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<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Viaggia da Borgo alla Calabria per la maturità: la storia di una studentessa affetta da disturbi alimentari]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/viaggia-da-borgo-alla-calabria-per-la-maturita-la-storia-di-una-studentessa-affetta-da-disturbi-alimentari_123548.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/viaggia-da-borgo-alla-calabria-per-la-maturita-la-storia-di-una-studentessa-affetta-da-disturbi-alimentari_123548.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123548/152431.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C'&egrave; un viaggio di oltre mille chilometri che racconta molto pi&ugrave; di una semplice trasferta per sostenere un esame. Racconta come una struttura nata a Borgo San Dalmazzo sia diventata, nel giro di pochi mesi, un punto di riferimento nazionale per la cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Racconta una sanit&agrave; che mette davvero al centro la persona e una scuola capace di adattarsi alle esigenze di una studentessa senza costringerla a scegliere tra la salute e il proprio futuro.</p>
<p>&Egrave; la storia di una ragazza calabrese ricoverata a <strong>Villa Giulietta &ndash; Residenza Romeo</strong>, <a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html" target="_blank" rel="follow">il centro specializzato ospitato nell'ex clinica Monteserrat di Borgo San Dalmazzo</a>. Dal 30 giugno al 3 luglio l'&eacute;quipe sanitaria l'ha accompagnata nella sua regione per consentirle di sostenere l'Esame di Stato, garantendo contemporaneamente la continuit&agrave; terapeutica. Terminata la maturit&agrave;, la giovane &egrave; rientrata in Piemonte per proseguire le cure.</p>
<p>Una vicenda che rappresenta molto pi&ugrave; di un episodio individuale: dimostra come la struttura borgarina sia ormai un riferimento per famiglie provenienti da tutta Italia che cercano percorsi terapeutici altamente specializzati.<br><br></p>
<h2>Una rete costruita tra Piemonte e Calabria</h2>
<p>Il viaggio &egrave; stato possibile grazie a una complessa collaborazione tra Villa Giulietta &ndash; Residenza Romeo e l'Ufficio scolastico regionale della Calabria, guidato dalla direttrice generale Loredana Giannicola, insieme alla dirigente scolastica <strong>Marina Del Sordo</strong>, preside dell'Istituto Comprensivo "Roberta Lanzino" di Cosenza III, Scuola polo regionale per la Scuola in ospedale e l'Istruzione domiciliare.</p>
<p>La sinergia tra le istituzioni ha consentito di organizzare un percorso che ha garantito contemporaneamente il diritto alla salute e quello allo studio.</p>
<p>Per la ragazza &egrave; stata inoltre autorizzata una soluzione mai adottata prima a livello nazionale: sostenere il colloquio orale il giorno successivo alle prove scritte, anzich&eacute; attendere i due giorni normalmente previsti. Una deroga concessa proprio per permetterle di rientrare il prima possibile a Borgo San Dalmazzo e riprendere senza interruzioni il percorso terapeutico.<br><br></p>
<h2>La madre: &ldquo;La cura non pu&ograve; interrompere il diritto allo studio&rdquo;</h2>
<p>A raccontare il significato pi&ugrave; profondo di questa esperienza &egrave; la madre della giovane, docente, che ha seguito personalmente, fin dal giorno del ricovero, ogni passaggio del percorso terapeutico e scolastico, mantenendo un dialogo costante con il liceo, l&rsquo;Ufficio scolastico e la struttura sanitaria. Un confronto continuo che le ha consentito di sperimentare direttamente quanto una collaborazione autentica tra istituzioni possa tradursi nella tutela concreta del diritto allo studio.</p>
<p>"Il ricovero, nel mese di febbraio, ha segnato l&rsquo;inizio di una prova particolarmente impegnativa. Il timore era che l&rsquo;ultimo anno di liceo si interrompesse proprio nel momento pi&ugrave; delicato del percorso formativo. Invece, con straordinaria tempestivit&agrave;, il liceo, l&rsquo;Ufficio scolastico della Calabria e Villa Giulietta hanno costruito una rete di collaborazione esemplare. Avendo seguito personalmente ogni fase di questo percorso, ho potuto constatare quanto il dialogo tra istituzioni, quando &egrave; sostenuto da competenza, sensibilit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;, sia capace di offrire risposte concrete. Grazie a questa sinergia, mia figlia non ha mai smesso di sentirsi parte della propria comunit&agrave; scolastica e ha potuto affrontare con serenit&agrave; l&rsquo;Esame di Stato".</p>
<p>Il ringraziamento &egrave; rivolto a quanti hanno reso possibile questo risultato: "Desidero esprimere la mia pi&ugrave; sincera gratitudine alla dirigente scolastica, ai docenti, all&rsquo;Ufficio scolastico della Calabria e all&rsquo;intera &eacute;quipe di Villa Giulietta. Ciascuno ha interpretato il proprio ruolo con professionalit&agrave;, sensibilit&agrave; e autentico spirito di servizio, dimostrando che la scuola pu&ograve; continuare a svolgere pienamente la propria funzione educativa anche durante un percorso di cura complesso".</p>
<p>Accanto alla riconoscenza resta una riflessione che guarda oltre la vicenda personale: "&Egrave; difficile non interrogarsi sul fatto che, ancora oggi, nel Mezzogiorno manchino strutture residenziali altamente specializzate per la cura dei disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione. Come molte altre famiglie, siamo stati costretti a raggiungere il Piemonte per accedere a un centro di eccellenza. &Egrave; una disparit&agrave; territoriale che richiede risposte concrete. Al tempo stesso, sento il dovere di testimoniare il valore dell&rsquo;esperienza vissuta a Villa Giulietta: un luogo di cura nel quale competenza clinica, umanit&agrave; e attenzione alla persona si fondono in modo esemplare. &Egrave; una realt&agrave; che mi sento di indicare come punto di riferimento a quanti si trovino ad affrontare un percorso cos&igrave; delicato".<br><br></p>
<h2>Una cura che non interrompe la vita</h2>
<p>&Egrave; proprio questa la filosofia che caratterizza il lavoro della struttura di Borgo San Dalmazzo:&nbsp;&ldquo;Accompagnare una nostra paziente a sostenere l'Esame di Stato ha significato prenderci cura della persona nella sua interezza&rdquo;, spiega la direttrice sanitaria <strong>Angela Spalatro</strong>.</p>
<p>&ldquo;La terapia non riguarda soltanto il recupero clinico. Significa permettere ai nostri ragazzi di continuare a crescere, a studiare e a costruire il proprio futuro. Ogni traguardo raggiunto durante il percorso terapeutico rappresenta un passo importante anche verso la guarigione&rdquo;.</p>
<p>Un modello che considera la persona prima ancora della malattia, integrando assistenza medica, psichiatrica, nutrizionale, psicoterapeutica, educativa e riabilitativa in un unico progetto terapeutico.</p>
<p>Per <strong>Tullio Marini</strong>, amministratore delegato unico di Villa Giulietta &ndash; Residenza Romeo, la vicenda rappresenta il significato pi&ugrave; autentico del lavoro svolto ogni giorno nella struttura di Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>&ldquo;Questa non &egrave; soltanto una vicenda che ci rende orgogliosi. &Egrave; la dimostrazione concreta che, quando sanit&agrave; e scuola dialogano, nessun ragazzo deve essere costretto a scegliere tra curarsi e costruire il proprio futuro&rdquo;.</p>
<p>Marini ha voluto ringraziare tutte le istituzioni coinvolte: &ldquo;Desidero esprimere la mia pi&ugrave; sincera gratitudine alla direttrice generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Calabria, <strong>Loredana Giannicola</strong>, per l'attenzione e la sensibilit&agrave; istituzionale dimostrate, alla dirigente scolastica <strong>Marina Del Sordo</strong>, che con la Scuola polo regionale per la Scuola in ospedale ha reso possibile questo percorso, e al dirigente tecnico coordinatore <strong>Saverio Candelieri</strong>, al funzionario USR Calabria <strong>Giulio Benincasa</strong>, al dirigente scolastico <strong>Raffaele Suppa</strong>, al presidente della Commissione d'esame <strong>Antonino Ceravolo</strong> e a tutti coloro che, con professionalit&agrave; e spirito di servizio, hanno contribuito a trasformare una necessit&agrave; clinica in un'opportunit&agrave; di crescita e di futuro&rdquo;.</p>
<p>Marini ha rivolto un ringraziamento anche alla stampa calabrese, &ldquo;che ha raccontato la vicenda con sensibilit&agrave; e rispetto, contribuendo a diffondere un messaggio importante: i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono malattie che si possono curare e dalle quali si pu&ograve; guarire&rdquo;, oltre all'assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte <strong>Federico Riboldi</strong>, &ldquo;la cui costante vicinanza testimonia concretamente quanto la sanit&agrave; piemontese creda nell'accoglienza e nella qualit&agrave; delle cure offerte ai giovani provenienti da tutta Italia&rdquo;.<br><br></p>
<h2>Un'eccellenza nata a Borgo San Dalmazzo</h2>
<p>La vicenda conferma il ruolo assunto in pochi mesi dalla struttura inaugurata nell'ex clinica Monteserrat.</p>
<p>Villa Giulietta &ndash; Residenza Romeo accoglie oggi giovani provenienti da ogni parte d'Italia e rappresenta una delle principali realt&agrave; nazionali dedicate alla cura di anoressia, bulimia e degli altri disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Il modello organizzativo, sviluppato da Tullio Marini insieme alla professoressa <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, direttrice scientifica per i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione del Ministero della Salute, si basa sul lavoro di un'&eacute;quipe multidisciplinare composta da psichiatri, internisti, nutrizionisti, psicologi, psicoterapeuti, educatori professionali, infermieri e operatori della riabilitazione.</p>
<p>La storia della studentessa calabrese dimostra come questo approccio possa andare oltre la semplice cura della malattia: una terapia diventa davvero efficace quando restituisce alle persone la possibilit&agrave; di continuare a vivere, studiare e progettare il proprio futuro.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[I sabati della prevenzione: si parla di rabbia e cosa sapere prima di partire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122996/151542.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'arrivo dell'estate e delle vacanze aumentano anche i viaggi verso destinazioni extraeuropee. Tra gli aspetti da considerare nella preparazione di una partenza vi &egrave; anche la prevenzione sanitaria, soprattutto quando si visitano Paesi in cui sono ancora presenti malattie infettive rare o assenti in buona parte dell&rsquo;Europa.</p>
<p>Tra queste vi &egrave; la rabbia, una malattia virale che, pur essendo stata eliminata dalla maggior parte dei Paesi europei, continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica in molte aree dell'Asia, dell'Africa e in alcuni Stati dell&rsquo;Est Europa.</p>
<h2>Una malattia quasi sempre mortale</h2>
<p>La rabbia &egrave; una zoonosi virale, cio&egrave; una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo, che colpisce il sistema nervoso e che, una volta comparsi i sintomi, risulta quasi sempre fatale sia nell'uomo sia negli animali.</p>
<p>Il virus si trasmette principalmente attraverso il morso o il graffio di un animale infetto, oppure tramite il contatto della saliva con ferite o mucose.</p>
<p>I cani sono responsabili della quasi totalit&agrave; dei casi di rabbia umana nelle aree dove la malattia &egrave; ancora endemica, ma il virus pu&ograve; essere trasmesso anche da altri mammiferi, compresi pipistrelli, scimmie, volpi e altri animali selvatici.</p>
<p>L'incubazione pu&ograve; durare da alcune settimane a diversi mesi. I sintomi iniziali comprendono febbre, malessere generale e dolore nella sede del morso. Con il progredire della malattia compaiono manifestazioni neurologiche sempre pi&ugrave; gravi che conducono alla paralisi, al coma e al decesso.</p>
<h2>I numeri della rabbia nel mondo</h2>
<p>Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la rabbia continua a causare circa 60.000 decessi ogni anno nel mondo. Circa il 95% dei casi si concentra in Asia e Africa e quasi il 40% delle vittime &egrave; rappresentato da bambini e ragazzi di et&agrave; inferiore ai 15 anni.</p>
<p>Per questo motivo la rabbia continua a essere considerata una delle principali malattie infettive da tenere in considerazione quando si programmano viaggi in aree a rischio.</p>
<h2>Come prevenire il contagio</h2>
<p>La prima forma di prevenzione consiste nell'evitare qualsiasi contatto con animali sconosciuti, anche se apparentemente sani.</p>
<p>Durante i viaggi &egrave; importante&nbsp;non accarezzare cani e gatti randagi,&nbsp;evitare il contatto con scimmie e altri animali selvatici,&nbsp;non avvicinare cuccioli o animali che sembrano docili e infine&nbsp;evitare il contatto con i pipistrelli e con i luoghi in cui possono essere presenti.</p>
<p>La vaccinazione antirabbica rappresenta, inoltre, uno strumento efficace di prevenzione per alcune categorie di viaggiatori.</p>
<h2>Quando &egrave; consigliata la vaccinazione</h2>
<p>La vaccinazione preventiva pu&ograve; essere indicata per&nbsp;chi soggiorna a lungo in aree a rischio,&nbsp;chi pratica attivit&agrave; all'aperto in zone remote,&nbsp;chi viaggia in Paesi dove l'accesso alle cure pu&ograve; essere difficile, e ovviamente per&nbsp;operatori sanitari, veterinari e persone che per lavoro possono entrare in contatto con animali potenzialmente infetti.</p>
<p>Poich&eacute; il ciclo vaccinale richiede tempi specifici, &egrave; opportuno rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi con adeguato anticipo rispetto alla partenza.</p>
<h2>Cosa fare in caso di morso o graffio</h2>
<p>In presenza di un morso o di un graffio provocato da un animale sospetto &egrave; fondamentale agire immediatamente. La ferita deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per diversi minuti e successivamente disinfettata.</p>
<p>&Egrave; poi necessario rivolgersi il prima possibile a una struttura sanitaria per la valutazione medica e l'eventuale avvio della profilassi post-esposizione.</p>
<p>Anche chi &egrave; stato vaccinato preventivamente deve comunque sottoporsi a una valutazione medica.</p>
<h2>Informarsi prima di partire</h2>
<p>Una corretta consulenza sanitaria pre-viaggio consente di valutare i rischi specifici legati alla destinazione, verificare le vaccinazioni consigliate e adottare le misure di prevenzione pi&ugrave; appropriate.</p>
<p>Per questo motivo, quando si organizza un viaggio internazionale, &egrave; sempre opportuno informarsi con anticipo e rivolgersi ai servizi dedicati.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vaccinazioni e prevenzione:</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti</a></p>
<p>Informazioni sanitarie e di sicurezza per i viaggiatori:</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo fa parte del ciclo di informazione curato dalla Regione Piemonte "I sabati della prevenzione", l'appuntamento settimanale con approfondimenti e notizie sulla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Dritti al cuore: la prevenzione raccontata dagli specialisti del Santa Croce e Carle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dritti-al-cuore-la-prevenzione-raccontata-dagli-specialisti-del-santa-croce-e-carle_121991.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dritti-al-cuore-la-prevenzione-raccontata-dagli-specialisti-del-santa-croce-e-carle_121991.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/149789.jpg" title="Gli specialisti del Santa Croce e Carle intervenuti" alt="Gli specialisti del Santa Croce e Carle intervenuti" /><br /><p>Chi cura le malattie cardiovascolari? Verrebbe da rispondere: cardiologi, cardiochirurghi, emodinamisti, aritmologi, chirurghi vascolari. E la risposta sarebbe corretta, ma soltanto in parte.</p>
<p>Perch&eacute;, bench&eacute; la medicina abbia compiuto negli ultimi decenni progressi straordinari, la vera differenza continua a farla il paziente stesso. &Egrave; questo il messaggio che ha attraversato come un filo conduttore l'intera serata "<strong>Dritti al Cuore - Dalla prevenzione alla terapia delle patologie cardiovascolari</strong>", organizzata lo scorso gioved&igrave; 4 giugno dall'associazione L'Albero dell'Amicizia presso gli spazi C-Lab della Fondazione Ospedale Cuneo ETS.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149796.jpg" alt="I relatori di Dritti al Cuore con alcuni membri dell'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>Un incontro che ha voluto avvicinare i cittadini agli specialisti dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, attraverso un linguaggio semplice con l'obiettivo di rendere comprensibili temi che riguardano ciascuno di noi. Perch&eacute; se &egrave; vero che le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte nel nostro Paese, &egrave; altrettanto vero che una parte consistente di queste patologie pu&ograve; essere prevenuta.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149797.jpg" alt="Videomessaggio di Icardi" loading="lazy"></p>
<p>La serata si &egrave; aperta con un videomessaggio del presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali a Roma. Nel suo intervento ha ricordato come le malattie del sistema circolatorio rappresentino ancora la prima causa di morte in Italia, con oltre il 30% dei decessi complessivi, e comportino un impatto economico e sociale enorme, stimato in circa 20 miliardi di euro ogni anno. Proprio per questo, ha sottolineato, la prevenzione cardiovascolare sta assumendo un ruolo sempre pi&ugrave; centrale nelle strategie sanitarie nazionali ed europee, attraverso campagne di screening, programmi di educazione sanitaria e il rafforzamento della medicina territoriale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149798.jpg" alt="Massimo Silumbra" loading="lazy"></p>
<p>Dopo gli onori di casa da parte di Massimo Silumbra, direttore della Fondazione Ospedale Cuneo, ad aprire gli interventi scientifici &egrave; stata la Direttrice della Struttura Complessa di Cardiologia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, la dottoressa&nbsp;<strong>Roberta Rossini</strong>, che ha offerto una riflessione ampia sul concetto di prevenzione cardiovascolare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149799.jpg" alt="Roberta Rossini direttrice di Cardiologia" loading="lazy"></p>
<p>Il messaggio centrale &egrave; stato chiaro: i medici possono fare molto, ma &egrave; il paziente a fare la differenza. Lo stile di vita, infatti, incide in modo determinante sia sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari sia sul loro decorso, rendendo fondamentali scelte quotidiane come l'alimentazione, l'attivit&agrave; fisica, il controllo dei fattori di rischio e l'attenzione al benessere psicofisico.</p>
<p>Rossini ha sottolineato come negli ultimi decenni i progressi terapeutici e, soprattutto, la riduzione dei fattori di rischio abbiano contribuito in modo decisivo a migliorare la sopravvivenza dei pazienti con patologie cardiovascolari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149800.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>La prevenzione, in medicina, &egrave; l'insieme delle azioni e delle misure adottate per evitare l'insorgere di malattie, oppure per individuarle precocemente e ridurne gli effetti. La &ldquo;<strong>salute</strong>&rdquo;, per&ograve;, non pu&ograve; essere intesa soltanto come assenza di malattia. La sua definizione secondo l&rsquo;Organizzazione Mondiale di Sanit&agrave; &egrave; la seguente: &ldquo;<em>Uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente assenza di malattie o infermit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>In questo contesto, passando dal concetto di salute a quello di benessere si &egrave; passati da una dimensione oggettiva ad una soggettiva, quindi ad una condizione "percepita", valutazione che varia in base a vari fattori, soprattutto al genere.</p>
<p>Anche la prevenzione, quindi, deve inserirsi in una visione pi&ugrave; ampia di salute, fatta di benessere fisico, mentale e sociale, con un'attenzione particolare allo stress, alla qualit&agrave; del lavoro degli operatori sanitari e alle disuguaglianze di accesso alle cure.</p>
<p>Un passaggio significativo dell&rsquo;intervento della dottoressa Rossini &egrave; stato dedicato all'equit&agrave;, ai bias impliciti e alle <strong>differenze di genere</strong>, ricordando che una sanit&agrave; davvero efficace deve saper riconoscere bisogni diversi e garantire a tutti le stesse opportunit&agrave; di cura.</p>
<p>Le parole della cardiologa hanno in qualche modo definito il perimetro dell'intera serata: la medicina moderna dispone di strumenti sempre pi&ugrave; sofisticati, ma nessuna tecnologia pu&ograve; sostituire il valore della prevenzione e della responsabilit&agrave; individuale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149801.jpg" alt="Maurizio Roberto direttore di Cardiochirurgia" loading="lazy"></p>
<p>Il secondo intervento &egrave; stato affidato al dottor <strong>Maurizio Roberto</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha approfondito il tema dell'Heart Team e dell'appropriatezza della cura.</p>
<p>La cardiochirurgia di oggi, ha spiegato, si confronta con pazienti sempre pi&ugrave; anziani, complessi e fragili, spesso affetti da pi&ugrave; patologie acute e croniche e con condizioni generali che richiedono una valutazione non solo tecnica, ma globale. In questo scenario diventa fondamentale personalizzare il trattamento, evitando sia interventi inappropriati sia procedure potenzialmente futili.</p>
<p>L'Heart Team nasce proprio con questo obiettivo: mettere attorno allo stesso tavolo professionisti con competenze diverse, capaci di valutare insieme il quadro clinico, la fragilit&agrave; del paziente, il rischio operatorio, la fattibilit&agrave; tecnica delle procedure e le migliori opzioni terapeutiche disponibili. Al centro del percorso restano il paziente e la sua famiglia, chiamati a partecipare in modo attivo alla decisione.</p>
<p>Il dottor Roberto ha inoltre sottolineato come l'innovazione tecnologica, comprese le applicazioni dell'intelligenza artificiale nello studio delle immagini, nel calcolo del rischio e nella guida intraprocedurale, possa rappresentare un supporto importante, senza per&ograve; sostituire il medico nella valutazione complessiva della persona.</p>
<p>Se Rossini aveva spiegato come evitare che la malattia si sviluppi, l'intervento di Roberto ha mostrato cosa accade quando la patologia &egrave; gi&agrave; presente e richiede una scelta terapeutica. Ed &egrave; qui che emerge uno degli aspetti pi&ugrave; interessanti della medicina contemporanea: la crescente centralit&agrave; del lavoro multidisciplinare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149802.jpg" alt="Francesco Rosato cardiochirurgo" loading="lazy"></p>
<p>A fare da filo conduttore all'intera serata &egrave; stato anche l'intervento del dottor <strong>Francesco Rosato</strong>, dirigente medico di Cardiochirurgia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo e promotore dell'iniziativa, ideata insieme all'associazione L'Albero dell'Amicizia con l'obiettivo di avvicinare cittadini e professionisti al tema delle patologie cardiovascolari.</p>
<p>Rosato ha illustrato il ruolo della cardiochirurgia cuneese nel trattamento delle principali malattie del cuore, ricordando come molte pi&ugrave; persone di quanto si pensi possano, nel corso della vita, diventare potenziali pazienti cardiochirurgici: dalla malattia coronarica alle valvulopatie, dalle patologie dell'aorta fino alle endocarditi e allo shock cardiogeno.</p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato all'evoluzione delle tecniche chirurgiche, sempre pi&ugrave; orientate verso approcci mini-invasivi, micro-invasivi e ibridi, capaci di ridurre l'impatto dell'intervento, favorire un recupero pi&ugrave; rapido e offrire soluzioni personalizzate anche ai pazienti pi&ugrave; complessi.</p>
<p>L'immagine della cardiochirurgia che emerge oggi &egrave; molto diversa da quella che molti cittadini conservano nell'immaginario collettivo: interventi sempre meno invasivi, percorsi personalizzati e tecnologie avanzate stanno cambiando profondamente il modo di affrontare le patologie cardiache pi&ugrave; complesse.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149803.jpg" alt="Francesca Giordana" loading="lazy"></p>
<p>A seguire &egrave; intervenuta la dottoressa <strong>Francesca Giordana</strong>, cardiologa interventista dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo ed esperta in ipertensione polmonare, che ha portato l'attenzione su una patologia complessa, spesso difficile da riconoscere e da inquadrare correttamente.</p>
<p>L'ipertensione polmonare &egrave; una condizione che pu&ograve; complicare numerose malattie cardiovascolari e respiratorie e che richiede un percorso diagnostico accurato, a partire da sintomi come dispnea, astenia e sincope, fino agli esami strumentali e, quando indicato, al cateterismo cardiaco destro, fondamentale per confermare la diagnosi e avviare la terapia pi&ugrave; appropriata.</p>
<p>Giordana ha sottolineato come, in questo ambito, il cardiologo sia solo una delle figure coinvolte: la gestione del paziente richiede infatti una collaborazione multidisciplinare con radiologi, pneumologi, reumatologi, internisti, ematologi, genetisti, farmacisti e altri specialisti.</p>
<p>Il suo intervento ha ricordato come, accanto alle grandi patologie cardiovascolari pi&ugrave; conosciute dal pubblico, esistano condizioni meno note ma altrettanto importanti, nelle quali una diagnosi tempestiva pu&ograve; fare la differenza tra anni di incertezza e un percorso di cura efficace.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149804.jpg" alt="Erika Taravelli" loading="lazy"></p>
<p>Il penultimo intervento &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Erika Taravelli</strong>, dirigente medica aritmologa della Cardiologia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha accompagnato il pubblico in un approfondimento dedicato alle aritmie, cio&egrave; alle alterazioni del sistema elettrico del cuore.</p>
<p>La specialista ha spiegato la differenza tra bradiaritmie, caratterizzate da un battito troppo lento, e tachiaritmie, in cui il cuore accelera in modo anomalo, illustrandone le possibili cause e i sintomi pi&ugrave; frequenti: dalla stanchezza alla dispnea, dalle palpitazioni fino, nei casi pi&ugrave; gravi, allo svenimento, all'ictus o all'arresto cardiaco.</p>
<p>Grande attenzione &egrave; stata riservata alla prevenzione, allo screening e alla diagnosi precoce, fondamentali per stratificare il rischio e individuare il trattamento pi&ugrave; adatto. Taravelli ha quindi presentato le principali opzioni terapeutiche oggi disponibili, dai pacemaker tradizionali ai dispositivi senza fili, dai defibrillatori impiantabili al monitoraggio remoto, fino all'ablazione delle tachiaritmie, eseguita con tecniche sempre pi&ugrave; avanzate come radiofrequenza, crioenergia ed elettroporazione.</p>
<p>Anche nel campo delle aritmie emerge un tema ricorrente della medicina moderna: la capacit&agrave; della tecnologia di migliorare diagnosi e trattamenti senza sostituire il rapporto tra medico e paziente.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149805.jpg" alt="Luigi Biasco" loading="lazy"></p>
<p>A chiudere il ciclo degli interventi &egrave; stato il dottor <strong>Luigi Biasco</strong>, dirigente medico emodinamista della Cardiologia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha illustrato il ruolo della cardiologia interventistica nel trattamento delle principali patologie cardiovascolari.</p>
<p>Partendo dalla storia dell'angioplastica coronarica, con il primo intervento eseguito nel 1977 da <strong>Andreas Gr&uuml;ntzig</strong>, Biasco ha accompagnato il pubblico dentro l'evoluzione di una disciplina che negli ultimi decenni ha profondamente cambiato l'approccio alla cura del cuore.</p>
<p>Biasco ha poi spiegato la TAVI, la procedura percutanea di impianto della valvola aortica, che consente di trattare la stenosi valvolare aortica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale a cuore aperto, attraverso accessi sempre meno invasivi e con tecniche sempre pi&ugrave; sicure e raffinate. L'intervento ha inoltre toccato le possibilit&agrave; terapeutiche oggi disponibili per la valvola mitralica, confermando come l'emodinamica rappresenti un settore in continua evoluzione, capace di offrire soluzioni innovative a pazienti complessi e spesso fragili.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149806.jpg" alt="Domande del pubblico" loading="lazy"></p>
<p>Al termine degli interventi, ampio spazio &egrave; stato dedicato alle domande del pubblico. Dalle richieste di chiarimento sui fattori di rischio cardiovascolare ai dubbi sulle nuove tecniche chirurgiche, fino ai quesiti sui controlli da effettuare, il confronto diretto tra cittadini e specialisti ha rappresentato uno dei momenti pi&ugrave; significativi della serata.</p>
<p>Se c'&egrave; un'immagine che sintetizza l'incontro organizzato dall'Albero dell'Amicizia &egrave; quella di una medicina in continua evoluzione. Dalla prevenzione ai progressi delle nuove tecniche cardiochirurgiche il cuore &egrave; oggi al centro di una rivoluzione non solo scientifica e tecnologica, ma anche culturale e sociale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149807.jpg" alt="il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Tutti gli specialisti intervenuti hanno richiamato con forza un concetto semplice: la prevenzione resta la terapia pi&ugrave; efficace. Controllare la pressione arteriosa, monitorare il colesterolo, praticare attivit&agrave; fisica, seguire una corretta alimentazione e sottoporsi ai controlli consigliati rappresentano ancora oggi le armi pi&ugrave; potenti contro le malattie cardiovascolari.</p>
<p>In fondo, l'obiettivo della serata era proprio creare un ponte tra il sapere medico e la vita quotidiana delle persone: la salute del cuore non si costruisce soltanto negli ospedali, ma nelle scelte di ogni giorno.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[E... State in salute!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/e-state-in-salute_121890.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/e-state-in-salute_121890.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121890/149619.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><strong>L'estate &egrave; il periodo perfetto per stare all'aria aperta, instaurare nuove abitudini e ricaricarsi sotto tutti i punti di vista. Come possiamo rendere l&rsquo;estate un tempo pi&ugrave; salutare?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Con l'arrivo del caldo il nostro corpo cambia ritmo, e con esso cambiano anche i suoi bisogni. Dal punto di vista alimentare, l'estate porta con s&eacute; un'abbondanza straordinaria di </span><span class="s2"><strong>alimenti freschi </strong></span><span class="s1">e una </span><span class="s2"><strong>spinta naturale verso stili di vita pi&ugrave; attivi</strong></span><span class="s1">, ma nasconde anche qualche insidia: dedicare piccole attenzioni a ci&ograve; che mettiamo in tavola pu&ograve; fare una grande differenza!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Aumentando il tempo che trascorriamo all&rsquo;aria aperta, abbiamo infinite occasioni in pi&ugrave; per &ldquo;ricaricare&rdquo; il nostro corpo grazie al </span><span class="s2"><strong>contatto con la natura</strong></span><span class="s1">: al fondo dell&rsquo;articolo ti regaliamo alcune piccole pratiche, adatte all&rsquo;estate ma non solo, per sfruttare al massimo le potenzialit&agrave; di questa stagione.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sintonizzarsi con la Natura<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; importante tenere a mente che, come esseri umani, siamo immersi in un mondo naturale fatto di cicli e ritmi stagionali che ci influenzano dal punto di vista fisico, emotivo e mentale, regolando i nostri ormoni, l&rsquo;alternanza sonno veglia, il metabolismo... Una chiave per comprendere questa ciclicit&agrave; (e iniziare a sintonizzarsi con essa) sono gli spunti che arrivano dalle tradizioni antiche, come l&rsquo;Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese: questi insegnamenti giungono da un tempo in cui l&rsquo;uomo osservava e rispettava molto pi&ugrave; attentamente la </span><span class="s2"><strong>sincronicit&agrave; con il mondo naturale</strong></span><span class="s1">.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Secondo la medicina classica indiana, ogni individuo contiene dentro di s&eacute; tre costituzioni energetiche (Vata, Pitta, Kapha), le quali possono convivere e autoregolarsi in un equilibrio dinamico, oppure sregolarsi, favorendo l&rsquo;insorgere di sintomi e malesseri.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Essendo l&rsquo;estate la </span><span class="s2"><strong>stagione del Sole, del fuoco e del calore</strong></span><span class="s1">, la costituzione energetica che pi&ugrave; tende ad aggravarsi &egrave; proprio quella legata al fuoco, ovvero Pitta. Se il tuo fuoco prende il sopravvento, sarai pi&ugrave; soggetto, a livello fisico, a bruciore di stomaco, eruzioni cutanee, infiammazione agli occhi, a livello emotivo potresti sperimentare rabbia, impazienza, perfezionismo e gelosia. Per mantenere questa energia in equilibrio sarebbe opportuno ricercare ci&ograve; che rinfresca il tuo sistema a tutti i livelli:<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li2"><span class="s1">Per tenere a bada il fuoco del corpo puoi preferire pratiche di yoga dolci durante il giorno fatte all&rsquo;ombra di un albero (pi&ugrave; dinamiche soltanto all&rsquo;alba). </span><span class="s5"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Per pacificare la mente puoi ritagliarti dei momenti in cui coltivi la tua creativit&agrave;: scrivi, disegna, balla, trova il tuo canale giusto per esprimerti! </span><span class="s5"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Puoi praticare esercizi di respirazione (come sitali pranayama), che ti aiutano ad abbassare la temperatura corporea e a calmare il sistema nervoso, oppure esporti alla luce lunare facendo delle passeggiate dopo cena.</span></li>
</ul>
<p><span class="s2"><strong>Pressione sanguigna e frutta di stagione: un equilibrio da non trascurare per ricaricarsi</strong></span></p>
<p><span class="s1">Il caldo dilata i vasi sanguigni e pu&ograve; far abbassare la pressione arteriosa, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Chi gi&agrave; soffre di ipotensione, chi prende farmaci antipertensivi o chi &egrave; semplicemente sensibile al caldo pu&ograve; accusare stanchezza, capogiri o senso di pesantezza. La risposta non &egrave; rinunciare alle attivit&agrave;, ma curare l'apporto di&nbsp;</span><span class="s2"><strong>potassio e magnesio</strong></span><span class="s1">, i minerali chiave per la regolazione pressoria, e gestire accuratamente la propria alimentazione. Infatti </span>con il sudore perdiamo acqua, ma anche sali minerali e questo porta a cali pressori e alla stanchezza tipica di questa stagione.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Fortunatamente la natura ci mette a disposizione esattamente ci&ograve; di cui abbiamo bisogno in questa stagione: pesca, albicocca, fico, anguria, melone, ciliegia, mirtillo sono frutti ricchi di acqua, vitamine antiossidanti e minerali che aiutano a reintegrare quanto perso durante la giornata. Consumarli freschi, di stagione e preferibilmente locali significa massimizzarne il valore nutrizionale. </span><span class="s2"><strong>Non servono integratori costosi: </strong></span><span class="s1">basta sedersi e godersi quello che la stagione offre naturalmente.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel caso in cui questi frutti non piacessero o se nonostante la loro assunzione la pressione continuasse a rimanere bassa si pu&ograve; ricorrere all&rsquo;assunzione di un integratore di sali minerali, sotto consiglio del proprio medico.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>L'intestino sotto stress: ascoltarlo prima che protesti<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cambi di ritmo, pasti fuori casa, cibo conservato a temperature poco sicure, eccessi di alcol e bevande ghiacciate: il tratto intestinale d'estate lavora in condizioni pi&ugrave; difficili. Non &egrave; raro che il microbiota, l'ecosistema di batteri che regola digestione, immunit&agrave; e umore, vada in sofferenza. Se notate gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea o digestioni pesanti, vale la pena prestare maggiore attenzione alla qualit&agrave; degli alimenti, osservare cosa &egrave; cambiato dal periodo precedente, ridurre le bibite fredde, sia alcoliche che analcoliche, e ridurre gli zuccheri semplici. Un intestino che funziona bene &egrave; la base di un'estate energica!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Idratazione: non aspettare la sete<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">La sete &egrave; gi&agrave; un segnale di lieve disidratazione. D'estate, con temperature elevate e maggiore attivit&agrave; fisica, il fabbisogno idrico sale sensibilmente: in condizioni normali si parla di </span><span class="s2"><strong>almeno 2&ndash;2,5 litri al giorno</strong></span><span class="s1">, da aumentare se si fa sport o si trascorre molto tempo all'aperto. Acqua, tisane non zuccherate, estratti di frutta e verdura sono ottime soluzioni per aumentare il proprio apporto idrico. Le bevande zuccherate e alcoliche, al contrario, aumentano il carico renale e peggiorano l'idratazione complessiva.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Il sonno estivo: cena leggera, notte migliore<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il caldo disturba il sonno, e un sonno disturbato compromette la capacit&agrave; del corpo di regolare il metabolismo, l'appetito e il tono dell'umore. Una piccola accortezza alimentare pu&ograve; fare molta differenza: cenare almeno </span><span class="s2"><strong>due ore prima di andare a letto</strong></span><span class="s1">, preferendo pasti leggeri e ricchi di verdure. L'alcol serale, spesso percepito come rilassante, in realt&agrave; frammenta le fasi del sonno profondo. Alimenti ricchi di triptofano come banana, yogurt e frutta secca, tutti consumati con moderazione, possono invece favorire la produzione naturale di melatonina e accompagnare a un riposo pi&ugrave; rigenerante.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sole: non solo vitamina D!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; nota l&rsquo;importanza dei raggi solari per il metabolismo osseo e la produzione di vitamina D, ma sapevi che puoi migliorare la tua postura grazie al sole? </span><span class="s1">L&rsquo;esercizio che ti proponiamo &egrave; in grado di </span><span class="s2"><strong>rilassare profondamente la muscolatura dell&rsquo;orbita e dell&rsquo;occhio</strong></span><span class="s1">, oltre a stimolare i fotorecettori contenuti nella retina: quando l&rsquo;occhio &egrave; mobile e rilassato, vascolarizzato e stimolato, il corpo dispone di uno strumento<span class="Apple-converted-space"> p</span></span><span class="s1">otentissimo per orientarsi nello spazio. Ne deriver&agrave; una </span><span class="s2"><strong>postura pi&ugrave; aperta, eretta e rilassata</strong></span><span class="s1">, minore tensione cervicale, minore mal di testa e, probabilmente, anche una visione pi&ugrave; nitida!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s2"><strong>Come fare? </strong></span><span class="s1">Esponiti al sole, senza occhiali da vista n&eacute; da sole. Trova una posizione comoda, con il tuo capo appoggiato o sostenuto dalle mani e possibilmente con il viso rivolto verso il sole. Chiudi gli occhi e rivolgi il tuo sguardo al sole diretto, osservando la luce che filtra attraverso la palpebra. Riesci ad avvertire il calore che avvolge piano piano il bulbo oculare e l&rsquo;orbita? Lascia che l&rsquo;immagine del sole attraverso la palpebra si imprima a livello retinico (se sposti il tuo sguardo vedrai un alone al centro del tuo campo visivo) e poi ruota i tuoi occhi dietro le palpebre portando lo sguardo in tutte le direzioni: in ogni direzione attendi che il calore rilassi le tensioni presenti. Dopo un paio di minuti distogli lo sguardo dal sole e lentamente riapri gli occhi, lascia tempo alla vista per riadattarsi, e poi ascoltati da in piedi: come percepisci il tuo appoggio? Il tuo respiro? La tua postura generale?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sabbia, erba, terra, ghiaia: via le scarpe pi&ugrave; possibile!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p3"><span class="s6">I nostri piedi sono organi fatti per sentire e sperimentare terreni di tutte le consistenze: quando i nostri piedi ricevono stimoli (anche la puntura delle pietruzze di montagna o dei rametti nel bosco!) mandano segnali al nostro cervello che, prima di tutto, &egrave; contento di ricevere delle informazioni! Come se ricevesse una chiamata da un caro amico che non sente da tempo, infatti, il cervello accoglie con piacere tutto ci&ograve; che il piede gli racconta: stimoli piacevoli o fastidiosi, terreno morbido o pungente, temperature e inclinazioni differenti sono </span><span class="s7"><strong>dettagli utilissimi per il nostro equilibrio</strong></span><span class="s6">, anestetizzati nella quotidianit&agrave; dall&rsquo;uso delle scarpe (magari con suole spesse, isolanti e super ammortizzate). Avere a disposizione pi&ugrave; informazioni permette al corpo di organizzare la postura pi&ugrave; facilmente e con meno stress (&egrave; come se tirasse un sospiro di sollievo!) e innesca a cascata altri meccanismi salutari: la stimolazione della pianta e dei muscoli di piede e polpaccio favorisce la circolazione (le gambe saranno meno pesanti e gonfie), l&rsquo;equilibrio sar&agrave; migliore (meno cadute e meno energia spesa sia da fermi che in dinamica), riequilibrio dei sistemi nervoso autonomo e immunitario (attraverso lo scambio elettrico con il terreno, una sorta di &ldquo;messa a terra&rdquo;).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s2"><strong>Come fare? </strong></span><span class="s1">Inizia a camminare senza scarpe n&eacute; calze su sabbia o erba, poi aumenta gradualmente il tempo a piedi nudi e l&rsquo;intensit&agrave; dello stimolo: sperimenta i sassi di fiume, gli scogli, le rocce di montagna... Ti stupir&agrave; vedere come il piede si abitua in fretta: ci&ograve; che inizialmente era doloroso presto diventer&agrave; un vero e proprio massaggio naturale! Dopo la pratica ascolta: come avverti il respiro? Com&rsquo;&egrave; diviso il carico sui due piedi? All&rsquo;interno della scarpa c&rsquo;&egrave; sufficiente spazio per la pianta e le dita, o ti senti costretto? </span><span class="s1">Utilizzare scarpe barefoot della taglia corretta &egrave; il modo migliore per mantenere i piedi sensibili e mobili anche quando torner&agrave; il freddo... Ma per ora: via le scarpe!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p4"><span class="s6"><em>L'articolo &egrave; stato redatto d</em></span><span class="s8"><em>a Pranavi Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio</em></span><span class="s6"><em>, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></span></p>
<p class="p4"><span class="s6"><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email&nbsp;vialiberacuneo@gmail.com&nbsp;- tel. 393 9876450.</em></span></p>]]></description><pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fondazione Ospedale Cuneo: giugno ricco di eventi tra sport, salute, ricerca e solidarietà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-giugno-ricco-di-eventi-tra-sport-salute-ricerca-e-solidarieta_121673.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-giugno-ricco-di-eventi-tra-sport-salute-ricerca-e-solidarieta_121673.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/149219.jpg" title="Sala C-Lab Fondazione Ospedale Cuneo" alt="Sala C-Lab Fondazione Ospedale Cuneo" /><br /><p>Un mese di giugno all'insegna della solidariet&agrave;, della prevenzione e della promozione della salute. La <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong> propone infatti un fitto calendario di iniziative che coinvolgeranno cittadini, sportivi, professionisti sanitari e associazioni del territorio, con l'obiettivo di sostenere progetti di ricerca, formazione e miglioramento dei percorsi di cura.</p>
<p>Il primo appuntamento &egrave; in programma <strong>domenica 7 giugno a Saluzzo con la Pedalata Rosa</strong>, organizzata in occasione della tappa finale del Giro d'Italia Women. La Fondazione Ospedale Cuneo &egrave; partner dell'iniziativa, che sosterr&agrave; il progetto di ricerca "Repair", finalizzato a migliorare la cura delle malattie oncologiche femminili attraverso nuove strategie terapeutiche e assistenziali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149220.jpg" alt="Progetto Repair Pedalata Rosa" loading="lazy"></p>
<p>Sempre <strong>domenica 7 giugno, dalle ore 10, il C-Lab della Fondazione organizza al NUoVO di Cuneo i "C-Lab Summer Games"</strong>, una giornata dedicata allo sport e alla solidariet&agrave; con tornei di padel e beach volley. Il ricavato dell'evento contribuir&agrave; a sostenere i progetti della Fondazione dedicati all'umanizzazione degli ambienti ospedalieri, alla ricerca e alla formazione sanitaria.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149221.jpg" alt="Locandina C-Lab Summer Games" loading="lazy"></p>
<p>Tra giugno e settembre prender&agrave; inoltre il via il <strong>ciclo di incontri "Tempo di benessere, tempo di lunga vita"</strong>, dedicato al tema dell'invecchiamento attivo e della longevit&agrave; in salute. Il primo appuntamento &egrave; previsto <strong>mercoled&igrave; 10 giugno alle ore 18 presso il Centro Incontri C-Lab</strong> di via Busca 3 a Cuneo. Ospite sar&agrave; la neurologa <strong>Fiorella Mondino</strong>, che interverr&agrave; sul tema "<em>Dormire bene per invecchiare meglio</em>". L'ingresso &egrave; gratuito fino a esaurimento posti; &egrave; gradita la prenotazione all'indirizzo <a href="mailto:prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it" target="_blank" rel="nofollow">prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149222.jpg" alt="Calendario eventi Tempo di benessere, tempo di lunga vita" loading="lazy"></p>
<p>La solidariet&agrave; sar&agrave; protagonista anche in occasione della <strong>Giornata Mondiale del Donatore di Sangue del 14 giugno</strong>. Per promuovere la 24 ore di donazione del plasma prevista tra il 13 e il 14 giugno negli ospedali di Cuneo, Savigliano e Mondov&igrave;, le tre Fondazioni ospedaliere del territorio hanno deciso di collaborare per la prima volta in una campagna congiunta di sensibilizzazione. I donatori riceveranno un piccolo omaggio come segno di riconoscenza per il loro gesto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149223.jpg" alt="Locandina Plasma Con Cuore" loading="lazy"></p>
<p>A questa iniziativa partecipano le presidenti <strong>Mariangela Schellino</strong> della Fondazione Ospedali Mondov&igrave; Ceva ETS, <strong>Valeria Vanzetti </strong>della Fondazione Ospedale Savigliano Saluzzo Fossano ETS e <strong>Silvia Merlo </strong>della Fondazione Ospedale Cuneo ETS, che hanno voluto sottolineare l'importanza della collaborazione tra realt&agrave; impegnate nella tutela della salute pubblica.</p>
<p>Venerd&igrave; 13 giugno alle ore 21 nella Chiesa di San Sebastiano a Cuneo sar&agrave; la volta del <strong>concerto benefico "Cantar d'Amore" dell'Ensemble del Giglio</strong>, diretto dal maestro <strong>Livio Cavallo</strong> e con la partecipazione del fisarmonicista <strong>Ezio Ghibaudo</strong>. L'evento sosterr&agrave; il progetto di musicoterapia promosso dalla Fondazione Ospedale Cuneo a favore dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. L'ingresso sar&agrave; gratuito.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149224.jpg" alt="Locandina concerto Cantar d'amore dell'Ensemble del Giglio" loading="lazy"></p>
<p>Attraverso questi appuntamenti, la Fondazione Ospedale Cuneo conferma il proprio impegno nel promuovere salute, ricerca scientifica e partecipazione della comunit&agrave;, coinvolgendo il territorio in iniziative capaci di coniugare benessere, cultura e solidariet&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Malattie cardiovascolari, fino all'80% dei casi si può prevenire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/malattie-cardiovascolari-fino-all-80-dei-casi-si-puo-prevenire_121475.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/malattie-cardiovascolari-fino-all-80-dei-casi-si-puo-prevenire_121475.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121475/148896.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prendersi cura del cuore &egrave; uno dei migliori investimenti che si possa fare per la propria salute a lungo termine.</p>
<p>Se potessimo fare un viaggio dentro le nostre arterie, immergendoci come ci immergiamo dentro allo schermo di uno smartphone, probabilmente cambieremmo molte delle nostre scelte quotidiane. E se imparassimo ad ascoltare i segnali del nostro corpo come facciamo con le notifiche dei social, potremmo renderci conto di quello che sta succedendo molto prima che diventi troppo tardi.</p>
<p>Nonostante i grandissimi progressi della medicina, le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la prima causa di morte in Italia e nel mondo, responsabili di circa il 35% di tutti i decessi a livello nazionale (Dati ISTAT/Ministero della Salute).</p>
<p>Eppure, la narrazione medica sta cambiando: il cuore non si ammala quasi mai all'improvviso, ma accumula "micro-danni" invisibili per decenni, &nbsp;attraverso fattori di rischio spesso silenziosi come pressione alta, colesterolo elevato, sedentariet&agrave;, sovrappeso e fumo.</p>
<p>La buona notizia? L'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS) stima che <strong>fino all'80% dei casi di malattie cardiache premature e ictus sia assolutamente prevenibile</strong>.</p>
<p>La prevenzione, oggi, non &egrave; pi&ugrave; una lista di privazioni noiose, ma una strategia di buone abitudini per promuovere la salute e il benessere.</p>
<p>Proprio per aiutare i cittadini a conoscere meglio questi temi e a confrontarsi direttamente con gli specialisti,<strong> domani gioved&igrave; 4 giugno alle 20.30&nbsp;</strong>negli spazi C-Lab della Fondazione Ospedale Cuneo, in via Busca 3, si terr&agrave; l'incontro pubblico "<strong>Dritti al Cuore! - Dalla prevenzione alla terapia delle patologie cardiovascolari</strong>", organizzato dall'associazione <strong>L'Albero dell'Amicizia</strong> con il sostegno della <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong>.</p>
<p>L'obiettivo della serata &egrave; semplice ma ambizioso: avvicinare la medicina ai cittadini, offrendo informazioni chiare e aggiornate sulla prevenzione e sulle pi&ugrave; moderne cure cardiovascolari.</p>
<p>Spesso si pensa che la predisposizione genetica sia un destino inevitabile: per anni ci siamo nascosti dietro a frasi come: "<em>Nella mia famiglia sono tutti ipertesi, non posso farci niente</em>".</p>
<p>La moderna ricerca sull'epigenetica &ndash; la scienza che studia come l'ambiente e le abitudini influenzano l'espressione dei nostri geni &ndash; dimostra il contrario. Avere familiarit&agrave; per infarto aumenta il rischio, ma adottare una protezione attiva (dieta, movimento, assenza di fumo) riduce il rischio cardiovascolare effettivo di oltre il 50%, annullando di fatto gran parte dello svantaggio ereditario: la genetica carica la pistola, ma lo stile di vita preme il grilletto.</p>
<h2>Malattie cardiovascolari, cosa si pu&ograve; fare per prevenire?</h2>
<p>Per prevenire, il primo passo &egrave; conoscere i propri valori: pressione arteriosa, colesterolo LDL e circonferenza vita rappresentano tre indicatori fondamentali per valutare il rischio.</p>
<p>Il movimento fisico &egrave; fondamenteale, ma non serve correre una maratona. Gli studi dimostrano che <strong>bastano 150 minuti a settimana di camminata veloce</strong> (circa 20-25 minuti al giorno) per ridurre il rischio cardiaco del 30%. L'attivit&agrave; fisica non serve solo a bruciare calorie, ma agisce come un farmaco naturale: aumenta il colesterolo "buono" (HDL), rende le arterie pi&ugrave; elastiche e riduce l'infiammazione sistemica.</p>
<p>A tavola, la "<em>dieta mediterranea</em>" autentica rimane il gold standard mondiale: sostituire i grassi saturi (burro, carni grasse) con grassi monoinsaturi (olio extravergine d'oliva) e aumentare l'apporto di fibre (legumi, verdura) riduce l'assorbimento del colesterolo nel sangue. Inoltre, <strong>ridurre il sale</strong> a meno di 5 grammi al giorno (un cucchiaino) evita che le arterie diventino rigide e "sotto pressione".</p>
<p>Durante l'incontro sar&agrave; possibile approfondire questi aspetti direttamente con alcuni dei principali specialisti dell'Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali del presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte,&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, interverranno la dottoressa <strong>Roberta Rossini</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiologia, il dottor <strong>Maurizio Roberto</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia, il dottor <strong>Francesco Rosato</strong>, dirigente medico di Cardiochirurgia, la dottoressa <strong>Erika Taravelli</strong>, dirigente medico aritmologa della Cardiologia, e il dottor <strong>Luigi Biasco</strong>, dirigente medico emodinamista della Cardiologia.</p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; interessanti della serata sar&agrave; proprio il dialogo con il pubblico: verr&agrave; dedicato ampio spazio alle domande dei partecipanti, che potranno confrontarsi direttamente con i professionisti su dubbi, curiosit&agrave;, sintomi, fattori di rischio, esami da effettuare e nuove possibilit&agrave; terapeutiche.</p>
<p>Non un semplice convegno, dunque, ma un'occasione concreta per ricevere informazioni affidabili da chi ogni giorno si occupa di prevenire e curare le patologie cardiovascolari.</p>
<p>La partecipazione &egrave; gratuita. Per motivi organizzativi &egrave; consigliata la prenotazione attraverso la piattaforma Eventbrite a questo <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dritti-al-cuore-1988319192228" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando un ospedale fa squadra davvero]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/quando-un-ospedale-fa-squadra-davvero_120480.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/quando-un-ospedale-fa-squadra-davvero_120480.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/147244.jpg" title="Il torneo di beach volley" alt="Il torneo di beach volley" /><br /><p>A volte, per far funzionare un grande ospedale, non bastano turni, protocolli e riunioni. Serve qualcosa di pi&ugrave; umano, pi&ugrave; semplice, pi&ugrave; vero.</p>
<p>&Egrave; da questa idea - e dalla volont&agrave; concreta di alcuni dipendenti di mettersi in gioco, dedicare tempo libero, crederci davvero - che nasce il primo <strong>Torneo Interdipartimentale del Santa Croce</strong>, in programma tra aprile e maggio negli spazi del NUoVO.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147252.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Un progetto nato dal basso, senza imposizioni, senza formalit&agrave;: solo la voglia di creare un&rsquo;occasione per stare insieme, conoscersi meglio e ritrovare un po&rsquo; di leggerezza.</p>
<p>In campo si scontrano squadre miste - <strong>OSS, infermieri, tecnici di radiologia, amministrativi, medici, coordinatori e direttori </strong>- provenienti dai reparti del Dipartimento di Emergenza e delle Aree Critiche: Blocco Operatorio Polivalente e Specialistico, Cardiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia Toracica, Chirurgia Vascolare, Emodinamica, Medicina d&rsquo;Urgenza, Pronto Soccorso Generale e Pediatrico, Radiologia.</p>
<p>In tutto, circa 180 persone suddivise in 20 squadre, ognuna con il suo colore, che prendono i nomi dal gergo comunemente usato nell&rsquo;attivit&agrave; lavorativa: TAVI, PAO, TRIAGE, RCP, SHOCK, XREY, MET, ECMO, EGA, 150J, DAE, BLSD, TROCAR, FOLEY, SEPSI, O2, ECO, ECG, CHECKLIST, SPIKE.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147245.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Le discipline? Beach volley e bocce: due modi diversi di giocare, per permettere a tutti di partecipare - che si preferisca lanciare la palla oltre la rete o farla scorrere con calma a terra. Due sport semplici, perfetti per unire persone che ogni giorno condividono responsabilit&agrave;, ritmi intensi e decisioni difficili.<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147246.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Conoscersi per lavorare meglio&rdquo;: il valore di un&rsquo;idea semplice</h2>
<p>Chi lavora in ospedale lo sa: spesso si collabora senza essersi mai davvero incontrati. Il torneo vuole colmare proprio questo vuoto, creando un momento in cui i ruoli si mescolano, le distanze si accorciano e le persone tornano a essere&hellip; persone.</p>
<p>&Egrave; un modo per scaricare le tensioni accumulate, per ritrovare energia, per ricordarsi che la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza nasce anche da relazioni sane, da un clima di fiducia, da un gruppo che si riconosce come comunit&agrave;. E il fatto che tutto sia partito dall&rsquo;iniziativa spontanea di alcuni dipendenti rende il progetto ancora pi&ugrave; significativo: &egrave; la dimostrazione che, quando c&rsquo;&egrave; voglia di fare, l&rsquo;ospedale diventa un luogo vivo, capace di generare idee e non solo di gestire emergenze.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147247.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Un segnale positivo in un momento complesso La sanit&agrave; sta attraversando una fase delicata: professionisti che lasciano il pubblico, difficolt&agrave; nel reperire personale, iscrizioni alle scuole sanitarie in calo. Sono temi che toccano anche il nostro<br>territorio.</p>
<p>Eppure, proprio in questo contesto, il torneo manda un messaggio diverso: c&rsquo;&egrave; ancora chi crede nel valore del proprio lavoro, nella forza del gruppo, nella possibilit&agrave; di costruire qualcosa di bello insieme. &Egrave; un gesto piccolo, ma parla forte.<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147248.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>Spazi che uniscono, idee che crescono</h2>
<p>Tra una partita e una risata, emerge anche un pensiero pi&ugrave; ampio: quanto sarebbe importante, in futuro, avere spazi dedicati allo sport, alla socialit&agrave;, al benessere del personale. Luoghi che permettano di incontrarsi, di respirare, di sentirsi parte di una comunit&agrave;.<br>Non &egrave; una richiesta, non &egrave; una rivendicazione. &Egrave; solo un&rsquo;idea che nasce spontanea quando si vede quanto bene pu&ograve; fare un momento condiviso.<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147249.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>Sport, sorrisi e un&rsquo;identit&agrave; che si rafforza</h2>
<p>Il Torneo Interdipartimentale del Santa Croce non nasce per decretare un vincitore. Nasce per ricordare che, quando ci si incontra davvero, si lavora meglio, si vive meglio, ci si sente parte di qualcosa di pi&ugrave; grande.</p>
<p>E forse &egrave; proprio questo il messaggio pi&ugrave; importante: la sanit&agrave; funziona quando le persone trovano il modo di restare unite, anche fuori dal turno.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147250.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Un ringraziamento sentito va a tutti coloro che hanno scelto di partecipare e di condividere questi momenti, e alle realt&agrave; che hanno reso possibile il torneo: il <strong>NUoVO Cuneo</strong> per l&rsquo;accoglienza, il supporto e gli spazi; <strong>Selefar s.r.l.</strong> e <strong>Nord Ovest S.p.A. </strong>per il contributo alle magliette; <strong>PODIO Sport</strong> per la stampa; <strong>Generali Assicurazioni</strong> per aver offerto la quota assicurativa CSI a tutti i giocatori; <strong>Cuneo LUBE</strong>, <strong>Massi Sport</strong> e <strong>Cavallo Sport</strong>, per i gadget di fine torneo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147251.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Un plauso speciale, infine, alle organizzatrici <strong>Paola</strong>, <strong>Bianca</strong>, <strong>Gisella</strong> e <strong>Federica</strong> &mdash; vere motrici di questa splendida iniziativa, nata dalla passione, dall&rsquo;impegno e dalla voglia di creare connessioni vere, fuori dal contesto lavorativo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120480/small_147253.jpg" alt="" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 19 May 2026 17:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Stefano Rosso - Paola Vietto</dc:creator><author><name>Stefano Rosso - Paola Vietto</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 17 maggio la prevenzione cardiovascolare scende in piazza ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-17-maggio-la-prevenzione-cardiovascolare-scende-in-piazza_120300.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-17-maggio-la-prevenzione-cardiovascolare-scende-in-piazza_120300.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120300/146854.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domenica 17 maggio, la prevenzione cardiovascolare arriva nelle piazze piemontesi grazie all'iniziativa <strong>Le Oasi della Salute</strong>. L'evento, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con le aziende sanitarie locali, prevede screening gratuiti, attivit&agrave; sportive, consulenze e momenti informativi in 15 diversi spazi pubblici di 14 citt&agrave; della regione.</p>
<p>L'iniziativa nasce con l'obiettivo di <strong>portare la prevenzione vicino ai cittadini</strong> e rendere pi&ugrave; accessibili controlli e informazioni sui principali fattori di rischio cardiovascolare. Dopo la positiva edizione pilota del 2025 a Torino, il progetto si amplia quest'anno coinvolgendo anche <strong>Cuneo, Alba e Savigliano</strong>.</p>
<p>Gli appuntamenti, che si terranno dalle 9 o 9.30 fino alle 17 o 18 a seconda della sede, prevedono <strong>check-up cardiovascolari gratuiti</strong> (pressione arteriosa, glicemia capillare, profilo lipidico, ECG a riposo, valutazione del rischio cardiovascolare, ecocardiografie dove necessario) e <strong>consulenze personalizzate</strong>. Oltre agli screening, saranno proposti laboratori, attivit&agrave; sportive, incontri sull'alimentazione e spazi informativi anche per bambini e ragazzi.</p>
<p>Anche quest'anno il progetto punta sul coinvolgimento di <strong>medici, infermieri, specialisti, associazioni, enti locali e volontari</strong>. Nelle singole citt&agrave; sono previsti approfondimenti scientifici e divulgativi, spazi dedicati alla nutrizione e all'attivit&agrave; fisica, aree per il primo soccorso, simulazioni pratiche e laboratori didattici per i pi&ugrave; giovani. In alcune sedi si parler&agrave; anche di <strong>innovazione tecnologica in cardiologia, promozione della salute e prevenzione primaria e secondaria</strong>.<br><br></p>
<h2>Alba &ndash; ASL CN2</h2>
<p>Ad Alba l&rsquo;iniziativa si svolger&agrave; nel Cortile della Maddalena, in via Vittorio Emanuele II 19, dalle 9.30 alle 17. I cittadini potranno accedere gratuitamente e senza prenotazione, fino a esaurimento posti, a check-up cardiovascolari e attivit&agrave; pratiche dedicate alla promozione della salute, con particolare attenzione all&rsquo;alimentazione e al movimento.</p>
<p>Medici, infermieri e professionisti dell&rsquo;ASL CN2 saranno a disposizione per una giornata dedicata alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita, in un contesto di prossimit&agrave; pensato per avvicinare i servizi sanitari alla cittadinanza.<br><br></p>
<h2>Cuneo &ndash; AO Santa Croce e Carle</h2>
<p>A Cuneo l&rsquo;appuntamento &egrave; in piazza Seminario, nell&rsquo;area del mercato coperto, dalle 9.30 alle 17. I cittadini potranno accedere gratuitamente e senza prenotazione ai check-up cardiovascolari, fino a esaurimento posti.</p>
<p>Parteciperanno professionisti dell&rsquo;AO Santa Croce e Carle di Cuneo, tra cui Cardiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia vascolare, Dietetica e Nutrizione clinica, Farmacia e il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche, insieme agli operatori e ai volontari coinvolti nell&rsquo;organizzazione dell&rsquo;evento.<br><br></p>
<h2>Savigliano &ndash; ASL CN1</h2>
<p>A Savigliano &ldquo;Le Oasi della Salute&rdquo; saranno ospitate in piazza della Misericordia &ndash; Cros&agrave; Neira, dalle 9.30 alle 17, con check-up cardiovascolari gratuiti e senza prenotazione, fino a esaurimento posti.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa vedr&agrave; il coinvolgimento di professionisti dell&rsquo;ASL CN1, in particolare della Cardiologia e della Neurologia dell&rsquo;ospedale di Savigliano, della Diabetologia ed Endocrinologia e della Farmacia ospedaliera, insieme al personale amministrativo e ai volontari impegnati nella gestione logistica.</p>
<p>L'accesso agli screening &egrave; libero e gratuito, fino a esaurimento posti. Per maggiori dettagli e per il programma completo nelle diverse citt&agrave; &egrave; possibile consultare il sito ufficiale dell'iniziativa: <a href="https://www.leoasidellasalute.it" target="_blank" rel="nofollow">www.leoasidellasalute.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 16 May 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il disagio invisibile degli adolescenti: "La generazione più infelice di sempre"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-disagio-invisibile-degli-adolescenti-la-generazione-piu-infelice-di-sempre_120176.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-disagio-invisibile-degli-adolescenti-la-generazione-piu-infelice-di-sempre_120176.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/146627.jpg" title="Laura Dalla Ragione" alt="Laura Dalla Ragione" /><br /><p>L&rsquo;evento organizzato dalla neonata associazione <strong><em>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</em></strong> al Circolo &lsquo;L Caprissi di Cuneo, nella serata di marted&igrave; 12 maggio, non &egrave; stato un classico convegno specialistico. &Egrave; stato piuttosto un tentativo collettivo di comprendere una delle emergenze pi&ugrave; profonde del nostro tempo: <strong>il rapporto sempre pi&ugrave; fragile degli adolescenti con s&eacute; stessi, con il proprio corpo e con il mondo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146631.jpg" alt="I relatori dell'evento Attacco al corpo" loading="lazy"></p>
<p>Il titolo dell&rsquo;incontro, &ldquo;<strong>Attacco al corpo&rdquo;</strong>, riprende quello del volume curato dalla psichiatra e psicoterapeuta <strong>Laura Dalla Ragione</strong> insieme a <strong>Renata Nacinovich</strong>; sul tavolo di confronto, durante la serata, i temi trattati sono stati disturbi alimentari, bullismo, autolesionismo, ritiro sociale, dipendenza dai social, ansia da prestazione, vuoto relazionale e incapacit&agrave; crescente degli adulti di leggere il linguaggio del disagio giovanile.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146632.jpg" alt="Libro Attacco al Corpo" loading="lazy"></p>
<p>Una sala piena, un silenzio attento, domande che arrivano dritte da genitori, insegnanti, educatori e ragazzi.&nbsp;A dialogare con il pubblico sono stati la stessa <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, l&rsquo;insegnante <strong>Roberta Dalmasso</strong> e lo studente quindicenne <strong>Luca Cavallera</strong>, in un confronto che ha alternato riflessioni cliniche, esperienze scolastiche e punti di vista generazionali.&nbsp;&Egrave; possibile rivedere l'intero incontro nel <strong>video</strong> al fondo di questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146633.jpg" alt="Circolo 'l Caprissi" loading="lazy"></p>
<h2>Il corpo come luogo della sofferenza</h2>
<p>Il cuore della riflessione proposta da Laura Dalla Ragione parte da un concetto preciso: oggi il corpo &egrave; diventato il principale luogo di espressione del dolore adolescenziale.</p>
<p>Quando mancano le parole, quando le emozioni non trovano uno spazio per essere riconosciute e accolte, il disagio si trasferisce sul corpo. &Egrave; l&igrave; che compaiono restrizioni alimentari, abbuffate compulsive, autolesionismo, ossessioni estetiche, rifiuto di s&eacute; e comportamenti estremi.</p>
<p>&ldquo;<em>Il corpo &egrave; diventato il teatro della sofferenza</em>&rdquo;, ha spiegato la psichiatra. Un corpo che non viene pi&ugrave; vissuto come casa o identit&agrave;, ma come qualcosa da controllare, modificare, punire o esibire.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, ci&ograve; che colpisce maggiormente &egrave; la rapidit&agrave; con cui il disagio sta crescendo e abbassando la propria et&agrave; di esordio. Bambini e preadolescenti arrivano sempre pi&ugrave; frequentemente ai servizi sanitari con problematiche che fino a pochi anni fa riguardavano et&agrave; molto pi&ugrave; avanzate.</p>
<p>Nel messaggio inviato agli organizzatori e letto in apertura dell&rsquo;incontro, il presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> ha citato dati che restituiscono la dimensione del fenomeno: tra il 2019 e il 2023 circa tre milioni di italiani hanno sofferto di disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione, con un incremento impressionante dei casi dopo la pandemia. Oltre il 30% dei pazienti ha meno di 14 anni.&nbsp;Numeri che hanno portato Icardi a definire il fenomeno &ldquo;<em>una vera emergenza sanitaria e sociale</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146634.jpg" alt="Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;La generazione pi&ugrave; infelice di sempre&rdquo;</h2>
<p>Uno dei passaggi pi&ugrave; forti della serata &egrave; arrivato quando Laura Dalla Ragione ha affrontato il tema della fragilit&agrave; contemporanea.</p>
<p>&ldquo;<em>Volevamo costruire la generazione pi&ugrave; felice di sempre e invece abbiamo costruito la generazione pi&ugrave; infelice di sempre</em>&rdquo;, ha osservato.</p>
<p>Per descrivere il clima emotivo che attraversa il mondo adolescenziale, la psichiatra ha citato lo scrittore francese Georges Bernanos: &ldquo;<em>Quando i giovani hanno freddo, tutta l&rsquo;umanit&agrave; batte i denti</em>&rdquo;. Una frase usata per spiegare quanto il disagio giovanile non sia un problema marginale o privato, ma un segnale che riguarda l&rsquo;intera societ&agrave;.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, la pandemia ha funzionato da detonatore di una sofferenza gi&agrave; presente: &ldquo;<em>Ha scoperchiato qualcosa che esisteva gi&agrave;</em>&rdquo;. Ma il problema non nasce soltanto dagli ultimi anni o dalla tecnologia. &Egrave; pi&ugrave; profondo e riguarda il senso stesso dell&rsquo;esistenza.<br><br></p>
<h2>&ldquo;L&rsquo;essere umano non sopporta l&rsquo;insignificanza&rdquo;</h2>
<p>Nel corso del suo intervento, la psichiatra ha spiegato come l&rsquo;essere umano possieda una straordinaria capacit&agrave; di sopravvivere anche a esperienze molto dolorose:&nbsp;&ldquo;<em>Possiamo sopportare un lutto, una separazione, una malattia, un trauma. Possiamo sopportare dolori terribili. Ma dobbiamo riuscire a dare senso a quello che viviamo</em>&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; qui che si aprirebbe la vera fragilit&agrave; contemporanea: molti adolescenti faticano a trovare un significato stabile alla propria esperienza, alle relazioni, al futuro e persino al proprio posto nel mondo.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;essere umano non sopporta l&rsquo;insignificanza</em>&rdquo;, ha detto Dalla Ragione, indicando quella mancanza di senso come una delle radici pi&ugrave; profonde del disagio contemporaneo.</p>
<p>I ragazzi di oggi &mdash; ha sottolineato &mdash; non sono cos&igrave; diversi da quelli delle generazioni precedenti. Cercano ancora amore, riconoscimento, ascolto, appartenenza. Ma crescono in un contesto dove spesso gli adulti appaiono distratti, assenti o incapaci di intercettare davvero il loro dolore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146638.jpg" alt="Riflessioni del pubblico" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Non mi sento visto&rdquo;</h2>
<p>Tra i concetti che hanno attraversato con pi&ugrave; forza la serata c&rsquo;&egrave; stato quello dello &ldquo;<em>sguardo</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, quasi tutti gli adolescenti che incontra nei percorsi terapeutici &mdash; indipendentemente dalla patologia &mdash; ripetono le stesse frasi: &ldquo;<em>Non mi sento visto</em>&rdquo;, &ldquo;<em>Non mi sento accolto</em>&rdquo;, &ldquo;<em>Non mi sento guardato</em>&rdquo;.</p>
<p>La psichiatra ha citato una ricerca Censis condotta su 16mila adolescenti tra i 14 e i 18 anni. Alla domanda &ldquo;<em>Sapresti a chi chiedere aiuto se stessi male?</em>&rdquo;, l&rsquo;80% ha risposto di no.&nbsp;Un dato che racconta un enorme vuoto relazionale. Molti ragazzi non sanno a chi rivolgersi davanti a un dolore, a un episodio di bullismo, a una crisi personale o a un trauma. <em>&ldquo;Esiste come un muro tra gli adulti e gli adolescenti</em>&rdquo;, ha spiegato Dalla Ragione. &ldquo;<em>Parliamo linguaggi diversi</em>&rdquo;.</p>
<p>Eppure il bisogno resta lo stesso di sempre: sentirsi riconosciuti. Perch&eacute; lo sguardo adulto, quando &egrave; autentico, permette ai ragazzi di sentirsi legittimati a esistere.&nbsp;&ldquo;<em>Ti toglie dalla terra degli sbagliati</em>&rdquo;, ha detto la psichiatra. "<em>Ti fa sentire che il mondo ti accetta per quello che sei</em>".</p>
<p>Quando questo sguardo manca, molti adolescenti finiscono per sentirsi profondamente inadeguati, fino a sviluppare convinzioni devastanti: "<em>Non ho diritto a essere felice</em>", "<em>Non ho diritto ad avere un posto nel mondo</em>".</p>
<p>Frasi che, ha osservato Dalla Ragione, vengono pronunciate anche da ragazzi intelligenti, brillanti, apparentemente &ldquo;<em>perfetti</em>&rdquo;, ma interiormente convinti di non essere abbastanza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146641.jpg" alt="Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>Il fallimento della cultura della performance</h2>
<p>Una parte importante del dibattito ha riguardato il modello educativo contemporaneo e la pressione costante sulle performance.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, molti adolescenti crescono sentendosi continuamente valutati: scuola, sport, relazioni sociali, immagine, successo personale. Ma il problema non &egrave; soltanto l&rsquo;eccesso di aspettative. &Egrave; il fatto che spesso gli adulti chiedano ai ragazzi di essere diversi da ci&ograve; che sono realmente.</p>
<p>Ha citato una riflessione del poeta Rilke: "<em>Quando mai si pretenderebbe da un cigno una delle prove destinate al leone?</em>".&nbsp;Una metafora usata per raccontare quanto frequentemente genitori, scuola e societ&agrave; proiettino sui ragazzi desideri e modelli irrealistici.</p>
<p>"<em>Chiediamo loro troppo</em>", sostiene. "<em>Non soltanto nei risultati scolastici o sportivi, ma nelle richieste profonde: essere sempre forti, sicuri, adeguati, performanti</em>".</p>
<p>Per spiegare questa dinamica, Dalla Ragione ha richiamato anche una frase di Sant&rsquo;Agostino: &ldquo;<em>Volo ut sis &mdash; voglio che tu sia ci&ograve; che sei</em>&rdquo;: "<em>Sembra la cosa pi&ugrave; semplice del mondo</em>", ha osservato, "<em>ma &egrave; forse la pi&ugrave; difficile</em>". Perch&eacute; accettare davvero l&rsquo;altro significa rinunciare alle proprie aspettative e proiezioni.</p>
<p>La riflessione si &egrave; intrecciata anche con la critica a quella che Dalla Ragione ha definito &ldquo;<em>l&rsquo;ossessione contemporanea per la felicit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>Molti genitori &mdash; ha spiegato &mdash; cercano inconsapevolmente di eliminare ogni ostacolo dal percorso dei figli, trasformandosi in &ldquo;<em>genitori spazzaneve</em>&rdquo;: adulti che preparano una strada priva di frustrazioni, sconfitte e fallimenti.</p>
<p>Ma crescere significa inevitabilmente confrontarsi anche con il limite, con il dolore e con le difficolt&agrave; reali della vita. Privare i ragazzi di questa esperienza rischia di renderli ancora pi&ugrave; fragili proprio nel momento in cui si troveranno davanti a ostacoli inevitabili.&nbsp;Educare non significa evitare ogni sofferenza ai figli, ma aiutarli ad attraversarla.<br><br></p>
<h2>Il crollo delle &ldquo;cornici&rdquo; educative</h2>
<p>Secondo la psichiatra, un altro elemento decisivo della crisi attuale &egrave; la progressiva perdita di riferimenti condivisi.&nbsp;In passato &mdash; ha spiegato &mdash; esistevano cornici pi&ugrave; definite: sistemi valoriali, confini educativi e soprattutto differenze pi&ugrave; nette tra mondo adulto e mondo adolescenziale. Oggi quelle strutture sono molto pi&ugrave; fragili.</p>
<p>Famiglia e scuola si trovano spesso sole davanti a problemi complessi, senza strumenti sufficienti per interpretarli.&nbsp;"<em>Incontro continuamente genitori e insegnanti che mi dicono: non li capiamo pi&ugrave;</em>".&nbsp;Una difficolt&agrave; che emerge soprattutto davanti ai comportamenti pi&ugrave; estremi, come l&rsquo;autolesionismo.<br><br></p>
<h2>&ldquo;Si fanno male per sentirsi vivi&rdquo;</h2>
<p>Uno dei passaggi pi&ugrave; intensi dell&rsquo;intervento ha riguardato proprio il tema dell&rsquo;<strong>autolesionismo</strong>.&nbsp;Dalla Ragione ha voluto chiarire che, nella maggior parte dei casi, tagliarsi o procurarsi dolore fisico non rappresenta un tentativo di suicidio. &Egrave; qualcosa di diverso e, per certi versi, ancora pi&ugrave; inquietante: "<em>Lo fanno per sentirsi vivi</em>".</p>
<p>Il dolore fisico diventa una prova di esistenza, un modo per sentire il limite del corpo quando il mondo emotivo appare anestetizzato o incomprensibile.&nbsp;Un meccanismo che la psichiatra ha definito &ldquo;<em>perverso</em>&rdquo;, ma che racconta con estrema chiarezza il livello di smarrimento vissuto da molti adolescenti contemporanei.<br><br></p>
<h2>Gli adolescenti di oggi&nbsp;</h2>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146635.jpg" alt="Luca Cavallera" loading="lazy"></p>
<p>Particolarmente significativo &egrave; stato anche il contributo del pi&ugrave; giovane tra i relatori,&nbsp;<strong>Luca Cavallera</strong>, che ha raccontato dall&rsquo;interno il mondo degli adolescenti contemporanei.&nbsp;Tutti gli adulti sono stati adolescenti, ma lo sono stati in un periodo e contesto storico e sociale molto diverso da quello attuale.</p>
<p>La sua generazione &mdash; ha spiegato &mdash; &egrave; cresciuta immersa nella tecnologia fin dall&rsquo;infanzia. Smartphone, social network, video brevi, notifiche continue e connessione permanente hanno modificato il modo stesso di vivere relazioni, tempo e identit&agrave;.</p>
<p>Oggi &egrave; quasi sparita la dimensione dell&rsquo;attesa. Musica, contenuti, relazioni e gratificazioni sono immediatamente accessibili. Tutto arriva subito. E questa immediatezza rischia di rendere pi&ugrave; difficile sviluppare tolleranza alla frustrazione e capacit&agrave; di gestire il limite.</p>
<p>L&rsquo;insegnante <strong>Roberta Dalmasso</strong> ha invece portato lo sguardo della scuola, raccontando come gli insegnanti si trovino sempre pi&ugrave; spesso a intercettare forme di disagio silenzioso: ragazzi apparentemente &ldquo;normali&rdquo;, ma emotivamente fragili, isolati o incapaci di sostenere la pressione sociale e relazionale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146636.jpg" alt="Roberta Dalmasso" loading="lazy"></p>
<h2>Social network, confronto continuo&nbsp;</h2>
<p>Durante la serata &egrave; emersa con forza anche la questione dei social network, descritti non come causa unica del disagio ma come amplificatori potenti delle fragilit&agrave; adolescenziali.</p>
<p>Gli adolescenti vivono immersi in un confronto continuo con gli altri: corpi perfetti, vite filtrate, successi esibiti, felicit&agrave; apparentemente costante. Una dinamica che alimenta ansia, senso di inadeguatezza e bisogno di approvazione.&nbsp;Paradossalmente nell&rsquo;epoca della massima connessione cresce una fortissima solitudine individuale.</p>
<p>Laura Dalla Ragione ha insistito sulla necessit&agrave; di introdurre una vera alfabetizzazione digitale gi&agrave; nelle scuole primarie. Non soltanto imparare a usare gli strumenti tecnologici, ma comprenderne gli effetti emotivi, psicologici e relazionali.</p>
<h2>Bullismo e violenza relazionale</h2>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; stato affrontato anche il tema del bullismo e delle nuove forme di violenza relazionale tra adolescenti. Non soltanto episodi espliciti di aggressione o esclusione, ma anche dinamiche pi&ugrave; sottili legate al cyberbullismo, all&rsquo;umiliazione pubblica e alle relazioni tossiche tra coetanei.</p>
<p>Sul tema Luca Cavallera ha raccontato la propria esperienza con un lavoro svolto a scuola di grande impatto: la sua classe ha avuto la possibilit&agrave; di incontrare e ascoltare la testimonianza diretta di <strong>Camilla Mancini</strong>, autrice del romanzo &ldquo;<em>Libera di essere me</em>&rdquo;.</p>
<p>Il libro rappresenta un intenso racconto di rinascita e un'importante riflessione sulla salute mentale. L'autrice condivide la sua esperienza personale legata alla paresi facciale con cui convive fin dalla nascita a causa di una complicazione durante il parto. Questa condizione estetica l'ha resa per lungo tempo bersaglio di bullismo, insulti e isolamento sociale durante gli anni della scuola.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento Luca ha spiegato quanto questo incontro con l&rsquo;autrice abbia avuto un grandissimo impatto su tutta la sua classe, sottolineando come le esperienze dirette riescano spesso ad arrivare ai ragazzi pi&ugrave; di molte lezioni teoriche.</p>
<p>Anche per Roberta Dalmasso il lavoro educativo non pu&ograve; limitarsi alla punizione dei comportamenti sbagliati: serve un percorso continuo di educazione emotiva, empatia e consapevolezza relazionale, capace di intervenire prima che il disagio degeneri in violenza o isolamento.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146640.jpg" alt="Luca Cavallera e Roberta Dalmasso" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Sostare nel dolore&rdquo;: il compito difficile degli adulti</h2>
<p>Tra i concetti pi&ugrave; profondi emersi durante la serata c&rsquo;&egrave; stato quello espresso da Roberta Dalmasso: la necessit&agrave; per gli adulti di <strong>imparare a &ldquo;<em>sostare nel dolore</em>&rdquo; dei ragazzi</strong>.&nbsp;Non cercare subito la soluzione. Non minimizzare. Non spaventarsi davanti alla sofferenza adolescenziale.</p>
<p>La scuola, ha spiegato l&rsquo;insegnante, non pu&ograve; limitarsi a correggere comportamenti o a intervenire soltanto quando emergono episodi evidenti. Deve diventare uno spazio capace di ascoltare e riconoscere il disagio prima che esploda.</p>
<p>Anche Laura Dalla Ragione ha insistito molto sul tema della presenza adulta. I ragazzi, ha detto, hanno bisogno prima di tutto di sentirsi <strong>visti</strong>. Non giudicati, non continuamente valutati, ma riconosciuti nella loro esistenza e nella loro fragilit&agrave;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146637.jpg" alt="Roberta Dalmasso e Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>Una generazione iperconnessa ma invisibile</h2>
<p>Nel finale dell&rsquo;incontro Laura Dalla Ragione ha richiamato una riflessione della filosofa Hannah Arendt sul concetto di &ldquo;<em><strong>patria</strong></em>&rdquo;: non un luogo geografico, ma lo spazio che nasce tra due persone che si riconoscono e si fidano reciprocamente.</p>
<p>Un&rsquo;immagine potente per descrivere ci&ograve; che oggi manca a molti adolescenti: relazioni profonde, stabili, autentiche.&nbsp;&Egrave; forse questa la contraddizione pi&ugrave; evidente: i ragazzi di oggi non sono mai stati cos&igrave; connessi, esposti e raggiungibili, eppure molti di loro si sentono invisibili.</p>
<p>Da qui la necessit&agrave; &mdash; condivisa da tutti i relatori &mdash; di costruire una vera alleanza educativa tra famiglie, scuola, servizi sanitari e territorio. Nessuna realt&agrave;, da sola, pu&ograve; affrontare questa "<em><strong>esplosione di disagio</strong></em>" giovanile contemporaneo.</p>
<p>L&rsquo;impressione finale lasciata dall&rsquo;incontro &egrave; stata quella di un bisogno enorme di confronto e ascolto; non soltanto da parte degli adolescenti, ma anche degli adulti, spesso disorientati davanti a un mondo che cambia pi&ugrave; rapidamente della capacit&agrave; collettiva di comprenderlo.</p>
<p>E forse proprio da qui bisogna ripartire: dal coraggio di fermarsi ad ascoltare ci&ograve; che i ragazzi stanno tentando di dire, anche quando non riescono pi&ugrave; a farlo con le parole.</p>
<p>Nel video qui sotto l'intero evento.</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione e cura del dettaglio: la rivoluzione dell’allenamento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-e-cura-del-dettaglio-la-rivoluzione-dellallenamento_120079.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-e-cura-del-dettaglio-la-rivoluzione-dellallenamento_120079.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120079/146472.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oggi la grandezza di un atleta non si misura pi&ugrave; solo dal podio, ma dalla sua capacit&agrave; di restare in campo senza infortuni, per lungo tempo. In un calendario agonistico sempre pi&ugrave; serrato, la prevenzione non &egrave; pi&ugrave; un "optional", ma il cuore pulsante della preparazione. Il nuovo paradigma &egrave; chiaro: per vincere bisogna, prima di tutto, non fermarsi mai. Inoltre, la concorrenza ad alto livello &egrave; sempre in aumento: con un maggior numero di atleti capaci di realizzare performance assolute, pochi millimetri e frazioni di secondo possono fare la differenza.</p>
<p><strong>Forza o elasticit&agrave;?</strong></p>
<p>Spesso nelle tabelle di allenamento si pone il focus sul costruire forza e massa muscolare, ma &egrave; piuttosto l&rsquo;<strong>equilibrio tra potenza ed elasticit&agrave;</strong> a fare la differenza, sia sull&rsquo;esito della singola competizione che sulla resa a lungo termine.</p>
<p>Facciamo un esempio concreto: un maratoneta d'&eacute;lite copre i 42 km con passi medi di 1,85 metri. Se, grazie a una migliore elasticit&agrave; muscolare, riuscisse ad <strong>allungare ogni passo</strong> di soli 10 centimetri, il suo tempo finale crollerebbe di ben 6 minuti. Un abisso che permetterebbe al 40&deg; classificato di un&rsquo;Olimpiade di balzare sul gradino pi&ugrave; alto del podio.</p>
<p>Persino il mito Usain Bolt avrebbe potuto fare di meglio: con soli 3 centimetri in pi&ugrave; a falcata, il suo record di 9&rsquo;58&rsquo;&rsquo; sui 100 metri sarebbe diventato un incredibile 9&rsquo;50&rsquo;&rsquo;.</p>
<p><strong>Respirare meglio per essere pi&ugrave; performanti</strong></p>
<p>Esiste un motore silenzioso che spesso dimentichiamo di revisionare: il <strong>sistema respiratorio</strong>. Molti atleti attribuiscono la stanchezza a una mancanza di allenamento muscolare, quando il problema &egrave; spesso un&rsquo;<strong>inefficienza della componente respiratoria</strong> nel portare ai muscoli stessi il carburante, cio&egrave; l&rsquo;ossigeno.</p>
<p>Ottimizzare la respirazione significa <strong>aumentare la "cilindrata" dell&rsquo;atleta </strong>(il VO2 max) senza necessariamente sottoporre il corpo ad allenamenti estenuanti. Una respirazione corretta garantisce un afflusso costante di sangue ai muscoli, ritardando il senso di fatica e migliorando la lucidit&agrave; nei momenti decisivi.</p>
<p><strong>Il cervello al servizio del movimento</strong></p>
<p>Oltre ai muscoli, c'&egrave; la <strong>propriocezione</strong>: la capacit&agrave; del cervello di elaborare i segnali che arrivano dai recettori per gli stimoli esterni e interni (occhio, organo dell&rsquo;equilibrio, piede, bocca, articolazioni e pelle sono i principali), creando la migliore strategia di stabilit&agrave; nello spazio, da fermi e in movimento.</p>
<p><strong>L&rsquo;efficacia del sistema propriocettivo garantisce velocit&agrave; di reazione</strong>. Immaginate un tennista: se il suo sistema visivo &egrave; allenato a "leggere" la palla dell'avversario anche solo pochi centesimi di secondo prima, potr&agrave; posizionarsi meglio e colpire con precisione chirurgica. La programmazione del gesto parte, infatti, sempre dallo stimolo visivo: l&rsquo;occhio anticipa di 300 millisecondi ogni contrazione muscolare.</p>
<p><strong>Un sistema propriocettivo allenato ed equilibrato mette il corpo in sicurezza</strong>: un corpo consapevole si muove in modo fluido ed economico, evitando sovraccarichi inutili e riducendo drasticamente il rischio di infortuni.</p>
<p><strong>Il vero obiettivo</strong></p>
<p>L'obiettivo finale di un allenamento all&rsquo;avanguardia non &egrave; solo "potenziare", ma<strong> educare e preservare</strong>. L'atleta deve conoscere il proprio corpo e la propria mente come una macchina di precisione: creare questo substrato di consapevolezza &egrave; l&rsquo;unico modo per costruire una preparazione fisica davvero efficace e sostenibile e, allo stesso tempo, un <strong>mindset vincente</strong> capace di sostenere la pressione senza crolli e sovraccarico.</p>
<p>La vera arte dell&rsquo;allenamento &egrave; quella di far rendere al meglio l&rsquo;atleta, permettendogli di ottenere i migliori risultati possibili e di poter mantenere il suo massimo livello di prestazione per un periodo di tempo maggiore possibile: per questo Vialibera combina una squadra di professionisti formati nel sostenere i diversi aspetti (fisici e mentali) dell&rsquo;allenamento, dalla rieducazione respiratoria allo stress management, dalla costruzione di forza alla nutrizione specifica.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Arrivano a Savigliano e Cuneo “Le oasi della salute”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saviglianese/arrivano-a-savigliano-e-cuneo-le-oasi-della-salute_119949.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saviglianese/arrivano-a-savigliano-e-cuneo-le-oasi-della-salute_119949.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119949/146225.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Tutti in piazza per la prevenzione. Domenica 17 maggio arrivano a Cuneo e Savigliano &ldquo;Le oasi della salute&rdquo;, una giornata di screening cardiovascolare aperta a tutti e completamente gratuita.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &ndash; che si svolger&agrave; in contemporanea in 15 sedi piemontesi &ndash; vede il supporto istituzionale della Regione Piemonte e delle Aziende sanitarie piemontesi e sar&agrave; un evento di grande impatto per le nostre Citt&agrave;, come hanno dichiarato i sindaci Patrizia Manassero di Cuneo e Antonello Portera di Savigliano.</p>
<p>Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo &ldquo;<em>Siamo molto contenti di ospitare a Cuneo le Oasi della Salute e ringraziamo fin da ora gli operatori che saranno disponibili ad accogliere i cittadini per sottoporsi ad alcuni esami legati alla prevenzione cardiovascolare. La prevenzione &egrave; fondamentale nel garantire una qualit&agrave; di vita migliore e quindi un minore impatto sanitario ed economico. In un tempo in cui la sanit&agrave; pubblica sembra arrancare tra liste d&rsquo;attesa e competitivit&agrave; del settore privato, l&rsquo;esperienza delle Oasi della Salute ci fa sperimentare quanto la sanit&agrave; pubblica sia preziosa e quanto sia indispensabile vigilare perch&eacute; resti tale</em>&rdquo;.</p>
<p>Antonello Portera, sindaco di Savigliano: &ldquo;<em>&Egrave; motivo di grande soddisfazione per Savigliano essere tra le citt&agrave; ospitanti &ldquo;Le oasi della salute&rdquo;, lodevole progetto di prevenzione. In un giorno in cui in citt&agrave; vi sar&agrave; gi&agrave; grande fermento per un altro evento, Quintessenza, le persone potranno unire al turismo, al relax e allo shopping anche la possibilit&agrave; di ricevere uno screening cardiovascolare gratuito. Un bel progetto che dimostra quanto la Sanit&agrave; possa essere concretamente vicina ai cittadini andando loro incontro, nel vero senso della parola</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento per Cuneo &egrave; in piazza Seminario (mercato coperto) per Savigliano in piazza della Misericordia (Cros&agrave; Neira) dalle 9.30 alle 17 &nbsp;per una giornata no-stop di check up cardiovascolari gratuiti e senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili.</p>
<p>Medici e infermieri del nostro territorio saranno a disposizione grazie alla collaborazione con l&rsquo;AO S. Croce e Carle di Cuneo e l&rsquo;Asl CN1, come sottolineato dai direttori generali Franco Ripa e Giuseppe Guerra.</p>
<p>Franco Ripa, direttore generale dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo: &ldquo;<em>La prevenzione, primaria e secondaria, sono pilastri fondamentali della salute pubblica, essenziali per ridurre l&rsquo;incidenza delle malattie e la prognosi. Un evento, come quello calendarizzato in molte citt&agrave; del Piemonte il prossimo 17 maggio, rappresenta un richiamo importante perch&eacute; tutti pongano la massima attenzione nella cura degli stili di vita e nell&rsquo;adesione agli screening che consentire di intercettare precocemente la malattia e trattarla con maggior successo. Un grazie a tutta la squadra dei professionisti: Cardiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia vascolare, Dietetica e Nutrizione clinica, Farmacia oltre al Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche che, anche in questa importante occasione, metteranno le loro professionalit&agrave; a servizio dei cittadini. Grazie anche al comune di Cuneo, alla sindaca e all&rsquo;amministrazione, per la concessione di una sede idonea per l&rsquo;organizzazione dell&rsquo;evento, agli operatori e ai volontari coinvolti che collaboreranno ad un ordinato svolgimento del percorso</em>&rdquo;.</p>
<p>Giuseppe Guerra, direttore generale dell&rsquo;Asl CN1: &ldquo;<em>Contribuire a mantenere alto il livello di attenzione dei cittadini sulla prevenzione &egrave; un impegno in cui crediamo, in quanto costituisce un investimento sul presente e sul futuro della Sanit&agrave;. L&rsquo;educazione a stili di vita corretti, all&rsquo;adesione terapeutica e alle campagne di screening rappresentano una priorit&agrave; per investire, sia sul miglioramento della qualit&agrave; della vita sia sul contenimento dei costi del sistema sanitario. Desidero ringraziare in particolare medici, infermieri e oss e il personale amministrativo della Cardiologia e della Neurologia dell&rsquo;ospedale di Savigliano, della Diabetologia ed Endocrinologia (dipartimento Medico Specialistico) e della Farmacia ospedaliera che il 17 maggio metteranno volontariamente le loro professionalit&agrave; al servizio dei cittadini, nell&rsquo;ambito di una straordinaria e coinvolgente iniziativa della Regione Piemonte nel campo della prevenzione. Grazie anche al comune di Savigliano che ci ospita e che, con operatori e volontari della Protezione civile, garantir&agrave; la funzionalit&agrave; dei percorsi dal punto di vista logistico</em>&rdquo;.</p>
<p>E oltre alle visite di screening, tante altre attivit&agrave; per tutte le et&agrave;, in collaborazione con le associazioni locali: Oasi Sport, Oasi Nutrizione, Oasi Informativa, Oasi Pharma Teen.</p>
<p>Per tutte le info e le prenotazioni delle attivit&agrave; sportive:&nbsp;<a href="https://www.leoasidellasalute.it" target="_blank" rel="nofollow">www.leoasidellasalute.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Tue, 12 May 2026 08:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I care for me for you”: coinvolti 500 studenti nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-care-for-me-for-you-coinvolti-500-studenti-nel-cuneese_119682.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-care-for-me-for-you-coinvolti-500-studenti-nel-cuneese_119682.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119682/145817.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Giovedi 14 maggio si svolgeranno le giornate conclusive, dalle ore 17.30 a Cuneo (presso il salone di rappresentanza dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle) e Savigliano (Palazzo Miretti, via Miretti 4 ang. piazza Santarosa) per la restituzione dei lavori prodotti da ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado di alcuni comuni della provincia di Cuneo (Savigliano, Cavallermaggiore, Barge, Fossano, Mondov&igrave;, Villanova Mondov&igrave;, Cuneo, Dronero, Morozzo), all&rsquo;interno dell&rsquo;iniziativa &ldquo;I care for me for you&rdquo; promossa da Azienda Zero, Rete Oncologica di Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta e Asl Citt&agrave; di Torino nell&rsquo;ambito del progetto Diderot di Fondazione CRT.</p>
<p>I professionisti coinvolti (oncologi, nutrizionisti, pediatri, psicologi), nella convinzione che promuovere la salute direttamente nelle aule scolastiche sia la battaglia pi&ugrave; efficace per prevenire il cancro, hanno proposto agli studenti spunti di riflessione trasversali per sollecitare e stimolare quella consapevolezza sulla scelta del proprio stile di vita, chiedendo loro una restituzione alla comunit&agrave; delle loro percezioni.</p>
<p>Gioved&igrave; saranno presentati i lavori: campagne, video, testi e immagini per promuovere corretti stili di vita, contro il fumo, l&rsquo;assunzione di alcol o di sostanze, a favore di diete sane. Anche quest&rsquo;anno in classe &egrave; stato affrontato il tema dei tumori e delle fake news sui temi di salute, dell&rsquo;alimentazione e della prevenzione, con un focus sugli screening proposti dal Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Importante l&rsquo;interazione con gli studenti attraverso la metodologia didattica del service learning e dell&rsquo;entertainment education.</p>
<p>Spiegano i professionisti: &ldquo;<em>Il coinvolgimento diretto dei giovanissimi, con lezioni interattive per stimolare le loro riflessioni e aiutarli nell&rsquo;espressione di una proposta personale di un progetto, che spesso si &egrave; tradotta anche in un proposito a puntare sul miglioramento dello stile di vita, ha rappresentato un po&rsquo; la chiave di volta per raggiungere l&rsquo;obiettivo: lasciare un seme perch&eacute; cresca in ciascuno di loro e nella comunit&agrave; dei pari uno stimolo a differenziarsi rispetto a comportamenti magari attrattivi, seducenti ma deresponsabilizzanti</em>&rdquo;.</p>
<p>Numerose le scuole coinvolte con circa 500 studenti complessivamente: hanno aderito alcune classi del Liceo De Amicis di Cuneo, dell&rsquo;Alberghiero &ldquo;Virginio Donadio&rdquo; di Dronero, dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Morozzo (scuola secondaria di I grado), l&rsquo;Istituto Cravetta-Marconi, il CNOS-FAP di Fossano, il Giolitti-Bellisario-Paire con alcune classi di Barge e Mondov&igrave;, l&rsquo;Istituto Comprensivo di Villanova Mondov&igrave; e di Cavallermaggiore (con classi della scuola media).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119682/small_145818.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Thu, 07 May 2026 16:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Fondazione Ospedale Cuneo: una nuova Sala Ibrida da 2 milioni di euro tra i progetti del 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-una-nuova-sala-ibrida-da-2-milioni-di-euro-tra-i-progetti-del-2026_118840.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-una-nuova-sala-ibrida-da-2-milioni-di-euro-tra-i-progetti-del-2026_118840.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/144378.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolta ieri, gioved&igrave; 23 aprile, presso il Centro Incontri C-LAB di via Busca, l&rsquo;assemblea annuale della <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong>. Un appuntamento partecipato, non solo di rendicontazione ma anche di visione, che ha messo in luce un 2025 particolarmente significativo e ha delineato con chiarezza le direttrici strategiche per il 2026.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144379.jpg" alt=""></p>
<p>A presiedere i lavori la presidente <strong>Silvia Merlo</strong>, affiancata dal direttore <strong>Massimo Silumbra</strong>, in un contesto, quello del C-LAB, scelto non a caso: "<em>Siamo affezionati a questo luogo, sede dei giovani</em> &ndash; ha sottolineato Merlo &ndash; <em>perch&eacute; rappresenta il futuro e il passaggio di testimone che nel tempo vogliamo costruire</em>".</p>
<p>Il Bilancio Sociale 2025 restituisce l&rsquo;immagine di una Fondazione in piena maturazione, capace di consolidare la propria struttura e rafforzare il legame con l&rsquo;Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle e con l&rsquo;intera comunit&agrave;. Un documento che, come sottolineato dalla presidente Silvia Merlo, &ldquo;<em>racchiude la passione, il tempo e la dedizione del consiglio, dei medici, dei donatori e di tutta la comunit&agrave; che ruota attorno alla Fondazione. &Egrave; motivo di orgoglio vedere che questo percorso sta prendendo forma</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;anno sono stati raccolti circa 635 mila euro di donazioni, mentre le erogazioni a favore dell&rsquo;Ospedale hanno raggiunto quota 570 mila euro, portando il totale degli ultimi tre anni a circa 3,3 milioni di euro.</p>
<p>Dal punto di vista patrimoniale, la Fondazione conferma una struttura solida, con quasi 2 milioni di euro di attivo e oltre 1,5 milioni di liquidit&agrave;, elementi che hanno consentito di sostenere consapevolmente un disavanzo di circa 130 mila euro per incrementare le erogazioni a favore dell&rsquo;ospedale, frutto di una scelta precisa: "<em>Abbiamo deciso volontariamente di donare pi&ugrave; di quanto raccolto</em> &ndash; ha spiegato Merlo &ndash; <em>utilizzando risorse accantonate negli anni precedenti</em>".</p>
<p>Le risorse sono state indirizzate su due assi principali: da un lato <strong>l&rsquo;innovazione tecnologica</strong>, che ha assorbito circa 340 mila euro, e dall&rsquo;altro <strong>l&rsquo;umanizzazione e i percorsi di cura alternativa</strong>, a cui sono stati destinati circa 230 mila euro.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144380.jpg" alt=""></p>
<h2>Tecnologie e ambienti: la cura passa anche dallo spazio</h2>
<p>Il 2025 ha visto un&rsquo;intensa attivit&agrave; sia sul fronte delle dotazioni tecnologiche sia su quello della riqualificazione degli ambienti ospedalieri.&nbsp;Tra le principali acquisizioni: monitor multiparametrici per la Terapia Intensiva Neonatale, ecografi palmari per il Pronto Soccorso, strumentazioni per cardiologia, medicina nucleare e risonanza magnetica. Particolarmente significativa la raccolta fondi che ha permesso di finanziare 15 monitor per la TIN: "<em>Un risultato che dimostra quanto possiamo contare sulla comunit&agrave;</em>", ha evidenziato la presidente.</p>
<p>Parallelamente, grande attenzione &egrave; stata dedicata all&rsquo;umanizzazione degli spazi. Interventi che, come ha spiegato Silumbra, non sono marginali: "<em>Pu&ograve; sembrare banale inserire immagini della natura o migliorare le sale d&rsquo;attesa, ma esistono evidenze scientifiche che dimostrano quanto questi elementi incidano positivamente sul percorso di cura</em>".</p>
<p>Tra i progetti realizzati rientrano la riqualificazione del Day Hospital Oncologico e del Centro Salute Donna, insieme agli interventi in Medicina Nucleare e nel Day &amp; Week Surgery. Particolare attenzione &egrave; stata dedicata anche al Pronto Soccorso, dove sono state migliorate diverse aree e creata la &ldquo;stanza del sollievo&rdquo;, uno spazio pensato per accogliere i momenti pi&ugrave; delicati del dialogo tra medici, pazienti e familiari.</p>
<p>Durante l'evento di ieri &egrave; stato presentato anche il simbolo che funger&agrave; da impronta per tutti gli interventi della Fondazione Ospedale: si tratta di &ldquo;due mani che accolgono&rdquo;, un segno distintivo estrapolato dal logo della Fondazione che verr&agrave; progressivamente inserito negli spazi riqualificati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144382.jpg" alt=""></p>
<h2>La relazione come terapia</h2>
<p>Accanto agli interventi strutturali, la Fondazione ha investito in progetti che mettono al centro la persona.&nbsp;Dalla pet therapy &ndash; estesa dalla psichiatria a pediatria, neurologia e geriatria &ndash; alla musicoterapia, fino al piano &ldquo;Cura di chi cura&rdquo; dedicato al benessere del personale sanitario.</p>
<p>Tra le iniziative in corso anche la realizzazione di interventi per rendere pi&ugrave; accoglienti gli ambulatori e i reparti di degenza: la filodiffusione in radioterapia, la creazione di aree di socializzazione in Chirurgia Vascolare, dove per i pazienti &egrave; importante avere spazi adatti per potersi muovere, e il futuro giardino terapeutico per la psichiatria, che verr&agrave; allestito negli spazi verdi del Carle grazie alla consulenza del rinomato architetto paesaggistico Pejrone.</p>
<h2>C-LAB: investire sui giovani</h2>
<p>Il 2025 &egrave; stato anche l&rsquo;anno della nascita del C-LAB, laboratorio civico dedicato ai giovani, con l&rsquo;obiettivo di avvicinare le nuove generazioni ai temi della salute e della solidariet&agrave;. "<em>Significa seminare per il futuro</em>" ha ribadito Merlo, sottolineando l&rsquo;importanza del coinvolgimento attivo dei giovani nel percorso della Fondazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144381.jpg" alt=""></p>
<h2>2026: una nuova Sala Operatoria Ibrida</h2>
<p>Guardando al futuro, il progetto pi&ugrave; rilevante &egrave; senza dubbio la realizzazione di una nuova Sala Operatoria Ibrida.&nbsp;Si tratta di un investimento superiore ai 2 milioni di euro, reso possibile anche grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e Fondazione CRC.</p>
<p>La nuova struttura sostituir&agrave; quella attualmente in uso, risalente al 2012, e rappresenter&agrave; un salto tecnologico significativo. Il percorso di progettazione ha visto un cambio di approccio rispetto al passato, quando ad esempio &egrave; stata donata la PET. Per la futura Sala Ibrida la Fondazione ha voluto un forte coinvolgimento dei medici, che hanno visitato centri di eccellenza in Europa per individuare le migliori soluzioni. "<em>Sono loro a indicarci quali siano le soluzioni migliori su cui indirizzare i nostri acquisti </em>&ndash; ha evidenziato Merlo &ndash; <em>e la loro partecipazione &egrave; stata fondamentale".</em></p>
<p>La Fondazione sosterr&agrave; circa il 30% dell&rsquo;investimento, confermando il proprio ruolo strategico nel potenziamento dell&rsquo;ospedale.</p>
<h2>Tomasini: un polo per formazione e ricerca</h2>
<p>Altro pilastro del 2026 sar&agrave; l&rsquo;avvio dei lavori di riqualificazione del complesso dei Tomasini, acquisito il 10 dicembre scorso.&nbsp;Il complesso dei Tomasini sar&agrave; destinato a diventare un centro polifunzionale dedicato alla formazione, alla ricerca e all&rsquo;accoglienza di studenti e medici specializzandi, configurandosi come un punto di riferimento per la crescita professionale e culturale del territorio.</p>
<p>"<em>Non &egrave; solo ridare vita a un luogo </em>&ndash; ha spiegato Merlo &ndash; <em>ma creare uno spazio di cultura, confronto e crescita per tutto il territorio. Sar&agrave; una pietra miliare per Cuneo</em>".</p>
<h2>Cultura e comunit&agrave;: la mostra fotografica</h2>
<p>Tra le iniziative del 2026 anche la mostra &ldquo;Alla luce della cura&rdquo;, con gli scatti del fotografo Marco Sasia, che sar&agrave; ospitata nel nuovo complesso della biblioteca nel vecchio ospedale Santa Croce. Un progetto che porter&agrave; anche alla realizzazione di un libro, testimonianza visiva dell&rsquo;umanit&agrave; e dell&rsquo;eccellenza dell&rsquo;ospedale cuneese.</p>
<h2>Una rete che guarda avanti</h2>
<p>In chiusura, un messaggio chiaro: la Fondazione Ospedale Cuneo &egrave; una realt&agrave; collettiva, una rete. "<em>Abbiamo bisogno di tutti, non solo di risorse economiche, ma di energia, idee e tempo</em>" ha dichiarato Merlo, che ha voluto concludere rivolgendosi ancora ai giovani: &ldquo;<em>Grazie a voi, abbiamo bisogno del vostro stimolo e del vostro &lsquo;pungolarci&rsquo;</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Un ospedale più umano: il Santa Croce presenta i suoi progetti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-ospedale-piu-umano-il-santa-croce-presenta-i-suoi-progetti_118729.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-ospedale-piu-umano-il-santa-croce-presenta-i-suoi-progetti_118729.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/144209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Grande partecipazione per l&rsquo;evento &ldquo;L&rsquo;ospedale che accoglie&rdquo;, andato in scena nel pomeriggio di oggi, mercoled&igrave; 22 aprile, nel salone di rappresentanza dell&rsquo;ospedale Santa Croce di Cuneo, gremito per l&rsquo;occasione. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su un tema sempre pi&ugrave; centrale nel dibattito sanitario: l&rsquo;umanizzazione dei luoghi e dei percorsi di cura.</p>
<p>Organizzato dall&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, l&rsquo;incontro ha rappresentato un momento di analisi e confronto sui progetti gi&agrave; avviati e sulle prospettive future, con il coinvolgimento di istituzioni, professionisti sanitari, enti e associazioni di volontariato. Un&rsquo;occasione, come sottolineato pi&ugrave; volte nel corso del pomeriggio, non solo per fare il punto su quanto realizzato, ma anche per delineare nuove strategie operative.</p>
<p>Tra gli interventi istituzionali, quello in videocollegamento dell&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong>, reduce da una &ldquo;missione&rdquo; in Canada: &ldquo;<em>Abbiamo visitato 12 ospedali in cui abbiamo trovato altissima tecnologia, un&rsquo;umanizzazione avanzata su strutture, cure e rapporti con caregiver e pazienti. &Egrave; un modello che dobbiamo seguire. Perci&ograve; mi complimento per l&rsquo;iniziativa e il lavoro che sta facendo il Santa Croce di Cuneo</em>&rdquo;. Nel corso dell&rsquo;intervento ha inoltre ribadito come l&rsquo;umanizzazione debba diventare &ldquo;<em>una buona pratica nella quotidianit&agrave;</em>&rdquo;, perch&eacute; &ldquo;<em>&egrave; la base per lavorare meglio e assicurare cure migliori</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144215.jpg" alt=""></p>
<p>Presente anche la sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ringraziato per l&rsquo;opportunit&agrave; di confronto: fondamentale, ha sottolineato, &ldquo;<em>ragionare insieme su accoglienza e cittadino utente</em>&rdquo; e &ldquo;<em>ammorbidire con ambienti accoglienti e parole gentili i percorsi</em>&rdquo;, sia per chi vive momenti non patologici, come la gravidanza, sia per i pazienti, fino ai percorsi oncologici. La sindaca ha inoltre richiamato l&rsquo;importanza della collaborazione con il terzo settore, dalla Fondazione Ospedale Cuneo alle numerose associazioni attive sul territorio, evidenziando anche i &ldquo;<em>grossi passi avanti</em>&rdquo; compiuti dall&rsquo;ospedale cuneese, in grado di &ldquo;<em>ammorbidire il grado di tensione che c&rsquo;&egrave; nel momento della cura</em>&rdquo;.</p>
<p>A guidare l&rsquo;evento di oggi &egrave; stato il direttore generale <strong>Franco Ripa</strong>, che ha definito l&rsquo;iniziativa &ldquo;<em>una giornata speciale per l&rsquo;ospedale di Cuneo</em>&rdquo;: &ldquo;<em>Da un lato consolidiamo i progetti di umanizzazione, dall&rsquo;altro presentiamo nuovi modelli di lavoro. L&rsquo;umanizzazione &egrave; il futuro per quanto riguarda le logiche di sviluppo degli ospedali: dobbiamo sempre porre il cittadino, il paziente, ma anche il professionista, al centro dei sistemi sanitari. &Egrave; provato che in un ambiente &lsquo;umanizzato&rsquo; ci sono risultati migliori dal punto di vista degli esiti</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144216.jpg" alt=""></p>
<p>Un concetto che si traduce in un cambio di paradigma: l&rsquo;umanizzazione delle cure e dei luoghi trasforma infatti l&rsquo;ospedale in uno spazio di accoglienza e ascolto, dove la dignit&agrave; della persona diventa il fulcro di ogni azione. Non solo eccellenza tecnologica, dunque, ma attenzione al decoro degli ambienti, alla qualit&agrave; delle relazioni e all&rsquo;abbattimento delle barriere.</p>
<p>Nel dettaglio dei progetti &egrave; entrata <strong>Antonella Ligato</strong>, referente della progettazione, dell'empowerment e degli interventi di umanizzazione: &ldquo;<em>Attraverso il sostegno al paziente e al caregiver, l&rsquo;ospedale che accoglie riconosce la fragilit&agrave; come un valore da proteggere e non solo come una patologia da trattare. La sinergia con il volontariato, l&rsquo;apertura all&rsquo;arte e agli interventi assistiti con gli animali generano un &lsquo;healing environment&rsquo; capace di ridurre lo stress e favorire il benessere</em>&rdquo;. Tra le iniziative ricordate, il percorso nascita, il passaporto culturale, il sostegno all&rsquo;allattamento, i campi scuola per minori diabetici, la scuola in Pediatria, il progetto di protezione per famiglie fragili in ambito oncologico e le azioni trasversali sull&rsquo;accessibilit&agrave; e l&rsquo;inclusione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144217.jpg" alt=""></p>
<p>Il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha sottolineato la necessit&agrave; di integrare qualit&agrave; professionale e relazionale: &ldquo;<em>L&rsquo;obiettivo &egrave; cercare di unire la qualit&agrave; professionale a quella relazionale, alla capacit&agrave; di garantire luoghi adatti e dignitosi, in cui sentirsi a proprio agio in momenti di fragilit&agrave; e in cui gli operatori possano mettere in campo l&rsquo;empatia, un aspetto estremamente importante</em>&rdquo;. Dal suo intervento, accompagnato dall'infermiera della DEA Gisella Abb&agrave;, &egrave; arrivato anche un focus sull&rsquo;area dell&rsquo;emergenza-urgenza, dove &egrave; fondamentale creare contesti adeguati sia per i pazienti sia per gli operatori, puntando su formazione, lavoro di squadra e spazi dedicati come la stanza del sollievo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144218.jpg" alt=""></p>
<p>Sul fronte organizzativo e gestionale, il direttore amministrativo <strong>Gabriele Giarola</strong> ha evidenziato il valore degli interventi gi&agrave; messi in campo e il ruolo fondamentale del territorio: &ldquo;<em>Avere a disposizione un ambiente consono &egrave; fondamentale anche per chi ci lavora. A Cuneo siamo gi&agrave; intervenuti sia a livello strutturale che organizzativo e su questa partita ci danno una grande mano anche le associazioni di volontariato</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144219.jpg" alt=""></p>
<p>Un ruolo chiave &egrave; stato attribuito anche alla figura del Facility, responsabile operativo degli ambienti sanitari, fortemente voluta a livello regionale: <strong>Marco Comba</strong>, della Direzione Sanitaria di Presidio, ha illustrato come piccoli interventi mirati possano incidere concretamente sulla qualit&agrave; degli spazi e sull&rsquo;esperienza complessiva di pazienti e operatori.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144220.jpg" alt=""></p>
<p>Importante anche il contributo della Fondazione Ospedale Cuneo, con la presidente <strong>Silvia Merlo</strong>: &ldquo;<em>Siamo impegnati da tempo a migliorare i luoghi di cura attraverso interventi di umanizzazione che consentano a pazienti e caregiver di affrontare visite e ricoveri con maggiore serenit&agrave;. Le proposte sono condivise con l&rsquo;Azienda Ospedaliera e si concentrano su accessibilit&agrave;, vivibilit&agrave; e comfort, arte e cultura nei luoghi di cura e percorsi terapeutici alternativi come musicoterapia e interventi assistiti con animali. Siamo convinti dell&rsquo;importanza di un ospedale che accoglie, che cura e si prende cura</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144221.jpg" alt=""></p>
<p>Spazio infine alle &ldquo;medical humanities&rdquo;, con l&rsquo;intervento di <strong>Laura Polastri</strong> in rappresentanza del DAIRI (Dipartimento Attivit&agrave; Integrate Ricerca e Innovazione): un approccio che &ldquo;<em>rappresenta oggi una leva strategica per ripensare i modelli di cura, riportando al centro la persona, la relazione e il significato dell&rsquo;esperienza di malattia</em>&rdquo;. Un percorso che unisce ricerca, formazione e innovazione organizzativa e che, grazie alla collaborazione con il S. Croce e Carle, punta a rendere strutturale l&rsquo;umanizzazione delle cure.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144222.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;evento ha cos&igrave; confermato come il tema dell&rsquo;umanizzazione non sia pi&ugrave; un elemento accessorio, ma una direttrice strategica per il futuro della sanit&agrave;, capace di incidere concretamente sulla qualit&agrave; delle cure e sul benessere di pazienti e operatori.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144223.jpg" alt=""></p>
<p>Nel video le dichiarazioni di Franco Ripa, Giuseppe Lauria e Gabriele Giarola.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 19:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Successo alla giornata di prevenzione sanitaria promossa dal Rotary Club Cuneo 1925 a Demonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/successo-alla-giornata-di-prevenzione-sanitaria-promossa-dal-rotary-club-cuneo-1925-a-demonte_118499.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/successo-alla-giornata-di-prevenzione-sanitaria-promossa-dal-rotary-club-cuneo-1925-a-demonte_118499.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/143811.jpg" title="" alt="" /><br /><div>L&rsquo;iniziativa, tenutasi presso il Palazzo Borelli il 17 aprile dalle ore 9 alle 13, ha consentito a numerosi cittadini di accedere gratuitamente a visite ed esami specialistici, contribuendo a promuovere la cultura della prevenzione nelle aree montane.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I partecipanti sono stati accolti e assistiti nella compilazione della scheda iniziale da Nives Forza, socia del Club, con il supporto dei giovani del Rotaract, Filippo Quaglia, Niccol&ograve; De Santis e Marco Porro, che hanno curato le attivit&agrave; di accoglienza e registrazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/small_143813.jpg"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel corso della mattinata, i cittadini hanno inoltre avuto l&rsquo;opportunit&agrave; di prendere parte a uno studio coordinato dal professor Roberto Bono, ordinario di Igiene presso l&rsquo;Universit&agrave; di Torino, insieme alle ricercatrici Giulia Squillacioti, Samar El Sherbiny e Valeria Bellisario. La ricerca, sviluppata in collaborazione con l&rsquo;Universit&agrave; di Saragozza, l&rsquo;INSERM (Francia) e il Comune di Demonte, &egrave; finalizzata all&rsquo;analisi dei fattori legati alla vita in montagna che possono incidere sul benessere della popolazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo studio prende in esame aspetti quali alimentazione, attivit&agrave; fisica e abitudini di vita, valutandone l&rsquo;impatto sullo stress ossidativo, indicatore potenziale di rischio per la salute futura. La partecipazione prevede la compilazione di un questionario anonimo e l&rsquo;analisi di un campione biologico raccolto durante le visite. Il servizio, gratuito, sar&agrave; proposto anche nella prossima tappa prevista a Entracque.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/small_143814.jpg"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Durante la giornata sono state offerte le seguenti prestazioni:</div>
<div>&bull; elettrocardiogramma e misurazione della pressione arteriosa</div>
<div>&bull; esami ematochimici (emoglobina glicata, colesterolo totale, trigliceridi, LDL-colesterolo)</div>
<div>&bull; ecodoppler dei tronchi sovraortici</div>
<div>&bull; fundus oculi</div>
<div>&bull; ecografia tiroidea</div>
<div>&bull; valutazione psicologica</div>
<div>&bull; valutazione del rischio ictus</div>
<div>&bull; visita odontoiatrica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata realizzata grazie al contributo del Distretto Rotary 2032.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/small_143815.jpg"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un doveroso riconoscimento &egrave; rivolto ai medici volontari del Rotary Club Cuneo 1925 &ndash; Luigi Fontana, Nicola Corino, Maurizio Grosso, Patrizia Fanizza, Maria Gabriella Olivero, Patricia Indemini, Angelo Pellegrino, Alessandro Leone, Luigi Salvatico e Sofia Camisassi, presidente del Rotaract Club Cuneo Provincia Granda &ndash; per la professionalit&agrave; e la disponibilit&agrave; dimostrate.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un sentito apprezzamento al professor Adriano Spada per essere intervenuto alla mattinata, portando il suo saluto ai medici del suo club.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come evidenziato dal presidente Daniel Gallina: &ldquo;<em>Un sincero ringraziamento ai medici volontari, coordinati dal dottor Luigi Fontana, ai soci del Club, ai giovani del Rotaract, al sindaco di Demonte Adriano Bernardi, alle farmacie di Demonte, Gaiola e Vinadio e ad Alessandro Giraudo di DoctorApp per la gestione delle prenotazioni. La collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti ha consentito di offrire alla comunit&agrave; un servizio di elevata qualit&agrave;</em>&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Rotary Club Cuneo 1925 conferma cos&igrave; il proprio impegno nella promozione della salute sul territorio. La prossima giornata &egrave; in programma a Entracque sabato 16 maggio presso l&rsquo; ex Asilo in via Angelo Barale 12.</div>]]></description><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Una voce sana in un corpo sano!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118232/143370.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 16 aprile &egrave; la <strong>Giornata Mondiale della Voce</strong>: quale migliore occasione di ascoltarci, letteralmente, cercando di comprendere che cosa il nostro corpo e la nostra voce hanno da dirci?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella storia dell&rsquo;essere umano, la voce ha iniziato ad assumere la funzione comunicativa ed espressiva legata alla parola circa 50.000 anni fa: ogni gruppo etnico ha sviluppato suoni sempre pi&ugrave; precisi organizzati secondo regole e criteri, che permettessero di trasmettere concetti e intenzioni, di narrare fatti, di collaborare per un fine comune.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>All&rsquo;interno del corpo umano, strutture appartenenti a organi e apparati diversi sono state &ldquo;prese in prestito&rdquo; per essere messe al servizio della parola:</div>
<div>
<ul>
<li>il diaframma, i muscoli addominali e tutte le strutture respiratorie hanno dovuto affinare il loro movimento per gestire il volume della voce, la lunghezza delle frasi, gli accenti e la cadenza del parlato;</li>
<li>la laringe ha sviluppato i micromovimenti articolari e muscolari necessari per creare infinite combinazioni di tensione e spessore delle pliche mucose contenute al suo interno, evolute via via in vere e proprie <strong>corde vocali</strong>;</li>
<li>la lingua, il palato molle, i denti e le labbra non sono pi&ugrave; stati semplicemente dedicati al nutrimento, ma hanno appreso come interagire tra loro, con le altre strutture della bocca, con il flusso d&rsquo;aria in uscita per produrre vocali e consonanti, schiocchi e trilli, per far risuonare e amplificare ogni suono prodotto.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; avvenuto un vero e proprio <em>collage evolutivo</em>, che ha unito parti diverse degli apparati digestivo, respiratorio, masticatorio e muscolo-scheletrico per creare il neonato <strong>sistema vocale</strong>. La conseguenza &egrave; che <strong>la nostra voce &egrave; influenzata da un&rsquo;infinit&agrave; di fattori diversi</strong>!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La disfonia (ovvero la cattiva qualit&agrave; della voce o la fatica vocale) e l&rsquo;afonia (la perdita completa di voce) possono infatti avere cause molto diverse e a loro volta essere all&rsquo;origine di importanti disagi limitando la comunicazione, l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa o la performance artistica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una delle principali cause, o concause, di sovraccarico e sforzo vocale &egrave; l&rsquo;<strong>alterazione dell&rsquo;equilibrio posturale</strong>: la priorit&agrave; per l&rsquo;essere umano &egrave; infatti quella di poter mantenere stabilmente la postura eretta che gli permette di controllare l&rsquo;ambiente, interagire con i suoi simili e portare a termine le azioni necessarie alla sopravvivenza. Per quanto parlare e comunicare ci sembri importante, in realt&agrave;, per il nostro sistema si stratta di un optional! <strong>Solo quando la postura &egrave; stabile, sicura e in comfort</strong> (senza dolore) <strong>le nostre capacit&agrave; superiori </strong>(ragionare in modo astratto, comunicare, manifestare creativit&agrave;) <strong>possono esprimersi al meglio</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per fare un esempio concreto: poniamo caso che sia presente un<strong> difetto visivo</strong>, l&rsquo;occhio destro con un&rsquo;acuit&agrave; decisamente inferiore al sinistro. <strong>La postura del capo </strong>(<strong>e di tutto il corpo di conseguenza</strong>) <strong>ne risentir&agrave;</strong>: la testa cercher&agrave; di ruotare leggermente per favorire l&rsquo;occhio sinistro (i muscoli del collo saranno costantemente attivi in torsione), mentre le spalle potrebbero portarsi in rotazione opposta per favorire l&rsquo;uso della mano destra, il bacino, gli arti inferiori e i piedi saranno informati di riflesso in modo asimmetrico dalla posizione degli occhi e del capo, proseguendo a cascata questo atteggiamento in torsione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come potr&agrave; esprimersi la voce in una situazione cos&igrave; sbilanciata e in presenza di tensioni muscolari di questo tipo (e probabilmente con dolori a livello cervicale e dorsale)? Ci sar&agrave; sicuramente pi&ugrave; <strong>fatica vocale</strong>, dovuta alla maggiore tensione,<strong> che sul lungo tempo pu&ograve; cronicizzare in disfonia, afonia ricorrente o alterazioni delle corde vocali</strong>, come noduli o edemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Naturalmente non solo i difetti visivi possono creare questo scompenso, ma tutte le alterazioni dei recettori posturali: organo dell&rsquo;equilibrio, mandibola, piede, e tutte le relative interazioni che possono essere evidenziate da un&rsquo;analisi posturale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La corretta funzionalit&agrave; delle corde vocali &egrave; strettamente connessa, inoltre, con la salute della muscosa che le riveste: se questa &egrave; irritata non potr&agrave; vibrare efficacemente e la voce perder&agrave; di qualit&agrave;. La <strong>salute del tratto digestivo</strong> &egrave; quindi fondamentale: un&rsquo;alimentazione corretta e sana mantiene l&rsquo;equilibrio la flora batterica intestinale e il fisiologico pH gastrico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una buona dinamica respiratoria, infine, &egrave; fondamentale per due aspetti:</div>
<div>
<ul>
<li>permette di creare un'adeguata riserva di aria e di espellerla in modo funzionale per la nostra comunicazione: <strong>il volume, la risonanza e la proiezione del suono si creano senza fatica</strong> se la respirazione &egrave; efficiente;</li>
<li>mantiene la pressione all&rsquo;interno della cavit&agrave; addominale nella norma (senza compressione del diaframma sullo stomaco e conseguente reflusso acido) e favorisce la motilit&agrave; intestinale (evitando stasi, fermentazione e gonfiore).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chi &egrave; quindi che deve prendersi cura della voce? Gli studi pi&ugrave; recenti supportano l&rsquo;<strong>approccio multidisciplinare </strong>ai disturbi della voce: la diagnosi del medico foniatra o otorinolaringoiatra, la riabilitazione e la rieducazione logopedica, la valutazione e il riequilibrio posturale, il trattamento osteopatico e la ginnastica respiratoria sono gli strumenti pi&ugrave; indicati per individuare la natura del problema e approcciarlo in maniera globale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Accompagnare il corpo (e la persona) a ritrovare salute ed equilibrio, senza rivolgersi semplicemente al sintomo, &egrave; l&rsquo;obiettivo che ci poniamo a Vialibera: le problematiche di voce sono prese in carico dal punto di vista osteopatico e posturale da professionisti specificamente formati, in collaborazione con Foniatra, Logopedista o Otorinolaringoiatra di riferimento per il paziente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valeria Milanesio, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
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<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
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<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
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<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
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<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
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<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
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<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
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<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[La ricerca clinica come opportunità di cura: l'esempio del "Santa Croce"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-ricerca-clinica-come-opportunita-di-cura-l-esempio-del-santa-croce_116547.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-ricerca-clinica-come-opportunita-di-cura-l-esempio-del-santa-croce_116547.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116547/141011.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo prosegue il proprio impegno nella ricerca clinica come parte integrante dell&rsquo;attivit&agrave; assistenziale, con l&rsquo;obiettivo di offrire ai cittadini del territorio l&rsquo;opportunit&agrave; di accedere a terapie innovative e a percorsi di cura sempre pi&ugrave; avanzati.&nbsp;La ricerca clinica rappresenta, infatti, uno degli strumenti pi&ugrave; importanti per migliorare la qualit&agrave; delle cure: attraverso studi clinici e programmi terapeutici innovativi &egrave; possibile mettere a disposizione dei pazienti trattamenti che spesso anticipano l&rsquo;introduzione delle nuove terapie nella pratica clinica quotidiana.</p>
<p>In questo contesto, un ruolo centrale &egrave; svolto dalle unit&agrave; operative dell&rsquo;ospedale e dai loro professionisti. I medici e i team multidisciplinari che operano nei diversi reparti rappresentano un vero valore aggiunto per l&rsquo;Azienda, poich&eacute; grazie alla loro formazione, alla loro esperienza e alla costante attenzione alla letteratura scientifica contribuiscono ad arricchire la sanit&agrave; cuneese di opportunit&agrave; terapeutiche all&rsquo;avanguardia.</p>
<p>Un esempio significativo &egrave; rappresentato dall&rsquo;attivit&agrave; del Programma Trapianti del Santa Croce e Carle, che attraverso la stretta collaborazione delle Strutture di Ematologia, di Neurologia e di Immunoematologia e medicina trasfusionale, offre una valida opzione terapeutica rivolta ai pazienti affetti da sclerosi multipla. Grazie all&rsquo;esperienza maturata e ad un attento studio delle evidenze scientifiche disponibili, il centro di Cuneo propone il trapianto autologo di cellule staminali come alternativa terapeutica nelle forme recidivanti-remittenti di terza linea della sclerosi multipla. Questo programma si &egrave; dimostrato in grado di garantire periodi di remissione della malattia particolarmente prolungati e rappresenta oggi una delle strategie pi&ugrave; promettenti per i pazienti selezionati.</p>
<p>Il Programma Trapianti accoglie inoltre pazienti provenienti anche da altre aree del Piemonte, contribuendo a rendere il centro di Cuneo un punto di riferimento regionale per questo tipo di trattamento. L&rsquo;esperienza maturata in questo ambito potr&agrave; inoltre rappresentare una base importante per l&rsquo;eventuale accesso futuro, dei pazienti affetti da sclerosi multipla, a nuove frontiere terapeutiche come le CAR-T (innovative terapie immunologiche basate sull&rsquo;ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente).</p>
<p>Un altro ambito di ricerca riguarda le malattie rare. L&rsquo;Azienda Ospedaliera di Cuneo &egrave; Centro di riferimento per Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta per la diagnosi e la cura delle Porfirie. All&rsquo;interno della Struttura Interaziendale di Immunoematologia e medicina trasfusionale, in collaborazione con la Dermatologia e la Farmacia Ospedaliera, sono stati recentemente condotti due studi clinici di fase 3 dedicati alla protoporfiria eritropoietica, una malattia rara fortemente invalidante che provoca una grave fototossicit&agrave; cutanea. Gli studi hanno valutato l&rsquo;efficacia sulla sintomatologia di una terapia orale destinata ad adolescenti e adulti, dimostrando un significativo miglioramento della qualit&agrave; di vita dei pazienti. L&rsquo;arruolamento negli studi &egrave; oggi concluso, ma i pazienti provenienti anche da altre Regioni continuano a beneficiare del trattamento.</p>
<p>La ricerca clinica coinvolge in modo significativo anche l&rsquo;ambito oncologico. L&rsquo;Oncologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera di Cuneo &egrave; infatti centro promotore di uno studio osservazionale retrospettivo e prospettico dedicato al carcinoma mammario metastatico, finalizzato a valutare l&rsquo;efficacia e la sicurezza di un anticorpo monoclonale nella pratica clinica reale.</p>
<p>Lo studio nasce con l&rsquo;obiettivo, per la prima volta, di raccogliere in modo sistematico i dati delle Breast Unit del Piemonte e della Valle d&rsquo;Aosta, valorizzando il lavoro quotidiano dei professionisti impegnati nella cura delle pazienti con tumore della mammella. L&rsquo;iniziativa rappresenta un esempio di ricerca che prende avvio dall&rsquo;esperienza clinica maturata nei centri e dalla collaborazione tra le diverse realt&agrave; sanitarie del territorio. Attraverso la partecipazione di numerosi centri regionali sar&agrave; possibile costruire una base di dati condivisa utile a migliorare la conoscenza e l&rsquo;utilizzo delle terapie nella pratica quotidiana.</p>
<p>L&rsquo;esperienza ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale poter contare su sistemi informatici adeguati per la raccolta e la gestione dei dati clinici, strumenti ormai indispensabili per consentire ai centri di partecipare attivamente alle reti di ricerca. In questa prospettiva, l&rsquo;attivazione di piattaforme dedicate alla raccolta dei dati rappresenta un passaggio importante per permettere anche ad altre strutture di contribuire a progetti scientifici condivisi.</p>
<p>Questi esempi dimostrano come la ricerca clinica rappresenti una componente fondamentale dell&rsquo;attivit&agrave; ospedaliera e come la capacit&agrave; delle singole strutture di sviluppare competenze scientifiche, attrarre collaborazioni e promuovere studi contribuisca a creare un circolo virtuoso a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario.</p>
<p>In questo percorso, accanto all&rsquo;iniziativa dei professionisti e delle equipe cliniche, &egrave; sempre pi&ugrave; importante poter contare su processi organizzativi efficienti e su professionalit&agrave; dedicate che facilitino lo sviluppo degli studi e il dialogo con le reti di ricerca nazionali e internazionali.</p>
<p>Attraverso il lavoro quotidiano dei professionisti, la collaborazione tra discipline diverse e il continuo investimento nelle competenze, l&rsquo;innovazione terapeutica pu&ograve; cos&igrave; tradursi in opportunit&agrave; concrete di cura per il territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
