Giornata cuneese quella di oggi, giovedì 4 giugno, per l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, con una fitta agenda di appuntamenti per alcuni momenti di confronto con il territorio e con le sue istituzioni. Il primo impegno la visita alla ex casa di cura “Monteserrat” di Borgo San Dalmazzo, che da alcuni mesi ospita una struttura residenziale per i disturbi del comportamento alimentare. Gestita dalla cooperativa Agathon Srl, realtà specializzata nel settore socio-sanitario, la struttura ospita due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto. Al primo piano c'è la Residenza Romeo, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, al secondo la Residenza Villa Giulietta, dedicata a binge eating e obesità. Qui Riboldi, oltre ai responsabili della struttura, ha incontrato la sindaca di Borgo San Dalmazzo Roberta Robbione, accompagnata dagli assessori Armando Boaglio, Francesco Rosato, Fabio Armando e Michela Galvagno, il direttore generale dell’Asl CN1 Giuseppe Guerra e il dottor Francesco Risso, direttore del Dipartimento di Salute Mentale interaziendale dell’Asl CN1 e del "Santa Croce”. Disturbi alimentari in crescita “Quando parliamo di disturbi alimentari parliamo di problemi che sono in crescita e sui quali va posta particolare attenzione. - ha detto Riboldi - Abbiamo voluto creare in Regione un settore specifico sulla salute mentale per una risposta coerente con le esigenze dei territori e delle persone. Strutture come questa sono centrali, il benessere e la salute sono concetti a 360 gradi, che riguarda tutte le facoltà psicofisiche”. A seguire, Riboldi è atteso a Cuneo dall’incontro con i Sindaci dell'Asl CN1. Sul tavolo, in primis, il discusso tema della riorganizzazione del 118: “L’obiettivo è migliorare la presa in carico, oggi approfondiremo tutti gli aspetti con i tecnici di Azienda Zero e con i Sindaci. Vogliamo essere più rapidi ed efficaci, mettendo in campo i migliori sistemi organizzativi che a livello nazionale e internazionale già sono operativi”. L'assessore regionale alla Sanità respinge le accuse di “abbandono” delle aree interne e dei territori marginali: “Il lavoro fatto su case e ospedali della comunità testimonia come non vi sia abbandono. Non è sicuramente un periodo facile e non c'è abbondanza di operatori sanitari, spesso per i presidi più lontani i concorsi vanno deserti. È una situazione che va affrontata, lo stiamo facendo con pragmatismo e attenzione a tutte le aree, di questa provincia e di tutto il Piemonte”. Terza ed ultima tappa a Mondovì, dove Riboldi incontrerà il sindaco Luca Robaldo e gli altri rappresentanti del territorio per un momento di confronto sulla situazione dell’ospedale cittadino. Il lavoro sulle liste d'attesa Tema che resta “caldo”, inevitabilmente, quello relativo alle liste d’attesa, con la Regione che è pronta a mettere in campo, tra le altre, una nuova strategia: visite ed esami saranno gestiti per quadranti, non più per singola Asl. La presa in carico avverrà per unione di territori (per esempio Alessandria con Asti, Novara con Vercelli): un tentativo, in estrema sintesi, di “spalmare" le richieste e ottimizzare il personale a disposizione. “Le aperture degli ospedali la sera e nel weekend ci ha permesso di arrivare ai livelli pre Covid, sfondando il muro delle 2 milioni e 200 mila prestazioni. - dice Riboldi - Ora iniziamo un nuovo lavoro sulle prestazioni in cui si registrano più difficoltà e più arretrato: lavoriamo per quadranti, con delle strutture ad acta, per risolvere il problema con più rapidità”. Nel video le dichiarazioni dell'assessore regionale Federico Riboldi.