CUNEO - No al taser per i vigili a Cuneo: “Troppi rischi per chi è colpito”

Il “caso” corso Giolitti non modifica la decisione assunta dal Comune: “Non è uno strumento di tortura né di repressione” obietta il centrodestra

Andrea Cascioli 23/06/2026 06:50

Se ne parlava giusto undici mesi fa, all’epoca era stata un’interpellanza di Noemi Mallone (Fratelli d’Italia) a sollecitare la riflessione: taser agli agenti di Polizia Locale, sì o no? A rimettere il tema sotto i riflettori, con prepotenza, l’episodio dello scorso 4 giugno in corso Giolitti. La risposta dell’amministrazione non cambia ed è quella che arriva dalla sindaca Patrizia Manassero: “Rimaniamo fermi alla decisione che avevamo richiamato lo scorso anno”. Questione di rischi per chi viene colpito, anzitutto: “Il grado di insicurezza è molto alto, sia per un cardiopatico, sia perché la caduta può avere effetti imprevedibili”. A parte questo, aggiunge la prima cittadina, è lo stesso comando di Polizia Locale ad aver segnalato che al momento non si sente l’esigenza di dotare il personale della pistola a impulsi elettrici. Cuneo, quindi, non si unirà al novero dei comuni che hanno avviato una sperimentazione: nella Granda, la pioniera è stata Fossano. “Di sicuro al personale delle forze dell’ordine non possiamo chiedere di presidiare il territorio a mani nude” riconosce la sindaca: “Hanno gli strumenti e le competenze per poterle utilizzare, nel rispetto delle regole d’ingaggio”. Nessun giudizio, dall’amministrazione, in merito alla vicenda portata all’onor delle cronache dal nostro quotidiano. I fatti sono ormai noti: una pregiudicata in stato di ubriachezza, raggiunta da una pattuglia dei carabinieri nei pressi del bar Bobo, è stata colpita dal taser dopo aver infranto un piatto di ceramica e agitato il coccio appuntito, per due volte, nei confronti di un militare. A supporto dell’Arma c’era una pattuglia della Polizia Locale. Da un successivo intervento della Procura si è appreso che la donna, poi processata per direttissima e condannata a undici mesi di carcere, avrebbe in precedenza ferito un amico, anch’egli in stato di alterazione. Gli inquirenti hanno comunque avviato un’indagine nei confronti del carabiniere: un atto dovuto per fare chiarezza, sebbene non si ritenga che l’intervento sia stato sproporzionato. A elogiare il “pronto e coraggioso intervento di un carabiniere” è il consigliere Franco Civallero di Forza Italia: “Creare polemiche dopo un gesto di coraggio che ha evitato problemi più gravi è disgustoso” tuona l’ex candidato sindaco del centrodestra, stigmatizzando “i benpensanti che lo accusavano di aver agito ‘contro ogni logica’” e in particolare le prese di posizione del segretario radicale Filippo Blengino e della consigliera regionale di Avs Giulia Marro. “Non è né uno strumento di tortura né di repressione, ovviamente dev’essere utilizzato in situazioni di pericolo concreto e attuale” concorda Noemi Mallone, per la quale “non si tratta di aumentare la forza, ma di aumentare la tutela dei cittadini. A chi ha il compito di proteggerci devono essere dati gli strumenti per garantire la sicurezza e l’incolumità”. “Non può essere un sostituto del manganello, ma un sostituto della pistola” è l’opinione di Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), secondo il quale “lo strumento può essere utile in alcune situazioni estreme, ma si tende a farne un uso un po’ indiscriminato e la cosa non è priva di conseguenze”. Anche Silvano Enrici (Centro per Cuneo) pone l’accento sulle possibili conseguenze: “Se la persona colpita è cardiopatica, rischia la vita. Il taser va certamente usato, ma in casi eccezionali”. Senza entrare nel merito del confronto sul taser, Giancarlo Boselli (Indipendenti) torna a chiedere interventi per il quadrilatero: “La situazione non è migliorata - premette - ma, nei momenti in cui c’è un controllo efficace e una presenza di tutte le forze di polizia coordinate, i risultati si vedono”. Serve un duplice intervento, aggiunge l’esponente dell’opposizione, sul piano sociale e su quello della sicurezza: “Sarebbe opportuno che l’amministrazione proponesse attività culturali che tengano impegnate le persone che si trovano lì nei giorni festivi. Il problema è il presidio del quartiere il sabato e la domenica: non è possibile avere una Polizia Locale che al sabato e alla domenica non lavora e che di notte non lavora”.