Ripensare la sicurezza dopo l’incubo di Crans Montana: sindaci e pro loco all’“adunata”
Il 4 febbraio l’evento voluto dal prefetto: “Anche a Cuneo troppi bar diventano locali da ballo. Le candele pirotecniche? Sono già vietate, non servono ordinanze”Bando alle formalità, come si dice, ma soprattutto all’idea che la sicurezza dei locali e degli eventi si risolva firmando un certo numero di scartafacci: “La sicurezza non è burocrazia. Non è approntare un modulo, ma una serie di misure” dice il prefetto Mariano Savastano, presentando l’iniziativa messa a punto per il prossimo 4 febbraio, insieme ai sindaci e ai presidenti delle pro loco cuneesi.
Con lui i massimi vertici della sicurezza provinciale, il comandante dei vigili del fuoco Calogero Daidone, il questore Rosanna Minucci e il tenente colonnello Daniele Riva in rappresentanza dei carabinieri, nonché l’assessore cuneese alle Manifestazioni Sara Tomatis. Si parla di quel che accadrà mercoledì della settimana prossima, al Centro Incontri della Provincia, come “un momento di confronto a più voci sul tema della sicurezza nell’organizzazione di eventi pubblici e pubbliche manifestazioni”. Tra i relatori sono attesi anche i sindaci di Cuneo e Alba Patrizia Manassero e Alberto Gatto, il perito industriale Claudio Guasco (già presidente del collegio nazionale dei periti), il direttore della centrale operativa del 118 Giovanni Marraccini, il coordinatore nazionale del sindacato locali da ballo Silb Giampaolo Scagliola, un secondo professionista e due rappresentanti di pro loco.

“Non vogliamo parlarci addosso, ma testare le sensibilità” spiegano gli organizzatori. Sono già numerose le richieste di partecipazione arrivate da uffici tecnici, polizie locali, segretari comunali e anche da un ordine professionale: “L’evento del 4 è dedicato agli amministratori, ma ripeteremo l’iniziativa la settimana successiva per queste categorie” assicura il prefetto. L’iniziativa era stata pensata a dicembre, la strage di capodanno in Svizzera l’ha resa tragicamente urgente: “Anche in provincia di Cuneo - avverte Savastano - accade che i bar si trasformino in locali da ballo, eludendo la normativa. Dinnanzi a fatti gravi come quelli successi in Svizzera ci si chiede se ci sia piena consapevolezza dei rischi, ma la consapevolezza da sola non è sufficiente: ha bisogno di preparazione adeguata”.
Una riunione del comitato ordine e sicurezza pubblica, fissata nel tardo pomeriggio odierno, ha all’ordine del giorno proprio la programmazione dei controlli. In quelli effettuati nel corso 2025, fa sapere il prefetto, “abbiamo trovato addetti non formati in alcuni locali”. Ma non solo: “Anche a Cuneo ci sono un certo numero di violazioni sul mancato rispetto della capienza, o l’insufficiente presenza di addetti alla sicurezza. Cose a mio giudizio gravi”. C’è anche una deplorevole tendenza al “copia incolla” nei piani di sicurezza che vengono forniti alle autorità: “Ci arrivano a volte dei piani con l’indicazione dell’anno precedente: è sintomo di sottovalutazione. Se non vogliamo essere ipocriti nel piangere morti e feriti dobbiamo muoverci prima”.

A volte, aggiunge il capo della Prefettura, giungono anche proteste per la burocrazia o per gli adempimenti “sproporzionati” che sarebbero richiesti: “Ho sentito dire da qualcuno che non si può chiedere lo stesso livello di adempimenti a una piccola festa di paese o a un grande concerto. Affermazioni come questa sono sbagliate e anche fuorvianti. Il processo di valutazione che invoco porta proprio al risultato opposto: ogni manifestazione è connotata da un livello di rischio ed è evidente che le misure saranno proporzionate”. Il riferimento è - tra l’altro - alla polemica sul concerto di Anna Pepe a Prato Nevoso, che a fine 2024 aveva visto la direzione del complesso turistico polemizzare con Savastano: “Si sono presentati ottomila ragazzi a fronte di quattromila preventivati: è chiaro che quel modello non poteva reggere”.
Una piccola tirata d’orecchie istituzionale arriva, stavolta, al sindaco di Limone Piemonte Massimo Riberi, autore di un’ordinanza con cui si impone il divieto di utilizzo di fiamme libere e candele pirotecniche nei locali. Ma questo lo impone già la normativa attuale, ricorda il prefetto: “Ai sindaci diremo che se un divieto c’è già va fatto il controllo e va fatto rispettare, non serve ‘rimarcare’”.

“Non c’è attività senza rischio, il ‘rischio zero’ non esiste” conferma il comandante dei vigili del fuoco, a proposito delle preoccupazioni sugli eventi “minori” e le serate di bar e ristoranti. Lo ribadisce il questore: “Spiace sentirsi dire da qualche sindaco ‘come faccio a dire ai miei concittadini che non consento lo svolgimento dell’evento’: laddove c’è un no, è un no dettato da un’attenta valutazione sulla sicurezza”. Cosa fare, allora, per evitare di scontrarsi con i divieti? Lo spiega il tenente colonnello Riva: “Iniziare per tempo le valutazioni, evitare pressapochismi e stare attenti ai costi, ma soprattutto pensare alle eventuali conseguenze che spesso, nei piani che ci vengono inviati, abbiamo visto essere mancanti. Da parte nostra non c’è nessuna volontà persecutoria o inquisitoria, ma di massima collaborazione”.
“I casi che sono arrivati alla valutazione del comitato hanno sempre avuto prescrizioni, non un ‘no’ secco” annuisce il prefetto. Varrà anche per il prossimo futuro, quello del “dopo Crans Montana”: “Non ci sarà nessuna ‘stretta’, ma controlli rigorosi che chiederò in primis ai comuni”.

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