Operazione “salva Stampa”, Manassero contro la Fondazione: “Sono perplessa”
La sindaca manifesta netta contrarietà alla manovra che ha portato all’ingresso di Borgna nel cda del giornale. Malumori anche in maggioranza e tra i comuni di CrcNon piace neanche alla sindaca di Cuneo l’operazione di acquisto de La Stampa che ha visto coinvolta la Fondazione Crc, insieme alla Confindustria cuneese e ad altri soggetti istituzionali e non. Patrizia Manassero lo dice chiaro e tondo, dando a intendere di esserne stata informata con eccessivo ritardo: “Mentre sull’addendum (la discussione sul possibile allungamento del mandato di presidente e consiglio generale della fondazione, conclusa questa sera, ndr) abbiamo avuto quasi otto mesi per dipanare discussioni e confronti, qui il tempo è stato velocissimo dall’informazione alla deliberazione”. “Su questo tema - aggiunge - le mie perplessità sono forti e attengono all’investimento di denaro che appartiene alla collettività in un giornale che ha il diritto di fare il suo mestiere, senza dover garantire neutralità”.
I sindaci, insomma, hanno “preso atto” e basta, nonostante il confronto fra loro: “Le perplessità coincidono con quelle che emergono dalla discussione” aggiunge Manassero anche a nome dei colleghi Alberto Gatto e Luca Robaldo (particolare di non poco conto dal punto di vista politico, soprattutto nel caso del monregalese che è anche leader del Patto Civico). Quanto alla nomina di Federico Borgna nel board del giornale, aggiunge, “non è stata condivisa, ma è stata una sorpresa”.
“Abbiamo sempre detto che lei non ha nessun controllo né diretto né indiretto sui membri delle partecipate, non dovrebbe essere così” aveva detto in apertura Giancarlo Boselli (Indipendenti), lanciando una bordata a cui la risposta successiva presta il fianco: “Se aveva perplessità le doveva esplicitare prima che l’operazione fosse conclusa” rimprovera l’ex assessore alla sindaca, sottolineando come “non è la prima volta che la Fondazione mette denari della collettività in società private: aveva già fatto una sottoscrizione di capitale nel Miac e su La Gemma srl”.

Sul dato politico si sofferma Ugo Sturlese di Cuneo per i Beni Comuni, chiamando in causa anche l’altra nomina “a chilometro zero”, quella di Giuliana Cirio da parte di Confindustria: “Si è passati da un uso personale della fondazione o di gruppetti nella fondazione, che addirittura incidevano sulla funzione del Consiglio comunale, all’uso politico della fondazione da parte della maggioranza regionale: si vede anche dai nomi. Ma lo si fa con la connivenza di esponenti dell’opposizione”. Se non stupisce la nota polemica dall’opposizione, ancor più degno di nota è l’atto di accusa che giunge da un elemento della maggioranza, sia pure un “battitore libero” come il dem indipendente Erio Ambrosino: “Mi fa piacere sapere dalla sindaca che convocherà il presidente Gola ‘a babbo morto’, ma chiedo di nominare anche il rappresentante che è stato nominato dal comune di Cuneo, il vicepresidente Borgna. Da parte del nostro rappresentante c’è stata una completa mancanza di trasparenza: ha delegittimato la rappresentanza dei cittadini”.
Manassero risponde assicurando che anche Borgna verrà “a rapporto” dai consiglieri. L’ex sindaco, aggiunge, ha fatto sapere di aver accettato di entrare nel cda de La Stampa a una condizione: “La creazione di un blind trust, che permette di evitare conflitti di interessi fra il finanziatore e l’impresa finanziata. Se non si raggiunge questa formula di disconnessione, la sua partecipazione verrà a mancare”.
Garanzie che comunque non attenuano le polemiche, condivise anche a destra da Franco Civallero (Forza Italia) e Beppe Lauria (Futuro Nazionale). A sinistra c’è chi - sempre Ambrosino e Sturlese - è ancora più netto nel denunciare una “discutibile impronta familistica”, con la nomina della sorella del presidente della Regione Piemonte: “Sono prove tecniche delle prossime elezioni provinciali”.
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