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<p>Paradossi della politica: il conto della bisteccheria, insieme all&rsquo;ex vicepresidente e assessore regionale&nbsp;<strong>Elena Chiorino</strong>, dimessasi luned&igrave; scorso, lo ha pagato anche l&rsquo;incolpevole consigliere cuneese, ripescato nel 2024 dal &ldquo;listino&rdquo; del presidente proprio a seguito della nomina in giunta della Chiorino. Il 46enne imprenditore agricolo, in passato assessore regionale all&rsquo;Agricoltura e consigliere comunale a Cuneo con la Lega, al momento &egrave; fuori da palazzo Lascaris, ma pu&ograve; sperare in un ripescaggio. Se infatti a prendere il posto di Chiorino in giunta fosse la consigliera novarese di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Daniela Cameroni</strong>, posizionata all&rsquo;ottavo posto nel listino, Sacchetto riprenderebbe il seggio negatogli.</p>
<p>La soluzione pare essere molto accreditata ai piani alti del grattacielo Piemonte, anche perch&eacute; avrebbe il pregio di salvare capra e cavoli: la presenza femminile in giunta (dopo le dimissioni di Chiorino, l&rsquo;unica donna &egrave; l&rsquo;altra &ldquo;sorella d&rsquo;Italia&rdquo; novarese&nbsp;<strong>Marina Chiarelli</strong>, gi&agrave; dimezzata nelle deleghe e sempre pi&ugrave; isolata nel partito) e appunto quella di Sacchetto in Consiglio.</p>
<p>In teoria ci sarebbe anche una possibilit&agrave; che a entrare nell&rsquo;<em>inner circle</em> degli assessori di&nbsp;<strong>Alberto Cirio</strong> sia proprio Sacchetto, ma pare un&rsquo;ipotesi remota. Contro l&rsquo;ex assessore della giunta Cota pesano due caratteristiche &ldquo;ascritte&rdquo; e difficili da non tenere in conto: il sesso e la provenienza geografica. Sacchetto in giunta ridurrebbe al lumicino la quota rosa e consegnerebbe alla Granda un terzo assessorato, dopo quelli di&nbsp;<strong>Paolo Bongioanni</strong> e <strong>Marco Gallo</strong>, a cui si sommano le deleghe dello stesso presidente: troppa grazia, potrebbe pensare qualcuno.</p>
<p>Cameroni, imprenditrice, classe 1977, alla prima prova in Regione, condivide con Sacchetto la militanza in Fratelli d&rsquo;Italia e la vicinanza a&nbsp;<strong>Guido Crosetto</strong>, il quale parrebbe infatti caldeggiare la sua nomina. A sfavore potrebbe pesare il suo legame sentimentale con il senatore <strong>Gaetano Nastri</strong>, <em>dominus</em> indiscusso del partito sotto la cupola di San Gaudenzio, in un momento in cui il partito di <strong>Giorgia Meloni</strong> si trova impegnato ad allontanare le polemiche da s&eacute;. Ci sono per&ograve; altre possibili opzioni per la fiamma tricolore. Il quotidiano online <em>Lo Spiffero</em> ne indica almeno due, riferite entrambe a consigliere elette nel Torinese: <strong>Alessandra Binzoni</strong> che godrebbe dei favori di <strong>Augusta Montaruli</strong> e <strong>Marina Bordese</strong> gradita, pare, all&rsquo;europarlamentare e nipote d&rsquo;Italia <strong>Giovanni Crosetto</strong>.</p>
<p>Se il partito&nbsp;<em>pivot</em> della maggioranza si trova a gestire la successione di Chiorino, altrove c&rsquo;&egrave; chi vorrebbe allargare il discorso a un pi&ugrave; ampio &ldquo;rimpastino&rdquo;. Ad aprire le danze &egrave; stato il capogruppo leghista <strong>Fabrizio Ricca</strong>, con un&rsquo;intervista al <em>Corriere della Sera</em>: <em>&ldquo;Finora la giunta ha lavorato bene, ma cambiando un assessore che era anche vicepresidente qualche riflessione va fatta. Molto dipender&agrave; dal nome che verr&agrave; indicato&rdquo;</em>. Un avviso ai naviganti dal Carroccio che gi&agrave; ben prima del &ldquo;caso Chiorino&rdquo; aveva palesato segni d&rsquo;insofferenza. Si veda l&rsquo;attivismo da presidente della commissione Sanit&agrave; dell&rsquo;ex assessore <strong>Luigi Icardi</strong>, non sempre in sintonia col successore <strong>Federico Riboldi</strong> (a Cuneo sulla questione del partenariato per l&rsquo;ospedale, ad esempio), ma anche le bordate della &ldquo;battitrice libera&rdquo; <strong>Gianna Gancia</strong>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 18:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Marrone vicepresidente del Piemonte fa arrabbiare Calenda: "Filo putiniano, una vergogna"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/marrone-vicepresidente-del-piemonte-fa-arrabbiare-calenda-filo-putiniano-una-vergogna_117467.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/marrone-vicepresidente-del-piemonte-fa-arrabbiare-calenda-filo-putiniano-una-vergogna_117467.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117467/142315.jpg" title="Carlo Calenda" alt="Carlo Calenda" /><br /><p>La nomina di Maurizio Marrone a vicepresidente del Piemonte fa arrabbiare Carlo Calenda. Il fondatore su Azione, sempre molto attivo sui social, ha affidato al suo profilo X la presa di posizione nei confronti del nuovo assetto della Giunta regionale piemontese in seguito alle dimissioni di Elena Chiorino, coinvolta nel caso &ldquo;Le 5 Forchette&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La nomina di un filo putiniano, con una pessima storia di viaggi in Donbass e apertura di finti consolati, a vicepresidente della Regione Piemonte &egrave; di una gravit&agrave; assoluta</em>&rdquo;, ha scritto Calenda. Il riferimento &egrave; alle posizioni filorusse di Marrone, pi&ugrave; volte discusse e criticate dalle opposizioni negli ultimi anni: tra le iniziative pi&ugrave; contestate quella del 2017, quando il neo vicepresidente del Piemonte apr&igrave; un Consolato informale della Repubblica di Donetsk a Torino.</p>
<p>"<em>Chiedo formalmente ad Antonio Tajani e ad Alberto Cirio di non accettare questa vergogna</em>&rdquo;, ha scritto il leader di Azione (richiesta singolare, quella nei confronti di Cirio, dato che &egrave; stato lo stesso governatore ad attribuire la nomina a Marrone).</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Vannacci pianta la bandiera a Cuneo: il movimento di Lauria entra in Futuro Nazionale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/vannacci-pianta-la-bandiera-a-cuneo-il-movimento-di-lauria-entra-in-futuro-nazionale_117428.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/vannacci-pianta-la-bandiera-a-cuneo-il-movimento-di-lauria-entra-in-futuro-nazionale_117428.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117428/142253.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Se dopo l&rsquo;uscita di <strong>Roberto Vannacci</strong> dalla Lega, a inizio febbraio, Futuro Nazionale era rimasto un oggetto misterioso in provincia di Cuneo, ora gli adepti del generale escono allo scoperto. A portare in dote i suoi voti personali (6,6% alle ultime elezioni comunali, una percentuale consolidata ormai da vent&rsquo;anni) &egrave; <strong>Beppe Lauria</strong>, insieme all&rsquo;organizzazione sul territorio del movimento Indipendenza di <strong>Gianni Alemanno</strong>.</p>
<p>La formazione entra ufficialmente in Futuro Nazionale, dando vita a un polo sovranista:&nbsp;<em>&ldquo;Per la prima volta</em> - annuncia Lauria - <em>assistiamo a una riunione delle destre e non a una diaspora. Con sensibilit&agrave; diverse, sebbene non su tutto, ma obiettivi comuni&rdquo;</em>. Indipendenza, il movimento che l&rsquo;ex leader cuneese della destra sociale di Alleanza Nazionale aveva contribuito a fondare, rimarr&agrave; come <em>&ldquo;contenitore culturale&rdquo;</em>. <em>&ldquo;&Egrave; un cammino ancora lungo ma che penso porter&agrave; soddisfazioni a tutti, nel vedere finalmente un progetto in cui credere&rdquo;</em> aggiunge il consigliere comunale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117428/small_142254.jpg" alt="Lauria con Pozzolo"></p>
<p>Le soddisfazioni sono attese anche alle urne, tenuto conto del primo sondaggio post-referendum - quello di <strong>Nando Pagnoncelli</strong>, pubblicato dal <em>Corriere della Sera</em> - che assegna a Futuro Nazionale un 3,1%. &Egrave; quanto basta, <em>rebus sic stantibus</em>, per rendere l&rsquo;ex par&agrave; il vero ago della bilancia tra la vittoria e la sconfitta del centrodestra alle prossime politiche. Ma non solo, tenuto conto che a Cuneo si vota, sempre il prossimo anno, anche per il sindaco e il Consiglio comunale: ci sar&agrave; una lista di Vannacci? <em>&ldquo;Lo decider&agrave; il partito&rdquo;</em> risponde Lauria, tenendo coperte le carte. Nel centrodestra &egrave; circolato il nome di <strong>Claudio Sacchetto</strong>, esponente di Fratelli d&rsquo;Italia, reduce dalla perdita del seggio in Consiglio regionale dopo le dimissioni da assessore di <strong>Elena Chiorino</strong>. La verit&agrave; &egrave; che al momento non risultano nemmeno interlocuzioni informali nella coalizione, dove l&rsquo;abitudine a scegliere il candidato &ldquo;all&rsquo;ultimo minuto&rdquo; &egrave; inveterata.</p>
<p>Con il 6-7% di Lauria, magari rimpinguato dall&rsquo;<em>appeal</em> del generale, bisogner&agrave; per&ograve; fare i conti.&nbsp;<em>&ldquo;La destra del generale Vannacci </em>- spiega il suo &ldquo;proconsole&rdquo; cuneese - <em>esce dalla logica del politicamente corretto entrando in quella del buonsenso, per cui una donna si chiama donna e un uomo si chiama uomo. Unendo la capacit&agrave; di dire cose scomode, come il fatto che la Russia non &egrave; nostro nemico e che dovremmo smettere di finanziare l&rsquo;Ucraina essendo noi in ginocchio&rdquo;</em>. Nella conferenza stampa che ha annunciato la fusione si &egrave; parlato di questo e del decreto Bollette, a cui i tre deputati vannacciani hanno votato no, negando la fiducia al governo: uno squillo di tromba diretto a <strong>Giorgia Meloni</strong>, in vista delle future trattative.</p>
<p><em>&ldquo;Il centrodestra pu&ograve; essere un riferimento, ma non &egrave; un dato scontato&rdquo;</em> fa presente anche Lauria, dicendosi pronto a collaborare con il responsabile piemontese di Futuro Nazionale, <strong>Emanuele Pozzolo</strong>, espulso da Fratelli d&rsquo;Italia dopo la nota vicenda dello sparo alla festa di capodanno: <em>&ldquo;Con Pozzolo sono gi&agrave; in contatto da tempi non sospetti, siamo iscritti entrambi a Nessuno tocchi Caino&rdquo;</em>. A questo proposito, &egrave; imminente la liberazione dal carcere di Alemanno, arrestato nel dicembre 2024 per una violazione delle prescrizioni imposte dopo la condanna per traffico di influenze illecite. A Rebibbia l&rsquo;ex ministro e sindaco di Roma ha tenuto per un anno e mezzo un &ldquo;diario carcerario&rdquo; online, denunciando le privazioni subite dai compagni di detenzione: <em>&ldquo;Sono sicuro</em> - conclude Lauria - <em>che alla scarcerazione di Gianni Alemanno, unico recluso per un reato che non esiste, il partito avr&agrave; ancora pi&ugrave; forza&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117428/small_142255.jpg" alt="Lauria alla presentazione con Futuro Nazionale"></p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 18:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Dimissioni Chiorino, Cirio: "Il prossimo assessore sarà nell'ambito di Fratelli d’Italia"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/dimissioni-chiorino-cirio-il-prossimo-assessore-sara-nell-ambito-di-fratelli-ditalia_117394.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/dimissioni-chiorino-cirio-il-prossimo-assessore-sara-nell-ambito-di-fratelli-ditalia_117394.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117394/142211.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Il prossimo assessore sar&agrave; evidentemente nell'ambito di Fratelli d&rsquo;Italia</em>". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in una conferenza stampa organizzata a Palazzo Lascaris all&rsquo;indomani delle dimissioni di Elena Chiorino, coinvolta nel cosiddetto &ldquo;caso Delmastro&rdquo; e nella vicenda legata alla societ&agrave; &ldquo;Le 5 Forchette&rdquo;, di cui deteneva quote insieme, tra gli altri, a Miriam Caroccia, figlia di Mauro, imprenditore vicino al clan Senese. Chiorino aveva dapprima lasciato il ruolo di vicepresidente, mantenendo le deleghe a Lavoro, Istruzione e Formazione, per poi lasciare definitivamente la Giunta nella giornata di ieri, luned&igrave; 30 marzo.</p>
<p>"<em>Dal momento</em> - ha aggiunto Cirio - <em>che all'interno di quell'ambito conta molto la competenza, proprio a seconda della competenza che verr&agrave; individuata discender&agrave; la sostituzione tout court dell'assessore con un nuovo assessore. Ci&ograve; se le sue competenze saranno compatibili con quelle che oggi rappresentano il lavoro, l'istruzione, la formazione, che sono importanti. Diversamente si vedr&agrave; come ridefinire</em>".&nbsp;</p>
<p>Esclusa l&rsquo;ipotesi di un rimpasto: &ldquo;<em>Non ci penso</em>, - ha detto Cirio - <em>nel senso che gli assessori stanno lavorando e stanno lavorando bene. Ci&ograve; non toglie che magari qualche aggiustamento di deleghe, privilegiando la competenza come sempre, possa essere conseguenza della scelta che faremo. Perch&eacute; fare l&rsquo;assessore non &egrave; un titolo onorifico: fare l'assessore vuol dire lavorare</em>".<br>&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>&ldquo;<em>Considerando le imminenti vacanze pasquali, credo che sar&agrave; questione delle prossime settimane</em>", ha detto Cirio in merito ai tempi della scelta. "<em>Sono in contatto diretto</em> - ha aggiunto il governatore - <em>con tutte le forze politiche della mia maggioranza. Evidentemente nei prossimi giorni insieme agli amici di Fratelli d'Italia, insieme a quelle che sono le mie interlocuzioni abituali, direttamente con l'onorevole Giovanni Donzelli e Arianna Meloni, andremo a condividere il nome del nuovo assessore</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiorino getta la spugna e si dimette (anche) da assessore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-getta-la-spugna-e-si-dimette-anche-da-assessore_117359.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-getta-la-spugna-e-si-dimette-anche-da-assessore_117359.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117359/142146.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Travolta dalla bufera del caso &ldquo;Le 5 forchette&rdquo;, <strong>Elena Chiorino</strong> lascia anche la carica di assessore. Succede a cinque giorni di distanza dalle dimissioni &ldquo;a met&agrave;&rdquo; che l&rsquo;avevano portata a rinunciare all&rsquo;incarico di vicepresidente della Regione Piemonte. Una soluzione tampone che non era bastata alle opposizioni e nemmeno, a quanto pare, alla sua maggioranza.</p>
<p>Troppo forti le pressioni subite dopo l&rsquo;emersione dello scandalo legato alla societ&agrave; di ristorazione, costituita da alcuni politici biellesi di Fratelli d&rsquo;Italia - in primis, oltre a Chiorino, il suo mentore politico ed ex sottosegretario alla Giustizia <strong>Andrea Delmastro</strong> - assieme a <strong>Miriam Caroccia</strong>, figlia del pregiudicato Mauro, condannato come prestanome del clan camorristico Senese. La &ldquo;5 forchette&rdquo; gestiva la Bisteccheria d&rsquo;Italia in via Tuscolana, ritrovo pi&ugrave; volte frequentato da Delmastro e dai suoi. Il deputato si &egrave; giustificato precisando di aver lasciato le quote dopo aver appreso della condanna di Caroccia, ma non &egrave; bastato.</p>
<p>Anche Chiorino, indicata da molti bookmakers come papabile alla successione di Cirio alla guida del centrodestra regionale, ora annuncia <em>&ldquo;un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni&rdquo;</em>. <em>&ldquo;Sono una persona perbene</em> - scrive nella nota in cui annuncia le dimissioni irrevocabili - <em>e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un&rsquo;indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta. Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l&rsquo;azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee&rdquo;</em>.</p>
<p>L&rsquo;ormai ex assessore rivendica anche la volont&agrave; di mantenere il seggio a palazzo Lascaris:&nbsp;<em>&ldquo;Continuer&ograve; a difendere le mie idee dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia e la mia onorabilit&agrave; sociale e onest&agrave; personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio&rdquo;</em>. Un problema per un altro consigliere del gruppo, il cuneese <strong>Claudio Sacchetto</strong>, che era stato eletto nel listino di maggioranza. Il &ldquo;recupero&rdquo; di Chiorino in Consiglio regionale fa scattare infatti la perdita del seggio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Robaldo pensa al bis in Provincia e lancia l’associazione del Patto Civico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/robaldo-pensa-al-bis-in-provincia-e-lancia-lassociazione-del-patto-civico_117235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/robaldo-pensa-al-bis-in-provincia-e-lancia-lassociazione-del-patto-civico_117235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/141966.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il &ldquo;partito dei sindaci&rdquo; di <strong>Luca Robaldo</strong> spegne la prima candelina e completa il percorso costitutivo <a href="https://www.cuneodice.it/politica/fossanese/il-patto-civico-pensa-in-granda-robaldo-raduna-larmata-dei-sindaci_99913.html" target="_blank">incominciato un anno fa a Fossano</a>. Il Patto Civico per la Granda &egrave; ora un&rsquo;associazione, con oltre 130 soci fondatori tra cui, appunto, numerose fasce tricolori di una provincia che conta - lo ricorda il suo presidente - 247 comuni e 300 liste civiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141967.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p><em>&ldquo;Non &egrave; un caso che il Patto Civico sia nato qui&rdquo;</em> rimarca Robaldo, rivendicando <em>&ldquo;la costruzione di una piattaforma comune nella quale le persone possano riconoscersi anche se hanno diverse sensibilit&agrave; e diverse appartenenze&rdquo;</em>. L&rsquo;occasione &egrave; propizia anche per annunciare la volont&agrave; di correre per un bis alla guida della Provincia: <em>&ldquo;Credo ci sia una grande possibilit&agrave; per il Patto Civico di dare il proprio contribuito nella forma che riterremo pi&ugrave; opportuna&rdquo;</em>. Scontata l&rsquo;accoglienza dei suoi sostenitori (i civici contano quattro dei dodici consiglieri attuali), meno quella degli altri schieramenti. Se da destra non dovrebbero esserci problemi, a sinistra &egrave; tutta da valutare la disponibilit&agrave; di La nostra Provincia (il listone che unisce Pd e civici di sinistra) a ricomporre la frattura venutasi a determinare in questi mesi.</p>
<p><em>&ldquo;Se proprio qualcuno vuole catalogarci rispondiamo che siamo di sinistra, di destra e di centro&rdquo;</em> proclama <strong>Elio Tomatis</strong>, padre nobile dei pattisti e presidente del Consiglio comunale di Mondov&igrave;. Uno sguardo alla platea dello Spazio Varco, per&ograve;, d&agrave; la misura esatta di quanto si sia spostato sul centrodestra il compasso delle possibili alleanze. Nelle prime file c&rsquo;&egrave; tutto il Gotha politico del centrodestra provinciale e non solo: gli assessori regionali della lista Cirio <strong>Marco Gallo</strong> e <strong>Gianluca Vignale</strong>, il deputato di Forza Italia <strong>Enrico Costa</strong> (grande ispiratore del &ldquo;primo&rdquo; patto civico, quello di Mondov&igrave;), l&rsquo;europarlamentare di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Giovanni Crosetto</strong>. Se gi&agrave; al castello Acaja la sproporzione era evidente, a Cuneo si nota ancora di pi&ugrave;. Certo, ci sono i saluti di cortesia - a distanza - di <strong>Giulia Marro</strong> da Avs e del segretario provinciale del Pd <strong>Davide Sannazzaro</strong>. Ma la &ldquo;scelta di campo&rdquo;, magari indotta dalle altrui indisponibilit&agrave; pi&ugrave; che cercata, &egrave; vistosa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141968.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p>Da Roma giunge anche la benedizione del presidente della Regione <strong>Alberto Cirio</strong>: <em>&ldquo;Ci sono partiti che vivono il civismo con fastidio, altri con diffidenza. Credo che entrambi questi sentimenti siano profondamente sbagliati&rdquo;</em>. Crosetto junior si spinge ancora pi&ugrave; in l&agrave; nel riconoscere che <em>&ldquo;a differenza di ieri, quando i partiti avevano una capillarit&agrave; che oggi volenti o nolenti non hanno, non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; una presenza in molti piccoli comuni: la realt&agrave; civica aiuta a colmare quel vuoto&rdquo;</em>. Largo ai civici quindi, ribadisce Costa tra gli applausi: <em>&ldquo;Dal 1994 abbiamo avuto un sistema elettorale fondato sul bipolarismo. Se a livello nazionale funziona questo meccanismo, io penso che a livello locale le persone non si possano annullare in una logica di schieramento&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Il rapporto con la politica </em>- aggiunge - <em>dipender&agrave; dalla maturit&agrave; delle forze politiche: dimostreranno di essere mature se comprenderanno lo spirito del Patto Civico e soprattutto lo rispetteranno, senza tirarlo per la giacchetta&rdquo;</em>. In ultimo un consiglio, molto rilevante visto che a formularlo &egrave; un &ldquo;politico di partito&rdquo;: <em>&ldquo;Forse ci saranno forze politiche che cercheranno di soffocarvi dolcemente in culla: siate consapevoli della vostra forza&rdquo;</em>. &Egrave; lo stesso richiamo che un amministratore monregalese di lungo corso come Tomatis fa ai &ldquo;suoi&rdquo;: <em>&ldquo;Dobbiamo essere comunque centrali e non di contorno, perch&eacute; di elezioni dove i partiti erano affiancati da liste civiche ne abbiamo viste tante: ma i partiti erano la pietanza e le civiche il contorno. Non &egrave; la nostra ambizione, cos&igrave; come non &egrave; nostra ambizione la politica dei due forni&rdquo;</em>. Baster&agrave;?</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141970.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p>Nel frattempo c&rsquo;&egrave; da registrare che se&nbsp;<em>&ldquo;le buone idee non hanno colore&rdquo;</em> (&egrave; lo slogan ufficiale del Patto Civico), qualche tensione anche &ldquo;geografica&rdquo; &egrave; possibile. Ad esempio dopo che <strong>Beppe Delfino</strong>, coordinatore di Centro per Cuneo, sale sul palco per rivendicare la scelta sul biodigestore: <em>&ldquo;Tre anni fa ci fu una battaglia importante, anche nell&rsquo;assemblea del Cec, e Cuneo port&ograve; con il suo s&igrave; la decisione di accettare la scommessa dei fondi per il biodigestore: finalmente tra un mese l&rsquo;opera entrer&agrave; in funzione. Rivendichiamo questo risultato perch&eacute; si &egrave; riusciti a dire un s&igrave;&rdquo;</em>. Tutto bene, non fosse che sul tema non tutti gli amministratori erano concordi. Non lo fu per esempio la giunta di Borgo San Dalmazzo, ben rappresentata in platea dalla vicesindaca <strong>Clelia Imberti</strong> che il percorso del Patto lo ha seguito fin dall&rsquo;inizio.</p>
<p>Oggi per&ograve; non &egrave; ancora il giorno delle discussioni, bens&igrave; delle sottoscrizioni e delle foto di rito. E del consiglio direttivo, approvato a conclusione dei lavori. Ne fanno parte Osvaldo Bellino, Marco Pirito, Gabriele Madala, Roberto Dadone, Pier Angelo Battaglino, Alessandro Boasso, Alberto Pettavino, Federica Brizio, Pier Giorgio Rubiolo, Federico Dellarossa, Nadia Tecco, Mauro Arnaudo, Gianfranco Dogliani, Marco Dessi, Marco Margaria, Ezio Donadio, Lucia Rosso, Enrico Gallo, Maria Laura Risso, Alberto Rabbia, Guido Bessone, Gabriele Campora, Elio Tomatis, Francesca Botto, Marco Bellocchio, Stefano Arnaldi, Vilma Ghigo, Francesco Hellmann, Clelia Imberti e Serena Garelli.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117235/small_141971.jpg" alt="La presentazione del Patto Civico"></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:20:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiorino si dimette “a metà”, Sacchetto salva il seggio a palazzo Lascaris]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-si-dimette-a-meta-sacchetto-salva-il-seggio-a-palazzo-lascaris_117080.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/chiorino-si-dimette-a-meta-sacchetto-salva-il-seggio-a-palazzo-lascaris_117080.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117080/141755.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche a Cuneo c&rsquo;&egrave; chi tira un sospiro di sollievo dopo l&rsquo;annuncio del compromesso raggiunto al grattacielo della Regione Piemonte: <strong>Elena Chiorino</strong>, coinvolta nel caso &ldquo;Le 5 forchette&rdquo; insieme al compagno di partito <strong>Andrea Delmastro</strong> e ad altri esponenti biellesi di Fratelli d&rsquo;Italia, perde la vicepresidenza (assegnata a <strong>Maurizio Marrone</strong>, anche lui di FdI) ma tiene le deleghe da assessore.</p>
<p>Una soluzione che salva il seggio di&nbsp;<strong>Claudio Sacchetto</strong>, il quale in caso contrario avrebbe dovuto lasciare all&rsquo;assessore dimissionaria il suo scranno in maggioranza a palazzo Lascaris. <em>&ldquo;Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini&rdquo;</em> commenta la vicepresidente dimissionaria: <em>&ldquo;Il mio modo di chiedere scusa &egrave; rinunciare e restituire la delega pi&ugrave; importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l&rsquo;ente in sua assenza. In riferimento alla richiesta di chiarimenti - aggiunge - ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all&rsquo;aula del Consiglio regionale perch&eacute; sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere&rdquo;</em>.</p>
<p><strong>Alberto Cirio</strong> esprime apprezzamento per il gesto <em>&ldquo;perch&eacute; di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale &egrave; che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza. Come ho gi&agrave; avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacit&agrave; e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia </em>- prosegue il presidente - <em>anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto &egrave; stata grave, perch&eacute; fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come &egrave; mia consuetudine, &egrave; stata ragionata ed equilibrata: la mia &egrave; la scelta di un presidente che non si gira dall&rsquo;altra parte perch&eacute; ha a cuore il bene delle istituzioni&rdquo;</em>.</p>
<p>Le opposizioni in queste ore avevano chiesto all&rsquo;unanimit&agrave; le dimissioni di Chiorino e non si accontentano della soluzione escogitata per salvare capra e cavoli. <em>&ldquo;Forse non ci siamo capite&rdquo;</em> tuona la cuneese di Avs <strong>Giulia Marro</strong>: <em>&ldquo;Elena Chiorino &egrave; protagonista di uno scandalo di dimensioni colossali, lo stesso che ha portato alla dimissioni di Delmastro, e non pensi che basti rimettere una delega per cavarsela: non pretendano di far passare come &lsquo;leggerezza&rsquo; il fatto di essere stata socia in affari di una famiglia prestanome della mafia, n&eacute; di non aver dichiarato quella partecipazione societaria. Rimuoverla da vicepresidente ma continuare a tenerla al governo della Regione &egrave; una farsa indegna, una mancanza di rispetto totale nei confronti dei piemontesi e dell'istituzione&rdquo;</em>. Anche il gruppo del Movimento 5 Stelle fa sentire la sua voce: <em>&ldquo;Se Cirio e Chiorino pensano di cavarsela dando un &lsquo;contentino&rsquo; alle opposizioni, si sbagliano di grosso&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Santanchè si dimette: “Abituata a pagare i miei conti e spesso quelli degli altri”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/santanche-si-dimette-abituata-a-pagare-i-miei-conti-e-spesso-quelli-degli-altri_117072.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/santanche-si-dimette-abituata-a-pagare-i-miei-conti-e-spesso-quelli-degli-altri_117072.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117072/141747.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; dimessa dal ruolo di ministro del Turismo Daniela Santanch&egrave;, raccogliendo la sollecitazione che la stessa premier Giorgia Meloni le aveva rivolto, all&rsquo;indomani del referendum, con un comunicato stampa.</p>
<p>La decisione &egrave; stata comunicata con una lettera rivolta alla premier, nella quale l&rsquo;esponente di Fratelli d&rsquo;Italia rende noto di aver rassegnato le dimissioni&nbsp;<em>&ldquo;dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilit&agrave; e senza alcuna controindicazione&rdquo;</em>. <em>&ldquo;Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo&rdquo;</em> scrive l&rsquo;ormai ex titolare del dicastero: <em>&ldquo;Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perch&eacute;, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilit&agrave;, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale &egrave; immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi &egrave; nemmeno un semplice rinvio a giudizio&rdquo;</em>.</p>
<p>Un chiarimento giunge anche sulla tardivit&agrave; della scelta:&nbsp;<em>&ldquo;Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d&rsquo;animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilit&agrave; ad una mia immediata dimissione perch&eacute; volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perch&eacute; non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non &egrave; certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l&rsquo;onorevole Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficolt&agrave; a dire &lsquo;obbedisco&rsquo; e a fare quello che mi chiedi&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Non ti nascondo</em> - conclude - <em>un po&rsquo; di amarezza per l&rsquo;esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di pi&ugrave; alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:13:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Delmastro e Bartolozzi si dimettono, Meloni: "Santanchè faccia la stessa scelta"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/delmastro-e-bartolozzi-si-dimettono-meloni-santanche-faccia-la-stessa-scelta_117011.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/delmastro-e-bartolozzi-si-dimettono-meloni-santanche-faccia-la-stessa-scelta_117011.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117011/141661.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>"Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilit&agrave; istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanch&egrave;</em>". &Egrave; quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. Una presa di posizione netta da parte della premier, che chiede alla cuneese, attualmente coinvolta in tre fascicoli d'indagine, di fare un passo indietro. Nel pomeriggio erano arrivate le dimissioni di Delmastro, coinvolto nel caso della societ&agrave; "Le 5 Forchette" (insieme, tra gli altri, alla vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino), e Bartolozzi, al centro delle polemiche dopo le dichiarazioni pre referendum, quando aveva definito la magistratura un "plotone d'esecuzione".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 21:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, in provincia di Cuneo prevale il sì (ma non nel capoluogo)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-in-provincia-di-cuneo-prevale-il-si-ma-non-nel-capoluogo_116926.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-in-provincia-di-cuneo-prevale-il-si-ma-non-nel-capoluogo_116926.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116926/141543.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Vince il no, ma la provincia di Cuneo va in controtendenza. Se a livello nazionale ha prevalso la bocciatura nei confronti della riforma della giustizia proposta dal Governo, la Granda presenta una andamento opposto: il dato definitivo, conclusi gli scrutini in tutte le 685 sezioni della provincia, vede infatti il s&igrave; imporsi con il 53,63%.</p>
<p>Nel capoluogo, invece, &egrave; netta l'affermazione del no, con il 55,93% dei voti. Per quanto riguarda le altre sei &ldquo;sorelle&rdquo;, ha prevalso il no a Mondov&igrave; (50,68%), ad Alba (53,30%), a Bra (51,14%) e Savigliano (54,19%). In controtendenza Saluzzo, dove il s&igrave; ha ottenuto il 54,08% dei voti, e Fossano, con il s&igrave; al 53,22%.</p>
<p>L&rsquo;affluenza definitiva in provincia di Cuneo si &egrave; attestata al 63,42%.</p>
<p><a href="https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20260322/referendum/scrutini/italia/01" target="_blank">QUI</a> tutti i dati Comune per Comune.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 18:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum giustizia, vince il no. La Granda va in controtendenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-giustizia-vince-il-no-la-granda-va-in-controtendenza_116920.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-giustizia-vince-il-no-la-granda-va-in-controtendenza_116920.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116920/141537.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Vince il no. Quando sono state scrutinate quasi 55 mila sezioni (su un totale di 61 mila) &egrave; definito il risultato del referendum costituzionale che chiamava gli italiani ad esprimersi sulla riforma della giustizia proposta dal Governo: il no ha prevalso con il 54% circa (il dato definitivo arriver&agrave; nelle prossime ore).</p>
<p>Il Piemonte ha seguito il trend, pur presentando uno scarto leggermente pi&ugrave; ridotto, con il no al 53%, mentre la provincia di Cuneo ha fatto segnare un andamento in controtendenza: il dato provinciale vede infatti il s&igrave; imporsi con il 54%.&nbsp;</p>
<p>Seguiranno nelle prossime ore gli aggiornamenti con i dati definitivi.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, l’affluenza supera il 60% in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-supera-il-60-in-provincia-di-cuneo_116913.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-supera-il-60-in-provincia-di-cuneo_116913.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116913/141522.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Alla chiusura definitiva dei seggi referendari un primo responso chiaro riguarda il tasso di partecipazione alle urne: alto, nella Granda, pi&ugrave; della media nazionale e di quella regionale.</p>
<p>La media vede un 63,4% rispetto al 62,6% del Piemonte e al 58,9% in Italia. La punta pi&ugrave; alta &egrave; quella registrata a Macra, con l&rsquo;81,2% dei votanti alle urne. Tra i centri principali della provincia Cuneo registra il 65,8% di affluenza, seguita dal 65,3% a Fossano, 64,7% a Savigliano, 63,7% a Mondov&igrave;, 63,3% a Saluzzo, 62,1% ad Alba e 61,7% a Bra. Elva si conferma fanalino di coda nella partecipazione (38,8%) ed &egrave; anche l&rsquo;unico comune insieme a Cissone (47,6%) e Oncino (48,6%) in cui l&rsquo;affluenza non raggiunge la maggioranza.</p>
<p>A spoglio in corso, con pi&ugrave; di un quinto dei seggi gi&agrave; scrutinati, i risultati provinciali vedono il s&igrave; in vantaggio con il 53,6% contro il 46,4%. A livello nazionale &egrave; invece avanti il no con il 54,3% contro il 45,7%.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 15:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, l’affluenza sfiora il 50% nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-sfiora-il-50-nella-granda_116871.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-laffluenza-sfiora-il-50-nella-granda_116871.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116871/141454.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ultima rilevazione, alla chiusura dei seggi alle ore 23, colloca l&rsquo;affluenza in provincia di Cuneo al 49,45%. Un dato che fa presagire l&rsquo;imminente sforamento della maggioranza assoluta dei votanti: segnale positivo quanto alla partecipazione, sebbene nel referendum costituzionale non sia richiesto alcun quorum. La Granda fa meglio della media piemontese (48,94%) e ancor pi&ugrave; rispetto a quella nazionale (46,07%).</p>
<p>In due comuni della provincia la percentuale di elettori ai seggi ha gi&agrave; superato il 60%: si tratta di Moiola (63,41%) e Verduno (62,5%). All&rsquo;opposto Elva &egrave; il comune cuneese in cui il quesito referendario sulla giustizia ha mobilitato di meno l&rsquo;elettorato: poco pi&ugrave; di un iscritto alle liste su dieci - il 10,45% - si &egrave; recato a esprimere la propria preferenza.</p>
<p>Tra i centri principali della provincia, Cuneo continua a dominare la classifica parziale con il 52,83% di votanti. Alba &egrave; poco sotto la maggioranza (49,8%), cos&igrave; come Bra (47,9%). A Fossano gli elettori che hanno gi&agrave; tracciato la fatidica croce sono il 50,41%, il 49,81% a Mondov&igrave;, il 49,84% a Saluzzo e il 51,57% a Savigliano.</p>
<p>Si continua a votare anche luned&igrave;, dalle ore 7 fino alla chiusura definitiva dei seggi alle ore 15.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 00:19:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, alle 19 di domenica l'affluenza nella Granda è del 42,20 per cento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-alle-19-di-domenica-l-affluenza-nella-granda-e-del-4220-per-cento_116860.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-alle-19-di-domenica-l-affluenza-nella-granda-e-del-4220-per-cento_116860.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116860/141444.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; del 42,20%, alle ore 19, l&rsquo;affluenza alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia in provincia di Cuneo. Un dato superiore a quello nazionale, che si attesta al 38,90%, e a quella regionale, registrata al 41,57%.</p>
<p>Nel capoluogo il dato &egrave; pi&ugrave; alto della media provinciale e si attesta al 45,29%. Questi i livelli nelle altre sette sorelle: 41,08% ad Alba, 40,04% a Bra, 42,53% a Fossano, 43,11% a Mondov&igrave;, 42,12% a Saluzzo, 43,09% a Savigliano.</p>
<p>Per il referendum costituzionale non &egrave; previsto un quorum di votanti. Per recarsi ai seggi c&rsquo;&egrave; tempo fino alle ore 23, ma sar&agrave; possibile votare anche nella giornata di luned&igrave; 23 marzo dalle ore 7 fino alle 15.</p>]]></description><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 19:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, affluenza al 16% nella Granda alle ore 12]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-affluenza-al-16-nella-granda-alle-ore-12_116841.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-affluenza-al-16-nella-granda-alle-ore-12_116841.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116841/141418.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I primi dati sull&rsquo;affluenza ai seggi per il referendum costituzionale sulla giustizia vedono un 16,02% di elettori gi&agrave; recatisi a votare tra le 7 e le 12 di questa domenica 22 marzo.</p>
<p>Il dato &egrave; superiore sia alla media nazionale del 14,92% (nel momento in cui scriviamo mancano poche decine di sezioni), sia all&rsquo;affluenza regionale attestata al 14,44% in Piemonte. Nel capoluogo il dato &egrave; pi&ugrave; alto della media provinciale e si attesta al 18,24%. Questi i livelli nelle altre sette sorelle: 13,7% ad Alba, 13,56% a Bra, 15,2% a Fossano, 15,62% a Mondov&igrave;, 15,91% a Saluzzo, 15,2% a Savigliano.</p>
<p>Ricordiamo che per il referendum costituzionale non &egrave; previsto un quorum di votanti. Per recarsi ai seggi c&rsquo;&egrave; tempo fino alle ore 23, ma sar&agrave; possibile votare anche nella giornata di luned&igrave; 23 marzo dalle ore 7 fino alle 15.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per saperne di pi&ugrave;:&nbsp;<a href="https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-litalia-al-voto-sulla-riforma-della-giustizia_116837.html" target="_blank">Referendum, l&rsquo;Italia al voto sulla riforma della giustizia</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 12:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, l’Italia al voto sulla riforma della giustizia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-litalia-al-voto-sulla-riforma-della-giustizia_116837.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/referendum-litalia-al-voto-sulla-riforma-della-giustizia_116837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/141409.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si vota domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e luned&igrave; 23 marzo dalle ore 7 alle 15 per il referendum costituzionale riguardante la riforma della giustizia.</p>
<p>Si tratta del quinto referendum costituzionale nella storia repubblicana. A differenza dei referendum abrogativi, <strong>non &egrave; richiesto un quorum di votanti</strong>. La legge sottoposta a referendum sar&agrave; promulgata se confermata dalla maggioranza dei voti validi e respinta in caso contrario: chi desidera che la riforma sia approvata deve barrare la casella del <strong>s&igrave;</strong>, chi vuole che venga respinta deve barrare la casella del&nbsp;<strong>no</strong>.</p>
<p>La riforma di iniziativa governativa, denominata Meloni-Nordio, prevede la revisione degli articoli 87 (decimo comma), 102 (primo comma), 104, 105, 106 (terzo comma), 107 (primo comma) e 110 della Costituzione. Sono tre gli articoli costituzionali che vengono modificati nella sostanza: l&rsquo;articolo 102 nel quale si prevede la <strong>separazione delle carriere</strong> dei magistrati giudicanti (i giudici) e requirenti (i pubblici ministeri), l&rsquo;articolo 104 nel quale si delineano le modifiche nella procedura di <strong>nomina del Consiglio Superiore della Magistratura</strong> e l&rsquo;articolo 105 nel quale si stabilisce l&rsquo;<strong>istituzione di un&rsquo;Alta Corte</strong> incaricata di gestire i procedimenti disciplinari a carico dei magistrati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141410.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I temi del referendum</strong></h2>
<h2><strong>1. Separazione delle carriere di giudici e pm</strong></h2>
<p>La magistratura &egrave; un ordine che si compone al suo interno di due distinte funzioni: la funzione giudicante &egrave; in capo ai <strong>giudici</strong>, incaricati non solo di decidere sulla condanna o l&rsquo;assoluzione degli imputati a processo ma anche di vagliare le richieste degli inquirenti lungo tutto il procedimento, esprimendosi per esempio sugli arresti o le altre misure cautelari in fase di indagini preliminari, sul rinvio a giudizio (la fase in cui si decide se un indagato dovr&agrave; essere processato oppure no), sulle misure alternative alla detenzione, eccetera. La funzione requirente &egrave; assolta dai <strong>pubblici ministeri</strong> cui spetta il compito di condurre le indagini, ricercare le prove di reato, individuare i presunti responsabili e chiederne il rinvio a giudizio e poi eventualmente la condanna se si ritiene che ve ne siano i presupposti all&rsquo;esito del processo.</p>
<p>Oggi vige una separazione delle funzioni, ma non delle carriere. Vi &egrave; quindi un unico concorso per entrare in magistratura e solo dopo coloro che sono stati ammessi scelgono se seguire la carriera del giudice o quella del pubblico ministero. Giudici e pm possono anche scegliere di passare da una funzione all&rsquo;altra, ma entro certi limiti. Gli ultimi paletti sono stati posti dalla riforma Cartabia che ha limitato la possibilit&agrave; di effettuare questo passaggio ai primi nove anni di carriera: il <strong>passaggio da giudice a pm o da pm a giudice</strong> pu&ograve; comunque essere effettuato - previa frequentazione di un corso professionale e sottoposizione a un giudizio di idoneit&agrave; - una sola volta. Comporta inoltre il trasferimento in un diverso distretto giudiziario (i distretti corrispondono in genere alle regioni).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa succede con il referendum</strong></p>
<ul>
<li>Se vince il s&igrave;, verr&agrave; introdotta una separazione nelle carriere tra giudici e pm: tutti costoro continueranno a far parte dell&rsquo;ordine della magistratura, ma non potranno pi&ugrave; effettuare il passaggio di funzione.</li>
<li>Se vince il no, rimarr&agrave; in vigore la normativa attuale che prevede la possibilit&agrave; di effettuare un solo passaggio di funzione, entro i primi nove anni di carriera e alle condizioni prima menzionate.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141412.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>2. Nomina del Consiglio Superiore della Magistratura</strong></h2>
<p>Il <strong>Consiglio Superiore della Magistratura (Csm)</strong> &egrave; l&rsquo;organo di governo autonomo della magistratura. Ha lo scopo di garantire l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza del potere giudiziario dagli altri poteri dello Stato, secondo il principio di separazione dei poteri sancito dalla Costituzione. A questo organo spettano tutte le decisioni in materia di assunzioni, assegnazioni e trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati ordinari (i magistrati amministrativi, contabili e militari hanno propri organi di governo).</p>
<p>Oggi il Csm &egrave; composto da 33 membri e presieduto dal presidente della Repubblica che vi partecipa di diritto. Gli altri due membri di diritto sono il primo presidente e il procuratore generale presso la corte suprema di Cassazione. Tra i restanti 30 consiglieri, in carica per un quadriennio, 2/3 sono eletti da tutti i magistrati ordinari (sono i cosiddetti <strong>membri togati</strong>, in numero di 20) e 1/3 &egrave; eletto dal parlamento riunito in seduta comune, a maggioranza qualificata (cio&egrave; con il voto favorevole di almeno 3/5 dei parlamentari), tra i professori universitari in materie giuridiche e gli avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (sono i cosiddetti <strong>membri laici</strong>, in numero di 10).</p>
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<p><strong>Cosa succede con il referendum</strong></p>
<ul>
<li>Se vince il s&igrave;, l&rsquo;attuale Csm sar&agrave; sdoppiato in due distinti consigli, uno per i giudici e l&rsquo;altro per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica. In entrambi i Csm tutti i componenti non di diritto verranno selezionati <strong>per sorteggio e non pi&ugrave; per elezione</strong>. Per i membri togati vi sar&agrave; un sorteggio &ldquo;secco&rdquo; in teoria effettuabile tra tutti i giudici in servizio per un Csm e tra tutti i pm in servizio per l&rsquo;altro Csm (si prevede in realt&agrave; di restringere la platea dei sorteggiabili in base agli anni di servizio e ad altri criteri, che saranno demandati alla legge ordinaria). Per i membri laici il sorteggio sar&agrave; &ldquo;temperato&rdquo;: il parlamento in seduta comune stiler&agrave; un elenco di nominativi (anch&rsquo;esso destinato a essere definito da una legge successiva, anche nel numero di componenti) scelti sempre tra professori di diritto e avvocati. All&rsquo;interno di questo elenco verranno poi sorteggiati i componenti laici di ciascun Csm.</li>
<li>Se vince il no, la composizione e le procedure di nomina del Csm restano inalterate.</li>
</ul>
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<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141413.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
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<h2><strong>3. Istituzione dell&rsquo;Alta Corte</strong></h2>
<p>La funzione disciplinare nei confronti dei magistrati (sia giudici che pm) &egrave; oggi esercitata da un&rsquo;apposita sezione del Csm, composta da due membri laici (uno dei quali &egrave; il vicepresidente del Csm) e da quattro membri togati. A questa sezione spetta il compito di giudicare le eventuali <strong>infrazioni commesse dai magistrati</strong>. I procedimenti disciplinari nei confronti di giudici e pm possono essere promossi dal ministro della Giustizia o dal procuratore generale presso la corte di Cassazione.</p>
<p>Il procedimento pu&ograve; concludersi con l&rsquo;assoluzione o la condanna del magistrato, in questo secondo caso le sanzioni verranno graduate in base all&rsquo;entit&agrave; dell&rsquo;infrazione commessa: si va dall&rsquo;ammonimento alla censura, la perdita di anzianit&agrave;, la sospensione dalle funzioni, il trasferimento ad altra sede, fino alla rimozione dalla magistratura. Le decisioni della sezione disciplinare possono essere impugnate dinanzi alle Sezioni Unite civili della corte di Cassazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa succede con il referendum</strong></p>
<ul>
<li>Se vince il s&igrave;, ad occuparsi di giudicare l&rsquo;operato dei magistrati non sar&agrave; pi&ugrave; la sezione disciplinare del Csm ma un&rsquo;<strong>Alta Corte disciplinare</strong> di cui faranno parte sia giudici che pm, insieme ai membri laici. L&rsquo;Alta Corte sar&agrave; formata da quindici membri: tre nominati dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di universit&agrave; in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio, tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti compilato dal parlamento, sei magistrati giudicanti e tre magistrati requirenti estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie. Questi membri togati dovranno avere almeno venti anni di carriera e avere o aver svolto funzioni di legittimit&agrave; (cio&egrave; essere o essere stati in passato magistrati di Cassazione).&nbsp;L&rsquo;Alta Corte elegger&agrave; il presidente tra i componenti nominati dal presidente della Repubblica o tra quelli estratti dall&rsquo;elenco compilato dal Parlamento. Contro le sentenze emesse dall&rsquo;Alta Corte &egrave; ammessa <strong>impugnazione</strong>, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte: il magistrato verr&agrave; quindi giudicato da un collegio di membri dell&rsquo;Alta Corte in primo grado e poi, in &ldquo;appello&rdquo;, da un collegio formato da membri diversi della stessa Alta Corte. Non &egrave; tuttora chiarito se permanga oppure no la possibilit&agrave; di rivolgersi in ultima istanza alla Cassazione. Si attribuisce ad una successiva legge ordinaria il compito di determinare gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indicare la composizione dei collegi, stabilire le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell&rsquo;Alta Corte.</li>
<li>Se vince il no, la funzione disciplinare continuer&agrave; ad essere esercitata dalla sezione apposita del Csm.&nbsp;</li>
</ul>
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<h2><strong>Per saperne di pi&ugrave;:</strong> <a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/referendum-dieci-domande-scomode-ai-sostenitori-del-si-e-del-no_116353.html" target="_blank">Referendum, dieci domande scomode ai sostenitori del s&igrave; e del no</a></h2>
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<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116837/small_141414.jpg" alt="Referendum giustizia"></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 07:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Lega e la destra cuneese ricordano Bossi: "Un grande protagonista della politica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/la-lega-e-la-destra-cuneese-ricordano-bossi-un-grande-protagonista-della-politica_116746.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/la-lega-e-la-destra-cuneese-ricordano-bossi-un-grande-protagonista-della-politica_116746.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116746/141292.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; morto Umberto Bossi. Il &ldquo;padre&rdquo; della Lega si &egrave; spento ieri, gioved&igrave; 19 marzo, all&rsquo;et&agrave; di 84 anni. Tanti in queste ore i messaggi di cordoglio del mondo politico. Tra questi, anche quelli degli esponenti cuneesi, della Lega e non solo.</p>
<p>Lo ricorda con un aneddoto, raccontato su X, il Ministro della Difesa Guido Crosetto: &ldquo;<em>Ho avuto l&rsquo;onore di conoscerlo, di lavorare con lui, di scherzare con lui, di confrontarmi e discutere con lui. La prima volta fu quando ero relatore alla legge di Bilancio e ci trovammo in un impasse perch&eacute; il gruppo della Lega aveva fatto muro contro il finanziamento del fondo per i lavoratori socialmente utili di Palermo e Napoli e per un finanziamento per i dissalatori in Sicilia. Tutto si blocc&ograve; e, alle due del mattino, entr&ograve; nella stanza dove ci stavamo confrontando il capo supremo della Lega Nord. Lo vidi entrare e pensai: ok, &eacute; finita, ora lui dir&agrave; che non si pu&ograve; far nulla e i deputati di AN e di Forza Italia del sud faranno saltare il banco. Si zittirono tutti. &lsquo;Rocky (Marciano, cos&igrave; gli piaceva chiamarmi), che succede?&rsquo;. Gli spiegai che avevo proposto un meccanismo virtuoso per cui avremmo finanziato gli LSU ma prevedendo una riduzione obbligatoria negli anni fino ad arrivare a zero e che invece l&rsquo;investimento nei dissalatori era secondo me una cosa intelligente in una zona con poca acqua. Mi guard&ograve;, guard&ograve; i suoi e disse: &lsquo;Perch&eacute; mi avete disturbato (fu un po&rsquo; pi&ugrave; rude), se avete trovato una soluzione seria su Napoli e Palermo? L&rsquo;unica mia preoccupazione &egrave; che poi li tengano in funzione i dissalatori, una volta fatti&rsquo;. Ed usc&igrave;. Perch&eacute; lui era cos&igrave;: di buonsenso, mai superficiale e molto realista. Avrei moltissimi altri ricordi di lui prima e dopo che l&rsquo;ictus lo colpisse. L&rsquo;ho sempre stimato e gli ho voluto bene</em>&rdquo;.</p>
<p>A ricordarlo anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: &ldquo;<em>Con Umberto Bossi se ne va uno dei protagonisti della politica italiana. Politico di grande passione e intelligenza, insieme a Silvio Berlusconi, ha segnato anni di grande trasformazione per l&rsquo;Italia, portando al centro del dibattito temi ancora oggi molto attuali</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La sorgente del Monviso ha rappresentato per Umberto Bossi e la Lega Nord fin dal 1996 un luogo altamente simbolico dal punto di vista politico: non solo l&rsquo;origine geografica del Po, ma il punto di partenza ideale di una comunit&agrave;, la cosiddetta 'Padania', intesa come realt&agrave; culturale, economica e territoriale distinta</em>", il ricordo del senatore Giorgio Bergesio, segretario provinciale della Lega. "<em>La festa annuale ha da sempre rappresentato un momento forte basato su identit&agrave; territoriale, autonomia e critica allo Stato centrale. I rituali legati alla raccolta dell&rsquo;acqua del Po servivano a rafforzare l&rsquo;idea di una legittimit&agrave; &ldquo;naturale&rdquo; del Nord a governarsi, trasformando un elemento geografico in un simbolo politico di appartenenza e rivendicazione.&nbsp;La manifestazione del Monviso &egrave; diventata per tutti noi non solo un riferimento simbolico, ma uno strumento per comunicare valori come federalismo e riconoscimento delle specificit&agrave; locali, in contrapposizione a una visione pi&ugrave; centralista dello Stato italiano. Come abbiamo sempre fatto, continueremo a portare avanti questa iniziativa che permette ogni anno di richiamare tutti noi ai valori fondanti del nostro movimento che oggi sono rappresentati in continuit&agrave; con capacit&agrave; e determinazione dal segretario federale Matteo Salvini. Siamo tutti qui grazie all'idea di Bossi e gliene siamo grati. Oggi &egrave; una giornata veramente triste e gli chiediamo di proteggerci ogni giorno da lass&ugrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;​&Egrave; una serata profondamente triste per me&rdquo;, ha scritto sui social Flavio Gastaldi, sindaco di Genola ed ex deputato per la Lega, pubblicando uno scatto che lo ritrae insieme al &ldquo;Senatur&rdquo;: &ldquo;<em>In questa foto avevo 17 anni e gi&agrave; due anni di militanza alle spalle: era la mia prima foto con &lsquo;il Capo&rsquo;. Ero, e sono, orgoglioso di essere immortalato vicino a un pezzo di Storia. Vicino all'uomo che ha regalato un sogno a migliaia di persone, l'unico che ha saputo dare davvero voce alle istanze del Nord contro lo Stato centralista. ​Bossi era cos&igrave;: irruento, diretto, di cuore. Un leader che sapeva parlare al suo popolo per ore, tenendo accesa la fiamma del progetto federalista. Se ho iniziato ad appassionarmi alla politica, fino a farla diventare parte integrante della mia vita, lo devo soprattutto a lui. Un uomo con molti pregi e altrettanti difetti e proprio per questo unico nel panorama politico. ​Mi ha conquistato da subito. Grazie alla sua visione ho potuto far avvicinare tante altre persone (in particolar modo i giovani di cui avevo la responsabilit&agrave;) al grande sogno di uno Stato Federale. ​Oggi perdo il padre di quel movimento in cui milito da 20 anni. Perdiamo l'uomo, ma il suo modo di fare Partito, in mezzo alla gente e alla militanza, non lo dimenticheremo mai</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Ciao Senatur. Mi sono avvicinato alla Lega Nord dopo la tua battaglia per difendere un&rsquo;importante azienda a Savigliano. Un momento che ha segnato tanti di noi e che resta ancora vivo nella memoria, come l&rsquo;ala gremita nel 2006</em>&rdquo;, il ricordo di Matteo Gagliasso, coordinatore piemontese della Lega Giovani ed ex consigliere regionale: &ldquo;<em>Grazie alle tue lotte siamo arrivati fino a qui. Oggi tocca a noi, come Giovani Padani, portare avanti quel sogno: il tuo, il nostro, quello di tanti cittadini. Faremo la nostra parte, con responsabilit&agrave; e determinazione, sapendo che il tuo esempio continuer&agrave; a guidarci</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Abbiamo condiviso momenti che non si dimenticano e anni intensi. A&nbsp;te, mi legano gratitudine e rispetto. Buon viaggio Umberto</em>&rdquo;, il ricordo dell&rsquo;ex consigliere regionale Paolo Demarchi.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[È morto Umberto Bossi, il padre della Lega aveva 84 anni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/morto-umberto-bossi-il-padre-della-lega-aveva-84-anni_116743.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/morto-umberto-bossi-il-padre-della-lega-aveva-84-anni_116743.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116743/141287.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Umberto Bossi &egrave; morto all&rsquo;et&agrave; di 84 anni. Il decesso del fondatore della Lega Nord, riferisce l&rsquo;Ansa, &egrave; avvenuto all&rsquo;ospedale di Circolo di Varese.</p>
<p>Nato a Cassano Magnago, nel Varesotto, il 19 settembre del 1941, era stato studente di medicina - non si laure&ograve; mai - e cantautore in giovent&ugrave;, partecipando anche a un&rsquo;edizione del festival di Castrocaro con lo pseudonimo Donato. Nei primi anni Settanta si avvicin&ograve; alla sinistra extraparlamentare, rimanendo poi folgorato dalle idee autonomiste allora incarnate dall&rsquo;Union Valdotaine di Bruno Salvadori. Dopo l&rsquo;incontro con il sodale politico Roberto Maroni fond&ograve; nel 1984 la Lega Lombarda e poi nel 1989, dalla federazione con altre liste regionali tra cui l&rsquo;Union Piemonteisa, la Lega Nord.</p>
<p>La Granda &egrave; stata una delle &ldquo;culle&rdquo; del leghismo dei primordi nonch&eacute; la sede del rito dell&rsquo;ampolla, a partire dal 1996. Bossi e i suoi sodali si recavano ogni anno a Pian del Re per prelevare l&rsquo;acqua del &ldquo;sacro Po&rdquo;, portata fino a Venezia per simboleggiare l&rsquo;unit&agrave; dei &ldquo;popoli padani&rdquo;. Il rito continu&ograve; anche dopo l&rsquo;accantonamento del progetto secessionista, fino al 2015: vennero annullate solo l&rsquo;edizione del 2004, perch&eacute; pochi mesi prima Bossi era stato colpito da un ictus cerebrale, e quella del 2013, quando le pagine dei quotidiani nazionali si occupavano della laurea albanese di Renzo Bossi, il &ldquo;trota&rdquo;, e delle vicende giudiziarie del tesoriere Franco Belsito. Lo scorso anno &egrave; stato Roberto Calderoli, l&rsquo;ultimo dei proconsoli del Carroccio antemarcia, a rinnovare gli antichi fasti insieme a duecento militanti leghisti.</p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Mar 2026 21:02:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 24 e 25 maggio le elezioni comunali: in provincia di Cuneo diciannove centri chiamati al voto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/il-24-e-25-maggio-le-elezioni-comunali-in-provincia-di-cuneo-diciannove-centri-chiamati-al-voto_116156.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/il-24-e-25-maggio-le-elezioni-comunali-in-provincia-di-cuneo-diciannove-centri-chiamati-al-voto_116156.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116156/140488.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l&rsquo;indizione dei comizi ufficializzata dal Decreto del Prefetto Mariano Savastano, inizia il cammino di avvicinamento alle elezioni comunali, che quest&rsquo;anno in provincia di Cuneo interesseranno diciannove Comuni. Le consultazioni sono fissate per domenica 24 e luned&igrave; 25 maggio, con eventuale turno di ballottaggio (per quanto riguarda la Granda solo in caso di parit&agrave; assoluta) domenica 7 e luned&igrave; 8 giugno. Il voto sar&agrave; dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di luned&igrave;.</p>
<p>Questi i Comuni cuneesi chiamati alle urne: Aisone, Benevello, Briga Alta, Caprauna, Carr&ugrave;, Castiglione Tinella, Cortemilia, Costigliole Saluzzo, Diano d&rsquo;Alba, Elva, Magliano Alpi, Narzole, Peveragno, Priero, Roaschia, Rossana, Santo Stefano Belbo, Treiso e Verzuolo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:13:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Patto Civico per la Granda diventa associazione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/il-patto-civico-per-la-granda-diventa-associazione_115740.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/politica/cuneo-e-valli/il-patto-civico-per-la-granda-diventa-associazione_115740.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115740/139836.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il percorso di Patto Civico per la Granda giunge alla costituzione dell&rsquo;associazione, cos&igrave; come programmato nell'evento di lancio svoltosi proprio un anno fa a Fossano. La tappa conclusiva di questo percorso &egrave; prevista per sabato 28 marzo a Cuneo, presso lo Spazio Varco, dove dalle ore 10 si ritroveranno i componenti del sodalizio politico che fa riferimento al presidente della Provincia Luca Robaldo.</p>
<p><em>&ldquo;Il 30 marzo dell&rsquo;anno scorso avevamo dato avvio al percorso costitutivo, elencando i nostri obiettivi e richiamando con chiarezza che non avremmo dato vita ad una sigla elettorale, buona solo per il momento delle elezioni. Da allora abbiamo svolto dieci incontri, tutti dedicati alle tematiche di pi&ugrave; stretta attualit&agrave; provinciale. Numerose le iniziative in seno al Consiglio Provinciale ed innumerevoli gli incontri con amministratori e cittadini in tutta la provincia&rdquo;</em> spiega il coordinatore, Alberto Pettavino.</p>
<p><em>&ldquo;Dopo questo anno di lavoro</em> - continua - <em>diamo vita ad una associazione politico-culturale che, fra i propri obiettivi, pone al primo posto l'impegno a creare una piattaforma nella quale possano riconoscersi tutte le persone che hanno a cuore lo sviluppo della comunit&agrave; provinciale, al di l&agrave; delle appartenenze politiche e degli steccati ideologici: l'impegno civico, quindi, forte e determinato ma non in contrapposizione con quello partitico&rdquo;</em>. <em>&ldquo;La nostra volont&agrave; &egrave; quella di costruire uno spazio di libero confronto, uno spazio nel quale tutti possano riconoscersi e iniziare a lavorare insieme&rdquo;</em> conclude Pettavino.</p>
<p>Per qualsiasi informazione &egrave; possibile scrivere all&rsquo;indirizzo:&nbsp;<a href="mailto:pattocivicoperlagranda@gmail.com" target="_blank">pattocivicoperlagranda@gmail.com</a></p>]]></description><pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:28:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
