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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/cultura/rss2.0.xml?page=5rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie sulla Cultura che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Apr 2026 01:42:01 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/]]></link></image><item><title><![CDATA[Garessio punta sul turismo culturale: approvato il restauro dell'antica Pieve di San Costanzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/garessio-punta-sul-turismo-culturale-approvato-il-restauro-dell-antica-pieve-di-san-costanzo_118974.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/garessio-punta-sul-turismo-culturale-approvato-il-restauro-dell-antica-pieve-di-san-costanzo_118974.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118974/144664.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Comune di Garessio ha ufficialmente dato il via libera al piano di recupero di uno dei suoi tesori storici pi&ugrave; preziosi attraverso la deliberazione di Giunta numero 41 del 16 aprile 2026. L'atto approva il progetto di fattibilit&agrave; tecnico-economica per l'intervento di restauro dei resti dell'antica Pieve di San Costanzo, un'iniziativa che non mira solo alla conservazione del monumento ma punta a una sua vera e propria rifunzionalizzazione strategica per favorire lo sviluppo turistico del territorio.&nbsp;</p>
<p>L'operazione &egrave; resa possibile grazie all'utilizzo di fondi per la coesione territoriale, dai quali l'ente &egrave; risultato beneficiario per un importo di 23.966,44 euro destinati specificamente alla progettazione.&nbsp;</p>
<p>Per la redazione del piano l'amministrazione si &egrave; avvalsa dell'architetto Andrea Briatore, il cui incarico professionale &egrave; stato finanziato per un totale di 6mila euro.</p>
<p>Il quadro economico complessivo dell'opera ammonta a 70mila euro e riflette la complessit&agrave; di un intervento su un bene di rilevanza storica. La quota principale &egrave; dedicata ai lavori di restauro e alla sicurezza del cantiere per un totale di 47.075,39 euro, di cui 39.693,75 euro riguardano le lavorazioni specifiche di restauro incluse nella categoria OG2.&nbsp;</p>
<p>Le somme a disposizione dell'amministrazione ammontano invece a 22.924,61 euro e coprono diverse voci tra cui i lavori in economia per 5.626,53 euro, gli incentivi per le funzioni tecniche e le spese tecniche relative alla progettazione e direzione lavori. All'interno di queste somme sono compresi anche l'IVA, i contributi previdenziali e le altre imposte di legge per un totale di 10.356,59 euro.</p>
<p>Il progetto ha gi&agrave; ricevuto i pareri favorevoli di regolarit&agrave; tecnica e contabile, confermando la correttezza dell'iter intrapreso dagli uffici. L'approvazione &egrave; stata dichiarata immediatamente eseguibile, permettendo al Comune di procedere tempestivamente verso le fasi operative per trasformare l'antico sito in un nuovo polo di attrazione culturale per le vallate cuneesi.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Monastero di Vasco sostiene il recupero della cappella di San Lorenzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/monastero-di-vasco-sostiene-il-recupero-della-cappella-di-san-lorenzo_118978.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/monastero-di-vasco-sostiene-il-recupero-della-cappella-di-san-lorenzo_118978.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118978/144668.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Comune di Monastero di Vasco ha formalizzato il proprio sostegno istituzionale all'iniziativa di recupero della cappella di San Lorenzo, un bene considerato di rilevante interesse storico-artistico e culturale per l'intera comunit&agrave; locale.&nbsp;</p>
<p>Attraverso la deliberazione di Giunta numero 26 del 25 marzo 2026, l'amministrazione ha accolto la richiesta della parrocchia di Maria Immacolata e San Giovanni Battista, che intende candidare il progetto di restauro conservativo al bando BeST "Beni senza Tempo" 2026, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.</p>
<p>L'adesione approvata dalla Giunta monasterese, guidata dal sindaco Franco Bosio, ha una natura esclusivamente morale e simbolica. Il provvedimento precisa infatti che il sostegno non comporta alcun impegno economico, n&eacute; diretto n&eacute; indiretto, a carico del bilancio comunale, e non determina obblighi di collaborazione futura o diritti a contribuzioni finanziarie da parte dell'ente.</p>
<p>L'iniziativa &egrave; stata tuttavia ritenuta meritevole in quanto persegue finalit&agrave; di tutela e valorizzazione del patrimonio locale che sono coerenti con gli obiettivi istituzionali del Comune in materia di promozione culturale.</p>
<p>In seguito alla decisione, che ha ricevuto parere favorevole di regolarit&agrave; tecnica ed &egrave; stata votata all'unanimit&agrave; dai presenti, il primo cittadino &egrave; stato incaricato di sottoscrivere una lettera ufficiale di sostegno da allegare alla domanda di finanziamento della parrocchia.&nbsp;</p>
<p>La deliberazione &egrave; stata inoltre dichiarata immediatamente eseguibile al fine di consentire il rispetto delle tempistiche legate alla presentazione della candidatura al bando della Fondazione CRT.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[A Demonte debutta il nuovo concorso letterario di poesia “Charlotte cammina sulle montagne”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/a-demonte-debutta-il-nuovo-concorso-letterario-di-poesiacharlotte-cammina-sulle-montagne_118813.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/a-demonte-debutta-il-nuovo-concorso-letterario-di-poesiacharlotte-cammina-sulle-montagne_118813.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118813/144341.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Sta per debuttare la prima edizione del concorso letterario di poesia &ldquo;Charlotte cammina sulle montagne&rdquo;, creato dal Miramonti LIve e promosso a Demonte.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dedicata alla memoria dell&rsquo;avvocato Francesco Arata, l&rsquo;iniziativa nasce con l&rsquo;obiettivo di offrire uno spazio autentico di espressione, invitando autrici e autori a condividere emozioni, pensieri e vissuti spesso inespressi. Il concorso &egrave; aperto a tutti i maggiorenni e la partecipazione &egrave; gratuita.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le opere, rigorosamente inedite e in lingua italiana, dovranno essere inviate entro il 24 maggio, contestualmente alla scheda di partecipazione allegata.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le caratteristiche formali prevedono una lunghezza massima di 20 versi, formato A4, interlinea singola, carattere Arial, corpo 14. 5. Ogni candidato potr&agrave; presentare solo due poesie per sezione scritte in lingua italiana, partecipando a non oltre due di loro:</div>
<div><strong>- sezione A: Premio &ldquo;Charlotte cammina sulle montagne&rdquo;</strong> alla poesia che tratti con particolare efficacia i temi legati alle &ldquo;Emozioni mai espresse&rdquo;. Riconoscimento: 200 euro e diploma di merito;</div>
<div><strong>- sezione B: Premio &ldquo;Giuria&rdquo;</strong> allo scritto che si distingue per originalit&agrave; e qualit&agrave; espressiva. Riconoscimento: 100 euro e diploma di merito;<br><strong>- sezione C: Premio &ldquo;Miramonti&rdquo;</strong> alla lirica che trasmette il "Pensiero emotivo", ossia un legame tra empatia, riflessione e sentimenti profondi, fungenti da toccasana per la mente e il cuore. Riconoscimento: buono per due consumazioni presso il Bar Miramonti, cesto di prodotti tipici e diploma di merito;</div>
<div><strong>- sezione D: Premio &ldquo;Arte poetica&rdquo; </strong>al componimento che fonde scrittura e immagine, radicandosi nella musicalit&agrave; della parola. Riconoscimento: cesto di prodotti tipici e diploma di merito;</div>
<div><strong>- sezione E: Premio "Under 30&rdquo; </strong>alla poesia che coglie e descrive l'emozione legata alla bellezza della natura. Riconoscimento: 50 euro e diploma di merito.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tutti i partecipanti dovranno aver raggiunto la maggiore et&agrave;. Il premio &ldquo;Under 30&rdquo; si riferisce dai 18 ai 30 anni.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gli scritti in concorso devono essere inviati in formato PDF al seguente indirizzo e-mail: miramonti.live@gmail.com specificando la sezione alla quale l&rsquo;autore intende partecipare.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La cerimonia di premiazione si terr&agrave; sabato 6 giugno, durante una serata conclusiva con cena e musica dal vivo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il regolamento completo del concorso &egrave; consultabile:</div>
<div>&bull; su Instagram alla pagina <a href="https://www.instagram.com/miramonti.live/" target="_blank" rel="nofollow">miramonti.live</a>;</div>
<div>&bull; sul sito dedicato ai bandi letterari: <a href="https://www.concorsi-letterari.it/concorso-letterario.asp?id=2303" target="_blank" rel="nofollow">www.concorsi-letterari.it</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eventuali informazioni potranno essere richieste solo tramite mail scrivendo a <a href="mailto:miramonti.live@gmail.com" target="_blank">miramonti.live@gmail.com</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118813/small_144342.jpg"></div>]]></description><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 10:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cesar Palace, quando la notte aveva luce: memoria e silenzio di una leggenda di Magliano Alpi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/cesar-palace-quando-la-notte-aveva-luce-memoria-e-silenzio-di-una-leggenda-di-magliano-alpi_118825.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/cesar-palace-quando-la-notte-aveva-luce-memoria-e-silenzio-di-una-leggenda-di-magliano-alpi_118825.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118825/144360.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; un tipo di silenzio che non &egrave; mai davvero vuoto: &egrave; quello dei luoghi che hanno vissuto troppo intensamente per essere dimenticati. &Egrave; ci&ograve; che traspare oggi dal Cesar Palace, l&rsquo;ex discoteca di Magliano Alpi tornata al centro dell&rsquo;attenzione grazie a un post pubblicato dalla pagina Facebook &ldquo;I luoghi dell'abbandono&rdquo;, che da anni racconta spazi dismessi e architetture sospese nel tempo.</p>
<p>Le istantanee in rete mostrano ambienti vuoti, luci spente, piste da ballo ormai immobili e corridoi attraversati solo dalla polvere e dalla memoria. Eppure, proprio in quell&rsquo;abbandono, riaffiorano le tracce di ci&ograve; che &egrave; stato: una delle discoteche pi&ugrave; imponenti e iconiche del Nord Italia, capace di accogliere fino a 8mila persone su quattro livelli, punto nevralgico della vita notturna tra anni Settanta e Duemila.</p>
<p>Prima di diventare Cesar Palace, la struttura era conosciuta come &ldquo;Hyppodrome&rdquo;, inaugurata nel 1975 in un&rsquo;epoca in cui la discoteca era molto pi&ugrave; di un semplice luogo di intrattenimento: era un rito collettivo, un appuntamento generazionale. Per oltre trent&rsquo;anni, quel complesso ha rappresentato un riferimento per migliaia di giovani provenienti da tutto il territorio cuneese e oltre, fino alla chiusura definitiva nel 2007.</p>
<p>Tra quelle pareti sono passati nomi importanti della musica italiana, contribuendo a costruire la fama del locale come spazio capace di unire provincia e grande spettacolo. Ma il Cesar Palace non era solo palcoscenico: era soprattutto esperienza, costume, identit&agrave; di un&rsquo;epoca in cui il sabato sera aveva una ritualit&agrave; precisa e condivisa.</p>
<p>Oggi, guardando le fotografie online, il contrasto &egrave; netto. L&rsquo;eco delle serate affollate lascia spazio a sale vuote e strutture invecchiate, ma non spente nel ricordo. Il post ha rapidamente raccolto centinaia di reazioni e commenti, segno di quanto quel luogo sia ancora vivo nella memoria collettiva.</p>
<p>Nei commenti sotto il post, affiora una travolgente marea di ricordi personali: chi racconta di concerti storici, chi di serate a ingresso simbolico, chi delle domeniche affollate e leggere, tra luci stroboscopiche e musica che sembrava non finire mai.&nbsp;</p>
<p>Accanto alla nostalgia, emerge anche una domanda ricorrente: se e come un luogo cos&igrave; simbolico possa avere una seconda vita.</p>
<p>Il Cesar Palace di Magliano Alpi resta cos&igrave; sospeso tra ci&ograve; che &egrave; stato e ci&ograve; che potrebbe essere. Un gigante addormentato che oggi non accende pi&ugrave; luci, ma continua a illuminarle nella memoria di chi lo ha vissuto.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Cosa c'è sotto il castello di Roccaforte Mondovì? La terra rivela i suoi primi segreti…]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/cosa-c-e-sotto-il-castello-di-roccaforte-mondovi-la-terra-rivela-i-suoi-primi-segreti_118741.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/cosa-c-e-sotto-il-castello-di-roccaforte-mondovi-la-terra-rivela-i-suoi-primi-segreti_118741.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118741/144230.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il castello di Roccaforte Mondov&igrave; torna al centro dell&rsquo;attenzione, grazie a un importante passo avanti nelle attivit&agrave; di studio e valorizzazione promosse dal sodalizio RAdici ROccaforte, in collaborazione con enti istituzionali e specialisti del settore archeologico.</p>
<p>Dopo anni di lavoro preparatorio, sopralluoghi, interventi di pulizia del bosco e rilievi delle strutture emergenti, il progetto ha raggiunto una fase decisiva: la prima mappatura geofisica del sottosuolo del castello, effettuata lo scorso 15 aprile.</p>
<p>L&rsquo;intervento &egrave; stato condotto sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo, in coordinamento con l&rsquo;amministrazione comunale di Roccaforte Mondov&igrave; e con il contributo dell&rsquo;archeologo Ivan Repetto.</p>
<p>Attraverso strumentazioni geofisiche avanzate, capaci di &ldquo;leggere&rdquo; il terreno senza interventi invasivi, &egrave; stato possibile raccogliere una prima serie di dati grezzi sul sottosuolo. Le apparecchiature, dotate di sensori e GPS ad alta precisione, hanno permesso di costruire una mappa dettagliata delle anomalie e delle possibili strutture sepolte.</p>
<p>Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale, che segna il primo vero sguardo scientifico sotto la superficie del sito storico del castello di Roccaforte Mondov&igrave;. I dati raccolti saranno ora oggetto di studio e interpretazione da parte di personale specializzato nei prossimi mesi.</p>
<p>Il percorso, iniziato oltre sei anni fa con i primi sopralluoghi e proseguito tra difficolt&agrave; operative, interventi manuali di pulizia e fasi progettuali alterne, entra cos&igrave; in una nuova fase di attesa e approfondimento.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo rimane quello di comprendere meglio la struttura nascosta del castello e restituire, attraverso la ricerca scientifica, nuove informazioni sulla sua storia e sulla sua evoluzione.</p>
<p>Per ora, il sottosuolo non svela ancora i suoi segreti, ma la strada intrapresa segna un punto di svolta: la conoscenza del castello passa sempre pi&ugrave; attraverso la scienza.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 07:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Ultime settimane di apertura per la mostra “Tra sogno e magia, pittura surreale e fantastica”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/ultime-settimane-di-apertura-per-la-mostra-tra-sogno-e-magia-pittura-surreale-e-fantastica_118634.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/ultime-settimane-di-apertura-per-la-mostra-tra-sogno-e-magia-pittura-surreale-e-fantastica_118634.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118634/144054.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si avvia alla conclusione, dopo aver registrato un grande successo di pubblico e di critica, la mostra &ldquo;Tra sogno e magia, pittura surreale e fantastica&rdquo;, allestita presso l&rsquo;ex Chiesa di Santo Stefano a Mondov&igrave;, che chiuder&agrave; ufficialmente al pubblico domenica 3 maggio.</p>
<p>Nel corso delle settimane, l&rsquo;esposizione ha saputo conquistare visitatori provenienti da Piemonte e Liguria, affermandosi come uno degli appuntamenti culturali pi&ugrave; apprezzati della stagione e registrando un pubblico sempre pi&ugrave; diversificato, con un significativo aumento di visitatori tra ragazzi e famiglie. Un percorso affascinante, capace di trasportare il pubblico in una dimensione sospesa tra immaginazione e realt&agrave;, attraverso opere di grandi protagonisti dell&rsquo;arte come Salvador Dal&iacute;, Marc Chagall, Man Ray e Joan Mir&oacute;, accanto a significative espressioni dell&rsquo;arte fantastica italiana e contemporanea. In vista della chiusura, sono in programma due ultime visite guidate, occasioni preziose per approfondire i contenuti della mostra e vivere un&rsquo;esperienza ancora pi&ugrave; immersiva:<br>- domenica 26 aprile alle ore 16;<br>- domenica 3 maggio alle ore 16.</p>
<p>Le visite guidate sono su prenotazione tramite il sito <a href="https://www.belocalpiemonte.it" target="_blank" rel="nofollow">www.belocalpiemonte.it</a>.</p>
<p>Si segnala inoltre che la mostra sar&agrave; regolarmente aperta nelle giornate festive del 25 aprile e del 1&deg; maggio, con orario 10 - 13 e 14 - 19. &ldquo;Tra sogno e magia&rdquo; si conferma cos&igrave; come una mostra capace di coinvolgere un pubblico ampio ed eterogeneo, offrendo un viaggio suggestivo tra simboli, visioni e atmosfere oniriche che hanno lasciato un segno nella memoria dei visitatori. Gli ultimi giorni rappresentano quindi un&rsquo;occasione imperdibile per visitare &ndash; o tornare a visitare &ndash; un&rsquo;esposizione che ha saputo distinguersi per qualit&agrave;, fascino e partecipazione.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: <a href="https://www.belocalpiemonte.it" target="_blank" rel="nofollow">www.belocalpiemonte.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 16:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Oltre 26 mila visitatori per le mostre su Helmut Newton e Ferdinando Scianna a Caraglio e Saluzzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-26-mila-visitatori-per-le-mostre-su-helmut-newton-e-ferdinando-scianna-a-caraglio-e-saluzzo_118598.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-26-mila-visitatori-per-le-mostre-su-helmut-newton-e-ferdinando-scianna-a-caraglio-e-saluzzo_118598.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118598/144001.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche quest&rsquo;anno un importante successo di pubblico ha premiato le grandi mostre fotografiche allestite dallo scorso ottobre al Filatoio di Caraglio e alla Castiglia di Saluzzo, confermando le due sedi espositive come poli della fotografia d&rsquo;autore in Piemonte.</p>
<p>Sono state oltre 26.000 le persone che hanno visitato &ldquo;Helmut Newton. Intrecci&rdquo; e &ldquo;Ferdinando Scianna. La moda, la vita&rdquo;, allestite rispettivamente nello storico setificio seicentesco caragliese e nell&rsquo;antico Castello dei Marchesi saluzzesi. Un traguardo significativo che riconosce la qualit&agrave; delle proposte culturali e la capacit&agrave; di costruire un dialogo efficace tra istituzioni, territori e pubblico. Il valore della progettualit&agrave; condivisa tra la Fondazione Artea, il Comune di Caraglio e il Comune di Saluzzo ha consentito, infatti, di realizzare mostre di alto profilo ed ha permesso di rafforzare l&rsquo;attrattivit&agrave; culturale del territorio, generando un impatto positivo in termini di partecipazione, turismo e coinvolgimento della comunit&agrave;. Un modello di collaborazione, che proseguir&agrave; anche in futuro, a dimostrazione di come il dialogo tra istituzioni possa essere la chiave per sviluppare progettualit&agrave; culturali sempre pi&ugrave; ambiziose.</p>
<p>La mostra &ldquo;Helmut Newton. Intrecci&rdquo; ha proposto un ampio percorso composto da pi&ugrave; di 100 fotografie che hanno raccontato l&rsquo;evoluzione artistica di uno dei protagonisti pi&ugrave; influenti della fotografia del Novecento. Dalle immagini iconiche ai lavori realizzati per i grandi marchi della moda e nel mondo della pubblicit&agrave;, il progetto ha restituito la cifra distintiva dello sguardo di Newton: una visione capace di fondere eleganza e provocazione in scenari dalla forte intensit&agrave; narrativa. Il tema degli &ldquo;intrecci&rdquo; ha guidato l&rsquo;intero percorso, evocando le connessioni tra biografia, committenze e immaginario visivo, ma anche il dialogo con il contesto storico del Filatoio, luogo simbolico della produzione tessile.</p>
<p>Appositamente concepita per il Filatoio di Caraglio, la mostra, realizzata in collaborazione con la Helmut Newton Foundation e il Comune di Caraglio, grazie al contributo della Fondazione CRT, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRC, con il supporto del Museo Lavazza e di Confindustria Cuneo, e con il patrocinio della Provincia di Cuneo, ha permesso di vedere riunite quelle serie fotografiche che raccontano l&rsquo;evoluzione e l&rsquo;affermazione di Newton nel panorama internazionale.</p>
<p>&ldquo;Ferdinando Scianna. La moda, la vita&rdquo;, invece, ha indagato il rapporto tra il fotografo siciliano e il mondo della moda servendosi di oltre 90 opere, emblema dell&rsquo;originalit&agrave; di Scianna: forte della sua formazione fotogiornalistica, con il suo sguardo ha saputo sovvertire i codici tradizionali della fotografia di moda, portandola fuori dagli studi e immergendola nella dimensione viva e quotidiana dei luoghi e delle persone. Dalla collaborazione con Dolce &amp; Gabbana alle immagini realizzate per importanti riviste internazionali, la mostra ha restituito una narrazione in cui moda e vita si sono intrecciate, dando forma a un racconto autentico.</p>
<p>Il progetto Ferdinando Scianna. La moda, la vita &egrave; stato reso possibile, oltre alle collaborazioni con la Fondazione Torino Musei, la GAM di Torino e la Fondazione Arte CRT, anche grazie al supporto del Museo Lavazza, di Confindustria Cuneo, della Fondazione Amleto Bertoni con Terres Monviso, e con il contributo dell&rsquo;ATL del Cuneese e il patrocinio della Provincia di Cuneo.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Scarnafigi, ultime settimane di apertura per la mostra "Geografie interiori"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/scarnafigi-ultime-settimane-di-apertura-per-la-mostra-geografie-interiori_118520.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/scarnafigi-ultime-settimane-di-apertura-per-la-mostra-geografie-interiori_118520.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118520/143864.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ultime settimane di apertura per la Confraternita di Santa Croce a Scarnafigi, che ospiter&agrave; fino al 3 maggio la mostra "Geografie interiori", curata da Cinzia Tesio.<br><br>L&rsquo;esposizione presenta circa sessanta opere degli artisti contemporanei Roberto Andreoli, Marino Felix e Carlo Iorietti. I tre protagonisti danno vita a un itinerario artistico sviluppato lungo una profonda tensione dialettica tra realt&agrave; esteriore e paesaggio interiore. Non una &nbsp;semplice rassegna estetica, ma un itinerario artistico &egrave; pensato proprio per offrire spunti di riflessione sulle proprie latitudini interiori.&nbsp;<br><br>La mostra &nbsp;a ingresso libero si propone infatti come un vero e proprio "atlante dell&rsquo;esistenza", in cui la mappatura del mondo esterno si intreccia con le latitudini della coscienza.<br><br>L&rsquo;iniziativa &egrave; promossa dal Comune di Scarnafigi, con la cura di Cinzia Tesio e l'organizzazione della Pro Loco, di Octavia e di Monviso Arte APS. La mostra &egrave; aperta al pubblico fino al 3 maggio con i seguenti orari: &nbsp;Sabato: 15 &ndash; 19.30,&nbsp; domenica: 10 &ndash; 12.30 / 15 &ndash; 19.30.<br><br>Sede della mostra:&nbsp;Confraternita Santa Croce &ndash; Sala Nino Parola,&nbsp;Scarnafigi (CN).<br><br><strong>I tre artisti in mostra<br></strong><br>Roberto Andreoli: Il Suono del Colore. L'acquerello &egrave; per lui una necessit&agrave; vitale, un "moto perpetuo" dell'anima. Senza il sostegno del disegno, le sue opere nascono direttamente dal colore, modulando ritmi musicali e armonie visive che puntano al cuore del suono cromatico.<br><br>Marino Felixg: La Probit&agrave; del Segno. Il suo percorso cerca la verit&agrave; nelle pieghe della materia, operando per "sottrazione di peso". Utilizzando elementi eterogenei come cenere e aghi di pino, Galizio crea micro-mondi dove lo sguardo restituisce dignit&agrave; e verit&agrave; anche al "male di vivere".<br><br>Carlo Iorietti: L&rsquo;Alchimia della Luce. La sua opera &egrave; un processo di distillamento che trasforma la materia in luce spirituale. In un equilibrio perfetto tra pulizia mentale e ordine formale, Iorietti orchestra gli stati d&rsquo;animo per rendere visibile l'invisibile e l'essenza segreta delle cose.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bastia Mondovì, la chiesa di San Fiorenzo riapre le porte ai visitatori]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/bastia-mondovi-la-chiesa-di-san-fiorenzo-riapre-le-porte-ai-visitatori_118451.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/bastia-mondovi-la-chiesa-di-san-fiorenzo-riapre-le-porte-ai-visitatori_118451.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118451/143745.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dalla prima domenica di aprile, coincidente con la celebrazione di Pasqua, la chiesa di San Fiorenzo ha riaperto le sue porte ai visitatori, offrendo nuovamente l&rsquo;opportunit&agrave; di ammirare il suo imponente e prezioso ciclo pittorico.&nbsp;</p>
<p>Situata nel cuore di Bastia Mondov&igrave;, la chiesa rappresenta uno scrigno di arte e storia, arricchito da ormai un anno da una novit&agrave; tecnologica pensata per rendere la visita ancora pi&ugrave; coinvolgente e accessibile.</p>
<p>Si tratta delle guide audio-video, che permettono di seguire il ciclo pittorico con spiegazioni approfondite in cinque lingue: italiano, francese, inglese, tedesco e &ldquo;Lis&rdquo;, il linguaggio dei segni. Il loro impiego &egrave; semplice e intuitivo: basta inquadrare con il proprio smartphone il QR Code presente sia all&rsquo;interno che all&rsquo;esterno della chiesa e seguire le tappe numerate indicate, per un&rsquo;esperienza autonoma e interattiva che arricchisce la visita e rende fruibile il patrimonio artistico anche a chi ha esigenze particolari.</p>
<p>Fino al mese di ottobre, ogni domenica (dalle 15 alle 18) i volontari dell&rsquo;associazione culturale San Fiorenzo saranno presenti per accompagnare turisti e appassionati alla scoperta delle opere, offrendo spiegazioni e informazioni dettagliate.</p>
<p>Chi desidera organizzare visite in giorni feriali pu&ograve; contattare direttamente i volontari al numero 338.4395585 o consultare il sito ufficiale <a href="https://www.sanfiorenzo.org" target="_blank">www.sanfiorenzo.org</a>.</p>
<p>Grazie a questa combinazione di accoglienza dei volontari e tecnologia multimediale, la chiesa di San Fiorenzo di Bastia Mondov&igrave; non &egrave; solo un luogo di culto, ma un vero e proprio polo culturale in grado di valorizzare la storia e l&rsquo;arte locale, offrendo ai visitatori un&rsquo;esperienza unica e inclusiva.</p>]]></description><pubDate>Sun, 19 Apr 2026 07:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Prorogata la Mostra di Arte Sacra al Santuario della Madonna degli Angeli di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/prorogata-la-mostra-di-arte-sacra-al-santuario-della-madonna-degli-angeli-di-cuneo_118359.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/prorogata-la-mostra-di-arte-sacra-al-santuario-della-madonna-degli-angeli-di-cuneo_118359.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118359/143553.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La mostra &ldquo;Via Crucis e Arte Sacra&rdquo;, allestita presso il Santuario della Madonna degli Angeli a Cuneo, sar&agrave; visitabile fino a domenica 24 maggio. La proroga &egrave; stata decisa a seguito del notevole afflusso di visitatori e dell'apprezzamento riscosso per la qualit&agrave; e la variet&agrave; delle opere esposte.</p>
<p>Protagoniste principali dell&rsquo;esposizione sono le creazioni di Enzo Tentori di Robilante, che grazie alla tecnologia dell&rsquo;incisione laser su plexiglass propone suggestive scene bibliche. Le immagini, retroilluminate su sfondo nero, emergono con grande intensit&agrave; visiva offrendo ai visitatori un&rsquo;esperienza immersiva in cui la luce riveste un importante ruolo simbolico.</p>
<p>La mostra ospita anche i lavori di artisti locali: dalle sculture in pietra di Carlo Revello di Bombonina, alle quindici stazioni della Via Crucis realizzate con la tecnica delle &ldquo;paperolles&rdquo; da Mario Collino di Busca, noto come &ldquo;Prezzemolo&rdquo;, insieme a Irene Beccaria. L&rsquo;allestimento si distingue per il forte impatto visivo e scenografico.</p>
<p>L&rsquo;esposizione rappresenta un percorso in cui arte, fede e linguaggi contemporanei si incontrano e dialogano, offrendo ai visitatori un&rsquo;occasione di riflessione e scoperta. La mostra &egrave; aperta tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'arte di Piozzo vola a New York: il sogno di Marina Denegri conquista l'ArtExpo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/l-arte-di-piozzo-vola-a-new-york-il-sogno-di-marina-denegri-conquista-l-artexpo_118349.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/l-arte-di-piozzo-vola-a-new-york-il-sogno-di-marina-denegri-conquista-l-artexpo_118349.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118349/143538.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; un pizzico di Langa nel cuore pulsante dell&rsquo;arte contemporanea mondiale. Marina Denegri, artista doglianese residente a Piozzo, ha recentemente varcato i confini nazionali arrivando fino a New York.&nbsp;</p>
<p>La sua opera, intitolata significativamente "Dream Life", &egrave; stata protagonista di una video-esposizione nell'iconica cornice di South Street, nell'ambito del prestigioso ArtExpo, uno degli appuntamenti pi&ugrave; rilevanti per il mercato artistico internazionale, grazie al supporto della Fondazione Effetto Arte.</p>
<p>Il dipinto rappresenta un vero e proprio viaggio onirico tra colori e simboli: un grande sole rosso che tramonta sul mare, un faro che veglia sulla costa e una mongolfiera decorata con un cuore che si leva nel cielo, mentre una ragazza sfida le onde facendo surf.&nbsp;</p>
<p>Si tratta di un processo creativo istintivo che riflette pienamente lo stile dell'artista, da sempre caratterizzato da colori accesi e da una componente emotiva prepotente. A rendere "Dream Life" ancora pi&ugrave; particolare &egrave; la sua resa materica: i dettagli non sono affidati solo al pennello, ma sono creati con lo stucco su tela, una tecnica che dona tridimensionalit&agrave; e corpo a un&rsquo;opera che vuole essere, prima di tutto, un concentrato di emozioni.</p>
<p>Il successo newyorkese conferma il valore di un percorso artistico fatto di passione e libert&agrave; espressiva, in grado di trasportare chi guarda dentro un mondo fatto di sogni e speranza.&nbsp;</p>
<p>Un traguardo che Marina Denegri sintetizza con una riflessione profonda sulla potenza del mezzo espressivo:<em> &ldquo;Con l'arte si pu&ograve; volare ovunque&rdquo;</em>. Partendo dai paesaggi locali per arrivare fino ai moli di Manhattan, la pittrice ha dimostrato che i sogni, quando sono impressi sulla tela convintamente, non conoscono frontiere.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Omicidi e misteri in valle Grana: a Caraglio c'è Giallovalle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/omicidi-e-misteri-in-valle-grana-a-caraglio-c-e-giallovalle_118330.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/omicidi-e-misteri-in-valle-grana-a-caraglio-c-e-giallovalle_118330.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118330/143510.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sar&agrave; la cornice del Filatoio di Caraglio a ospitare, sabato 18 aprile alle ore 17, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio letterario &ldquo;Giallovalle&rdquo;, l&rsquo;iniziativa editoriale di Nerosubianco che unisce il genere giallo al territorio delle valli cuneesi.</p>
<p>Dopo l&rsquo;esordio dello scorso anno dedicato alla valle Maira, il concorso ha acceso i riflettori sulla valle Grana, invitando autori da tutta Italia a cimentarsi con racconti gialli ambientati in luoghi reali e riconoscibili del territorio. La risposta &egrave; stata significativa: oltre cinquanta racconti pervenuti, valutati da una giuria anonima composta da giornalisti, autori e operatori editoriali, che ha selezionato i dieci migliori.</p>
<p>I racconti vincitori sono i protagonisti dell&rsquo;antologia cartacea &ldquo;Giallovalle&rdquo;, pubblicata dalla casa editrice Nerosubianco, capace di accompagnare il lettore in un viaggio tra paesaggi locali, tradizioni e misteri della valle.</p>
<p>Alla base del progetto c&rsquo;&egrave; una visione chiara, come sottolinea <strong>Sabrina Ferrero</strong>, titolare di Nerosubianco e promotrice del concorso: &ldquo;V<em>olevamo promuovere la valorizzazione delle nostre bellissime valli. Abbiamo scelto di farlo attraverso il genere giallo, sempre pi&ugrave; apprezzato dai lettori, ma con la formula del racconto breve, oggi particolarmente efficace perch&eacute; incontra le abitudini di lettura contemporanee, spesso orientate verso testi pi&ugrave; agili rispetto ai romanzi</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi conosce la valle Grana, sfogliando l&rsquo;antologia potr&agrave; riconoscere luoghi, scorci e atmosfere: un&rsquo;esperienza che va oltre la semplice lettura, trasformando spazi conosciuti in cornice di nuove e intriganti storie.</p>
<p>Per chi invece non conosce questo territorio, &ldquo;Giallovalle&rdquo; rappresenta un invito alla scoperta. Le storie, ambientate in contesti reali e ben descritti, accendono la curiosit&agrave; e stimolano il desiderio di vedere dal vivo quei luoghi: un modo originale e coinvolgente per avvicinare il lettore alla valle, trasformando i racconti in un possibile punto di partenza per un&rsquo;esperienza turistica.</p>
<p>La cerimonia di sabato sar&agrave; un&rsquo;occasione per conoscere gli autori e immergersi nelle atmosfere noir della valle Grana raccontate nel libro grazia all&rsquo;interpretazione di alcuni estratti da parte dell&rsquo;attore Luca Occelli. Sar&agrave; inoltre possibile acquistare il volume.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo di Giallovalle &egrave; preciso: valorizzare, anno dopo anno, le valli cuneesi attraverso la letteratura, promuovendone il patrimonio culturale, storico e paesaggistico.&nbsp;Non a caso infatti, oltre alla pubblicazione, i vincitori riceveranno prodotti enogastronomici e manufatti artigianali della valle.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento di sabato si concluder&agrave; con un brindisi alla scrittura. L&rsquo;ingresso &egrave; libero. Per informazioni: <a href="mailto:giallovalle@nerosubianco-cn.com" target="_blank">giallovalle@nerosubianco-cn.com</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118330/small_143511.jpg" alt="Locandina"></p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Mondovì riscopre la Cappella del Rosario: restituito alla comunità un tesoro artistico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/mondovi-riscopre-la-cappella-del-rosario-restituito-alla-comunita-un-tesoro-artistico_118270.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/mondovi-riscopre-la-cappella-del-rosario-restituito-alla-comunita-un-tesoro-artistico_118270.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118270/143410.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domenica 12 aprile 2026 la citt&agrave; di Mondov&igrave; ha celebrato un momento di grande valore culturale e spirituale con l&rsquo;inaugurazione della Cappella del Rosario, recentemente restaurata all&rsquo;interno della parrocchiale di San Giovanni di Carassone.</p>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco, Luca Robaldo, e la consigliera, Laura Barello, presenti per condividere con la comunit&agrave; un intervento che restituisce alla citt&agrave; un autentico scrigno artistico e un luogo di profondo significato.</p>
<p>Il restauro ha infatti riportato alla luce la bellezza originaria della cappella, permettendo di riscoprirne l&rsquo;armonia degli elementi decorativi, i dettagli artistici e il valore storico che la caratterizzano.</p>
<p>Si tratta di un intervento che contribuisce concretamente alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio cittadino, restituendo ai monregalesi uno spazio significativo sotto il profilo culturale, religioso e identitario.</p>
<p>La Cappella del Rosario rappresenta infatti uno spazio caro alla tradizione locale, capace di raccontare una parte importante della storia della comunit&agrave; e di mantenere vivo il legame con il passato.</p>
<p>Grazie al lavoro svolto, questo luogo iconico torna oggi a essere pienamente fruibile, riconsegnato alla collettivit&agrave; nel suo rinnovato splendore e pronto ad accogliere nuovamente cittadini e visitatori.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Santuario di Vicoforte, un convegno tra cultura, storia e devozione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/santuario-di-vicoforte-un-convegno-tra-cultura-storia-e-devozione_118268.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/santuario-di-vicoforte-un-convegno-tra-cultura-storia-e-devozione_118268.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118268/143408.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stata una mattinata ricca di spunti e approfondimenti quella ospitata dal Santuario di Vicoforte e organizzata grazie all&rsquo;impegno dell&rsquo;associazione Nativitas APS, che ha proposto un momento di riflessione tra cultura, storia e devozione.</p>
<p>Sabato 11 aprile, nell&rsquo;Aula Bona, i docenti dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino Paolo Cozzo e Pierangelo Gentile hanno presentato il volume dedicato a Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta della collana &ldquo;Santuari d&rsquo;Italia&rdquo;, pubblicata da De Luca editori d&rsquo;arte.</p>
<p>Si tratta di un&rsquo;opera prestigiosa che racconta oltre 400 poli spirituali distribuiti nelle due regioni, offrendo un&rsquo;ampia panoramica del patrimonio santuariale. A testimonianza dell&rsquo;importanza del Santuario di Vicoforte, &egrave; stata scelta proprio un&rsquo;immagine del complesso per la copertina del volume.</p>
<p>La seconda parte della mattinata ha visto l&rsquo;intervento dello storico Giancarlo Comino, che ha ripercorso la storia dei benefattori del Santuario, offrendo uno sguardo approfondito su figure, mentalit&agrave; e consuetudini del passato legate alla vita del luogo sacro.</p>
<p>L&rsquo;incontro si &egrave; aperto con i saluti del rettore don Flavio Begliatti e con l&rsquo;intervento del sindaco Gian Pietro Gasco, a sottolineare il legame tra istituzioni, comunit&agrave; e patrimonio religioso.</p>
<p>La mattinata si &egrave; conclusa con una visita guidata alla galleria dei ritratti dei benefattori, custodita nell&rsquo;Aula della Beata Paola, accompagnata dal commento dello stesso Comino, in un percorso capace di unire conoscenza e valorizzazione della memoria storica.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiude la mostra "La Galleria Borghese": record di presenze con oltre 35.500 visitatori totali]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/chiude-la-mostra-la-galleria-borghese-record-di-presenze-con-oltre-35500-visitatori-totali_118231.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/chiude-la-mostra-la-galleria-borghese-record-di-presenze-con-oltre-35500-visitatori-totali_118231.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118231/143358.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; conclusa domenica 12 aprile 2026 la mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati, inaugurata il 22 novembre 2025 presso il Complesso Monumentale di San Francesco e presentata da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, nell&rsquo;ambito della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell&rsquo;arte. Il progetto espositivo si avvale del Patrocinio del Ministero della Cultura, ed &egrave; stato realizzato con il supporto organizzativo di MondoMostre.</p>
<p>La mostra ha totalizzato 35.530 visitatori, superando le presenze di mostre altrettanto importanti e di successo come I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese, presentata nel 2022.</p>
<p>A conferma dell&rsquo;interesse suscitato dall'esposizione anche la grande partecipazione al programma di attivit&agrave; didattiche e collaterali, che si inseriscono all&rsquo;interno di Laboratorio Cuneo, progetto che si ispira a principi di bellezza e partecipazione, accessibilit&agrave; e sostenibilit&agrave;, con l&rsquo;obiettivo di coinvolgere pubblici diversi nella fruizione di queste iniziative. Sono state realizzate oltre 370 visite guidate gratuite per gruppi, con oltre 8000 partecipanti. Oltre 3.300 studenti di scuole dell&rsquo;infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado hanno partecipato a visite dedicate, per un totale di 155 classi. Si aggiungono 47 attivit&agrave; complementari alla mostra: 9 per bambini e ragazzi (laboratori di cartoni animati, envisioning, visite spettacolo), 14 per adulti (laboratori di disegno, balli rinascimentali, visione profonda, conferenze in mostra, concerti), 18 visite speciali (tematiche, con curatori, 8 marzo), 6 attivit&agrave; fuori mostra (1 conferenza a Gallerie d&rsquo;Italia, 3 incontri per gli studenti al Rond&ograve; sulle professioni in mostra, 2 visite alla collezione d&rsquo;arte della Fondazione CRC).</p>
<p>Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla societ&agrave; contemporanea e ai pubblici pi&ugrave; diversi, con un programma di attivit&agrave; inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa.</p>
<p>Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC, commenta: &ldquo;<em>La grande risposta da parte del pubblico conferma la validit&agrave; del format della mostra, che ha visto crescere ulteriormente il programma di eventi collaterali, con l&rsquo;obiettivo di allargare la partecipazione attraverso momenti di approfondimento artistico e culturale, che diventano occasioni per costruire una comunit&agrave; pi&ugrave; coesa e partecipe. Grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, &egrave; stato possibile portare a Cuneo capolavori provenienti dalla Galleria Borghese, che per quattro mesi hanno trovato casa nel Complesso monumentale di San Francesco: un modello consolidato nelle edizioni finora realizzate e che sono certo potr&agrave; portare nuovi frutti nei prossimi anni</em>&rdquo;.</p>
<p>Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&rsquo;Italia dichiara: &ldquo;<em>Il rinnovato successo della mostra a Cuneo, con i capolavori dalla Galleria Borghese, conferma la forza di una visione condivisa con la Fondazione CRC, capace di tradursi in progetti di valore per il territorio. Il crescente rapporto con uno dei principali azionisti di Intesa Sanpaolo e l&rsquo;interlocuzione costante delle Gallerie d&rsquo;Italia con i grandi musei del Paese aprono la strada a nuove e preziose iniziative di promozione del patrimonio culturale italiano</em>&rdquo;.</p>
<p>Francesca Cappelletti, Direttrice di Galleria Borghese e curatrice della mostra, conclude: &ldquo;Siamo orgogliosi di aver contribuito a un progetto importante come questo, gestito in maniera esemplare sul territorio, con il coinvolgimento di tutta la comunit&agrave; e con risultati eccezionali. Raccontare la storia della Galleria Borghese e rendere vivi e attuali i capolavori che contiene continua a essere una delle nostre aspirazioni</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>La mostra</h2>
<p>A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577&ndash;1633), tra le personalit&agrave; pi&ugrave; significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra ha raccontato la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese &ndash; raramente esposti al pubblico &ndash; il percorso ha restituito la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza. La mostra ha offerto cos&igrave; una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l&rsquo;arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 12:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ad Amitav Ghosh il premio speciale Lattes Grinzane]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/ad-amitav-ghosh-il-premio-speciale-lattes-grinzane_118217.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/ad-amitav-ghosh-il-premio-speciale-lattes-grinzane_118217.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118217/143343.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Entra nel vivo la sedicesima edizione del Premio Lattes Grinzane con l&rsquo;annuncio dei cinque autori finalisti: Julia Deck con Ann d&rsquo;Inghilterra (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d&rsquo;inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Us&oacute;n con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).</p>
<p>Nato in memoria di Mario Lattes e curato dalla Fondazione Bottari Lattes, il Premio fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed &egrave; dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell&rsquo;ultimo anno. Dal 2017, l'iniziativa &egrave; parte integrante del calendario culturale legato alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d&rsquo;Alba. Il Premio Speciale Lattes Grinzane di quest'anno va ad Amitav Ghosh, autore di rilievo mondiale universalmente considerato il pi&ugrave; grande scrittore indiano vivente.</p>
<p>I romanzi finalisti e il Premio Speciale sono stati determinati dalla Giuria Tecnica, composta dalla presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all&rsquo;Universit&agrave; di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Universit&agrave; degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell&rsquo;Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario) e Francesca Sforza (giornalista). Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle Giurie Scolastiche a cui &egrave; affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest&rsquo;anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 istituti superiori, tra cui il Lyc&eacute;e Ren&eacute; Char di Avignone, in Francia.</p>
<p>Il prossimo appuntamento con il Premio Lattes Grinzane &egrave; fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell&rsquo;incontro con i cinque finalisti al Castello di Grinzane Cavour, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al Teatro Sociale Busca di Alba, Amitav Ghosh terr&agrave; una lectio magistralis su un tema a propria scelta e sar&agrave; insignito del riconoscimento, dopodich&eacute; verr&agrave; scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del Premio. L&rsquo;appuntamento sar&agrave; trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della Fondazione Bottari Lattes.</p>
<p>Commenta la presidente di giuria Loredana Lipperini, spiegando la scelta dei finalisti: <em>&ldquo;La cinquina finalista della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane &egrave; costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non &egrave; in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest&rsquo;anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un&rsquo;affinit&agrave; di fondo. In Ann d&rsquo;Inghilterra, Julia Deck scardina le regole classiche dell&rsquo;autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con Disertare, ci immerge nel trauma e nell&rsquo;orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che &egrave; ormai alle spalle parla Andrew Miller in La terra d&rsquo;inverno, scegliendo di scavare nell&rsquo;inquietudine delle coppie e di una piccola comunit&agrave; inglese. In La vita immaginata, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in Le belve Clara Us&oacute;n affronta l&rsquo;antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell&rsquo;ETA, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C&rsquo;&egrave; sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all&rsquo;interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile&rdquo;</em>.</p>
<p>Prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il Premio e la rassegna Cervo in Blu d&rsquo;inchiostro. Domenica 18 ottobre, proprio all&rsquo;indomani della cerimonia finale, si terr&agrave; l&rsquo;appuntamento all&rsquo;Oratorio di Santa Caterina di Cervo con uno dei finalisti. L&rsquo;evento sar&agrave; condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, il colera e l'impegno delle prostitute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/cuneo-il-colera-e-l-impegno-delle-prostitute_118140.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/cuneo-il-colera-e-l-impegno-delle-prostitute_118140.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118140/143218.jpg" title="L'attuale via Peveragno: all'incrocio con corso Giovanni XXIII sorgeva casa Serra, utilizzata come lazzaretto nel 1835" alt="L'attuale via Peveragno: all'incrocio con corso Giovanni XXIII sorgeva casa Serra, utilizzata come lazzaretto nel 1835" /><br /><p>M&rsquo;&egrave; capitato di rileggere recentemente un <a href="https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-cera-davvero-bordello-prostituzione-selvaggia-e-case-di-tolleranza-a-inizio-900_70866.html" target="_blank">articolo</a> apparso su Cuneodice a febbraio del 2023, che parlava della prostituzione (i bordelli) nella Cuneo dei primi del &lsquo;900. La lettura mi ha ricordato quanto ho scritto nel libro &ldquo;Piumla Basa&rdquo; a proposito del colera del 1835 in Cuneo e dell&rsquo;eccezionale comportamento delle prostitute del tempo. Ancora una volta emerge dal racconto la straordinaria curiosit&agrave; della nostra Cuneo, e, aggiungo, il senso di accoglienza che l&rsquo;ha sempre caratterizzata. Comincio dalla prima parte del racconto, la parte che potrebbe essere anche una delle tante barzellette cuneesi.</p>
<p>Prima, per&ograve;, mi sia consentito un breve accenno al colera, brutta malattia, che si ripet&eacute; per parecchi anni &nbsp;(ben sei volte fino al 1893) e colp&igrave; prevalentemente quelle che eran chiamate &ldquo;classi inferiori&rdquo; (circa il 97-98% della popolazione), a causa delle allucinanti condizioni igieniche in cui erano costrette a vivere nella Cuneo di quei tempi, come nella stragrande maggioranza delle citt&agrave; italiane.</p>
<p>Riporto dal mio libro citato: &ldquo;<em>Al giorno d&rsquo;oggi ci &egrave; quasi impossibile comprendere come la stragrande maggioranza delle persone (il popolo) vivesse a quei tempi e quanto &lsquo;schifose&rsquo; (il termine non &egrave; esagerato) dovessero essere le citt&agrave;. Un&rsquo;inchiesta parlamentare del 1885-1886 rivel&ograve; che in Italia su oltre 8 mila Comuni pi&ugrave; di 6 mila erano ancora privi di rete fognaria, che ben poche case (quelle dei ceti benestanti) disponevano di latrine e che molti Comuni non avevano l&rsquo;acqua potabile (l&rsquo;acqua arrivava in condotte a cielo aperto)</em>&rdquo;. &Egrave; facile immaginare quale fosse la situazione, ancor peggiore, cinquant&rsquo;anni prima. I poveri erano costretti a vivere in stanze malsane (ancora ai primi del '900 migliaia di poveracci in Cuneo vivevano in scantinati, e sempre nei primi anni del Novecento ancora correva nel centro dell&rsquo;attuale via Roma la &ldquo;bealera" di acqua sporca), costretti a vivere in dieci e pi&ugrave; persone in due stanze o in una sola stanza (che faceva da cucina, con camino e camera da letto, tutti insieme in una promiscuit&agrave; assoluta). Non c&rsquo;erano latrine; i pi&ugrave; fortunati vivevano negli ultimi piani di caseggiati con latrine comuni a decine di famiglie. Le strade erano piene di rifiuti di ogni genere: scarti di macellazione e della concia delle pelli, letame degli animali, rifiuti organici ed escrementi di animali e di esseri umani. Non c&rsquo;era l&rsquo;acqua nelle case e la si doveva andare a prendere nei pochi pozzi, spesso alimentati da condotte a cielo aperto in cui poteva cadere di tutto, e il popolo la beveva! Il fetore delle strade sarebbe al giorno d&rsquo;oggi insopportabile. La gente (si parla sempre dei ceti bassi) non aveva possibilit&agrave; di lavarsi. In pi&ugrave; l&rsquo;alimentazione delle &ldquo;classi inferiori&rdquo; era al limite della sopravvivenza.</p>
<p>Ed ecco la prima curiosit&agrave;, proprio cuneese: come combattere il malanno? Ci pensarono, a dire il vero senza alcun successo, il sindaco (il conte Alessandro Ferraris di Celle) e il Consiglio comunale su indicazione di uno spagnolo, &ldquo;don Javier di Pamplona&rdquo;. L&rsquo;uomo, che parlava un italiano accettabile, raccont&ograve; che la malattia era miracolosamente scomparsa da Pamplona grazie alle pecore. Ebbene s&igrave;. Le pecore. Una mandria di pecore merinos era entrata nella citt&agrave; nel pieno dell&rsquo;epidemia e, dopo quel passaggio, la terribile malattia era rapidamente scomparsa. Furono comprate quattrocentosettantuno pecore, che furono fatte girare pi&ugrave; volte per la citt&agrave; e per le frazioni: &ldquo;<em>Mossi a ci&ograve;</em> &ndash; cos&igrave; recita l&rsquo;ordinato della Ragioneria civica &ndash; <em>dalla notizia che il passaggio non previsto di una mandria di merinos presso le mura della citt&agrave; di Pamplona in Spagna, mentre essa era afflitta dalla stessa malattia, aveva prodotto il salutare effetto di questa far scomparire immediatamente</em>&rdquo;. Naturalmente la cura non ebbe l&rsquo;effetto sperato. I poveri, per&ograve;, l&rsquo;apprezzarono.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Il germe morboso o elemento miasmatico o principio volatile o effluvjo colerico, seminio morbifero, fomite choleroso, come avevano preso a chiamarlo i medici a seconda della loro preparazione, continu&ograve; a mietere vittime. Il lazzaretto e l&rsquo;ospedale Santa Croce continuarono a riempirsi di malati, che prendevano il posto di quelli usciti in orizzontale, dopo aver lasciato i loro effluvi morbosi nell&rsquo;aria, sui materassi e sui pavimenti; sulle pareti persino, perch&eacute; c&rsquo;era chi vomitava spruzzando ovunque il fomite choleroso. Diarree tremende, incontenibili e poi lo &lsquo;stato algido&rsquo;, il male al cuore e la respirazione affannosa, mentre non si riusciva pi&ugrave; a urinare e riprendevano le diarree sempre pi&ugrave; acquose; la sete, infine, insaziabile e la morte in pochi giorni</em>&rdquo;. Questo era il colera.</p>
<p>Solo ancor un piccolo accenno alle prostitute. V&rsquo;erano gi&agrave; allora le case chiuse, ma molte lavoravano anche per strada. Ovviamente, salvo quando davano soddisfazione ai clienti, erano disprezzate e mal viste, spesso ritenute contagiose e accusate anche di essere untrici (come ai tempi della peste). Ebbene cosa accadde? &Egrave; la moglie di Roberto d&rsquo;Azeglio (fratello di Massimo) ad averci ricordato quanto accaduto in una lettera inviata al figlio Emanuele (lettere riportate nel libro &ldquo;Il giornale degli anni memorabili&rdquo; edito da Cino del Duca Editore nel 1960).&nbsp;</p>
<p>Segue il brano tratto dal libro Piumla Basa. &ldquo;&lsquo;<em>Conosco una&hellip;&rsquo;, disse una giovane suora al Vescovo (Amedeo Bruno di Samone, il primo vescovo di Cuneo), e il viso si fece rosso, si fece forza: &lsquo;Una della casa&rsquo;, respir&ograve; profondamente, &lsquo;di una casa chiusa&rsquo;. Amedeo sollev&ograve; sorpreso un sopracciglio. &lsquo;Continua&rsquo;, disse. &lsquo;&Egrave; venuta a curare il fratello in ospedale. Lui &egrave; morto, ma lei &egrave; voluta rimanere a curare gli altri&rsquo;. &lsquo;Bene&rsquo; disse in un sospiro Amedeo, &lsquo;cos&igrave; potr&agrave; fare ammenda dei suoi peccati. E con questo?&rsquo;. &lsquo;&Egrave; che non &egrave; la sola. Dice che altre&rsquo;. &lsquo;Donne da strapazzo&rsquo; sussurr&ograve; il vescovo. La giovane suora lo fiss&ograve; smarrita. Sospir&ograve;, riprese coraggio: &lsquo;Quella che ho conosciuto era pi&ugrave; brava degli infermieri e di noi suore&rdquo;. &lsquo;Far di prostitute delle infermiere. Questo sei venuta a propormi?&rsquo;, chiese, mostrando un pizzico di irritazione, il Vescovo. Solo un pizzico, per&ograve;. &lsquo;Chi meglio di loro &ndash; pens&ograve; il prelato &ndash; chi meglio di loro abituate a vederne di tutti i colori, a maneggiar uomini&rsquo;, al pensiero Amedeo alz&ograve; gli occhi al cielo, &lsquo;pu&ograve; sopportare tanto orrore?&rsquo;. &lsquo;Sono brave&rsquo;, Amedeo ud&igrave; la voce della giovane. &lsquo;E cos&igrave;&rsquo;, disse, &lsquo;si guadagneranno anche il Paradiso</em>&rsquo;&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>E cos&igrave; fu. Amedeo Bruno incaric&ograve; un prete, che sapeva frequentatore delle case chiuse, di prendere contatto con le tenutarie e di far loro la proposta, che poteva sembrar folle, ma folle non era. &nbsp;&ldquo;<em>Cui &lsquo;d Cuni</em>&rdquo;, disse qualche tempo dopo una dama in tono ironico e sprezzante in casa d&rsquo;Azeglio. Costanza, moglie di Roberto d&rsquo;Azeglio la fiss&ograve; con disprezzo. &ldquo;<em>Mi riferisco alle pecore</em>&rdquo;, aggiunse la dama chinando il capo per farsi perdonare. Anche Costanza aveva riso delle pecore, ma aveva apprezzato la scelta del Vescovo e, al contrario della sua ospite, ammirava le poverette. &ldquo;<em>Le prostitute</em>&rdquo;, rispose, &ldquo;<em>si sono dimostrate le infermiere pi&ugrave; attente e pi&ugrave; devote. Non &egrave; mai stato possibile rimproverarle e, evidentemente, per la salute delle loro anime il buon Dio ricava profitto anche dal colera</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Quando la terribile epidemia cess&ograve;, in ringraziamento per l&rsquo;opera che avevano svolto durante l&rsquo;epidemia di colera, re Carlo Alberto concesse al vescovo e al sindaco di Cuneo l&rsquo;onorificenza di Commendatore dell&rsquo;Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro. Nessuna onorificenza fu riconosciuta alle prostitute.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Le opere della cuneese Virna Brunetto debuttano al New York ArtExpo 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/le-opere-della-cuneese-virna-brunetto-debuttano-al-new-york-artexpo-2026_118056.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/le-opere-della-cuneese-virna-brunetto-debuttano-al-new-york-artexpo-2026_118056.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118056/143096.jpg" title="Virna Brunetto" alt="Virna Brunetto" /><br /><p>Il percorso internazionale di Virna Brunetto raggiunge una nuova e prestigiosa tappa. Dopo il successo consolidato nelle capitali dell&rsquo;arte europea e asiatica, l&rsquo;artista italiana approda a New York, selezionata per partecipare alla storica ArtExpo, l&rsquo;evento che dal 1978 definisce le tendenze del mercato dell'arte mondiale.</p>
<p>Il debutto newyorkese nasce da un riconoscimento di altissimo profilo: l&rsquo;autrice &egrave; stata infatti selezionata per gli U.S.A. direttamente durante la sua quarta esposizione consecutiva al Salon d&rsquo;Automne di Parigi del 2025</p>
<p><strong>Il prestigio di ArtExpo: dove la storia incontra l&rsquo;innovazione</strong></p>
<p>Fondata nel 1978, ArtExpo New York &egrave; un&rsquo;istituzione che ha ospitato icone del calibro di Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Keith Haring e Leroy Neiman. Entrare a far parte di questo contesto significa venire inseriti in una narrazione artistica che ha fatto la storia del XX e XXI secolo. Ad aprile, New York diventa il baricentro del mondo creativo: l'intera citt&agrave; si ferma e si rivolge a questo evento, considerato la fiera d'arte moderna e contemporanea pi&ugrave; grande al mondo, capace di attrarre migliaia di collezionisti, critici e galleristi da ogni continente.</p>
<p><strong>Un successo globale: da Parigi a Tokyo alla &ldquo;Grande Mela&rdquo;</strong></p>
<p>Questa nuova conferma americana corona una straordinaria visibilit&agrave; di respiro nuovamente internazionale. La produzione multidisciplinare di Virna, incentrata sulla ricerca de &ldquo;Il Reale nell&rsquo;Irrealt&agrave; del Vero&rdquo;, &egrave; passata e passa in queste mostre prestigiose: dalla sperimentazione visiva parigina del Salon, nelle sezioni fotografia, incisione, architettura unica selezionata a livello mondo nel 2024 cui fu dedicata area apposita e redazionale in catalogo - &nbsp;intervallando fotografie concettuali per Tokyo, fino all'egida pittorica usata per la travolgente New York ove verr&agrave; esposta una nuova opera chiamata Fides-Fede prima opera relativa alla serie Memento del 2026. Il percorso di Virna Brunetto dunque si conferma come una delle realt&agrave; pi&ugrave; interessanti e dinamiche dell'arte contemporanea.</p>
<p>Ticket mostra disponibili&nbsp;<a href="https://rwag.ticketspice.com/artexpo-new-york-2026?t=aeny26-rwag-web-org-link" target="_blank" rel="nofollow">qui</a>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Saluzzo: statua cinquecentesca di particolare pregio rinvenuta nella chiesa di San Giovanni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-statua-cinquecentesca-di-particolare-pregio-rinvenuta-nella-chiesa-di-san-giovanni_118003.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-statua-cinquecentesca-di-particolare-pregio-rinvenuta-nella-chiesa-di-san-giovanni_118003.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118003/143029.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Durante gli interventi di restauro che hanno interessato la chiesa di San Giovanni a Saluzzo, &egrave; stata rinvenuta una statua cinquecentesca di particolare pregio storico ed artistico che appartiene ad un insieme composto in totale da nove elementi, attualmente custoditi nelle sale del Palazzo dei Vescovi di Saluzzo. Le nove figure costituivano originariamente un &ldquo;Apostolato&rdquo;, ossia un gruppo di dodici apostoli capeggiati dalla statua del Signore.</p>
<p>Si riteneva che la statua fosse stata sottratta dalla chiesa di San Giovanni tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso; attualmente la statua &egrave; in fase di recupero sotto la direzione della Soprintendenza e dello storico dell&rsquo;arte Massimiliano Caldera, in collaborazione con l&rsquo;Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Saluzzo diretto dalla dott.ssa Sonia Damiano. &Egrave; in corso di valutazione l&rsquo;eventualit&agrave; di ricollocare l&rsquo;insieme nella Chiesa di San Giovanni, che avverr&agrave; in ogni caso a seguito del potenziamento del sistema di videosorveglianza all&rsquo;interno della struttura.</p>
<p>La notizia del ritrovamento della scultura &egrave; stata resa pubblica durante la presentazione dei&nbsp;lavori di restauro della Chiesa di San Giovanni e del coro ligneo medievale avvenuta lo scorso&nbsp;sabato 28 marzo.&nbsp;Gli interventi di restauro e messa in sicurezza sismica che hanno interessato la Chiesa di San&nbsp;Giovanni sono stati realizzati con fondi assegnati dal Ministero della Cultura e finanziati&nbsp;dall&rsquo;Unione Europea NextGenerationEU, per un importo complessivo di 1.725.000 euro.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 15:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Aperti per restauro” svela gli interventi di conservazione al Castello della Manta e al Castello di Racconigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperti-per-restauro-svela-gli-interventi-di-conservazione-al-castello-della-manta-e-al-castello-di-racconigi_117801.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperti-per-restauro-svela-gli-interventi-di-conservazione-al-castello-della-manta-e-al-castello-di-racconigi_117801.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117801/142759.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Proseguono a ritmo serrato le attivit&agrave; e le iniziative previste nell&rsquo;ambito del progetto Interreg ALCOTRA n. 20119 &ldquo;SavoiaExperience. Un circuito turistico e culturale nel cuore dell&rsquo;Europa&rdquo;.</p>
<p>Il terzo weekend di aprile propone un duplice appuntamento con &ldquo;Aperti per restauro&rdquo;, il ciclo di incontri dedicati ai cantieri di restauro in corso su alcuni beni afferenti ai partner di progetto.&nbsp;Il Dipartimento della Savoia, la Fondazione di Hautecombe, l&rsquo;Associazione Le Terre dei Savoia e il FAI &ndash; Fondo per l&rsquo;Ambiente Italiano stanno infatti portando avanti alcuni interventi di riqualificazione e conservazione atti a valorizzare ulteriormente il patrimonio artistico-culturale presente lungo il circuito transfrontaliero.</p>
<p>Venerd&igrave; 17 aprile &ldquo;Aperti per restauro&rdquo; coinvolger&agrave; il Castello della Manta, con un percorso di visita al primo piano del Castello, nella manica cinquecentesca voluta da Michele Antonio Saluzzo della Manta, dove gli spazi di rappresentanza ritrovano il loro antico splendore grazie a un articolato cantiere di indagine e di restauro, supportato da studi mirati sulle architetture e sulle decorazioni. Un&rsquo;occasione preziosa per scoprire come &egrave; mutato l&rsquo;aspetto di questi luoghi attraverso i secoli e per riflettere sulla cultura della famiglia in rapporto ai Savoia, dialogando con gli esperti direttamente coinvolti nelle attivit&agrave; di recupero. Sono previsti quattro tour nel corso della giornata, rispettivamente alle ore 11, 11.30, 15 e 15.30.&nbsp;</p>
<p>Gli appuntamenti sono gratuiti e prevedono l&rsquo;ingresso all&rsquo;appuntamento, ma non la visita guidata al Castello. Per chi vuole visitare il Castello, &egrave; possibile acquistare il biglietto dedicato. Ogni turno di visita &egrave; riservato a un numero massimo di 20 partecipanti.</p>
<p>Domenica 19 aprile, invece, secondo appuntamento di &ldquo;Aperti per restauro&rdquo; presso il Castello di Racconigi per la visita al &ldquo;Grottino&rdquo; di Carlo Alberto, piccola grotta artificiale che funge da ingresso all'Appartamento di Carlo Alberto e che si affaccia sul parco, lungo il fronte nord del Castello. Il pubblico avr&agrave; la possibilit&agrave; di scoprire i lavori dialogando con Elisa Lanza, responsabile delle collezioni archeologiche del Castello di Racconigi, e con le restauratrici della Coopera Heritage Conservation. Nel pomeriggio di domenica sono previsti due turni, uno alle 15.30 e uno alle 16.15, per ciascuno dei quali &egrave; previsto un numero massimo di 25 partecipanti. La visita al cantiere di restauro &egrave; gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al Castello.&nbsp;</p>
<p>Costi del biglietto:<br>Ingresso standard euro 8,00<br>Ingresso ridotto per ragazzi di et&agrave; compresa tra i 18 e i 25 anni euro 2,00</p>
<p>Gratuito per visitatori di et&agrave; compresa tra 0 e 18 anni; docenti delle scuole italiane pubbliche e private paritarie con presentazione della certificazione del proprio stato di docente; studenti delle facolt&agrave; di Architettura, Lettere e Filosofia; titolari dell&rsquo;Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e Royal Pass; personale Ministero della Cultura; membri ICOM; giornalisti muniti di tessera professionale; accompagnatori di persone con disabilit&agrave;.&nbsp;Prenotazione obbligatoria al link <a href="https://museiitaliani.it/" target="_blank">https://museiitaliani.it/</a> e sull&rsquo;apposita app di Musei Italiani.</p>
<p>Gli appuntamenti sul versante francese saranno nei mesi di giugno e settembre.</p>
<p>Si ricorda che i lavori di restauro e conservazione sono finanziati dal programma INTERREG VI-A FRANCIA-ITALIA ALCOTRA 2021-2027.<br>Si ricorda inoltre che l&rsquo;iniziativa &egrave; realizzata con le Residenze reali sabaude - Direzione regionale Musei nazionali &ndash; Piemonte.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
