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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Politica > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/politica/cuneo-e-valli/rss2.0.xml?page=47rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Politica a Cuneo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 03 Apr 2026 21:47:37 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Politica > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/]]></link></image><item><title><![CDATA[“Il Consiglio comunale è eterno”. E Cuneo vuole correre ai ripari]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/il-consiglio-comunale-e-eterno-e-cuneo-vuole-correre-ai-ripari_117627.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/il-consiglio-comunale-e-eterno-e-cuneo-vuole-correre-ai-ripari_117627.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117627/142534.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Come ha sperimentato chiunque in vita sua abbia partecipato almeno a un&rsquo;assemblea di condominio, la dialettica democratica ha molti pregi ma non quello di essere - di norma - avvincente. &Egrave; il caso delle sedute di Consiglio comunale, specie in tempi in cui anche le grandi decisioni si annunciano in poche righe di tweet. Sovente con esito disastroso, va detto, come ci ricorda la recente guerra contro l&rsquo;Iran.</p>
<p>A Cuneo ci si &egrave; posti il problema dell&rsquo;eccessiva durata delle sedute e il tema &egrave; oggetto di confronto nell&rsquo;apposita commissione regolamento. Per chi non lo sapesse, in genere i consiglieri si riuniscono due volte al mese, l&rsquo;ultimo luned&igrave; e marted&igrave;, dalle ore 17 fino alle 22 circa. Al luned&igrave; di regola si discutono interrogazioni e interpellanze, presentate in riferimento a temi specifici di rilevanza locale. Al marted&igrave; il confronto verte il pi&ugrave; delle volte su ordini del giorno e proposte della giunta.</p>
<p>Ciascun consigliere ha cinque minuti per illustrare il quesito che propone o per intervenire nella discussione. Dopo la risposta del sindaco o dell&rsquo;assessore, l&rsquo;interpellante pu&ograve; esprimere la sua soddisfazione o insoddisfazione. Nel caso degli ordini del giorno e delle mozioni d&rsquo;indirizzo, oltre alla fase di dibattito c&rsquo;&egrave; quella delle dichiarazioni di voto, sempre con cinque minuti a disposizione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117627/small_142535.jpg" alt="Il Consiglio comunale di Cuneo"></p>
<p>Tempistiche che talvolta dilatano la discussione su un singolo ordine del giorno ben oltre l&rsquo;ora. Ma il problema non esiste solo per chi ascolta in presenza o da casa, sul canale Youtube dedicato: <em>&ldquo;&Egrave; successo a volte che arriviamo a tarda ora, stanchi, e sminuiamo il lavoro fatto su alcuni ordini del giorno&rdquo;</em> osserva <strong>Elio Beccaria </strong>di Cuneo Civica, uno dei &ldquo;neofiti&rdquo; dell&rsquo;ultima consiliatura.</p>
<p>L&rsquo;idea che la commissione presieduta da&nbsp;<strong>Noemi Mallone</strong> sta valutando, sulla scorta di una proposta vagliata dal presidente del Consiglio <strong>Marco Vernetti</strong>, &egrave; di dare una sforbiciata ai tempi: quelli delle interpellanze passerebbero da dieci minuti a otto (cinque per la presentazione, tre per la replica), mentre le dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno verrebbero limitate a due minuti. C&rsquo;&egrave; anche l&rsquo;ipotesi di limitare la &ldquo;scaletta&rdquo; a un massimo di due ordini del giorno per ciascun gruppo consiliare, mentre &egrave; stata bocciata la possibile introduzione del <em>question time</em>, ovvero il &ldquo;botta e risposta&rdquo; tra il singolo consigliere e l&rsquo;assessore.</p>
<p><em>&ldquo;Noi siamo fermamente contrari alla riduzione dei tempi&rdquo;</em> fa sapere <strong>Giancarlo Boselli</strong> a nome degli Indipendenti: <em>&ldquo;Qualcuno potrebbe dire: ma come, per due minuti? Anche noi diciamo, volete fare una forzatura per due minuti? Su questo ci sar&agrave; un ostruzionismo molto forte. Sar&agrave; l&rsquo;opinione pubblica a giudicare se sia opportuno o meno&rdquo;</em>. La risposta, intanto, arriva dal collega di Centro per Cuneo <strong>Vincenzo Pellegrino</strong>: <em>&ldquo;Credo non freghi pi&ugrave; di tanto all&rsquo;opinione pubblica. &Egrave; un rispetto che ci concediamo reciprocamente. In questo caso sarebbero due minuti in meno che sui grandi numeri assicurano economia di tempo: a volte in interventi di dieci minuti si dicono e ridicono gli stessi concetti&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117627/small_142536.jpg" alt="Il Consiglio comunale di Cuneo"></p>
<p>Anche&nbsp;<strong>Ugo Sturlese</strong> (Cuneo per i Beni Comuni) giudica <em>&ldquo;grave il tentativo di limitare gli interventi sulle interpellanze e le interrogazioni&rdquo;</em> e denuncia un possibile svilimento dell&rsquo;assise cittadina: <em>&ldquo;Non vedo la logica di queste limature, non siamo un&rsquo;accozzaglia di persone che viene qui a passare il tempo&rdquo;</em>. Non &egrave; solo la maggioranza, va detto, a porsi il problema della lunga durata dei dibattiti: <em>&ldquo;La sintesi rende il Consiglio comunale pi&ugrave; accessibile a tutti, nelle dichiarazioni di voto proporrei di cercare di venirci incontro&rdquo;</em> suggerisce <strong>Mavy Civallero</strong> (SiAmo Cuneo). E aggiunge: <em>&ldquo;Tante persone mi hanno detto: il consiglio &egrave; veramente eterno, non riesco pi&ugrave; a seguirlo&rdquo;</em>.</p>
<p>Se Boselli respinge&nbsp;<em>&ldquo;un tentativo di restringere la voce delle opposizioni&rdquo;</em>, Beccaria prova a rassicurare: <em>&ldquo;Non &egrave; un tentativo di imbavagliare il consiglio comunale ma di renderlo pi&ugrave; appetibile per chi si collega. Se non durasse sei ore a serata, ma qualcosa in meno, riusciremmo a comunicare gli stessi messaggi&rdquo;</em>. Anche <strong>Claudia Carli</strong> del Partito Democratico invita alla condivisione: gi&agrave; oggi, sottolinea, &egrave; raro che un gruppo presenti pi&ugrave; di due ordini del giorno, o che un interpellante si dilunghi per cinque minuti nella risposta. <em>&ldquo;L&rsquo;opinione pubblica sarebbe d&rsquo;accordo ad avere interventi di tre minuti come avviene gi&agrave; nell&rsquo;Unione Europea&rdquo;</em> sostiene la capogruppo dem.</p>
<p>Uno spiraglio per l&rsquo;accordo lo suggerisce Boselli: s&igrave; al limite sulla presentazione degli ordini del giorno, ma no alla compressione dei tempi. Se ne riparler&agrave;. Nel frattempo, tutti sono d&rsquo;accordo su un altro punto: l&rsquo;introduzione dell&rsquo;encomio, una forma di riconoscimento che finora non era stato previsto dal regolamento. Si affiancher&agrave; all&rsquo;onorificenza pi&ugrave; solenne, la cittadinanza onoraria, concessa di rado e pi&ugrave; spesso oggetto di polemiche come nel caso recente, poi bocciato, della proposta che riguardava&nbsp;<strong>Francesca Albanese</strong>.</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 18:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Regione, Sacchetto “tifa” Cameroni in giunta per tornare a palazzo Lascaris]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/regione-sacchetto-tifa-cameroni-in-giunta-per-tornare-a-palazzo-lascaris_117569.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/regione-sacchetto-tifa-cameroni-in-giunta-per-tornare-a-palazzo-lascaris_117569.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117569/142459.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel domino dell&rsquo;<em>affaire</em> &ldquo;Le 5 forchette&rdquo; a <strong>Claudio Sacchetto</strong> &egrave; toccato il ruolo di ultima pedina a cadere, pur senza essere coinvolto a nessun titolo nell&rsquo;ormai nota vicenda della bisteccheria romana e nelle disavventure della &ldquo;cordata biellese&rdquo; di <strong>Andrea Delmastro</strong> che ne sono seguite.</p>
<p>Paradossi della politica: il conto della bisteccheria, insieme all&rsquo;ex vicepresidente e assessore regionale&nbsp;<strong>Elena Chiorino</strong>, dimessasi luned&igrave; scorso, lo ha pagato anche l&rsquo;incolpevole consigliere cuneese, ripescato nel 2024 dal &ldquo;listino&rdquo; del presidente proprio a seguito della nomina in giunta della Chiorino. Il 46enne imprenditore agricolo, in passato assessore regionale all&rsquo;Agricoltura e consigliere comunale a Cuneo con la Lega, al momento &egrave; fuori da palazzo Lascaris, ma pu&ograve; sperare in un ripescaggio. Se infatti a prendere il posto di Chiorino in giunta fosse la consigliera novarese di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Daniela Cameroni</strong>, posizionata all&rsquo;ottavo posto nel listino, Sacchetto riprenderebbe il seggio negatogli.</p>
<p>La soluzione pare essere molto accreditata ai piani alti del grattacielo Piemonte, anche perch&eacute; avrebbe il pregio di salvare capra e cavoli: la presenza femminile in giunta (dopo le dimissioni di Chiorino, l&rsquo;unica donna &egrave; l&rsquo;altra &ldquo;sorella d&rsquo;Italia&rdquo; novarese&nbsp;<strong>Marina Chiarelli</strong>, gi&agrave; dimezzata nelle deleghe e sempre pi&ugrave; isolata nel partito) e appunto quella di Sacchetto in Consiglio.</p>
<p>In teoria ci sarebbe anche una possibilit&agrave; che a entrare nell&rsquo;<em>inner circle</em> degli assessori di&nbsp;<strong>Alberto Cirio</strong> sia proprio Sacchetto, ma pare un&rsquo;ipotesi remota. Contro l&rsquo;ex assessore della giunta Cota pesano due caratteristiche &ldquo;ascritte&rdquo; e difficili da non tenere in conto: il sesso e la provenienza geografica. Sacchetto in giunta ridurrebbe al lumicino la quota rosa e consegnerebbe alla Granda un terzo assessorato, dopo quelli di&nbsp;<strong>Paolo Bongioanni</strong> e <strong>Marco Gallo</strong>, a cui si sommano le deleghe dello stesso presidente: troppa grazia, potrebbe pensare qualcuno.</p>
<p>Cameroni, imprenditrice, classe 1977, alla prima prova in Regione, condivide con Sacchetto la militanza in Fratelli d&rsquo;Italia e la vicinanza a&nbsp;<strong>Guido Crosetto</strong>, il quale parrebbe infatti caldeggiare la sua nomina. A sfavore potrebbe pesare il suo legame sentimentale con il senatore <strong>Gaetano Nastri</strong>, <em>dominus</em> indiscusso del partito sotto la cupola di San Gaudenzio, in un momento in cui il partito di <strong>Giorgia Meloni</strong> si trova impegnato ad allontanare le polemiche da s&eacute;. Ci sono per&ograve; altre possibili opzioni per la fiamma tricolore. Il quotidiano online <em>Lo Spiffero</em> ne indica almeno due, riferite entrambe a consigliere elette nel Torinese: <strong>Alessandra Binzoni</strong> che godrebbe dei favori di <strong>Augusta Montaruli</strong> e <strong>Marina Bordese</strong> gradita, pare, all&rsquo;europarlamentare e nipote d&rsquo;Italia <strong>Giovanni Crosetto</strong>.</p>
<p>Se il partito&nbsp;<em>pivot</em> della maggioranza si trova a gestire la successione di Chiorino, altrove c&rsquo;&egrave; chi vorrebbe allargare il discorso a un pi&ugrave; ampio &ldquo;rimpastino&rdquo;. Ad aprire le danze &egrave; stato il capogruppo leghista <strong>Fabrizio Ricca</strong>, con un&rsquo;intervista al <em>Corriere della Sera</em>: <em>&ldquo;Finora la giunta ha lavorato bene, ma cambiando un assessore che era anche vicepresidente qualche riflessione va fatta. Molto dipender&agrave; dal nome che verr&agrave; indicato&rdquo;</em>. Un avviso ai naviganti dal Carroccio che gi&agrave; ben prima del &ldquo;caso Chiorino&rdquo; aveva palesato segni d&rsquo;insofferenza. Si veda l&rsquo;attivismo da presidente della commissione Sanit&agrave; dell&rsquo;ex assessore <strong>Luigi Icardi</strong>, non sempre in sintonia col successore <strong>Federico Riboldi</strong> (a Cuneo sulla questione del partenariato per l&rsquo;ospedale, ad esempio), ma anche le bordate della &ldquo;battitrice libera&rdquo; <strong>Gianna Gancia</strong>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 18:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Marrone vicepresidente del Piemonte fa arrabbiare Calenda: "Filo putiniano, una vergogna"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/marrone-vicepresidente-del-piemonte-fa-arrabbiare-calenda-filo-putiniano-una-vergogna_117467.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/marrone-vicepresidente-del-piemonte-fa-arrabbiare-calenda-filo-putiniano-una-vergogna_117467.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117467/142315.jpg" title="Carlo Calenda" alt="Carlo Calenda" /><br /><p>La nomina di Maurizio Marrone a vicepresidente del Piemonte fa arrabbiare Carlo Calenda. Il fondatore su Azione, sempre molto attivo sui social, ha affidato al suo profilo X la presa di posizione nei confronti del nuovo assetto della Giunta regionale piemontese in seguito alle dimissioni di Elena Chiorino, coinvolta nel caso &ldquo;Le 5 Forchette&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La nomina di un filo putiniano, con una pessima storia di viaggi in Donbass e apertura di finti consolati, a vicepresidente della Regione Piemonte &egrave; di una gravit&agrave; assoluta</em>&rdquo;, ha scritto Calenda. Il riferimento &egrave; alle posizioni filorusse di Marrone, pi&ugrave; volte discusse e criticate dalle opposizioni negli ultimi anni: tra le iniziative pi&ugrave; contestate quella del 2017, quando il neo vicepresidente del Piemonte apr&igrave; un Consolato informale della Repubblica di Donetsk a Torino.</p>
<p>"<em>Chiedo formalmente ad Antonio Tajani e ad Alberto Cirio di non accettare questa vergogna</em>&rdquo;, ha scritto il leader di Azione (richiesta singolare, quella nei confronti di Cirio, dato che &egrave; stato lo stesso governatore ad attribuire la nomina a Marrone).</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Vannacci pianta la bandiera a Cuneo: il movimento di Lauria entra in Futuro Nazionale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/vannacci-pianta-la-bandiera-a-cuneo-il-movimento-di-lauria-entra-in-futuro-nazionale_117428.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/vannacci-pianta-la-bandiera-a-cuneo-il-movimento-di-lauria-entra-in-futuro-nazionale_117428.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117428/142253.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Se dopo l&rsquo;uscita di <strong>Roberto Vannacci</strong> dalla Lega, a inizio febbraio, Futuro Nazionale era rimasto un oggetto misterioso in provincia di Cuneo, ora gli adepti del generale escono allo scoperto. A portare in dote i suoi voti personali (6,6% alle ultime elezioni comunali, una percentuale consolidata ormai da vent&rsquo;anni) &egrave; <strong>Beppe Lauria</strong>, insieme all&rsquo;organizzazione sul territorio del movimento Indipendenza di <strong>Gianni Alemanno</strong>.</p>
<p>La formazione entra ufficialmente in Futuro Nazionale, dando vita a un polo sovranista:&nbsp;<em>&ldquo;Per la prima volta</em> - annuncia Lauria - <em>assistiamo a una riunione delle destre e non a una diaspora. Con sensibilit&agrave; diverse, sebbene non su tutto, ma obiettivi comuni&rdquo;</em>. Indipendenza, il movimento che l&rsquo;ex leader cuneese della destra sociale di Alleanza Nazionale aveva contribuito a fondare, rimarr&agrave; come <em>&ldquo;contenitore culturale&rdquo;</em>. <em>&ldquo;&Egrave; un cammino ancora lungo ma che penso porter&agrave; soddisfazioni a tutti, nel vedere finalmente un progetto in cui credere&rdquo;</em> aggiunge il consigliere comunale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117428/small_142254.jpg" alt="Lauria con Pozzolo"></p>
<p>Le soddisfazioni sono attese anche alle urne, tenuto conto del primo sondaggio post-referendum - quello di <strong>Nando Pagnoncelli</strong>, pubblicato dal <em>Corriere della Sera</em> - che assegna a Futuro Nazionale un 3,1%. &Egrave; quanto basta, <em>rebus sic stantibus</em>, per rendere l&rsquo;ex par&agrave; il vero ago della bilancia tra la vittoria e la sconfitta del centrodestra alle prossime politiche. Ma non solo, tenuto conto che a Cuneo si vota, sempre il prossimo anno, anche per il sindaco e il Consiglio comunale: ci sar&agrave; una lista di Vannacci? <em>&ldquo;Lo decider&agrave; il partito&rdquo;</em> risponde Lauria, tenendo coperte le carte. Nel centrodestra &egrave; circolato il nome di <strong>Claudio Sacchetto</strong>, esponente di Fratelli d&rsquo;Italia, reduce dalla perdita del seggio in Consiglio regionale dopo le dimissioni da assessore di <strong>Elena Chiorino</strong>. La verit&agrave; &egrave; che al momento non risultano nemmeno interlocuzioni informali nella coalizione, dove l&rsquo;abitudine a scegliere il candidato &ldquo;all&rsquo;ultimo minuto&rdquo; &egrave; inveterata.</p>
<p>Con il 6-7% di Lauria, magari rimpinguato dall&rsquo;<em>appeal</em> del generale, bisogner&agrave; per&ograve; fare i conti.&nbsp;<em>&ldquo;La destra del generale Vannacci </em>- spiega il suo &ldquo;proconsole&rdquo; cuneese - <em>esce dalla logica del politicamente corretto entrando in quella del buonsenso, per cui una donna si chiama donna e un uomo si chiama uomo. Unendo la capacit&agrave; di dire cose scomode, come il fatto che la Russia non &egrave; nostro nemico e che dovremmo smettere di finanziare l&rsquo;Ucraina essendo noi in ginocchio&rdquo;</em>. Nella conferenza stampa che ha annunciato la fusione si &egrave; parlato di questo e del decreto Bollette, a cui i tre deputati vannacciani hanno votato no, negando la fiducia al governo: uno squillo di tromba diretto a <strong>Giorgia Meloni</strong>, in vista delle future trattative.</p>
<p><em>&ldquo;Il centrodestra pu&ograve; essere un riferimento, ma non &egrave; un dato scontato&rdquo;</em> fa presente anche Lauria, dicendosi pronto a collaborare con il responsabile piemontese di Futuro Nazionale, <strong>Emanuele Pozzolo</strong>, espulso da Fratelli d&rsquo;Italia dopo la nota vicenda dello sparo alla festa di capodanno: <em>&ldquo;Con Pozzolo sono gi&agrave; in contatto da tempi non sospetti, siamo iscritti entrambi a Nessuno tocchi Caino&rdquo;</em>. A questo proposito, &egrave; imminente la liberazione dal carcere di Alemanno, arrestato nel dicembre 2024 per una violazione delle prescrizioni imposte dopo la condanna per traffico di influenze illecite. A Rebibbia l&rsquo;ex ministro e sindaco di Roma ha tenuto per un anno e mezzo un &ldquo;diario carcerario&rdquo; online, denunciando le privazioni subite dai compagni di detenzione: <em>&ldquo;Sono sicuro</em> - conclude Lauria - <em>che alla scarcerazione di Gianni Alemanno, unico recluso per un reato che non esiste, il partito avr&agrave; ancora pi&ugrave; forza&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117428/small_142255.jpg" alt="Lauria alla presentazione con Futuro Nazionale"></p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 18:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Dimissioni Chiorino, Cirio: "Il prossimo assessore sarà nell'ambito di Fratelli d’Italia"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/dimissioni-chiorino-cirio-il-prossimo-assessore-sara-nell-ambito-di-fratelli-ditalia_117394.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/dimissioni-chiorino-cirio-il-prossimo-assessore-sara-nell-ambito-di-fratelli-ditalia_117394.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117394/142211.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Il prossimo assessore sar&agrave; evidentemente nell'ambito di Fratelli d&rsquo;Italia</em>". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in una conferenza stampa organizzata a Palazzo Lascaris all&rsquo;indomani delle dimissioni di Elena Chiorino, coinvolta nel cosiddetto &ldquo;caso Delmastro&rdquo; e nella vicenda legata alla societ&agrave; &ldquo;Le 5 Forchette&rdquo;, di cui deteneva quote insieme, tra gli altri, a Miriam Caroccia, figlia di Mauro, imprenditore vicino al clan Senese. Chiorino aveva dapprima lasciato il ruolo di vicepresidente, mantenendo le deleghe a Lavoro, Istruzione e Formazione, per poi lasciare definitivamente la Giunta nella giornata di ieri, luned&igrave; 30 marzo.</p>
<p>"<em>Dal momento</em> - ha aggiunto Cirio - <em>che all'interno di quell'ambito conta molto la competenza, proprio a seconda della competenza che verr&agrave; individuata discender&agrave; la sostituzione tout court dell'assessore con un nuovo assessore. Ci&ograve; se le sue competenze saranno compatibili con quelle che oggi rappresentano il lavoro, l'istruzione, la formazione, che sono importanti. Diversamente si vedr&agrave; come ridefinire</em>".&nbsp;</p>
<p>Esclusa l&rsquo;ipotesi di un rimpasto: &ldquo;<em>Non ci penso</em>, - ha detto Cirio - <em>nel senso che gli assessori stanno lavorando e stanno lavorando bene. Ci&ograve; non toglie che magari qualche aggiustamento di deleghe, privilegiando la competenza come sempre, possa essere conseguenza della scelta che faremo. Perch&eacute; fare l&rsquo;assessore non &egrave; un titolo onorifico: fare l'assessore vuol dire lavorare</em>".<br>&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>&ldquo;<em>Considerando le imminenti vacanze pasquali, credo che sar&agrave; questione delle prossime settimane</em>", ha detto Cirio in merito ai tempi della scelta. "<em>Sono in contatto diretto</em> - ha aggiunto il governatore - <em>con tutte le forze politiche della mia maggioranza. Evidentemente nei prossimi giorni insieme agli amici di Fratelli d'Italia, insieme a quelle che sono le mie interlocuzioni abituali, direttamente con l'onorevole Giovanni Donzelli e Arianna Meloni, andremo a condividere il nome del nuovo assessore</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiorino getta la spugna e si dimette (anche) da assessore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-getta-la-spugna-e-si-dimette-anche-da-assessore_117359.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-getta-la-spugna-e-si-dimette-anche-da-assessore_117359.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117359/142146.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Travolta dalla bufera del caso &ldquo;Le 5 forchette&rdquo;, <strong>Elena Chiorino</strong> lascia anche la carica di assessore. Succede a cinque giorni di distanza dalle dimissioni &ldquo;a met&agrave;&rdquo; che l&rsquo;avevano portata a rinunciare all&rsquo;incarico di vicepresidente della Regione Piemonte. Una soluzione tampone che non era bastata alle opposizioni e nemmeno, a quanto pare, alla sua maggioranza.</p>
<p>Troppo forti le pressioni subite dopo l&rsquo;emersione dello scandalo legato alla societ&agrave; di ristorazione, costituita da alcuni politici biellesi di Fratelli d&rsquo;Italia - in primis, oltre a Chiorino, il suo mentore politico ed ex sottosegretario alla Giustizia <strong>Andrea Delmastro</strong> - assieme a <strong>Miriam Caroccia</strong>, figlia del pregiudicato Mauro, condannato come prestanome del clan camorristico Senese. La &ldquo;5 forchette&rdquo; gestiva la Bisteccheria d&rsquo;Italia in via Tuscolana, ritrovo pi&ugrave; volte frequentato da Delmastro e dai suoi. Il deputato si &egrave; giustificato precisando di aver lasciato le quote dopo aver appreso della condanna di Caroccia, ma non &egrave; bastato.</p>
<p>Anche Chiorino, indicata da molti bookmakers come papabile alla successione di Cirio alla guida del centrodestra regionale, ora annuncia <em>&ldquo;un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni&rdquo;</em>. <em>&ldquo;Sono una persona perbene</em> - scrive nella nota in cui annuncia le dimissioni irrevocabili - <em>e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un&rsquo;indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta. Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l&rsquo;azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee&rdquo;</em>.</p>
<p>L&rsquo;ormai ex assessore rivendica anche la volont&agrave; di mantenere il seggio a palazzo Lascaris:&nbsp;<em>&ldquo;Continuer&ograve; a difendere le mie idee dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia e la mia onorabilit&agrave; sociale e onest&agrave; personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio&rdquo;</em>. Un problema per un altro consigliere del gruppo, il cuneese <strong>Claudio Sacchetto</strong>, che era stato eletto nel listino di maggioranza. Il &ldquo;recupero&rdquo; di Chiorino in Consiglio regionale fa scattare infatti la perdita del seggio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Enrica Di Ielsi lascia Forza Italia: "Ormai il partito ha solo la finalità di recuperare posti di potere"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/enrica-di-ielsi-lascia-forza-italia-ormai-il-partito-ha-solo-la-finalita-di-recuperare-posti-di-potere_117306.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/enrica-di-ielsi-lascia-forza-italia-ormai-il-partito-ha-solo-la-finalita-di-recuperare-posti-di-potere_117306.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117306/142066.jpg" title="Enrica Di Ielsi" alt="Enrica Di Ielsi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Egregi Signori e Gentili Signore,</em><br><em>sin dalle origini del partito la mia famiglia ha sposato i valori su cui il compianto Berlusconi ha fondato il suo partito e sin dalla sua discesa in campo abbiamo sostenuto e supportato Forza Italia. Qualche anno fa ho deciso per la prima volta di prendere la tessera di un partito e ho scelto Forza Italia, perch&egrave; da sempre mi riconoscevo nei valori di cui si voleva far portatore questo partito, a livello locale ed anche a livello europeo. I valori scritti nella Carta del partito: &ldquo;La grande famiglia della democrazia e della libert&agrave;, la dignit&agrave; della persona, la responsabilit&agrave;, l&rsquo;uguaglianza, la giustizia, la legalit&agrave;, la solidariet&agrave; e la sussidiariet&agrave;. Valori comuni alle grandi democrazie occidentali fondate sul pluralismo democratico, sullo stato di diritto, sulla non discriminazione, sulla tolleranza, sulla propriet&agrave; privata, sull&rsquo;economia sociale di mercato&rdquo;. Mi riconosco a pieno nel pensiero per cui la politica debba essere al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica, e che questa debba essere fondata pi&ugrave; su valori che su interessi, specie se personali. Condivido a pieno il fatto per cui le radici cristiane dell&rsquo;Europa e la comune eredit&agrave; culturale classica ed umanistica, unita alla parte migliore dell&rsquo;illuminismo, sono le fondamenta della visione della nostra societ&agrave;. Ogni singola parola riportata nella Carta dei valori di Forza Italia la condivido al 100% e in questi ultimi 16 anni in cui ho ricoperto ruoli amministrativi locali ho cercato, nel mio piccolo, di mettere in pratica quelle parole.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Ma oggi provo un forte senso di delusione, perch&egrave; purtroppo molti di quei valori, che dovrebbero essere alla base di ogni scelta politica del partito vengono messi in discussione e spesso messi da parte proprio da chi ricopre cariche apicali e dovrebbe essere il primo portatore dei valori sui quali Silvio Berlusconi ha fondato il nostro partito.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Ho maturato, con non poca difficolt&agrave;, la decisione di lasciare Forza Italia, pur continuando a credere fortemente nei valori del partito, perch&egrave; mi sento letteralmente &ldquo;presa in giro&rdquo;: ormai questo partito, almeno a livello della Provincia di Cuneo, ha solo pi&ugrave; la finalit&agrave; di recuperare ovunque posti di potere, e pur di incrementare il numero delle tessere e dei &ldquo;consensi&rdquo; si avvicina a persone che con noi e i nostri ideali non hanno mai avuto nulla a che fare, in particolare mi riferisco agli avvenimenti degli ultimi giorni della Provincia di Cuneo, al Sindaco della Citt&agrave; di Boves Matteo Ravera, con il quale ho condiviso 15 anni di amministrazione, e ha sempre deriso l&rsquo;attuale nostro coordinatore provinciale Franco Graglia, ma davanti al quale lo stesso Graglia &egrave; subito corso a cercare di assorbirlo nel partito, e a tal proposito ricordo come due anni fa proprio l&rsquo;attuale Sindaco di Boves aveva preso le distanze da Forza Italia e da Graglia correndo dietro all&rsquo;assessore regionale Marco Gallo, ed ora improvvisamente si fa vivo e noi accogliamo tutti e tutto con toni trionfalistici, senza un minimo di dignit&agrave; e di coerenza, inseguendo unicamente l&rsquo;incessante attivit&agrave; di proselitismo messa in atto a livello provinciale in cui ci&ograve; che contano non sono pi&ugrave; i valori e le persone, ma i numeri e le tessere e periodicamente si viene incalzati a fare tessere, tessere, tessere. Non penso che Berlusconi abbia fondato il partito di Forza Italia per fare tessere, ma ritenendolo persona altamente capace, penso che negli anni abbia cercato di creare un movimento basato su persone di buona volont&agrave; unite dal solo intento di riportare in vita un mondo liberale che si stava perdendo e una politica che aveva perso di vista i valori profondi che dovrebbero ispirare ogni buon politico ed ogni amministratore locale nell&rsquo;adempimento delle proprie funzioni.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Purtroppo oggi, almeno per la Provincia di Cuneo, non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;, per questo ho maturato la mia decisione di prendere le distanze da questo sistema distorto che non &egrave; proprio della Forza Italia storica.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>A Boves, durante la precedente amministrazione, il Sindaco Maurizio Paoletti, anche lui appartenente un tempo a Forza Italia, era riuscito a creare un bel gruppo coeso, letteralmente distrutto dall&rsquo;attuale Sindaco Matteo Ravera, che ha posto un veto sulla sottoscritta, arrivando a creare nel 2024 un pessimo clima sia a livello comunale sia a livello di partito, probabilmente perch&egrave; gi&agrave; allora il coordinatore Provinciale teneva i piedi in tutte le scarpe, infatti non ha minimamente supportato la candidatura e la campagna elettorale della sottoscritta, tesserata Forza Italia, facente parte della sua segreteria Regionale, referente provinciale di Azzurro Donna e delegata a curare tutti gli adempimenti formali per la candidatura regionale dello stesso Franco Graglia alle elezioni del 2024!</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>All&rsquo;annuncio della candidatura a sindaco di Boves il signor Matteo Ravera aveva dichiarato ai giornali &ldquo;la mia candidatura &egrave; supportata da una lista civica autentica, fatta di persone competenti e concrete che si pongono come obiettivo una citt&agrave; sempre pi&ugrave; sostenibile e che guarda al futuro. Io non ho mai avuto tessere e il nostro gruppo &egrave; volutamente distante dalla logica dei partiti&rdquo;. Il progetto di Ravera era quello di prendere le distanze dalla precedente amministrazione di centro destra, ove aveva ricoperto il ruolo di vice sindaco dell&rsquo;allora coordinatore Provinciale di Forza Italia Maurizio Paoletti, per dieci anni, spostandosi a sinistra, e improvvisamente, rendendosi conto che a sinistra non trovava nessuno e che aveva perso credibilit&agrave;, adesso torna alla velocit&agrave; della luce a bussare alle porta del centro destra, ben sapendo che il nostro coordinatore provinciale &egrave; sempre a caccia di gente da tesserare e di amministratori da assorbire per creare quella che definisce &ldquo;la grande famiglia di Forza Italia&rdquo;, ma che di famiglia non ha proprio nulla, basti pensare che tutta questa operazione &egrave; stata condotta all&rsquo;insaputa della sottoscritta e ho appreso dell&rsquo;ingresso trionfale di chi fino a ieri ha snobbato i partiti e deriso Forza Italia, per vie traverse, neppure la decenza di anticiparmi la cosa. Ora la situazione Bovesana &egrave; davvero curiosa: nel consiglio comunale maggioranza e minoranza fan parte dello stesso partito!</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Davvero delusa da questo &ldquo;sistema Cuneo&rdquo;, davvero delusa da questa distanza dai valori in cui credevo, e nonostante tutto in cui credo ancora fortemente, che questo partito promuove, a quanto pare, solo sulla carta!</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per quanto mi riguarda lascio Forza Italia anche se continuo a riconoscermi a pieno nei valori che stanno alla base del partito e continuer&ograve; a battermi, nel mio piccolo, per difendere ci&ograve; in cui credo, non per poltrone, non per tessere e non per interesse personale e vi saluto, ringraziandovi per quanto di buono la militanza mi ha insegnato, invitandovi a riflettere sulle parole che compaiono sulla pagina iniziale del sito del partito &ldquo;La libert&agrave; &egrave; la nostra filosofia, la nostra fede, la nostra religione, la nostra bandiera. La libert&agrave; &egrave; l&rsquo;essenza dell&rsquo;uomo, l&rsquo;essenza della sua intelligenza e del suo cuore, della sua capacit&agrave; di amare e di creare&rdquo; (S. Berlusconi).</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Il mio non &egrave; un addio, quando torneranno a contare i valori, le persone e le idee e non le tessere e i numeri, magari torner&ograve; a far parte attiva dell&rsquo;unico partito di cui ho fatto parte in vita mia, ma per ora lascio.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Io resto libera e liberale!</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Cordiali saluti.</em><br><em>&nbsp;</em><br><strong>Avv. Enrica Marianna Di Ielsi</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:28:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Robaldo pensa al bis in Provincia e lancia l’associazione del Patto Civico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/robaldo-pensa-al-bis-in-provincia-e-lancia-lassociazione-del-patto-civico_117235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/robaldo-pensa-al-bis-in-provincia-e-lancia-lassociazione-del-patto-civico_117235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/141966.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il &ldquo;partito dei sindaci&rdquo; di <strong>Luca Robaldo</strong> spegne la prima candelina e completa il percorso costitutivo <a href="https://www.cuneodice.it/politica/fossanese/il-patto-civico-pensa-in-granda-robaldo-raduna-larmata-dei-sindaci_99913.html" target="_blank">incominciato un anno fa a Fossano</a>. Il Patto Civico per la Granda &egrave; ora un&rsquo;associazione, con oltre 130 soci fondatori tra cui, appunto, numerose fasce tricolori di una provincia che conta - lo ricorda il suo presidente - 247 comuni e 300 liste civiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141967.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p><em>&ldquo;Non &egrave; un caso che il Patto Civico sia nato qui&rdquo;</em> rimarca Robaldo, rivendicando <em>&ldquo;la costruzione di una piattaforma comune nella quale le persone possano riconoscersi anche se hanno diverse sensibilit&agrave; e diverse appartenenze&rdquo;</em>. L&rsquo;occasione &egrave; propizia anche per annunciare la volont&agrave; di correre per un bis alla guida della Provincia: <em>&ldquo;Credo ci sia una grande possibilit&agrave; per il Patto Civico di dare il proprio contribuito nella forma che riterremo pi&ugrave; opportuna&rdquo;</em>. Scontata l&rsquo;accoglienza dei suoi sostenitori (i civici contano quattro dei dodici consiglieri attuali), meno quella degli altri schieramenti. Se da destra non dovrebbero esserci problemi, a sinistra &egrave; tutta da valutare la disponibilit&agrave; di La nostra Provincia (il listone che unisce Pd e civici di sinistra) a ricomporre la frattura venutasi a determinare in questi mesi.</p>
<p><em>&ldquo;Se proprio qualcuno vuole catalogarci rispondiamo che siamo di sinistra, di destra e di centro&rdquo;</em> proclama <strong>Elio Tomatis</strong>, padre nobile dei pattisti e presidente del Consiglio comunale di Mondov&igrave;. Uno sguardo alla platea dello Spazio Varco, per&ograve;, d&agrave; la misura esatta di quanto si sia spostato sul centrodestra il compasso delle possibili alleanze. Nelle prime file c&rsquo;&egrave; tutto il Gotha politico del centrodestra provinciale e non solo: gli assessori regionali della lista Cirio <strong>Marco Gallo</strong> e <strong>Gianluca Vignale</strong>, il deputato di Forza Italia <strong>Enrico Costa</strong> (grande ispiratore del &ldquo;primo&rdquo; patto civico, quello di Mondov&igrave;), l&rsquo;europarlamentare di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Giovanni Crosetto</strong>. Se gi&agrave; al castello Acaja la sproporzione era evidente, a Cuneo si nota ancora di pi&ugrave;. Certo, ci sono i saluti di cortesia - a distanza - di <strong>Giulia Marro</strong> da Avs e del segretario provinciale del Pd <strong>Davide Sannazzaro</strong>. Ma la &ldquo;scelta di campo&rdquo;, magari indotta dalle altrui indisponibilit&agrave; pi&ugrave; che cercata, &egrave; vistosa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141968.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p>Da Roma giunge anche la benedizione del presidente della Regione <strong>Alberto Cirio</strong>: <em>&ldquo;Ci sono partiti che vivono il civismo con fastidio, altri con diffidenza. Credo che entrambi questi sentimenti siano profondamente sbagliati&rdquo;</em>. Crosetto junior si spinge ancora pi&ugrave; in l&agrave; nel riconoscere che <em>&ldquo;a differenza di ieri, quando i partiti avevano una capillarit&agrave; che oggi volenti o nolenti non hanno, non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; una presenza in molti piccoli comuni: la realt&agrave; civica aiuta a colmare quel vuoto&rdquo;</em>. Largo ai civici quindi, ribadisce Costa tra gli applausi: <em>&ldquo;Dal 1994 abbiamo avuto un sistema elettorale fondato sul bipolarismo. Se a livello nazionale funziona questo meccanismo, io penso che a livello locale le persone non si possano annullare in una logica di schieramento&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Il rapporto con la politica </em>- aggiunge - <em>dipender&agrave; dalla maturit&agrave; delle forze politiche: dimostreranno di essere mature se comprenderanno lo spirito del Patto Civico e soprattutto lo rispetteranno, senza tirarlo per la giacchetta&rdquo;</em>. In ultimo un consiglio, molto rilevante visto che a formularlo &egrave; un &ldquo;politico di partito&rdquo;: <em>&ldquo;Forse ci saranno forze politiche che cercheranno di soffocarvi dolcemente in culla: siate consapevoli della vostra forza&rdquo;</em>. &Egrave; lo stesso richiamo che un amministratore monregalese di lungo corso come Tomatis fa ai &ldquo;suoi&rdquo;: <em>&ldquo;Dobbiamo essere comunque centrali e non di contorno, perch&eacute; di elezioni dove i partiti erano affiancati da liste civiche ne abbiamo viste tante: ma i partiti erano la pietanza e le civiche il contorno. Non &egrave; la nostra ambizione, cos&igrave; come non &egrave; nostra ambizione la politica dei due forni&rdquo;</em>. Baster&agrave;?</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141970.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p>Nel frattempo c&rsquo;&egrave; da registrare che se&nbsp;<em>&ldquo;le buone idee non hanno colore&rdquo;</em> (&egrave; lo slogan ufficiale del Patto Civico), qualche tensione anche &ldquo;geografica&rdquo; &egrave; possibile. Ad esempio dopo che <strong>Beppe Delfino</strong>, coordinatore di Centro per Cuneo, sale sul palco per rivendicare la scelta sul biodigestore: <em>&ldquo;Tre anni fa ci fu una battaglia importante, anche nell&rsquo;assemblea del Cec, e Cuneo port&ograve; con il suo s&igrave; la decisione di accettare la scommessa dei fondi per il biodigestore: finalmente tra un mese l&rsquo;opera entrer&agrave; in funzione. Rivendichiamo questo risultato perch&eacute; si &egrave; riusciti a dire un s&igrave;&rdquo;</em>. Tutto bene, non fosse che sul tema non tutti gli amministratori erano concordi. Non lo fu per esempio la giunta di Borgo San Dalmazzo, ben rappresentata in platea dalla vicesindaca <strong>Clelia Imberti</strong> che il percorso del Patto lo ha seguito fin dall&rsquo;inizio.</p>
<p>Oggi per&ograve; non &egrave; ancora il giorno delle discussioni, bens&igrave; delle sottoscrizioni e delle foto di rito. E del consiglio direttivo, approvato a conclusione dei lavori. Ne fanno parte Osvaldo Bellino, Marco Pirito, Gabriele Madala, Roberto Dadone, Pier Angelo Battaglino, Alessandro Boasso, Alberto Pettavino, Federica Brizio, Pier Giorgio Rubiolo, Federico Dellarossa, Nadia Tecco, Mauro Arnaudo, Gianfranco Dogliani, Marco Dessi, Marco Margaria, Ezio Donadio, Lucia Rosso, Enrico Gallo, Maria Laura Risso, Alberto Rabbia, Guido Bessone, Gabriele Campora, Elio Tomatis, Francesca Botto, Marco Bellocchio, Stefano Arnaldi, Vilma Ghigo, Francesco Hellmann, Clelia Imberti e Serena Garelli.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141971.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:20:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Patto Civico per la Granda, sabato 28 marzo l'evento costitutivo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/patto-civico-per-la-granda-sabato-28-marzo-l-evento-costitutivo_117160.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/patto-civico-per-la-granda-sabato-28-marzo-l-evento-costitutivo_117160.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117160/141861.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Sar&agrave; un momento di analisi, di riflessione, di confronto e di costruzione. Sono solo quattro delle caratteristiche dell'associazione che andremo a costituire dopo un anno di lavoro sul territorio, alle quali si uniranno quelle che tutti gli associati vorranno declinare</em>".&nbsp;Con queste parole gli organizzatori ricordano l'evento costitutivo del Patto Civico per la Granda che si svolger&agrave; sabato 28 marzo, domani, alle ore 10 a Cuneo presso Spazio Varco.</p>
<p>"<em>Daremo vita ad una associazione culturale e di impegno politico. Un soggetto che ha l'ambizione di costruire una piattaforma che possa essere utile a persone che hanno sensibilit&agrave; diverse per ritrovarsi, lavorare insieme e insieme raggiungere gli obiettivi di buon governo e sviluppo del territorio provinciale</em>", proseguono.</p>
<p>"<em>Essere civici, infatti, significa non guardare a questa o quella appartenenza, non giudicare la bont&agrave; di una iniziativa a seconda della parte dalla quale proviene. Essere civici significa, al contrario, lavorare affinch&eacute; le buone idee trovino terreno fertile per svilupparsi</em>", concludono gli organizzatori.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiorino si dimette “a metà”, Sacchetto salva il seggio a palazzo Lascaris]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-si-dimette-a-meta-sacchetto-salva-il-seggio-a-palazzo-lascaris_117080.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-si-dimette-a-meta-sacchetto-salva-il-seggio-a-palazzo-lascaris_117080.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117080/141755.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche a Cuneo c&rsquo;&egrave; chi tira un sospiro di sollievo dopo l&rsquo;annuncio del compromesso raggiunto al grattacielo della Regione Piemonte: <strong>Elena Chiorino</strong>, coinvolta nel caso &ldquo;Le 5 forchette&rdquo; insieme al compagno di partito <strong>Andrea Delmastro</strong> e ad altri esponenti biellesi di Fratelli d&rsquo;Italia, perde la vicepresidenza (assegnata a <strong>Maurizio Marrone</strong>, anche lui di FdI) ma tiene le deleghe da assessore.</p>
<p>Una soluzione che salva il seggio di&nbsp;<strong>Claudio Sacchetto</strong>, il quale in caso contrario avrebbe dovuto lasciare all&rsquo;assessore dimissionaria il suo scranno in maggioranza a palazzo Lascaris. <em>&ldquo;Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini&rdquo;</em> commenta la vicepresidente dimissionaria: <em>&ldquo;Il mio modo di chiedere scusa &egrave; rinunciare e restituire la delega pi&ugrave; importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l&rsquo;ente in sua assenza. In riferimento alla richiesta di chiarimenti - aggiunge - ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all&rsquo;aula del Consiglio regionale perch&eacute; sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere&rdquo;</em>.</p>
<p><strong>Alberto Cirio</strong> esprime apprezzamento per il gesto <em>&ldquo;perch&eacute; di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale &egrave; che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza. Come ho gi&agrave; avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacit&agrave; e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia </em>- prosegue il presidente - <em>anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto &egrave; stata grave, perch&eacute; fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come &egrave; mia consuetudine, &egrave; stata ragionata ed equilibrata: la mia &egrave; la scelta di un presidente che non si gira dall&rsquo;altra parte perch&eacute; ha a cuore il bene delle istituzioni&rdquo;</em>.</p>
<p>Le opposizioni in queste ore avevano chiesto all&rsquo;unanimit&agrave; le dimissioni di Chiorino e non si accontentano della soluzione escogitata per salvare capra e cavoli. <em>&ldquo;Forse non ci siamo capite&rdquo;</em> tuona la cuneese di Avs <strong>Giulia Marro</strong>: <em>&ldquo;Elena Chiorino &egrave; protagonista di uno scandalo di dimensioni colossali, lo stesso che ha portato alla dimissioni di Delmastro, e non pensi che basti rimettere una delega per cavarsela: non pretendano di far passare come &lsquo;leggerezza&rsquo; il fatto di essere stata socia in affari di una famiglia prestanome della mafia, n&eacute; di non aver dichiarato quella partecipazione societaria. Rimuoverla da vicepresidente ma continuare a tenerla al governo della Regione &egrave; una farsa indegna, una mancanza di rispetto totale nei confronti dei piemontesi e dell'istituzione&rdquo;</em>. Anche il gruppo del Movimento 5 Stelle fa sentire la sua voce: <em>&ldquo;Se Cirio e Chiorino pensano di cavarsela dando un &lsquo;contentino&rsquo; alle opposizioni, si sbagliano di grosso&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Santanchè si dimette: “Abituata a pagare i miei conti e spesso quelli degli altri”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/santanche-si-dimette-abituata-a-pagare-i-miei-conti-e-spesso-quelli-degli-altri_117072.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/santanche-si-dimette-abituata-a-pagare-i-miei-conti-e-spesso-quelli-degli-altri_117072.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117072/141747.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; dimessa dal ruolo di ministro del Turismo Daniela Santanch&egrave;, raccogliendo la sollecitazione che la stessa premier Giorgia Meloni le aveva rivolto, all&rsquo;indomani del referendum, con un comunicato stampa.</p>
<p>La decisione &egrave; stata comunicata con una lettera rivolta alla premier, nella quale l&rsquo;esponente di Fratelli d&rsquo;Italia rende noto di aver rassegnato le dimissioni&nbsp;<em>&ldquo;dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilit&agrave; e senza alcuna controindicazione&rdquo;</em>. <em>&ldquo;Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo&rdquo;</em> scrive l&rsquo;ormai ex titolare del dicastero: <em>&ldquo;Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perch&eacute;, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilit&agrave;, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale &egrave; immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi &egrave; nemmeno un semplice rinvio a giudizio&rdquo;</em>.</p>
<p>Un chiarimento giunge anche sulla tardivit&agrave; della scelta:&nbsp;<em>&ldquo;Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d&rsquo;animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilit&agrave; ad una mia immediata dimissione perch&eacute; volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perch&eacute; non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non &egrave; certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l&rsquo;onorevole Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficolt&agrave; a dire &lsquo;obbedisco&rsquo; e a fare quello che mi chiedi&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Non ti nascondo</em> - conclude - <em>un po&rsquo; di amarezza per l&rsquo;esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di pi&ugrave; alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:13:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Delmastro e Bartolozzi si dimettono, Meloni: "Santanchè faccia la stessa scelta"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/delmastro-e-bartolozzi-si-dimettono-meloni-santanche-faccia-la-stessa-scelta_117011.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/delmastro-e-bartolozzi-si-dimettono-meloni-santanche-faccia-la-stessa-scelta_117011.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117011/141661.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>"Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilit&agrave; istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanch&egrave;</em>". &Egrave; quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. Una presa di posizione netta da parte della premier, che chiede alla cuneese, attualmente coinvolta in tre fascicoli d'indagine, di fare un passo indietro. Nel pomeriggio erano arrivate le dimissioni di Delmastro, coinvolto nel caso della societ&agrave; "Le 5 Forchette" (insieme, tra gli altri, alla vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino), e Bartolozzi, al centro delle polemiche dopo le dichiarazioni pre referendum, quando aveva definito la magistratura un "plotone d'esecuzione".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 21:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, in provincia di Cuneo prevale il sì (ma non nel capoluogo)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-in-provincia-di-cuneo-prevale-il-si-ma-non-nel-capoluogo_116926.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-in-provincia-di-cuneo-prevale-il-si-ma-non-nel-capoluogo_116926.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116926/141543.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Vince il no, ma la provincia di Cuneo va in controtendenza. Se a livello nazionale ha prevalso la bocciatura nei confronti della riforma della giustizia proposta dal Governo, la Granda presenta una andamento opposto: il dato definitivo, conclusi gli scrutini in tutte le 685 sezioni della provincia, vede infatti il s&igrave; imporsi con il 53,63%.</p>
<p>Nel capoluogo, invece, &egrave; netta l'affermazione del no, con il 55,93% dei voti. Per quanto riguarda le altre sei &ldquo;sorelle&rdquo;, ha prevalso il no a Mondov&igrave; (50,68%), ad Alba (53,30%), a Bra (51,14%) e Savigliano (54,19%). In controtendenza Saluzzo, dove il s&igrave; ha ottenuto il 54,08% dei voti, e Fossano, con il s&igrave; al 53,22%.</p>
<p>L&rsquo;affluenza definitiva in provincia di Cuneo si &egrave; attestata al 63,42%.</p>
<p><a href="https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20260322/referendum/scrutini/italia/01" target="_blank">QUI</a> tutti i dati Comune per Comune.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 18:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum giustizia, vince il no. La Granda va in controtendenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-giustizia-vince-il-no-la-granda-va-in-controtendenza_116920.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-giustizia-vince-il-no-la-granda-va-in-controtendenza_116920.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116920/141537.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Vince il no. Quando sono state scrutinate quasi 55 mila sezioni (su un totale di 61 mila) &egrave; definito il risultato del referendum costituzionale che chiamava gli italiani ad esprimersi sulla riforma della giustizia proposta dal Governo: il no ha prevalso con il 54% circa (il dato definitivo arriver&agrave; nelle prossime ore).</p>
<p>Il Piemonte ha seguito il trend, pur presentando uno scarto leggermente pi&ugrave; ridotto, con il no al 53%, mentre la provincia di Cuneo ha fatto segnare un andamento in controtendenza: il dato provinciale vede infatti il s&igrave; imporsi con il 54%.&nbsp;</p>
<p>Seguiranno nelle prossime ore gli aggiornamenti con i dati definitivi.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, l’affluenza supera il 60% in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-supera-il-60-in-provincia-di-cuneo_116913.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-supera-il-60-in-provincia-di-cuneo_116913.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116913/141522.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Alla chiusura definitiva dei seggi referendari un primo responso chiaro riguarda il tasso di partecipazione alle urne: alto, nella Granda, pi&ugrave; della media nazionale e di quella regionale.</p>
<p>La media vede un 63,4% rispetto al 62,6% del Piemonte e al 58,9% in Italia. La punta pi&ugrave; alta &egrave; quella registrata a Macra, con l&rsquo;81,2% dei votanti alle urne. Tra i centri principali della provincia Cuneo registra il 65,8% di affluenza, seguita dal 65,3% a Fossano, 64,7% a Savigliano, 63,7% a Mondov&igrave;, 63,3% a Saluzzo, 62,1% ad Alba e 61,7% a Bra. Elva si conferma fanalino di coda nella partecipazione (38,8%) ed &egrave; anche l&rsquo;unico comune insieme a Cissone (47,6%) e Oncino (48,6%) in cui l&rsquo;affluenza non raggiunge la maggioranza.</p>
<p>A spoglio in corso, con pi&ugrave; di un quinto dei seggi gi&agrave; scrutinati, i risultati provinciali vedono il s&igrave; in vantaggio con il 53,6% contro il 46,4%. A livello nazionale &egrave; invece avanti il no con il 54,3% contro il 45,7%.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 15:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tenda, Sylvie Calvin-Moreau è la nuova sindaca. Vassallo lascia dopo venticinque anni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/tenda-sylvie-calvin-moreau-e-la-nuova-sindaca-vassallo-lascia-dopo-venticinque-anni_116876.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/tenda-sylvie-calvin-moreau-e-la-nuova-sindaca-vassallo-lascia-dopo-venticinque-anni_116876.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116876/141461.jpg" title="Sylvie Calvin-Moreau" alt="Sylvie Calvin-Moreau" /><br /><p>Sylvie Calvin-Moreau &egrave; la nuova sindaca di Tenda. Sconfitto al secondo turno Jean Pierre Vassallo, che lascia la carica dopo venticinque anni. La nuova prima cittadina, prima donna a ricoprire il ruolo nel Comune della valle Roya, ha raccolto 527 voti, per il 56,73% delle preferenza. Vassallo, sindaco attivista da sempre in prima linea per le questioni legate ai ritardi e agli scandali del Tenda bis, eletto per la prima volta nel 2001, si &egrave; fermato a 402 voti (43,27%). Calvin-Moreau, infermiera in pensione, si &egrave; imposta alla guida della lista &ldquo;Un nouvel elan pour notre territorie&rdquo;. A Tenda ha votato il 76,78% degli aventi diritto.</p>
<p>Per quanto riguarda gli altri centri della valle Roya chiamati al voto, a La Brigue vittoria per Joseph Pastorelli, che si &egrave; imposto su Patricia Mazzucchi, mentre a Fontan e Breil, dove era in corsa una sola lista, sono stati riconfermati Philippe Oudot e Sebastien Olharan.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:02:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, l’affluenza sfiora il 50% nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-sfiora-il-50-nella-granda_116871.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-sfiora-il-50-nella-granda_116871.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116871/141454.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ultima rilevazione, alla chiusura dei seggi alle ore 23, colloca l&rsquo;affluenza in provincia di Cuneo al 49,45%. Un dato che fa presagire l&rsquo;imminente sforamento della maggioranza assoluta dei votanti: segnale positivo quanto alla partecipazione, sebbene nel referendum costituzionale non sia richiesto alcun quorum. La Granda fa meglio della media piemontese (48,94%) e ancor pi&ugrave; rispetto a quella nazionale (46,07%).</p>
<p>In due comuni della provincia la percentuale di elettori ai seggi ha gi&agrave; superato il 60%: si tratta di Moiola (63,41%) e Verduno (62,5%). All&rsquo;opposto Elva &egrave; il comune cuneese in cui il quesito referendario sulla giustizia ha mobilitato di meno l&rsquo;elettorato: poco pi&ugrave; di un iscritto alle liste su dieci - il 10,45% - si &egrave; recato a esprimere la propria preferenza.</p>
<p>Tra i centri principali della provincia, Cuneo continua a dominare la classifica parziale con il 52,83% di votanti. Alba &egrave; poco sotto la maggioranza (49,8%), cos&igrave; come Bra (47,9%). A Fossano gli elettori che hanno gi&agrave; tracciato la fatidica croce sono il 50,41%, il 49,81% a Mondov&igrave;, il 49,84% a Saluzzo e il 51,57% a Savigliano.</p>
<p>Si continua a votare anche luned&igrave;, dalle ore 7 fino alla chiusura definitiva dei seggi alle ore 15.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 00:19:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, alle 19 di domenica l'affluenza nella Granda è del 42,20 per cento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-alle-19-di-domenica-l-affluenza-nella-granda-e-del-4220-per-cento_116860.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-alle-19-di-domenica-l-affluenza-nella-granda-e-del-4220-per-cento_116860.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116860/141444.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; del 42,20%, alle ore 19, l&rsquo;affluenza alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia in provincia di Cuneo. Un dato superiore a quello nazionale, che si attesta al 38,90%, e a quella regionale, registrata al 41,57%.</p>
<p>Nel capoluogo il dato &egrave; pi&ugrave; alto della media provinciale e si attesta al 45,29%. Questi i livelli nelle altre sette sorelle: 41,08% ad Alba, 40,04% a Bra, 42,53% a Fossano, 43,11% a Mondov&igrave;, 42,12% a Saluzzo, 43,09% a Savigliano.</p>
<p>Per il referendum costituzionale non &egrave; previsto un quorum di votanti. Per recarsi ai seggi c&rsquo;&egrave; tempo fino alle ore 23, ma sar&agrave; possibile votare anche nella giornata di luned&igrave; 23 marzo dalle ore 7 fino alle 15.</p>]]></description><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 19:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, affluenza al 16% nella Granda alle ore 12]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-affluenza-al-16-nella-granda-alle-ore-12_116841.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-affluenza-al-16-nella-granda-alle-ore-12_116841.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116841/141418.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I primi dati sull&rsquo;affluenza ai seggi per il referendum costituzionale sulla giustizia vedono un 16,02% di elettori gi&agrave; recatisi a votare tra le 7 e le 12 di questa domenica 22 marzo.</p>
<p>Il dato &egrave; superiore sia alla media nazionale del 14,92% (nel momento in cui scriviamo mancano poche decine di sezioni), sia all&rsquo;affluenza regionale attestata al 14,44% in Piemonte. Nel capoluogo il dato &egrave; pi&ugrave; alto della media provinciale e si attesta al 18,24%. Questi i livelli nelle altre sette sorelle: 13,7% ad Alba, 13,56% a Bra, 15,2% a Fossano, 15,62% a Mondov&igrave;, 15,91% a Saluzzo, 15,2% a Savigliano.</p>
<p>Ricordiamo che per il referendum costituzionale non &egrave; previsto un quorum di votanti. Per recarsi ai seggi c&rsquo;&egrave; tempo fino alle ore 23, ma sar&agrave; possibile votare anche nella giornata di luned&igrave; 23 marzo dalle ore 7 fino alle 15.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per saperne di pi&ugrave;:&nbsp;<a href="https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-litalia-al-voto-sulla-riforma-della-giustizia_116837.html" target="_blank">Referendum, l&rsquo;Italia al voto sulla riforma della giustizia</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 12:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, l’Italia al voto sulla riforma della giustizia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-litalia-al-voto-sulla-riforma-della-giustizia_116837.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-litalia-al-voto-sulla-riforma-della-giustizia_116837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/141409.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si vota domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e luned&igrave; 23 marzo dalle ore 7 alle 15 per il referendum costituzionale riguardante la riforma della giustizia.</p>
<p>Si tratta del quinto referendum costituzionale nella storia repubblicana. A differenza dei referendum abrogativi, <strong>non &egrave; richiesto un quorum di votanti</strong>. La legge sottoposta a referendum sar&agrave; promulgata se confermata dalla maggioranza dei voti validi e respinta in caso contrario: chi desidera che la riforma sia approvata deve barrare la casella del <strong>s&igrave;</strong>, chi vuole che venga respinta deve barrare la casella del&nbsp;<strong>no</strong>.</p>
<p>La riforma di iniziativa governativa, denominata Meloni-Nordio, prevede la revisione degli articoli 87 (decimo comma), 102 (primo comma), 104, 105, 106 (terzo comma), 107 (primo comma) e 110 della Costituzione. Sono tre gli articoli costituzionali che vengono modificati nella sostanza: l&rsquo;articolo 102 nel quale si prevede la <strong>separazione delle carriere</strong> dei magistrati giudicanti (i giudici) e requirenti (i pubblici ministeri), l&rsquo;articolo 104 nel quale si delineano le modifiche nella procedura di <strong>nomina del Consiglio Superiore della Magistratura</strong> e l&rsquo;articolo 105 nel quale si stabilisce l&rsquo;<strong>istituzione di un&rsquo;Alta Corte</strong> incaricata di gestire i procedimenti disciplinari a carico dei magistrati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141410.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I temi del referendum</strong></h2>
<h2><strong>1. Separazione delle carriere di giudici e pm</strong></h2>
<p>La magistratura &egrave; un ordine che si compone al suo interno di due distinte funzioni: la funzione giudicante &egrave; in capo ai <strong>giudici</strong>, incaricati non solo di decidere sulla condanna o l&rsquo;assoluzione degli imputati a processo ma anche di vagliare le richieste degli inquirenti lungo tutto il procedimento, esprimendosi per esempio sugli arresti o le altre misure cautelari in fase di indagini preliminari, sul rinvio a giudizio (la fase in cui si decide se un indagato dovr&agrave; essere processato oppure no), sulle misure alternative alla detenzione, eccetera. La funzione requirente &egrave; assolta dai <strong>pubblici ministeri</strong> cui spetta il compito di condurre le indagini, ricercare le prove di reato, individuare i presunti responsabili e chiederne il rinvio a giudizio e poi eventualmente la condanna se si ritiene che ve ne siano i presupposti all&rsquo;esito del processo.</p>
<p>Oggi vige una separazione delle funzioni, ma non delle carriere. Vi &egrave; quindi un unico concorso per entrare in magistratura e solo dopo coloro che sono stati ammessi scelgono se seguire la carriera del giudice o quella del pubblico ministero. Giudici e pm possono anche scegliere di passare da una funzione all&rsquo;altra, ma entro certi limiti. Gli ultimi paletti sono stati posti dalla riforma Cartabia che ha limitato la possibilit&agrave; di effettuare questo passaggio ai primi nove anni di carriera: il <strong>passaggio da giudice a pm o da pm a giudice</strong> pu&ograve; comunque essere effettuato - previa frequentazione di un corso professionale e sottoposizione a un giudizio di idoneit&agrave; - una sola volta. Comporta inoltre il trasferimento in un diverso distretto giudiziario (i distretti corrispondono in genere alle regioni).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa succede con il referendum</strong></p>
<ul>
<li>Se vince il s&igrave;, verr&agrave; introdotta una separazione nelle carriere tra giudici e pm: tutti costoro continueranno a far parte dell&rsquo;ordine della magistratura, ma non potranno pi&ugrave; effettuare il passaggio di funzione.</li>
<li>Se vince il no, rimarr&agrave; in vigore la normativa attuale che prevede la possibilit&agrave; di effettuare un solo passaggio di funzione, entro i primi nove anni di carriera e alle condizioni prima menzionate.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141412.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>2. Nomina del Consiglio Superiore della Magistratura</strong></h2>
<p>Il <strong>Consiglio Superiore della Magistratura (Csm)</strong> &egrave; l&rsquo;organo di governo autonomo della magistratura. Ha lo scopo di garantire l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza del potere giudiziario dagli altri poteri dello Stato, secondo il principio di separazione dei poteri sancito dalla Costituzione. A questo organo spettano tutte le decisioni in materia di assunzioni, assegnazioni e trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati ordinari (i magistrati amministrativi, contabili e militari hanno propri organi di governo).</p>
<p>Oggi il Csm &egrave; composto da 33 membri e presieduto dal presidente della Repubblica che vi partecipa di diritto. Gli altri due membri di diritto sono il primo presidente e il procuratore generale presso la corte suprema di Cassazione. Tra i restanti 30 consiglieri, in carica per un quadriennio, 2/3 sono eletti da tutti i magistrati ordinari (sono i cosiddetti <strong>membri togati</strong>, in numero di 20) e 1/3 &egrave; eletto dal parlamento riunito in seduta comune, a maggioranza qualificata (cio&egrave; con il voto favorevole di almeno 3/5 dei parlamentari), tra i professori universitari in materie giuridiche e gli avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (sono i cosiddetti <strong>membri laici</strong>, in numero di 10).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa succede con il referendum</strong></p>
<ul>
<li>Se vince il s&igrave;, l&rsquo;attuale Csm sar&agrave; sdoppiato in due distinti consigli, uno per i giudici e l&rsquo;altro per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica. In entrambi i Csm tutti i componenti non di diritto verranno selezionati <strong>per sorteggio e non pi&ugrave; per elezione</strong>. Per i membri togati vi sar&agrave; un sorteggio &ldquo;secco&rdquo; in teoria effettuabile tra tutti i giudici in servizio per un Csm e tra tutti i pm in servizio per l&rsquo;altro Csm (si prevede in realt&agrave; di restringere la platea dei sorteggiabili in base agli anni di servizio e ad altri criteri, che saranno demandati alla legge ordinaria). Per i membri laici il sorteggio sar&agrave; &ldquo;temperato&rdquo;: il parlamento in seduta comune stiler&agrave; un elenco di nominativi (anch&rsquo;esso destinato a essere definito da una legge successiva, anche nel numero di componenti) scelti sempre tra professori di diritto e avvocati. All&rsquo;interno di questo elenco verranno poi sorteggiati i componenti laici di ciascun Csm.</li>
<li>Se vince il no, la composizione e le procedure di nomina del Csm restano inalterate.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141413.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>3. Istituzione dell&rsquo;Alta Corte</strong></h2>
<p>La funzione disciplinare nei confronti dei magistrati (sia giudici che pm) &egrave; oggi esercitata da un&rsquo;apposita sezione del Csm, composta da due membri laici (uno dei quali &egrave; il vicepresidente del Csm) e da quattro membri togati. A questa sezione spetta il compito di giudicare le eventuali <strong>infrazioni commesse dai magistrati</strong>. I procedimenti disciplinari nei confronti di giudici e pm possono essere promossi dal ministro della Giustizia o dal procuratore generale presso la corte di Cassazione.</p>
<p>Il procedimento pu&ograve; concludersi con l&rsquo;assoluzione o la condanna del magistrato, in questo secondo caso le sanzioni verranno graduate in base all&rsquo;entit&agrave; dell&rsquo;infrazione commessa: si va dall&rsquo;ammonimento alla censura, la perdita di anzianit&agrave;, la sospensione dalle funzioni, il trasferimento ad altra sede, fino alla rimozione dalla magistratura. Le decisioni della sezione disciplinare possono essere impugnate dinanzi alle Sezioni Unite civili della corte di Cassazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa succede con il referendum</strong></p>
<ul>
<li>Se vince il s&igrave;, ad occuparsi di giudicare l&rsquo;operato dei magistrati non sar&agrave; pi&ugrave; la sezione disciplinare del Csm ma un&rsquo;<strong>Alta Corte disciplinare</strong> di cui faranno parte sia giudici che pm, insieme ai membri laici. L&rsquo;Alta Corte sar&agrave; formata da quindici membri: tre nominati dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di universit&agrave; in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio, tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti compilato dal parlamento, sei magistrati giudicanti e tre magistrati requirenti estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie. Questi membri togati dovranno avere almeno venti anni di carriera e avere o aver svolto funzioni di legittimit&agrave; (cio&egrave; essere o essere stati in passato magistrati di Cassazione).&nbsp;L&rsquo;Alta Corte elegger&agrave; il presidente tra i componenti nominati dal presidente della Repubblica o tra quelli estratti dall&rsquo;elenco compilato dal Parlamento. Contro le sentenze emesse dall&rsquo;Alta Corte &egrave; ammessa <strong>impugnazione</strong>, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte: il magistrato verr&agrave; quindi giudicato da un collegio di membri dell&rsquo;Alta Corte in primo grado e poi, in &ldquo;appello&rdquo;, da un collegio formato da membri diversi della stessa Alta Corte. Non &egrave; tuttora chiarito se permanga oppure no la possibilit&agrave; di rivolgersi in ultima istanza alla Cassazione. Si attribuisce ad una successiva legge ordinaria il compito di determinare gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indicare la composizione dei collegi, stabilire le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell&rsquo;Alta Corte.</li>
<li>Se vince il no, la funzione disciplinare continuer&agrave; ad essere esercitata dalla sezione apposita del Csm.&nbsp;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Per saperne di pi&ugrave;:</strong> <a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/referendum-dieci-domande-scomode-ai-sostenitori-del-si-e-del-no_116353.html" target="_blank">Referendum, dieci domande scomode ai sostenitori del s&igrave; e del no</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141414.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 07:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
