CUNEO - Sicurezza nei locali, l’appello del prefetto: “Tutti protestano, ma nessuno segnala. Aiutateci”

Più controlli nella “zona grigia” di chi fa ristorazione e intrattenimento. Nelle Langhe il record di sforamento della capienza: “C’erano 580 persone in una serata”

Andrea Cascioli 28/01/2026 14:10

Nessuna “stretta”, termine che non piace al prefetto di Cuneo Mariano Savastano, ma un’intensificazione dei controlli sulla sicurezza dei locali e delle manifestazioni pubbliche. Controlli che già c’erano, in realtà, ma che ora andranno a indagare in modo mirato su chi è già stato “pizzicato” in passato e in generale sulla “zona grigia” dei bar e ristoranti che sono attivi anche nell’intrattenimento. “Non è una dichiarazione di guerra, sia chiaro. Non vogliamo ‘colpire’ nessuno” si affretta a precisare il prefetto, che sul tema ha già programmato due giornate di formazione al Centro Incontri della Provincia. Una, il 4 febbraio, dedicata a comuni e pro loco. L’altra, in una data successiva dello stesso mese, a beneficio di uffici tecnici, consulenti, ordini professionali e polizie locali: “Le regole ci sono, ma le chiariremo ancora di più”. Nel frattempo, appunto, si preparano le ispezioni sul campo. “La nostra attenzione vuole andare su locali e baite che hanno già ricevuto controlli” spiega il prefetto: “Più volte sono state accertate presenze ben superiori alle capienze consentite. Da un verbale di Polizia Locale risulta che la scorsa estate, in un locale delle Langhe, i presenti erano 580 rispetto a una capienza molto inferiore”. In quell’occasione era stata interrotta la serata e sanzionato il titolare, ma risulta che lo stesso problema si sia ripresentato poco dopo. Nel locale erano state accertate anche carenze nella formazione degli addetti: un altro tema su cui le autorità non sono più disposte a derogare, dopo la strage del Le Constellation. Di tutto questo si è parlato nel pomeriggio di martedì, in una riunione del comitato ordine e sicurezza pubblica allargata all’ispettorato del lavoro, agli uffici ispettivi dell’Asl e alle categorie interessate. Ai comuni è stato chiesto di predisporre elenchi di pub, discoteche, sale da ballo e alberghi già interessati da esposti e segnalazioni o da precedenti irregolarità, verificando se gli adempimenti ci siano stati. I controlli futuri verranno riepilogati a cadenza trimestrale: “Farò una circolare ai sindaci e alle associazioni di categoria. - spiega Savastano - Ho chiesto al questore di approntare un tavolo tecnico per pianificare i controlli, per evitare sovrapposizioni ma soprattutto per la mappatura. Di qui a sette giorni voglio una mappatura che non sia un ‘elenco della lavandaia’”. “Alle associazioni di categoria - aggiunge - ho chiesto di intervenire in maniera forte: dinnanzi a disastri come questi la mera ‘sensibilizzazione’ mi sembra acqua fresca. Chiedo segnalazioni circostanziate, che non sono delazioni”. Perché la verità è che “tutti protestano ma nessuno segnala”: “In un anno e mezzo ho avuto una sola segnalazione dal Silb, il sindacato dei locali da ballo. Riguardava un locale di Prato Nevoso. L’ho verificata e ho chiamato i titolari e il sindaco per intervenire”. “Siamo ben lieti di partecipare, non faremo delazione ma sicuramente faremo il nostro compito fornendo informazioni utili che possano essere messe sul tavolo” fa sapere a questo riguardo il presidente provinciale dell’Associazione Albergatori, Giorgio Chiesa: “Ribadisco l’importanza della lotta all’abusivismo: se riusciamo a farci sentire presso i nostri associati, non possiamo farlo verso coloro che sistematicamente eludono. Ci sono casi anche tra gli alberghi e gli home restaurant. Questo aspetto non è marginale”. Una proposta degli albergatori, valutata con interesse dalle autorità di pubblica sicurezza, è quella di illustrare all’ingresso le misure di sicurezza, come si fa prima dei voli aerei. Nel frattempo, aggiunge Chiesa, il Silb ha già predisposto un elenco di locali “attenzionati” che saranno sollecitati dall’associazione di categoria prima di essere interessati dai prossimi controlli. L’appello a sentirsi “tutti controllori della sicurezza” è esteso anche ai comuni cittadini: chi ha il dubbio che in un locale ci siano troppe persone o manchino uscite di sicurezza sufficienti si senta in diritto di farsi sentire, nelle dovute forme. “Sono disponibile a ricevere tutte le segnalazioni qualificate, - precisa il prefetto - con nome e cognome di chi scrive: non per sentito dire ma per visione diretta”.