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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/cultura/cuneo-e-valli/rss2.0.xml?page=11rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie sulla Cultura a Cuneo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 05 Jun 2026 06:01:45 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/]]></link></image><item><title><![CDATA[Tasse: cos'è cambiato (e cosa no) dal Medioevo a oggi?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/tasse-cos-e-cambiato-e-cosa-no-dal-medioevo-a-oggi_121437.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/tasse-cos-e-cambiato-e-cosa-no-dal-medioevo-a-oggi_121437.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121437/148827.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ahim&egrave;, in fatto di tasse non &egrave; cambiato molto fra il Basso Medioevo e il presente. Continuiamo a pagarle e, pi&ugrave; o meno, son sempre le stesse: Irpef, Imu, tasse di successione e sulla vendita degli immobili, e altre ancora, come i dazi tornati di moda con il presidente Trump.&nbsp;Cominciamo con una prima curiosit&agrave; riguardante Cuneo. Le prime case costruite nei villaggi erano di legno e paglia. I tetti soprattutto erano di paglia e quando Cuneo divenne citt&agrave; importante e soggetta ad assedi con lanci di palle infuocate, &egrave; facile immaginare con quanta facilit&agrave; fosse facile mandare a fuoco le case e parti intere della citt&agrave;. Cos&igrave; il comune decise di obbligare i cittadini a ricostruire le case in mattoni e pietre e a fare i tetti con tegole o lose.&nbsp;E quale fu la legge finalizzata ad obbligare i cittadini a ricostruire le proprie case? Qui sta il bello.&nbsp;</p>
<p>La decisione degli homines de Picio Cunij, come furono chiamati all&rsquo;epoca della fondazione della citt&agrave;, sono riportate in uno statuto del 1500, ma molte di esse risalgono con probabilit&agrave; gi&agrave; alla fine del 1300. Ebbene qual&rsquo;era la punizione per chi continuava a vivere in capanne di creta con tetti di paglia? Curiosa davvero: il padrone della casa di paglia non poteva assolutamente permettere alla moglie di sfoggiare su di s&eacute;, n&eacute; sul capo, n&eacute; sui vestiti, n&eacute; perle, n&eacute; argento, n&eacute; pelliccia, "sotto pena di 60 soldi (3 lire) a testa e per ogni volta che sar&agrave; accusato&rdquo;. Insomma: se hai i soldi per comprare costosi gioielli per tua moglie &egrave; giusto che li spendi per proteggere il tetto della tua casa e con essa le case dei vicini.</p>
<p>E l&rsquo;Irpef?&nbsp;Era il Fodro, una tassa pagata dai Comuni al Signore del luogo (nel caso di cui si parler&agrave; fra poco il Marchese di Saluzzo), somma che poi il Comune recuperava dai propri cittadini con tasse individuali. In alcuni comuni era detto &ldquo;capatico&rdquo;, che inizialmente imponeva a ogni abitante del luogo il pagamento della stessa somma, indipendentemente dal reddito, prelievo che poi via via divenne proporzionale al valore dei beni posseduti.&nbsp;</p>
<p>In epoca altomedievale il Fodro era una esazione in natura, e cio&egrave; una quantit&agrave; di cibo e foraggio che i borghi dovevano versare ai signori di cui erano sudditi (imperatori, duchi, marchesi, conti ecc.). Poi, dopo che, a partire grosso modo dal 1000 dC. (inizio del Basso Medioevo), ripresero a crescere i commerci, con essi crebbe anche l&rsquo;economia monetaria e il Fodro poco a poco fu trasformato in denaro.</p>
<p>&Egrave; noto che Federico Barbarossa prima della sconfitta a Pontida tent&ograve; di imporre, riuscendoci solo in parte, ai Comuni italiani sottomessi al suo impero il pagamento di un Fodro per mantenere il suo esercito. Si era gi&agrave; nel XII secolo (il giuramento di Pontida in seguito al quale fu sconfitto dalla Lega Lombarda &egrave; del 1167).&nbsp;Significativo &egrave; quanto descritto nell&rsquo;atto del 1231 sottoscritto fra il Marchese di Saluzzo (che aveva il dominio su parti del Basso Piemonte e in particolare sulla Valle Stura) e il Comune di Demonte.&nbsp;Nell&rsquo;atto in esame l&rsquo;imposta pretesa dal Marchese di Saluzzo a carico dell&rsquo;intera valle Stura fu indicata in complessive lire 40, di cui la met&agrave;, 20 lire, a carico della sola Demonte (seguivano a notevole distanza Vinadio con 7 lire e Aisone con 5 lire, mentre gli altri villaggi erano tenuti a corrispondere somme di poco superiori o inferiori alle due lire).</p>
<p>E veniamo alle altre tasse.&nbsp;C&rsquo;era gi&agrave; l&rsquo;Imu? Certo che c&rsquo;era, ed era chiamata &ldquo;focaggio&rdquo; o &ldquo;focatico&rdquo;, cio&egrave; la tassa sul focolare dovuta da chiunque possedesse una casa con il focolare. Vi erano poi i pedaggi. Oggi paghiamo i pedaggi sulle autostrade, e allora? Si pagavano molto pi&ugrave; sovente, cio&egrave; ogni volta che si passava su una strada, su un ponte, o davanti a un castello. Erano veri e propri diritti di transito.&nbsp;</p>
<p>C&rsquo;erano anche, e anche questi assai pi&ugrave; numerosi di oggi, i dazi. Si doveva lasciare un obolo in ragione del valore della merce trasportata non solo quando si entrava in un borgo, ma, in taluni casi, per il solo fatto di passare su un ponte o per una determinata strada. Inizialmente i pedaggi erano motivati dal fatto che si riscuotevano in cambio delle spese che il beneficiario sosteneva per mantenere in buono stato il passaggio, ma poco a poco divennero una vera e propria imposta in favore di chi aveva la sovranit&agrave; del luogo (in genere un castello o la citt&agrave; o il borgo che cos&igrave; recuperava parte di quanto dovuto per il Fodro).</p>
<p>La frequentissima presenza dei dazi era un vero e proprio &ldquo;protezionismo&rdquo; locale (oggi Trump docet), dato che il territorio era diviso in &ldquo;stati&rdquo; e &ldquo;staterelli&rdquo;, piccoli e grandi feudi, castelli e castelletti, borghi grandi e piccoli e ogni volta che si passava da uno all&rsquo;altro si pagava dazio; pochi chilometri e finivi in &ldquo;casa d&rsquo;altri&rdquo;, e pagavi dazio. Altro che l&rsquo;Iva!</p>
<p>Interessante &egrave; sottolineare la presenza frequentissima di altre forme di &ldquo;protezionismo&rdquo; locale. Sempre gli statuti di Demonte proibivano, ad esempio, l&rsquo;importazione di vino estraneo o vietavano l&rsquo;esportazione di miele, cera, legname da costruzione, ardesie, tegole e mattoni. E chi violava tali limitazioni pagava multe salatissime.</p>
<p>Addirittura chi teneva a battesimo come padrino un figlioccio di altro Comune poteva fare soltanto un regalo di infimo valore. Naturalmente al forestiero era poi vietato cacciare o pescare nel territorio del Comune. Insomma: non solo esistevano gravi limitazioni di movimento e di commercio fra territori sotto il dominio di diversi signori o citt&agrave; e paesi, ma anche fra i diversi Comuni o frazioni di Comuni all&rsquo;interno della loro zona di competenza. Ad esempio chiunque non fosse abitante dal paese, ma abitante di altri Comuni anche se vicini e confinanti, era &ldquo;forestiero&rdquo; e doveva pagare una tassa se entrava nel territorio del paese (la tassa veniva poi divisa fra il Comune e il marchese, al quale rimaneva &ldquo;soltanto&rdquo; un terzo).</p>
<p>Par giusto, infine, chiudere con le tasse di successione.&nbsp;Erano ben pi&ugrave; pesanti di quelle oggi applicate nel nostro Paese.&nbsp;Nel gi&agrave; citato statuto di Demonte tale tassa spettava al marchese che si prendeva la bellezza di un terzo degli immobili caduti in successione. Un terzo! &Egrave; come se oggi si dovesse pagare come tassa di successione il 33%. Bont&agrave; del nobile, i parenti del defunto potevano ricomprare i beni andati al signore al prezzo di un terzo in meno del loro valore. Altro che la tassa di successione di oggi!&nbsp;</p>
<p>Assai salato era anche il tributo dovuto al signore quando si vendeva un immobile (tassa chiamata &ldquo;laudema&rdquo;). Va ricordato che, secondo il diritto feudale, al genitore succedevano solo i figli maschi (le figlie non avevano diritti) e in caso di morte di un possessore senza figli maschi, l&rsquo;eredit&agrave; andava interamente al Marchese, che tuttavia negli atti sopra citati fece una nuova importante concessione: chi non aveva figli, poteva fare testamento e disporre liberamente dei due terzi di quel che aveva mentre al marchese andava &ldquo;solo&rdquo; il solito terzo.&nbsp;</p>
<p>Altri tempi?&nbsp;Alla fin fine non c&rsquo;&egrave; molta differenza.</p>]]></description><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[È l’ultimo giorno della biblioteca di via Cacciatori delle Alpi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/lultimo-giorno-della-biblioteca-di-via-cacciatori-delle-alpi_121265.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/lultimo-giorno-della-biblioteca-di-via-cacciatori-delle-alpi_121265.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121265/148532.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; un addio senza lacrime, perch&eacute; la biblioteca che lascia la sua <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/unidea-per-la-vecchia-biblioteca-di-cuneo-ospiti-il-museo-dei-longobardi_116012.html" target="_blank" rel="follow">storica &ldquo;casa&rdquo; in via Cacciatori delle Alpi</a>, dopo quasi un secolo, si prepara ad aprire un capitolo nuovo in una sede ancora pi&ugrave; grande e bella, <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/a-settembre-apre-la-nuova-biblioteca-di-cuneo-con-orari-ampliati-e-uno-spazio-per-i-giovani_116295.html" target="_blank" rel="follow">quella di palazzo Santa Croce</a> finalmente restituito alla citt&agrave;.</p>
<p>Per molti cuneesi, per&ograve;, &egrave; anche un&rsquo;occasione malinconica: l&rsquo;addio - o l&rsquo;arrivederci, si spera - a palazzo Audiffredi, alle sue librerie, alla sala di consultazioni in cui intere generazioni hanno preparato esami di maturit&agrave; e tesi di laurea, al suo bellissimo cortile con i tavolini attorno alla fontana seicentesca. Era il 1930 quando la pi&ugrave; antica biblioteca pubblica del Piemonte - fondata nel 1802, sotto la dominazione napoleonica - lasci&ograve; gli angusti locali municipali per trasferirsi nel palazzo di fine Seicento legatosi al nome dell&rsquo;agronomo e senatore <strong>Giovanni Audiffredi</strong>, il benemerito <em>&ldquo;senator dj mor&egrave;&rdquo;</em> (il senatore dei gelsi) che dopo una vita dedicata alla diffusione della bachicoltura lasci&ograve; l&rsquo;edificio in eredit&agrave; al Comune.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121265/small_148533.jpg" alt="La Biblioteca Civica di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Niente libri contro il buon costume ai &ldquo;giovinetti&rdquo;</h2>
<p>Di un necessario trasferimento si era iniziato a parlare almeno dagli anni Venti, lamentando la crescente inadeguatezza della sede, gli orari di apertura non consoni e anche la scarsa attenzione alle richieste dei lettori: l&rsquo;arcigno&nbsp;<strong>Giovanni Ugo</strong>, in carica come bibliotecario dal 1912, aveva ricevuto tre anni pi&ugrave; tardi i rimproveri della giunta che, sollecitata dal <em>&ldquo;padre di un malmenato&rdquo;</em>, lo invitava ad avere pi&ugrave; riguardi per i frequentatori della biblioteca civica. Il suo pensionamento, nell&rsquo;aprile 1930, precede di pochi mesi l&rsquo;inaugurazione della nuova sede: si sceglie la data fatidica del 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma.</p>
<p>La direzione &egrave; affidata in via provvisoria al professor&nbsp;<strong>Euclide Milano</strong>, storico di natali braidesi, gi&agrave; membro della commissione operativa della biblioteca, cui si deve la fondazione del Museo Civico nello stesso palazzo Audiffredi. I locali ad esso destinati, al piano terra, sono completati nel 1933, con l&rsquo;aggiunta di una pinacoteca nell&rsquo;ammezzato. La biblioteca, al primo piano del palazzo, &egrave; composta da tre sale di lettura: una per le lettrici, una per i ragazzi, una per gli altri frequentatori, tutte affacciate sull&rsquo;allora via Liceo. Si vara un nuovo regolamento, dove &egrave; scritto fra l&rsquo;altro che <em>&ldquo;resta pure deferito al criterio del bibliotecario il rifiutare ai giovanetti i libri di valore bibliografico, e quelli contrari al buon costume e alla morale, salvo reclamo alla commissione. &Egrave; in facolt&agrave; del bibliotecario di escludere dal prestito agli studenti tutti quei libri che i professori reputassero dannosi al loro insegnamento, indicandoli specificatamente. In ogni caso non si daranno in prestito a studenti delle scuole medie le traduzioni di classici greci e latini&rdquo;</em>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121265/small_148534.jpg" alt="La Biblioteca Civica di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>La prima direttrice e il dibattito sul prestito</h2>
<p>Nel dicembre 1931 viene bandito il concorso per il nuovo direttore della biblioteca. Tra quindici candidati ha la meglio una donna, la demontese <strong>Lalla Romano</strong>, destinata a diventare una scrittrice affermata. Rimarr&agrave; in carica fino al 1935, prima di chiedere congedo a seguito di un trasferimento del marito. Nei suoi anni alla direzione si dibatte la questione del prestito a domicilio: i librai lamentano la concorrenza della biblioteca e il podest&agrave; decide perci&ograve; di limitare il prestito alle sole opere di studio. La direttrice &egrave; d&rsquo;accordo. Tra i lettori per&ograve; c&rsquo;&egrave; chi protesta: una tale signora Aimo Boot, per esempio, essendo costretta a lavorare per vivere lamenta di poter leggere solo <em>&ldquo;nelle piccole ore&rdquo;</em> e chiede un permesso speciale per portare a casa romanzi storici e volumi di accademici. Fa quindi appello al podest&agrave;, che la asseconda, affinch&eacute; comprenda <em>&ldquo;l&rsquo;amore allo studio di una figlia del popolo che non pu&ograve; comprarsi n&eacute; affittarsi i libri&rdquo;</em>.</p>
<p>Sono testimonianze che restituiscono l&rsquo;importanza della biblioteca, gi&agrave; cresciuta nel 1931 a 10.360 lettori dai 6.500 che erano censiti nel 1875, e da 17mila a oltre 34mila volumi, nel diffondere e democratizzare l&rsquo;accesso al sapere.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121265/small_148537.jpg" alt="La Biblioteca Civica di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Orari ampliati per l&rsquo;ultimo giorno della biblioteca</h2>
<p>In occasione dell&rsquo;ultimo giorno di apertura prima del trasloco, la biblioteca di via Cacciatori delle Alpi offre questo sabato 30 maggio un orario ampliato dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18.30.</p>
<p>Sar&agrave; ancora possibile prendere in prestito e rinnovare i libri con le solite modalit&agrave; (fino a 4 libri su ciascuna tessera, per 30 giorni). A partire dal mese di giugno per&ograve; i prestiti, i rinnovi e i servizi prestito interbibliotecario e document delivery saranno sospesi, perch&eacute; per riuscire a gestire al meglio la lavorazione e lo spostamento di tutte le collezioni &egrave; necessario che i libri rientrino prima possibile, per consentire la sistemazione delle collocazioni e il trasloco come da programma.</p>
<p>Saranno infatti necessari quattro mesi per traslocare tutti i materiali (circa 350.000 volumi, oltre a tutti i periodici): l&rsquo;apertura della nuova sede, Esseci, &egrave; prevista per fine settembre. Per la restituzione dei libri oltre la data di chiusura sar&agrave; comunque possibile utilizzare il box 24h che si trova di fronte all&rsquo;ingresso della biblioteca, in via Cacciatori delle Alpi. Sar&agrave; inoltre sempre attivo il prestito digitale di ebook, periodici, audiolibri e molto altro su <a href="https://sbc.medialibrary.it/" target="_blank" rel="nofollow">MLOL</a>, il cui portale &egrave; stato appena rinnovato e ottimizzato. Il <a href="https://www.cuneocultura.it/biblioteche/sistema-bibliotecario-cuneese/biblioteche/" target="_blank" rel="nofollow">Sistema Bibliotecario Cuneese</a> mette a disposizione altre 19 biblioteche civiche e 9 biblioteche specializzate, cui si aggiungono 16 <a href="https://www.cuneocultura.it/biblioteche/sistema-bibliotecario-cuneese/posti-di-prestito/" target="_blank" rel="nofollow">posti di prestito</a>.</p>
<p>L&rsquo;ultimo giorno di apertura &egrave; prevista l&rsquo;iniziativa Ritratto di lettore, con la quale si invitano i lettori a partecipare a una sessione di scatti fotografici d&rsquo;autore per restare per sempre parte della storia di questa biblioteca. Per maggiori informazioni&nbsp;<a href="https://www.cuneocultura.it/evento/ritratto-di-lettore-lultimo-scatto-prima-del-nuovo-capitolo/" target="_blank" rel="nofollow">clicca qui</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121265/small_148536.jpg" alt="La Biblioteca Civica di Cuneo" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Sat, 30 May 2026 07:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Castello del Mombrisone guarda al futuro: approvato il piano di restauro da oltre 626mila euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/il-castello-del-mombrisone-guarda-al-futuro-approvato-il-piano-di-restauro-da-oltre-626mila-euro_121152.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/il-castello-del-mombrisone-guarda-al-futuro-approvato-il-piano-di-restauro-da-oltre-626mila-euro_121152.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121152/148364.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il percorso di rinascita del Castello del Mombrisone compie un decisivo passo in avanti. La Giunta comunale di Chiusa di Pesio ha approvato in linea tecnica la riapprovazione del progetto definitivo-esecutivo per gli interventi volti al recupero e messa in sicurezza dell'edificio.</p>
<p>Il documento di programmazione finanziaria e tecnica fissa il valore complessivo delle opere a quota 626.934,00 euro. Il quadro economico ripartisce la spesa tra un importo per i lavori veri e propri, pari a 403.306,92 euro, e oneri specifici per la sicurezza, quantificati in 76.878,62 euro (per un totale di 480.185,54 euro d'appalto), a cui si sommano circa 146.747,86 euro per somme a disposizione della stazione appaltante.</p>
<p>L'immobile storico, che sorge sulla sommit&agrave; della collina del Mombrisone ed &egrave; immerso in un parco di circa 23.500 metri quadrati, nacque originariamente come palazzina di caccia. L'intero complesso vanta un profondo interesse storico-architettonico e ambientale, tanto da risultare interamente tutelato dai vincoli del decreto legislativo 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).</p>
<p>Questo restyling documentale e contabile si &egrave; reso necessario proprio per consentire agli uffici comunali di avviare le istanze formali per l'ottenimento di contributi economici specifici erogati dalle fondazioni bancarie del territorio e dal Ministero della Cultura.</p>
<p>La cabina di regia tecnica dell'intervento &egrave; affidata al raggruppamento temporaneo di professionisti del castello del Mombrisone, costituito nel novembre 2023. Il team di specialisti vede come capogruppo mandatario l'architetto Igor Violino di Boves, affiancato dalla collega Valentina Rubero (rilievi digitali laser-scanner e riprese con drone), dall&rsquo;ingegnere Stefano Avagnina (progettazione strutturale) e dal geometra Daniele Rubero (coordinamento della sicurezza in fase di progettazione), supportati per la parte impiantistica da Sicurtecnica srl.</p>
<p>Si tratta, nello specifico, del pool che aveva gi&agrave; curato le prime indagini e il rilievo laser del monumento grazie a un precedente finanziamento ministeriale per le spese di progettazione da 51.191,20 euro, ottenuto nel 2022.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 29 May 2026 08:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Castelli Aperti, gli appuntamenti del 31 maggio e del 2 giugno nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-del-31-maggio-e-del-2-giugno-nella-granda_120876.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-del-31-maggio-e-del-2-giugno-nella-granda_120876.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120876/147905.jpg" title="La Zizzola di Bra" alt="La Zizzola di Bra" /><br /><p>Con l&rsquo;arrivo del ponte tra fine maggio e la Festa della Repubblica, i castelli del Piemonte aprono le loro porte al pubblico con visite, eventi e iniziative speciali dedicate alla scoperta del patrimonio storico e culturale del territorio. Domenica 31 maggio e marted&igrave; 2 giugno numerose dimore storiche, fortezze e residenze accoglieranno visitatori e famiglie per un viaggio tra arte, storia, giardini e tradizioni, offrendo un&rsquo;occasione unica per vivere il fascino senza tempo dei castelli piemontesi.</p>
<p>Ecco le aperture in provincia di Cuneo.</p>
<p>Alba &ndash; Museo Diocesano di Alba: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso: intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-della-cattedrale-mudi-alba.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Barolo &ndash; Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: 31 maggio &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a> Biglietto: Intero 12&euro;<br>2 giugno aperto dalle 10.30 alle 19.00. Ingresso: intero 9&euro;; ridotto 7&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-falletti-di-barolo-wimu-wine-museum.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Bra &ndash; La Zizzola: 31 maggio e 2 giugno dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.</p>
<p>Bra &ndash; Museo Civico di Storia Naturale Craveri: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.</p>
<p>Bra &ndash; Museo Civico di Palazzo Traversa: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.</p>
<p>Bra &ndash; Museo del Giocattolo: 31 maggio e 2 giugno ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 &ndash; 16.30. Non necessaria la prenotazione. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.</p>
<p>Bra Fraz. Pollenzo - Agenzia di Pollenzo: 2 giugno La Banca del Vino &egrave; aperta dalle ore 10.00 alle 14.00. Ingresso libero, degustazioni a pagamento.</p>
<p>Cherasco &ndash; Palazzo Salmatoris: 31 maggio e 2 giugno dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.</p>
<p>Corneliano d'Alba &ndash; Torre di Corneliano: 31 maggio e 2 giugno apertura solo su prenotazione alla Fondazione con almeno due giorni di anticipo ai numeri Tel. 338/9654524 e Tel. 340/8026232. Annullamento in caso di maltempo.</p>
<p>Dronero &ndash; Museo Civico Luigi Mall&eacute;: 31 maggio dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso: Intero &nbsp;5&euro;</p>
<p>Fossano &ndash; Castello dei Principi D&rsquo;Acaja: 31 maggio e 2 giugno aperto con partenza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Biglietteria presso l&rsquo;Ufficio Turistico (corte interna del maniero). Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. &nbsp;0172 601 60; <a href="mailto:iatfossano@visitcuneese.it" target="_blank" rel="nofollow">iatfossano@visitcuneese.it</a>. Ingresso intero 5&euro;.</p>
<p>Govone &ndash; Castello Reale: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso: intero 8&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-reale-di-govone.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Magliano Alfieri &ndash; Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: 31 aggio e 2 giugno aperto con orario 10.30-18.30. Ingresso intero 5&euro; (un museo); intero 7&euro; (due musei).<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-degli-alfieri-di-magliano.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Manta &ndash; Castello della Manta: 31 maggio e 2 giugno aperto con orario 10.00-18.00. Ingresso intero 11&euro;, Iscritti FAI gratuito; Visita guidata intero 15&euro;.</p>
<p>Mombasiglio- Museo del Gen. Bonaparte nel Castello di Mombasiglio: 31 maggio dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso intero 8&euro;, ridotto 6&euro;.</p>
<p>Mondov&igrave; &ndash; Museo della Casa: 31 maggio aperto con orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Ingresso: Intero 7&euro;</p>
<p>Priero - Borgo e Torre Medievale di Priero: 31 maggio e 2 giugno visite guidate previa prenotazione dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso: Intero 4&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/cuneo/borgo-e-torre-maestra-di-priero.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Roddi - Castello di Roddi: 31 maggio &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a> Biglietto: Intero 12&euro;<br>2 giugno visite guidate ogni ora ogni ora: 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30, 17.30. Ingresso: Intero 6&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-roddi.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo - Casa Cavassa: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 3,5 per Casa Cavassa. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-civico-casa-cavassa-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo &ndash; Casa Natale di Silvio Pellico: 31 maggio e 2 giugno visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta di &euro; 2,5 per Casa Pellico. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/casa-pellico-casa-museo-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo &ndash; La Castiglia: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 6 per La Castiglia. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/la-castiglia-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo &ndash; Torre Civica e Pinacoteca Olivero: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 2,5 per Torre Civica. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/torri/torre-civica-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo - Villa Belvedere Radicati: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/ville/villa-belvedere-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Savigliano &ndash; Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Ingresso: Intero 5&euro;.</p>
<p>Savigliano &ndash; Palazzo Muratori Cravetta: 31 maggio visite guidate con prenotazione obbligatoria con orari 09.30 e 14.00.<br>Prenotazione obbligatoria: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a></p>
<p>Savigliano &ndash; Torre Civica: 31 maggio visite ore 10.30 e 15.00. &nbsp;Prenotazione consigliata: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a>. Ingresso intero 3&euro; &nbsp;Punto di accoglienza: ufficio turistico, piazza Santarosa.</p>
<p>Serralunga d&rsquo;Alba &ndash; Castello di Serralunga d&rsquo;Alba: 31 maggio e 2 giugno aperto con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Ingresso: Intero 6&euro;; ridotto 3&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-serralunga-dalba.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>]]></description><pubDate>Mon, 25 May 2026 15:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Castelli Aperti, gli appuntamenti di domenica 24 maggio in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-di-domenica-24-maggio-in-provincia-di-cuneo_120355.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-di-domenica-24-maggio-in-provincia-di-cuneo_120355.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120355/146984.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prosegue Castelli Aperti, la rassegna che promuove e valorizza le fortezze medievali, le dimore nobiliari e le residenze storiche piemontesi.<br>Anche per domenica 24 maggio, sono numerosi i castelli che apriranno le loro porte, luoghi ricchi di memoria, architettura e bellezza, che offriranno esperienze di visita tra eventi, percorsi guidati, mostre e attivit&agrave; per tutte le et&agrave;.</p>
<p>Di seguito tutti gli appuntamenti in provincia di Cuneo.</p>
<p>Alba &ndash; Museo Diocesano di Alba: aperto dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso: intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-della-cattedrale-mudi-alba.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Barolo &ndash; Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: aperto dalle 10.30 alle 19.00. Ingresso: intero 9&euro;; ridotto 7&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-falletti-di-barolo-wimu-wine-museum.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Bra &ndash; La Zizzola: dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.<br>Bra &ndash; Museo Civico di Storia Naturale Craveri: aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.<br>Bra &ndash; Museo Civico di Palazzo Traversa: aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.<br>Bra &ndash; Museo del Giocattolo: ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 &ndash; 16.30. Non necessaria la prenotazione. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.<br>Cherasco &ndash; Palazzo Salmatoris: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.<br>Corneliano d'Alba &ndash; Torre di Corneliano: apertura solo su prenotazione alla Fondazione con almeno due giorni di anticipo ai numeri Tel. 338/9654524 e Tel. 340/8026232. Annullamento in caso di maltempo.<br>Dronero &ndash; Museo Civico Luigi Mall&eacute;: dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso: Intero 5&euro;<br>Fossano &ndash; Castello dei Principi D&rsquo;Acaja: aperto con partenza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Biglietteria presso l&rsquo;Ufficio Turistico (corte interna del maniero). Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. &nbsp;0172 601 60; <a href="mailto:iatfossano@visitcuneese.it" target="_blank" rel="nofollow">iatfossano@visitcuneese.it</a>. Ingresso intero 5&euro;.<br>Govone &ndash; Castello Reale: aperto dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso: intero 8&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-reale-di-govone.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Magliano Alfieri &ndash; Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Manta &ndash; Castello della Manta: aperto con orario 10.00-18.00. Ingresso intero 11&euro;, Iscritti FAI gratuito; Visita guidata intero 15&euro;.<br>Mombasiglio- Museo del Gen. Bonaparte nel Castello di Mombasiglio: dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso intero 8&euro;, ridotto 6&euro;.<br>Mondov&igrave; &ndash; Museo della Casa: aperto con orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Ingresso: Intero 7&euro;<br>Priero - Borgo e Torre Medievale di Priero: visite guidate previa prenotazione dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso: Intero 4&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/cuneo/borgo-e-torre-maestra-di-priero.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Roddi - Castello di Roddi: visite guidate ogni ora ogni ora: 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30, 17.30. Ingresso: Intero 6&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-roddi.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo - Casa Cavassa: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 3,5 per Casa Cavassa. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-civico-casa-cavassa-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo &ndash; Casa Natale di Silvio Pellico: visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta di &euro; 2,5 per Casa Pellico.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/casa-pellico-casa-museo-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo &ndash; La Castiglia: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 6 per La Castiglia. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/la-castiglia-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo &ndash; Torre Civica e Pinacoteca Olivero: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 2,5 per Torre Civica.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/torri/torre-civica-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo - Villa Belvedere Radicati: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/ville/villa-belvedere-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Savigliano &ndash; Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Ingresso: Intero 5&euro;.<br>Savigliano &ndash; Palazzo Muratori Cravetta: in occasione della giornata Nazionale Ass. Dimore Storiche, visita guidata gratuita, prenotazione obbligatoria con orari 15.00 e 16.30, con la partecipazione straordinaria del prof. Emanuele Bonis, docente di Epigrafia Romana e curatore del <a href="https://www.saviglianodipietra.it" target="_blank" rel="nofollow">sito</a>. Prenotazione obbligatoria: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a><br>Savigliano &ndash; Torre Civica: visite ore 10.30 e 15.00. &nbsp;Prenotazione consigliata: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a> Ingresso intero 3&euro;. Punto di accoglienza: ufficio turistico, piazza Santarosa.<br>Serralunga d&rsquo;Alba &ndash; Castello di Serralunga d&rsquo;Alba: &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bilancio positivo per il Salone del Libro degli editori cuneesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/bilancio-positivo-per-il-salone-del-libro-degli-editori-cuneesi_120324.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/bilancio-positivo-per-il-salone-del-libro-degli-editori-cuneesi_120324.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120324/146906.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come ogni anno il centro fiere del Lingotto in questi giorni si accende diventando per qualche giorno il cuore pulsante dell&rsquo;editoria italiana con il Salone Internazionale del Libro. E come ogni anno, tra gli oltre 1200 espositori totali sono protagonisti della fiera libresca pi&ugrave; importante d&rsquo;Italia anche i principali editori cuneesi. Li abbiamo incontrati per ottenere alcune prime impressioni e il coro unanime delle case editrici della Granda &egrave; uno e uno solo: grande soddisfazione sia in termini di vendite che, soprattutto, dal punto di vista della partecipazione del pubblico, anche se, come in ogni fiera, il bilancio definitivo lo si pu&ograve; fare solo alla fine, ovvero nella serata di domani.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Entrando dal Padiglione Oval, quello a cui si accede direttamente dalla stazione del Lingotto, il primo stand Made in Cuneo che si trova &egrave; quello di Nino Aragno Editore (posizione V29), come sempre decisamente spazioso e visibilissimo grazie al suo nero di fondo e al suo &ldquo;salottino&rdquo; con poltroncine bianche che campeggia in bella vista sulla destra. Sentendo il parere del personale occupato nello stand emerge grande soddisfazione, specialmente per la posizione ottimale occupata dallo stand, letteralmente circondato da alcuni degli editori pi&ugrave; prestigiosi del panorama italiano. Ma l&rsquo;aspetto che attira pi&ugrave; gente da Aragno, ci dicono dalla casa editrice, resta la qualit&agrave; offerta dal catalogo, prerogativa della casa editrice da quasi 30 anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A pochi passi, sempre nel padiglione Oval, si trova lo spazio di Fusta Editore (U49), casa editrice saluzzese, inconfondibile per la sua gigantografia del Monviso che cattura immediatamente l&rsquo;occhio. Ad accoglierci in questo caso &egrave; l&rsquo;editore Paolo Fusta, che si dichiara molto soddisfatto: <em>&ldquo;Il Salone &egrave; il risultato del lavoro di tutto l&rsquo;anno. Qui siamo visibili a un pubblico molto ampio, che si dimostra molto interessato, ma vengono a trovarci anche e soprattutto dei lettori affezionati, che ci conoscono in giro per il Piemonte e sentono il desiderio di farci un saluto anche qui&rdquo;</em>. Situato proprio accanto al mega-stand del Gruppo Feltrinelli, in una delle &ldquo;vie&rdquo; pi&ugrave; caotiche del padiglione, ogni tanto il rischio &egrave; quello che lo stand sia irraggiungibile per la grande folla. A colpo d&rsquo;occhio si nota la grande volont&agrave; dell&rsquo;editore saluzzese di ampliare il proprio catalogo, aggiungendo ai libri di montagna, specialit&agrave; della casa, anche collane di romanzi storici, thriller, libri per bambini e saggi storici (&ldquo;fiore all&rsquo;occhiello&rdquo; di quest&rsquo;anno il volume sulla Repubblica degli Escartons firmato dal famoso autore Franco Faggiani).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Addentrandoci invece nel padiglione 2, nello stand H51/K10, troviamo Araba Fenice Edizioni, storico marchio editoriale della citt&agrave; di Cuneo oggi gestito dai fratelli Alessandro e Fabrizio Dutto. E a parlarci &egrave; stato proprio Alessandro, che ha dichiarato il suo ottimismo per l&rsquo;edizione in corso: <em>&ldquo;Il Salone &egrave; un po&rsquo; come il Festival di Sanremo, se lo share &egrave; basso alla prima serata difficilmente si riprende&rdquo;</em>. E siccome il primo giorno della fiera di Torino &egrave; stato da record, con oltre 40mila visitatori totali, ci si attende un&rsquo;ottima edizione, anche se i conti si faranno domani sera con il tradizionale brindisi con gli autori che da oltre 20 anni Araba Fenice offre nel suo stand il luned&igrave;. Presente come in ogni altra edizione del Salone, fin da quando era ancora nell&rsquo;area di Torino Esposizioni, anche la signora Silvana Marino, madre di Alessandro e Fabrizio e vera e propria memoria storica della fiera. <em>&ldquo;Alla prima edizione io e mio marito partecipammo con solo due libri, guardi oggi che bel catalogo che abbiamo&rdquo;</em>, ci dice con grande soddisfazione. Sempre nel padiglione 2, nello stand M01/L01, si trova anche lo stand dedicato agli altri editori piemontesi, tra cui spiccano i libri della Nerosubianco Edizioni di Cuneo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Alla festa dei libri pi&ugrave; importante dell&rsquo;anno, insomma, c&rsquo;&egrave; anche tanta Granda, a dimostrazione di come, con la passione e la qualit&agrave; delle proprie proposte, si possano ottenere ottimi risultati e riscontri da parte del pubblico affezionato.</p>]]></description><pubDate>Sun, 17 May 2026 17:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Giacomo Giraudo Cordero</dc:creator><author><name>Giacomo Giraudo Cordero</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel Cuneese la cultura passa anche dai piccoli comuni di montagna]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/nel-cuneese-la-cultura-passa-anche-dai-piccoli-comuni-di-montagna_120267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/nel-cuneese-la-cultura-passa-anche-dai-piccoli-comuni-di-montagna_120267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120267/146775.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel Cuneese i musei non si concentrano solo nelle citt&agrave; pi&ugrave; grandi, ma sono distribuiti anche nelle vallate alpine e nei comuni periferici. Dietro questa diffusione per&ograve; emergono anche alcune differenze: tra citt&agrave; e aree interne, tra musei aperti stabilmente durante l&rsquo;anno e strutture legate alla stagionalit&agrave; del turismo, fino al rapporto con scuole e giovani residenti.</p>
<p>La rielaborazione della fondazione indipendente Openpolis sui dati ISTAT, descrive la provincia di Cuneo come un territorio ricco di strutture museali - dagli ecomusei agli spazi dedicati alle tradizioni occitane -, con una forte presenza nei comuni montani, ma anche con alcune sfide legate all&rsquo;accessibilit&agrave; e alla partecipazione dei pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Il Piemonte &egrave; infatti tra le regioni italiane con la pi&ugrave; alta partecipazione culturale giovanile. Nel 2022 il 44,4% dei bambini e ragazzi piemontesi tra i 6 e i 17 anni ha visitato almeno una volta un museo o una mostra. La presenza di musei per&ograve; non si traduce automaticamente in un accesso pi&ugrave; semplice alla cultura.</p>
<p>In Italia, nel 2022, circa il 39% dei musei &egrave; rimasto aperto per oltre 250 giorni all&rsquo;anno, con ampie differenze sul territorio nazionale. Nei comuni pi&ugrave; grandi la quota sale al 54,3%, mentre nelle aree interne scende a poco pi&ugrave; del 30%. Questa dinamica emerge anche nella Granda: da una parte c&rsquo;&egrave; una rete culturale molto diffusa, dall&rsquo;altra una presenza spesso concentrata in piccoli comuni montani con pochissimi residenti giovani. &Egrave; per questo che la classifica del numero di musei ogni 10mila abitanti tra 0 e 17 anni vede ai primi posti quasi esclusivamente paesi periferici o ultraperiferici.</p>
<p>In testa c&rsquo;&egrave; Bellino, in alta val Varaita, con 3.333 musei ogni 10mila residenti tra 0 e 17 anni, poi Caprauna con 1.666 e Argentera con 1.250. A seguire Elva (1.000), Ostana (909) e Pontechianale (666). Questi numeri possono sembrare sorprendenti, ma si spiegano soprattutto con il ridotto numero di giovani residenti in questi centri montani: dato che si tratta di centri con pochi abitanti basta la presenza di uno o due musei per far crescere il rapporto statistico.</p>
<p>La situazione &egrave; diversa nei centri maggiori della provincia. Considerando solo le citt&agrave; che hanno almeno un museo, in fondo alla classifica si trovano Fossano con 2,5 musei ogni 10 mila abitanti tra 0 e 17 anni, Cuneo con 3,65 e Alba con 4,35. Il dato &egrave; molto diverso da quello dei piccoli centri perch&eacute; il numero di giovani residenti &egrave; decisamente pi&ugrave; alto rispetto a quello dei comuni montani.</p>
<p>A livello di accessibilit&agrave;, alcuni comuni della provincia garantiscono musei aperti almeno 250 giorni all&rsquo;anno. Tra questi ci sono Chiusa Pesio, Garessio e Grinzane Cavour. Nelle citt&agrave; pi&ugrave; grandi, come Cuneo e Alba, il 50% dei musei garantisce aperture superiori ai 250 giorni annui, mentre Bra si ferma al 33%.</p>
<p>Un altro aspetto riguarda il rapporto tra musei e realt&agrave; educative. Secondo i dati di Openpolis, nel Cuneese sono ancora relativamente poche le citt&agrave; in cui sono state avviate partnership strutturate con le scuole. I comuni coinvolti risultano essere Vinadio, Clavesana, Magliano Alfieri, Manta, Mondov&igrave;, Savigliano, Bene Vagienna, Bra, Alba, Prazzo e Chiusa Pesio.</p>]]></description><pubDate>Sat, 16 May 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 24 maggio apre per la prima volta il castello di Piasco, insieme a otto dimore storiche cuneesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/il-24-maggio-apre-per-la-prima-volta-il-castello-di-piasco-insieme-a-otto-dimore-storiche-cuneesi_120128.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/il-24-maggio-apre-per-la-prima-volta-il-castello-di-piasco-insieme-a-otto-dimore-storiche-cuneesi_120128.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120128/146553.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso&rdquo; &egrave; il tema della XVI Giornata Nazionale Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane), l&rsquo;evento annuale che apre al pubblico, in tutta la Penisola, oltre 450 propriet&agrave; tra castelli, giardini storici, ville e palazzi di grande valore storico, artistico e architettonico.</p>
<p>In Piemonte l&rsquo;iniziativa vede il sostegno di Reale Mutua Assicurazioni e il Patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Citt&agrave; Metropolitana di Torino e delle Province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo e Novara. Dopo il successo dello scorso anno, si rinnova la collaborazione con Arenaways.</p>
<p>Nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino saranno visitabili 36 propriet&agrave;: alcune partecipano per la prima volta, altre riaprono al pubblico dopo importanti restauri. La XVI edizione propone un calendario di aperture ed eventi che coinvolge anche Comuni e partner del territorio.</p>
<p>L&rsquo;ingresso in tutte le dimore &egrave; gratuito. In alcuni casi sono proposte a pagamento ulteriori visite di approfondimento e attivit&agrave; complementari; per alcune dimore &egrave; necessaria la prenotazione. Informazioni complete e modalit&agrave; di prenotazione sono disponibili&nbsp;<a href="https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/giornatanazionale2026" target="_blank" rel="nofollow">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un territorio che conserva la memoria e si rinnova</strong></p>
<p>Cinque le dimore piemontesi che aprono per la prima volta in occasione della Giornata Nazionale Adsi.</p>
<p>Nel Cuneese il Castello Porporato di Piasco, elegante dimora immersa nel territorio del Marchesato di Saluzzo. Costruito dalla famiglia Porporato a met&agrave; Seicento, si sviluppa su tre piani con tre ali a &ldquo;C&rdquo; che racchiudono una corte-giardino porticata con 24 colonne doriche, divenute simbolo della residenza, tuttora abitata dai discendenti della famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutti a bordo&hellip; alla scoperta delle dimore del Cuneese</strong></p>
<p>Riconfermata la collaborazione tra Adsi Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta e la compagnia ferroviaria privata piemontese Arenaways.</p>
<p>Domenica 24 maggio, in occasione dell'apertura straordinaria di Palazzo dei Marchesi del Carretto e di Vigna San Carlo a Saluzzo e di Palazzo Muratori Cravetta a Savigliano, sar&agrave; applicato uno sconto del 50% sulle tariffe ordinarie adulti e ragazzi per i passeggeri diretti a Saluzzo o Savigliano. La promozione &egrave; valida acquistando il biglietto sul sito arenaways.it o tramite il call center 0902131588, inserendo il codice ADSI26. Lo sconto &egrave; riservato ai biglietti di corsa singola emessi attraverso i canali indicati e non &egrave; cumulabile con altre riduzioni.</p>
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<p><strong>Una rete museale che valorizza i territori</strong></p>
<p>La Giornata Nazionale di Adsi rappresenta un&rsquo;occasione importante per accendere i riflettori sul valore e sulla ricchezza, spesso in ombra, delle nostre regioni: tessere uniche di un mosaico culturale, storico e paesaggistico che costituisce l&rsquo;identit&agrave; pi&ugrave; autentica del nostro Paese.&nbsp;<em>&ldquo;Essere custodi di una dimora storica significa assumersi ogni giorno la responsabilit&agrave; di conservare e trasmettere un patrimonio che appartiene non solo alle famiglie proprietarie, ma all&rsquo;intera collettivit&agrave;</em> - dichiara Sandor Gosztonyi, presidente Adsi Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta -<em>. In Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta queste residenze costituiscono una rete culturale diffusa che attraversa citt&agrave;, borghi e campagne, contribuendo alla tutela del paesaggio, alla vitalit&agrave; delle comunit&agrave; locali e alla valorizzazione di tradizioni, mestieri e memorie. La Giornata Nazionale Adsi vuole rendere condiviso questo patrimonio, aprendolo ai cittadini e alle nuove generazioni&rdquo;</em>.</p>
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<p><strong>Le dimore storiche come risorsa</strong></p>
<p>Le dimore storiche private rappresentano anche una risorsa economica e culturale diffusa, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree rurali. Oltre ad attrarre turismo di prossimit&agrave; e internazionale, contribuiscono alla conservazione del paesaggio, al mantenimento delle competenze artigiane legate al restauro e alla vitalit&agrave; economica di borghi e territori meno coinvolti dai grandi flussi turistici.</p>
<p>Tutte le informazioni aggiornate e le modalit&agrave; di prenotazione sono disponibili a questa&nbsp;<a href="https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/giornatanazionale2026/" target="_blank" rel="nofollow">pagina</a></p>
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<p><strong>Giornata Nazionale Adsi - 24 maggio 2026</strong><br>Le dimore storiche aperte in Piemonte</p>
<p><strong>Alessandria 7</strong><br>1. Castello di Borgo Adorno - Cantalupo L.<br>2. Castello di Piovera - Alluvioni Piovera<br>3. Castello Sannazzaro - Giarole<br>4. Palazzo Spinola-Millelire - Cassano Sp.<br>5. Palazzo Terzano - Valenza<br>6. Palazzo Tornielli di Crestvolant - Molare<br>7. Tenuta La Marchesa - Novi Ligure</p>
<p><strong>Asti 1</strong><br>1. Castello di Robella</p>
<p><strong>Biella 3</strong><br>1. Castello di Castellengo - Cossato<br>2. Palazzo La Marmora - Biella<br>3. Villa Felice Piacenza - Pollone</p>
<p><strong>Cuneo 9</strong><br>1. Castello della Margarita<br>2. Castello di Sanfr&eacute;<br>3. Castello Porporato - Piasco<br>4. Palazzo del Carretto - Saluzzo<br>5. Palazzo Muratori Cravetta - Savigliano<br>6. Tenuta Berroni - Racconigi<br>7. Vigna San Carlo - Saluzzo<br>8. Villa Corinna - Villanova Mondov&igrave;<br>9. Villa Oldofredi Tadini - Cuneo</p>
<p><strong>Novara 4</strong><br>1. Casa Bettoja - S.Maurizio d'Opaglio<br>2. Casa Cobianchi - Boca<br>3. Podere ai Valloni - Boca<br>4. Villa Motta - Orta S.Giulio</p>
<p><strong>Torino 12</strong><br>1. Cappella di S. Giovanni Battista e Villa Le Peschiere - Pinerolo<br>2. Casa Lajolo - Piossasco<br>3. Cascina Losetta e Villa Colombretto - Pinerolo<br>4. Castello di Castellamonte<br>5. Castello di Marchier&ugrave; - Villafranca P.te<br>6. Castello di Pavarolo<br>7. Castello di Villar Dora<br>8. Parco del Castello di San Salv&agrave; e Cascine Pallavicini - Santena<br>9. Palazzotto Juva - Volvera<br>10. Villa Bona - Carignano<br>11. Villa Malfatti - S.Giorgio Canavese<br>12. Villa Pastrone - Groscavallo</p>
<p>Visite gratuite in tutte le dimore, con modalit&agrave; differenti: alcune su prenotazione, altre ad accesso libero. In alcune sono disponibili a pagamento ulteriori attivit&agrave;, degustazioni o percorsi di visita.</p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 10:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Multe, fustigazioni, torture, impiccagioni: il destino di chi delinqueva nella Cuneo del Medioevo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/multe-fustigazioni-torture-impiccagioni-il-destino-di-chi-delinqueva-nella-cuneo-del-medioevo_119923.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/multe-fustigazioni-torture-impiccagioni-il-destino-di-chi-delinqueva-nella-cuneo-del-medioevo_119923.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119923/146194.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sa chi legge da cosa deriva il motto &ldquo;andar di culo&rdquo;?&nbsp;Deriva da una pena medievale inflitta a chi? Ai falliti.&nbsp;Gi&agrave;, il fallimento era assai mal visto al punto da essere punito, non essendo possibile farlo economicamente perch&eacute; i falliti non avevano pi&ugrave; soldi, mandando il fallito ad &ldquo;andar di culo&rdquo;.</p>
<p>Venivano legati mani e piedi, appesi a una corda, tirati su in alto e poi lasciati cadere, in modo che sbattessero a terra violentemente il sedere. Doveva essere terribile, e per di pi&ugrave; la gente che assisteva alla pena se la rideva a crepapelle. &Egrave; facile immaginare che qualcuno non si alzava pi&ugrave; o rimaneva per sempre invalido.&nbsp;Le pene poi diventavano ancor pi&ugrave; crudeli per i responsabili di furto e qui, come si vedr&agrave; a breve, valeva la bont&agrave; d&rsquo;animo del tempo. Con i responsabili di furto non si scherzava, ma in modo pressoch&eacute; uniforme in tutto il territorio cuneese le pene erano in ordine progressivo: la multa, la fustigazione (in Cuneo dalla porta Caranta alla porta del Borgo), il marchio in fronte col ferro rovente, il taglio di un orecchio, il taglio di una mano o di un piede. E qui vien fuori lo spirito umanitario del tempo, perch&eacute; al condannato era lasciata la scelta: o il piede o la mano.</p>
<p>Ai ladri colpevoli di furti pi&ugrave; gravi o recidivi era data la morte per impiccagione o annegamento. In Beinette si andava dalla multa (se il reo non pagava veniva fustigato) alla mutilazione di una mano o di un piede (sempre a scelta); se il furto era eseguito di notte, la multa era doppia e si procedeva sempre alla mutilazione; la condanna a morte era certa se il valore del furto era superiore a lire 100.&nbsp;Il ladro, se per tre volte recidivo, poteva anche essere sottoposto a tortura (Boves) al pari dei sospettati di lesa maest&agrave; o tradimento.&nbsp;Agli omicidi, tutto sommato, andava meglio perch&eacute; venivano semplicemente impiccati, decapitati o annegati. In taluni luoghi, per&ograve;, si faceva uso della &ldquo;gabbia&rdquo; in ferro in cui il reo veniva chiuso e appeso alle mura e qui lasciato morire di fame. Veniva poi lasciato per giorni e giorni fino a imputridire.&nbsp;In molti statuti &egrave; contenuta un&rsquo;ulteriore precisazione. Nel caso di condanna in contumacia, il latitante non aveva comunque scampo: chiunque l&rsquo;avesse incontrato poteva ucciderlo senza incorrere in alcuna pena.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;impiccagione era il tipo di esecuzione pi&ugrave; usato, perch&eacute; il condannato veniva appeso in luoghi pubblici e ben visibili e vi veniva lasciato per giorni, monito per tutti. Basti ricordare quanto accaduto a Arcembaldo d&rsquo;Abzat e ai suoi uomini. Arcembaldo era un guascone e comandante di una compagnia di ventura. Furono moltissime le compagnie di ventura chiamate dai nobili locali per difendere i loro interessi e spesso, dopo aver svolto l&rsquo;incarico, tali compagnie si fermavano causando gravi danni alle popolazioni. Arcembaldo si insedi&ograve; in Centallo, e di l&igrave; scorrazz&ograve; nel 1457-8 nelle nostre terre. Fu un vero flagello pari alla peste. La sua fine &egrave;, per&ograve;, assai significativa della mentalit&agrave; del tempo. Non solo, quando Ludovico di Savoia lo prese, lo fece decapitare. E fin qui sarebbe normale. Il fatto &egrave; che, non contento, lo fece squartare e tagliare in tanti pezzi quanti erano i borghi vittime delle sue violenze, e a ognuno ne invi&ograve; un pezzo perch&eacute; venisse opportunamente esposto. Infine, per soddisfare il desiderio di giustizia e vendetta delle popolazioni oppresse, pi&ugrave; di cento banditi furono inviati in ognuno di quei borghi e citt&agrave; e l&agrave; appesi per il collo, affinch&eacute; ne rimanesse indelebile memoria nei luoghi in cui il bandito e i suoi scherani avevano lasciato il triste ricordo di s&eacute;.&nbsp;</p>
<p>Quelli erano i tempi. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 11 May 2026 16:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Torna Castelli Aperti: tutti gli appuntamenti in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/torna-castelli-aperti-tutti-gli-appuntamenti-in-provincia-di-cuneo_119821.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/torna-castelli-aperti-tutti-gli-appuntamenti-in-provincia-di-cuneo_119821.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119821/146038.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Torna nel 2026 la &ldquo;Giornata dei Castelli Aperti&rdquo;, l&rsquo;appuntamento dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e architettonico che coinvolger&agrave;, in un&rsquo;unica grande apertura straordinaria, oltre 60 dimore storiche tra castelli, palazzi, torri, musei, ville e residenze d&rsquo;epoca su tutto il territorio piemontese.<br>&nbsp;<br>L&rsquo;iniziativa, patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Cuneo offrir&agrave; ai visitatori l&rsquo;opportunit&agrave; di accedere anche a luoghi normalmente non aperti al pubblico o visitabili solo in occasioni speciali, attraverso itinerari culturali, visite guidate, mostre, rievocazioni storiche ed eventi pensati per raccontare secoli di storia, tradizioni e identit&agrave; territoriali.<br>&nbsp;<br>La manifestazione rappresenta un&rsquo;importante occasione di promozione turistica e culturale, capace di coinvolgere famiglie, appassionati di storia, turisti e comunit&agrave; locali in un&rsquo;esperienza diffusa che mette al centro il valore della memoria e della tutela del patrimonio.<br>&nbsp;<br>La &ldquo;Giornata dei Castelli Aperti 2026&rdquo; si conferma cos&igrave; uno degli eventi pi&ugrave; attesi dedicati alle dimore storiche piemontesi, grazie a una rete sempre pi&ugrave; ampia di enti, associazioni e proprietari che condividono l&rsquo;obiettivo di rendere accessibile e vivo un patrimonio unico.</p>
<h2>In provincia di Cuneo</h2>
<p>Gli amanti dei castelli possono spingersi nella zona delle Langhe dove sar&agrave; aperto dalle 10.30 alle 19.00 il Castello Falletti di Barolo. Domenca 17 maggio il visitatore potr&agrave; scoprire il WiLa &ndash; Wine Labels Collection, con un allestimento completamente rinnovato. Il nuovo percorso espositivo custodisce il Fondo Cesare e Maria Baroni Urbani, una raccolta di oltre 285.000 etichette provenienti da 105 Paesi, considerata tra le pi&ugrave; importanti a livello internazionale. La riapertura sar&agrave; accompagnata dalla mostra temporanea &ldquo;Il vestito di Artemisia&rdquo;, dedicata al Vermouth e al suo universo culturale e botanico. Poco distante, il Castello di Serralunga d'Alba, uno degli esempi meglio conservati di castello nobiliare trecentesco del Piemonte, sar&agrave; aperto con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. A Roddi, il castello, magnifico esempio di architettura fortificata medievale apre con visite guidate nei seguenti orari: 10.30; 11.30; 12.30; 14.30; 15.30; 16.30; 17.30 (ingresso intero 6 euro).</p>
<p>Domenica 17 maggio, sempre nelle Langhe, a Monforte d&rsquo;Alba, apertura eccezionale del castello di Perno che fu costruito in epoca medievale dalla famiglia Falletti, come fortilizio difensivo, e successivamente trasformato, tra il XVII e il XVIII secolo, in dimora residenziale. Alla fine degli anni Settanta del secolo scorso il Castello fu acquistato dalla casa editrice Giulio Einaudi che ne fece la propria sede secondaria, gemella di quella di Via Biancamano a Torino, e residenza di lavoro per i propri scrittori (tra i quali Primo Levi, cui &egrave; stata recentemente dedicata la piazzetta sotto le mura a Perno). La visita &egrave; guidata e su prenotazione alle 14.30.</p>
<p>In Alta Langa il Borgo e la Torre Medievale di Priero organizzano tour guidati su prenotazione dalle 10.00 alle 18.00. A Mombasiglio &egrave; aperto il Museo Generale Bonaparte sito nel castello. Il museo propone un allestimento che consente di rileggere la storia locale in modo alternativo, attraverso gli occhi del noto pittore Giuseppe Pietro Bagetti che segu&igrave; la Prima Campagna d'Italia di Napoleone. La collezione include pregevoli uniformi, collezioni di soldatini in piombo, plastici di battaglie e una serie di quarantaquattro stampe tratte dagli altrettanti acquarelli del pittore torinese. (aperto dalle 10 alle 18)<br>&nbsp;<br>Nel Roero, il castello di Govone festeggia il mese di maggio con la manifestazione &ldquo;Regalmente rosa&rdquo;. Il castello e la Chiesa dello Spirito Santo (cappella reale) saranno aperti alle visite dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18. Sar&agrave; anche possibile visitare il Roseto di Re Carlo Felice. Compresa nell&rsquo;ingresso al castello &egrave; visitabile la mostra Kind Dragons in Enchanted Worlds dell&rsquo;artista Isabella Mandelli, Inoltre, a partire dalle ore 17:30 nel Salone delle Feste del Castello si esibir&agrave; il &ldquo;The Rite Duo &ndash; Marco Rinaudo &amp; Stefano Visintainer&rdquo; un ensemble pianistico a quattro mani. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata via mail a prenotazioni@castellorealedigovone.it indicando il numero dei partecipanti.</p>
<p>Sempre nel Roero interessante la visita al castello degli Alfieri di Magliano che ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari &ndash; Cultura del Gesso, che documenta la tecnica di decorazione dei soffitti delle case contadine e il Teatro del Paesaggio, dedicato al territorio di Langhe e Roero. (Aperto con orario 10.30-18.00 (Informazioni e prenotazioni: 0173 386697; castellomagliano@barolofoundation.it. Ingresso: intero 5&euro; (un museo); intero 7&euro; (due musei).</p>
<p>A Corneliano d&rsquo;Alba &egrave; aperta la torre di origine medievale dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30 (ultima salita ore 17.00). In occasione della Giornata dei Castelli Aperti si svolger&agrave; una rievocazione storica con la Compagnia dell&rsquo;Artiglio del Drago che coinvolger&agrave; attivamente i partecipanti con giochi e vestizioni medievali. Prenotazione obbligatoria per i gruppi: Tel. 338/9654524 - 339/6541344. Ingresso: Gratuito. In caso di maltempo evento annullato.<br>&nbsp;<br>Nel cuneese imperdibile a Busca le visite al castello del Roccolo dalle 14.30 alle 19.00.</p>
<p>Nel saluzzese, il castello della Manta propone delle visite guidate speciali in luoghi insoliti del Castello. L&rsquo;appuntamento permette la conoscenza e l'approfondimento sui fiori di stagione presenti negli spazi verdi del castello, guidati da esperti. L'itinerario si completa con la visita guidata del Castello e della Chiesa castellana. Possibilit&agrave; di consumare il picnic del Castello o un aperitivo nel giardino. Il cestino picnic &egrave; da prenotare all'indirizzo mail faimanta@fondoambiente.it a seguito della prenotazione online dei biglietti. Ingresso esclusivo con visita speciale alle ore 11:30; 14:45; 16:00.<br>&nbsp;<br>A Fossano, il castello dei Principi d&rsquo;Acaja apre con tour guidati alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. La visita conduce i visitatori partendo dal grande porticato loggiato fino alle gallerie del passo di ronda e consente la scoperta della maestosa costruzione in cotto, costruita nel XIV secolo, che domina il centro storico ed &egrave; diventata il simbolo di Fossano. Il visitatore, partendo dal cortile e attraversando le ampie sale, dal 1985 occupate dalla Biblioteca Civica, arriva alla Sala delle Grottesche, affrescata da Giovanni Caracca; la visita terminer&agrave; con la salita ad una torre panoramica. Consigliata la prenotazione. Ingresso intero 5&euro;.<br>&nbsp;<br>Anche i musei visitabili sono numerosi. A Cherasco, le antiche sale di Palazzo Salmatoris ospitano la mostra &ldquo;Caty Torta: tra arte e scienza&rdquo; visitabile gratuitamente dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ad Alba, il MUDI &ndash; Museo Diocesano della Cattedrale &egrave; aperto dalle 14.30 alle 18.30. A Dronero, in Valle Maira, il Museo Mall&eacute; apre dalle 15.00 alle 19.00 (ingresso gratuito).&nbsp;La citt&agrave; Bra apre tutti i suoi musei: con un biglietto di 10 euro si possono visitare il Museo Civico di Storia Naturale Craveri, il Museo Civico di Palazzo Traversa, e il Museo del Giocattolo. Sempre a Bra visite ad ingresso gratuito alla Zizzola con orario 10.00-18.00.</p>
<p>A Savigliano, il Museo Civico A. Olmo e la Gipsoteca D. Calandra apre con orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Il museo ha sede nell&rsquo;antico convento di S. Francesco. Conserva reperti archeologici e raccolte di opere d&rsquo;arte dal XV al XX secolo. Alcune sale molto suggestive ricostruiscono l&rsquo;antica Farmacia dell&rsquo;Ospedale SS. Annunziata. La Gipsoteca Davide Calandra espone calchi, bozzetti, modelli in gesso e terracotta dello scultore torinese, autore del Fregio dell&rsquo;Aula di Montecitorio a Roma.</p>
<p>Sempre a Savigliano, in occasione della Giornata di Castelli Aperti e della manifestazione &ldquo;Quintessenza&rdquo;, visite guidate della citt&agrave; (compresa la Torre Civica e Palazzo Muratori Cravetta) alle ore 15.00. Ingresso: Intero 2&euro;. Prenotazioni obbligatorie a ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it.</p>
<p>Per chi desidera scoprire una citt&agrave; ricca di storia e cultura attraverso i suoi beni pi&ugrave; rappresentativi, Saluzzo apre con ingressi ridotti Casa Cavassa (10.00-13.00 e 14.00-19.00. 3,5 euro), la Casa Natale di Silvio Pellico (14.00 - 19:00, 2,5 euro), La Castiglia (10.00-13.00 e 14.00-19.00. 6 euro) e la Torre Civica e Pinacoteca Olivero (10.00-13.00 e 14.00-19.00, 2,5 euro). Aperta anche Villa Belvedere con orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso intero 5&euro;.<br>&nbsp;<br>Infine, per gli amanti dei borghi storici, si consiglia la scoperta di un delizioso borgo delle Valli Monregalesi, Pamparato che propone visite guidate su prenotazione, turno unico ore 15.30.&nbsp;In occasione della "Giornata di Castelli Aperti" nella suggestiva cornice del castello, sar&agrave; aperto il laboratorio del maestro artigiano del legno, con affascinanti dimostrazioni dal vivo delle sue creazioni e delle antiche tecniche di lavorazione. Un&rsquo;esperienza coinvolgente tra tradizione, manualit&agrave; e creativit&agrave;, per lasciarsi conquistare dal fascino autentico dell&rsquo;arte del legno.</p>]]></description><pubDate>Sun, 10 May 2026 06:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riapertura stagionale del Castello del Roccolo di Busca: visite guidate e aperture straordinarie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/riapertura-stagionale-del-castello-del-roccolo-di-busca-visite-guidate-e-aperture-straordinarie_119294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/riapertura-stagionale-del-castello-del-roccolo-di-busca-visite-guidate-e-aperture-straordinarie_119294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119294/145214.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domenica 3 maggio, dalle ore 14.30 alle 19, il Castello e il Parco del Roccolo di Busca riapriranno ai visitatori dopo la pausa invernale. L'apertura sar&agrave; accompagnata da un ricco calendario di visite guidate, disponibili ogni prima e terza domenica del mese fino ad ottobre.</p>
<p>Durante la stagione sono previste anche aperture straordinarie. La prima si terr&agrave; sabato 9 maggio alle ore 15, con una visita tematica in occasione del 160&deg; anniversario dalla scomparsa di Massimo d'Azeglio. Il percorso condurr&agrave; tra i saloni del castello, la cappella e le terrazze del parco, rievocando storie e rapporti della famiglia d'Azeglio. Per partecipare alla visita guidata, &egrave; obbligatoria la prenotazione via email (<a href="mailto:info@castellodelroccolo.it" target="_blank">info@castellodelroccolo.it</a>).</p>
<p>I visitatori sono invitati a consultare il <a href="https://www.castellodelroccolo.it" target="_blank">sito</a> per seguire il calendario, costantemente aggiornato, e reperire tutte le informazioni necessarie sulle attivit&agrave;.</p>
<p>Il Castello del Roccolo deve il suo nome ai "roccoli", le reti per la cattura di uccelli di piccola taglia, ed &egrave; stato edificato a partire dal 1831 su impulso del Marchese Roberto Taparelli d'Azeglio, fratello di Massimo d'Azeglio, e dalla consorte Costanza Alfieri di Sostegno. Immerso nelle colline di Busca, il maniero rappresenta un importante esempio di architettura neomedievale nel territorio del Marchesato di Saluzzo. Dotato di una scenografica torre a merli ghibellini, di scuderie medievali e corti con elementi moreschi, la dimora sorprende con interni decorati, vetri colorati e una cappella che conserva stalli del coro del XVI secolo. Il castello &egrave; circondato da un ampio parco con un giardino romantico sul retro e un&rsquo;area di terrazze a ispirazione classica sul fronte.</p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[A Demonte debutta il nuovo concorso letterario di poesia “Charlotte cammina sulle montagne”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/a-demonte-debutta-il-nuovo-concorso-letterario-di-poesiacharlotte-cammina-sulle-montagne_118813.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/a-demonte-debutta-il-nuovo-concorso-letterario-di-poesiacharlotte-cammina-sulle-montagne_118813.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118813/144341.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Sta per debuttare la prima edizione del concorso letterario di poesia &ldquo;Charlotte cammina sulle montagne&rdquo;, creato dal Miramonti LIve e promosso a Demonte.</div>
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<div>Dedicata alla memoria dell&rsquo;avvocato Francesco Arata, l&rsquo;iniziativa nasce con l&rsquo;obiettivo di offrire uno spazio autentico di espressione, invitando autrici e autori a condividere emozioni, pensieri e vissuti spesso inespressi. Il concorso &egrave; aperto a tutti i maggiorenni e la partecipazione &egrave; gratuita.</div>
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<div>Le opere, rigorosamente inedite e in lingua italiana, dovranno essere inviate entro il 24 maggio, contestualmente alla scheda di partecipazione allegata.</div>
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<div>Le caratteristiche formali prevedono una lunghezza massima di 20 versi, formato A4, interlinea singola, carattere Arial, corpo 14. 5. Ogni candidato potr&agrave; presentare solo due poesie per sezione scritte in lingua italiana, partecipando a non oltre due di loro:</div>
<div><strong>- sezione A: Premio &ldquo;Charlotte cammina sulle montagne&rdquo;</strong> alla poesia che tratti con particolare efficacia i temi legati alle &ldquo;Emozioni mai espresse&rdquo;. Riconoscimento: 200 euro e diploma di merito;</div>
<div><strong>- sezione B: Premio &ldquo;Giuria&rdquo;</strong> allo scritto che si distingue per originalit&agrave; e qualit&agrave; espressiva. Riconoscimento: 100 euro e diploma di merito;<br><strong>- sezione C: Premio &ldquo;Miramonti&rdquo;</strong> alla lirica che trasmette il "Pensiero emotivo", ossia un legame tra empatia, riflessione e sentimenti profondi, fungenti da toccasana per la mente e il cuore. Riconoscimento: buono per due consumazioni presso il Bar Miramonti, cesto di prodotti tipici e diploma di merito;</div>
<div><strong>- sezione D: Premio &ldquo;Arte poetica&rdquo; </strong>al componimento che fonde scrittura e immagine, radicandosi nella musicalit&agrave; della parola. Riconoscimento: cesto di prodotti tipici e diploma di merito;</div>
<div><strong>- sezione E: Premio "Under 30&rdquo; </strong>alla poesia che coglie e descrive l'emozione legata alla bellezza della natura. Riconoscimento: 50 euro e diploma di merito.</div>
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<div>Tutti i partecipanti dovranno aver raggiunto la maggiore et&agrave;. Il premio &ldquo;Under 30&rdquo; si riferisce dai 18 ai 30 anni.</div>
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<div>Gli scritti in concorso devono essere inviati in formato PDF al seguente indirizzo e-mail: miramonti.live@gmail.com specificando la sezione alla quale l&rsquo;autore intende partecipare.</div>
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<div>La cerimonia di premiazione si terr&agrave; sabato 6 giugno, durante una serata conclusiva con cena e musica dal vivo.</div>
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<div>Il regolamento completo del concorso &egrave; consultabile:</div>
<div>&bull; su Instagram alla pagina <a href="https://www.instagram.com/miramonti.live/" target="_blank" rel="nofollow">miramonti.live</a>;</div>
<div>&bull; sul sito dedicato ai bandi letterari: <a href="https://www.concorsi-letterari.it/concorso-letterario.asp?id=2303" target="_blank" rel="nofollow">www.concorsi-letterari.it</a>.</div>
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<div>Eventuali informazioni potranno essere richieste solo tramite mail scrivendo a <a href="mailto:miramonti.live@gmail.com" target="_blank">miramonti.live@gmail.com</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118813/small_144342.jpg"></div>]]></description><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 10:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Oltre 26 mila visitatori per le mostre su Helmut Newton e Ferdinando Scianna a Caraglio e Saluzzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-26-mila-visitatori-per-le-mostre-su-helmut-newton-e-ferdinando-scianna-a-caraglio-e-saluzzo_118598.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-26-mila-visitatori-per-le-mostre-su-helmut-newton-e-ferdinando-scianna-a-caraglio-e-saluzzo_118598.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118598/144001.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche quest&rsquo;anno un importante successo di pubblico ha premiato le grandi mostre fotografiche allestite dallo scorso ottobre al Filatoio di Caraglio e alla Castiglia di Saluzzo, confermando le due sedi espositive come poli della fotografia d&rsquo;autore in Piemonte.</p>
<p>Sono state oltre 26.000 le persone che hanno visitato &ldquo;Helmut Newton. Intrecci&rdquo; e &ldquo;Ferdinando Scianna. La moda, la vita&rdquo;, allestite rispettivamente nello storico setificio seicentesco caragliese e nell&rsquo;antico Castello dei Marchesi saluzzesi. Un traguardo significativo che riconosce la qualit&agrave; delle proposte culturali e la capacit&agrave; di costruire un dialogo efficace tra istituzioni, territori e pubblico. Il valore della progettualit&agrave; condivisa tra la Fondazione Artea, il Comune di Caraglio e il Comune di Saluzzo ha consentito, infatti, di realizzare mostre di alto profilo ed ha permesso di rafforzare l&rsquo;attrattivit&agrave; culturale del territorio, generando un impatto positivo in termini di partecipazione, turismo e coinvolgimento della comunit&agrave;. Un modello di collaborazione, che proseguir&agrave; anche in futuro, a dimostrazione di come il dialogo tra istituzioni possa essere la chiave per sviluppare progettualit&agrave; culturali sempre pi&ugrave; ambiziose.</p>
<p>La mostra &ldquo;Helmut Newton. Intrecci&rdquo; ha proposto un ampio percorso composto da pi&ugrave; di 100 fotografie che hanno raccontato l&rsquo;evoluzione artistica di uno dei protagonisti pi&ugrave; influenti della fotografia del Novecento. Dalle immagini iconiche ai lavori realizzati per i grandi marchi della moda e nel mondo della pubblicit&agrave;, il progetto ha restituito la cifra distintiva dello sguardo di Newton: una visione capace di fondere eleganza e provocazione in scenari dalla forte intensit&agrave; narrativa. Il tema degli &ldquo;intrecci&rdquo; ha guidato l&rsquo;intero percorso, evocando le connessioni tra biografia, committenze e immaginario visivo, ma anche il dialogo con il contesto storico del Filatoio, luogo simbolico della produzione tessile.</p>
<p>Appositamente concepita per il Filatoio di Caraglio, la mostra, realizzata in collaborazione con la Helmut Newton Foundation e il Comune di Caraglio, grazie al contributo della Fondazione CRT, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRC, con il supporto del Museo Lavazza e di Confindustria Cuneo, e con il patrocinio della Provincia di Cuneo, ha permesso di vedere riunite quelle serie fotografiche che raccontano l&rsquo;evoluzione e l&rsquo;affermazione di Newton nel panorama internazionale.</p>
<p>&ldquo;Ferdinando Scianna. La moda, la vita&rdquo;, invece, ha indagato il rapporto tra il fotografo siciliano e il mondo della moda servendosi di oltre 90 opere, emblema dell&rsquo;originalit&agrave; di Scianna: forte della sua formazione fotogiornalistica, con il suo sguardo ha saputo sovvertire i codici tradizionali della fotografia di moda, portandola fuori dagli studi e immergendola nella dimensione viva e quotidiana dei luoghi e delle persone. Dalla collaborazione con Dolce &amp; Gabbana alle immagini realizzate per importanti riviste internazionali, la mostra ha restituito una narrazione in cui moda e vita si sono intrecciate, dando forma a un racconto autentico.</p>
<p>Il progetto Ferdinando Scianna. La moda, la vita &egrave; stato reso possibile, oltre alle collaborazioni con la Fondazione Torino Musei, la GAM di Torino e la Fondazione Arte CRT, anche grazie al supporto del Museo Lavazza, di Confindustria Cuneo, della Fondazione Amleto Bertoni con Terres Monviso, e con il contributo dell&rsquo;ATL del Cuneese e il patrocinio della Provincia di Cuneo.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Prorogata la Mostra di Arte Sacra al Santuario della Madonna degli Angeli di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/prorogata-la-mostra-di-arte-sacra-al-santuario-della-madonna-degli-angeli-di-cuneo_118359.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/prorogata-la-mostra-di-arte-sacra-al-santuario-della-madonna-degli-angeli-di-cuneo_118359.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118359/143553.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La mostra &ldquo;Via Crucis e Arte Sacra&rdquo;, allestita presso il Santuario della Madonna degli Angeli a Cuneo, sar&agrave; visitabile fino a domenica 24 maggio. La proroga &egrave; stata decisa a seguito del notevole afflusso di visitatori e dell'apprezzamento riscosso per la qualit&agrave; e la variet&agrave; delle opere esposte.</p>
<p>Protagoniste principali dell&rsquo;esposizione sono le creazioni di Enzo Tentori di Robilante, che grazie alla tecnologia dell&rsquo;incisione laser su plexiglass propone suggestive scene bibliche. Le immagini, retroilluminate su sfondo nero, emergono con grande intensit&agrave; visiva offrendo ai visitatori un&rsquo;esperienza immersiva in cui la luce riveste un importante ruolo simbolico.</p>
<p>La mostra ospita anche i lavori di artisti locali: dalle sculture in pietra di Carlo Revello di Bombonina, alle quindici stazioni della Via Crucis realizzate con la tecnica delle &ldquo;paperolles&rdquo; da Mario Collino di Busca, noto come &ldquo;Prezzemolo&rdquo;, insieme a Irene Beccaria. L&rsquo;allestimento si distingue per il forte impatto visivo e scenografico.</p>
<p>L&rsquo;esposizione rappresenta un percorso in cui arte, fede e linguaggi contemporanei si incontrano e dialogano, offrendo ai visitatori un&rsquo;occasione di riflessione e scoperta. La mostra &egrave; aperta tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Omicidi e misteri in valle Grana: a Caraglio c'è Giallovalle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/omicidi-e-misteri-in-valle-grana-a-caraglio-c-e-giallovalle_118330.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/omicidi-e-misteri-in-valle-grana-a-caraglio-c-e-giallovalle_118330.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118330/143510.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sar&agrave; la cornice del Filatoio di Caraglio a ospitare, sabato 18 aprile alle ore 17, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio letterario &ldquo;Giallovalle&rdquo;, l&rsquo;iniziativa editoriale di Nerosubianco che unisce il genere giallo al territorio delle valli cuneesi.</p>
<p>Dopo l&rsquo;esordio dello scorso anno dedicato alla valle Maira, il concorso ha acceso i riflettori sulla valle Grana, invitando autori da tutta Italia a cimentarsi con racconti gialli ambientati in luoghi reali e riconoscibili del territorio. La risposta &egrave; stata significativa: oltre cinquanta racconti pervenuti, valutati da una giuria anonima composta da giornalisti, autori e operatori editoriali, che ha selezionato i dieci migliori.</p>
<p>I racconti vincitori sono i protagonisti dell&rsquo;antologia cartacea &ldquo;Giallovalle&rdquo;, pubblicata dalla casa editrice Nerosubianco, capace di accompagnare il lettore in un viaggio tra paesaggi locali, tradizioni e misteri della valle.</p>
<p>Alla base del progetto c&rsquo;&egrave; una visione chiara, come sottolinea <strong>Sabrina Ferrero</strong>, titolare di Nerosubianco e promotrice del concorso: &ldquo;V<em>olevamo promuovere la valorizzazione delle nostre bellissime valli. Abbiamo scelto di farlo attraverso il genere giallo, sempre pi&ugrave; apprezzato dai lettori, ma con la formula del racconto breve, oggi particolarmente efficace perch&eacute; incontra le abitudini di lettura contemporanee, spesso orientate verso testi pi&ugrave; agili rispetto ai romanzi</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi conosce la valle Grana, sfogliando l&rsquo;antologia potr&agrave; riconoscere luoghi, scorci e atmosfere: un&rsquo;esperienza che va oltre la semplice lettura, trasformando spazi conosciuti in cornice di nuove e intriganti storie.</p>
<p>Per chi invece non conosce questo territorio, &ldquo;Giallovalle&rdquo; rappresenta un invito alla scoperta. Le storie, ambientate in contesti reali e ben descritti, accendono la curiosit&agrave; e stimolano il desiderio di vedere dal vivo quei luoghi: un modo originale e coinvolgente per avvicinare il lettore alla valle, trasformando i racconti in un possibile punto di partenza per un&rsquo;esperienza turistica.</p>
<p>La cerimonia di sabato sar&agrave; un&rsquo;occasione per conoscere gli autori e immergersi nelle atmosfere noir della valle Grana raccontate nel libro grazia all&rsquo;interpretazione di alcuni estratti da parte dell&rsquo;attore Luca Occelli. Sar&agrave; inoltre possibile acquistare il volume.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo di Giallovalle &egrave; preciso: valorizzare, anno dopo anno, le valli cuneesi attraverso la letteratura, promuovendone il patrimonio culturale, storico e paesaggistico.&nbsp;Non a caso infatti, oltre alla pubblicazione, i vincitori riceveranno prodotti enogastronomici e manufatti artigianali della valle.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento di sabato si concluder&agrave; con un brindisi alla scrittura. L&rsquo;ingresso &egrave; libero. Per informazioni: <a href="mailto:giallovalle@nerosubianco-cn.com" target="_blank">giallovalle@nerosubianco-cn.com</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118330/small_143511.jpg" alt="Locandina"></p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiude la mostra "La Galleria Borghese": record di presenze con oltre 35.500 visitatori totali]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/chiude-la-mostra-la-galleria-borghese-record-di-presenze-con-oltre-35500-visitatori-totali_118231.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/chiude-la-mostra-la-galleria-borghese-record-di-presenze-con-oltre-35500-visitatori-totali_118231.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118231/143358.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; conclusa domenica 12 aprile 2026 la mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati, inaugurata il 22 novembre 2025 presso il Complesso Monumentale di San Francesco e presentata da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, nell&rsquo;ambito della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell&rsquo;arte. Il progetto espositivo si avvale del Patrocinio del Ministero della Cultura, ed &egrave; stato realizzato con il supporto organizzativo di MondoMostre.</p>
<p>La mostra ha totalizzato 35.530 visitatori, superando le presenze di mostre altrettanto importanti e di successo come I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese, presentata nel 2022.</p>
<p>A conferma dell&rsquo;interesse suscitato dall'esposizione anche la grande partecipazione al programma di attivit&agrave; didattiche e collaterali, che si inseriscono all&rsquo;interno di Laboratorio Cuneo, progetto che si ispira a principi di bellezza e partecipazione, accessibilit&agrave; e sostenibilit&agrave;, con l&rsquo;obiettivo di coinvolgere pubblici diversi nella fruizione di queste iniziative. Sono state realizzate oltre 370 visite guidate gratuite per gruppi, con oltre 8000 partecipanti. Oltre 3.300 studenti di scuole dell&rsquo;infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado hanno partecipato a visite dedicate, per un totale di 155 classi. Si aggiungono 47 attivit&agrave; complementari alla mostra: 9 per bambini e ragazzi (laboratori di cartoni animati, envisioning, visite spettacolo), 14 per adulti (laboratori di disegno, balli rinascimentali, visione profonda, conferenze in mostra, concerti), 18 visite speciali (tematiche, con curatori, 8 marzo), 6 attivit&agrave; fuori mostra (1 conferenza a Gallerie d&rsquo;Italia, 3 incontri per gli studenti al Rond&ograve; sulle professioni in mostra, 2 visite alla collezione d&rsquo;arte della Fondazione CRC).</p>
<p>Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla societ&agrave; contemporanea e ai pubblici pi&ugrave; diversi, con un programma di attivit&agrave; inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa.</p>
<p>Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC, commenta: &ldquo;<em>La grande risposta da parte del pubblico conferma la validit&agrave; del format della mostra, che ha visto crescere ulteriormente il programma di eventi collaterali, con l&rsquo;obiettivo di allargare la partecipazione attraverso momenti di approfondimento artistico e culturale, che diventano occasioni per costruire una comunit&agrave; pi&ugrave; coesa e partecipe. Grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, &egrave; stato possibile portare a Cuneo capolavori provenienti dalla Galleria Borghese, che per quattro mesi hanno trovato casa nel Complesso monumentale di San Francesco: un modello consolidato nelle edizioni finora realizzate e che sono certo potr&agrave; portare nuovi frutti nei prossimi anni</em>&rdquo;.</p>
<p>Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&rsquo;Italia dichiara: &ldquo;<em>Il rinnovato successo della mostra a Cuneo, con i capolavori dalla Galleria Borghese, conferma la forza di una visione condivisa con la Fondazione CRC, capace di tradursi in progetti di valore per il territorio. Il crescente rapporto con uno dei principali azionisti di Intesa Sanpaolo e l&rsquo;interlocuzione costante delle Gallerie d&rsquo;Italia con i grandi musei del Paese aprono la strada a nuove e preziose iniziative di promozione del patrimonio culturale italiano</em>&rdquo;.</p>
<p>Francesca Cappelletti, Direttrice di Galleria Borghese e curatrice della mostra, conclude: &ldquo;Siamo orgogliosi di aver contribuito a un progetto importante come questo, gestito in maniera esemplare sul territorio, con il coinvolgimento di tutta la comunit&agrave; e con risultati eccezionali. Raccontare la storia della Galleria Borghese e rendere vivi e attuali i capolavori che contiene continua a essere una delle nostre aspirazioni</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>La mostra</h2>
<p>A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577&ndash;1633), tra le personalit&agrave; pi&ugrave; significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra ha raccontato la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese &ndash; raramente esposti al pubblico &ndash; il percorso ha restituito la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza. La mostra ha offerto cos&igrave; una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l&rsquo;arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 12:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, il colera e l'impegno delle prostitute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/cuneo-il-colera-e-l-impegno-delle-prostitute_118140.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/cuneo-il-colera-e-l-impegno-delle-prostitute_118140.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118140/143218.jpg" title="L'attuale via Peveragno: all'incrocio con corso Giovanni XXIII sorgeva casa Serra, utilizzata come lazzaretto nel 1835" alt="L'attuale via Peveragno: all'incrocio con corso Giovanni XXIII sorgeva casa Serra, utilizzata come lazzaretto nel 1835" /><br /><p>M&rsquo;&egrave; capitato di rileggere recentemente un <a href="https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-cera-davvero-bordello-prostituzione-selvaggia-e-case-di-tolleranza-a-inizio-900_70866.html" target="_blank">articolo</a> apparso su Cuneodice a febbraio del 2023, che parlava della prostituzione (i bordelli) nella Cuneo dei primi del &lsquo;900. La lettura mi ha ricordato quanto ho scritto nel libro &ldquo;Piumla Basa&rdquo; a proposito del colera del 1835 in Cuneo e dell&rsquo;eccezionale comportamento delle prostitute del tempo. Ancora una volta emerge dal racconto la straordinaria curiosit&agrave; della nostra Cuneo, e, aggiungo, il senso di accoglienza che l&rsquo;ha sempre caratterizzata. Comincio dalla prima parte del racconto, la parte che potrebbe essere anche una delle tante barzellette cuneesi.</p>
<p>Prima, per&ograve;, mi sia consentito un breve accenno al colera, brutta malattia, che si ripet&eacute; per parecchi anni &nbsp;(ben sei volte fino al 1893) e colp&igrave; prevalentemente quelle che eran chiamate &ldquo;classi inferiori&rdquo; (circa il 97-98% della popolazione), a causa delle allucinanti condizioni igieniche in cui erano costrette a vivere nella Cuneo di quei tempi, come nella stragrande maggioranza delle citt&agrave; italiane.</p>
<p>Riporto dal mio libro citato: &ldquo;<em>Al giorno d&rsquo;oggi ci &egrave; quasi impossibile comprendere come la stragrande maggioranza delle persone (il popolo) vivesse a quei tempi e quanto &lsquo;schifose&rsquo; (il termine non &egrave; esagerato) dovessero essere le citt&agrave;. Un&rsquo;inchiesta parlamentare del 1885-1886 rivel&ograve; che in Italia su oltre 8 mila Comuni pi&ugrave; di 6 mila erano ancora privi di rete fognaria, che ben poche case (quelle dei ceti benestanti) disponevano di latrine e che molti Comuni non avevano l&rsquo;acqua potabile (l&rsquo;acqua arrivava in condotte a cielo aperto)</em>&rdquo;. &Egrave; facile immaginare quale fosse la situazione, ancor peggiore, cinquant&rsquo;anni prima. I poveri erano costretti a vivere in stanze malsane (ancora ai primi del '900 migliaia di poveracci in Cuneo vivevano in scantinati, e sempre nei primi anni del Novecento ancora correva nel centro dell&rsquo;attuale via Roma la &ldquo;bealera" di acqua sporca), costretti a vivere in dieci e pi&ugrave; persone in due stanze o in una sola stanza (che faceva da cucina, con camino e camera da letto, tutti insieme in una promiscuit&agrave; assoluta). Non c&rsquo;erano latrine; i pi&ugrave; fortunati vivevano negli ultimi piani di caseggiati con latrine comuni a decine di famiglie. Le strade erano piene di rifiuti di ogni genere: scarti di macellazione e della concia delle pelli, letame degli animali, rifiuti organici ed escrementi di animali e di esseri umani. Non c&rsquo;era l&rsquo;acqua nelle case e la si doveva andare a prendere nei pochi pozzi, spesso alimentati da condotte a cielo aperto in cui poteva cadere di tutto, e il popolo la beveva! Il fetore delle strade sarebbe al giorno d&rsquo;oggi insopportabile. La gente (si parla sempre dei ceti bassi) non aveva possibilit&agrave; di lavarsi. In pi&ugrave; l&rsquo;alimentazione delle &ldquo;classi inferiori&rdquo; era al limite della sopravvivenza.</p>
<p>Ed ecco la prima curiosit&agrave;, proprio cuneese: come combattere il malanno? Ci pensarono, a dire il vero senza alcun successo, il sindaco (il conte Alessandro Ferraris di Celle) e il Consiglio comunale su indicazione di uno spagnolo, &ldquo;don Javier di Pamplona&rdquo;. L&rsquo;uomo, che parlava un italiano accettabile, raccont&ograve; che la malattia era miracolosamente scomparsa da Pamplona grazie alle pecore. Ebbene s&igrave;. Le pecore. Una mandria di pecore merinos era entrata nella citt&agrave; nel pieno dell&rsquo;epidemia e, dopo quel passaggio, la terribile malattia era rapidamente scomparsa. Furono comprate quattrocentosettantuno pecore, che furono fatte girare pi&ugrave; volte per la citt&agrave; e per le frazioni: &ldquo;<em>Mossi a ci&ograve;</em> &ndash; cos&igrave; recita l&rsquo;ordinato della Ragioneria civica &ndash; <em>dalla notizia che il passaggio non previsto di una mandria di merinos presso le mura della citt&agrave; di Pamplona in Spagna, mentre essa era afflitta dalla stessa malattia, aveva prodotto il salutare effetto di questa far scomparire immediatamente</em>&rdquo;. Naturalmente la cura non ebbe l&rsquo;effetto sperato. I poveri, per&ograve;, l&rsquo;apprezzarono.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Il germe morboso o elemento miasmatico o principio volatile o effluvjo colerico, seminio morbifero, fomite choleroso, come avevano preso a chiamarlo i medici a seconda della loro preparazione, continu&ograve; a mietere vittime. Il lazzaretto e l&rsquo;ospedale Santa Croce continuarono a riempirsi di malati, che prendevano il posto di quelli usciti in orizzontale, dopo aver lasciato i loro effluvi morbosi nell&rsquo;aria, sui materassi e sui pavimenti; sulle pareti persino, perch&eacute; c&rsquo;era chi vomitava spruzzando ovunque il fomite choleroso. Diarree tremende, incontenibili e poi lo &lsquo;stato algido&rsquo;, il male al cuore e la respirazione affannosa, mentre non si riusciva pi&ugrave; a urinare e riprendevano le diarree sempre pi&ugrave; acquose; la sete, infine, insaziabile e la morte in pochi giorni</em>&rdquo;. Questo era il colera.</p>
<p>Solo ancor un piccolo accenno alle prostitute. V&rsquo;erano gi&agrave; allora le case chiuse, ma molte lavoravano anche per strada. Ovviamente, salvo quando davano soddisfazione ai clienti, erano disprezzate e mal viste, spesso ritenute contagiose e accusate anche di essere untrici (come ai tempi della peste). Ebbene cosa accadde? &Egrave; la moglie di Roberto d&rsquo;Azeglio (fratello di Massimo) ad averci ricordato quanto accaduto in una lettera inviata al figlio Emanuele (lettere riportate nel libro &ldquo;Il giornale degli anni memorabili&rdquo; edito da Cino del Duca Editore nel 1960).&nbsp;</p>
<p>Segue il brano tratto dal libro Piumla Basa. &ldquo;&lsquo;<em>Conosco una&hellip;&rsquo;, disse una giovane suora al Vescovo (Amedeo Bruno di Samone, il primo vescovo di Cuneo), e il viso si fece rosso, si fece forza: &lsquo;Una della casa&rsquo;, respir&ograve; profondamente, &lsquo;di una casa chiusa&rsquo;. Amedeo sollev&ograve; sorpreso un sopracciglio. &lsquo;Continua&rsquo;, disse. &lsquo;&Egrave; venuta a curare il fratello in ospedale. Lui &egrave; morto, ma lei &egrave; voluta rimanere a curare gli altri&rsquo;. &lsquo;Bene&rsquo; disse in un sospiro Amedeo, &lsquo;cos&igrave; potr&agrave; fare ammenda dei suoi peccati. E con questo?&rsquo;. &lsquo;&Egrave; che non &egrave; la sola. Dice che altre&rsquo;. &lsquo;Donne da strapazzo&rsquo; sussurr&ograve; il vescovo. La giovane suora lo fiss&ograve; smarrita. Sospir&ograve;, riprese coraggio: &lsquo;Quella che ho conosciuto era pi&ugrave; brava degli infermieri e di noi suore&rdquo;. &lsquo;Far di prostitute delle infermiere. Questo sei venuta a propormi?&rsquo;, chiese, mostrando un pizzico di irritazione, il Vescovo. Solo un pizzico, per&ograve;. &lsquo;Chi meglio di loro &ndash; pens&ograve; il prelato &ndash; chi meglio di loro abituate a vederne di tutti i colori, a maneggiar uomini&rsquo;, al pensiero Amedeo alz&ograve; gli occhi al cielo, &lsquo;pu&ograve; sopportare tanto orrore?&rsquo;. &lsquo;Sono brave&rsquo;, Amedeo ud&igrave; la voce della giovane. &lsquo;E cos&igrave;&rsquo;, disse, &lsquo;si guadagneranno anche il Paradiso</em>&rsquo;&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>E cos&igrave; fu. Amedeo Bruno incaric&ograve; un prete, che sapeva frequentatore delle case chiuse, di prendere contatto con le tenutarie e di far loro la proposta, che poteva sembrar folle, ma folle non era. &nbsp;&ldquo;<em>Cui &lsquo;d Cuni</em>&rdquo;, disse qualche tempo dopo una dama in tono ironico e sprezzante in casa d&rsquo;Azeglio. Costanza, moglie di Roberto d&rsquo;Azeglio la fiss&ograve; con disprezzo. &ldquo;<em>Mi riferisco alle pecore</em>&rdquo;, aggiunse la dama chinando il capo per farsi perdonare. Anche Costanza aveva riso delle pecore, ma aveva apprezzato la scelta del Vescovo e, al contrario della sua ospite, ammirava le poverette. &ldquo;<em>Le prostitute</em>&rdquo;, rispose, &ldquo;<em>si sono dimostrate le infermiere pi&ugrave; attente e pi&ugrave; devote. Non &egrave; mai stato possibile rimproverarle e, evidentemente, per la salute delle loro anime il buon Dio ricava profitto anche dal colera</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Quando la terribile epidemia cess&ograve;, in ringraziamento per l&rsquo;opera che avevano svolto durante l&rsquo;epidemia di colera, re Carlo Alberto concesse al vescovo e al sindaco di Cuneo l&rsquo;onorificenza di Commendatore dell&rsquo;Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro. Nessuna onorificenza fu riconosciuta alle prostitute.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Le opere della cuneese Virna Brunetto debuttano al New York ArtExpo 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/le-opere-della-cuneese-virna-brunetto-debuttano-al-new-york-artexpo-2026_118056.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/le-opere-della-cuneese-virna-brunetto-debuttano-al-new-york-artexpo-2026_118056.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118056/143096.jpg" title="Virna Brunetto" alt="Virna Brunetto" /><br /><p>Il percorso internazionale di Virna Brunetto raggiunge una nuova e prestigiosa tappa. Dopo il successo consolidato nelle capitali dell&rsquo;arte europea e asiatica, l&rsquo;artista italiana approda a New York, selezionata per partecipare alla storica ArtExpo, l&rsquo;evento che dal 1978 definisce le tendenze del mercato dell'arte mondiale.</p>
<p>Il debutto newyorkese nasce da un riconoscimento di altissimo profilo: l&rsquo;autrice &egrave; stata infatti selezionata per gli U.S.A. direttamente durante la sua quarta esposizione consecutiva al Salon d&rsquo;Automne di Parigi del 2025</p>
<p><strong>Il prestigio di ArtExpo: dove la storia incontra l&rsquo;innovazione</strong></p>
<p>Fondata nel 1978, ArtExpo New York &egrave; un&rsquo;istituzione che ha ospitato icone del calibro di Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Keith Haring e Leroy Neiman. Entrare a far parte di questo contesto significa venire inseriti in una narrazione artistica che ha fatto la storia del XX e XXI secolo. Ad aprile, New York diventa il baricentro del mondo creativo: l'intera citt&agrave; si ferma e si rivolge a questo evento, considerato la fiera d'arte moderna e contemporanea pi&ugrave; grande al mondo, capace di attrarre migliaia di collezionisti, critici e galleristi da ogni continente.</p>
<p><strong>Un successo globale: da Parigi a Tokyo alla &ldquo;Grande Mela&rdquo;</strong></p>
<p>Questa nuova conferma americana corona una straordinaria visibilit&agrave; di respiro nuovamente internazionale. La produzione multidisciplinare di Virna, incentrata sulla ricerca de &ldquo;Il Reale nell&rsquo;Irrealt&agrave; del Vero&rdquo;, &egrave; passata e passa in queste mostre prestigiose: dalla sperimentazione visiva parigina del Salon, nelle sezioni fotografia, incisione, architettura unica selezionata a livello mondo nel 2024 cui fu dedicata area apposita e redazionale in catalogo - &nbsp;intervallando fotografie concettuali per Tokyo, fino all'egida pittorica usata per la travolgente New York ove verr&agrave; esposta una nuova opera chiamata Fides-Fede prima opera relativa alla serie Memento del 2026. Il percorso di Virna Brunetto dunque si conferma come una delle realt&agrave; pi&ugrave; interessanti e dinamiche dell'arte contemporanea.</p>
<p>Ticket mostra disponibili&nbsp;<a href="https://rwag.ticketspice.com/artexpo-new-york-2026?t=aeny26-rwag-web-org-link" target="_blank" rel="nofollow">qui</a>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Busca, da maggio a ottobre tornano le escursioni guidate ai suggestivi canyon di alabastro rosa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/busca-da-maggio-a-ottobre-tornano-le-escursioni-guidate-ai-suggestivi-canyon-di-alabastro-rosa_117418.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/busca-da-maggio-a-ottobre-tornano-le-escursioni-guidate-ai-suggestivi-canyon-di-alabastro-rosa_117418.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117418/142243.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Da maggio a ottobre un nuovo ciclo di escursioni guider&agrave; gli appassionati alla scoperta delle cave di Alabastro situate sulla collina dell'Eremo di Belmonte.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;iniziativa, giunta al terzo anno, &egrave; organizzata dall&rsquo;ecomuseo buschese, un progetto realizzato dall&rsquo;Associazione Ingenium e dal Comune di Busca insieme a numerose realt&agrave; cittadine, che invita abitanti e turisti a scoprire e riscoprire il territorio buschese con lo slogan: &ldquo;La citt&agrave; che non vedi &egrave; sotto ai tuoi occhi&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le escursioni, condotte da accompagnatori naturalistici, si svolgeranno ogni seconda domenica del mese, con due partenze: una al mattino alle 9:30 e una nel pomeriggio alle 15:00.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione &egrave; su prenotazione. Per iscriversi, &egrave; possibile scrivere a info@turismobusca.it o contattare il numero 353-4694406 durante l&rsquo;orario di apertura dell&rsquo;Infopoint, il venerd&igrave; dalle ore 10.00 alle 12.00. Il costo &egrave; di 10 euro, gratuito per i bambini fino a 6 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto di ritrovo &egrave; previsto davanti a Casa Francotto (vicino al Municipio di Busca). Da l&igrave; si raggiunger&agrave; in auto il Parco Francotto per poi proseguire a piedi fino alle cave. L&rsquo;attivit&agrave; &egrave; di difficolt&agrave; T (= turistica) e sono richiesti scarponi da trekking, abbigliamento adeguato, bastoncini e acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti avranno il seguente calendario: 10 maggio - 14 giugno - 12 luglio - 9 agosto - 13 settembre - 11 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Storia e curiosit&agrave;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La collina di Busca, sia dal punto di vista geologico che ambientale ha tanto da dire e dare al turismo ambientale di qualit&agrave; che si sta sviluppando ultimamente, con i risvolti scientifici e storici connessi, che sono quanto mai interessanti. Per quanto riguarda questi ultimi aspetti, le cave di alabastro di Busca, come hanno avuto modo di spiegare i due ricercatori dell&rsquo;universit&agrave; di Torino in diversi incontri divulgativi, rappresentano un &ldquo;scrigno&rdquo; in quanto antichissime grotte, formatesi almeno 350.000 anni fa (a tanto si ferma per ora la datazione in base alle ricerche fin qui concesse dai fondi a disposizione), venute in parte a cielo aperto in seguito all&rsquo;erosione della collina sovrastante.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di cinque gole di lunghezza variabile, fino a oltre un centinaio di metri, profonde anche una trentina, che si trovano sulla collina dell&rsquo;Eremo, versante orientale, a quota 650 metri, particolarmente suggestive, dai variegati colori che muovono dal rosa scuro al verde muschio, anche a seconda di come vi incide la luce nelle varie ore del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;alabastro di Busca &egrave; una roccia calcarea, composta essenzialmente da calcite che si &egrave; deposta sotto forma di stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni che, se sottoposte a tecniche sofisticate, permettono di determinare il clima presente nell&rsquo;area a partire da glaciazioni molto pi&ugrave; antiche dell&rsquo;ultima, alla quale risale per esempio l&rsquo;unica altra area sede di ricerca scientifica di paleoclima del Piemonte, Rio Martino di Crissolo, dove i sedimenti fin qui analizzati si fermerebbero a 10.000 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista storico, ed in particolare della storia dell&rsquo;arte, inoltre, l&rsquo;impiego dell&rsquo;Alabastro di Busca &egrave; stato diffuso in chiese e case nobiliari dalla met&agrave; del Settecento fino alla met&agrave; del secolo scorso in tutto il Piemonte ed anche in Francia in tante opere di pregio. La pi&ugrave; recente e curiosa presenza dell&rsquo;Alabastro di Busca &egrave; stata rinvenuta nella composizione di un caminetto attribuito alla casa di Napoleone ad Ajaccio. Quanto fosse ritenuto prezioso in quelle epoche &egrave; testimoniato anche dal fatto che in diverse chiese esso venisse imitato con dipinti, come nella parrocchia Maria Vergine Assunta e nella chiesa della Santissima Trinit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 16:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Oltre 2 mila persone agli incontri del "Ponte del Dialogo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-2-mila-persone-agli-incontri-del-ponte-del-dialogo_117159.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-2-mila-persone-agli-incontri-del-ponte-del-dialogo_117159.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117159/141860.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sedici incontri, sei appuntamenti per i pi&ugrave; piccoli nella sezione &ldquo;Young&rdquo;, 2.200 presenze, 25 autori. L&rsquo;edizione del Ponte del Dialogo che si &egrave; appena conclusa a Dronero non si pu&ograve; misurare solo con questi numeri, che pure confermano il crescente consenso di pubblico e l&rsquo;ormai oliata, eccellente macchina organizzativa.</p>
<p>Il Festival &egrave; stato molto di pi&ugrave;. Chi ha potuto seguire tutti o quasi tutti gli incontri, si &egrave; reso conto del filo conduttore che li ha uniti, frutto di una programmazione ben studiata, che non &egrave; andata soltanto alla ricerca di grandi nomi per attirare pi&ugrave; pubblico. Gli organizzatori, Comune di Dronero e Agenzia di Sviluppo di AFP, hanno proposto una riflessione articolata sui temi pi&ugrave; scottanti e insidiosi del nostro tempo, con testimoni di assoluta qualit&agrave;. Si &egrave; parlato del disorientamento dei giovani, ma anche di quello degli anziani. Si &egrave; parlato di quelle che Alberto Pellai chiama le &ldquo;famiglie sandwich&rdquo;, schiacciate dalla difficolt&agrave; di gestire i figli giovani e i genitori anziani. Si &egrave; parlato con Ascanio Celestini degli ultimi, di chi vive sulla sua pelle la difficolt&agrave; di sbarcare il lunario, di mettere insieme il pranzo con la cena, di chi &egrave; sfruttato. Andrea Oskari Rossini e Agostno Zanotti hanno riacceso un faro sul tema delle migrazioni, sulle difficolt&agrave; disumane che incontrano i migranti sulle rotte balcaniche, nel cuore dell&rsquo;Europa. Un&rsquo;Europa che sembra rivivere le ansie e il senso di impotenza che Thomas Mann aveva provato cent&rsquo;anni fa e di cui parl&ograve; nel suo &ldquo;Avvertimento all&rsquo;Europa&rdquo;, opera ripubblicata dall&rsquo;editore Aragno a cura di Lucio Coco. Europa che &egrave; forse l&rsquo;unico argine alla deriva tecnocratica della nuova destra americana, cos&igrave; ben raccontata da Alessandro Mulieri: il pubblico dell&rsquo;Iris ammutolito, stordito da quanto propugnato da presunti &ldquo;guru&rdquo; come Curtis Yarvin o Peter Thiel, che auspicano il ritorno della monarchia assoluta, che rivalutano la schiavit&ugrave;, che vorrebbero tornare indietro di trecento anni. Di fronte a questa regressione ideologica devono reagire gli intellettuali, ma come possono farlo in un periodo storico in cui la loro influenza &egrave; quasi del tutto oscurata dagli influencer digitali, spesso manipolati, asserviti (consapevolmente o inconsapevolmente) agli interessi della grande industria tecnologica? David Bidussa ha dialogato con il pubblico proprio su questo tema, invitando donne e uomini di cultura ad assumersi una responsabilit&agrave; straordinariamente importante: passare alle nuove generazioni la consapevolezza del valore della cultura, dei libri, del libero pensiero, della relazione umana (non mediata dai social), del dialogo e del rispetto. La scuola dovrebbe essere il luogo d&rsquo;elezione per questo passaggio di testimone fra generazioni, ma non sempre lo &egrave;. Basti pensare a recenti fatti di cronaca. Certo &egrave; stato un protagonista e un artefice di scuola buona Secondo Garnero, che ha raccontato la sua storia di professore di fronte ad un pubblico pi&ugrave; numeroso di quanto lui si aspettasse.</p>
<p>Alberto Pellai e Claudia De Lillo hanno parlato di giovani, in modo diverso: dal punto di vista di una madre, nel caso dell&rsquo;autrice, dal punto di vista psicologico nel caso del grande psicoterapeuta. Entrambi molto apprezzati dal pubblico. Pellai ha sciolto ogni dubbio in merito alla pericolosit&agrave; degli smartphone per i giovanissimi: non dovrebbero assolutamente essere usati fino a 14 anni. Ormai pediatri, neuropsichiatri, scienziati dei cinque continenti sono concordi nel riconoscere i danni che l&rsquo;uso degli smartphone ha prodotto nei ragazzi a partire dal 2011, anno in cui &egrave; cominciata la loro diffusione nel mondo. I livelli cognitivi, di apprendimento e rielaborazione, si sono pericolosamente abbassati. Alcuni stati, come la Svezia, hanno gi&agrave; eliminato ogni supporto digitale dalla didattica nei primi cicli di istruzione. Molti altri stati stanno per seguire questa strada.</p>
<p>Con Erri De Luca si &egrave; passati dai giovani all&rsquo;et&agrave; sperimentale: cos&igrave; lui chiama la vecchiaia, perch&eacute; in nessun periodo storico si &egrave; andati cos&igrave; avanti con l&rsquo;et&agrave;. Solo negli ultimi anni sono aumentati in modo considerevole gli ultraottantenni: per loro si tratta di sperimentare una fase della vita che in passato quasi nessuno raggiungeva. La ricetta di Erri De Luca per vivere questa &ldquo;et&agrave; sperimentale&rdquo; &egrave; tutto sommato semplice: cercare di restare se stessi, non rinunciare alla curiosit&agrave;, alla voglia di divertirsi, al desiderio di bellezza. Bisogna continuare a fare attivit&agrave; fisica, a impegnare al mente nella lettura e nella scrittura, coltivare relazioni&hellip;</p>
<p>Un inno alla semplicit&agrave; e al coraggio non lontano da quanto testimoniato da Stefania Belmondo, che ha incantato il pubblico proprio con la forza della sua umilt&agrave;, della sua determinazione, del suo essere rimasta una persona &ldquo;comune&rdquo;, che non si &egrave; montata la testa per il successo.</p>
<p>Un apprezzamento particolare va a chi ha, di volta in volta, dialogato con gli autori ospiti: tutti davvero molto bravi. Si sta anche in questo caso consolidando, per il Festival, una peculiarit&agrave; importante: la scelta di efficaci &ldquo;dialoganti&rdquo;, che contribuiscono non poco al successo degli incontri: Alberto Gedda, Antonio Ferrero, Mario Bosonetto, Gianmarco Perale, Gigi Garelli, Sergio Soave, Franco Chittolina, Nino Aragno, Paolo Bersani, Claudio Petronella, Andrea Vassallo, Davide Porporato, Ilaria Blangetti, Daniela Massimo. Un team di dialoganti di altissimo profilo, che esprime il meglio della cultura cuneese (e non solo).</p>
<p>Altro punto forte del Ponte del Dialogo &egrave; il suo staff, composto in larga parte da giovani e giovanissimi, sempre disponibili, efficienti, garbati.&nbsp;&Egrave; auspicabile che l&rsquo;impostazione data a questa edizione del Festival venga riproposta anche nelle prossime, visto il gradimento da parte di un pubblico molto attento e partecipe, proveniente da tante parti del Piemonte, ben oltre la provincia di Cuneo. Un buon investimento per i sostenitori del Festival: Regione Piemonte, Fondazione CRC, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Banca di Caraglio.</p>
<p>Indiscrezioni raccolte tra i promotori del Ponte del Dialogo fanno pensare che sia cos&igrave; e che siano allo studio anche interessanti novit&agrave; nel format, con un maggiore coinvolgimento diretto del pubblico nel dialogo con gli autori e con un rapporto sempre pi&ugrave; stretto con il tessuto sociale ed economico di Dronero. Ulteriore novit&agrave; sar&agrave; la dimensione transfrontaliera del Festival, che proporr&agrave; da novembre un collegamento con festival letterari francesi e la partecipazione di autori internazionali. L&rsquo;appuntamento &egrave; a Dronero dal 2 al 9 novembre. Non escludiamo, tuttavia, che prima dell&rsquo;autunno lo staff del Festival non ci stupisca con qualche &ldquo;finestra&rdquo; estiva&hellip; Possiamo anticipare che dal 12 al 14 giugno si svolger&agrave; a San Damiano Macra la seconda edizione di &ldquo;Borghi in dialogo&rdquo;, una kermesse culturale che rappresenta l&rsquo;estensione del Festival in Valle Maira e che proporr&agrave; un programma molto interessante.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>Michele Pernice</dc:creator><author><name>Michele Pernice</name></author></item></channel></rss>
