Collidà apre il “cantiere civico”, avviso di sfratto per Manassero
La nuova aggregazione è pronta a lanciare nella corsa a sindaco il presidente di La Gemma Venture. E come ai tempi di Borgna nel calderone c’è un bel pezzo di (ex) PdL’appello è circolato, non si sa quanto strategicamente, alla vigilia di un vertice di maggioranza che si può immaginare abbia avuto connotati funerei. Non è ancora l’annuncio ufficiale della discesa in campo di Enrico Collidà per le comunali 2027, ma poco ci manca.
In calce ci sono le firme di venti padri e madri nobili, molti con trascorsi politici anche di rilievo: ci sono la bellezza di cinque consiglieri in carica - tutti di maggioranza - quasi equamente ripartiti fra il gruppo di Centro per Cuneo (il capogruppo Vincenzo Pellegrino, i consiglieri Serena Garelli ed Ettore Grosso) e i fuoriusciti del Pd, Domenico Giraudo e Antonino Pittari. Se fossero un gruppo, tanto per capirci, sarebbero già oggi il secondo più rilevante alle spalle proprio dei centristi. Ma oltre alle firme vanno contate le adesioni, che si può supporre siano molto più ampie, anche sui banchi consiliari.
Non manca un bel pezzo di società civile rappresentata da Gian Marco Genta (figlio del defunto presidente di Crc Giandomenico e a capo della fondazione che porta il suo nome), dalla ex campionessa di ginnastica ed ex consigliera di Fondazione Crc Claudia Martin, dall’organizzatore della Fausto Coppi Davide Lauro, con la docente di liceo Monica Gallanti, l’imprenditore Beppe Costantino, Luca Lazzari, Nicla Polosa, Giovanni Bonelli.

Insieme i “costituenti” annunciano il varo di “un nuovo progetto politico, che mantenga le radici nell’esperienza amministrativa degli ultimi 20 anni, ma che possa accogliere nuove energie provenienti dalla società civile e da chi ha condiviso un cammino politico, pur senza impegnarsi direttamente”. Detto in altri termini, l’ancoraggio resta quello del centro-centrosinistra, ma con protagonisti diversi: “Apriamo un ‘cantiere civico’ con l’intento di creare un luogo di incontro e di dialogo tra chi ha amministrato negli ultimi anni - e può mettere a disposizione la propria esperienza - e chi si appresta a lanciarsi in una nuova avventura politica, non potendo che trarre vantaggio dal confronto”.
Fra le righe si intuisce qualcosa di rilevante sulla connotazione del programma e non solo. Per esempio l’esortazione che “Cuneo deve imparare ad esercitare realmente il ruolo di capoluogo di provincia e per fare ciò deve ripensare e migliorare il proprio rapporto di collaborazione con gli altri enti, come ad esempio la Fondazione Crc e l’Università; deve rilanciare le proprie società partecipate, deve essere protagonista delle politiche nei settori dell’idrico, dei rifiuti, dell’energia; deve relazionarsi al meglio con lo straordinario mondo del volontariato; deve saper armonizzare la programmazione degli eventi”. Il cenno alla fondazione, storico crogiuolo di sindaci e trampolino di lancio di Collidà - che ne è stato consigliere ed è oggi a capo di La Gemma Venture, la società di investimenti di palazzo Vitale - appare emblematico.

“Siamo partiti in pochi, ma giorno dopo giorno si aggregano persone che hanno voglia di progettare la Cuneo del domani” prosegue l’appello, invocando in chiusura “un approccio pragmatico e non ideologico, orientato a perseguire la crescita e il benessere della nostra comunità”.
Scorrendo i nomi risalta, come si è detto, la presenza dei centristi. Ma più ancora quella di personalità del centrosinistra cittadino che nello stesso Partito Democratico hanno ricoperto, fino a ieri, ruoli di primo piano: l’ex segretario Paolo Cattero, l’ex capogruppo consiliare Carmelo Noto, l’ex enfant prodige del gruppo dem Simone Priola, oltre ai citati Giraudo e Pittari. Ci sono poi il consigliere nazionale delle Acli Simone Carluzzo che si è fatto le ossa tra consulta giovanile e comitato di quartiere prima di lanciare l’effimera Rigenerazione, Giovanni Longo che è stato portavoce di Cuneo Solidale e referente di Demos, Max Caramazza, oggi consulente del presidente della Regione Cirio per la disabilità ma in passato candidato dem.

Persone che per motivi vari - alcune sbattendo la porta, altri salutando con garbo - si sono allontanate dal Pd a trazione gribaudiana di Patrizia Manassero. Che poi, inutile nasconderlo, è il bersaglio grosso dell’operazione. Tutto lascia presagire che il “cantiere civico” di Collidà avrà una solida sponda sul versante sinistro, destinata con ogni probabilità a coagularsi in un progetto autonomo - non dissimile da quel che fu la lista dei Democratici per Cuneo nella prima coalizione di Federico Borgna. Il ritorno al 2012, un incubo che i dem, di nuovo spinti all’angolo, avrebbero voluto scongiurare in ogni modo.
Resta da capire cosa faranno le altre liste di maggioranza. La presa di Pellegrino sul pattuglione di Centro per Cuneo fa supporre un’adesione in blocco al progetto. Cuneo Civica dovrebbe facilmente accodarsi, mentre sembra essere più in bilico tra vecchie e nuove alleanze, al momento, la posizione di Cuneo Solidale Democratica. Bisognerà certo considerare le opzioni di chi oggi sta in giunta: pare che il candidato sindaco in pectore, a dispetto delle rassicurazioni “continuiste”, coltivi ambizioni di palingenesi per la prossima amministrazione. La sua non sarebbe insomma la forattiniana “fotocopia di governo”. Ma questo dipenderà anche dalle urne in un’elezione, quella comunale, dove i voti vanno contati uno per uno, prima di pesarli.

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