I cantieri, si sa, possono creare fastidi a chi se li trova sotto o dentro casa: fra rumori, polveroni e fibrillazioni c’è l’imbarazzo della scelta. In questo caso a creare disagio, alla maggioranza ma anche alle opposizioni, è l’appello lanciato la scorsa settimana dagli artefici del Cantiere civico e sottoscritto da cinque consiglieri dell’attuale coalizione di governo cuneese. “La tenuta della maggioranza non è in discussione” “Penso che il comunicato che annuncia il Cantiere civico alla vigilia del Consiglio comunale non fosse casuale” osserva Patrizia Manassero in apertura della stessa seduta consiliare. A ben poco valgono le rassicurazioni fornite dal “capo cantiere”, il leader di Centro per Cuneo Vincenzo Pellegrino, che aveva aperto assicurando che “la nascita del cantiere civico non rappresenta una minaccia ma un valore aggiuntivo per la città, è uno spazio di incontro tra l’esperienza di chi ha amministrato per quasi vent’anni e le nuove energie della società civile”. Dietro alle dichiarazioni di principio c’è la sostanza: un appello sottoscritto da tre esponenti centristi (Serena Garelli e Ettore Grosso oltre allo stesso Pellegrino), da due indipendenti di centrosinistra (Domenico Giraudo e Nino Pittari), da una nutrita pattuglia di fuoriusciti del Pd e soprattutto da un papabile sindaco, Enrico Collidà, attorno alle cui mosse si appuntano tutti gli sguardi ormai da mesi. “Vogliamo sgombrare il campo da ogni equivoco strumentale” premette Pellegrino: “La tenuta della maggioranza non è in discussione, abbiamo sottoscritto un programma nel 2022 e lo porteremo a compimento. Confondere la nascita di una visione per il futuro con la volontà di paralizzare il presente è un errore logico e una forzatura politica inaccettabile”. Alla sindaca e alla giunta, conclude, “rinnoviamo l’invito a proseguire l’impegno amministrativo con assoluta serenità”. Assonanza funesta, se qualcuno ricorda cosa successe dopo un analogo viatico di Renzi al governo Letta. “Contano la coerenza e il rispetto della parola” “Le spinte e i ceffoni possono arrivare sia di qui che di là, forse un po’ più di quanti me ne immaginavo” ammette da par suo la sindaca, lanciando un ultimatum: “Forse una cosa la devo aggiungere rispetto agli interventi rassicuranti che ho sempre fatto: non ho intenzione di farmi logorare ulteriormente. Siamo nell’ultimo tratto, abbiamo capitoli importanti da chiudere e non si tratta di tagliare nastri ma di dare risposte ai cittadini e al grande lavoro fatto dalla struttura del Comune”. Parole che pesano, anche perché in giunta, almeno per ora, nulla si è mosso: come già accaduto dopo l’altro e più clamoroso “strappo”, quello relativo alle nomine in Fondazione Crc. La capogruppo del Partito Democratico Claudia Carli interviene “a nome dei gruppi di maggioranza” (Centro per Cuneo compreso, fino a prova contraria) per richiamare al fatto “che in politica contino la coerenza e il rispetto della parola data”: “Abbiamo imparato a nostre spese che i cantieri si possono anche cambiare in corso d’opera, ma cambiare le casacche troppo spesso, prima che la partita sia finita, può creare solo una gran confusione, e si rischia di lasciare i cittadini a chiedersi chi stia davvero giocando per la stessa squadra”. “In Consiglio subalternità a figure esterne” Se questo è il clima nella maggioranza, si può immaginare quale sia la temperatura, non solo quella esterna, sui banchi dell’opposizione. Giancarlo Boselli (Indipendenti) osserva che “la sindaca è impegnata un giorno sì e un giorno no in dichiarazioni pubbliche sulle vicende interne dei gruppi che la sostengono ed è evidente la perdita di fiducia che investe il Comune. Si rischia il dissesto finanziario, non siete solo in preda a una crisi politica”. Ancora più netto è Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) nel tacciare di “irresponsabilità politica” l’iniziativa politica dei consiglieri coinvolti: “A rendere inaccettabile la condotta è la loro totale subalternità all’ingerenza di figure esterne al consiglio, soggetti mossi da forti ambizioni personali il cui unico obiettivo è posizionarsi per occupare in futuro le cariche cittadine: stanno usando questi consiglieri come veri e propri ‘detonatori interni’”. “Dovreste dimettervi e far venire meno l’appoggio a questa maggioranza, perché questo è il modo corretto di fare politica” esorta Beppe Lauria (Futuro Nazionale): “Dite davvero alla cittadinanza da che parte state, i vostri assessori sono su questi banchi insieme al vostro sindaco”.