CUNEO - La postura di domani

Appuntamento con la rubrica “Vivi Meglio”, curata questa settimana dallo staff di ViaLibera Cuneo

Redazione 21/07/2026 10:30

E se molti problemi posturali degli adulti iniziassero nei primi mesi di vita?  Quando pensiamo alla postura, sentiamo immediatamente risuonare il rimprovero della mamma per il dorso curvo, le spalle chiuse, la testa anteposta, o al contrario rivediamo vivido davanti ai nostri occhi l’atteggiamento fiero, la pancia in dentro e il petto in fuori, il mento all’insù di quel ragazzino che a 15 anni si distingueva dal gruppo proprio per la sua “bella postura”... Difficilmente colleghiamo questi ed altri atteggiamenti posturali, con i sintomi e dolori ad essi correlati, ai primi mesi di vita di un bambino, né tanto meno ci domandiamo chi controlla il tono della nostra muscolatura profonda, e quindi la “forma” che il nostro corpo assume esteriormente. Eppure il nostro corpo inizia a costruire la propria postura molto prima di stare seduto a una scrivania, prima di portare dal lunedì al venerdì lo zaino pieno di libri e prima di iniziare a fissare lo schermo di un cellulare o di un pc per svariate ore al giorno. Attivi fin dalla vita intrauterina, infatti, i primi "programmi" del nostro cervello in fatto di controllo motorio e posturale sono i riflessi primitivi, mentre le spie che ci informano di cosa accade nell’ambiente circostante sono i recettori (occhio, orecchio, bocca, organo dell’equilibrio, piedi, pelle).  Riflessi primitivi, che cosa sono?  Alla nascita, ogni bambino mette in atto una serie di movimenti automatici: ad uno stimolo, cioè, corrisponde una risposta involontaria sempre uguale, come ad esempio ruotare il capo verso la fonte di cibo, stringere con la manina ciò che stimola il palmo della mano, piangere ed aggrapparsi se avverte la testa cadere all’indietro. Questi movimenti sono indispensabili per la sopravvivenza e sono gestiti da riflessi (ovvero circuiti neurologici che permettono reazioni rapidissime perché non modulate) detti primitivi, poiché presenti già alla nascita.  Questi riflessi aiutano il neonato a costruire il controllo del proprio corpo, a sviluppare il tono muscolare, a percepire lo spazio, a organizzare l'equilibrio e a prepararsi alle grandi conquiste dei primi anni di vita: rotolare, strisciare, gattonare, stare seduto, camminare.  Con il passare dei mesi questi automatismi dovrebbero lasciare gradualmente il posto a movimenti sempre più volontari e raffinati: la mobilità crociata (destra - sinistra) e segmentale (testa, arti superiori e inferiori indipendenti), la coordinazione occhio - mano, la mobilità fine a livello manuale e orale. Questo processo prende il nome di integrazione dei riflessi primitivi ed è una delle tappe fondamentali dello sviluppo neurologico: da questo dipende la capacità di apprendere gesti sportivi e artistici, lettura, scrittura, pronuncia e articolazione corretta delle parole. Ogni fase rappresenta infatti un piccolo mattone che prepara quella successiva: se la base è stabile, tutto ciò che verrà dopo potrà svilupparsi in modo più armonico. Se invece qualcosa non si organizza nel modo migliore, il corpo farà ciò che sa fare meglio: adattarsi.  Talvolta, nel corso dello sviluppo, alcuni riflessi non vengono integrati nel modo corretto e il bambino, continuando a crescere, inizia inconsapevolmente a utilizzare strategie di compenso. È un po' come costruire una casa su fondamenta leggermente irregolari: la casa rimane in piedi, ma con il tempo alcune pareti potrebbero mostrare piccole crepe.  Il nostro cervello, ed il nostro corpo di conseguenza, è straordinariamente capace di compensare: tuttavia questi adattamenti sono di fatto vie più lunghe e tortuose per giungere al medesimo obiettivo. Ogni azione che compiamo, infatti, motoria o cognitiva che sia, richiede l'integrazione di numerosi sistemi: vista, equilibrio, sensibilità corporea, muscoli e connessioni neuronali che mettono ogni distretto in comunicazione con gli altri. Quando  questa organizzazione richiede uno sforzo maggiore, come nel caso in cui uno o più tra i riflessi primitivi non abbiano completato il loro percorso di maturazione, il sistema nervoso può dover dedicare più risorse al compenso dei “tasselli mancanti”. Per alcuni bambini (ma anche adulti!) questo può tradursi in una maggiore fatica durante attività che richiedono coordinazione, attenzione prolungata o organizzazione del movimento.  È importante sottolineare che questi aspetti possono avere molte cause diverse e che la presenza di riflessi primitivi attivi non rappresenta, da sola, una spiegazione o una diagnosi. Tuttavia, la loro valutazione può offrire informazioni e strumenti in più per “alleggerire” un sistema in difficoltà, insieme ad un attento monitoraggio dei recettori e del loro funzionamento durante la crescita.  Informazioni 24 ore su 24: i recettori  I nostri recettori sono le spie che informano costantemente il cervello, da svegli e nel sonno, di quanto accade nell’ambiente circostante e all’interno del corpo stesso. Va da sé che accertarsi regolarmente della corretta “taratura” dei nostri sensori permette al corpo in crescita di organizzarsi con più simmetria ed equilibrio e raggiungere una migliore stabilità.  In alcuni nostri articoli precedenti trovi approfondimenti riguardo la relazione della postura con tutti i recettori principali (link), con l’occhio in particolare (link) e con il sistema fasciale (link).  Investire sulla postura di domani  La prevenzione significa non aspettare che arrivi il dolore, ma osservare come il bambino sta crescendo, come utilizza il proprio corpo e se le tappe dello sviluppo stanno costruendo basi solide per le future abilità complesse. Il professionista osteopata o il terapista della neuropsicomotricità può essere di sostegno e di aiuto al genitore in questo monitoraggio dell’aspetto recettoriale e di integrazione dei riflessi primitivi.  Una valutazione neuromotoria può essere particolarmente utile quando il bambino presenta, ad esempio: 

Naturalmente, la presenza di uno o più di questi aspetti non indica necessariamente un problema neurologico, bensì un motivo per approfondire con una valutazione professionale, così da comprendere meglio il funzionamento del sistema nel suo insieme. La forza della plasticità L'infanzia è il periodo in cui il cervello possiede la più grande capacità di adattarsi, imparare e riorganizzarsi. 
Per questo motivo riconoscere precocemente eventuali immaturità permette di proporre percorsi personalizzati basati su esercizi specifici, attività motorie e, nei casi indicati, trattamenti manuali integrati all'interno di un progetto riabilitativo.  L'obiettivo non è "correggere" il bambino, ma accompagnarne lo sviluppo nel modo più armonico possibile.  Vialibera promuove un approccio alla salute che intreccia posturologia, osteopatia, movimento, alimentazione e scienze orientali applicandolo a tutte le fasce di età, dai 9 mesi ai 120 anni! L'articolo è stato redatto da Marianna Rebuffo e Valeria Milanesio, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera è la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all’avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale. Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.