CUNEO - No, Cuneo non ha abolito la residenza fittizia per i senza dimora: in città sono trecento

La sindaca risponde (due volte) a una fake news e perde la pazienza: “Sono incazzata”. Si torna a parlare anche del centro di accoglienza di via Bongiovanni

Andrea Cascioli 28/05/2026 16:35

Chi segue le vicende amministrative a Cuneo sa che l’imperturbabilità di Patrizia Manassero è una stella fissa nel firmamento della politica locale. Sorprende, quindi, sentir dire alla sindaca, in chiusura di Consiglio comunale, una frase del genere: “Questa cosa mi sta facendo incazzare notevolmente e dico incazzare volutamente, con due zeta maiuscole”. Di che si parla? Presto detto. Il tema è la querelle venutasi a creare attorno alla presunta abolizione della residenza fittizia per i senza dimora, denunciata dal periodico della Caritas ambrosiana Scarp de’ Tenis. Si sosteneva che Cuneo avesse fatto un passo indietro sul punto, revocando la possibilità di richiedere un’iscrizione all’anagrafe che - va ricordato - è condizione necessaria per l’accesso a una serie di servizi sanitari e sociali (il legislatore l’aveva imposto, a suo tempo, anche per la richiesta del reddito di cittadinanza). “Si è innescato un mercato nero di residenza con cui si commercia l’accesso ai diritti alla cittadinanza” lamentava lo storico giornale milanese delle no profit. Una denuncia poi ripresa nel numero del 7 maggio scorso dal settimanale diocesano La Guida, in un articolo intitolato appunto “Cuneo vieta la residenza anagrafica dei senza dimora”. Ma è così? No. Tant’è che nel numero successivo de La Guida è stata la sindaca stessa a firmare una vivace smentita, poi replicata nell’ultima riunione dell’assise cittadina a fronte di un’interpellanza di Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni). “Non c’è e non c’è mai stata un’inversione di linea di indirizzo politica sulla residenza anagrafica” afferma Manassero, che prima dell’elezione era stata assessore alle Politiche sociali nella seconda giunta Borgna. Di vero, semmai, c’è che sulle tempistiche si registra qualche intoppo. Questo perché a oltre vent’anni dall’istituzione del servizio - era il 2004 - è esploso il numero dei richiedenti. Gli stranieri vengono indirizzati al Punto Meet, gli altri invece seguono la trafila burocratica presso il Consorzio Socio Assistenziale e poi all’ufficio Anagrafe: “Su questo stiamo lavorando. L’altra mattina al Punto Meet le persone in attesa di colloquio erano solo tre, nell’Anagrafe invece c’è un collo di bottiglia”. C’è stata, comunque, una recente inversione di tendenza a fronte degli accertamenti: “Siamo arrivati ad avere 500 persone iscritte al nostro indirizzario: fatte alcune operazioni, come la verifica dei permessi di soggiorno, oggi sono ridotte a circa trecento”. Di marginalità si è parlato anche in un’altra interpellanza, quella di Mavy Civallero (SiAmo Cuneo) sul centro di accoglienza di via Bongiovanni. È la seconda, dopo una analoga presentata dalla consigliera nell’ottobre scorso: “L’assessore Olivero aveva illustrato una serie di interventi e misure, tra cui l’apertura di un centro diurno dotato di blocco docce, servizi igienici, deposito bagagli, lavanderia a gettoni, un presidio sanitario e altri servizi di supporto” ricorda Civallero. Si era parlato anche dell’impegno a spostare l’ingresso della Croce Rossa e del dormitorio su via Gobetti: “Ad oggi, tuttavia, nulla sembra essere cambiato in maniera significativa: i marciapiedi vengono utilizzati come bagni pubblici, gli ingressi dei palazzi sono trasformati in discarica a cielo aperto e continui episodi compromettono la tranquillità e la sicurezza dei residenti”. I cittadini starebbero valutando anche l’avvio di una raccolta firme in merito. A ciò si aggiunge, precisa l’esponente di centrodestra, “il problema dei frequentatori abituali della sala scommesse Goldbet di via Sobrero 4, davanti alla quale si verificano di frequente episodi di spaccio e litigi che rendono pericoloso il passaggio delle persone”. A rispondere è ancora la sindaca, menzionando l’imminente riunione di commissione con il Consorzio Socio Assistenziale di questo pomeriggio: “In via Bongiovanni c’è oggi un dormitorio gestito dalla Cri che è il primo servizio per tutti i senza fissa dimora nella nostra città. Con la chiusura dell’intervento avverrà anche l’inversione dell’ingresso. Il territorio circostante deve convivere con questa realtà, ma non deve subirla: ci sarà perciò un progetto di accompagnamento importante”. Dal punto di vista dell’ordine pubblico, segnala l’assessore alla Polizia Locale Cristina Clerico, negli ultimi mesi sono state effettuate attività di monitoraggio e controllo su diverse sale giochi in tutto il territorio comunale: “Le attività di verifica riguardano sia il rispetto delle normative vigenti che gli aspetti connessi alla sicurezza urbana e al contrasto di eventuali situazioni di irregolarità. L’attenzione è alta”.