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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Curiosità > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/curiosita/saluzzese/rss2.0.xml?page=5rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Curiosità a Saluzzo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sun, 05 Apr 2026 20:17:41 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Curiosità > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Moretta, quanti ti conoscono! Dal Brasile al Trentino Alto Adige, la maglia che fa il giro del web]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/moretta-quanti-ti-conoscono-dal-brasile-al-trentino-alto-adige-la-maglia-che-fa-il-giro-del-web_116215.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/moretta-quanti-ti-conoscono-dal-brasile-al-trentino-alto-adige-la-maglia-che-fa-il-giro-del-web_116215.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116215/140720.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dal mondo del web arriva una curiosit&agrave; che ci fa sorridere e riflettere sul legame speciale tra i giovani e la citt&agrave; di Moretta. Alcuni anni fa, l&rsquo;amministrazione cittadina, guidata dal sindaco Gianni Gatti, ha realizzato una semplice t-shirt bianca con un cuore e la scritta &ldquo;I love Moretta&rdquo;. In breve tempo, la maglietta &egrave; diventata un piccolo oggetto simbolico: un modo per condividere e celebrare l&rsquo;appartenenza alla citt&agrave;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oltre a essere consegnata agli ospiti del Comune, la maglietta viene donata ogni anno ai diciottenni e in occasioni speciali, come la visita di parenti dall&rsquo;Argentina. Tra i destinatari ci sono stati anche molti allievi dell&rsquo;agenzia di formazione Agenform, con sede proprio a Moretta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Proprio dal web, in questi giorni, arrivano due curiosi riscontri del legame che questi ex allievi hanno stretto con Moretta: una giovane del Trentino Alto Adige mostra orgogliosa la maglietta &ldquo;I love Moretta&rdquo; in un video sui suoi canali social, mentre dal Brasile un&rsquo;altra ex allieva, che aveva partecipato a corsi internazionali di formazione, indossa la maglietta durante la festa del suo compleanno.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Commenta il sindaco Gianni Gatti: "<em>Si tratta di un piccolo gesto, una semplice maglietta che per&ograve; assume un significato particolare. Vedere come tanti ragazzi in giro per l&rsquo;Italia e il mondo continuino a indossarla ti fa capire che quanto stiamo costruendo a Moretta ha un senso e un significato speciale. Sono tanti piccoli semi che speriamo portino sempre pi&ugrave; buoni frutti</em>".</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Crosetto trasforma Giorgia Meloni nella Statua della Libertà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/crosetto-trasforma-giorgia-meloni-nella-statua-della-liberta_114148.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/crosetto-trasforma-giorgia-meloni-nella-statua-della-liberta_114148.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114148/137444.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono solo <em>&ldquo;dieci secondi di relax e di superficialit&agrave;&rdquo;</em>, mette subito in chiaro <strong>Guido Crosetto</strong>, accompagnando con questa avvertenza il suo ultimo post su Instagram.</p>
<p>Un fotomontaggio, realizzato con l&rsquo;AI, in cui la premier&nbsp;<strong>Giorgia Meloni</strong> assume le fattezze della Statua della Libert&agrave;: <em>&ldquo;La &lsquo;moda&rsquo; sta varcando i confini nazionali&hellip;&rdquo;</em> commenta il ministro della Difesa e cofondatore di Fratelli d&rsquo;Italia, accompagnando il messaggio con un paio di emoticon ridenti.</p>
<p>Il riferimento, si capisce, &egrave; al &ldquo;caso&rdquo; piuttosto surreale dell&rsquo;angelo restaurato in una nicchia della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Su una parete della chiesa consacrata nel 1196, a pochi passi da Montecitorio, ha fatto la comparsa uno strano cherubino di fianco al busto marmoreo di Umberto II di Savoia. Difficile non notare la somiglianza con la presidente del Consiglio in carica, cosa che infatti ha suscitato non poche perplessit&agrave; e polemiche.</p>
<p>L&rsquo;intervento di restauro, autorizzato dal parroco, &egrave; opera di un volontario autodidatta che dal canto suo ha negato di aver voluto ritrarre Meloni. Il volto, a detta del restauratore&nbsp;<strong>Bruno Valentinetti</strong>, ricalcherebbe le fattezze dell&rsquo;affresco precedente, da lui stesso realizzato vari anni fa: <em>&ldquo;Decisamente non somiglio a un angelo&rdquo;</em> ha commentato la premier su Facebook, riprendendo l&rsquo;effige del cherubino che regge un cartiglio con una rappresentazione della penisola italiana.</p>]]></description><pubDate>Sun, 01 Feb 2026 15:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La gaffe di Santanchè su X: cita un “elogio” della stampa inglese all’Italia, ma il pezzo dice il contrario]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/la-gaffe-di-santanche-su-x-cita-un-elogio-della-stampa-inglese-allitalia-ma-il-pezzo-dice-il-contrario_110339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/la-gaffe-di-santanche-su-x-cita-un-elogio-della-stampa-inglese-allitalia-ma-il-pezzo-dice-il-contrario_110339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110339/132202.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Italia? <em>&ldquo;Cibo e cultura imbattibili&rdquo;</em>, certo. Ma anche molto altro di rilevante in termini di qualit&agrave; della vita: <em>&ldquo;Ogni abitante del posto che ho incontrato &egrave; stato affascinante, vivace e accogliente&rdquo;</em>. E poi l&rsquo;asilo nido ad appena otto minuti da casa e un clima perfetto: <em>&ldquo;Caldo ma mai umido in estate, mite in primavera e autunno&rdquo;</em>.</p>
<p>A leggerlo fino a met&agrave;, il racconto che&nbsp;<strong>Annabel Fenwick Elliott</strong> consegna al <em>Daily Telegraph</em>, uno dei quotidiani pi&ugrave; letti in Gran Bretagna, &egrave; tutto un peana del Belpaese. C&rsquo;&egrave; perfino, di passaggio, un elogio alla premier in carica: <em>&ldquo;La leader del Paese, Giorgia Meloni, ha infuso all&rsquo;Italia una dose di ottimismo e orgoglio nazionale. La maggior parte della popolazione locale sembra approvarla: ho sentito solo isterici espatriati americani lamentarsi del fatto che sia una &lsquo;fascista&rsquo;&rdquo;</em>.</p>
<p>Sar&agrave; anche per questo che il ministro del turismo&nbsp;<strong>Daniela Santanch&egrave;</strong> ha subito rilanciato in un tweet l&rsquo;articolo intitolato <em>&ldquo;I moved to Italy for a better life&rdquo;</em>: <em>&ldquo;L&rsquo;inconfondibile e inimitabile stile italiano vince ancora. Qui si vive meglio e lo riconoscono anche gli inglesi&rdquo;</em>.</p>
<p>Quella di Fenwick Elliott,&nbsp;<em>lifestyle reporter</em> ed ex redattrice senior del <em>Telegraph Travel</em>, &egrave; una famiglia giramondo. La giornalista 38enne ha infatti lasciato tre anni fa il Regno Unito per stabilirsi con il marito e i figli in Islanda e poi alle Mauritius, prima di arrivare appunto in Italia, per la precisione in un paese dell&rsquo;Umbria. Da dove ora si sta trasferendo di nuovo, verso gli Usa, e infatti il <a href="https://www.yahoo.com/lifestyle/articles/moved-italy-better-life-six-110300224.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAACudnEOe1w597HtUCB6JCdvYBZsDrWdOB3Vv9b7KtqmZkKksFBos3AKmSm50UMHMA-U8cmZM2WaKfl97a8BdXamIlrW6E5RBeWxjt76lWFsiUUEJzT31HxAsKdRSn2NV6jL1DuHLdk-HYCzWMEvEvjyBBSOc5es8e33sYUhcv_ou" target="_blank">titolo completo</a> dell&rsquo;articolo citato dal ministro cuneese &egrave; <em>&ldquo;I moved to Italy for a better life. Six months on, here&rsquo;s why I&rsquo;m giving up&rdquo;</em>. Ovverosia: <em>&ldquo;Mi sono trasferita in Italia per una vita migliore. Sei mesi dopo, ecco perch&eacute; mi sto arrendendo&rdquo;</em>.</p>
<p>La seconda parte del pezzo elenca una serie di ragioni che hanno portato la britannica a dire&nbsp;<em>&ldquo;goodbye&rdquo;</em> all&rsquo;Italia dopo un breve periodo: si cita il fatto che <em>&ldquo;la burocrazia, per cominciare, metterebbe a dura prova la pazienza di un santo. Un giorno, quando sar&agrave; un lontano ricordo, rider&ograve; di quanto sia complicato in Italia spedire una lettera o prenotare un appuntamento dal medico, ma la rabbia con cui ci scontriamo quotidianamente &egrave; ancora troppo forte al momento&rdquo;</em>. Segue un appunto di natura religiosa: <em>&ldquo;Potrei anche fare a meno del cattolicesimo fervente (nostro figlio era sottoposto a due ore di indottrinamento religioso ogni mercoled&igrave; all&rsquo;asilo, il che mi &egrave; sembrato un po&rsquo; eccessivo per un bambino piccolo)&rdquo;</em>. E poi, aggiunge l&rsquo;autrice, <em>&ldquo;per quanto child-friendly sia questa nazione, non ci sono molte opportunit&agrave; per i giovani una volta usciti dalla scuola secondaria&rdquo;</em>. Infine un&rsquo;osservazione legata alla sua difficolt&agrave; a imparare altre lingue. Non che riguardi l&rsquo;Italia in senso stretto, ma tant&rsquo;&egrave;.</p>
<p>Il post della &ldquo;pitonessa&rdquo;, poi cancellato da X, &egrave; stato rilanciato dalla pagina social Crazyitalianpol, che raccoglie&nbsp;<em>gaffes</em> e stranezze sulla scena politica italiana. L&rsquo;articolo &egrave; ancora presente sulla rassegna stampa del ministero del Turismo: dove per&ograve;, forse a causa dell&rsquo;impaginazione,&nbsp;<a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/wp-content/uploads/2025/11/Daily-Telegraph-I-moved-to-Italy-for-a-better.pdf" target="_blank">sono visibili solo i primi paragrafi</a>. Quelli con i complimenti all&rsquo;Italia e a Giorgia Meloni.</p>]]></description><pubDate>Sun, 09 Nov 2025 07:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Le Poste di Saluzzo in festa per i cento anni dell'ex direttrice Bruna Andreis]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/le-poste-di-saluzzo-in-festa-per-i-cento-anni-dell-ex-direttrice-bruna-andreis_109587.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/le-poste-di-saluzzo-in-festa-per-i-cento-anni-dell-ex-direttrice-bruna-andreis_109587.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109587/131095.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Questa mattina presso l&rsquo;ufficio postale di Saluzzo, Poste Italiane ha voluto rendere omaggio all&rsquo;ex direttrice Bruna Andreis, in occasione del suo centesimo compleanno. Una delegazione composta dai rappresentanti territoriali dell&rsquo;azienda ha voluto festeggiare la ricorrenza di una tra le direttrici pi&ugrave; longeve d&rsquo;Italia, che per tanti anni &egrave; stata un punto di riferimento per la comunit&agrave; locale.</p>
<p>Poste Italiane, fin dalla sua nascita ha dato spazio all&rsquo;occupazione femminile: il ruolo della donna, inizialmente legato soprattutto ad una innovazione tecnologica come quella del telegrafo, &egrave; cresciuto nel tempo e oggi, nell&rsquo;era di internet le donne rivestono un ruolo strategico. La realt&agrave; della provincia di Cuneo in particolare vede il 79% di donne impiegate negli uffici postali, pi&ugrave; della met&agrave; degli stessi sono ad esclusiva presenza femminile e l&rsquo;81% del totale uffici &egrave; guidato da una donna, proprio come quello di Saluzzo, la cui direttrice &egrave; Gina Cusano.<br><br></p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Oct 2025 13:52:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dagli anni '50 sul Monviso, la "bici della Est" è tornata al suo proprietario]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/dagli-anni-50-sul-monviso-la-bici-della-est-e-tornata-al-suo-proprietario_106947.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/dagli-anni-50-sul-monviso-la-bici-della-est-e-tornata-al-suo-proprietario_106947.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/106947/127188.jpg" title="foto Parco del Monviso" alt="foto Parco del Monviso" /><br /><p>Portata in vetta per scommessa negli anni Cinquanta del secolo scorso, poi diventata una presenza famigliare a molti alpinisti impegnati nella salita al Monviso, da qualche giorno &egrave; stata restituita al suo legittimo proprietario la bici, o meglio il telaio di quella che un tempo era una bicicletta completa, che si trovava sulla cresta Est del Monviso. L&rsquo;aveva portata sul Re di Pietra pi&ugrave; di settant&rsquo;anni fa un giovanissimo Clemente Berardo, prima di diventare il celebre &ldquo;Mente&rdquo; che ha scritto tante pagine dell&rsquo;alpinismo saluzzese, in particolare come apprezzata guida alpina e poi come attivissimo membro della delegazione locale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.</p>
<p>Fu una &ldquo;ragazzata&rdquo;, come la definisce oggi con un sorriso lo stesso Berardo. Nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, Clemente, classe 1936, e alcuni amici si caricarono quella bicicletta fino in vetta di nascosto da tutti, in un&rsquo;epoca in cui, come dice lui stesso "<em>respiravamo una leggerezza particolare, dovuta sia all&rsquo;euforia della nostra giovane et&agrave; sia alla ritrovata spensieratezza degli anni del dopoguerra. Era una bicicletta gi&agrave; vecchia, che mia madre mi aveva comprato riverniciata da un ciclista di Saluzzo. Ci sembr&ograve; divertente portarla sul Monviso e lasciarla l&igrave;, per creare stupore e curiosit&agrave;: era un modo per esprimere lo spirito della nostra giovent&ugrave;, inguaribilmente ottimista e desiderosa di compiere qualche impresa anche se magari avventata</em>".</p>
<p>Questa storia era tornata alla luce nel 2020, quando la bicicletta era stata in un certo senso ritrovata durante una salita a Viso da Giovanni Giustetto dopo un periodo in cui non se ne era pi&ugrave; parlato. Erano i mesi estivi successivi al primo lockdown dovuto alla pandemia e la storia del telaio era diventata una delle &ldquo;Emozioni&rdquo;, una rubrica che il Parco del Monviso aveva avviato nel periodo di confinamento: la vicenda aveva avuto anche una notevole eco, con diversi articoli online, tra cui uno su Piemonte Parchi, e un paio di passaggi sul quotidiano La Stampa.</p>
<p>Va detto inoltre che questa bicicletta, e forse anche una seconda, erano state gi&agrave; oggetto di narrazione in precedenza: ci riferiamo agli articoli &ldquo;Una bici, Maria, il Monviso&rdquo; di Edoardo Galliano su Alpidoc, Speciale sul Soccorso alpino del 2003, e &ldquo;Una bicicletta sul Monviso&rdquo; di Carlo Degiovanni uscito nel 2015 su &ldquo;Camminare&rdquo;.</p>
<p>Nel corso degli anni, il frutto di quella innocente e ingenua bravata giovanile era diventato una presenza familiare per molti alpinisti: beninteso, nessuno la usava come punto di orientamento per la salita dal momento che nel tempo la sua posizione &egrave; cambiata pi&ugrave; volte sia per l&rsquo;azione naturale degli agenti atmosferici sia per alcuni spostamenti apportati da diversi alpinisti, ma individuarla era diventata quasi un&rsquo;attrazione in pi&ugrave; sulla via della salita a Viso, o in occasione del rientro a valle.</p>
<p>Recentemente, due alpinisti hanno individuato il telaio a 2.900 metri circa, piantato tra le rocce della Est del Monviso: una quota decisamente pi&ugrave; bassa rispetto ai 3.500 metri ai quali si trovava nel 2020. Non senza fatica, i due hanno prima portato in vetta la vecchia bicicletta e poi l&rsquo;hanno fatta scendere a valle con l&rsquo;intento di restituirla a Berardo, che sapevano essere colui che l&rsquo;aveva fatta arrivare in vetta avendolo letto proprio negli articoli usciti negli scorsi anni. In occasione della restituzione, Berardo ha immediatamente riconosciuto il telaio: "<em>Ho fatto i complimenti ai due alpinisti perch&eacute; il peso e l&rsquo;ingombro di quel vecchio arnese non sono indifferenti, soprattutto in considerazione dei difficili passaggi da compiere per salire e poi scendere dalla Est: si sono fatti circa dieci ore con un telaio sulla schiena. Due testardi e caparbi come me, insomma</em>".</p>
<p>Qualche giorno dopo la restituzione della vecchia bicicletta, il presidente e il direttore del Parco del Monviso, Marco Dastr&ugrave; e Vincenzo Maria Molinari, hanno incontrato Berardo per parlare di questa vicenda e per vedere da vicino il famoso cimelio appena recuperato: nell&rsquo;occasione, i tre hanno parlato di montagna, della sua frequentazione e di come quest&rsquo;ultima &egrave; cambiata nel corso dei settant&rsquo;anni da cui Berardo &egrave; un protagonista delle alte quote. La guida alpina emerita rappresenta infatti un pezzo di storia del Monviso: anche se di s&eacute; stesso dice che &egrave; originario della collina, ma ama il terreno in pendenza - quasi a sminuire quel che ha fatto negli anni -, &egrave; certamente un esempio di come approcciarsi alla montagna e tanti gli sono grati per quello che ha fatto per chi ci vive, lavora o sale per diletto. Lui si schermisce: "<em>Io sono semplicemente un italiano che ha fatto la guida, cercando di fare bene il proprio mestiere e di fare cose per il bene della montagna</em>". Di sicuro, se anche si vuole rinunciare a definirlo un esempio, &egrave; un testimone di un rapporto tra esseri umani e vette lungo pi&ugrave; di settant&rsquo;anni e mutato nel corso di questo periodo.</p>
<p>La sua esperienza &egrave; iniziata in un&rsquo;epoca in cui era naturale rivolgersi alla montagna con preparazione, rispetto e soprattutto responsabilit&agrave;: "<em>Questa parola nella mia vita &egrave; sempre stata in cima, l&igrave; davanti agli occhi. Sono stato educato alla responsabilit&agrave; sin da quando ero bambino, da mia madre</em>", sottolinea con ferma convinzione. "<em>Non ho mai dovuto mettere un cerotto a un cliente: a volte li trattavo anche in modo sbrigativo, altre volte li redarguivo ruvidamente, ma alla fine tutti mi ringraziavano sinceramente per averli fatti salire e fatti scendere senza problemi, accettando anche di fermarsi prima della meta prevista nelle occasioni in cui era necessario per ragioni di sicurezza</em>".</p>
<p>Erano anni che oggi si potrebbero definire eroici e nei quali si usavano materiali che oggi sembrerebbero non solo rudimentali ma anche del tutto privi della necessaria sicurezza: per esempio, non esistevano le imbragature preconfezionate oggi comuni da tempo ed erano invece le corde ad essere usate anche per quello scopo, intrecciate con appositi nodi. La sicurezza dipendeva dalla conoscenza profonda dei luoghi e dei limiti dei materiali: "<em>Io sono ancora vivo perch&eacute; non mi fidavo delle corde degli altri. Quando scendo nel vuoto voglio sapere tutto della corda a cui sto affidando la mia vita e quella di chi &egrave; con me</em>".</p>
<p>L&rsquo;impegno costante per la sicurezza in montagna di Berardo &egrave; riassunto anche dalla sua lunga militanza nel Soccorso Alpino e Speleologico: "<em>Abbiamo cominciato a fare il Soccorso quando il Soccorso sostanzialmente non esisteva</em>", ricorda, raccontando di operazioni che oggi sembrano vere imprese: "<em>Salivamo a piedi, perch&eacute; non avevamo elicotteri, e non sapevamo in che condizioni si trovasse la persona dispersa: quindi salivamo con l&rsquo;attrezzatura pi&ugrave; ampia e varia che potevamo. Eravamo volontari e con me ho sempre avuto la fortuna di avere persone di grande capacit&agrave;: ne voglio ricordare almeno tre, che sono Bruno Lisa, Renzo Genovese e Beppe Buffa. Buffa era delegato sempre a chiudere il gruppo di ricerca: sapendolo in coda, ero sicuro che anche nelle condizioni meteo pi&ugrave; avverse avrebbe verificato che tutto il gruppo stava proseguendo sulla giusta via</em>".</p>
<p>La montagna, per&ograve;, era anche teatro di imprese adrenaliniche: una di esse, ricordata da Berardo, coinvolge proprio il gi&agrave; citato Edoardo &ldquo;Dado&rdquo; Galliano, che scrisse nel 2003 della bicicletta sul Monviso. Forte alpinista come Berardo e praticamente suo coetaneo, era inevitabile che tra i due si creasse un rapporto di profonda amicizia e di bonaria rivalit&agrave;: "<em>Abbiamo fatto due volte in un giorno il Visolotto. La seconda, abbiamo deciso di gareggiare e vedere chi sarebbe arrivato primo in vetta</em>".&nbsp;Non bisogna per&ograve; confondere quelle imprese con lo scarso livello di preparazione di alcuni frequentatori della montagna di oggi, che talvolta camminano su sentieri escursionistici in ciabatte o con attrezzature totalmente inadeguate. Berardo sottolinea l&rsquo;importanza della formazione e della necessit&agrave; di aiutare la gente a capire come andare in montagna in sicurezza. Le imprudenze si pagano care e non sempre viene in aiuto la fortuna, che lo stesso &ldquo;Mente&rdquo; ammette di avere avuto con s&eacute; tante volte.</p>
<p>Il ritorno della bicicletta dal Monviso coincide simbolicamente con un anno ricco di anniversari per il Re di Pietra. A fine agosto ricorrono infatti i cento anni dalla posa della croce di vetta e a luglio si sono ricordati i cinquanta dalla storica discesa con gli sci della parete Nord da parte di Nino Viale, un&rsquo;impresa che Berardo ricorda ancora con ammirazione: "<em>Conoscevo bene la Nord, l&rsquo;avevo fatta tante volte e quando ho saputo che Viale l&rsquo;aveva discesa con gli sci ai piedi sono andato personalmente a Limone Piemonte per complimentarmi con lui. Un solo errore, in quella discesa e con gli sci di allora, avrebbe portato a una morte certa</em>".</p>
<p>Pochi mesi fa si sono ricordati invece i dieci anni da quando il Parco del Monviso ha coordinato i lavori di rimessa in sicurezza del Buco di Viso e anche su questo luogo iconico, oggi frequentato da circa 40.000 escursionisti all&rsquo;anno, Berardo ha dei ricordi ben precisi: "<em>C&rsquo;&egrave; stato un periodo in cui non si pensava pi&ugrave; tanto a questo tunnel e alla sua transitabilit&agrave;: tutte le volte che ci passavo toglievo con la picozza un po&rsquo; dei detriti che si accumulavano al suo interno, ma sostanzialmente bisognava strisciare per passarci: una volta ho trovato un escursionista che pretendeva di attraversarlo senza togliersi lo zaino dalle spalle, ma figuriamoci! Tribolavo gi&agrave; io che ero 57 chili e lui che aveva la pancia e sar&agrave; stato 90 chili non voleva neanche togliersi il sacco dalle spalle</em>".</p>
<p>La figura di Clemente Berardo trascende la semplice cronaca della bicicletta recuperata. Con pi&ugrave; di 400 salite al Monviso alle spalle, l&rsquo;ultima nel 2019 in solitaria a pi&ugrave; di ottant&rsquo;anni, rappresenta un ponte tra epoche diverse dell&rsquo;alpinismo e il suo lavoro ha lasciato un segno indelebile sul Monviso. Letteralmente: fu lui a tracciare per primo le tacche gialle sulla via normale per il Monviso, lungo la parete Sud, dopo aver effettuato l&rsquo;ennesima operazione di soccorso. Quelle tacche, dipinte allora per guidare gli alpinisti non solo in salita ma anche in discesa, fase nella quale &egrave; pi&ugrave; facile perdere la traccia corretta e rischiare la vita, sono tuttora indispensabili.</p>
<p>A proposito di soccorso, fu sempre Berardo a individuare per primo il punto dove far atterrare l&rsquo;elicottero al bivacco Boarelli nei pressi dei laghi delle Forciolline, un punto strategico sulla via che conduce alla vetta del Monviso e dunque particolarmente utile anche per avviare operazioni di soccorso o per diventarne base operativa. Nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; di manutenzione in corso nell&rsquo;estate del 2025 sulla rete sentieristica del Parco naturale del Monviso, la caratteristica &ldquo;H&rdquo; che segnala lo spazio in cui gli elicotteri possono appoggiarsi al terreno &egrave; stata ritracciata ed &egrave; cos&igrave; tornata a essere nuovamente ben visibile.</p>
<p>"<em>L&rsquo;incontro con &ldquo;Mente&rdquo; Berardo &egrave; stato emozionante</em> - commenta Marco Dastr&ugrave;, presidente del Parco del Monviso -<em> mi sono sentito preso per mano ed accompagnato dentro una storia grande e nobile, quella dell&rsquo;alpinismo e, in particolare, di quello saluzzese che ha scritto pagine memorabili regalandoci uomini mai dimenticati. Volti e storie che non devono essere abbandonati e che ancora oggi testimoniano un approccio positivo alla montagna, sano e rispettoso. Oggi la montagna &egrave; diventata pi&ugrave; attrattiva anche nei confronti dei grandi flussi turistici, richiamando spesso anche tanti neofiti. Quell&rsquo;approccio non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave; scontato: &ldquo;Mente&rdquo; ci ha rammentato che dobbiamo continuare a lavorare sulla formazione per trasmettere non solo la passione ma anche l&rsquo;educazione per salire in montagna in sicurezza</em>".</p>]]></description><pubDate>Mon, 01 Sep 2025 14:09:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il sindaco Casale porta fiori e sorrisi: Festa della Mamma speciale alla residenza “Maero”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/il-sindaco-casale-porta-fiori-e-sorrisi-festa-della-mamma-speciale-alla-residenza-maero_102024.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/il-sindaco-casale-porta-fiori-e-sorrisi-festa-della-mamma-speciale-alla-residenza-maero_102024.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/102024/120617.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>In occasione della Festa della Mamma, la residenza Maero di Manta, gestita da Sereni Orizzonti, ha ospitato un evento speciale per celebrare tutte le figure materne presenti nella struttura. La giornata &egrave; stata caratterizzata da momenti di convivialit&agrave; e da gesti di affetto che hanno emozionato ospiti e personale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La direzione della residenza ha organizzato un pranzo speciale per l&rsquo;occasione, con un menu dedicato che ha deliziato i palati degli anziani ospiti. Ogni mamma presente ha ricevuto un piccolo dono dalla struttura, un gesto simbolico per ricordare l&rsquo;importanza delle madri, qualunque sia la famiglia di appartenenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ad impreziosire ulteriormente la giornata &egrave; stata la gradita visita del sindaco di Manta, l&rsquo;avvocato Ivana Margherita Casale, che ha voluto personalmente portare i propri auguri alle signore della residenza; il primo cittadino ha regalato ad ogni donna un delicato omaggio floreale, suscitando emozione e gratitudine tra le ospiti. &ldquo;<em>La Festa della Mamma rappresenta un'occasione importante per valorizzare il ruolo delle figure materne nelle nostre comunit&agrave;. Questi momenti di festa rappresentano anche un'opportunit&agrave; preziosa per rafforzare il legame tra la Residenza e il territorio. Un ringraziamento speciale alla sindaca per essere stata presente in questa importante giornata</em>&rdquo; ha dichiarato la direttrice della struttura Marinella Racca.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L'iniziativa si inserisce nel quadro delle attivit&agrave; sociali e ricreative che la Residenza Maero organizza regolarmente per migliorare la qualit&agrave; della vita dei propri ospiti, confermando l'attenzione della struttura verso il benessere non solo fisico, ma anche emotivo e sociale degli anziani.</div>
</div>]]></description><pubDate>Tue, 13 May 2025 16:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Topolino parla piemontese, grazie a un prof di Viola]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/monregalese/topolino-parla-piemontese-grazie-a-un-prof-di-viola_100180.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/monregalese/topolino-parla-piemontese-grazie-a-un-prof-di-viola_100180.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/100180/118221.jpg" title="in foto: Nicola Duberti con una copia dell’ultimo Topolino" alt="in foto: Nicola Duberti con una copia dell’ultimo Topolino" /><br /><div>Mai sentito parlare di Giari Miclin e del suo goffo amico Folip? Eppure dovreste, perch&eacute; si tratta di due dei personaggi a fumetti pi&ugrave; amati dai bambini di ogni et&agrave;: nientemeno che Topolino e Pippo! Nell&rsquo;ultimo numero di Topolino, in edicola dal 2 aprile, li ritroverete protagonisti di una bizzarra avventura in trasferta, da Giariopoli a Ponta Patela, insieme agli inseparabili Min-i, Clarabela e Orassi, anche loro ben noti ai fan del <em>giari</em> pi&ugrave; celebre del mondo.</div>
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<div>Stiamo parlando di &ldquo;Topolino e il ponte sull&rsquo;oceano&rdquo;, una storia che ha la particolarit&agrave; di essere stata tradotta in ben quattro lingue (regionali): barese, romanesco, veneziano e torinese. Di quest&rsquo;ultima versione si &egrave; occupato il professor <strong>Nicola Duberti</strong>, cuneese di Viola, titolare del corso di linguistica del piemontese all&rsquo;universit&agrave; di Torino e insegnante di lettere alla scuola media di Crava-Rocca de&rsquo; Baldi. Un&rsquo;autorit&agrave; nel campo degli studi piemontesi, autore anche di una dotta introduzione dove i lettori pi&ugrave; curiosi potranno scoprire i criteri adottati per tradurre.</div>
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<div>Per sgombrare subito il campo dagli equivoci, diciamo che si parla di &ldquo;torinese&rdquo; - non di generico &ldquo;piemontese&rdquo; - perch&eacute; la lingua adottata &egrave; il cosiddetto piemontese di <em>koin&egrave;</em>. Una sorta di lingua franca che gli abitanti dell&rsquo;antico regno di Sardegna usavano nelle comunicazioni tra persone che parlavano variet&agrave; dialettali diverse. E che, sostiene il prof Duberti, sarebbe potuta diventare una lingua nazionale a tutti gli effetti, se la storia sabauda, a un certo punto, non avesse preso una piega diversa. Ci&ograve; non toglie che il traduttore abbia optato in alcuni casi per scelte lessicali alternative: la pi&ugrave; rilevante riguarda la resa del termine topo, per cui si &egrave; preferita la forma <em>giari</em> alla pi&ugrave; &ldquo;torinese&rdquo; <em>rat</em>. Altra particolarit&agrave; del Topolino piemontese &egrave; la scelta di tradurre anche i nomi dei protagonisti, a cominciare appunto da Miclin e Folip.</div>
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<div>Di tutto questo - e di molte altre curiosit&agrave; e retroscena - abbiamo chiacchierato con Nicola Duberti in una nuova puntata di Wall of Cuni, il podcast di Cuneodice, che andr&agrave; in onda il prossimo 7 maggio e sar&agrave; tutta dedicata al piemontese: insieme al prof di Viola, &egrave; ospite di questo episodio speciale <strong>Alessandro Borgotallo</strong>, autore del divertentissimo &ldquo;Balon&agrave;&rdquo;. Voi segnatevi la data e nel frattempo correte in edicola.</div>
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<div>Vi lasciamo con un&rsquo;ultima curiosit&agrave;: lo sceneggiatore di &ldquo;Topolino e il ponte sull&rsquo;oceano&rdquo; &egrave; <strong>Alessandro Sisti</strong>, gi&agrave; autore di &ldquo;Zio Paperone, le GM e lo spirito alpino&rdquo;. Vi ricorda qualcosa? Ebbene s&igrave;: <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/zio-paperone-e-stato-a-cuneo-e-ha-scoperto-lo-spirito-alpino_93058.html" target="_blank" rel="nofollow">si tratta proprio della storia che ha portato i paperi Disney a Cuneo</a>, lo scorso anno. Un appuntamento con la Granda che si rinnova, in qualche modo, anche adesso.</div>]]></description><pubDate>Fri, 04 Apr 2025 08:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[L’ombra misteriosa del Monviso: suggestione ottica o fenomeno inspiegabile?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/lombra-misteriosa-del-monviso-suggestione-ottica-o-fenomeno-inspiegabile_99694.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/lombra-misteriosa-del-monviso-suggestione-ottica-o-fenomeno-inspiegabile_99694.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/99694/117640.jpg" title="Foto di Beppe Perlo" alt="Foto di Beppe Perlo" /><br /><div>Luned&igrave; 24 marzo, poco dopo le 17.30, uno spettacolo insolito ha sorpreso chiunque si trovasse a osservare il Monviso dalla valle Po. Un&rsquo;ombra misteriosa, dalle forme imponenti, si &egrave; stagliata sulle nubi retrostanti, regalando un&rsquo;immagine di grande suggestione. L&rsquo;evento, immortalato dall&rsquo;appassionato di montagna Beppe Perlo dalla frazione Ghisola di Paesana, ha suscitato curiosit&agrave; e domande tra esperti e osservatori.</div>
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<div>Secondo Davide Giordano, geografo laureato all&rsquo;Universit&agrave; di Genova che ha condiviso le immagini sui suoi social, potrebbe trattarsi di un raro caso di spettro di Brocken, un fenomeno ottico che si manifesta in particolari condizioni atmosferiche, oppure un caso di rifrazione dovuta alla luce intensa su nubi cariche di umidit&agrave;. &ldquo;<em>Le condizioni atmosferiche in quel momento erano del tutto particolari. Vento, sbuffi di neve, repentino cambio di situazione barica. Il fenomeno &egrave; stato brevissimo, appena una trentina di secondi, ma Perlo &egrave; riuscito a catturarlo con alcuni scatti eccezionali</em>&rdquo;, ha spiegato l&rsquo;esperto.</div>
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<h2>Un gioco di luce e atmosfera</h2>
<div>L&rsquo;evento si &egrave; verificato in un periodo dell&rsquo;anno significativo, a ridosso dell&rsquo;equinozio di primavera, momento in cui il sole tramonta esattamente dietro la sagoma del Monviso se osservato dalla valle. Secondo i dati astronomici, a Paesana ieri il sole &egrave; tramontato alle 18.53 (effemeridi), dopo aver seguito una traiettoria che, unita alle condizioni atmosferiche, ha creato un effetto tanto spettacolare quanto inspiegabile. Giordano stesso, condividendo le immagini sui social, ha descritto la scena come "<em>qualcosa di apocalittico</em>", aggiungendo che l&rsquo;ombra sembrava trovarsi in una posizione anomala rispetto alla fonte di luce. Un vero mistero dell&rsquo;ottica e dell&rsquo;atmosfera.</div>
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<div>La presenza di una perturbazione in allontanamento e il rapido aumento della pressione atmosferica potrebbero aver creato le condizioni perfette per questa apparizione suggestiva.</div>
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<div>&ldquo;<em>La luce del sole al tramonto ha colpito la parete occidentale della montagna, proiettandone l&rsquo;ombra sulle nubi</em>&rdquo; spiega Giordano. Tuttavia, l&rsquo;interpretazione non &egrave; cos&igrave; semplice. &ldquo;<em>Perch&eacute; un&rsquo;ombra appaia, deve esserci una superficie su cui proiettarsi, e in questo caso l&rsquo;ombra sembra posizionarsi tra la fonte luminosa e il soggetto. &Egrave; un effetto difficile da spiegare con le normali regole dell&rsquo;ottica</em>&rdquo;.</div>
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<h2>Suggestione o scienza?</h2>
<div>Se si trattasse effettivamente di uno spettro di Brocken, ci troveremmo di fronte a un fenomeno ottico raro, che avviene quando un&rsquo;ombra viene proiettata su una superficie di nubi o nebbia e appare ingigantita e deformata. Tuttavia, alcuni dettagli lasciano ancora spazio al dibattito. L&rsquo;ombra, infatti, non sembra ribaltata come ci si aspetterebbe in un classico effetto specchio, rendendo il fenomeno ancora pi&ugrave; enigmatico.</div>
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<div>Anche a Geo, in onda oggi pomeriggio su Rai3, si parla del fenomeno, con la valutazione degli esperti.</div>
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<div>Qualunque sia la spiegazione definitiva, lo spettacolo immortalato sopra il Monviso rimane un momento straordinario di bellezza naturale. Un gioco di luce e atmosfera che ha trasformato per pochi istanti il profilo del &ldquo;Re di Pietra&rdquo; in una visione quasi sovrannaturale. E, in attesa di risposte pi&ugrave; precise, resta il fascino di un evento unico nel suo genere.</div>]]></description><pubDate>Tue, 25 Mar 2025 17:02:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Un altro podcast? Sì, un altro podcast: ecco Wall of Cuni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/un-altro-podcast-si-un-altro-podcast-ecco-wall-of-cuni_99138.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/un-altro-podcast-si-un-altro-podcast-ecco-wall-of-cuni_99138.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/99138/116939.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Segnatevelo sul calendario, impostate la sveglia, tatuatevelo sul braccio (ok, magari questo no): mercoled&igrave; 19 marzo debutta <em><strong>Wall of Cuni</strong></em>. Il panorama provinciale dell'intrattenimento si arricchisce di una nuova, imperdibile perla: il nuovissimo podcast di Cuneodice.it in collaborazione con il celebre influencer fossanese Luca Abb&agrave;, in arte Sbrab. S&igrave;, proprio lui, l'uomo che ha fatto della cuneesit&agrave; un genere letterario a parte.</div>
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<h2>Perch&eacute; Sbrab?</h2>
<div>Da tempo in redazione c'era questa idea: "<em>Facciamo un nuovo podcast?</em>", "<em>Ma chi lo conduce?</em>", "<em>Di cosa parliamo?</em>". L'illuminazione &egrave; arrivata lo scorso novembre, durante un'intervista a Luca Abb&agrave; al festival Ponte del Dialogo di Dronero. Lui era l&igrave; per la sua prima esperienza di stand-up comedy con lo spettacolo <em>La provincia di Cuneo nuda e cruda - Racconto la Granda cos&igrave; come la vedo</em>. Mentre parlava, ci siamo resi conto che, anche se in modi diversi, anche noi abbiamo lo stesso obiettivo: raccontare la Granda, farla conoscere, cercare di capirla e a volte, perch&egrave; no, riderne con i nostri lettori. Da l&igrave;, l'idea di unire la&nbsp;professionalit&agrave; giornalistica di Cuneodice.it con l'ironia leggera di Sbrab.</div>
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<h2>Perch&eacute; Cascioli?</h2>
<div>Individuato il partner perfetto, serviva un degno co-conduttore, da pescare all&rsquo;interno della nostra redazione. Chi meglio di Andrea Cascioli? Esperto cronista di giudiziaria e politica cittadina, nonch&eacute; enciclopedia umana su qualsiasi argomento. Lui dice di avere una voce orribile e di essere poco fotogenico, ma noi non siamo d'accordo. La redazione ha votato all'unanimit&agrave;: sar&agrave; lui la voce e il volto "serio, ma non troppo" di Cuneodice.it in <em>Wall of Cuni</em>.&nbsp;</div>
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<h2>Come nasce <em>Wall of Cuni</em>?</h2>
<div>Il nome del podcast non &egrave; scelto a caso. <em>Wall of Cuni</em> richiama la <em>Walk of Fame</em>, ma con un tocco pi&ugrave; "muro" e meno "red carpet". Qui i protagonisti non lasceranno impronte dorate sul pavimento, ma firme e testimonianze sul nostro sfondo, costruendo una parete di storie che crescer&agrave; puntata dopo puntata.</div>
<div>C'&egrave; anche un omaggio a The Wall dei Pink Floyd: il nostro muro non sar&agrave; fatto di mattoni psichedelici, ma di racconti autentici sulla provincia di Cuneo. Gi&agrave; che ci siamo, riprendiamo anche l&rsquo;iconico maiale gonfiabile della band, che diventer&agrave; un elemento chiave del nostro set. Perch&eacute;? Perch&eacute; ci piace.</div>
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<h2>Il set: rustico, ma con stile</h2>
<div>L'allestimento &egrave; un inno al riciclo creativo e alla tradizione agricola locale: sedie e tavolino in pallet perch&eacute; siamo green (e perch&eacute; costano poco), scaffali realizzati con cassette della frutta per collezionare con un tocco &ldquo;rurale-chic&rdquo; i regali che gli ospiti ci porteranno e, infine, il gi&agrave; citato muro di sfondo da riempire con le firme dei nostri ospiti. Non dimentichiamo i palloncini (e non solo) a forma di maiale: dettagli di classe.</div>
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<h2>Gli ospiti: chi lascer&agrave; il segno?</h2>
<div>Il podcast ospiter&agrave; uomini e donne che, in un modo o nell&rsquo;altro, hanno lasciato la loro impronta nella Granda: sportivi, artisti, imprenditori, attivisti, scrittori e chiunque abbia una storia interessante da raccontare. Non solo chi &egrave; nato qui, ma anche chi qui lavora, vive o porta avanti progetti legati al territorio. L'obiettivo? Scoprire la provincia da nuovi punti di vista, tra aneddoti, esperienze e curiosit&agrave;, il tutto sorseggiando un bicchiere di vino e mangiando pane e salame. Ricapitolando: due ciance mentre si fa merenda sinoira!</div>
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<h2>Partenza col botto: i Carota Boys!</h2>
<div>Il primo episodio, in onda il 19 marzo, ospiter&agrave; niente meno che una parte dei mitici Carota Boys. Questi ragazzi di Revello, diventati virali per il loro tifo scatenato per Jannik Sinner travestiti da carote, ci racconteranno come sono passati dall'essere semplici appassionati di tennis a fenomeno mediatico internazionale. Da Roma a Wimbledon, sono diventati il simbolo del tifo tricolore nel mondo del tennis.</div>
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<h2>Podcast: una storia di successo</h2>
<div>Gi&agrave; che ci siamo, due parole sul mondo dei podcast. Sapete da dove viene questa parola? Podcast nasce dall'unione di iPod (lo storico lettore Apple) e broadcast (trasmissione). Il termine fu coniato nel 2004 dal giornalista Ben Hammersley, quando i file audio scaricabili iniziavano a spopolare. Ma le radici del podcast affondano molto pi&ugrave; indietro, nella tradizione radiofonica e negli esperimenti digitali degli anni '90. Con l'avvento di internet e l'uso dell&rsquo;RSS (grazie a Dave Winer e Adam Curry), il podcast &egrave; diventato un mezzo sempre pi&ugrave; diffuso, fino a diventare oggi un punto di riferimento per chi cerca informazione e intrattenimento on demand. Piattaforme come Spotify e YouTube hanno ulteriormente spinto la sua diffusione, rendendolo accessibile a tutti.</div>
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<h2>Quando e dove ascoltare <em>Wall of Cuni</em>?</h2>
<div>Gli episodi della prima stagione usciranno ogni mercoled&igrave; a partire dal 19 marzo 2025 sui canali YouTube e Spotify di Cuneodice.it. A che ora? Un indizio: agli ospiti offriamo la merenda sinoira!</div>
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<div>"<strong><em>Stay tuned, stay Cuni!</em></strong>" &egrave; l&rsquo;invito di Sbrab, e noi non possiamo che sottoscrivere.</div>]]></description><pubDate>Fri, 14 Mar 2025 12:50:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Dall’Alaska alla Terra del Fuoco: il viaggio epico di Alberto Cappella ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dallalaska-alla-terra-del-fuoco-il-viaggio-epico-di-alberto-cappella_96841.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dallalaska-alla-terra-del-fuoco-il-viaggio-epico-di-alberto-cappella_96841.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/96841/113889.jpg" title="Alberto Cappella nel punto più a nord del suo viaggio" alt="Alberto Cappella nel punto più a nord del suo viaggio" /><br /><div>
<div>Alberto Cappella, ex cuneese, sta realizzando un sogno che racchiude in s&eacute; avventura, coraggio e passione: attraversare le Americhe su una moto, da nord a sud. Un sogno coltivato da anni, per il quale ha atteso il meritato pensionamento e la fine della pandemia: lo scorso marzo ha finalmente imbarcato la sua GS Bmw, l&rsquo;ha raggiunta in aereo a Vancouver e ha dato inizio a questa straordinaria avventura dirigendosi verso l&rsquo;Alaska. Raggiunto il punto pi&ugrave; a nord di questo viaggio, Alberto ha poi iniziato a scendere attraverso le Americhe con destinazione finale la Terra del Fuoco e Ushuaia, la citt&agrave; pi&ugrave; meridionale del continente sudamericano.</div>
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<div>Ad oggi Alberto ha appena attraversato la frontiera con l&rsquo;Argentina, dopo essersi lasciato alle spalle la Bolivia e il Cile tra le distese del Desierto de Atacama: ha gi&agrave; percorso oltre 36.000 chilometri e da poco effettuato il terzo tagliando. &ldquo;<em>I 50.000 chilometri che mio pap&agrave; aveva inizialmente preventivato penso siano destinati ad essere ampiamente superati!</em>&rdquo; ci racconta con orgoglio la figlia Giulia.</div>
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<h2>Le origini cuneesi</h2>
<div>Alberto, nato da madre friulana e padre marchigiano (anche lui grandissimo amante delle due ruote), &egrave; cresciuto a Borgo San Dalmazzo, dove coltiva fin da giovane una passione viscerale per i motori.</div>
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<div>Fin da ragazzo frequenta assiduamente la storica moto officina di Franco Spada, luogo che alimenta la sua curiosit&agrave; e competenza tecnica. Dopo un inizio come dipendente del Comune di Borgo, Alberto decide di trasformare la sua passione in carriera. Nel 1989 invia alcuni progetti di moto, realizzati nel tempo libero, al Centro Stile Aprilia di Noale, in provincia di Venezia.</div>
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<div>I progetti non passano inosservati e Alberto viene assunto per un anno di prova, mentre la moglie e la figlia in tenera et&agrave; rimangono a Boves. L&rsquo;anno successivo entra a far parte definitivamente del Centro Stile Aprilia e si trasferisce anche la famiglia: ne seguir&agrave; una brillante carriera durata quasi 40 anni, sempre in Aprilia con piccole parentesi in Laverda e Moto Guzzi, contribuendo al design di moto iconiche.</div>
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<h2>Un sogno nato in giovent&ugrave;</h2>
<div>L&rsquo;amore per le due ruote ha sempre contraddistinto Alberto. Negli anni &rsquo;80, insieme alla moglie Angela, al fratello e ad un amico, ha affrontato un viaggio epico in Vespa da Cuneo a Salisburgo in pieno inverno per partecipare all&rsquo;Elefantentreffen, un famoso raduno motociclistico. Tre Vespe cariche di passione e coraggio hanno percorso centinaia di chilometri tra neve e gelo, lasciando un segno indelebile nella memoria dei protagonisti. Questa esperienza fu solo una di una lunga serie di viaggi su due ruote che lo avrebbero portato in giro per il mondo.</div>
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<h2>Un&rsquo;avventura tra imprevisti e meraviglie&nbsp;</h2>
<div>Alberto sta attraversando paesaggi mozzafiato, ma non mancano gli imprevisti. Uno degli episodi pi&ugrave; recenti &egrave; stato il tentativo, purtroppo fallito, di percorrere la Carretera de la Muerte in Bolivia, una delle strade pi&ugrave; pericolose al mondo. &ldquo;<em>Era un sogno che coltivava da anni</em>&rdquo; racconta la figlia Giulia &ldquo;<em>ma una frana venuta gi&ugrave; poche ore prima lo ha costretto a rinunciare. Alla fine, &egrave; stato fortunato a non trovarsi coinvolto</em>&rdquo;.</div>
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<div>La pioggia incessante ha segnato buona parte del viaggio, mettendo a dura prova Alberto e la sua attrezzatura. &ldquo;<em>Ha gi&agrave; fuso una tuta antipioggia</em>&rdquo; scherza la figlia &ldquo;<em>ma non si &egrave; mai fermato</em>&rdquo;. A ci&ograve; si aggiungono le numerose forature della gomma posteriore, ben quattro, e alcune cadute.&nbsp;</div>
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<div>Nella maggior parte dei casi ha "appoggiato" la moto per terra per via della sabbia o delle buche ma, a parte liberare la moto di tutti i bagagli, tirarla su di schiena e ricaricare tutto, se l'&egrave; sempre cavata da solo.&nbsp;La caduta pi&ugrave; seria Alberto l&rsquo;ha subita ad agosto in Canada, fortunatamente senza gravi conseguenze: i pezzi di ricambio per riparare la moto sono arrivati la settimana successiva, portati dalla famiglia che lo ha raggiunto per trascorrere tre settimane insieme e visitare i parchi americani.</div>
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<h2>Il sostegno della famiglia&nbsp;</h2>
<div>La visita in occasione della caduta &egrave; solo una parte del grande supporto della famiglia su cui Alberto pu&ograve; contare: la moglie Angela, la figlia Giulia, il compagno di lei e i nipotini Milo ed Enea seguono ogni sua tappa con grande affetto e ammirazione. Pur lontano da casa, Alberto non &egrave; mai davvero solo.</div>
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<h2>Avventure quotidiane e spirito di adattamento</h2>
<div>Questo viaggio &egrave; caratterizzato dall&rsquo;improvvisazione, che lo rende autentico e avventuroso. Ogni giorno Alberto decide il suo itinerario, pernottando in tenda o in semplici strutture locali. La sua capacit&agrave; di adattarsi &egrave; straordinaria, considerando anche che non parla inglese o spagnolo, ma riesce comunque a comunicare grazie a una innata abilit&agrave; di farsi intendere.</div>
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<div>Pur non essendo un grande appassionato di social media, Alberto condivide regolarmente scatti suggestivi delle sue avventure sul suo profilo Instagram, mantenendo uno stile documentaristico che esclude pose o selfie. Le sue immagini raccontano la bellezza dei luoghi attraversati, dalle montagne dell&rsquo;Alaska al deserto dello Uyuni, la pi&ugrave; grande distesa salata del mondo, passando dai grandi parchi Usa, regalando a chi lo segue un assaggio del suo straordinario viaggio.</div>
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<h2>Un esempio di coraggio e determinazione&nbsp;</h2>
<div>Questo viaggio rappresenta la realizzazione di un sogno e l&rsquo;amore di un uomo per l&rsquo;avventura e per le due ruote, ma anche un esempio per tutti coloro che desiderano spingersi oltre i propri limiti e vivere esperienze straordinarie.</div>
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<div>Il rientro &egrave; previsto per marzo o aprile: raggiunta l&rsquo;estremit&agrave; meridionale delle Americhe, Alberto risalir&agrave; fino a Montevideo per imbarcare la sua moto in un container; lui rientrer&agrave; invece in aereo, portando con s&eacute; un bagaglio di ricordi e storie indimenticabili.</div>
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<div>Per seguire il suo viaggio e scoprire i luoghi incredibili che ha attraversato, potete visitare il suo <a href="https://www.instagram.com/alberto.cappella/" target="_blank" rel="nofollow">profilo Instagram</a>&nbsp;"@alberto.cappella".</div>
</div>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jan 2025 13:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Lagnasco festeggia i 102 anni di Laura Giuseppa Maria Giletta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/lagnasco-festeggia-i-102-anni-di-laura-giuseppa-maria-giletta_96716.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/lagnasco-festeggia-i-102-anni-di-laura-giuseppa-maria-giletta_96716.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/96716/113734.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Tanti auguri a Laura Giuseppa Maria Giletta in Ponso di Lagnasco, che ha compiuto 102 anni con un'energia straordinaria. Per rendere ancora pi&ugrave; bello questo giorno speciale, il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia le ha consegnato una targa, una sorta di certificazione per il grande traguardo raggiunto insieme alla sua famiglia.&nbsp;</div>
</div>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jan 2025 08:16:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Fiorite in pieno inverno le rose che fanno da cornice al quadro del medico Silvio Galvagno a Frassino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/fiorite-in-pieno-inverno-le-rose-che-fanno-da-cornice-al-quadro-del-medico-silvio-galvagno-a-frassino_96537.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/fiorite-in-pieno-inverno-le-rose-che-fanno-da-cornice-al-quadro-del-medico-silvio-galvagno-a-frassino_96537.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/96537/113533.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Le rose fiorite il 10 di gennaio, in pieno inverno, non sono uno spettacolo di tutti giorni: fanno da cornice al quadro che ricorda il grande medico Silvio Galvagno di Manta.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il dipinto, realizzato dall&rsquo;artista verzuolese Sandro Midulla, &egrave; posto nella centrale piazza Marconi a Frassino (sulla facciata del Bed&amp;Breakfast Barba Bertu) ed &egrave; stato inaugurato in una riuscita festa solidale che si &egrave; svolta sabato 20 luglio 2024. Il quadro riporta una toccante riflessione del grande medico che aveva curato gli &lsquo;ultimi&rsquo; in diversi angoli del pianeta: <em>&ldquo;L&rsquo;Africa &egrave; un crogiolo di perle rare e preziose per la vita: per scoprirle, devi avere l&rsquo;umilt&agrave; di cercare le persone pi&ugrave; insignificanti&rdquo;</em>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dal Bed&amp;Breakfast Barba Bertu, Alma Delfino e Alberto Burzio osservano: <em>&ldquo;Chi si fermer&agrave; davanti al quadro di Silvio Galvagno, potr&agrave; notare che le uniche rose fiorite sono quelle piantate nell&rsquo;aiuola ai suoi piedi. Le altre piante di rosa, a pochi metri di distanza, sono tutte in stato di riposo, per via del clima freddo&rdquo;</em>.</div>
</div>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jan 2025 09:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[I dieci articoli più letti del 2024 su Cuneodice.it]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/i-dieci-articoli-piu-letti-del-2024-su-cuneodiceit_96104.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/i-dieci-articoli-piu-letti-del-2024-su-cuneodiceit_96104.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/96104/112986.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 2024 volge al termine, tempo di bilanci e resoconti anche per il nostro sito. Riavvolgiamo il nastro e andiamo a ripercorrere gli ultimi dodici mesi di notizie attraverso i dieci articoli pi&ugrave; letti dell&rsquo;anno su Cuneodice.it.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fuma-una-canna-sabato-si-mette-al-volante-lunedi-e-si-autodenuncia-patente-revocata-per-il-radicale-blengino_96022.html" target="_blank" rel="nofollow">1 - Fuma una canna sabato, si mette al volante luned&igrave; e si autodenuncia: patente revocata per il radicale Blengino</a></strong></div>
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<div>Al primo posto l&rsquo;azione di disobbedienza civile di Filippo Blengino, cuneese, segretario nazionale dei Radicali, contro le nuove norme introdotte nel codice della strada. A Roma, nei giorni scorsi, Blengino si &egrave; autodenunciato alla Polizia mentre si trovava al volante, sostenendo di aver fumato una canna due giorni prima: per lui patente revocata.&nbsp;</div>
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<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/comunali-tutti-i-risultati-della-provincia-di-cuneo-in-aggiornamento_88758.html" target="_blank" rel="nofollow">2 - Comunali, tutti i risultati della provincia di Cuneo</a></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Al secondo posto uno dei momenti topici di quest&rsquo;ultimo anno, quello delle elezioni, con ben 171 Comuni cuneesi chiamati ad eleggere Sindaco e Consiglio comunale. Tra i centri alle urne anche quattro delle &ldquo;sette sorelle&rdquo;: Alba, Bra, Fossano e Saluzzo.</div>
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<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lo-sfogo-di-un-camionista-in-valle-stura-diventa-virale-guardate-dove-passiamo-per-arrivare-a-vinadio_85085.html" target="_blank" rel="nofollow">3 - Lo sfogo di un camionista in valle Stura diventa virale: &ldquo;Guardate dove passiamo per arrivare a Vinadio&rdquo;</a></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Al terzo posto il video realizzato da un camionista diventato virale su TikTok: nelle immagini Daniele Fauci, autotrasportatore molto popolare sul citato social, lamenta le condizioni della strada verso lo stabilimento Sant&rsquo;Anna di Vinadio: &ldquo;<em>Roba da mettersi le mani nei capelli</em>&rdquo;. Uno sfogo che va ad inserirsi nell&rsquo;eterno dibattito legato all&rsquo;irrisolta questione della variante di Demonte.</div>
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<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aumentano-le-persone-che-rinunciano-alle-cure-al-nord-nessuno-fa-peggio-del-piemonte_86815.html" target="_blank" rel="nofollow">4 - Aumentano le persone che rinunciano alle cure: al Nord nessuno fa peggio del Piemonte</a></strong></div>
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<div>Ai piedi del podio un approfondimento legato alla sanit&agrave; con un risultato poco lusinghiero per il Piemonte: nel 2023 l'8,8 per cento dei piemontesi ha rinunciato a prestazioni sanitarie necessarie a causa dei costi o delle liste d'attesa troppo lunghe. Il dato era contenuto nel rapporto Bes dell&rsquo;Istat.</div>
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<div><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/io-tabaccaio-strozzato-dalle-commissioni-bancarie-da-usura-sul-pos_89728.html" target="_blank" rel="nofollow"><strong>5 - &ldquo;Io, tabaccaio, strozzato dalle commissioni bancarie da usura sul Pos&rdquo;</strong></a></div>
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<div>Il quinto posto in classifica &egrave; occupato dall&rsquo;intervento di un tabaccaio, in risposta al dibattito innescato da una lettrice sull&rsquo;uso del Pos: alcuni esercenti lo rifiutano tuttora, si segnalava. <em>&ldquo;Non sono per niente allergico ai moderni metodi di pagamento&rdquo;</em> ribatte il tabaccaio autore della replica, che pone per&ograve; il tema delle commissioni bancarie definite <em>&ldquo;da usura&rdquo;</em> per la categoria.</div>
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<div><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-tenda-non-apre-un-albergatore-di-vernante-per-fortuna-qualcuno-si-attiene-alla-misure-di-sicurezza_95756.html" target="_blank" rel="nofollow"><strong>6 - Il Tenda non apre, un albergatore di Vernante:</strong> <strong>&ldquo;Per fortuna qualcuno si attiene alle misure di sicurezza&rdquo;</strong></a></div>
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<div>Sesto posto per l'intervento di Fausto Macario, titolare del Park Hotel, dopo l&rsquo;ennesimo rinvio dell&rsquo;apertura del tunnel del colle di Tenda: <em>&ldquo;Abbiamo consegnato ai politici del territorio un memorandum per il rilancio turistico della valle, ma &egrave; impossibile incontrarli</em>&rdquo;, scrive amaro l&rsquo;albergatore in uno sfogo che ha raccolto centinaia di commenti e condivisioni.</div>
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<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/un-viaggio-nel-piemonte-che-non-ce-piu-ecco-le-meraviglie-che-abbiamo-perso_91079.html" target="_blank" rel="nofollow">7 - Un viaggio nel Piemonte che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;: ecco le meraviglie che abbiamo perso</a></strong></div>
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<div>In settima posizione un viaggio nella storia della nostra provincia: dalla cittadella di Cuneo al forte di Demonte, dal castello di Verzuolo all&rsquo;antico duomo di Mondov&igrave;. Un libro di Simone Caldano fa da guida fra i luoghi scomparsi della Granda (ma non solo).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-protesta-degli-operai-alla-merlo-se-lazienda-e-una-famiglia-non-ci-devono-essere-figli-bastardi_86214.html" target="_blank" rel="nofollow">8 - La protesta degli operai alla Merlo: &ldquo;Se l&rsquo;azienda &egrave; una famiglia, non ci devono essere figli bastardi&rdquo;</a></strong></div>
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<div>All&rsquo;ottavo posto la protesta degli operai dello stabilimento Merlo dello scorso aprile. Uno sciopero a scacchiera della Fiom contro il mancato rinnovo dei premi. Da cui erano rimasti esclusi, aveva denunciato il sindacato, circa quattrocento lavoratori: &ldquo;<em>Eppure il fatturato vola</em>&rdquo;, l&rsquo;osservazione nei confronti dell&rsquo;azienda.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a href="https://www.cuneodice.it/curiosita/alba-e-langhe/due-cuneesi-tra-i-pretendenti-al-titolo-di-mister-italia-2024_91173.html" target="_blank" rel="nofollow"><strong>9 - Due cuneesi tra i pretendenti al titolo di Mister Italia 2024</strong></a></div>
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<div>Una curiosit&agrave; al penultimo gradino della top 10: si tratta della presenza di due cuneesi, Alessio Cavagnero di Alba e Gabriel Pascar di Brossasco, come pretendenti al titolo di Mister Italia 2024, contraltare della pi&ugrave; nota competizione femminile vinta nel 2023 proprio da una bellezza della Granda, la cerverese Francesca Bergesio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/colle-di-tenda-rixi-annuncia-il-1-giugno-riapre-la-strada-dei-46-tornanti_87204.html" target="_blank" rel="nofollow">10 - Colle di Tenda, Rixi annuncia: "Il 1&deg; giugno riapre la strada dei 46 tornanti"</a></strong></div>
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<div>A chiudere la classifica ancora una notizia legata alla questione Colle di Tenda, con l&rsquo;annuncio del viceministro dei Trasporti sull&rsquo;apertura della strada dei 46 tornanti, unico passaggio stradale percorribile in assenza (e in attesa) del traforo.</div>]]></description><pubDate>Sun, 29 Dec 2024 08:10:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Moretta ha festeggiato i cento anni della signora Lucia Raso]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/moretta-ha-festeggiato-i-cento-anni-della-signora-lucia-raso_95759.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/moretta-ha-festeggiato-i-cento-anni-della-signora-lucia-raso_95759.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/95759/112567.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Moretta ha una centenaria in pi&ugrave;. Sabato 15 dicembre &egrave; stata una giornata di festa per la famiglia Raso, con la signora Lucia che ha spento 100 candeline.</div>
<div>Morettese doc, era nata in frazione Roncaglia, dove la famiglia gestiva un&rsquo;azienda agricola. Per tutta la vita Lucia ha lavorato nelle case della borghesia torinese, come donna di casa. Tornata a Moretta, ha accudito i genitori anziani, dedicando gran parte del tempo libero alla casa di riposo cittadina e alla parrocchia.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Proprio per la sua opera di volontariato a Villa Loreto era stata insignita del premio &ldquo;San Giovanni&rdquo;, destinato ogni anno ai cittadini meritevoli.&nbsp;&nbsp;Ancora oggi, seppur con qualche acciacco e qualche difficolt&agrave; motoria, Lucia vive tra le mura di casa. Sabato mattina &egrave; stata festeggiata da tutta la famiglia. Gli auguri sono arrivati anche dal sindaco Gianni Gatti e dal nipote, attuale consigliere comunale, Pierangelo Raso.</div>
</div>]]></description><pubDate>Tue, 17 Dec 2024 08:54:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un annullo filatelico per celebrare la favola della casa di riposo di Saluzzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/un-annullo-filatelico-per-celebrare-la-favola-della-casa-di-riposo-di-saluzzo_95385.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/un-annullo-filatelico-per-celebrare-la-favola-della-casa-di-riposo-di-saluzzo_95385.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/95385/112069.jpg" title="" alt="" /><br /><div>&ldquo;Scrivici una Cartolina&rdquo;, era questo il titolo di un&rsquo;iniziativa partita quasi per caso l&rsquo;estate scorsa da un&rsquo;idea delle educatrici della Residenza &ldquo;Tapparelli&rdquo; di Saluzzo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;iniziativa, al di l&agrave; di ogni pi&ugrave; rosea aspettativa, ha avuto un successo enorme e, come detto, inaspettato. Quasi duemila cartoline sono arrivate alla residenza di via Cuneo e la cosa non &egrave; passata inosservata ai piani alti di Poste, tanto da proporre alla Residenza Tapparelli di partecipare con i propri ospiti alla festa organizzata il 2 ottobre in occasione della &ldquo;Festa dei nonni&rdquo; alla filiale delle Poste di Saluzzo che celebrava la giornata dedicata ai nonni come tutte le filiali dislocate sul territorio nazionale. Ma la festa del 2 ottobre non &egrave; bastata e allora &egrave; arrivata anche l&rsquo;idea di proporre un annullo filatelico che celebrasse l&rsquo;iniziativa e che la ricordasse nel tempo. Ecco allora che l&rsquo;idea &egrave; stata sviluppata ed &egrave; nata la giornata che si svolger&agrave; alla residenza Tapparelli di Saluzzo il prossimo 10 dicembre.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sar&agrave; una giornata importante che avr&agrave; inizio alle 10,00 presso il Salone Vetrato della Residenza, dove verr&agrave; allestito uno spazio filatelico, un vero e proprio distaccamento dell&rsquo;ufficio postale, in cui gli operatori di Poste saranno presenti con un particolare annullo filatelico che servir&agrave; a timbrare tutta la corrispondenza in partenza quel giorno e solo quel giorno, una vera e propria chicca per i collezionisti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Al saluto delle autorit&agrave; e del Consiglio di Amministrazione della Residenza, faranno seguito le testimonianze dell&rsquo;educatrice che ha inventato il progetto e lo ha portato avanti e dell&rsquo;operatrice postale che, non senza un certo stupore, tutti i giorni portava alla residenza le centinaia di cartoline in arrivo. Viviamo infatti in un&rsquo;epoca in cui le cartoline sono un ricordo delle persone pi&ugrave; attempate, quindi vedere cos&igrave; tante cartoline arrivare ogni giorno, rappresentava certamente un avvenimento fuori dalla routine di tutti i giorni. A questo faranno seguito le testimonianze di alcuni ospiti della residenza ex dipendenti di Poste Italiane che porteranno la loro esperienza e ci racconteranno come erano i tempi in cui le cartoline erano una cosa normale per salutare o ricordarci degli amici e dei familiari.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel pomeriggio per i presenti ci sar&agrave; anche la possibilit&agrave; di sentire le testimonianze degli ospiti della residenza che hanno partecipato al progetto e che, come ha gi&agrave; avuto modo di raccontare una signora: <em>&ldquo;Pur non avendo avuto durante la vita, la possibilit&agrave; di viaggiare molto, quest&rsquo;estate, grazie alle cartoline che sono arrivate, sono stata dappertutto e la cosa mi ha riempito di gioia e di felicit&agrave;&rdquo;</em>. Alle 16,00 l&rsquo;ufficio postale distaccato chiuder&agrave; e lo speciale annullo sar&agrave; inviato a Roma, dove sar&agrave; conservato presso il Museo delle Poste. Ma la giornata al Tapparelli non si concluder&agrave; ancora. Infatti, prima della chiusura con il concerto degli allievi della scuola musicale &ldquo;Suzuki&rdquo;, ci sar&agrave; ancora un momento di ringraziamento da parte degli ospiti e degli amministratori, a coloro che, con i loro contributi finanziari, hanno fornito il loro sostegno alle varie attivit&agrave; della Residenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Da ricordare infine che durante tutta la giornata saranno presenti alla Residenza le telecamere di Telecupole per registrare una puntata della trasmissione Terraverde condotta da Claudio Calorio, interamente dedicata agli anziani, alla loro vita, ai loro ricordi e che si concluder&agrave; con il brindisi finale e gli auguri di tutti gli ospiti della &ldquo;Residenza Tapparelli&rdquo; per un sereno Natale e un proficuo anno nuovo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sar&agrave; insomma una giornata importante e impegnativa per tutta la &ldquo;Residenza Tapparelli&rdquo; che, grazie a un&rsquo;intuizione di una delle educatrici, &egrave; salita alla ribalta delle cronache ed ha fatto vivere ai propri ospiti un&rsquo;esperienza nuova ed indimenticabile. Gli ospiti della residenza Tapparelli attendono quindi non solo i collezionisti e i filatelici per vivere insieme una giornata diversa e particolare.</div>]]></description><pubDate>Sat, 07 Dec 2024 12:50:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla casa di riposo "Maero" di Manta festa per due centenarie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/alla-casa-di-riposo-maero-di-manta-festa-per-due-centenarie_93843.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/saluzzese/alla-casa-di-riposo-maero-di-manta-festa-per-due-centenarie_93843.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/93843/110145.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Un traguardo straordinario celebrato con emozione il 30 ottobre alla Residenza Sanitaria Assistenziale &ldquo;Maero&rdquo; di Manta, di gestione Sereni Orizzonti, dove Esterina Giusiano e Lucia Gerlero hanno festeggiato il centesimo compleanno circondate dall'affetto di ospiti, personale e rappresentanti dell'amministrazione comunale. Ha partecipato alle celebrazioni il sindaco di Manta Ivana Margherita Casale, portando in dono alle festeggiate un mazzo di fiori colorato e unendosi con piacere ai festeggiamenti.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>"&Egrave; sempre un'emozione particolare celebrare questi momenti che rappresentano non solo un traguardo personale, ma anche un patrimonio di memoria e saggezza per tutta la nostra comunit&agrave;"</em>, ha dichiarato la direttrice della struttura Marinella Racca.&nbsp;&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La festa, organizzata dal personale della RSA con la collaborazione dei familiari, ha visto la partecipazione entusiasta degli altri ospiti della struttura Sereni Orizzonti, che hanno condiviso con le centenarie un momento di gioia e convivialit&agrave;. Non sono mancati la tradizionale torta di compleanno, un brindisi collettivo in onore delle festeggiate, tanta musica e allegria. Le signore, visibilmente commosse, hanno ringraziato tutti i presenti per la partecipazione attiva, sfoggiando con orgoglio fasce colorate e coroncine degne di una festa di compleanno.&nbsp;</div>
</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Thu, 31 Oct 2024 16:16:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dal team di Granda Land nasce il puzzle in legno della provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/dal-team-di-granda-land-nasce-il-puzzle-in-legno-della-provincia-di-cuneo_93712.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/dal-team-di-granda-land-nasce-il-puzzle-in-legno-della-provincia-di-cuneo_93712.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/93712/109992.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>La &ldquo;premiata ditta&rdquo; che ha portato alla creazione e al successo dei noti giochi da tavolo incentrati sulla provincia di Cuneo (Grandaland, Carte da Gieu, Ciadel, Merenda Sinoira e Bogianen) sforna la sesta &ldquo;creatura&rdquo; partorita dalla sua giocosa creativit&agrave;:&ldquo;El P&agrave;zel &euml;d la Granda&rdquo;. Si tratta di un puzzle da 160 pezzi, realizzato interamente in legno e illustrato da Alessandra Parigi, nota gi&agrave; per i suoi lavori dedicati alle vallate cuneesi. Un altro omaggio degli autori, il saluzzese Enrico Dovetta e il cuneese Luca Giraudo, alla loro terra: <em>"Mettiamo letteralmente &ldquo;in tavola&rdquo; un racconto visivo della nostra provincia, caratterizzato dall&rsquo;unione e intersezione dei tantissimi elementi che lo caratterizzano</em> - dicono gli ideatori -<em>: dal cibo all&rsquo;arte, dai musei alla natura, dagli animali alle montagne: sar&agrave; uno spettacolo persino da avere appeso in casa"</em>.  Come nasce questa collaborazione? <em> "&Egrave; stata proprio la scoperta delle illustrazioni di Alessandra &ldquo;Cerotto&rdquo; durante una fiera a cui abbiamo partecipato che ci ha illuminato e ci ha fatto dire: non pu&ograve; essere che lei ad impreziosire il nostro puzzle"</em>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>E cos&igrave; &egrave; stato. Le prime copie stanno gi&agrave; andando a ruba, tra preordini online e nei negozi e in vista del Natale il gioco si candida ad essere un &ldquo;must have&rdquo; da mettere sotto l&rsquo;albero.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Tre giochi in uno&nbsp;</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per il puzzle della Granda gli autori hanno pensato di regalare alcuni extra: sul suo retro infatti comparir&agrave; un link da cui &egrave; possibile scaricare un ulteriore gioco: si tratta di parole crociate le cui soluzioni possono essere scovate osservando i soggetti dell&rsquo;illustrazione. Ne scaturir&agrave; la parola chiave per un codice sconto da utilizzare per altri giochi Demoela, la cooperativa che confeziona il gioco. Anche l&rsquo;illustratrice ha riservato una sorpresa: all&rsquo;interno del disegno ha nascosto un cerotto, suo logo nonch&eacute; simbolo distintivo anche del suo nome d&rsquo;arte. "Riuscirete a trovarlo?", la sfida che lanciano i creatori ai tanti appassionati dei loro giochi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Concludono gli autori: <em>"Non aspettatevi un semplice puzzle: abbiamo messo in piedi un ingegnoso gioco per divertirsi in svariate modalit&agrave;, scoprendo alcuni dettagli che forse ancora non conoscete della nostra provincia Granda"</em>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; possibile trovare il nuovo gioco sul sito internet dell&rsquo;editore Demoela e in tutte le librerie, cartolerie e negozi di giocattoli del Piemonte, con una mappa reperibile sul profilo Instagram @grandaland.</div>
</div>]]></description><pubDate>Tue, 29 Oct 2024 13:20:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L’aurora boreale illumina la notte nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/laurora-boreale-illumina-la-notte-nella-granda_93004.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/laurora-boreale-illumina-la-notte-nella-granda_93004.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/93004/109100.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Nei cieli della Granda questa notte &egrave; tornata l&rsquo;aurora boreale. Un fenomeno raro alle nostre latitudini, ma che &egrave; gi&agrave; capitato di osservare, l&rsquo;ultima volta a maggio scorso.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A regalarci questo spettacolo &egrave; il sole, in coincidenza con forti tempeste magnetiche come quella che si sta verificando. L&rsquo;evento era stato annunciato dai meteorologi, ma non era certo. Invece &egrave; arrivato in tutta la sua meraviglia, visibile dal Nord Italia alla Sardegna.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo scatto che vediamo &egrave; stato inviato alla nostra redazione dal signor Giovanni Piano, che ha immortalato l&rsquo;aurora boreale a Pradleves all&rsquo;una e trenta di notte.</div>]]></description><pubDate>Fri, 11 Oct 2024 09:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’influencer di Fossano Luca Abbà porta i cuneesi a “sbrabbare” in giro per la provincia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/linfluencer-di-fossano-luca-abba-porta-i-cuneesi-a-sbrabbare-in-giro-per-la-provincia_92218.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/linfluencer-di-fossano-luca-abba-porta-i-cuneesi-a-sbrabbare-in-giro-per-la-provincia_92218.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/92218/108070.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Raccontando la provincia di Cuneo con ironia e simpatia in pochi mesi ha superato i 29mila seguaci su Instagram. &Egrave; il fossanese Luca Abb&agrave;, conosciuto come &ldquo;Sbrab&rdquo;, che porta i suoi follower in giro per i paesi della Granda. Il successo non &egrave; arrivato per caso, dietro ai video c&rsquo;&egrave; una strategia frutto di studio, tentativi ed esperienza. Da due anni, infatti, si occupa di comunicazione digitale creando contenuti nel mondo Horeca, cio&egrave; il settore dell&rsquo;industria alberghiera. Non ha una formazione accademica, quello che sa l&rsquo;ha imparato da autodidatta sul campo. "<em>Sono curioso, ho guardato centinaia di tutorial, letto libri e articoli perch&eacute; quello della comunicazione &egrave; un argomento che mi interessa</em>", racconta.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ha iniziato su TikTok quasi due anni fa caricando alcuni contenuti relativi al mondo della ristorazione, ha provato strade diverse, a volte ricevendo un riscontro positivo, altre no. Finch&eacute; un giorno non ha condiviso un video in cui ironizzava sulla figura del barista cuneese: "<em>Faccio il barista in provincia di Cuneo, &egrave; normale che se vedo entrare qualcuno nel mio locale dopo le nove di sera mi spavento</em>". Quel contenuto ha rappresentato una svolta: "<em>La cosa che interessava alle persone non era che io facessi il barista</em> &ndash; spiega &ndash; <em>ma che scherzassi sull&rsquo;essere cuneese"</em>. Dopo qualche tentativo ha trovato gli elementi che oggi lo rendono riconoscibile: raccontare la Granda e i suoi abitanti con un tono beffardo e accattivante, per dare valore a paesaggi che i cuneesi spesso danno per scontati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche chi ancora non lo conosce &egrave; probabile che l&rsquo;abbia incrociato sui social in un video in cui racconta che avrebbe fatto le vacanze a Sant&rsquo;Albano. Tra Instagram e TikTok ha ottenuto pi&ugrave; di 900mila visualizzazioni, senza contare che &egrave; stato scaricato e ha iniziato a girare tra le chat. "<em>Subito non avevo chiaro cosa fare dopo, volevo continuare perch&eacute; avevo trovato un format, ma non sapevo come muovermi"</em>. Un&rsquo;indicazione &egrave; arrivata dalle interazioni degli utenti: "<em>Tanti parlavano di Sant&rsquo;Albano, quindi, sono andato l&igrave; a fare un sopralluogo, chiaramente in maniera ironica. Ha avuto successo e a quel punto le regole del gioco erano chiare: ho deciso di girare la provincia facendo vedere posti che nessuno aveva mai fatto vedere prima cos&igrave;, in maniera ironica ma senza essere offensivo"</em>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Luca Abb&agrave; porta la sua community a &ldquo;sbrabbare&rdquo; per il Cuneese. "<em>Una definizione semplice per spiegare cosa vuol dire 'sbrabbare' ancora non ce l&rsquo;ho. Potremmo dire che &egrave; l&rsquo;unico modo per godere davvero delle nostre zone. Quelli che faccio vedere non sono posti visitabili come altre citt&agrave; d&rsquo;Italia, non ci sono grandi reti ricettive. Io ci ironizzo, ma a me piace tantissimo questo territorio. Ci sono tante cose da vedere anche se penso sia ancora da valorizzare</em>".</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tutto &egrave; iniziato come un gioco ma adesso si sta trasformando quasi in un lavoro. "<em>Ho la fortuna di essere un libero professionista e di avere un lavoro molto programmabile, quindi posso dedicare tempo a questo progetto</em>", continua. E sta anche iniziando a raccogliere i primi frutti perch&eacute; tante sono le realt&agrave; che l&rsquo;hanno contattato per fare collaborazioni. "<em>&Egrave; ottimo per me perch&eacute;, iniziando a monetizzare, posso dedicarci pi&ugrave; tempo ed &egrave; bello perch&eacute; posso instaurare rapporti per diffondere ci&ograve; in cui credo. Cerco infatti di scegliere realt&agrave; sul territorio, magari anche che valorizzino l&rsquo;aspetto culturale</em>".</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma la sua non &egrave; una comunit&agrave; solo virtuale: a inizio settembre ha organizzato un flash mob a Bra. "<em>Dopo un paio di ore che avevo lanciato la proposta volevano partecipare pi&ugrave; di duecento persone, mi sono preoccupato, ho sentito la Questura perch&eacute; se no ci sarebbe stato un problema di ordine pubblico</em>". Alla fine, al flashmob si sono presentati in una sessantina, "<em>il gruppo era molto eterogeneo: dal madamin sessantenne che mi chiedeva una foto per il nipote al tamarro che diceva 'bella fra sei un grande'. &Egrave; stato fantastico, &egrave; importante convertire i cuori sui social in una stretta di mano. La possibilit&agrave; di vedersi e raccontarsi crea pi&ugrave; coesione e, agendo io sul territorio e data questa fama inaspettata, ci tengo ad avere un impatto positivo</em>".&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Visto il successo l&rsquo;idea &egrave; quella di organizzare altri incontri, magari una volta al mese. "<em>Se queste formule possono portare un centinaio di persone in giro una sera in settimana a conoscere posti nuovi mi sembra una bella occasione. Vorrei farlo diventare una costante, magari coinvolgendo anche il Comune e l&rsquo;ufficio cultura per far diventare la sbrabbata anche qualcosa di utile per il territorio</em>".&nbsp;</div>
</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Fri, 20 Sep 2024 09:32:00 +0200</pubDate><dc:creator>Micol Maccario</dc:creator><author><name>Micol Maccario</name></author></item><item><title><![CDATA[Due cuneesi tra i pretendenti al titolo di Mister Italia 2024]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/alba-e-langhe/due-cuneesi-tra-i-pretendenti-al-titolo-di-mister-italia-2024_91173.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/alba-e-langhe/due-cuneesi-tra-i-pretendenti-al-titolo-di-mister-italia-2024_91173.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/91173/106868.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Ci sono anche due ragazzi della provincia di Cuneo tra i pretendenti al titolo di &ldquo;Mister Italia 2024&rdquo;. Alessio Cavagnero e Gabriel Pascar sono infatti tra i 90 prefinalisti nazionali del concorso considerato la vera e propria versione maschile di &ldquo;Miss Italia&rdquo;. Alessio Cavagnero ha 27 anni, &egrave; alto 1.80 e abita ad Alba. Di professione impiegato sindacale, nel tempo libero si dedica a dare una mano nell&rsquo;azienda agricola di famiglia a contatto con la natura, la sua grande passione insieme allo spor e al fitness. Gabriel Pascar di anni ne ha 24, &egrave; alto 1.72, e abita a Brossasco dove lavora come operaio con la passione per lo sport, la palestra e le auto sportive.</div>
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<div>I due ragazzi della provincia di Cuneo saranno impegnati mercoled&igrave; 28 agosto a Giulianova (TE) dove, in piazza del Mare alle ore 21.30, &egrave; in programma la prefinale nazionale cui partecipano una novantina di ragazzi selezionati in tutta la Penisola dai responsabili casting Simona Barchetti e Antonio Lambiase. Soltanto quaranta di questi accederanno poi alla finalissima di Pescara, dove sar&agrave; eletto il successore del milanese Pierluigi Mastropasqua, vincitore dell&rsquo;edizione 2023.</div>
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<div>Organizzato da patron Claudio Marastoni, nel corso degli anni il concorso di Mister Italia &egrave; stato trampolino di lancio per personaggi del calibro, tra gli altri, di Raffaello Balzo, Paolo Crivellin, Luciano Punzo, Luca Vetrone, Luca Onestini e tanti altri. Per seguire l&rsquo;avventura di Alessio e Gabriel in terra abruzzese basta collegarsi ai canali social (Fb e IG) della manifestazione: @concorsomisteritalia.</div>
</div>]]></description><pubDate>Wed, 21 Aug 2024 17:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
