È ormai un botta e risposta periodico quello tra il sindaco di Roccavione Paolo Giraudo, da pochi mesi in Fratelli d’Italia, e il Pd cuneese. Questa volta a prendere la parola è il consigliere regionale Mauro Calderoni, leader riconosciuto dei dem nella Granda anche dopo l’avvicendamento alla segreteria provinciale, che mette nel mirino le ultime esternazioni di Giraudo sull’insicurezza in corso Giolitti. Pochi giorni fa il sindaco roccavionese aveva girato un video nei giardini della stazione, menzionando la rapina della settimana scorsa: “Il problema che c’è a Cuneo e in questa parte della città si dirama nei territori vicini” avvertiva, parlando di “una situazione che deve preoccupare e anche molto” e invitando il Comune a prendere provvedimenti. Nel video in vesti di “influencer” della sicurezza, Giraudo ne ha anche per la Caritas: “Associazioni come la Caritas fanno un lavoro enorme per il territorio, ma prima di dare il pacco spesa a chi ha cinque o sei denunce deve guardare che questa persona non abbia commesso reati e non sia pericolosa”. “Per la seconda volta in pochi mesi sceglie di attaccare la città di Cuneo con argomentazioni che non vanno oltre il più trito repertorio della propaganda populista” commenta Calderoni, stigmatizzando “una deriva comunicativa nella quale il sindaco di Roccavione sembra cercare uno spazio politico nel capoluogo, esercitando il ruolo di commentatore permanente del dibattito pubblico. Un atteggiamento che non aiuta il territorio e non contribuisce in alcun modo ad affrontare i problemi reali delle comunità amministrate”. Poi il “siluro” polemico: “Prima di impartire lezioni agli altri, il sindaco dovrebbe forse concentrarsi maggiormente sulle criticità del proprio Comune, come dimostrano anche i gravissimi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti che hanno coinvolto Roccavione. Vicende serie che richiedono attenzione e responsabilità istituzionale, e che nessun sindaco della zona si è azzardato a commentare, men che meno a imputare all’amministrazione di Roccavione”. À la guerre comme à la guerre, direbbero i cugini francesi. Dopo le bordate sull’ingresso di Giraudo in FdI, seguite dalla pronta replica della fiamma che vi aveva ravvisato “un evidente nervosismo politico”, il Pd torna alla carica per difendere la sua amministrazione cittadina e rispondere colpo su colpo alle polemiche altrui. È appena il caso di ricordare che tra provinciali in autunno, comunali a Cuneo nel 2027, politiche nello stesso anno e - chissà - un ritorno anticipato alle urne anche per la Regione, siamo alla vigilia di tempi interessanti.