Uccisi dal gas nel sonno: la tragedia di Paolo e Francesco a Guarene
Il papà era un “oste” conosciuto da tutti ad Alba, il figlio diciassettenne uno studente di talento: “Amava la fisica e sognava una società più giusta”Sono morti insieme nel sonno, Paolo Foglino e il figlio Francesco, uccisi dal monossido di carbonio nella loro abitazione di Guarene. La probabile causa del decesso è legata al malfunzionamento di una caldaia a metano, ma saranno i riscontri dei vigili del fuoco e dei carabinieri a fare luce sulla tragedia.
A dare l’allarme, questa mattina, era stata una parente, zia e sorella delle vittime. Arrivati sul posto, i soccorritori hanno trovato i corpi ormai senza vita del padrone di casa, 57enne, e del figlio diciassettenne. Abitavano nella frazione di Castelrotto, a una mancata di chilometri da Alba, dove Paolo Foglino era molto conosciuto come ristoratore. Insieme a due soci gestiva l’Osteria dei sognatori, uno dei ritrovi gastronomici più amati nella capitale delle Langhe.
Era anche una persona attiva nel mondo del volontariato, ricorda il sindaco Alberto Gatto: “Spesso lo si vedeva per le vie del centro accompagnare ragazzi in difficoltà. Paolo Foglino e la sua famiglia sono sempre stati un valore aggiunto per la nostra comunità, persone attive in città, conosciute e disponibili”. Il padre di Paolo, Franco, ex dirigente della Ferrero, in passato vicesindaco ed assessore ad Alba, e la madre Annamaria Cane avevano già affrontato nel 2022 la tragica scomparsa di un altro figlio, Francesco. Viveva da vent’anni in Bolivia dove lavorava come educatore sportivo e aveva fondato la onlus Apea. Appena ieri ad Alba si era svolta la seconda edizione del torneo benefico di pallavolo organizzato in sua memoria.
Anche il giovane Francesco era impegnato nello sport, come componente della sezione arbitri dell’Aia di Alba-Bra. Frequentava il quarto anno del liceo scientifico, al “Cocito” di Alba: “Ha lasciato un segno indelebile in molti di noi, iniziando dai compagni della 4D scienze applicate per passare agli amici delle altre classi, ai docenti, alla sottoscritta e al personale tutto” ricorda in un messaggio la dirigente scolastica Anna Viarengo.
“Qui al liceo - aggiunge la preside - ha confermato e approfondito la sua passione per la fisica, strada che voleva intraprendere nel futuro, portando avanti nel contempo un costante impegno dentro e fuori la scuola, a dimostrazione di un senso civico serio e di una passione reale per le cose del mondo, desideroso di costruire una società più equa”. “Aveva un’intelligenza rara per la sua età, era un ragazzo che partecipava attivamente alla vita della comunità” conferma il sindaco di Guarene, Simone Manzone, che è stato tra i primi ad accorrere sul posto dopo la tragica notizia: il diciassettenne, ricorda, faceva parte del circolo Il Teatrino ad Alba, uno spazio dedicato alle arti performative, mentre a Guarene aveva aiutato a portare avanti la progettazione partecipata del Progetto Snodi, animando le giornate de “La Guarene che vorrei”.
Al momento non è ancora fissata la data delle esequie. L’abitazione in cui sono avvenuti i decessi è stata posta sotto sequestro per consentire di completare gli accertamenti.
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