Ben nascosta nelle pieghe del lungo ordine del giorno, nell’ultimo Consiglio comunale di Cuneo, c’era un’interpellanza il cui significato politico è degno di riflessione. Non foss’altro perché - fatto inconsueto - a firmarla è un intero gruppo di maggioranza, quello di Centro per Cuneo. Riguarda il futuro di Acda nella compagine di Cogesi, il subentrante gestore pubblico del servizio idrico provinciale. Ma anche qualcos’altro, ovvero la presenza, nella compagine sociale di Acda, di Gianluca Serale in veste di consigliere espresso dal Comune di Cuneo, socio di maggioranza col 40%. La questione per la verità si era già posta ai tempi della nomina avallata dalla sindaca Patrizia Manassero, nell’estate del 2024, e di nuovo un anno dopo. Se n’era occupato in un’interpellanza Giancarlo Boselli di Indipendenti, sollevando il tema del conflitto d’interessi “relativo”: ancorché qualificato - si tratta di un ingegnere ed esperto di fonti energetiche - Serale è condizionato dal suo ruolo di dipendente del gruppo Iren. A Boselli era stato risposto che si tratta di un’incompatibilità non assoluta, che precludeva cioè la possibilità di assumere incarichi direttivi in Acda ma non quella di far parte del cda. “Chiunque sia interessato alla questione si chiede perché abbia nominato una persona che non può fare niente” torna a domandare l’esponente dell’opposizione. La notizia, però, è che le stesse perplessità a quanto pare sono ora condivise anche dal gruppo più numeroso nella maggioranza di centro-centrosinistra. Il dossier scottante finisce in commissione “È legittimo chiedersi se sia opportuno che nel cda della principale società pubblica cuneese sieda un incaricato di Iren” afferma il capogruppo Vincenzo Pellegrino: “Anche quando non vi siano incompatibilità formali esiste un tema di terzietà e di serenità della governance”. Parole ponderate, le sue, condite da molti complimenti alla governance della società dell’acqua e dall’avvertenza che non si mette in dubbio il valore della nomina. Resta, comunque, il tema: “Chiediamo alla sindaca di chiarire quali valutazioni intenda fare su questo punto. Sarebbe utile, a due anni dalla nomina, audirlo insieme ai vertici della società: non per fare un processo, ma per fare chiarezza”. L’audizione ci sarà, rassicura la sindaca. In una riunione di commissione apposita, convocata anche per fare il punto su ciò che Acda si appresta a diventare adesso che Cogesi entra in campo davvero: “Acda deve restare un soggetto industriale forte, non deve diventare una semplice struttura operativa, perdere capacità progettuale o essere svuotata del proprio ruolo” avverte Pellegrino. Il subentro, ricorda la prima cittadina, verrà portato a termine “verso fine settembre o meglio ancora verso fine anno”. Nel frattempo si ragiona, senza rinnegare le scelte passate: “Il consigliere Serale possiede un curriculum importante. Nonostante il suo incarico lavorativo, l’obiettivo di pubblicizzazione rispetto a Iren si è raggiunto senza nessun inciampo”. L’ira delle opposizioni: “Attacco o ricatto” Parole, queste di Manassero, che suscitano le polemiche delle opposizioni, nette anche nel respingere l’operazione dei centristi: “Questa interpellanza appare come un attacco frontale alla sindaca, oppure un ricatto, e non può essere interpretata in altro modo” accusa Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), paragonandola all’“Aventino” dei centristi all’epoca delle nomine in Fondazione Crc. Non sfugge del resto che Serale in Acda occupa il posto che era stato di Beppe Delfino, coordinatore della lista di Centro, il quale ha mantenuto invece l’incarico di consigliere in Cogesi. “Ci sono crepe molto importanti che si vengono a creare” ribadisce Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), il quale punta il dito sul fatto che “si mette in risalto un conflitto di interessi da parte di una persona che ha un curriculum di alto valore e rispetto a cui, fino a poco tempo fa, la questione non sussisteva”. “Sembra quasi un libro di Kafka” ironizza Beppe Lauria (Futuro Nazionale), che aggiunge: “Ben venga il chiarimento che la sindaca dovrà dare. Penso sia opportuno farlo in commissione rispetto a delle accuse circostanziate che pone un capogruppo di maggioranza”. Boselli, manco a dirlo, canta vittoria: “Il problema politico è capire perché la sindaca metta un consigliere che non può fare il presidente, il vicepresidente e l’amministratore delegato. Quando l’ho proposto io mi avete risposto che non c’era incompatibilità: è evidente che, se la questione la pone il primo gruppo della maggioranza, diventa una questione politica di maggioranza”.