È l’addio più commosso, quello che gli amici del diciassettenne Francesco Foglino, per loro Checco, affidano alla pagina social del liceo “Cocito”. Francesco era uno studente dello scientifico di Alba, al quarto anno di scienze applicate. Amava le scienze, in particolare la fisica, che avrebbe continuato a studiare all’università se ne avesse avuto il tempo. La sua vita invece si è spezzata nella notte di domenica insieme a quella del papà, il 57enne Paolo, che ad Alba conoscevano tutti: aveva gestito prima uno storico negozio di dischi, poi, insieme a due soci, l’Osteria dei sognatori. A provocare la morte dei due, probabilmente, un avvelenamento che ha avuto origine dalla caldaia. “Ci sono persone che stupiscono ogni giorno e Checco è una di quelle” dicono i compagni di scuola, dipingendo un ritratto vivido del loro coetaneo: “Ti stupiva per la sua voglia di vivere, ti stupiva perché sapeva sempre trovare qualcosa di positivo, ti stupiva perché aveva una sete di giustizia enorme, ti stupiva perché sapeva chiedere scusa ed ammettere le proprie responsabilità con un senso civico fuori dal normale. Il suo ricordo non può che strappare un sorriso, anzi più di uno, per tutte le volte che ci ha contagiato con la sua spensieratezza e la sua voglia di scherzare, di stare con gli altri e di fare festa, senza comunque dimenticare che anche nei momenti difficili era pronto a far sentire la sua vicinanza, in parole povere un vero compagno di viaggio”. Le ultime parole sono per lui, per Checco: “Fai buon viaggio e, come sapevi fare all’osteria, prepara un posto anche per noi, magari senza esagerare con quella bevanda gassata che tanto ti piaceva”.