<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/rubriche/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/rubriche/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Rubriche che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 13:05:09 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/rubriche/]]></link></image><item><title><![CDATA[Il programma GOL accompagna 324mila persone in percorsi di inserimento al lavoro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-programma-gol-accompagna-324mila-persone-in-percorsi-di-inserimento-al-lavoro_124489.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-programma-gol-accompagna-324mila-persone-in-percorsi-di-inserimento-al-lavoro_124489.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124489/154047.jpg" title="Incontro “Abbiamo fatto… GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte”" alt="Incontro “Abbiamo fatto… GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte”" /><br /><p>L&rsquo;incontro &ldquo;Abbiamo fatto&hellip; GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte&rdquo;, svoltosi ieri, luned&igrave; 20 luglio, nella Sala Trasparenza della Regione Piemonte, &egrave; stato l&rsquo;occasione per presentare i risultati di un modello di collaborazione nato nell&rsquo;ambito del programma nazionale Garanzia di occupabilit&agrave; dei lavoratori (GOL), finanziato dal Pnrr. L&rsquo;iniziativa ha contribuito a rafforzare il sistema regionale delle politiche attive del lavoro, puntando sulla sinergia tra Centri per l&rsquo;impiego ed enti accreditati per la formazione e i servizi al lavoro, coordinati dalla Regione Piemonte, che hanno accompagnato oltre 324 mila persone in percorsi di inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro.</p>
<p>Che cosa rimane di un programma quando i target sono stati raggiunti? In Piemonte, il programma GOL lascia in eredit&agrave; molto pi&ugrave; dei lusinghieri risultati conseguiti. Lascia una rete di servizi pi&ugrave; integrata, un patrimonio di competenze condivise e un modello di collaborazione stabile tra soggetti pubblici e privati, che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema regionale delle politiche attive del lavoro.</p>
<p>&Egrave; questo il messaggio emerso nel corso dell'incontro di ieri organizzato da Regione Piemonte come occasione di restituzione e valutazione di un percorso che, negli ultimi quattro anni, ha coinvolto istituzioni, operatori e territori nella costruzione di un sistema capace di rispondere in modo sempre pi&ugrave; efficace ai bisogni delle persone che necessitavano di un rinforzo della loro occupabilit&agrave;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124489/small_154052.jpg" alt="Incontro &ldquo;Abbiamo fatto&hellip; GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte&rdquo;" loading="lazy"></p>
<p>Il coordinamento assicurato da Regione Piemonte ha favorito la costruzione e il continuo efficientamento di un sistema nel quale Agenzia Piemonte Lavoro, l&rsquo;ente strumentale regionale che coordina i Centri per l'impiego, insieme a enti di formazione e agenzie per il lavoro accreditate, hanno operato in modo integrato, valorizzando le rispettive competenze e sviluppando modalit&agrave; di intervento sempre pi&ugrave; coordinate. Un processo che ha richiesto un importante investimento organizzativo e culturale, e che oggi costituisce uno degli esiti pi&ugrave; significativi dell'intero programma, andando ben oltre i risultati raggiunti.</p>
<p>Da un lato i numeri confermano l'efficacia di questo modello. Dall'avvio del programma sono state infatti raggiunte 324.647 persone, delle quali 266.184 sono diventate beneficiarie dei percorsi GOL e 79.616 hanno partecipato ad attivit&agrave; formative o tirocini. Il Piemonte ha inoltre superato tutti i target previsti dal Pnrr, registrando oltre 22 mila beneficiari e oltre 22 mila persone formate in pi&ugrave; rispetto agli obiettivi assegnati.</p>
<p>La provincia di Cuneo ha contribuito in modo significativo a questo risultato, con 40.608 persone raggiunte, 34.903 beneficiari, 8.921 cittadini coinvolti in percorsi di formazione e tirocinio e un tasso di esito occupazionale del 49,5%.</p>
<p>Ma dietro questi risultati c&rsquo;&egrave; la capacit&agrave; della rete di costruire percorsi realmente personalizzati, calibrati sulle caratteristiche e sui bisogni delle persone. Il programma ha coinvolto, infatti, una platea ampia ed eterogenea: donne, che rappresentano oltre la met&agrave; dei partecipanti (54,2%), giovani under 30 (28,6%), lavoratori over 55 (21,4%), persone percettrici di misure di sostegno al reddito, e cittadini privi di qualsiasi beneficio economico . Una pluralit&agrave; di situazioni che ha richiesto approcci differenziati, orientamento specialistico, accompagnamento e opportunit&agrave; formative costruite su misura.</p>
<p>Anche gli esiti occupazionali confermano la solidit&agrave; del modello piemontese. Oltre il 56% delle persone prese in carico ha trovato un'occupazione, mentre oltre il 40% ha ottenuto un rapporto di lavoro stabile. Particolarmente significativi risultano i risultati conseguiti dai giovani under 30, che registrano tassi di inserimento (oltre il 60%) superiori alla media regionale, a conferma dell'efficacia dei percorsi di accompagnamento e formazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124489/small_154047.jpg" alt="Incontro &ldquo;Abbiamo fatto&hellip; GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte&rdquo;" loading="lazy"></p>
<p>Le testimonianze video proposte durante l'incontro hanno, inoltre, restituito la dimensione pi&ugrave; autentica del programma. Accanto agli indicatori quantitativi &egrave; emerso infatti il valore quotidiano del lavoro svolto dagli operatori: la capacit&agrave; di ascoltare, comprendere e accompagnare le persone lungo percorsi spesso complessi di reinserimento lavorativo, costruendo relazioni di fiducia e promuovendo un approccio sempre pi&ugrave; centrato sulla persona, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilit&agrave;.</p>
<p>L'incontro si &egrave; concluso con uno sguardo rivolto al futuro. Il lascito del programma GOL non risiede soltanto nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pnrr, ma nella costruzione di un sistema pi&ugrave; maturo, che continuer&agrave; a rappresentare un patrimonio strategico per le politiche attive del lavoro in Piemonte e una base solida sulla quale sviluppare le future iniziative a sostegno dell'occupazione, della formazione e dell'inclusione.</p>
<p>Un'eredit&agrave; che &egrave; infatti anche il racconto di una capacit&agrave; amministrativa e organizzativa costruita da Regione Piemonte insieme ai Centri per l'impiego e all'intera rete degli operatori, e che costituisce oggi un modello di collaborazione e innovazione al servizio delle persone e dei territori. Un percorso reso possibile anche da un approccio fondato sulla conoscenza. Per la prima volta &egrave; stato possibile seguire puntualmente i percorsi, comprendere ci&ograve; che funzionava e intervenire tempestivamente su ci&ograve; che richiedeva miglioramenti, grazie a un sistema di monitoraggio integrato: una vera e propria cultura della valutazione, orientata all'apprendimento e al miglioramento continuo.</p>
<div>"L'evento ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato, celebrare i traguardi raggiunti dal programma GOL grazie alla sinergia tra servizi pubblici, privati ed enti di formazione della Regione Piemonte; dall'altro, tracciare le prospettive future in vista della conclusione del piano. Nello specifico, ci siamo confrontati sull'impiego completo delle risorse assegnate alla nostra Regione &mdash; pari inizialmente a 294 milioni di euro e successivamente incrementate di ulteriori 15 milioni in virt&ugrave; degli eccellenti risultati conseguiti. Nel corso dei lavori abbiamo rivolto un sentito ringraziamento ai rappresentanti delle istituzioni nazionali per il costante supporto, tra cui l'on. Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, e il Direttore dell&rsquo;Unit&agrave; di Missione PNRR del Ministero del Lavoro. Il confronto con gli operatori e le parti sociali ci ha permesso di delineare gli scenari del &ldquo;dopo GOL&rdquo;, ponendo le basi per nuove politiche della formazione e dell'occupazione basate sui dati e concretamente orientate ai bisogni dei cittadini", sottolinea&nbsp;<strong>Gianni Bocchier</strong>i, direttore di Istruzione, formazione e lavoro di Regione Piemonte.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>"L'esperienza di GOL ha consentito di consolidare un metodo di lavoro condiviso tra i soggetti della rete regionale, nel quale i Centri per l'impiego hanno svolto un ruolo di coordinamento operativo e di connessione tra i diversi attori coinvolti. Un modello organizzativo che rappresenta oggi una solida base per le future politiche attive del lavoro in Piemonte", commenta <strong>Erminia Garofalo</strong>, direttore di Agenzia Piemonte Lavoro.</div>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124489/small_154050.jpg" alt="Incontro &ldquo;Abbiamo fatto&hellip; GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte&rdquo;" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Per gli enti di formazione GOL &egrave; stato uno stress test, ma soprattutto un acceleratore di innovazione. Ci ha portato a ripensare i servizi, a costruire una rete ancora pi&ugrave; forte con il territorio e con le imprese e a raggiungere persone che, fino a pochi anni fa, difficilmente si sarebbero rivolte ai nostri servizi. Solo Enaip Piemonte ha preso in carico dall&rsquo;inizio del Programma 21.986 persone&rdquo;. Secondo <strong>Matteo&nbsp;Faggioni</strong>, direttore generale di Enaip Piemonte e presidente di Forma Piemonte, l&rsquo;esperienza di GOL segna anche un cambio di paradigma nelle politiche attive del lavoro. &ldquo;La formazione e i servizi al lavoro non possono pi&ugrave; essere considerati due ambiti separati. I servizi al lavoro rappresentano la porta d&rsquo;accesso ai percorsi di crescita professionale e la formazione &egrave; uno strumento essenziale per accompagnare le persone verso un&rsquo;occupazione stabile e di qualit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Il direttore generale di Enaip Piemonte sottolinea il valore del confronto costruito in questi anni con la Regione Piemonte. &ldquo;Il dialogo costante ha permesso di adattare progressivamente il modello alle esigenze del territorio: &egrave; un patrimonio di relazioni e competenze che oggi non va disperso. La sfida &egrave; consolidare quanto realizzato con GOL e trasformarlo in un modello strutturale, capace di rispondere in modo sempre pi&ugrave; efficace ai bisogni di persone e imprese&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124489/small_154051.jpg" alt="Incontro &ldquo;Abbiamo fatto&hellip; GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte&rdquo;" loading="lazy"></p>
<p>Tra i protagonisti di questo percorso c'&egrave; anche Apro Formazione, che ha accompagnato centinaia di persone nella costruzione di nuove competenze e nel reinserimento lavorativo attraverso percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione sviluppati in stretta collaborazione con il sistema produttivo locale.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;I risultati del Programma GOL confermano che investire nelle competenze significa creare opportunit&agrave; concrete di occupazione e rispondere ai fabbisogni delle imprese&rdquo;, dichiara <strong>Antonio Bosio</strong>, direttore di Apro Formazione.</p>
<p>&ldquo;Le province di Cuneo e Asti hanno saputo interpretare al meglio lo spirito di questo programma grazie a una rete efficace tra istituzioni, servizi per il lavoro, enti di formazione e aziende. Apro Formazione &egrave; orgogliosa di aver contribuito a questo risultato, mettendo a disposizione esperienza, capacit&agrave; progettuale e una relazione costante con il tessuto imprenditoriale. Continueremo a investire in una formazione sempre pi&ugrave; vicina alle esigenze delle imprese, perch&eacute; la competitivit&agrave; del territorio passa dalla crescita delle competenze delle persone. Dietro ogni numero c'&egrave; una storia di ripartenza: &egrave; questo il risultato di cui siamo pi&ugrave; orgogliosi&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124489/small_154307.jpg" alt="Allievi neo qualificati di un corso GOL di Apro Formazione" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:46:30 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Le liste d'attesa in Piemonte stanno migliorando? Cosa dice l'Agenas]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/le-liste-d-attesa-in-piemonte-stanno-migliorando-cosa-dice-l-agenas_124659.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/le-liste-d-attesa-in-piemonte-stanno-migliorando-cosa-dice-l-agenas_124659.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/154300.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le liste d&rsquo;attesa in Piemonte stanno migliorando? L&rsquo;Agenas certifica piccoli passi in avanti per quanto riguarda le prime visite, mentre si registra <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-la-realta-dietro-le-inaugurazioni-senza-investimenti-e-assunzioni-non-si-puo-andare-avanti_124596.html" target="_blank" rel="follow">un leggero peggioramento</a> sul fronte degli esami diagnostici. &Egrave; quanto emerge dal Bollettino pubblicato dall&rsquo;Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, rilanciato pochi giorni fa dalla Regione Piemonte, <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-agenas-premia-le-buone-pratiche-del-piemonte-problema-resta-ma-la-direzione-e-giusta_124476.html" target="_blank" rel="follow">che in un comunicato</a> ha posto l&rsquo;accento sulla sezione dedicata, all&rsquo;interno della pubblicazione, alla &ldquo;buona pratica&rdquo; piemontese relativa alle soluzioni organizzative introdotte per utilizzare in modo pi&ugrave; efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti.&nbsp;</p>
<p>"Il problema delle liste d&rsquo;attesa non &egrave; risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta&rdquo;, hanno commentato il presidente Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi.</p>
<h2><br>Il Bollettino Agenas</h2>
<p>Il Bollettino Agenas, alla sua prima pubblicazione, verr&agrave; diffuso con cadenza trimestrale, sulla base dei dati raccolti attraverso la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa presentata a maggio 2026. Il monitoraggio del rispetto dei tempi stabiliti dalle prescrizioni nelle quattro classi di priorit&agrave; (U &ndash; Urgente, B &ndash; Breve, D &ndash; Differita, P- Programmata) viene realizzato con riferimento alle quattordici tipologie di prime visite specialistiche e ai ventidue accertamenti diagnostici individuati nel Piano Nazionale delle Liste di Attesa 2019-2021. Il Bollettino - dicono da Agenas - &ldquo;&egrave; uno strumento di trasparenza e garanzia nei confronti dei cittadini, in quanto rende conto, con cadenza regolare, dell&rsquo;impatto delle misure adottate a livello nazionale e regionale per il contenimento delle liste d&rsquo;attesa, rilevando sia i miglioramenti intervenuti che le criticit&agrave;, su cui ulteriormente intervenire&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati del primo semestre del 2026</h2>
<p>Analizzando i dati pubblicati da Agenas, emerge che in Piemonte le prime visite nel primo semestre del 2026 sono state fissate entro i tempi stabiliti nel 71,5% dei casi, in lieve miglioramento rispetto al 69,4% registrato nello stesso periodo del 2025, ma lontano dai livelli registrati in altre grandi regioni del centro nord: la Lombardia fa segnare l&rsquo;81,8%, il Veneto il 91,5%, l&rsquo;Emilia Romagna il 77,2%, la Toscana il 77,2%, il Lazio il 91,6%. I dati migliori sono quelli di Basilicata (98,5%) e Marche (94,5%), i peggiori quelli della Provincia Autonoma di Trento (54,7%) e della Puglia (55,7%).&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154302.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Il Piemonte segna invece un leggero peggioramento nel dato relativo agli esami diagnostici: nel primo semestre del 2026 l&rsquo;81,7% degli appuntamenti &egrave; stato fissato entro i tempi stabiliti, a fronte dell&rsquo;82,5% registrato nel 2025. Anche in questo caso sono lontani i livelli delle altre grandi regioni del centro-nord: Lombardia (85,5%), Veneto (97,1%, dato migliore a livello nazionale), Emilia Romagna (88,3%), Toscana (89,6%) e Lazio (89,7%). Il minor rispetto dei tempi &egrave; quello che si registra in Umbria (62%) e Puglia (63,5%).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154303.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>"Leggiamo tutti i dati con grande seriet&agrave; e senza nascondere le criticit&agrave;. &ndash; ha commentato Riboldi &ndash; Il miglioramento delle prime visite conferma che la direzione intrapresa &egrave; quella corretta, ma il livello raggiunto non &egrave; ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente".</p>
<h2><br>La &ldquo;buona pratica&rdquo; piemontese</h2>
<p>La &ldquo;buona pratica&rdquo; piemontese segnalata da Riboldi, a cui Agenas dedica un&rsquo;apposita sezione nel suo Bollettino, riguarda gli algoritmi sviluppati per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e migliorare l&rsquo;utilizzo delle agende. In particolare, &egrave; stata introdotta una funzione di &ldquo;equiparazione delle priorit&agrave;&rdquo; che consente alle richieste di prenotazioni con priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti di utilizzare gli slot inizialmente riservati a priorit&agrave; inferiori e rimasti liberi. &ldquo;Il sistema opera automaticamente e ad oggi &egrave; attivo sul 97% delle agende&rdquo;, segnala Agenas.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; stata, inoltre, attivata una ulteriore funzione di &ldquo;rilascio automatico delle fasce orarie&rdquo; riservata a specifiche categorie di accesso che, a 72 ore o 48 ore prima dell&rsquo;assegnazione dell&rsquo;appuntamento, rende disponibili per tutti gli assistiti gli slot rimasti non prenotati, evitando che restino inutilizzati e aumentando le possibilit&agrave; di trovare un appuntamento alle classi di priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti. &ldquo;Grazie a queste soluzioni organizzative, la Regione Piemonte &egrave; riuscita la migliorare la performance delle prenotazioni con priorit&agrave; B, passando da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%, nell&rsquo;arco di un triennio&rdquo;, si legge nel Bollettino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La situazione in Italia</h2>
<p>Nel primo semestre del 2026 il numero delle prenotazioni a livello nazionale &egrave; cresciuto, passando dai 13,3 milioni del primo semestre del 2025 a 14,9 milioni. Nel dettaglio, sono stati prenotati nei primi sei mesi dell&rsquo;anno 8,4 milioni di prime visite e 6,6 milioni di esami diagnostici. Aumentano anche le prenotazioni di visite ed esami da effettuare nel weekend, che passano da 330 mila nel primo semestre del 2025 a 357 mila nel primo semestre del 2026.</p>
<p>Complessivamente, la percentuale del rispetto dei tempi di attesa, nel primo semestre del 2026, per le prime visite &egrave; stato pari al 78,5%, in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2025, che aveva registrato il valore del 76,4%. Anche per gli esami diagnostici si rileva una crescita nel confronto tra i due semestri con una percentuale che passa dall&rsquo;82,8% al 84,6%.</p>
<p>Le prime visite oncologiche sono quelle con la pi&ugrave; alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia, e migliorano ulteriormente tra il primo semestre del 2025 e il primo semestre del 2026, passando dal 94,2% al 95,2%. Miglioramenti significativi anche per la visita gastroenterologica (dal 70,8% al 74,7%), la visita pneumologica (dal 77,7% all'80,9%) e la visita fisiatrica (dal 78,5% all'82,7%). Il miglioramento pi&ugrave; consistente nel confronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 riguarda la visita dermatologica, che pur restando una delle prestazioni con percentuali di rispetto dei tempi di garanzia pi&ugrave; basse passa dal 65,5% al 70,2%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154304.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Tra gli accertamenti diagnostici il recupero pi&ugrave; significativo &egrave; quello della colonscopia, che registra il maggiore incremento tra tutte le prestazioni monitorate, passando dal 60,8% al 69,8%. Anche la gastroscopia sale dal 66,4% al 71,9%, l'ecografia della mammella dal 78% all'81,6%, la risonanza magnetica dell'addome dal 78,6% all&rsquo;81%, il test cardiovascolare da sforzo dall&rsquo;80% all'82,2%, l'ecografia addome dall&rsquo;84,6% all'86,7%. Particolarmente significativo anche il miglioramento della mammografia, che passa dall&rsquo;86,1% all'89%. L'unica prestazione che registra una lieve flessione &egrave; la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall&rsquo;83,9% all&rsquo;81,9%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154305.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p><a href="https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2794-online-il-primo-bollettino-agenas-sul-monitoraggio-delle-liste-di-attesa" target="_blank" rel="nofollow">QUI</a> il Bollettino pubblicato da Agenas.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Frutta per l'industria ritirata a un centesimo al chilo, Coldiretti: "Così si calpestano dignità e lavoro"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frutta-per-l-industria-ritirata-a-un-centesimo-al-chilo-coldiretti-cosi-si-calpestano-dignita-e-lavoro_124623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frutta-per-l-industria-ritirata-a-un-centesimo-al-chilo-coldiretti-cosi-si-calpestano-dignita-e-lavoro_124623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124623/154250.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cartelli affissi in questi giorni davanti ad alcuni centri di raccolta indicano il ritiro della frutta destinata all&rsquo;industria al prezzo di un centesimo al chilogrammo. Una quotazione che, secondo Coldiretti Cuneo, lede la dignit&agrave; del lavoro agricolo, mette in difficolt&agrave; le famiglie e rischia di compromettere un&rsquo;intera economia territoriale.</p>
<p>"Dietro ogni chilo di frutta ci sono mesi di lavoro, investimenti, manodopera e costi sempre pi&ugrave; elevati. Attribuire al prodotto un valore pressoch&eacute; nullo significa umiliare le imprese agricole e costringerle a produrre in perdita", dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>I dati disponibili mostrano chiaramente la distanza tra i costi sostenuti dalle aziende e le quotazioni proposte. Secondo le rilevazioni Ismea, produrre un chilogrammo di nettarine costa 0,60 centesimi, mentre, sulla base delle rilevazioni Agrion, il costo di produzione di un chilogrammo di mele &egrave; tra 0,46 e 0,59 centesimi.</p>
<p>"Di fronte a prezzi cos&igrave; lontani dai costi reali chiediamo controlli immediati e la rigorosa applicazione del decreto legislativo 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali. Difendere il giusto valore della frutta significa tutelare le imprese, l&rsquo;occupazione e il futuro della frutticoltura cuneese" conclude Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 16:44:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Raccolta pesche in anticipo, Confagricoltura: "Qualità eccellente, ma pesano i costi di produzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/raccolta-pesche-in-anticipo-confagricoltura-qualita-eccellente-ma-pesano-i-costi-di-produzione_124618.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/raccolta-pesche-in-anticipo-confagricoltura-qualita-eccellente-ma-pesano-i-costi-di-produzione_124618.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124618/154245.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; entrata nel vivo in queste settimane la raccolta delle pesche in provincia di Cuneo, con un anticipo di circa quindici giorni rispetto al calendario abituale. A determinarlo sono state essenzialmente le temperature elevate dell&rsquo;ultimo periodo, che hanno accelerato la maturazione dei frutti su tutto il territorio. A fare il punto sulla raccolta &egrave; Marco Bruna, segretario di zona Saluzzo e Savigliano di Confagricoltura Cuneo. &ldquo;Le alte temperature, accompagnate da una puntale attivit&agrave; di irrigazione da parte delle aziende, hanno accelerato la maturazione dei frutti, generando in qualche caso la concentrazione di prodotto anche di variet&agrave; diversa in un arco di tempo ristretto, con il rischio che sul mercato si trovi a coesistere, nello stesso periodo, prodotto di tipologia diversa. Una concomitanza che potrebbe rendere pi&ugrave; complessa la gestione dell&rsquo;offerta e che richiede attenzione e capacit&agrave; di adattamento da parte di tutta la filiera&rdquo;.</p>
<p>Nonostante le temperature elevate, tuttavia, la qualit&agrave; del prodotto non ne ha risentito. Al contrario, grazie a una gestione irrigua di precisione, le aziende del comparto non hanno per il momento riscontrato problemi legati al caldo. &ldquo;La disponibilit&agrave; d&rsquo;acqua, gestita in modo puntuale ed efficiente, ha permesso di accompagnare correttamente la maturazione dei frutti, evitando stress idrico e cali qualitativi, favorendo una produzione che si colloca su buoni livelli quantitativi e con caratteristiche organolettiche eccellenti: pesche dal grado zuccherino elevato e dalla maturazione omogenea&rdquo;, dichiara Graziano Giacosa, vicepresidente di Confagricoltura Cuneo.</p>
<p>Sul fronte commerciale, invece, essendo nella prima fase della campagna, &egrave; ancora difficile formulare previsioni attendibili sull&rsquo;andamento dei prezzi. Ci&ograve; che appare certo per&ograve;, avverte Confagricoltura Cuneo, &egrave; il forte aumento dei costi di produzione sostenuti dalle aziende: dall&rsquo;energia ai fertilizzanti, dalla manodopera, al gasolio agricolo e all&rsquo;irrigazione, tutte le principali voci di spesa a carico delle imprese del settore sono lievitate in modo significativo, incidendo pesantemente sui margini delle aziende frutticole.</p>
<p>&ldquo;Proprio per questo, auspichiamo che il mercato sappia riconoscere il valore del prodotto con quotazioni adeguate per i produttori &ndash; conclude Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo &ndash;. A fronte di costi di produzione in forte crescita, &egrave; fondamentale che i prezzi siano all&rsquo;altezza della qualit&agrave; che le nostre aziende sanno produrre. Continueremo a monitorare l&rsquo;andamento della campagna, seguendo da vicino le prossime fasi di raccolta e commercializzazione, con l&rsquo;obiettivo di tutelare il reddito delle imprese agricole del territorio&rdquo;.</p>
<p>In provincia di Cuneo il comparto frutticolo conta oltre 4.500 aziende, per una superficie complessiva di 14.000 ettari, 2.400 di questi coltivati a pesche e nettarine (3.000 in Piemonte), un dato di molto inferiore rispetto una decina di anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 16:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta del Geosito della Cresta Giaime]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-del-geosito-della-cresta-giaime_124540.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-del-geosito-della-cresta-giaime_124540.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/154119.jpg" title="Cresta Giaime" alt="Cresta Giaime" /><br /><p>Quando decidiamo di andare in montagna, quasi sempre abbiamo gi&agrave; in mente un obiettivo. Una vetta famosa, un itinerario di cui tutti parlano, una lunga traversata oppure un progetto ambizioso che sogniamo da tempo.</p>
<p>Per molti escursionisti una bella gita coincide con un itinerario lunghissimo, tanti chilometri percorsi e ore di cammino. Spesso, per&ograve;, si attraversano luoghi che offrono sempre lo stesso panorama e che, al di l&agrave; della soddisfazione di aver completato il percorso, lasciano poche emozioni. Si torna a casa stanchi, con le gambe distrutte, ma senza un ricordo davvero indelebile. &Egrave; un po' come terminare una gara di Ironman: la soddisfazione per l'impresa &egrave; enorme, ma la fatica, da sola, non basta a rendere un'esperienza straordinaria.</p>
<p>Dal mio punto di vista, una montagna merita davvero di essere salita quando riesce a lasciare un segno. Un ricordo indelebile, un'emozione forte, quella sensazione che ti resta addosso per anni. Un luogo capace di regalare fotografie spettacolari, video incredibili e, soprattutto, un'esperienza che difficilmente si dimentica.</p>
<p>Ed &egrave; proprio questo il caso del <strong>Geosito della Cresta Giaime</strong>, probabilmente uno dei luoghi geologicamente e paesaggisticamente pi&ugrave; affascinanti dell'intera valle Gesso.</p>
<h2>Descrizione dell'itinerario</h2>
<p>L'escursione parte da <strong>Entracque</strong>. In circa 45-60 minuti si raggiunge il <strong>colle della Lausa</strong>, dove &egrave; presente un quadrivio.</p>
<p>Da qui &egrave; possibile:<br>&bull;⁠ &nbsp;⁠salire in circa dieci minuti sulla vetta del <strong>Monte Lausa</strong>;&nbsp;<br>&bull;⁠ &nbsp;⁠dirigersi verso le <strong>Gorge della Reina</strong>, lo spettacolare canyon carsico;&nbsp;<br>&bull;⁠ &nbsp;⁠imboccare il sentiero per il <strong>Monte Corno</strong>.</p>
<p>Negli ultimi anni questo tratto &egrave; stato completamente sistemato. Il vecchio sentiero, che attraversava ripidi prati alpini esposti, &egrave; stato allargato mediante lavori di scavo nella roccia per consentire il passaggio in sicurezza anche delle mountain bike. Oggi il percorso risulta decisamente pi&ugrave; agevole rispetto al passato.</p>
<p>Raggiunta la sella del Monte Corno si pu&ograve; scegliere se salire alla vetta, nota anche per essere situata in prossimit&agrave; dell'epicentro del terremoto del 1960, oppure proseguire verso la Cresta Giaime.</p>
<h2>Le emozioni della cresta Giaime</h2>
<p>La prima volta che ho percorso questa cresta devo confessare di essermi spaventato. Ricordo perfettamente che in alcuni passaggi procedevo quasi a quattro zampe, cercando ogni appoggio con estrema attenzione.</p>
<p>&Egrave; una sensazione che molti escursionisti conoscono bene: il primo incontro con un sentiero impegnativo &egrave; fatto di rispetto, prudenza e anche di una sana paura. Poi succede qualcosa di curioso. Quando torni una seconda, una terza o una quarta volta, quello stesso tratto che sembrava impossibile diventa quasi naturale. Ti ritrovi a percorrerlo senza neppure renderti conto di essere arrivato nel punto che, la prima volta, ti aveva fatto fermare il cuore. &Egrave; una delle magie della montagna.</p>
<p>Per chi affronta questo itinerario per la prima volta &egrave; normale mettere in conto un certo timore. Tuttavia &egrave; importante ricordare che il percorso &egrave; inserito nella rete sentieristica ufficiale del Parco delle Alpi Marittime e viene regolarmente mantenuto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/small_154123.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Un geosito di eccezionale interesse</h2>
<p>Dal punto di vista geologico e geomorfologico questo luogo &egrave; semplicemente straordinario. La Cresta Giaime permette infatti di camminare sopra una successione di strati rocciosi quasi perfettamente sub-orizzontali, una configurazione che, osservata sul filo di una cresta cos&igrave; stretta, suscita immediatamente una domanda:</p>
<p><strong>Come si &egrave; formata una morfologia tanto particolare?</strong></p>
<p>L'interpretazione che ritengo pi&ugrave; convincente &egrave; legata all'azione dei ghiacciai quaternari. Durante le glaciazioni entrambe le vallate erano occupate da potenti ghiacciai che hanno progressivamente scavato i versanti mediante erosione glaciale. L'azione contemporanea dei due ghiacciai ha lentamente asportato enormi quantit&agrave; di roccia dai lati della montagna, lasciando come testimone dell'antico paesaggio proprio questa stretta cresta. L'immagine che meglio descrive il fenomeno &egrave; quella del torsolo di una mela: i ghiacciai hanno "mangiato" la montagna da entrambe le parti, lasciando solamente il dorso centrale.</p>
<p>Oggi l'escursionista pu&ograve; cos&igrave; camminare sopra questo straordinario "pavimento" naturale costituito dagli antichi strati rocciosi, osservando direttamente gli effetti di milioni di anni di evoluzione geologica.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/small_154121.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Il momento migliore</h2>
<p>La Cresta Giaime pu&ograve; essere percorsa in qualsiasi momento della giornata. Il consiglio, per&ograve;, &egrave; quello di raggiungerla nel tardo pomeriggio, quando la luce calda del tramonto accende le rocce e rende ancora pi&ugrave; spettacolare il panorama. Per il rientro &egrave; sufficiente portare con s&eacute; due lampade frontali.</p>
<p>Percorrere l'ultimo tratto nel bosco, illuminati soltanto dal fascio di luce delle torce, mentre si ascoltano i rumori degli animali notturni e i raggi della luna filtrano tra gli abeti, rappresenta il modo migliore per concludere un'escursione che difficilmente si dimentica.</p>
<p>Alcune montagne si visitano si camminano. Altre, invece, lasciano davvero un graffio nel cuore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/small_154122.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Per ulteriori approfondimenti e per una migliore comprensione dell'itinerario, si pu&ograve; guardare questo&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=qRMxWAxjntw" target="_blank" rel="nofollow">video</a> su YouTube.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Giovanni Bertagnin</dc:creator><author><name>Giovanni Bertagnin</name></author></item><item><title><![CDATA[Abbruciamenti agricoli, sperimentazione al via dal 15 al 30 settembre: ecco le novità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/abbruciamenti-agricoli-sperimentazione-al-via-dal-15-al-30-settembre-ecco-le-novita_124551.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/abbruciamenti-agricoli-sperimentazione-al-via-dal-15-al-30-settembre-ecco-le-novita_124551.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124551/154145.jpg" title="Bongioanni, Cirio, Marnati e Gallo" alt="Bongioanni, Cirio, Marnati e Gallo" /><br /><p>Sar&agrave; attiva sul territorio piemontese dal 15 al 30 settembre 2026 e nuovamente dal 1&deg; al 15 aprile 2027 la sperimentazione per la rimodulazione temporanea delle limitazioni alla combustione all&rsquo;aperto dei residui vegetali. In presenza di condizioni idonee, nei Comuni piemontesi limitrofi a quelli classificati montani e limitatamente a queste finestre temporali, potr&agrave; essere consentita la combustione all&rsquo;aperto dei residui vegetali e di sfalcio relativi all&rsquo;arboricoltura. A verificare e comunicare la sussistenza delle condizioni meteo-climatiche che possano permettere la pratica sar&agrave; Arpa Piemonte, cui &egrave; stato affidato il compito di attivare e diffondere uno specifico bollettino informativo. Sulla base di tali indicazioni, i sindaci potranno adottare i provvedimenti di competenza previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle disposizioni nazionali in materia ambientale.</p>
<p>Sono le importanti novit&agrave; introdotte dalla delibera approvata ieri dall&rsquo;Aula del Consiglio regionale del Piemonte, che recepisce i contenuti di quella messa a punto in materia dalla Giunta Regionale e approvata lo scorso 30 marzo. Soddisfazione &egrave; stata espressa dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dagli assessori regionali all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati, all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Montagna Marco Gallo, che sottolineano: "&Egrave; un provvedimento che porta a conclusione un intenso iter di confronto con le associazioni di categoria agricole e i territori, frutto di un grande lavoro di messa a punto condotto dagli uffici regionali e Arpa Piemonte: una risposta concreta alle esigenze di quei Comuni ai quali la normativa vigente precludeva fino ad oggi la possibilit&agrave; di eliminare residui colturali e di sfalcio tramite l&rsquo;abbruciamento controllato all&rsquo;aperto, generando un&rsquo;evidente disparit&agrave; rispetto a localit&agrave; adiacenti classificate montane. Il provvedimento accoglie inoltre un&rsquo;importante richiesta venuta dal nostro mondo agricolo: di prevedere la sperimentazione per le colture di castagno, nocciolo, vite e altri fruttiferi situate in comuni confinanti con la zona montana regionale".</p>
<p>La sperimentazione interessa 144 Comuni piemontesi confinanti con la zona di qualit&agrave; dell&rsquo;aria classificata It0121 Montagna. Resta immutato il divieto di combustione dei materiali vegetali per l&rsquo;intero territorio regionale nel periodo compreso tra il 1&deg; novembre e il 31 marzo dell'anno successivo, come disposto all&rsquo;articolo 10, commi 2, 3 e 4 della legge regionale n. 15/2018, e nei comuni delle zone classificate It0118, It0119, It0120 dal 15 settembre al 15 aprile dell&rsquo;anno successivo oltre ai mesi di luglio e agosto, come disposto dalla dl69/2023. La Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio, con il supporto tecnico-scientifico di Arpa Piemonte, monitorer&agrave; e valuter&agrave; gli effetti delle misure adottate La raccolta e valutazione dei dati raccolti attraverso la sperimentazione servir&agrave; anche a raccogliere elementi utili per la definizione di nuovi indirizzi e criteri destinati alla futura ridefinizione della suddivisione in zone del territorio regionale, anche in vista dell&rsquo;attuazione della nuova direttiva europea sulla qualit&agrave; dell&rsquo;aria.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 14:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Storie di dignità tra i filari delle Langhe: "Il buon vino comincia dal buon lavoro"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/storie-di-dignita-tra-i-filari-delle-langhe-il-buon-vino-comincia-dal-buon-lavoro_124545.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/storie-di-dignita-tra-i-filari-delle-langhe-il-buon-vino-comincia-dal-buon-lavoro_124545.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124545/154134.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Non &egrave; la cantina, non &egrave; la bottiglia, il vino buono lo riconosci da un dettaglio: il lavoro nei vigneti. Schematico, preciso e specializzato, scandito meccanicamente dalle stagioni. Alla base ci sono tre ingredienti necessari per la perfetta riuscita del prodotto: competenza, organizzazione e la presenza costante dell'imprenditore.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle <strong>Langhe</strong> molte aziende vitivinicole mantengono una propria squadra di dipendenti, assunti direttamente e impiegati nelle diverse fasi dell&rsquo;anno. &Egrave; il caso dell&rsquo;azienda <strong>Brezza Giacomo e Figli di Barolo</strong>, dove lavorano nove persone: sette con contratto a tempo indeterminato, tra campagna e ufficio, e due a tempo determinato, con la prospettiva, qualora le condizioni lo consentano, di stabilizzare anche queste ultime.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Con i nostri dipendenti costruiamo un rapporto diretto, fondato sul rispetto, sulla condivisione delle responsabilit&agrave; e sulla presenza quotidiana dell&rsquo;imprenditore in azienda &ndash; racconta Francesco <strong>Brezza</strong> &ndash;. Lavoriamo insieme e conosciamo bene l&rsquo;impegno e la fatica richiesti da ogni fase produttiva&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La viticoltura, tuttavia, &egrave; caratterizzata da forti picchi stagionali. Dalla potatura invernale alla vendemmia, il fabbisogno di lavoro cambia nel corso dell&rsquo;anno e si concentra in determinati periodi, nei quali le aziende hanno bisogno di rafforzare temporaneamente la propria capacit&agrave; operativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo ostacolo &egrave; la difficolt&agrave; nel reperire manodopera disponibile e qualificata proprio nei momenti di maggiore necessit&agrave;. &ldquo;La nostra priorit&agrave; &egrave; assumere direttamente e garantire continuit&agrave; occupazionale &ndash; spiega <strong>Brezza</strong> &ndash;. Nei picchi stagionali, per&ograve;, non &egrave; sempre possibile trovare in tempi rapidi le persone necessarie, mentre nei mesi di minore attivit&agrave; non sarebbe sostenibile mantenere in organico lo stesso numero di addetti richiesto nelle fasi pi&ugrave; intense&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione alcune lavorazioni, come la potatura invernale o altre operazioni concentrate in periodi limitati, vengono affidate in appalto a imprese terziste, che le eseguono con una propria organizzazione e con propri dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricorso all&rsquo;appalto non rappresenta quindi una scelta finalizzata al risparmio, ma una risposta a un&rsquo;esigenza organizzativa determinata dalla stagionalit&agrave; e dalla difficolt&agrave; di reperire manodopera.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Un servizio svolto nel rispetto dei contratti, della sicurezza e dei diritti dei lavoratori ha necessariamente un costo adeguato &ndash; sottolinea <strong>Brezza</strong> &ndash;. Come azienda non cerchiamo il prezzo pi&ugrave; basso: siamo disponibili a sostenere il costo corretto di una lavorazione eseguita professionalmente e in condizioni regolari. Il problema &egrave; che, anche selezionando con attenzione i fornitori, non disponiamo di elementi oggettivi per verificare preventivamente le condizioni garantite ai loro lavoratori&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il costo del servizio, infatti, pu&ograve; rappresentare un primo elemento di valutazione, ma non offre da solo la certezza che i lavoratori dell&rsquo;impresa appaltatrice siano assunti, retribuiti e tutelati correttamente. Allo stesso modo, offerte economicamente incompatibili con il costo di un lavoro regolare costituiscono un segnale di allarme per l&rsquo;azienda agricola committente.</p>
<p style="text-align: justify;">&Egrave; su questo passaggio che interviene il protocollo d&rsquo;intesa &ldquo;<strong>Alba, Langhe e Roero</strong> per la qualificazione etico-legale della filiera vitivinicola&rdquo;, nato su impulso della Prefettura, con l&rsquo;ausilio della CCIAA e con il contributo di Comuni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, con la partecipazione di<strong> Coldiretti Cuneo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protocollo introduce infatti un sistema volontario di qualificazione etico-legale rivolto alla filiera e prevede la creazione di un albo delle imprese terziste in possesso dei requisiti previsti.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno strumento che potr&agrave; aiutare le aziende vitivinicole a selezionare operatori qualificati e trasparenti, capaci di attestare il rispetto delle regole e dei diritti dei propri lavoratori, contribuendo a prevenire fenomeni di sfruttamento e concorrenza sleale.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Il valore di un vino nasce anche dal lavoro e dalle persone che lo rendono possibile &ndash; dichiara il presidente di Coldiretti Cuneo, <strong>Enrico Nada</strong> &ndash;. Le nostre imprese assumono direttamente ogni volta che ne hanno la possibilit&agrave; e si impegnano per garantire contratti regolari, sicurezza e condizioni adeguate. Quando la stagionalit&agrave; e la carenza di manodopera rendono necessario affidare alcune lavorazioni all&rsquo;esterno, devono per&ograve; poter scegliere imprese serie e affidabili&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Fino a oggi le imprese agricole potevano ridurre il rischio di irregolarit&agrave; quasi esclusivamente scartando offerte incompatibili con il costo di un lavoro regolare, ma pagare il giusto non bastava a sapere come l&rsquo;impresa terzista trattasse i propri dipendenti &ndash; dichiara il direttore di Coldiretti Cuneo, <strong>Francesco Goffredo</strong>. Con il nuovo elenco, le imprese agricole potranno invece scegliere operatori che certificano il rispetto di requisiti etici e legali. &Egrave; un passo importante anche per superare letture semplicistiche che finiscono per attribuire indistintamente alle aziende agricole responsabilit&agrave; che riguardano invece l&rsquo;organizzazione del lavoro dell&rsquo;impresa appaltatrice. Perch&eacute; lo strumento sia efficace, infine, servono adesioni diffuse e controlli rigorosi&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Prestiti di conduzione, Cia spiega come accedere agli aiuti della Regione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prestiti-di-conduzione-cia-spiega-come-accedere-agli-aiuti-della-regione_124538.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prestiti-di-conduzione-cia-spiega-come-accedere-agli-aiuti-della-regione_124538.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124538/154116.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">La Regione Piemonte ha aperto il bando 2026 per la concessione di contributi a copertura degli interessi sui prestiti di conduzione a breve termine destinati alle imprese agricole.&nbsp;L'intervento punta a sostenere la liquidit&agrave; aziendale, consentendo agli agricoltori di anticipare le risorse necessarie per affrontare le spese dei cicli produttivi, in attesa dei ricavi derivanti dalla vendita delle produzioni agricole e zootecniche.<br><br>"Questa misura &ndash; commenta Pietro Busso, responsabile provinciale del Settore Finanza agevolata di&nbsp;Cia Agricoltori Italiani Cuneo &ndash; offre un sostegno concreto alla gestione finanziaria delle imprese agricole in una fase in cui i costi di produzione rimangono elevati e la disponibilit&agrave; di liquidit&agrave; rappresenta un elemento determinante per garantire la continuit&agrave; dell'attivit&agrave; aziendale. Il contributo regionale sugli interessi permette di alleggerire il peso del credito necessario per affrontare le spese ordinarie della conduzione".</p>
<p style="text-align: justify;">Il bando &egrave; rivolto alle piccole e medie imprese agricole con sede operativa in Piemonte, condotte da imprenditori agricoli singoli, societ&agrave; semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli.&nbsp;Tra i requisiti richiesti figurano l'iscrizione al Registro delle Imprese, la partita Iva agricola, il fascicolo aziendale costituito e la regolarit&agrave; contributiva. Sono escluse le imprese che si trovano in condizioni di difficolt&agrave; secondo la normativa vigente.&nbsp;I prestiti di conduzione, della durata massima di dodici mesi, sono destinati ad anticipare le spese necessarie per l'acquisto dei mezzi tecnici impiegati nelle produzioni agricole e zootecniche.</p>
<p style="text-align: justify;">L'importo finanziabile &egrave; compreso tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 80.000 euro, mentre il contributo regionale copre gli interessi nella misura del 2% per le aziende di pianura e collina e del 2,5% per quelle ubicate in montagna, entro il limite del tasso applicato dall'istituto di credito.<br><br>"&Egrave; fondamentale verificare preventivamente la correttezza del fascicolo aziendale &ndash; osserva&nbsp;Busso -, la sussistenza di tutti i requisiti richiesti e la documentazione necessaria, cos&igrave; da evitare rallentamenti nell'istruttoria o possibili esclusioni".</p>
<p style="text-align: justify;">Il responsabile provinciale della Finanza agevolata di Cia Cuneo ricorda inoltre che il bando prevede specifici criteri di priorit&agrave;, tra cui le aziende gi&agrave; beneficiarie dei prestiti di conduzione nell'annualit&agrave; precedente e i giovani agricoltori insediati da meno di cinque anni, fermo restando il rispetto dell'ordine cronologico di presentazione delle domande.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Lavoro, Coldiretti Cuneo: "Bene il protocollo per la filiera vitivinicola"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/lavoro-coldiretti-cuneo-bene-il-protocollo-per-la-filiera-vitivinicola_124487.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/lavoro-coldiretti-cuneo-bene-il-protocollo-per-la-filiera-vitivinicola_124487.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124487/154044.jpg" title="Francesco Goffredo e Monia Rullo" alt="Francesco Goffredo e Monia Rullo" /><br /><p>&Egrave; stato presentato questa mattina, nel Salone d&rsquo;onore della Camera di Commercio di Cuneo, il <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-patentino-anti-caporalato-per-imprese-vitivinicole-e-societa-contoterziste-un-operazione-culturale_124473.html" target="_blank" rel="follow">protocollo d&rsquo;intesa</a> &ldquo;Alba, Langhe e Roero per la qualificazione etico legale della filiera vitivinicola&rdquo;. Coldiretti Cuneo, che ha partecipato al percorso che ha portato alla definizione dell&rsquo;intesa, esprime soddisfazione per un accordo che introduce strumenti concreti per tutelare il lavoro regolare, rafforzare la competitivit&agrave; delle imprese e garantire il pieno rispetto delle norme. Per Coldiretti Cuneo erano presenti il Direttore Francesco Goffredo e Monia Rullo, Responsabile di Donne Coldiretti Cuneo.</p>
<p>Nato dal lavoro congiunto tra Prefettura, Camera di Commercio di Cuneo, Regione Piemonte, Comuni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, il protocollo istituisce un sistema di qualificazione e certificazione etico-legale rivolto all&rsquo;intera filiera vitivinicola.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; creare una white-list dei contoterzisti che operano regolarmente nei vigneti, contrastando lo sfruttamento del lavoro e la concorrenza sleale. Le imprese vitivinicole avranno finalmente uno strumento a disposizione per orientarsi tra i fornitori di servizi ed avvalersi, per le attivit&agrave; legate alla vendemmia e all&rsquo;intero ciclo produttivo, delle imprese iscritte in un apposito elenco istituito presso la Camera di Commercio di Cuneo.</p>
<p>&ldquo;La firma di questo protocollo rappresenta un risultato importante, frutto di un lavoro condiviso per tutelare il lavoro, le imprese agricole e la reputazione di una delle filiere pi&ugrave; importanti del nostro territorio. La qualit&agrave; dei nostri vini non pu&ograve; essere separata dal rispetto delle persone e delle regole lungo tutte le fasi produttive&rdquo;, dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Il protocollo offre alle imprese uno strumento concreto per individuare operatori qualificati e affidabili, favorendo una maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro e nelle attivit&agrave; affidate all&rsquo;esterno. Come Coldiretti, ci impegneremo a farlo conoscere e a sensibilizzare le nostre imprese affinch&eacute; aderiscano. Allo stesso tempo, sar&agrave; fondamentale che vi partecipi il maggior numero possibile di imprese terziste&rdquo;, conclude Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La postura di domani ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/la-postura-di-domani_124456.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/la-postura-di-domani_124456.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124456/153980.jpg" title="" alt="" /><br /><h2 class="p1"><strong>E se molti problemi posturali degli adulti iniziassero nei primi mesi di vita?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></h2>
<p class="p2"><span class="s1">Quando pensiamo alla postura, sentiamo immediatamente risuonare il rimprovero della mamma per il dorso curvo, le spalle chiuse, la testa anteposta, o al contrario rivediamo vivido davanti ai nostri occhi l&rsquo;atteggiamento fiero, la pancia in dentro e il petto in fuori, il mento all&rsquo;ins&ugrave; di quel ragazzino che a 15 anni si distingueva dal gruppo proprio per la sua &ldquo;bella postura&rdquo;... Difficilmente colleghiamo questi ed altri </span><span class="s2"><strong>atteggiamenti posturali</strong></span><span class="s1">, con i sintomi e dolori ad essi correlati, ai </span><span class="s2"><strong>primi mesi di vita di un bambino</strong></span><span class="s1">, n&eacute; tanto meno ci domandiamo chi controlla il tono della nostra muscolatura profonda, e quindi la &ldquo;forma&rdquo; che il nostro corpo assume esteriormente.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Eppure il nostro corpo inizia a costruire la propria postura molto prima di stare seduto a una scrivania, prima di portare dal luned&igrave; al venerd&igrave; lo zaino pieno di libri e prima di iniziare a fissare lo schermo di un cellulare o di un pc per svariate ore al giorno. Attivi fin dalla vita intrauterina, infatti, i primi "programmi" del nostro cervello in fatto di controllo motorio e posturale sono i riflessi primitivi, mentre le spie che ci informano di cosa accade nell&rsquo;ambiente circostante sono i recettori (occhio, orecchio, bocca, organo dell&rsquo;equilibrio, piedi, pelle).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<h2 class="p1"><strong>Riflessi primitivi, che cosa sono?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></h2>
<p class="p2"><span class="s1">Alla nascita, ogni bambino mette in atto una serie di </span><span class="s2"><strong>movimenti automatici</strong></span><span class="s1">: ad uno stimolo, cio&egrave;, corrisponde una risposta involontaria sempre uguale, come ad esempio ruotare il capo verso la fonte di cibo, stringere con la manina ci&ograve; che stimola il palmo della mano, piangere ed aggrapparsi se avverte la testa cadere all&rsquo;indietro. Questi movimenti sono </span><span class="s2"><strong>indispensabili per la sopravvivenza </strong></span><span class="s1">e sono gestiti da </span><span class="s2"><em>riflessi </em></span><span class="s1">(ovvero circuiti neurologici che permettono reazioni rapidissime perch&eacute; non modulate) detti </span><span class="s2"><em>primitivi</em></span><span class="s1">, poich&eacute; presenti gi&agrave; alla nascita.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Questi riflessi aiutano il neonato a costruire il controllo del proprio corpo, a sviluppare il tono muscolare, a percepire lo spazio, a organizzare l'equilibrio e a prepararsi alle grandi conquiste dei primi anni di vita: rotolare, strisciare, gattonare, stare seduto, camminare.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Con il passare dei mesi </span><span class="s2"><strong>questi automatismi dovrebbero lasciare gradualmente il posto a movimenti sempre pi&ugrave; volontari e raffinati</strong></span><span class="s1">: la mobilit&agrave; crociata (destra - sinistra) e segmentale (testa, arti superiori e inferiori indipendenti), la coordinazione occhio - mano, la mobilit&agrave; fine a livello manuale e orale. Questo processo prende il nome di </span><span class="s2"><strong>integrazione dei riflessi primitivi </strong></span><span class="s1">ed &egrave; una delle tappe fondamentali dello sviluppo neurologico: da questo dipende la capacit&agrave; di apprendere gesti sportivi e artistici, lettura, scrittura, pronuncia e articolazione corretta delle parole. Ogni fase rappresenta infatti un piccolo mattone che prepara quella successiva: </span><span class="s2"><strong>se la base &egrave; stabile, tutto ci&ograve; che verr&agrave; dopo potr&agrave; svilupparsi in modo pi&ugrave; armonico</strong></span><span class="s1">. Se invece qualcosa non si organizza nel modo migliore, il corpo far&agrave; ci&ograve; che sa fare meglio: adattarsi.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Talvolta, nel corso dello sviluppo, alcuni riflessi non vengono integrati nel modo corretto e il bambino, continuando a crescere, inizia inconsapevolmente a utilizzare </span><span class="s2"><strong>strategie di compenso</strong></span><span class="s1">. &Egrave; un po' come costruire una casa su fondamenta leggermente irregolari: la casa rimane in piedi, ma con il tempo alcune pareti potrebbero mostrare piccole crepe.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il nostro cervello, ed il nostro corpo di conseguenza, &egrave; straordinariamente capace di compensare: tuttavia questi adattamenti sono di fatto vie pi&ugrave; lunghe e tortuose per giungere al medesimo obiettivo. Ogni azione che compiamo, infatti, motoria o cognitiva che sia, richiede l'integrazione di numerosi sistemi: vista, equilibrio, sensibilit&agrave; corporea, muscoli e connessioni neuronali che mettono ogni distretto in comunicazione con gli altri. Quando<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">questa organizzazione richiede uno sforzo maggiore, come nel caso in cui uno o pi&ugrave; tra i riflessi primitivi non abbiano completato il loro percorso di maturazione, il sistema nervoso pu&ograve; dover dedicare pi&ugrave; risorse al compenso dei &ldquo;tasselli mancanti&rdquo;. Per alcuni bambini (ma anche adulti!) questo pu&ograve; tradursi in una </span><span class="s2"><strong>maggiore fatica durante attivit&agrave; che richiedono coordinazione, attenzione prolungata o organizzazione del movimento</strong></span><span class="s1">.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; importante sottolineare che questi aspetti possono avere molte cause diverse e che la presenza di riflessi primitivi attivi non rappresenta, da sola, una spiegazione o una diagnosi. Tuttavia, la loro valutazione pu&ograve; offrire informazioni e strumenti in pi&ugrave; per &ldquo;alleggerire&rdquo; un sistema in difficolt&agrave;, insieme ad un attento monitoraggio dei recettori e del loro funzionamento durante la crescita.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<h2 class="p1"><strong>Informazioni 24 ore su 24: i recettori<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></h2>
<p class="p2"><span class="s1">I nostri recettori sono le spie che informano costantemente il cervello, da svegli e nel sonno, di quanto accade nell&rsquo;ambiente circostante e all&rsquo;interno del corpo stesso. Va da s&eacute; che accertarsi regolarmente della corretta &ldquo;taratura&rdquo; dei nostri sensori permette al corpo in crescita di organizzarsi con </span><span class="s2"><strong>pi&ugrave; simmetria ed equilibrio </strong></span><span class="s1">e raggiungere una </span><span class="s2"><strong>migliore stabilit&agrave;</strong></span><span class="s1">.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p3"><span class="s3">In alcuni nostri articoli precedenti trovi approfondimenti riguardo la relazione della postura con tutti i recettori principali (<a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/occhio-piede-e-lingua-un-viaggio-che-parla-di-postura_107727.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></span><span class="s3">), con l&rsquo;occhio in particolare (<a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-dialogo-tra-occhi-e-postura-perche-valutare-e-rieducare-locchio_97459.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></span><span class="s3">) e con il sistema fasciale (<a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/postura-e-fascia-il-legame-invisibile-tra-movimento-benessere_102434.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></span><span class="s3">).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<h2 class="p1"><strong>Investire sulla postura di domani<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></h2>
<p class="p2"><span class="s1">La prevenzione significa non aspettare che arrivi il dolore, ma osservare come il bambino sta crescendo, come utilizza il proprio corpo e se le tappe dello sviluppo stanno costruendo basi solide per le future abilit&agrave; complesse. Il professionista osteopata o il terapista della neuropsicomotricit&agrave; pu&ograve; essere di sostegno e di aiuto al genitore in questo monitoraggio dell&rsquo;aspetto recettoriale e di integrazione dei riflessi primitivi.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Una valutazione neuromotoria pu&ograve; essere particolarmente utile quando il bambino presenta, ad esempio:<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li2"><span class="s1">Una postura che appare poco stabile; </span><span class="s6"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Goffaggine nei movimenti; </span><span class="s6"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Difficolt&agrave; di equilibrio; </span><span class="s6"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Coordinazione faticosa; </span><span class="s6"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Affaticamento durante le attivit&agrave; scolastiche; </span><span class="s6"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Irrequietezza motoria o difficolt&agrave; a mantenere l'attenzione.</span></li>
</ul>
<p><span class="s1">Naturalmente, la presenza di uno o pi&ugrave; di questi aspetti non indica necessariamente un problema neurologico, bens&igrave; un motivo per approfondire con una valutazione professionale, cos&igrave; da comprendere meglio il funzionamento del sistema nel suo insieme.</span></p>
<h2><span class="s2"><strong>La forza della plasticit&agrave;</strong></span></h2>
<p><span class="s1">L'infanzia &egrave; il periodo in cui il cervello possiede la pi&ugrave; grande capacit&agrave; di adattarsi, imparare e riorganizzarsi.&nbsp;</span><span class="s6"><br></span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Per questo motivo riconoscere precocemente eventuali immaturit&agrave; permette di proporre percorsi personalizzati basati su esercizi specifici, attivit&agrave; motorie e, nei casi indicati, trattamenti manuali integrati all'interno di un progetto riabilitativo.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">L'obiettivo non &egrave; "correggere" il bambino, ma accompagnarne lo sviluppo nel modo pi&ugrave; armonico possibile.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Vialibera promuove un approccio alla salute che intreccia posturologia, osteopatia, movimento, alimentazione e scienze orientali applicandolo a tutte le fasce di et&agrave;, dai 9 mesi ai 120 anni!</span></p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Marianna Rebuffo e Valeria Milanesio, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email&nbsp;vialiberacuneo@gmail.com&nbsp;- tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Rischio siccità, Azione: “Servono progetti per invasi e infrastrutture, azioni concrete"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rischio-siccita-azione-servono-progetti-per-invasi-e-infrastrutture-azioni-concrete_124454.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rischio-siccita-azione-servono-progetti-per-invasi-e-infrastrutture-azioni-concrete_124454.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124454/153978.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo l'analisi e la posizione di Azione Cuneo in merito al rischio siccit&agrave; della provincia Granda. Prandi, segretario generale: "Necessari interventi, servono progetti e azioni concrete".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Denominata storicamente la &ldquo;Granda&rdquo; per la sua vasta estensione e per l&rsquo;importante vocazione agricola, da anni si trova ad affrontare l&rsquo;ennesimo periodo di siccit&agrave;. Un&rsquo;emergenza che non &egrave; pi&ugrave; un evento isolato, ma una crisi prevedibile a causa di stagioni estive sempre pi&ugrave; torride e fuori controllo, aggravata da anni di immobilismo sul fronte della pianificazione idrica del territorio.<br><br>&ldquo;Non possiamo pi&ugrave; permetterci di stare a guardare un problema sempre pi&ugrave; complesso, ormai sfociato in un&rsquo;emergenza che devasta il nostro territorio, un paradosso se pensiamo ad una provincia ai piedi delle alpi. - dichiara Stefano Marino Capano - Nonostante i ripetuti e numerosi appelli da parte del mondo agricolo, delle varie associazioni di categoria e dei cittadini stessi, sembra un problema superficiale, ma che invece richiede molta attenzione. Come pi&ugrave; volte ribadito dall&rsquo;ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), spesso in collaborazione con Coldiretti. Sia a livello nazionale che provinciale tratteniamo appena l&rsquo;11% dell&rsquo;acqua piovana, senza infrastrutture, invasi e bacini idrici, restiamo fermi a guardare la nostra preziosa acqua disperdersi senza alcun beneficio per i cittadini e l&rsquo;agricoltura&rdquo;.&nbsp;<br><br>&ldquo;Alla necessit&agrave; di realizzare nuove infrastrutture idriche &ndash; aggiunge Ivan Radice - si affianca il dibattito sulla recente proposta della Regione Piemonte di privilegiare il deflusso delle acque nei corsi principali, riducendo la disponibilit&agrave; idrica nei corsi d'acqua minori. Si tratta di una misura che nasce dall'esigenza di garantire risorse al comparto agricolo, ma che richiede un'attenta valutazione degli effetti ambientali. Torrenti, rii e canali secondari costituiscono habitat essenziali per la biodiversit&agrave; e svolgono un ruolo fondamentale nell'equilibrio degli ecosistemi del nostro territorio. Un loro progressivo impoverimento potrebbe determinare conseguenze rilevanti sia sul piano ecologico sia sulla qualit&agrave; complessiva dell'ambiente. La tutela dell'agricoltura e quella ambientale non possono e non devono essere poste in contrapposizione. La risposta alla siccit&agrave; deve essere strutturale e non emergenziale. Per questo proponiamo di accelerare la realizzazione di piccoli e medi invasi diffusi, recuperare le cave dismesse trasformandole in bacini di accumulo, ridurre le perdite della rete idrica e incentivare il riutilizzo delle acque reflue opportunamente depurate per uso irriguo&rdquo;.<br><br>&ldquo;Serve al pi&ugrave; presto sbloccare la situazione e finanziare i tanti progetti infrastrutturali gi&agrave; presenti sul tavolo in ambito idrico &ndash; conclude Giacomo Prandi -, semplificare l&rsquo;iter procedurale per il rilascio delle autorizzazioni per la loro realizzazione, piani di sviluppo e destinare fondi straordinari (Regionali e Nazionali) per curare una rete idrica che ad oggi disperde molta acqua prima che arrivi al punto di utilizzo. Sul tema come Azione vediamo molto positivamente l&rsquo;accordo che ha portato la societ&agrave; consortile CO.GE.SI a gestire l&rsquo;intera rete idrica pubblica provinciale, auspichiamo che questo sia il primo passo per arrivare ad un gestore unico a livello almeno regionale che abbia la forza economica per fare gli investimenti necessari per il rinnovamento della rete idrica, al fine di diminuire la dispersione di acqua che ad oggi in provincia di Cuneo &egrave; di oltre il 30%&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Coldiretti Cuneo racconta la cooperazione tra agricoltori e lavoratori nei frutteti della Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-racconta-la-cooperazione-tra-agricoltori-e-lavoratori-nei-frutteti-della-granda_124388.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-racconta-la-cooperazione-tra-agricoltori-e-lavoratori-nei-frutteti-della-granda_124388.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124388/153892.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Quando il sole si alza sui frutteti della provincia di Cuneo, nei campi comincia una giornata di lavoro condivisa. Dal Saluzzese al Cuneese, agricoltori e lavoratori stagionali raccolgono insieme, affrontando il caldo, la fatica e i ritmi dettati dalla maturazione della frutta. Perch&eacute; il raccolto non pu&ograve; aspettare e, quando arriva il momento, il lavoro di ognuno diventa indispensabile. Raccontare il lavoro agricolo significa tenerne insieme complessit&agrave;, criticit&agrave; e quotidianit&agrave;. Significa affrontare con rigore ci&ograve; che non funziona, ma anche dare voce alle tante esperienze fondate sul rispetto delle regole, sulla collaborazione e sulla responsabilit&agrave; che caratterizzano il territorio: storie di imprenditori agricoli e lavoratori che condividono fatica, professionalit&agrave; e obiettivi comuni, costruendo rapporti che spesso si consolidano negli anni. Molti lavoratori tornano nelle stesse aziende stagione dopo stagione, conoscono i frutteti, le diverse fasi produttive e le esigenze dell&rsquo;impresa&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; quanto racconta Matteo Perotto, frutticoltore del Saluzzese: &ldquo;Assumiamo direttamente i nostri lavoratori. Sei di loro sono presenti stabilmente durante tutto l&rsquo;anno e ci aiutano sia nella raccolta sia nelle attivit&agrave; invernali. Molti degli stagionali tornano da noi ogni anno, perch&eacute; si trovano bene con la nostra famiglia e noi ci troviamo bene con loro. Ogni tanto ci ritroviamo anche tutti insieme per una cena, perch&eacute; con molti di loro il rapporto va oltre le ore trascorse nei campi. Per l&rsquo;azienda &egrave; un valore importante, sono persone formate, conoscono il lavoro e sanno gi&agrave; come muoversi&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;agricoltura ha per sua natura una componente stagionale strutturale. Nei periodi di raccolta il fabbisogno di manodopera aumenta e migliaia di persone vengono impiegate per rispondere ai ritmi della produzione. &Egrave; la fisiologia di un comparto legato ai cicli naturali, all&rsquo;andamento climatico e alla maturazione dei prodotti.</p>
<p>Accanto agli impieghi stagionali nascono spesso rapporti continuativi, che consentono ai lavoratori di acquisire competenze e alle aziende di poter contare su persone formate e affidabili. Una relazione di fiducia costruita nel tempo caratterizza anche l&rsquo;esperienza di Matteo Migliore, frutticoltore del Cuneese: &ldquo;Per l'attivit&agrave; stagionale mi affido ad una societ&agrave; di servizi locale, ma da cinque o sei anni lavora con noi un lavoratore africano che ormai &egrave; diventato il mio uomo di fiducia. &Egrave; presente da giugno a settembre e vive a Cuneo insieme ad alcuni connazionali, in un appartamento che hanno scelto di affittare. Tiene molto alla propria autonomia abitativa&rdquo;.</p>
<p>Le relazioni, per&ograve;, non si esauriscono alla fine della giornata lavorativa. La stragrande maggioranza dei lavoratori stagionali trova ospitalit&agrave; nelle cascine delle aziende agricole, entrando a far parte della loro vita e condividendo non soltanto il lavoro, ma anche le giornate positive, le difficolt&agrave; e le preoccupazioni. Altri, soprattutto quando il legame con il territorio diventa pi&ugrave; stabile, scelgono invece di costruirsi una propria autonomia abitativa.</p>
<p>&ldquo;Alcuni lavoratori vengono ospitati da noi, mentre molti di quelli stabili o che ritornano ogni stagione preferiscono affittare un&rsquo;abitazione nei paesi vicini, per poter avere una casa propria. Alcuni mantengono l&rsquo;affitto anche durante l&rsquo;inverno, nonostante rientrino temporaneamente nel loro Paese, perch&eacute; tengono ad avere qui un punto di riferimento stabile&rdquo;, prosegue Perotto.</p>
<p>Esperienze che, in territori diversi della provincia, mostrano come il lavoro agricolo possa diventare uno strumento di autonomia, integrazione e crescita reciproca. Per rafforzare questo modello, tuttavia, &egrave; necessario accompagnare l&rsquo;impegno delle imprese con politiche pubbliche capaci di rispondere alle esigenze dei lavoratori e dei territori.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124388/small_153893.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;La dignit&agrave; del lavoro si costruisce attraverso contratti regolari, sicurezza, abitazioni adeguate e rapporti fondati sul rispetto. Nei frutteti gli agricoltori lavorano sotto il sole insieme ai propri dipendenti, condividendo la fatica, le preoccupazioni legate al clima e le soddisfazioni di un buon raccolto. Questa vicinanza d&agrave; vita a rapporti che, in molti casi, durano da anni. L&rsquo;impegno delle imprese deve essere accompagnato da un sistema territoriale sempre pi&ugrave; solido di welfare e accoglienza&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Servono risorse pubbliche per potenziare le strutture di ospitalit&agrave; collettiva e sostenere la ristrutturazione degli alloggi privati messi a disposizione dalle imprese. Allo stesso tempo, &egrave; necessario sviluppare un progetto pubblico per la logistica e il trasporto, capace di collegare in modo efficace i luoghi di residenza con le aziende e i frutteti. Investire nell&rsquo;accoglienza significa tutelare i lavoratori, sostenere le imprese e rafforzare l&rsquo;intero territorio provinciale&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Case e Ospedali di Comunità: cosa cambia davvero? ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/153747.jpg" title="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" alt="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" /><br /><p>La sanit&agrave; territoriale piemontese entra nella sua fase pi&ugrave; concreta anche in provincia di Cuneo. Dopo l'inaugurazione, nello scorso mese di aprile, delle Case della Comunit&agrave; di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo, mercoled&igrave; 15 luglio l'Asl CN1 ha aggiunto un nuovo tassello al percorso di riorganizzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), aprendo ufficialmente l'Ospedale di Comunit&agrave; di Saluzzo, la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano e l'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo, realizzato negli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, la Corte Costituzionale conferma il divieto nelle aree agricole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124292/153741.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sentenza della Corte costituzionale conferma la necessit&agrave; di tutelare il suolo destinato alla produzione alimentare. &Egrave; quanto sottolinea Coldiretti Cuneo commentando la notizia riportata oggi da Il Sole 24 Ore che rende noto come, con la sentenza n. 127/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni sollevate dal TAR Lazio, confermando la legittimit&agrave; del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle zone classificate agricole. Un pronunciamento che, secondo Coldiretti Cuneo, deve indurre il Piemonte a rafforzare la tutela delle aree agricole nel Disegno di legge regionale sull&rsquo;individuazione di ulteriori aree idonee all&rsquo;installazione di impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; un pronunciamento molto importante, che conferma un principio da noi sostenuto con forza: la transizione energetica pu&ograve; e deve essere perseguita senza sottrarre terreni alla produzione di cibo&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La decisione della Corte costituzionale non riguarda direttamente il provvedimento piemontese, ma rappresenta un ulteriore e significativo elemento di cui il Consiglio regionale potr&agrave; tenere conto nel rafforzare la tutela del suolo agricolo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Proprio mentre la Corte costituzionale riconosce la piena legittimit&agrave; di una disciplina nazionale volta a limitare l&rsquo;utilizzo delle superfici agricole per l&rsquo;installazione di pannelli fotovoltaici, ci sembra coerente non ampliare, nel Disegno di legge regionale, le aree agricole considerate idonee&rdquo; sottolinea Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La priorit&agrave; deve andare ai tetti degli edifici, ai parcheggi, alle aree industriali dismesse e alle superfici gi&agrave; compromesse, evitando che i terreni produttivi diventino terreno di conquista per iniziative speculative&rdquo;.</p>
<p>Coldiretti Cuneo ribadisce il proprio sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma chiede che venga rispettata una precisa gerarchia nell&rsquo;utilizzo delle superfici: prima quelle edificate, impermeabilizzate, dismesse o degradate; nelle aree agricole, soltanto soluzioni realmente compatibili con la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; produttiva.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Monte Lausa, questo sconosciuto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-monte-lausa-questo-sconosciuto_124199.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-monte-lausa-questo-sconosciuto_124199.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/153548.jpg" title="Monte Lausa" alt="Monte Lausa" /><br /><p>Per anni ho abitato a Entracque vedendo ogni giorno questa montagna sopra la mia testa, senza che nessuno me ne parlasse davvero. Avevo percorso più volte i sentieri che raggiungono il Colletto, ma non trovando indicazioni per proseguire oltre, come farebbe qualsiasi escursionista, non ho mai immaginato di poter raggiungere la vetta del Monte Lausa. Soprattutto, nessuno mi aveva mai raccontato della vista eccezionale che si può godere dalla sua cima.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153584.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Desidero subito precisare che non esiste un sentiero ufficialmente tracciato e segnalato fino alla vetta. È comprensibile che gli enti gestori preferiscano non assumersi responsabilità su percorsi che presentano alcuni tratti più impegnativi. Tuttavia, viene spontaneo chiedersi perché un geosito di così elevato interesse geologico, geomorfologico e paesaggistico non venga maggiormente valorizzato e rimanga di fatto poco conosciuto.</p>
<p>Raggiungere la vetta del Monte Lausa significa riscoprire il gusto dell'avventura e dell'esplorazione. Non si segue semplicemente un sentiero, ma si percorrono tracce, passaggi e linee naturali del terreno, avanzando lentamente con lo spirito di chi vuole scoprire qualcosa di nuovo. È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell'itinerario.</p>
<p>La particolarità del percorso consiste nel fatto che la salita avviene dal versante opposto rispetto a quello panoramico. Durante gran parte dell'ascensione la vista rimane limitata e il paesaggio non svela immediatamente le sue bellezze. Solo arrivando in cima il panorama si apre improvvisamente, regalando una visione spettacolare su Entracque, sulla valle Gesso e sulle montagne circostanti. È un effetto sorprendente che aumenta ulteriormente il fascino della salita.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153564.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Dal punto di vista escursionistico, il Monte Lausa rappresenta una meta particolarmente interessante. In circa un'ora è possibile raggiungere una vera vetta e vivere un'esperienza di montagna autentica. In molte altre località alpine, compresa gran parte della valle Gesso e della Valle d'Aosta, per raggiungere una cima occorrono normalmente quattro o cinque ore di cammino. Qui, invece, in un tempo relativamente breve si può raggiungere una montagna che offre sensazioni e panorami degni di itinerari ben più lunghi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153565.jpg" loading="lazy"></p>
<p>In questo estratto della cartina sentieristica sono evidenziati i sentieri ufficialmente mappati. Si osservi che, per motivi di sicurezza, non è riportato il sentiero che conduce alla vetta del Monte Lausa, nonostante sia presente una traccia esistente e percorribile sul terreno.</p>
<p>Di fatto, il geosito e il sito di interesse geomorfologico, geologico e panoramico rappresentato dalla vetta del Monte Lausa non risultano pienamente valorizzati. Dalla cima si può infatti godere di una vista eccezionale su Entracque e sull'intera valle Gesso; il panorama è così ampio da dare la sensazione di osservare il territorio con gli occhi di un'aquila in volo.</p>
<p>Dal punto 2 indicato in cartografia, la vetta del Monte Lausa è raggiungibile in circa dieci minuti di cammino tranquillo, affrontando il percorso con il giusto spirito di esplorazione. Il tracciato presenta alcuni passaggi tecnici e richiede attenzione; per questo motivo è consigliato a escursionisti esperti e adeguatamente equipaggiati.</p>
<p>Pur presentando alcune difficoltà, il percorso è stato affrontato più volte dallo scrivente, anche in compagnia delle mie figlie quando erano più piccole. Per ulteriori approfondimenti e per una migliore comprensione dell'itinerario, si pu&ograve; guardare questo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=RCuTkcJtdKY" target="_blank" rel="nofollow">video</a> su YouTube.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153566.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Dal punto di vista geologico, il Monte Lausa presenta caratteristiche di grande interesse.</p>
<p>Gli strati rocciosi mostrano una tipica giacitura monoclinale, con immersione di circa 60 gradi. Ancora più interessante è la presenza, in prossimità della vetta, del nucleo di una grande piega, testimonianza delle intense deformazioni che hanno interessato queste rocce durante la formazione dell'arco alpino. Proprio in corrispondenza della zona sommitale si osservano numerose masse rocciose instabili e abbondanti fenomeni di disgregazione. La presenza di questi grandi blocchi è strettamente legata alla particolare struttura geologica della montagna e ai continui processi di alterazione che interessano la roccia.</p>
<p>Un episodio particolarmente significativo si è verificato nel 2022, quando dalla parte alta del versante si è staccato un grosso masso del volume di circa un metro cubo. Durante la discesa il blocco ha compiuto rimbalzi anche superiori a cinquanta metri, attraversando un bosco di abeti e tranciando alcuni alberi di grandi dimensioni come fossero semplici stuzzicadenti. La sua corsa si è conclusa soltanto nei pressi di un'abitazione, dopo aver danneggiato e divelto una recinzione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153567.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153568.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Dal punto di vista geologico e fisico, la particolare inclinazione degli strati calcarei favorisce il rimbalzo dei massi durante la caduta.</p>
<p>Le superfici rocciose compatte e lisce consentono infatti ai blocchi di conservare gran parte della loro energia cinetica. Non è un caso che rocce con caratteristiche meccaniche simili siano state utilizzate storicamente per realizzare superfici estremamente regolari e resistenti.</p>
<p>Questo aspetto contribuisce a spiegare l'elevata mobilità dei blocchi che occasionalmente si staccano dalle pareti e dalle zone sommitali del Monte Lausa.</p>
<p>Osservando attentamente il versante della montagna, circa a metà quota, è possibile riconoscere una sorta di gradino morfologico. Questo elemento è il risultato dell'erosione esercitata dal grande ghiacciaio che occupava la valle Gesso durante il Quaternario. Il movimento della massa glaciale ha infatti asportato parte delle superfici rocciose inferiori, modellando il versante e lasciando ben visibile questo caratteristico scalino.</p>
<p>In questa zona sono inoltre presenti numerose cavità naturali e piccole grotte, generate dall'assetto geologico e dai processi erosivi che hanno interessato il versante nel corso del tempo. Questi ambienti costituiscono importanti rifugi per la fauna selvatica: molti animali vi trovano riparo durante le ore più calde dell'estate, si proteggono dalle intemperie e, in alcuni casi, vi trascorrono parte della stagione invernale al riparo dalla neve e dal vento.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153569.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153570.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153571.jpg" loading="lazy"></p>
<p>In questa immagine sono riportati tutti i tracciati GPS delle esplorazioni effettuate dallo scrivente sul Monte Lausa e nei territori circostanti. Si tratta di itinerari che permettono di scoprire angoli poco conosciuti della montagna, vivendo un'esperienza di esplorazione autentica a pochi passi dall'abitato di Entracque.</p>
<p>In pratica, appena usciti di casa, è possibile immergersi in un ambiente selvaggio e affascinante, provando il piacere dell'avventura, della scoperta e dell'osservazione diretta della natura e della geologia del territorio.</p>
<p>Oltre al sentiero geologico della direttissima, a circa metà del Monte Lausa sono presenti diverse cavità naturali e piccole grotte, alcune delle quali possono essere esplorate per diversi metri. Queste cavità rappresentano elementi di notevole interesse naturalistico e costituiscono spesso un prezioso riparo per la fauna selvatica. In molti casi gli animali vi trascorrono la notte oppure vi trovano protezione durante i periodi di maltempo e, talvolta, anche durante la stagione invernale, al riparo dalla neve, dal vento e dalle intemperie.</p>
<p>L'esplorazione di questi ambienti consente quindi non solo di osservare aspetti geologici e geomorfologici di grande interesse, ma anche di comprendere meglio il delicato equilibrio che lega la fauna selvatica al territorio montano.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153572.jpg" loading="lazy"></p>
<p>In questa fotografia sono evidenziati in azzurro i sentieri ufficialmente riportati nella cartografia escursionistica. Con la traccia rossa è indicato il sentiero geologico, che risale il vallone caratterizzato dalla presenza di numerosi e imponenti massi provenienti dal versante della Lausa e arrestatisi lungo il loro percorso di caduta.</p>
<p>Con la traccia giallo-rossa è invece evidenziata la direttissima del Monte Lausa. Analogamente alla celebre Direttissima del Gran Sasso, questo itinerario consente di raggiungere rapidamente la parte sommitale della montagna e di aggirare il cocuzzolo roccioso che caratterizza il settore superiore del rilievo, offrendo scorci panoramici di grande interesse.</p>
<p>La traccia verde individua infine un sentiero regolarmente mappato, ma che attualmente si presenta in uno stato di manutenzione limitato. Pur essendo ancora riconoscibile sul terreno, alcuni tratti possono risultare poco evidenti e richiedono pertanto una maggiore attenzione nell'orientamento.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153573.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153574.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Ho ripercorso a ritroso, dal fondovalle verso monte, l'intero percorso seguito dal masso durante l'evento di crollo. Le evidenze rilevate sul terreno hanno permesso di ricostruire una dinamica caratterizzata da numerosi rimbalzi e impatti ad alta energia.</p>
<p>In alcuni tratti sono stati riconosciuti rimbalzi superiori a 50 metri di lunghezza, con altezze stimate fino a 6-7 metri rispetto al piano di campagna. Lungo la traiettoria sono inoltre stati osservati diversi abeti troncati di netto dall'impatto del blocco, come fossero semplici stuzzicadenti. Tali evidenze testimoniano la notevole energia sviluppata durante la caduta.</p>
<p>Il masso, con un volume stimato di circa un metro cubo, ha infatti trasformato progressivamente la propria energia potenziale gravitazionale in energia cinetica durante la discesa lungo il versante. La combinazione tra pendenza, altezza di caduta e caratteristiche del substrato roccioso ha consentito al blocco di mantenere elevate velocità e una notevole capacità distruttiva fino all'arresto finale nel giardino della casa</p>
<p>Osservando il Monte Lausa e percorrendo il versante boscato a prevalenza di abeti, si può notare come gran parte degli alberi presenti sia stata probabilmente piantumata dall'uomo circa 50-80 anni fa. Tale interpretazione deriva dalla disposizione piuttosto regolare degli esemplari, che in molti tratti risultano allineati secondo filari ben riconoscibili.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, questa tipologia di copertura forestale svolge anche la funzione di bosco di protezione, contribuendo a ridurre la propagazione dei fenomeni di caduta massi e ad attenuarne gli effetti sul fondovalle e sulle infrastrutture sottostanti.</p>
<p>Tuttavia, le evidenze osservate sul terreno e gli episodi di crollo verificatisi negli ultimi anni indicano come il rischio di caduta massi sia tuttora presente. A tale proposito, lo scrivente ha più volte segnalato al Comune di Entracque la necessità di mantenere alta l'attenzione su questa problematica e di valutare periodicamente le condizioni di stabilità del versante e l'efficacia delle opere di protezione naturale esistenti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153575.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Descrizione dei sentieri in sintesi</h2>
<p>Il Monte Lausa permette di vivere una vera esperienza di avventura semplicemente uscendo di casa. Anche per i vacanzieri che soggiornano a Entracque rappresenta una meta particolarmente interessante, capace di offrire numerosi spunti escursionistici, geologici e panoramici. Grazie alla sua esposizione, nelle ore del mattino gran parte del percorso rimane in ombra e consente di camminare al fresco anche durante le giornate estive più calde.</p>
<h2>Il sentiero del Colletto</h2>
<p>L'itinerario principale parte alle spalle della farmacia di Entracque e risale il bosco di abeti fino a raggiungere il Colletto. Qui è presente la cartellonistica del Parco che indica le direzioni verso il Monte Corno, le Gorge della Reina e il Tetto Stramondin. Non è invece presente alcuna indicazione per la vetta del Monte Lausa.</p>
<p>Dal Colletto, proseguendo verso la cima, è possibile seguire una traccia naturale che conduce progressivamente alla vetta. Secondo il giudizio dello scrivente, il percorso presenta alcuni passaggi che richiedono attenzione e può pertanto essere classificato come itinerario per escursionisti esperti. Come sempre in montagna, ciascun escursionista è responsabile delle proprie scelte e deve valutare autonomamente le proprie capacità, le condizioni del terreno e la sicurezza del percorso.</p>
<h2>Il sentiero geologico</h2>
<p>Un secondo itinerario, non riportato nella sentieristica ufficiale, può essere definito come "sentiero geologico". Esso risale il vallone interessato dalla caduta dei grandi massi provenienti dal Monte Lausa. Attualmente la traccia è mantenuta aperta soprattutto dal passaggio della fauna selvatica.</p>
<p>Questo percorso permette di osservare direttamente gli effetti dei fenomeni di crollo, le forme del versante e numerosi aspetti geomorfologici di grande interesse. Anche questo itinerario richiede esperienza escursionistica e si ricongiunge al percorso principale in prossimità dell'ultimo tornante prima della vetta.</p>
<h2>La Direttissima</h2>
<p>Il terzo itinerario, anch'esso destinato a escursionisti esperti, può essere definito la "Direttissima", in analogia con la celebre Direttissima del Gran Sasso.</p>
<p>Il percorso segue sostanzialmente la linea di massima pendenza e conduce rapidamente verso la parte sommitale della montagna. Non esiste un sentiero tracciato, ma proprio questa caratteristica rappresenta uno degli elementi più affascinanti dell'itinerario. L'escursionista può avanzare con il vero spirito dell'esplorazione, percorrendo tracce naturali, transitando in prossimità di pareti rocciose e aggirando la vetta lungo itinerari sempre diversi, immerso in un ambiente selvaggio e poco frequentato.</p>
<h2>Una montagna per tutti</h2>
<p>In sintesi, il Monte Lausa può essere considerato una montagna adatta a molte tipologie di frequentatori.</p>
<p>È una meta ideale per i semplici passeggiatori che desiderano raggiungere il Colletto attraverso il fresco bosco di abeti, per le famiglie con bambini che vogliono trascorrere qualche ora nella natura</p>
<p>senza necessariamente raggiungere la vetta, ma anche per gli escursionisti più esperti che desiderano vivere il fascino dell'esplorazione e della scoperta.</p>
<p>Il Monte Lausa offre infatti la rara possibilità di provare il gusto dell'avventura senza allontanarsi dall'abitato, consentendo di immergersi rapidamente in un ambiente montano autentico, ricco di aspetti geologici, naturalistici e panoramici di grande interesse.</p>
<p>Inoltre, una volta raggiunto il Colletto o la vetta, è possibile proseguire lungo numerosi altri itinerari che conducono verso il Monte Corno, la Cresta Giaime e altri punti panoramici tra i più spettacolari dell'intera Valle Gesso.</p>
<p>Per approfondire l'itinerario della Cresta Giaime è possibile consultare questo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qRMxWAxjntw" target="_blank" rel="nofollow">video</a> su YouTube.</p>
<h2>Approfondimento geologico</h2>
<p>Questa porzione dell'arco alpino si &egrave; formata in un intervallo di tempo compreso tra circa 100 e 40 milioni di anni fa, durante le principali fasi dell'orogenesi alpina. Successivamente, tra il Tortoniano e il Messiniano, si &egrave; verificata la rotazione del sistema sardo-corso, evento geodinamico che ha contribuito all'evoluzione dell'assetto del Mediterraneo occidentale.</p>
<p>Le montagne che oggi osserviamo sono quindi il risultato di processi geologici estremamente lenti, sviluppatisi nel corso di decine di milioni di anni. La compressione tra le placche tettoniche &egrave; avvenuta con velocit&agrave; variabili, generalmente dell'ordine di pochi centimetri all'anno e, nelle fasi pi&ugrave; intense, fino a circa 10 centimetri all'anno. Sebbene tali velocit&agrave; possano sembrare modeste, nel corso di tempi geologici cos&igrave; lunghi hanno portato alla formazione delle imponenti catene montuose che caratterizzano il paesaggio attuale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153579.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153580.jpg" loading="lazy"></p>
<p>In questa carta geologica in sezione sono evidenziate le rocce e la loro particolare giacitura. Ecco la relativa legenda:</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153581.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153582.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Nella sezione geologica elaborata dallo scrivente si evidenzia, in prossimit&agrave; della vetta, la presenza del nucleo di una megapiega, dalla quale frequentemente si distaccano grossi blocchi che rotolano fino al fondovalle. Con la freccia rossa &egrave; evidenziato un gradino di erosione generato dal movimento del ghiacciaio che occupava la valle durante il Quaternario. Con la linea blu sono invece indicate la quota raggiunta dal ghiacciaio e la sua direzione di movimento. Il ghiacciaio riempiva pertanto la vallata con uno spessore stimato di circa 200 metri.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124199/small_153583.jpg" loading="lazy"></p>
<p>In questa ulteriore sezione geologica si evidenzia il complesso meccanismo di messa in posto dei calcari e delle altre rocce sedimentarie durante le fasi di sovrapposizione, trasporto, riesumazione e accavallamento tettonico. Si tratta di processi geologici articolati che hanno modificato nel tempo l'assetto originario delle formazioni rocciose.<br>La variabile giacitura degli strati oggi osservabile rappresenta il risultato delle diverse fasi di deformazione e sollevamento che hanno interessato l'area nel corso della sua evoluzione geologica.</p>
<p>In geologia e geomorfologia, uno degli obiettivi principali &egrave; la ricostruzione palinspastica, ossia il tentativo di ricostruire l'assetto originario delle formazioni rocciose, comprendendone le giaciture iniziali, i rapporti reciproci e gli ambienti deposizionali precedenti alle deformazioni tettoniche che hanno modellato il territorio attuale.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 14:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Giovanni Bertagnin</dc:creator><author><name>Giovanni Bertagnin</name></author></item><item><title><![CDATA[Aree idonee, Calderoni (Pd) lamenta la bocciatura dell’emendamento sul biometano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124193/153766.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la nota di Mauro Calderoni, consigliere regionale del PD, in merito alla bocciatura dell'emendamento del biometano. Secondo il delegato "si perde un&rsquo;occasione per difendere agricoltura, suolo e territori".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;"La maggioranza ha bocciato il mio emendamento che avrebbe introdotto un principio di buon senso: il biometano deve nascere e svilupparsi in stretta connessione con il territorio agricolo in cui viene prodotto, non trasformarsi in un&rsquo;attivit&agrave; industriale alimentata da biomasse provenienti da centinaia di chilometri di distanza". Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, intervenendo sul disegno di legge regionale relativo all&rsquo;individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">"La mia proposta &ndash; prosegue - prevedeva che gli impianti di biometano potessero approvvigionarsi di biomasse attraverso contratti con aziende agricole della provincia in cui sorgono o delle province confinanti, entro un raggio massimo di 70 chilometri. Una norma semplice ma concreta, che avrebbe favorito una vera filiera agricola corta e circolare, ridotto il traffico pesante e le emissioni, evitato la nascita di impianti sovradimensionati e consentito al digestato di ritornare ai terreni da cui provengono le biomasse, chiudendo correttamente il ciclo agronomico".</p>
<p style="text-align: justify;">Per Calderoni il problema della legge non riguarda soltanto l&rsquo;estensione delle aree considerate idonee: "Nel provvedimento approvato sono totalmente assenti regole chiare e vincolanti su come gli impianti debbano essere realizzati. La legge si concentra quasi esclusivamente sull&rsquo;individuazione delle aree, ma non definisce standard stringenti sulle modalit&agrave; di installazione, sulle caratteristiche tecnologiche degli impianti e sul loro inserimento nel paesaggio rurale. Senza queste garanzie, il rischio &egrave; che ci si limiti a una semplice perimetrazione cartografica, incapace di governare gli effetti concreti che gli impianti possono avere sul territorio e sul sistema agricolo".</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere del Partito Democratico richiama inoltre le preoccupazioni espresse dal mondo agricolo: "Anche Coldiretti Cuneo ha evidenziato come il nuovo impianto normativo rischi di ampliare in modo non equilibrato le superfici potenzialmente utilizzabili per gli impianti, ribadendo che la priorit&agrave; deve restare la produzione di cibo e la tutela del suolo agricolo. &Egrave; una posizione che condivido. Prima di occupare nuovi terreni agricoli occorre sfruttare pienamente tetti, aree industriali dismesse, superfici gi&agrave; compromesse e zone impermeabilizzate. La transizione energetica non pu&ograve; diventare un pretesto per sottrarre terreno fertile alla produzione agricola".<br><br>Secondo Calderoni, altre Regioni hanno scelto di esercitare con maggiore determinazione le proprie prerogative per limitare l&rsquo;industrializzazione delle campagne e orientare gli investimenti verso soluzioni compatibili con le vocazioni dei territori. "In Piemonte, invece &ndash; spiega -, si &egrave; scelta una mediazione al ribasso. Manca un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; politica chiara sulla difesa del suolo agricolo e sulla qualit&agrave; degli interventi. La legge evita di affrontare alcuni nodi strutturali e lascia aperti spazi che rischiano di favorire, nei fatti, processi di consumo di suolo e operazioni speculative scollegate dalle esigenze delle comunit&agrave; locali". "La transizione ecologica &ndash; conclude - &egrave; una sfida che dobbiamo affrontare con convinzione, ma sar&agrave; credibile solo se sapr&agrave; coniugare produzione energetica, tutela del paesaggio, salvaguardia del suolo e valorizzazione dell&rsquo;agricoltura. Dispiace constatare che le proposte avanzate dal Partito Democratico per rafforzare questo equilibrio siano state respinte. Continueremo a batterci affinch&eacute; le energie rinnovabili rappresentino una vera opportunit&agrave; per il Piemonte, senza compromettere il patrimonio agricolo che costituisce una delle principali ricchezze della nostra regione".</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[A dieci anni sul Monviso: il sogno di Leonardo diventa realtà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/a-dieci-anni-sul-monviso-il-sogno-di-leonardo-diventa-realta_124153.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/a-dieci-anni-sul-monviso-il-sogno-di-leonardo-diventa-realta_124153.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/153458.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ci sono imprese che nascono da un'idea degli adulti e altre che prendono forma da un sogno custodito nel cuore di un bambino. Quella di Leonardo Calandri appartiene senza dubbio alla seconda categoria.</p>
<p>Domenica 12 luglio il piccolo di Caselle Torinese, che ha compiuto dieci anni lo scorso marzo, ha raggiunto la vetta del Monviso, coronando un desiderio che coltivava da mesi. Ad accompagnarlo in questa straordinaria avventura sono stati la mamma Anastasia Polishchuk e la guida alpina Sandro Paschetto, profondo conoscitore del "Re di Pietra", alla sua 202&ordf; salita.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153462.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p>Ma dietro quella fotografia con la croce di vetta alle spalle non c'&egrave; stata alcuna improvvisazione. C'&egrave; un progetto costruito con pazienza, allenamento e tanta consapevolezza.</p>
<p>"&Egrave; stata una vera e propria avventura, un desiderio che si &egrave; avverato, nato proprio da Leonardo e non da noi genitori", racconta la mamma. "Io, ad esempio, quest'anno non avevo intenzione di salire sul Monviso, ma lui ci teneva tantissimo e allora ho fatto di tutto per realizzare il suo sogno. Per farlo, per&ograve;, sapevo che servivano preparazione, la guida giusta, molto allenamento e che nulla poteva essere lasciato al caso".</p>
<p>La scelta della guida &egrave; stata naturale. "Con Sandro Paschetto avevamo gi&agrave; fatto il Monviso due volte insieme a mio marito. &Egrave; una persona altamente qualificata di cui mi fido completamente. Conosceva gi&agrave; la nostra famiglia e sapeva che, se gli chiedevo di accompagnare mio figlio in vetta, non si trattava di un capriccio o di un'idea improvvisata, ma del risultato di una preparazione seria".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153463.jpg" alt="La salita verso il Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>La preparazione sui sentieri della valle Po</h2>
<p>La preparazione &egrave; iniziata subito dopo la fine della scuola. La famiglia si &egrave; spostata nella casa dei nonni a Crissolo, dove ogni estate trascorre circa un mese, trasformando la valle Po in una vera palestra a cielo aperto.</p>
<p>"In poco meno di un mese abbiamo percorso circa 60 chilometri sui sentieri della valle. Oltre alle passeggiate fatte tutti insieme, anche con il pap&agrave; Cristian e il fratellino Denis, io e Leonardo abbiamo affrontato escursioni sempre pi&ugrave; impegnative proprio in vista del Monviso".</p>
<p>Tra gli itinerari affrontati figurano il Monte Tivoli, il Giro dei Laghi, il Buco di Viso, il Colle delle Traversette, il Rifugio Quintino Sella e una lunga escursione da Pian del Re al Mozzo con il ritorno a piedi fino a Crissolo, completando cos&igrave; 9 ore di cammino.</p>
<p>"Con lui siamo sempre stati chiari: doveva prepararsi esattamente come aveva sempre visto fare a noi. Alzarsi presto al mattino, portare da solo il proprio zaino con tutto il necessario e prestare la massima attenzione a ogni passo".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153464.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>"Quando si mette in testa una cosa, fa di tutto per raggiungerla"</h2>
<p>Secondo la mamma, la salita al Monviso &egrave; stata soltanto l'ultima dimostrazione del carattere del figlio: "Conosco Leonardo, quando si mette in testa qualcosa fa di tutto per realizzarla, accettando anche sacrifici e tanta preparazione".</p>
<p>Una determinazione che emerge anche nella vita di tutti i giorni: "&Egrave; sempre stato un bambino con grandi obiettivi. Un giorno ha percorso con il pap&agrave; un'escursione in bicicletta di 80 chilometri con circa 600 metri di dislivello e, una volta arrivato a casa, si &egrave; messo a giocare a basket come se nulla fosse. Anche da piccolissimo anticipava sempre i tempi: gattonava gi&agrave; a sei mesi e camminava a dieci".</p>
<p>Sportivo fin da piccolo, Leonardo pratica sci dall'et&agrave; di tre anni e quest'inverno, durante una settimana bianca in Val di Fassa, ha anche vinto la gara finale del corso di sci.<br><br></p>
<h2>La salita verso il "Re di Pietra"</h2>
<p>L'avventura &egrave; iniziata sabato 11 luglio con la salita da Pian del Re al Rifugio Quintino Sella: 7,5 chilometri percorsi in poco pi&ugrave; di due ore.<br>Dopo la cena e il pernottamento, la sveglia &egrave; suonata alle quattro del mattino. Colazione, ultimi controlli all'attrezzatura e, alle cinque in punto, la partenza verso i 3.841 metri del Monviso.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153465.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p>Casco, torcia frontale, imbracatura, guanti, scarponi, acqua, viveri, k-way e tutto il materiale necessario nello zaino, che Leonardo ha portato autonomamente per tutta la salita. Le corde erano invece affidate alla guida.</p>
<p>"Non avrei mai messo in pericolo mio figlio", sottolinea Anastasia rispondendo anche a chi potrebbe sollevare dubbi sulla sicurezza dell'impresa. "Leonardo &egrave; sempre stato tra me e la guida, completamente assicurato anche nell'eventualit&agrave; di una scivolata, che comunque non c'&egrave; mai stata. Sandro gli spiegava continuamente dove mettere i piedi e perch&eacute; scegliere un appoggio piuttosto che un altro. Lui seguiva ogni indicazione alla lettera".</p>
<p>La salita &egrave; stata resa ancora pi&ugrave; suggestiva dalla neve fresca caduta durante il temporale del giorno precedente.<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153466.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>"Si &egrave; trasformato"</h2>
<p>Con il passare delle ore la mamma ha visto emergere un lato nuovo del figlio: "Mi ha stupito, come se si fosse trasformato. Non sembrava pi&ugrave; un bambino, ha dimostrato una seriet&agrave; e una concentrazione incredibili".</p>
<p>Durante tutta l'ascesa non ci sono mai stati momenti di crisi: "Non si &egrave; mai lamentato, non ha mai detto di essere stanco e si fermava solo durante le pause previste. Ogni tanto chiedeva: 'Quanto manca alla croce?', con quella curiosit&agrave; tipica dei bambini, ma senza mai accusare la fatica".</p>
<p>Anche gli altri alpinisti sono rimasti sorpresi: "Quando mancavano circa cinquanta metri alla vetta, chi stava gi&agrave; scendendo si fermava a guardarlo incredulo e gli faceva i complimenti. Mancava pochissimo alla cima e lui non aveva nemmeno il fiatone".<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153467.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>L'emozione della vetta</h2>
<p>Dopo 5 ore e 20 minuti di salita, alle 10.20, Leonardo ha raggiunto la croce del Monviso.&nbsp;"Una cosa &egrave; credere in lui, un'altra &egrave; vederlo avvicinarsi davvero alla croce del Monviso. In quel momento mi &egrave; scesa una lacrima".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153468.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p>L'emozione ha lasciato senza parole anche il piccolo alpinista: "Si guardava attorno incredulo, quasi in silenzio, come se non riuscisse a capire bene cosa stesse succedendo. Allora gli ho detto con la voce che tremava: 'Leo, sei sul Monviso!'. Lui mi ha guardata, &egrave; rimasto ancora un attimo immobile, poi mi ha abbracciata forte e mi ha risposto: 'Non ci credo ancora!'".</p>
<p>Dalla vetta sono anche riusciti a effettuare una brevissima videochiamata con il pap&agrave; Cristian e il fratellino Denis, rimasti a valle: "Appena ci hanno visto con la croce alle spalle hanno iniziato a festeggiare, &egrave; stato un momento davvero emozionante".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153469.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2><br>Il ritorno fino a Pian del Re</h2>
<p>Anche il personale del Rifugio Quintino Sella ha voluto celebrare la piccola impresa.&nbsp;Conoscendo bene la guida Sandro Paschetto, i gestori avevano seguito con interesse la salita e, al ritorno, hanno accolto Leonardo con entusiasmo, regalandogli la maglietta del rifugio come ricordo della giornata: "Ci hanno detto che se l'era meritata".</p>
<p>Al ritorno mamma e figlio avrebbero potuto fermarsi nuovamente al rifugio e completare la discesa l&rsquo;indomani, ma Leonardo era &ldquo;sopraffatto dalle emozioni e ancora pieno di energie&rdquo;, racconta la mamma. "Gli ho chiesto se se la sentisse di continuare fino a Pian del Re, dove lo aspettavano il pap&agrave; e il fratellino: non ha avuto il minimo dubbio".</p>
<p>Anzi, &egrave; stato lui a mantenere il passo pi&ugrave; sostenuto. "Era davanti a me e continuava a camminare. Pi&ugrave; volte gli dicevo di andare con calma perch&eacute; non avevamo nessun tempo da rispettare, a un certo punto si &egrave; girato e mi ha risposto: 'Mamma, se vado troppo forte per te dimmelo, perch&eacute; questo &egrave; il mio passo'".</p>
<p>L'intera escursione &egrave; durata circa dodici ore: 10 ore e 20 minuti dal Rifugio Quintino Sella alla vetta e ritorno, a cui si sono aggiunte le circa due ore necessarie per rientrare fino a Pian del Re.&nbsp;Ad attenderlo c'erano il pap&agrave; Cristian e il fratellino Denis, pronti a festeggiare il traguardo raggiunto.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153470.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"><br><br>Il prossimo obiettivo? Un quattromila</h2>
<p>L'esperienza ha lasciato il segno in tutta la famiglia: "Denis guarda Leonardo con grande ammirazione, mi ha gi&agrave; chiesto quando porter&ograve; anche lui sul Monviso e se potr&agrave; farlo quando compir&agrave; dieci anni".</p>
<p>E Leonardo pensa gi&agrave; al futuro: "Si dice che l'appetito vien mangiando ed &egrave; proprio cos&igrave;. Appena scesi ha chiesto subito alla guida: 'C'&egrave; un quattromila che posso fare?'. Adesso il suo prossimo sogno ha gi&agrave; un nome: il Monte Rosa".</p>
<p>Per mamma Anastasia, per&ograve;, il significato di questa giornata va oltre qualsiasi primato: "Non volevamo stabilire un record, ma realizzare il sogno di un bambino. Leonardo ha dimostrato che con preparazione, prudenza, allenamento e il supporto di professionisti esperti, anche un bambino fortemente determinato pu&ograve; raggiungere un traguardo straordinario. Il Monviso ci ha regalato un'emozione che porteremo nel cuore per tutta la vita".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153471.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153472.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Domani ad Alba le prove dimostrative per scoprire macchinari e prodotti direttamente in vigneto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/domani-ad-alba-le-prove-dimostrative-per-scoprire-macchinari-e-prodotti-direttamente-in-vigneto_124125.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/domani-ad-alba-le-prove-dimostrative-per-scoprire-macchinari-e-prodotti-direttamente-in-vigneto_124125.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124125/153415.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domani, gioved&igrave; 16 luglio, dalle 10.30 alle 18.30, presso Cascina Piccaluga in localit&agrave; Altavilla 76 ad Alba, si terr&agrave; la XII edizione delle &ldquo;Prove dimostrative &ndash; Tecnica ed innovazione in vigneto&rdquo;, organizzata da Confagricoltura Cuneo e Agricola 2000. La giornata sar&agrave; dedicata alle pi&ugrave; innovative soluzioni per la gestione del vigneto e dell&rsquo;azienda agricola, con dimostrazioni pratiche e approfondimenti tecnici e un focus particolare sull&rsquo;urgente problematica della protezione della vite dalle ustioni solari. L&rsquo;iniziativa &egrave; valida per il rilascio dei crediti formativi per la formazione professionale continua degli iscritti al Collegio interprovinciale dei periti agrari e dei periti agrari laureati di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino e Valle d&rsquo;Aosta, al Collegio degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati di Cuneo e all&rsquo;Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Cuneo. L&rsquo;ingresso &egrave; libero, con prenotazione consigliata al form <a href="http://forms.gle/ofoQefhE5RySL2nB6" target="_blank" rel="nofollow">forms.gle/ofoQefhE5RySL2nB6</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Merlo S.p.A. tra le aziende piemontesi che promuovono salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/merlo-spa-tra-le-aziende-piemontesi-che-promuovono-salute_124120.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/merlo-spa-tra-le-aziende-piemontesi-che-promuovono-salute_124120.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124120/153408.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Merlo S.p.A. &egrave; stata inserita nell&rsquo;elenco ufficiale delle aziende piemontesi insignite del riconoscimento &ldquo;Luogo di lavoro che promuove salute&rdquo; (WHP &ndash; Workplace Health Promotion) per l&rsquo;anno 2025. L&rsquo;iniziativa, promossa da Regione Piemonte e ASL CN1, valorizza le realt&agrave; che adottano politiche concrete a tutela del benessere dei dipendenti.&nbsp;</p>
<p>Il riconoscimento conferma l&rsquo;impegno strutturato e continuativo dell&rsquo;azienda nella costruzione di un ambiente di lavoro sano, sicuro e attento alla qualit&agrave; della vita delle persone. Un percorso articolato che si traduce in iniziative di prevenzione, informazione e promozione di corretti stili di vita, sviluppato all&rsquo;interno di un piano pluriennale e realizzato anche grazie alla collaborazione con partner qualificati e al supporto del sistema sanitario territoriale.&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni Merlo ha promosso numerose attivit&agrave;, tra cui programmi di formazione e sensibilizzazione sui comportamenti a rischio, iniziative di ascolto e supporto dedicate ai dipendenti e percorsi mirati alla diffusione di stili di vita sani e alla prevenzione delle principali patologie cronico-degenerative.&nbsp;</p>
<p>Per l&rsquo;azienda, che rappresenta una realt&agrave; industriale di primo piano sul territorio con oltre 1.500 dipendenti, questo risultato testimonia una precisa visione: investire sulle persone, riconoscendo il benessere dei lavoratori come leva strategica per uno sviluppo sostenibile dell&rsquo;impresa e della comunit&agrave;.&nbsp;<br><br></p>
<div class="OutlineElement Ltr SCXW145554577 BCX0">
<h2 class="Paragraph SCXW145554577 BCX0"><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-charstyle="Strong">Un percorso strutturato di promozione della salute</span><span class="EOP Selected SCXW145554577 BCX0" data-ccp-props="{">&nbsp;</span></h2>
</div>
<div class="OutlineElement Ltr SCXW145554577 BCX0">
<p class="Paragraph SCXW145554577 BCX0"><span class="TextRun SCXW145554577 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Nel triennio 2024&ndash;2026&nbsp;</span><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">la&nbsp;</span><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Merlo ha sviluppato un articolato programma di&nbsp;</span><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Workplace</span><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&nbsp;Health Promotion (WHP), finalizzato a promuovere stili di vita salutari, prevenire i principali fattori di rischio cronico-degenerativi e migliorare il benessere complessivo dei lavoratori.</span></span><span class="EOP Selected SCXW145554577 BCX0" data-ccp-props="{">&nbsp;</span></p>
</div>
<div class="OutlineElement Ltr SCXW145554577 BCX0">
<p class="Paragraph SCXW145554577 BCX0"><span class="NormalTextRun SCXW145554577 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Il progetto si &egrave; evoluto progressivamente: nel 2024 con attivit&agrave; di sensibilizzazione e informazione, nel 2025 attraverso una valutazione integrata dei rischi, e nel 2026 con interventi mirati e personalizzati sul tema del fumo.</span><span class="EOP Selected SCXW145554577 BCX0" data-ccp-props="{">&nbsp;</span></p>
<div class="OutlineElement Ltr SCXW143530514 BCX0">
<p class="Paragraph SCXW143530514 BCX0"><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Nel 2025, in particolare, il programma &ldquo;</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Stili di vita sani e prevenzione dei rischi per la salute</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&rdquo; ha coinvolto il 74% della forza lavoro (1.083 lavoratori), consentendo di integrare l&rsquo;analisi degli stili di vita con i principali fattori di rischio metabolico e cardiovascolare. Le attivit&agrave; avviate nel 2024 e proseguite nel 2025 hanno contribuito in modo significativo alla riduzione dell&rsquo;abitudine al fumo e a una maggiore consapevolezza rispetto a patologie legate a comportamenti scorretti.</span><span class="EOP Selected SCXW143530514 BCX0" data-ccp-props="{">&nbsp;</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Nel 2026 &egrave; stato inoltre avviato il progetto &ldquo;</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Stop al Fumo</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&rdquo;, con percorsi di supporto personalizzati in azienda e monitoraggio nel tempo, a cui hanno aderito 374 lavoratori fumatori.</span><span class="EOP Selected SCXW143530514 BCX0" data-ccp-props="{">&nbsp;</span></p>
</div>
<div class="OutlineElement Ltr SCXW143530514 BCX0">
<p class="Paragraph SCXW143530514 BCX0"><span class="TextRun SCXW143530514 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Cos&igrave;&nbsp;</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">l&rsquo;equipe dei Medici Competenti delle&nbsp;</span></span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Aziende Gruppo Merlo</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">: &ldquo;</span><span class="TextRun SCXW143530514 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Le attivit&agrave; realizzate rappresentano un esempio positivo di integrazione tra prevenzione e organizzazione del lavoro. Ringrazi</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">amo</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&nbsp;l&rsquo;azienda per la collaborazione e per la fiducia riposta nei professionisti coinvolti nel percorso&rdquo;.</span></span></p>
</div>
<div class="OutlineElement Ltr SCXW143530514 BCX0">
<p class="Paragraph SCXW143530514 BCX0"><span class="TextRun SCXW143530514 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Il riconoscimento &egrave; frutto anche della collaborazione con </span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Med</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">. Art. Servizi&nbsp;</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">srl</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">: &ldquo;</span></span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">Le aziende del gruppo Merlo hanno dimostrato negli anni una concreta attenzione alla salute dei lavoratori, aderendo con convinzione a iniziative di promozione della salute che hanno coinvolto l&rsquo;intera organizzazione. Un impegno che testimonia sensibilit&agrave; e responsabilit&agrave; verso il benessere delle persone</span><span class="TextRun SCXW143530514 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&rdquo; - ha dichiarato la Dottoressa Cristina Trucco, Amministratore Delegato</span><span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&nbsp;della societ&agrave; di consulenza.</span></span> <span class="NormalTextRun SCXW143530514 BCX0" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">L&rsquo;adesione al programma WHP si inserisce in un piano pluriennale avviato da Merlo S.p.A., con l&rsquo;obiettivo di migliorare in modo continuo il benessere e la qualit&agrave; della vita dei lavoratori.</span><span class="EOP Selected SCXW143530514 BCX0" data-ccp-props="{">&nbsp;</span></p>
</div>
</div>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Valle Grana, arriva la deroga al Deflusso Minimo Ecologico: più acqua per salvare i raccolti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valle-grana-arriva-la-deroga-al-deflusso-minimo-ecologico-piu-acqua-per-salvare-i-raccolti_124069.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valle-grana-arriva-la-deroga-al-deflusso-minimo-ecologico-piu-acqua-per-salvare-i-raccolti_124069.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/153314.jpg" title="La presa "Sciosa"" alt="La presa "Sciosa"" /><br /><p>&Egrave; arrivata la risposta che il mondo agricolo della bassa valle Grana attendeva da giorni: la Conferenza dei Servizi, riunitasi nella mattinata di oggi marted&igrave; 14 luglio, ha autorizzato la deroga al Deflusso Minimo Ecologico, consentendo cos&igrave; di aumentare la quantit&agrave; d'acqua derivata dalla presa della "Sciosa" e destinata all'irrigazione delle aziende agricole servite dal Consorzio irriguo del Bedale.</p>
<p>La decisione &egrave; maturata al termine della Conferenza dei Servizi convocata dalla Provincia di Cuneo, alla quale hanno partecipato Regione Piemonte, Autorit&agrave; di Bacino distrettuale del fiume Po e ARPA Piemonte, chiamate a esprimere i rispettivi pareri tecnici sulla richiesta presentata dal Consorzio irriguo del Bedale di Caraglio, capofila dell'Aggregazione Consorzi d'Irrigazione Valle Grana-Caragliese.</p>
<p>La notizia giunge dopo giorni di forte preoccupazione per le condizioni del torrente Grana e dopo i numerosi appelli lanciati dagli agricoltori, che avevano denunciato una situazione ormai al limite, con colture e allevamenti messi a dura prova dalla siccit&agrave; e dalla ridotta disponibilit&agrave; idrica.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/small_153316.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Nel corso della riunione <strong>ARPA Piemonte ha illustrato il quadro climatico e idrologico aggiornato</strong>, confermando una situazione particolarmente critica, con temperature superiori alla media stagionale di 4-5 gradi e precipitazioni inferiori alla norma su gran parte del Piemonte. Il bollettino del 14 luglio evidenzia un marcato deficit idrico anche nel Cuneese, destinato a protrarsi nelle prossime settimane.</p>
<p><a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-acqua-per-gli-agricoltori-della-bassa-valle-grana-rischiamo-di-perdere-tutto_123820.html" target="_blank" rel="follow">Nei giorni scorsi decine di agricoltori si erano ritrovati proprio alla presa della "Sciosa"</a>, tra Valgrana e Caraglio, per chiedere un intervento urgente delle istituzioni. Durante l'incontro avevano evidenziato come, a causa dell'attuale applicazione del Deflusso Minimo Ecologico, l'acqua destinata all'irrigazione fosse insufficiente a soddisfare il fabbisogno delle aziende agricole: a rendere la situazione un paradosso il fatto che l'acqua rilasciata nel torrente, dopo poche centinaia di metri, si disperdesse nell'alveo, senza andare a influire sulla portata del Po'.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/small_153317.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Dal canale del Consorzio irriguo del Bedale dipendono oltre 1.400 utenze agricole e circa 4.600 giornate di terreno tra Caraglio e le frazioni di Vallera, Paniale, San Lorenzo, Maccagno e Rittanolo, dove vengono coltivati mais, soia, fagioli, frutta, ortaggi e piccoli frutti, oltre a essere presenti numerosi allevamenti bovini.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124069/small_153318.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>La convocazione della Conferenza dei Servizi era stata annunciata nei giorni scorsi dalla sindaca di Caraglio, Paola Falco, durante l'incontro con gli agricoltori. Oggi il tavolo, al quale hanno preso parte i soggetti competenti, ha dato il via libera alla deroga richiesta dal territorio.</p>
<p>Sulla base dei dati illustrati durante la Conferenza dei Servizi &egrave; stata riconosciuta una condizione di severit&agrave; idrica almeno media secondo la classificazione dell'Osservatorio permanente dell'Autorit&agrave; di Bacino del Po. La Regione Piemonte ha inoltre riconosciuto il concreto rischio che la carenza d'acqua comporta per le produzioni agricole della valle Grana.</p>
<p>Nel corso dell'incontro &egrave; stato inoltre condiviso il piano di riparto delle dotazioni idriche predisposto dall'Aggregazione dei Consorzi irrigui della valle Grana-Caragliese, che servir&agrave; a gestire in maniera equilibrata la risorsa disponibile.</p>
<p>Molto soddisfatto del risultato l'onorevole <strong>Giorgio Maria Bergesio</strong>, anche lui presente all'incontro della scorsa settimana: dopo aver ascoltato gli agricoltori aveva promesso di rendersi portavoce delle loro preoccupazioni con le altre istituzioni. "Sono molto contento della deroga, ringrazio la Provincia e la Regione per aver affrontato con determinazione e senza nessuna remora l'autorizzazione", ha dichiarato Bergesio alla notizia dell'approvazione.</p>
<p>Gli fa eco il presidente della Provincia di Cuneo,<strong> Luca Robaldo</strong>, che ha espresso soddisfazione per l'esito della Conferenza dei servizi e ringraziato il personale dell'Ufficio Acque "per la professionalit&agrave; e la trasparenza dimostrate", sottolineando che "gestire questa situazione d&rsquo;emergenza nel rispetto di normative che non la prevedono adeguatamente &egrave; compito non facile".</p>
<p>&ldquo;Posso dire che sono molto soddisfatta del risultato raggiunto e del supporto ottenuto dagli enti di riferimento tutti molto disponibili&rdquo; commenta la sindaca di Caraglio <strong>Paola Falco</strong>, che aggiunge: &ldquo;Auspico che il dialogo avviato e condiviso tra i consorzi di Caraglio e Valgrana insieme all&rsquo;aggregazione dei consorzi della Valle Grana continui ad essere aperto, ragionevole e costruttivo&rdquo;.</p>
<p>Per gli agricoltori si tratta di un primo risultato concreto dopo giorni di richieste e confronti con le istituzioni. Resta ora da verificare quanto rapidamente la deroga potr&agrave; tradursi in un aumento effettivo della disponibilit&agrave; d'acqua per le irrigazioni e se la misura sar&agrave; sufficiente a limitare i danni provocati da una stagione gi&agrave; fortemente segnata dalla siccit&agrave;.</p>
<p>E guardando al futuro, gli agricoltori sperano di non doversi ritrovare in una situazione simile: "Dobbiamo lavorare seriamente per interventi concreti sul nostro territorio, a lungo termine. Siamo stanche delle promesse sempre rimandate".</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:32:07 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item></channel></rss>
