di allungare i mandati del presidente e del Consiglio Generale fino ad un massimo di sei anni &ndash; il Consiglio Generale della Fondazione CRC ha scelto di mantenere inalterata l&rsquo;attuale durata dei mandati degli organi (presidente, Consiglio di Amministrazione, Consiglio Generale e Collegio Sindacale), che lo Statuto prevede in quattro anni.</p>
<p>Si legge nel comunicato diffuso dalla Fondazione: &ldquo;In aggiunta a queste modifiche, il Consiglio Generale ha ritenuto opportuno allineare i limiti di et&agrave; per l&rsquo;accesso al Consiglio di Amministrazione uniformandoli a 75 anni. Il provvedimento entrer&agrave; in vigore dal prossimo mandato. I provvedimenti introdotti saranno quindi posti all&rsquo;attenzione del MEF, quale autorit&agrave; di vigilanza, per le necessarie approvazioni&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 18:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La pioggia scarseggia, si torna a parlare di invasi: "Non possiamo limitarci a rincorrere l’emergenza"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pioggia-scarseggia-si-torna-a-parlare-di-invasi-non-possiamo-limitarci-a-rincorrere-lemergenza_122638.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pioggia-scarseggia-si-torna-a-parlare-di-invasi-non-possiamo-limitarci-a-rincorrere-lemergenza_122638.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122638/150905.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il grande caldo di questi giorni porta con s&egrave; l'emergenza idrica: la siccit&agrave; torna a fare paura in Piemonte e in provincia di Cuneo, dove la riduzione delle portate dei corsi d'acqua &egrave; gi&agrave; tangibile. Un allarme, quello <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-riapre-l-osservatorio-la-situazione-peggiorera_122623.html" target="_blank" rel="follow">lanciato dalla Regione</a> commentando i dati Arpa, raccolto anche dalla Coldiretti provinciale.</p>
<p>Emergono infatti cali significativi delle portate medie giornaliere rispetto alla stessa data dello scorso anno su diversi corsi d&rsquo;acqua monitorati in provincia di Cuneo: il Maira a Dronero passa da 11,2 a 7,3 m&sup3;/s, il Varaita a Polonghera da 3,3 a 1,0 m&sup3;/s e l&rsquo;Ellero a Mondov&igrave; da 1,1 a 0,5 m&sup3;/s. In calo anche la Stura di Demonte a Gaiola, da 17,9 a 15,6 m&sup3;/s. La stessa tendenza &ndash; prosegue Coldiretti &ndash; emerge dai livelli idrometrici medi giornalieri: -7 centimetri per il Maira a Dronero, -15 centimetri per il Varaita a Polonghera, -6 centimetri per l&rsquo;Ellero a Mondov&igrave; e -5 centimetri per la Stura di Demonte a Gaiola. Il quadro non &egrave; uniforme su tutte le sezioni monitorate, ma conferma una pressione crescente sulla risorsa idrica.</p>
<p>Il quadro &ndash; prosegue Coldiretti &ndash; conferma la fragilit&agrave; gi&agrave; segnalata da Arpa Piemonte a inizio giugno, con precipitazioni di maggio inferiori del 44% rispetto alla media e risorse idriche superficiali sotto la norma del 31%. Il caldo aggrava la situazione, aumentando l&rsquo;evapotraspirazione e i fabbisogni irrigui, con maggiori rischi per mais, orticole, frutteti, noccioleti, foraggi, prati e produzioni destinate all&rsquo;alimentazione animale.</p>
<p>&ldquo;Nel breve periodo serve mettere in campo tutti gli strumenti utili per accompagnare la stagione irrigua in corso&rdquo; dichiarano Enrico Nada e Francesco Goffredo, Presidente e Direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;In presenza di condizioni di criticit&agrave; idrica, occorre valutare con tempestivit&agrave; anche l&rsquo;attivazione delle deroghe previste al Deflusso Ecologico. Ma non possiamo limitarci a rincorrere l&rsquo;emergenza quando i fiumi sono gi&agrave; in sofferenza. La vera risposta &egrave; strutturale: una rete diffusa di micro-invasi, laghetti irrigui e opere di accumulo, il recupero delle infrastrutture esistenti, il pieno coinvolgimento dei consorzi irrigui e procedure pi&ugrave; snelle per trattenere l&rsquo;acqua quando c&rsquo;&egrave; e renderla disponibile quando serve. Difendere l&rsquo;acqua significa difendere il cibo, le imprese agricole e il futuro dei nostri territori&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 17:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Psa, Robaldo: "L'ordinanza della Regione colma un vuoto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122625/150885.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html" target="_blank" rel="nofollow">L'ordinanza assunta dal Presidente Cirio</a> colma il vuoto rispetto al quale avevamo gi&agrave; richiesto di intervenire al Governo ormai pi&ugrave; di un mese fa. Essa garantisce le attivit&agrave; di prevenzione, sorveglianza ed eradicazione della Peste suina africana (PSA), confermando e dando cos&igrave; continuit&agrave; alle misure precedentemente introdotte dal Commissario straordinario nazionale. Questo provvedimento assume un rilievo particolare per il territorio cuneese".</p>
<p>&Egrave; il commento del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, all'iniziativa della Regione Piemonte che rende nuovamente operative alcune misure che erano venute meno a causa della mancata conferma del Commissario Nazionale alla PSA.</p>
<p>"In questo quadro, la Provincia di Cuneo prosegue e rafforza la sua attivit&agrave; sia quale promotore della Cabina di regia PSA sia nell&rsquo;ambito della sua funzione di presidio del territorio - prosegue il Consigliere Delegato, Silvano Dovetta - mettendo in campo uomini e mezzi sempre pi&ugrave; impegnati in tali attivit&agrave;. Nel frattempo attendiamo la conferma del dott. Filippini quale Commissario Straordinario, che dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane, avendone apprezzato le capacit&agrave; di coordinamento e la chiarezza nelle fasi decisionali, condivise col commissario regionale Giorgio Sapino".</p>
<p>In questi giorni, poi, nell'ambito della consueta e costruttiva collaborazione con le Associazioni di Categoria il Presidente Robaldo ed il Consigliere Dovetta hanno scritto ai Presidente di Coldiretti, Confagricoltura e CIA chiedendo loro di ulteriormente sensibilizzare gli allevatori propri iscritti sul tema delle misure di biosicurezza di contrasto alla PSA.</p>
<p>"Nell'evidenziare gli importanti risultati ottenuti rimarchiamo l&rsquo;importanza di proseguire il percorso di adeguamento delle aziende - scrivono Robaldo e Dovetta -. Se nel 2023 le non conformit&agrave; interessavano circa il 30% delle aziende controllate ed erano caratterizzate da gravi carenze strutturali, nel 2026 la quota complessiva di allevamenti non in regola &egrave; scesa al 20% e, soprattutto, le difformit&agrave; sono per lo pi&ugrave; relative ad aspetti di natura quotidiana e operativa".</p>
<p>Parallelamente, con una lettera inviata alla Regione Piemonte, la Provincia ha richiesto ulteriori strumenti di sostegno, anche di natura economica, per supportare sia l&rsquo;attivit&agrave; di informazione e sensibilizzazione delle imprese sia per colmare eventuali carenze infrastrutturali residue.</p>
<p>&laquo;Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al Nucleo Faunistico&ndash;Ambientale della Polizia Locale della Provincia per il lavoro costante e spesso complesso che stanno svolgendo &ndash; sottolineano ancora Robaldo e Dovetta &ndash;. L&rsquo;emergenza della PSA ha ben evidenziato come il loro impegno rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del nostro territorio&raquo;.</p>
<p>&laquo;Penso sia a questo proposito importante ricordare &ndash; prosegue il Presidente &ndash; che l&rsquo;attivit&agrave; del Nucleo e, pi&ugrave; in generale, della Polizia Locale provinciale non si limiti agli interventi di natura sanzionatoria, a cui nell&rsquo;immaginario comune &egrave; spesso associata. Si tratta invece di un lavoro ampio e articolato che comprende anche attivit&agrave; di informazione, prevenzione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, operatori e mondo associativo&raquo;.</p>
<p>L&rsquo;operativit&agrave; del Corpo, infatti, oltre alle funzioni strettamente previste dalla normativa, si estende a un ampio spettro di iniziative di collaborazione e supporto a favore di enti, associazioni e cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione di una cultura della legalit&agrave; e della sostenibilit&agrave; ambientale.</p>
<p>Tra queste, proprio sul tema PSA, si inseriscono gli incontri pubblici organizzati sul territorio in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia, che rappresentano momenti di aggiornamento e confronto operativo rivolti in particolare a cacciatori e amministratori locali sui comportamenti da adottare e sulle modalit&agrave; di collaborazione alle attivit&agrave; di monitoraggio.</p>
<p>Parallelamente, proseguono anche le attivit&agrave; di educazione ambientale rivolte alle scuole, con gli incontri dedicati agli ecosistemi locali realizzati nell&rsquo;ambito del progetto europeo &ldquo;LIFE Minnow&rdquo;, che hanno coinvolto gli studenti di Caramagna e Cavallermaggiore. Nell&rsquo;ambito dello stesso progetto, a maggio, in conformit&agrave; con la Direttiva Habitat, il personale della Provincia ha realizzato un importante intervento a tutela della biodiversit&agrave; acquatica con l&rsquo;immissione di esemplari di Savetta.</p>
<p>A queste iniziative si affiancano gli interventi concreti a tutela della fauna e dell&rsquo;ambiente, il controllo delle attivit&agrave; venatorie e nella gestione della fauna selvatica, inclusi gli interventi di monitoraggio e contenimento delle specie, nonch&eacute; azioni mirate al contrasto di situazioni di rischio sanitario e ambientale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Emergenza idrica, la Regione riapre l'Osservatorio: "La situazione peggiorerà"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-riapre-l-osservatorio-la-situazione-peggiorera_122623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-riapre-l-osservatorio-la-situazione-peggiorera_122623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122623/150882.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ondata di calore che sta investendo il Piemonte porta con s&eacute; le conseguenze legate alla siccit&agrave; e all&rsquo;emergenza idrica. Per il monitoraggio dello scenario ideo-meteorologico, la Regione ha scelto di riaprire l&rsquo;Osservatorio regionale, convocando anche un tavolo specifico per quanto riguarda il lago Maggiore. Lo ha annunciato l'assessore regionale all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati, in ragione dei dati del bollettino idro-meteorologico diffusi da Arpa Piemonte, che fotografano una situazione di netto deficit idrico in tutta la Regione.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Il quadro segnalato da Arpa &egrave; chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio &ndash; afferma l&rsquo;assessore Marnati -. Con l&rsquo;arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica &egrave; destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l&rsquo;Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>I dati di Arpa Piemonte illustrano la situazione sulle precipitazioni medie registrate nell&rsquo;ultimo mese. Si ha avuto uno scarto negativo del 44% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Tutta la Regione &egrave; stata caratterizzata da un deficit pluviometrico, con scarti pi&ugrave; elevati nelle zone settentrionali e orientali (-50%). Risulta negativa anche la cumulata da inizio anno idrologico rispetto la norma, in cui si ha avuto uno scarto negativo del 23%, con un deficit pi&ugrave; contenuto dall&rsquo;inizio dell&rsquo;anno solare (circa il 6%). Si evidenziano condizioni di siccit&agrave; da lieve a moderata, alla scala temporale di 1 mese e 3 mesi, a causa delle scarse precipitazioni (mesi di marzo e aprile 2026).</p>
<p>Nel mese di maggio, per quanto riguarda le temperature, &egrave; stata registrata un&rsquo;anomalia media positiva di circa 1.1&deg; C rispetto alla norma climatica (1991-2020). Nonostante le temperature basse di inizio mese, si ha avuto un maggio, precisamente il 7&deg;, pi&ugrave; caldo degli ultimi 70 in Piemonte, in cui si sono registrate nell&rsquo;ultima decade del mese temperature elevate.</p>
<p>In termini di risorse idriche superficiali stoccate sotto forma di Swe (Equivalente di acqua in neve), per gli invasi e Lago Maggiore, il mese di maggio risulta inferiore alla norma del periodo con un -31%, a causa della drastica diminuzione della neve al suolo, in particolare nelle aree occidentali e settentrionali del Piemonte.</p>
<p>Le portate dei corsi d&rsquo;acqua risultano in deficit rispetto alla media storica del periodo. Si registra per il Sesia a Palestro, una portata media inferiore alla norma del -67%, mentre per il Tanaro, il Varaita e il Toce, risultano deficit negativi attorno al 50%, il Po in chiusura di bacino piemontese, registra una portata media per l&rsquo;ultimo mese pari a circa il &ndash;46% rispetto alla portata media mensile storica.</p>
<p>Per quanto riguarda la risorsa idrica sotterranea, ed in particolare la falda superficiale, i valori di soggiacenza della falda risultano quasi ovunque maggiori della media del periodo e in alcune aree supera il 75&deg; percentile, in cui il livello &egrave; basso rispetto all&rsquo;intervallo di oscillazione di riferimento, valori che potrebbero preannunciare l&rsquo;instaurarsi di condizioni di criticit&agrave;.</p>
<p>Per il mese di giugno, dal bollettino si attesta una situazione aggiornata alla scorsa settimana in cui risulta che la pioggia &egrave; inferiore al 50% e lo sono quindi anche le portate dei corsi d&rsquo;acqua. I bacini in maggiore sofferenza sono quelli a sud del Po. La situazione idrologica vedr&agrave; un ulteriore aggravamento, in relazione alle alte temperature e all&rsquo;assenza di pioggia.</p>
<p>Dal bollettino idro-meteorologico settimanale di Arpa Piemonte si &egrave; rilevato, per la settimana appena trascorsa, temperature superiori alla norma del periodo, con temperatura media settimanale di 18.1&deg; con anomalia termica positiva di 2&deg; C. Le precipitazioni sono state scarse: sul bacino del Po sono caduti mediamente 5 mm. di pioggia. Lo stato idrico &egrave; risultato normale sul Novarese, Vercellese, Canavese e Valli di Lanzo, in lieve deficit sull&rsquo;area occidentale della regione, in moderato sul cuneese e alessandrino. Una significativa anomalia termica positiva (4-5&deg; C) &egrave; prevista per la settimana in corso, e le precipitazioni risulteranno assenti o inferiori alla norma, lo stato idrico si manterr&agrave; invariato su tutti i comprensori.</p>
<p>Anche la prossima settimana sar&agrave; caratterizzata da temperature superiori alla norma (5-6&deg; C), le precipitazioni saranno complessivamente inferiori alla media climatologica e la disponibilit&agrave; idrica tender&agrave; a diminuire ulteriormente nelle aree occidentali e nel cuneese mentre negli altri settori la situazione idrica rimane invariata.</p>
<p>La Regione Piemonte sta procedendo all&rsquo;apertura dell&rsquo;Osservatorio regionale di emergenza idrica, al fine di monitorare la situazione per l&rsquo;acqua potabile, l&rsquo;uso agricolo, la situazione dei bacini e dei fiumi, lo scenario attuale e quello estivo. Ci sar&agrave; inoltre l&rsquo;importante novit&agrave; relativa alla costituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Robotto alla direzione della Giunta regonale, Sottile confermato alla Sanità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122620/150873.jpg" title="Angelo Robotto e Antonino Sottile" alt="Angelo Robotto e Antonino Sottile" /><br /><p>La Giunta regionale, nella seduta odierna, ha proceduto alla designazione dei direttori delle Direzioni regionali Giunta e Sanit&agrave; per il prossimo triennio. La Direzione della Giunta regionale sar&agrave; affidata ad Angelo Robotto, mentre Antonino Sottile &egrave; stato confermato alla guida della Direzione Sanit&agrave;.</p>
<p>Responsabile della Direzione Ambiente, Energia e Territorio dal 2024, Robotto vanta una consolidata esperienza nella pubblica amministrazione. Nel corso della sua carriera ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di direttore generale di Arpa Piemonte e di Ires Piemonte, maturando competenze di alto profilo nei settori dell&rsquo;ambiente, della sicurezza, delle politiche sociali e delle procedure amministrative e legali. A partire dal 7 luglio, assumer&agrave; la guida della Direzione Giunta, mantenendo l&rsquo;interim della Direzione Ambiente, Energia e Territorio fino alla nomina del nuovo direttore per il quale verr&agrave; avviata a breve la procedura di selezione.</p>
<p>"La nomina di Angelo Robotto rappresenta una scelta fondata sul merito, sulle competenze e sulla profonda conoscenza della macchina amministrativa regionale &ndash; dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio &ndash;. Nel corso degli anni ha dimostrato capacit&agrave; di governo dei processi complessi, rigore nella gestione amministrativa e una visione strategica nell&rsquo;affrontare dossier di particolare rilevanza per il Piemonte. Sono qualit&agrave; che oggi mettiamo a disposizione della Direzione della Giunta regionale, un ruolo centrale per garantire efficacia, coordinamento e capacit&agrave; di attuazione delle politiche regionali. A lui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, certo che sapr&agrave; affrontare questo nuovo incarico con la professionalit&agrave; e il senso delle istituzioni che ne hanno sempre contraddistinto l&rsquo;operato".</p>
<p>"Desidero inoltre esprimere un sincero e sentito ringraziamento a Paolo Frascisco, che conclude il proprio percorso nell&rsquo;amministrazione regionale per raggiunti limiti di quiescenza - aggiunge il presidente - In questi anni ha assicurato un contributo prezioso, caratterizzato da competenza, disponibilit&agrave; e spirito di servizio. A nome della Regione Piemonte rivolgo a lui la nostra gratitudine per la dedizione e l&rsquo;impegno con cui ha operato a favore dell&rsquo;istituzione e della comunit&agrave; piemontese nel corso della sua lunga carriera".</p>
<p>Per quanto riguarda la Direzione Sanit&agrave;, la Giunta regionale ha confermato Antonino Sottile alla guida della struttura per il prossimo triennio. Sottile, medico chirurgo, &egrave; direttore della Sanit&agrave; della Regione Piemonte dal luglio 2023. In precedenza &egrave; stato direttore generale della Fondazione del Piemonte per l&rsquo;Oncologia &ndash; IRCCS di Candiolo e componente della Cabina di Regia nazionale per l&rsquo;Health Technology Assessment (HTA) presso il Ministero della Salute, maturando una significativa esperienza nella programmazione e nella governance dei sistemi sanitari.</p>
<p>"La conferma di Antonino Sottile si inserisce in una scelta di continuit&agrave; amministrativa e gestionale in uno dei settori pi&ugrave; strategici dell&rsquo;azione regionale &ndash; dichiarano il presidente Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi &ndash;. La sanit&agrave; rappresenta non soltanto il principale ambito di investimento della Regione, ma anche il servizio pubblico che pi&ugrave; direttamente incide sulla qualit&agrave; della vita dei cittadini. Per questo riteniamo fondamentale proseguire il percorso avviato, valorizzando le competenze e l&rsquo;esperienza maturate in questi anni".</p>
<p>"Nei prossimi anni - aggiungono Cirio e Riboldi - il lavoro della Direzione sar&agrave; orientato al conseguimento di obiettivi chiari e misurabili: il mantenimento del rigore nella gestione delle risorse pubbliche, il rafforzamento e il rilancio della sanit&agrave; pubblica piemontese, la riduzione delle liste d&rsquo;attesa, il potenziamento dei servizi territoriali e l&rsquo;attuazione del piano di edilizia sanitaria, che rappresenta uno degli investimenti pi&ugrave; significativi per il futuro del sistema sanitario regionale. Si tratta di sfide decisive per garantire ai cittadini cure sempre pi&ugrave; accessibili, efficienti e di qualit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Claudio Sacchetto (FdI): “Dall’Europa segnali positivi per il futuro dell’agricoltura italiana”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122592/150829.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In questi giorni &egrave; arrivato il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), mentre non &egrave; stato trovato un accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari. Riceviamo e pubblichiamo una lettera del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto sul tema:&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi giorni dall'Europa sono arrivati due segnali importanti per il futuro dell'agricoltura italiana. Due decisioni che vanno nella stessa direzione: sostenere l'innovazione, difendere la competitivit&agrave; delle imprese agricole tutelando l&rsquo;ambiente.</p>
<p>Il primo elemento riguarda il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), un passaggio storico per il settore agricolo e per il mondo della ricerca. Le TEA consentono di sviluppare variet&agrave; vegetali pi&ugrave; resistenti alle malattie e agli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo l'utilizzo di fitofarmaci e migliorando la sostenibilit&agrave; delle produzioni senza compromettere la qualit&agrave; delle nostre eccellenze agroalimentari.</p>
<p>Si tratta di un risultato che il Governo guidato da Giorgia Meloni e la delegazione di Fratelli d'Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno sostenuto con coerenza e determinazione fin dall'inizio della legislatura europea. Una battaglia portata avanti nella convinzione che la sostenibilit&agrave; non possa essere costruita contro gli agricoltori, ma insieme agli agricoltori, valorizzando la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.</p>
<p>Anche in Piemonte abbiamo creduto fin da subito nelle potenzialit&agrave; delle TEA. Per questo, alcuni mesi fa, avevo depositato un Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio Regionale, che impegnava il Piemonte a sostenere la ricerca e la sperimentazione su queste nuove tecnologie. Oggi quella scelta trova una conferma importante a livello europeo.</p>
<p>Il secondo segnale positivo arriva dal mancato accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari, siccome il testo non accoglieva la richiesta dell&rsquo;Italia e di altri Stati di ridurre i tempi ed i costi per poter avere molecole sempre adeguate ai tempi, &egrave; stata respinta la proposta che non offriva adeguate garanzie rispetto alle esigenze del mondo produttivo e che rischiava di introdurre ulteriori vincoli senza riconoscere il ruolo fondamentale dell'innovazione e delle nuove tecnologie applicate all'agricoltura.</p>
<p>Anche in questo caso &egrave; stata determinante la posizione italiana, sostenuta dal Governo Meloni, che ha saputo interpretare le richieste provenienti dal comparto agricolo, dalle organizzazioni professionali e dal mondo cooperativo. Nei prossimi mesi continueranno i negoziati per arrivare a soluzioni soddisfacenti. La sostenibilit&agrave; ambientale resta un obiettivo imprescindibile, ma deve essere accompagnata dalla sostenibilit&agrave; economica delle imprese agricole e dalla capacit&agrave; dell'Europa di garantire la propria sicurezza e sovranit&agrave; alimentare.</p>
<p>Le aziende agricole europee stanno affrontando sfide senza precedenti: cambiamenti climatici, emergenze fitosanitarie, aumento dei costi di produzione e concorrenza internazionale spesso soggetta a regole meno stringenti. In questo contesto servono strumenti innovativi, procedure pi&ugrave; efficienti e una normativa che premi chi investe in tecnologia e qualit&agrave;.</p>
<p>Il voto sulle TEA e il mancato accordo sul pacchetto Omnibus rappresentano dunque due facce della stessa medaglia: il superamento di un approccio ideologico che negli ultimi anni ha spesso caratterizzato il dibattito agricolo europeo. L'Europa deve tornare a essere alleata di chi produce, investe e crea valore nei territori&rdquo;.</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale, presidente Commissione agricoltura, Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[In un volantino l'invito di un sindacato a passare ad Amos, Fials protesta: "Profondamente sviliti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122561/150769.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Volantini diffuso da un&rsquo;organizzazione sindacale della sanit&agrave; che inviterebbero velatamente gli operatori a passare al privato, in questo caso Amos. Il caso &egrave; sollevato da Giovanni La Motta, commissario straordinario Fials Cuneo. Di seguito l&rsquo;intervento completo.</p>
<p>"Ha suscitato sorpresa e non poche perplessit&agrave; tra gli operatori sanitari il volantino diffuso in questi giorni da un&rsquo;organizzazione sindacale che, anzich&eacute; concentrarsi sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra indicare nel passaggio al privato la risposta alle difficolt&agrave; vissute da molti professionisti della sanit&agrave;. Il messaggio &egrave; tanto semplice quanto diretto: se la tua azienda non ti concede il part-time, se non ti permette di avvicinarti a casa, se non ascolta le tue esigenze, allora esiste una strada alternativa. Quella indicata nel volantino porta verso Amos, societ&agrave; che opera nella gestione di servizi sanitari e sociosanitari e che, seppur partecipata da enti pubblici, applica un contratto diverso da quello del Servizio Sanitario Nazionale. Come FIALS non possiamo nascondere il nostro stupore. Ci lascia infatti perplessi vedere un&rsquo;organizzazione sindacale impegnata a promuovere come soluzione il passaggio verso una realt&agrave; esterna, anzich&eacute; rivendicare il miglioramento delle condizioni lavorative all&rsquo;interno della sanit&agrave; pubblica. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; il contenuto stesso del messaggio. Il volantino lascia intendere che nel privato sia pi&ugrave; semplice ottenere condizioni lavorative migliori, una maggiore vicinanza alla propria residenza e una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro. Una rappresentazione che molti operatori sanitari faticano a riconoscere come corrispondente alla realt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Sono stati infatti diversi lavoratori che in passato hanno prestato servizio in AMOS e che oggi lavorano nelle nostre aziende sanitarie pubbliche a segnalarci quel volantino, manifestando il loro stupore per una narrazione che giudicano quantomeno fuorviante. Se davvero il privato, in questo caso AMOS, rappresentasse una soluzione cos&igrave; vantaggiosa, sarebbe difficile spiegare perch&eacute; chi sostiene questa tesi non compie per primo quella scelta? Naturalmente nessuno intende negare il problema della carenza infermieristica. La carenza esiste ed &egrave; una criticit&agrave; che riguarda tanto il pubblico quanto il privato. Proprio per questo, per&ograve;, riteniamo che una domanda debba essere posta con chiarezza. Prima di affidare servizi cos&igrave; strategici e delicati come gli Ospedali di Comunit&agrave; a un soggetto &nbsp;esterno, l&rsquo;Asl CN1 ha davvero valutato e percorso tutte le strade possibili per garantire una gestione diretta e pubblica del servizio? Per quanto ci risulta, non abbiamo assistito all&rsquo;attivazione di specifici bandi pubblici finalizzati al reclutamento di personale infermieristico destinato agli Ospedali di Comunit&agrave;. Eppure, se si ritiene che esistano professionisti disponibili a lavorare in queste strutture attraverso una societ&agrave; esterna, sarebbe logico verificare anzitutto se gli stessi professionisti siano disponibili a svolgere quelle medesime attivit&agrave; alle dipendenze dirette del Servizio Sanitario Pubblico. &Egrave; evidente che tentare di reperire personale esclusivamente all&rsquo;interno di organici gi&agrave; oggi in sofferenza significherebbe semplicemente spostare il problema da un servizio all&rsquo;altro.</p>
<p>Diverso sarebbe attivare procedure di reclutamento dedicate e rivolte all&rsquo;esterno, attraverso contratti a tempo determinato e successivamente anche a tempo indeterminato. Se vi &egrave; l&rsquo;esigenza di procedere rapidamente, nulla impedisce di attivare inizialmente incarichi a &nbsp;termine, anche di durata pluriennale, per consentire l&rsquo;avvio dei servizi. Solo dopo aver verificato concretamente l&rsquo;eventuale indisponibilit&agrave; di personale sarebbe corretto &nbsp;valutare soluzioni alternative. Ci&ograve; che lascia perplessi &egrave; invece il percorso inverso: si d&agrave; per scontata l&rsquo;impossibilit&agrave; di assumere &nbsp;personale pubblico e si individua immediatamente nel soggetto esterno la risposta al problema. Una scelta che merita una riflessione approfondita. Perch&eacute; affidare servizi strategici come gli Ospedali di Comunit&agrave; a soggetti esterni non &egrave; una &nbsp;decisione neutrale.&nbsp;<br>Significa favorire un processo di esternalizzazione che rischia di spostare progressivamente &nbsp;funzioni centrali della sanit&agrave; territoriale fuori dalla gestione diretta del servizio pubblico. L&rsquo;obiettivo dovrebbe essere esattamente l&rsquo;opposto. Rafforzare il pubblico, non sostituirlo. Se esistono limiti di spesa, vincoli assunzionali o altre difficolt&agrave; che impediscono il reclutamento &nbsp;diretto del personale necessario, allora &egrave; doveroso che tali criticit&agrave; vengano rese pubbliche e &nbsp;affrontate con trasparenza. E se davvero esistono ostacoli normativi o autorizzativi, &egrave; necessario che le istituzioni competenti &nbsp;chiariscano quale modello di sanit&agrave; intendano perseguire.&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; se da una parte si chiede alle aziende sanitarie di attivare nuovi servizi e dall&rsquo;altra non si &nbsp;mettono a disposizione le risorse necessarie per assumere il personale che quei servizi deve &nbsp;garantire, si crea inevitabilmente un cortocircuito organizzativo. Un cortocircuito che finisce per rendere il ricorso al privato non una scelta residuale ma una &nbsp;conseguenza obbligata. E questo rappresenta un tema che riguarda tutti i cittadini, non soltanto gli addetti ai lavori. Per questo riteniamo che tutte le istituzioni competenti debbano prestare la massima attenzione alle &nbsp;decisioni che riguardano il futuro della sanit&agrave; pubblica. La gestione privata di servizi pubblici dovrebbe rappresentare l&rsquo;ultima opzione disponibile, da &nbsp;prendere in considerazione soltanto dopo aver verificato che ogni percorso di reclutamento e &nbsp;organizzazione pubblica sia stato realmente tentato. Non pu&ograve; e non deve diventare la scorciatoia pi&ugrave; semplice.&nbsp;</p>
<p>Come FIALS, e come professionisti che ogni giorno operano all&rsquo;interno del Servizio Sanitario Pubblico, ci sentiamo profondamente sviliti da una narrazione che sembra suggerire ai lavoratori che, di fronte alle difficolt&agrave; della sanit&agrave; pubblica, la soluzione sia andarsene altrove invece di pretendere che quel sistema venga migliorato, rafforzato e reso pi&ugrave; attrattivo. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; che questo messaggio provenga da chi dovrebbe avere tra le proprie &nbsp;priorit&agrave; la tutela del lavoro pubblico e dei professionisti che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento. La vera sfida non &egrave; convincere gli operatori a lasciare il pubblico. La vera sfida &egrave; fare in modo che nessuno abbia motivo di lasciarlo. La vera sfida &egrave; costruire una sanit&agrave; pubblica capace di attrarre professionisti, valorizzarne le &nbsp;competenze, garantire condizioni di lavoro adeguate e offrire ai cittadini servizi sempre pi&ugrave; &nbsp;qualificati. Perch&eacute; la sanit&agrave; pubblica non appartiene a un sindacato, a una direzione aziendale o a una parte &nbsp;politica. La sanit&agrave; pubblica &egrave; un patrimonio collettivo. Un bene comune costruito con le risorse di tutti i cittadini e che tutti, istituzioni, lavoratori, &nbsp;organizzazioni sindacali e comunit&agrave; locali, hanno il dovere di tutelare, difendere e rafforzare. Insieme. Perch&eacute; quando arretra il pubblico, non perde una categoria.&nbsp;Perde l&rsquo;intera collettivit&agrave;".&nbsp;<br><br><strong>Il Commissario Straordinario Fials Cuneo Dott. Giovanni La Motta</strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’economia piemontese avanti piano: le famiglie sono in difficoltà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/leconomia-piemontese-avanti-piano-le-famiglie-sono-in-difficolta_122534.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/leconomia-piemontese-avanti-piano-le-famiglie-sono-in-difficolta_122534.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122534/150735.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2024 il reddito pro capite dei piemontesi era di 25.426 euro, quasi il dieci per cento in pi&ugrave; rispetto alla media italiana, ma ancora inferiore a quello delle altre regioni del Nord. &Egrave; uno dei dati che sintetizza la posizione del Piemonte nell&rsquo;economia nazionale: una regione che sta meglio della media italiana, ma che non riesce a raggiungere i risultati di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. A fotografare questa situazione &egrave; il rapporto annuale sull&rsquo;economia piemontese pubblicato a giugno 2026 dalla Banca d&rsquo;Italia, che analizza l&rsquo;andamento del 2025 nei principali settori economici: dalla produzione industriale al lavoro, passando per l&rsquo;edilizia e il welfare.</p>
<p>Sul fronte delle famiglie, il reddito disponibile &egrave; cresciuto del 2,3% a prezzi correnti nel 2025, poco al di sotto della media del Nord. I consumi sono aumentati dello 0,9% in termini reali, in linea con le altre regioni settentrionali. Tra i beni durevoli, le immatricolazioni di autovetture da parte di privati hanno registrato un calo pi&ugrave; accentuato rispetto alla media nazionale. Questo dato, si legge nel report, riflette sia l&rsquo;incertezza delle famiglie sia la debolezza del settore automotive, storica colonna portante dell&rsquo;industria regionale oggi in crisi.</p>
<p>Le compravendite di abitazioni hanno invece sub&igrave;to un&rsquo;accelerazione, segnando un pi&ugrave; 10,1% rispetto all&rsquo;anno precedente. L&rsquo;aumento &egrave; stato pi&ugrave; marcato per le case di dimensioni pi&ugrave; grandi e per quelle situate fuori dai centri urbani. Insieme all&rsquo;andamento delle compravendite, anche i prezzi delle case sono saliti, ma la crescita &egrave; rimasta inferiore alla media nazionale. L&rsquo;aumento del costo degli affitti, invece, &egrave; stato in linea con il 2024. Anche il numero dei mutui &egrave; cresciuto, nonostante un lieve rialzo dei tassi di interesse.</p>
<p>Non mancano per&ograve; le fragilit&agrave;. Secondo i dati Istat, l&rsquo;8,8% delle famiglie piemontesi nel 2024 era in condizioni di povert&agrave; relativa, un dato migliore rispetto alla media nazionale, ma in aumento rispetto all&rsquo;anno precedente. Nel 2025, guardando ai nuclei senza pensionati e con persone di riferimento sotto i 75 anni, il 6,6% degli individui viveva in famiglie senza alcun componente occupato, in aumento rispetto al 2024. A livello di assistenza statale, l&rsquo;assegno di inclusione &egrave; stato percepito da oltre 40.100 famiglie piemontesi, con un importo medio di 706 euro mensili.</p>
<p>L&rsquo;occupazione nel 2025 &egrave; cresciuta dello 0,5%, in rallentamento rispetto all&rsquo;anno precedente. Il dato, inoltre, &egrave; inferiore sia alla media nazionale che a quella del Nord. Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni &egrave; rimasto sostanzialmente stabile, mentre il numero di persone in cerca di lavoro &egrave; tornato a crescere. Anche la disoccupazione di lunga durata, cio&egrave; quella che riguarda chi cerca lavoro da pi&ugrave; di dodici mesi, &egrave; salita leggermente.</p>
<p>Come il resto del Paese, anche il mercato del lavoro in Piemonte presenta differenze di genere marcate. Nella media del triennio 2023-25, le donne attive tra i 15 e i 64 anni erano il 66,2 per cento, tredici punti percentuali in meno degli uomini. Il divario si riduce tra le donne con titoli di studio pi&ugrave; elevati, dove scende a poco pi&ugrave; di cinque punti. Il principale ostacolo alla partecipazione femminile rimane ancora il lavoro di cura familiare, che ricade prevalentemente sulle donne tra i 25 e i 49 anni. In questa classe d&rsquo;et&agrave;, la presenza di figli in et&agrave; prescolare amplia ancora il divario di genere fino a 23 punti percentuali.</p>
<p>Sul fronte della produzione, il 2025 ha portato qualche segnale di recupero per l&rsquo;industria. La produzione, per&ograve;, &egrave; ancora sotto ai livelli del periodo 2021-24. I settori che hanno pesato di pi&ugrave; in negativo sono stati l&rsquo;automotive, i prodotti in metallo, i macchinari e il tessile. Ci sono per&ograve; anche settori in positivo, come l&rsquo;aerospaziale e l&rsquo;alimentare.</p>
<p>Tra i settori analizzati nel report c&rsquo;&egrave; poi quello dell&rsquo;edilizia, che &egrave; stato sostenuto soprattutto dagli investimenti in opere pubbliche, finanziati in buona parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. A febbraio 2026, per&ograve;, i pagamenti effettivi del PNRR sui circa 10 miliardi di euro destinati al Piemonte ammontavano a poco pi&ugrave; del 60% del totale.</p>
<p>Ad aggravare il quadro di medio-lungo periodo ci sono le prospettive demografiche. Secondo le previsioni Istat, tra il 2025 e il 2050 la popolazione piemontese si ridurr&agrave; del 6,8%. Al contempo, la quota di individui con pi&ugrave; di 65 anni salir&agrave; al 34,5%. Questa tendenza andr&agrave; a incidere sulla popolazione in et&agrave; lavorativa, che infatti si stima diminuir&agrave; circa del 18%.</p>
<p>Il rapporto integrale si pu&ograve; consultare <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2026/2026-0001/2601-piemonte.pdf" target="_blank" rel="nofollow">QUI</a>.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 06:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, il Piemonte emana un’ordinanza per garantire le attività di contrasto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122550/150756.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato oggi l&rsquo;ordinanza che entra in vigore immediatamente e conferma, per i prossimi 60 giorni, le misure di eradicazione e sorveglianza della Peste Suina Africana (PSA) gi&agrave; previste dall&rsquo;Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale.</p>
<p>Il provvedimento garantisce la continuit&agrave; delle attivit&agrave; di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, evitando interruzioni in una fase particolarmente delicata per il territorio regionale. L&rsquo;ordinanza consente infatti l&rsquo;attivit&agrave; di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province e con il contributo del mondo venatorio, come reso necessario e urgente in relazione all&rsquo;evoluzione epidemiologica registrata sul territorio e alla necessit&agrave; di proteggere il patrimonio zootecnico piemontese e le attivit&agrave; economiche collegate alla filiera suinicola.</p>
<p>Dichiarano l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave;, Prevenzione e sicurezza sanitaria della Regione Piemonte Federico Riboldi: &ldquo;Di fronte a una minaccia come la Peste Suina Africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento. Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuit&agrave; alle attivit&agrave; di sorveglianza e contrasto gi&agrave; in essere, tutelando un comparto strategico per l&rsquo;economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilit&agrave; una sfida complessa su cui la Regione &egrave; sempre stata in prima fila al loro fianco&rdquo;.</p>
<p>Spiega Bongioanni: &ldquo;L&rsquo;ordinanza consente di proseguire in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese che gi&agrave; abbiamo messo in sicurezza in passato cinturandolo con le fasce franche. La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza: in una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuit&agrave; delle misure previste, evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa. Continueremo a lavorare al fianco degli allevatori, delle associazioni di categoria, degli Ambiti territoriali di caccia e di tutti i soggetti coinvolti fra cui le Province e il mondo venatorio con il suo fondamentale contributo nel contrasto alla pandemia, per contenere la diffusione della malattia e difendere un settore fondamentale per il nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Peste Suina Africana - sottolinea Riboldi - non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanit&agrave; animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni - aggiunge - Con questo provvedimento manteniamo pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale, garantendo continuit&agrave; a un lavoro fondamentale per contenere la diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico piemontese. Un ringraziamento va ai servizi veterinari delle ASL, all&rsquo;Istituto Zooprofilattico e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in questa attivit&agrave; di prevenzione e monitoraggio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ordinanza rester&agrave; in vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, salvo l&rsquo;adozione di successivi provvedimenti nazionali o il mutare della situazione epidemiologica.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 21:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il Piemonte era ai margini dell’impero, ora siamo il centro dell’Europa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-piemonte-era-ai-margini-dellimpero-ora-siamo-il-centro-delleuropa_122546.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-piemonte-era-ai-margini-dellimpero-ora-siamo-il-centro-delleuropa_122546.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122546/150750.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ci vuole la <em>verve</em> di un langhetto doc come lui per far ridere il pubblico, ad Alba, parlando delle cose pi&ugrave; sacre: vino e tartufi. Di fronte alla platea della Confindustria cuneese, che convoca al Teatro Sociale la sua assemblea annuale, <strong>Alberto Cirio</strong> mescola ironia e numeri per parlare (molto) del Piemonte che corre e (un po&rsquo;) anche del Piemonte che arranca.</p>
<p>&ldquo;La forza del nostro Piemonte - esordisce il governatore - &egrave; davvero un insieme di grandi elementi di traino che storicamente scontano il problema dell&rsquo;auto. A Mirafiori nel 2025 hanno fatto 40mila macchine, dieci anni fa ne facevano 400mila&rdquo;. La prova: &ldquo;Dal 2014 a oggi il Pil della regione fa pi&ugrave; uno o meno uno rispetto al Pil nazionale, ma sottraendo l&rsquo;auto e le difficolt&agrave; dell&rsquo;auto sarebbe pi&ugrave; alto del Veneto e al livello della Lombardia&rdquo;. Bella forza, si pu&ograve; rispondere. Infatti Cirio non invoca la crisi dell&rsquo;automotive come giustificazione, ma ne fa un invito a non dimenticare che molta della ricchezza della regione passa per il grasso delle officine: &ldquo;Il manifatturiero in Piemonte paga un terzo di stipendi. Hai un bell&rsquo;avere il tartufo, il lusso, il cashmere e i gioielli, ma se non si riesci a far ripartire l&rsquo;industria manifatturiera i numeri del Pil continueranno a essere in difficolt&agrave;&rdquo;. Un aiuto lo d&agrave; l&rsquo;aerospazio, in cui si &egrave; ricollocato quel che si poteva recuperare dell&rsquo;auto: &ldquo;L&rsquo;industria aerospaziale piemontese ha commesse garantite per i prossimi quindici anni: questo ahim&egrave; &egrave; l&rsquo;altro risvolto della guerra, c&rsquo;&egrave; esigenza di difesa e noi siamo in grado di venderla&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122546/small_150751.jpg" alt="Alberto Cirio all'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>Tav e terzo valico, ma anche il &ldquo;vecchio&rdquo; Tenda</h2>
<p>Fin qui la &ldquo;lezione&rdquo; di macroeconomia spicciola. Ma Cirio parla anche di trasporti, per rivendicare quel che si &egrave; fatto e quel che resta da fare: &ldquo;Siamo una regione che purtroppo era considerata ai margini dell&rsquo;impero e che oggi, grazie a Tav e terzo valico, &egrave; al centro dell&rsquo;Europa&rdquo;. Merito anche di Berlusconi, suggerisce il vicesegretario forzista senza nominare il compianto leader: &ldquo;I tedeschi volevano far passare la Lisbona-Kiev sopra le Alpi, ci fu un governo italiano che si impose: &egrave; per questo che oggi siamo la regione in cui le multinazionali investono di pi&ugrave;&rdquo;.</p>
<p>E la &ldquo;sua&rdquo; Granda? &ldquo;L&rsquo;anno scorso l&rsquo;Asti Cuneo non era ancora finita, oggi la percorriamo in modo ininterrotto: arrivo dal comitato di monitoraggio del Tenda, il 25 verr&agrave; approvato il progetto esecutivo della canna storica. La Francia ha messo i 38 milioni che mancavano. Entro fine anno la gara d&rsquo;appalto potr&agrave; essere espletata e a inizio 2027 avremo i lavori della canna storica&rdquo;. Certo, i tempi, al netto dei cataclismi geologici e giudiziari, sono stati biblici: &ldquo;Ci abbiamo messo tanto tempo, troppo: questi lavori dovranno durare tre anni e li monitoreremo giorno per giorno. Viviamo in un Paese complicato&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122546/small_150752.jpg" alt="Alberto Cirio e Silicon Box" loading="lazy"></p>
<h2>Silicon Box e la &ldquo;diplomazia del vino&rdquo;</h2>
<p>Il Piemonte che cresce (+2,8% di export nel primo semestre 2026), il Piemonte virtuoso sul Pnrr: &ldquo;La nostra Regione centrer&agrave; al 100% tutte le milestone che l&rsquo;Europa ci ha posto&rdquo; annuncia Cirio, ricordando anche che &ldquo;siamo una regione che i fondi europei li usa tutti, la prima in Italia per capacit&agrave; di spesa e rendicontazione&rdquo;.</p>
<p>E poi il Piemonte del &ldquo;saper fare&rdquo;, quello che Confindustria celebra in un&rsquo;assise il cui titolo era &ldquo;L&rsquo;industria che fa la storia&rdquo;. Il presidente della Regione parla dell&rsquo;investimento da 3,4 miliardi che Silicon Box, gigante singaporese dei semiconduttori, ha scelto di fare proprio in Piemonte, a Novara. Avr&agrave; 1,6 miliardi di contributi pubblici e porter&agrave; 1.400 assunzioni: &ldquo;L&rsquo;investimento pi&ugrave; importante che l&rsquo;Italia fa sui microchip&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ce la siamo giocata con Lombardia, Veneto, Puglia e Sicilia e l&rsquo;abbiamo vinta. Per tanti motivi, anzitutto perch&eacute; siamo piemontesi&rdquo; rivendica il governatore albese. Regalando un aneddoto dei suoi: &ldquo;Quando Byung Joon Han, l&rsquo;amministratore delegato di Silicon Box, &egrave; venuto a incontrarci per la prima volta, io che ho l&rsquo;abitudine di guardare in faccia chi incontro ho visto che sul suo profilo di Whatsapp aveva un bicchiere di vino rosso in mano. Mi sono detto: &lsquo;Questo &egrave; dei nostri&rsquo;. Ci ha detto due cose: ho scelto il Piemonte perch&eacute; ho visto che il mio vicino era Amazon, che aveva chiuso lo stabilimento logistico nel sud della Francia spostandosi a Novara. La seconda ragione &egrave; posizionare un&rsquo;azienda che fa tecnologia e innovazione a met&agrave; strada tra il politecnico di Torino e quello di Milano&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 18:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Orsini difende Meloni da Trump e lancia l’appello: “Non più del 30% dello stipendio per pagare la casa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/orsini-difende-meloni-da-trump-e-lancia-lappello-non-piu-del-30-dello-stipendio-per-pagare-la-casa_122527.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/orsini-difende-meloni-da-trump-e-lancia-lappello-non-piu-del-30-dello-stipendio-per-pagare-la-casa_122527.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122527/150725.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Le parole del presidente degli Stati Uniti le trovo inconcepibili&rdquo; dice <strong>Emanuele Orsini</strong>, presidente nazionale di Confindustria, aprendo la sua intervista con <strong>Andrea Bignami</strong> al Teatro Sociale di Alba. A difendere la premier dall&rsquo;attacco del &ldquo;comandante in capo&rdquo; americano aveva gi&agrave; pensato, nei saluti alla platea degli imprenditori, il sindaco di Alba <strong>Alberto Gatto</strong>: &ldquo;Fatemi rivolgere la piena solidariet&agrave; di Alba e di tutti noi alla presidente del consiglio Giorgia Meloni per le inaccettabili parole espresse dal presidente americano Trump. Ci possono dividere gli ideali politici ma non il rispetto assoluto per le istituzioni&rdquo;.</p>
<p>Lo &ldquo;strappo&rdquo; americano, aggiunge Orsini, &ldquo;impone all&rsquo;Europa di fare ragionamenti molto seri e rapidi: deve prendere posizioni proprie e costruire un&rsquo;autonomia che su alcuni capitoli non ha&rdquo;. Compresa la difesa. Ospite d&rsquo;onore all&rsquo;assemblea annuale di Confindustria Cuneo, insieme a Confindustria Piemonte, il leader dell&rsquo;organizzazione imprenditoriale invoca un ragionamento anche su emigrazione e giovani: &ldquo;Si deve parlare di salario e dall&rsquo;altra parte, in alcune zone del nostro territorio, della capacit&agrave; di dare una casa a un costo che non superi il 25-30% di stipendio percepito. Per questo lavoriamo col piano casa&rdquo;. Tra il 2020 e il 2024, ricorda, centomila laureati hanno lasciato il Paese: &ldquo;Ma quello che spaventa &egrave; il saldo di non rientro. Vuol dire che non siamo attrattivi&rdquo;.</p>
<p>Un mito da sfatare riguarda la produttivit&agrave;: &ldquo;Quando diciamo che la produttivit&agrave; italiana non funziona, non &egrave; vero: la media impresa fa il 22% in pi&ugrave; confronto alle altre imprese europee, la grande impresa &egrave; pi&ugrave; o meno l&igrave;. Il problema ce l&rsquo;abbiamo nella piccola impresa&rdquo;. C&rsquo;&egrave; anche il nodo del ricambio generazionale che tocca &ldquo;il 70% delle piccole e medie imprese&rdquo;. E poi quello, ineludibile, della competitivit&agrave;: &ldquo;L&rsquo;Europa - dice - ha perso nel 2025 un milione di posti di lavoro a causa dei costi alti e della poca competitivit&agrave;. Oggi siamo troppo spesso le &lsquo;muse&rsquo; di prodotti a basso costo che arrivano dalla Cina: &egrave; miope, perch&eacute; da un certo punto di vista affossiamo l&rsquo;industria europea&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122527/small_150726.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria ad Alba" loading="lazy"></p>
<p>Dal presidente degli industriali piemontesi <strong>Andrea Amalberto</strong> un richiamo al potenziamento del mercato interno a fronte dei rischi cui sono esposte le esportazioni: &ldquo;Nel 2025 quelle del Piemonte sono diminuite dell&rsquo;11% verso gli Usa, a causa dei dazi. L&rsquo;export resta fondamentale, ma da solo non basta. Abbiamo necessit&agrave; di far crescere i consumi interni e guardare alla nostra Europa&rdquo;.</p>
<p>Due le priorit&agrave; della Confindustria piemontese: &ldquo;Anzitutto la crescita della media impresa, vero motore dello sviluppo. Gi&agrave; oggi ha livelli di produttivit&agrave; superiore alla media nazionale con 107mila euro di valore aggiunto per addetto. Ma non basta&rdquo;. Seconda priorit&agrave; &egrave; &ldquo;ribaltare il paradosso piemontese&rdquo;: &ldquo;Esportiamo molto ma compriamo pi&ugrave; servizi dalle altre regioni italiane. Servono filiere pi&ugrave; complete e un&rsquo;offerta locale di servizi avanzati pi&ugrave; strutturata&rdquo;.</p>
<p>Partendo dall&rsquo;analisi dell&rsquo;economista&nbsp;<strong>Marco Fortis</strong>, direttore della Fondazione Edison, il presidente di Confindustria Cuneo <strong>Mariano Costamagna</strong> ha evidenziato che &ldquo;Cuneo non &egrave; soltanto una terra di eccellenze riconosciute: &egrave; una delle aree produttive pi&ugrave; solide del Paese. Negli ultimi anni, anche dopo la pandemia, il territorio ha mostrato una capacit&agrave; di reazione che non possiamo dare per scontata&rdquo;. I numeri del primo trimestre, con un export in flessione rispetto allo stesso periodo del 2025, sono &ldquo;un segnale che dobbiamo cogliere. La nostra forza va difesa ogni giorno con investimenti, competenza e capacit&agrave; di adattamento&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 19:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Voucher scuola, Avs: “Abbiamo messo un limite al peggio, ma il provvedimento resta ingiusto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voucher-scuola-avs-abbiamo-messo-un-limite-al-peggio-ma-il-provvedimento-resta-ingiusto_122510.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voucher-scuola-avs-abbiamo-messo-un-limite-al-peggio-ma-il-provvedimento-resta-ingiusto_122510.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122510/150702.jpg" title="Cera, Ravinale e Marro" alt="Cera, Ravinale e Marro" /><br /><p>Ieri, gioved&igrave; 18 giugno, il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il via libera all&rsquo;aggiornamento dei requisiti per richiedere i contributi dedicati alle spese scolastiche. A seguito di quattro giorni di staffetta serrata, la partita dei voucher scuola per l&rsquo;anno scolastico 2026-2027 si &egrave; infatti conclusa con l&rsquo;approvazione di alcune modifiche, che per&ograve; non convincono le consigliere regionali di Avs Giulia Marro, Alice Ravinale e Valentina Cera. Segue il loro intervento sul tema:</p>
<p>&ldquo;Il lavoro delle opposizioni &egrave; servito quantomeno a rimuovere alcuni degli aspetti pi&ugrave; problematici di questo provvedimento: in particolare, come AVS abbiamo chiesto fin dall'inizio che venisse tolta la discrezionilit&agrave; del &lsquo;fino a&rsquo; sui voucher B, che avrebbe s&igrave; consentito alla destra di dire di aver accolto il 100% delle domande, pur su una platea ridotta alle famiglie con 15.000 Euro di ISEE rispetto ai 26.000 dello scorso anno, ma dando le briciole alle famiglie pi&ugrave; povere, proprio quelle che il voucher in questi anni lo hanno sempre preso.</p>
<p>A seguito dei confronti di queste due settimane di aula, la maggioranza ha acconsentito a mettere un tetto minimo ai voucher B, cosa che peraltro mette nero su bianco il danno che verr&agrave; fatto a coloro che hanno un ISEE compreso tra 4.000 e 9.000 Euro, per i quali i voucher saranno di fatto dimezzati rispetto allo scorso anno, con importi minimi di 75 euro per la primaria, di 150 euro per le medie e di 250 euro per le superiori. Tutto questo in un paese dove la spesa media per un figlio iscritto alla scuola secondaria, per libri e kit didattici, &egrave; di 480 euro per le medie e 680 euro per le superiori. Questa Giunta continua insomma a prendersela con i pi&ugrave; poveri, dimenticando completamente quella &lsquo;rimozione degli ostacoli sociali ed economici&rsquo; prevista dalla Costituzione e questa volta lo fa proprio sul diritto allo studio.</p>
<p>L'obiettivo della destra era e resta chiaro: dare briciole alle famiglie pi&ugrave; povere per poter dire che hanno pagato il 100% dei Voucher e evitare la vergogna delle oltre 60.000 famiglie che ogni anno rimanevano escluse dai voucher pur avendone diritto.&nbsp;</p>
<p>C'era un'altra strada: smettere di favorire le scuole paritarie e aumentare i fondi per il pagamento dei voucher per tutte le altre famiglie, nella Regione che investe 20 milioni di Euro per dare il bonus Vesta alle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro e quasi 40 milioni di Euro per il trasporto gratuito agli universitari con ISEE fino a 85.000 Euro di ISEE&rdquo;.</p>
<p><strong>Giulia Marro&nbsp;</strong><br><strong>Alice Ravinale</strong><br><strong>Valentina Cera</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Scuola, Barbero (FdI): "Settantamila famiglie coperte dai voucher istruzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/scuola-barbero-fdi-settantamila-famiglie-coperte-dai-voucher-istruzione_122477.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/scuola-barbero-fdi-settantamila-famiglie-coperte-dai-voucher-istruzione_122477.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122477/150638.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Dal prossimo anno scolastico la Regione Piemonte compie una svolta sul fronte del diritto allo studio, allargando la platea dei beneficiari dei voucher scolastici da 40mila a ben 70mila studenti. Un traguardo straordinario che mette al centro i giovani e i nuclei familiari</em>&rdquo;. Lo dichiara in una nota Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d'Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano prevede &nbsp;un importante potenziamento del "Voucher diritto allo studio" a partire dall&rsquo;anno scolastico 2027/2028, introdotto tramite un ordine del giorno collegato presentato dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Mentre l&rsquo;allineamento dell&rsquo;ISEE a 15.748 euro mette in sicurezza le fasce pi&ugrave; fragili in continuit&agrave; con i parametri nazionali, abbiamo voluto guardare oltre per tutelare il ceto medio e incentivare il percorso scolastico fin dal primo giorno. Per questo motivo</em> &ndash; sottolinea Barbero &ndash; <em>il nostro obiettivo prioritario sar&agrave; l&rsquo;introduzione di una maggiorazione specifica del 25% sull'importo base per gli studenti iscritti alle prime classi di ogni ordine e grado. L'inizio di un nuovo ciclo di studi comporta spese ingenti per libri e materiali: supportare le famiglie in questo momento critico significa combattere attivamente la povert&agrave; educativa e valorizzare il futuro delle nostre generazioni</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Un&rsquo;attenzione particolare</em> &ndash; conclude Barbero &ndash; <em>sar&agrave; riservata alla fascia ISEE tra i 4.000 e gli 9.000 euro, per mitigare le riduzioni del valore unitario del Voucher B. Non possiamo permettere che le famiglie che lavorano e che si collocano nelle fasce intermedie vengano lasciate sole di fronte ai rincari. Per noi investire sulla scuola significa investire sulla famiglia, pilastro insostituibile della nostra societ&agrave;, garantendo a ogni studente piemontese le medesime opportunit&agrave; di crescita e di successo</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Trentamila famiglie piemontesi in più riceveranno i voucher per l’istruzione”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/trentamila-famiglie-piemontesi-in-piu-riceveranno-i-voucher-per-listruzione_122467.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/trentamila-famiglie-piemontesi-in-piu-riceveranno-i-voucher-per-listruzione_122467.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122467/150617.jpg" title="Daniele Sobrero con l'assessore regionale all'Istruzione Daniela Cameroni" alt="Daniele Sobrero con l'assessore regionale all'Istruzione Daniela Cameroni" /><br /><p>In una nota Daniele Sobrero, consigliere regionale della Lista Civica Cirio Presidente, ha espresso la sua soddisfazione per l&rsquo;approvazione da parte del Consiglio regionale delle nuove modalit&agrave; di attribuzione dei voucher scolastici della Regione Piemonte:</p>
<p>&ldquo;Dal prossimo anno scolastico pi&ugrave; studenti e pi&ugrave; famiglie potranno ricevere i voucher scolastici, quello per iscrizione e frequenza alle scuole paritarie e quello per l&rsquo;acquisto di servizi e materiali per lo studio: da 40mila beneficiari, si arriver&agrave; a 70mila. Un grande traguardo raggiunto: il Consiglio inserisce un minimo per il voucher per il diritto allo studio e richiede alla Giunta il rifinanziamento della misura a favore di studenti con bisogni educativi speciali. Il Piemonte cresce perch&eacute; sostiene le famiglie e i giovani, ampliando il numero di coloro che possono ricevere i voucher per comprare servizi per la scuola e materiale scolastico (voucher B) o iscriversi alle scuole paritarie (voucher A). L&rsquo;incremento della soglia ISEE da 26mila a 30mila euro per il voucher di iscrizione e frequenza alle scuole paritarie, a parit&agrave; di risorse, offre ancora una volta la dimostrazione di come questa Regione sia vicina alle famiglie e sostenga con forza la libert&agrave; di educazione. La rimodulazione dei voucher e degli scaglioni ISEE &egrave; una scelta di giustizia e di equit&agrave; che riteniamo fosse inderogabile per dare una risposta concreta a un maggior numero di famiglie e studenti piemontesi. In particolare, per il voucher B per il diritto allo studio introdurremo una maggiorazione del 25% per gli studenti al primo anno di ogni ordine scolastico, perch&eacute; chi inizia un percorso spende di pi&ugrave;, mentre daremo particolare attenzione alla fascia ISEE tra i 4mila e gli 8mila euro, per non lasciare indietro nessuno&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
