CUNEO - Il monito del prefetto: “Le ronde sono illegali”. A Valgrana solo tre denunce di furto dopo gli allarmi

Sì ai controlli di vicinato, no alla sicurezza “fai da te”. La Prefettura apre alla partecipazione dei cittadini, anche seguendo il modello dei City Angels

Andrea Cascioli 17/01/2026 07:30

Era stato il nostro giornale a sollevare il tema dei furti in abitazione tra Valgrana e Bottonasco, poco prima di Natale. Un problema sentito dalla popolazione, tanto che dal tam tam di Whatsapp si era passati a vere e proprie perlustrazioni organizzate. Sul tema arriva a tre settimane di distanza il monito del prefetto Mariano Savastano: “Ogni forma di sicurezza fai da te è pericolosa e vietata. Le ronde non sono ammesse”. Ne va in primis dell’incolumità di chi scende in strada pensando di sopperire all’azione delle forze dell’ordine, col rischio però di ritrovarsi a fronteggiare malviventi armati e rischi ben peggiori di quelli che si volevano scongiurare. Poi c’è l’aspetto legale della faccenda, non meno trascurabile. È il rappresentante dell’autorità statale in provincia a rendere noto che nei giorni dell’“allarme furti” in valle Grana le denunce sono state appena tre. Restano fuori dal novero i casi - molteplici - di tentate effrazioni che non sono stati segnalati ai carabinieri. Ma si può dire che il clima di sospetto di quei giorni abbia prodotto un’allerta non giustificata dai fatti. Di qui l’intervento della Prefettura che apre, nel contempo, alle modalità della “sicurezza partecipata” legali e codificate. Nel nostro ordinamento sono due: le cosiddette associazioni di osservatori volontari e i controlli di vicinato. La prima modalità, definita nel 2009 con un decreto dell’allora ministro dell’Interno Maroni, permette ai cittadini interessati di costituire un’associazione con finalità di promozione della sicurezza. I limiti imposti sono molto stringenti: le “pattuglie” possono essere formate da non più di tre persone, di cui almeno una con età superiore ai 25 anni. È vietato l’utilizzo di mezzi motorizzati o di cani e altri animali, così come il porto d’armi. Gli aderenti non possono appartenere a partiti e tifoserie organizzate, non devono aver subito denunce né indossare contrassegni che li rendano confondibili con le forze dell’ordine. Un esempio di successo è quello dei City Angels, attivi come volontari di strada ormai da trent’anni. A Novara è attiva con loro una convenzione di questo tipo che interessa la zona della stazione. Quello che possono fare in concreto i volontari è osservare e segnalare alla polizia locale e alle forze dell’ordine situazioni di mancato decoro urbano e assembramenti giudicati potenzialmente pericolosi. La procedura però è molto macchinosa. La richiesta va valutata prima dal sindaco e poi dal prefetto: se c’è il nulla osta, servono un’ordinanza e l’iscrizione a un elenco. Ad oggi non c’è nessuna associazione di questo tipo in provincia. C’è invece una convenzione in atto sui controlli di vicinato, stipulata alcuni anni fa con il Comune di Mondovì e avviata alla scadenza: verrà rinnovata proprio nei prossimi giorni. “Io punto soprattutto sul controllo di vicinato” fa sapere Savastano, anche perché la forma è più agile: l’unico passaggio previsto, appunto, è la convenzione tra il sindaco e il prefetto. In questo caso si predispone un gruppo di controllo, ad esempio su una strada, collegato con Whatsapp per monitorare i movimenti, le auto ritenute sospette, le persone sconosciute che citofonano. Un coordinatore, formato dalle forze dell’ordine, si occupa di segnalare le situazioni ritenute anomale: nelle aree interessate si applica anche un cartello, per segnalare che la strada è soggetta a controllo di vicinato. “La partecipazione attiva del cittadino può aiutare a renderci più sicuri” riconosce il prefetto, annunciando l’invio di una circolare ai sindaci sul tema e invitando anche i commercianti ad attrezzarsi: “Abbiamo verificato con le forze dell’ordine che le misure di sicurezza passive adottate dai negozianti spesso non sono adeguate. Si può fare di più dotandosi di impianti di allarme collegati con le centrali operative e contribuendo a una maggiore illuminazione e videosorveglianza”. In un’ottica più legata alla tutela dell’incolumità degli avventori, la questione sicurezza è stata al centro anche di un incontro, tenutosi nella giornata di mercoledì, con Federalberghi, Confcommercio e la federazione dei locali da ballo. Per la prossima settimana è in calendario, al Centro incontri della Provincia, un’iniziativa sulla sicurezza degli eventi pubblici che era stata immaginata ai primi di dicembre. La strage di Crans Montana vi ha riportato l’attenzione, nel modo più tragico.