Come ottimizzare la logistica nella PMI per migliorare la gestione e contenere i costi dei trasporti?
Il peso della logistica sul conto economicoPer molte piccole e medie imprese italiane, la logistica è uno di quei temi che si tende ad affrontare solo quando qualcosa va storto: una consegna in ritardo, un costo che esplode, un cliente insoddisfatto. Eppure, gestire bene i trasporti non è solo un modo per evitare problemi: parliamo di una vera leva di competitività. Oggi, infatti, chi muove le merci in modo più efficiente ha un vantaggio concreto rispetto alla concorrenza. Vediamo perché e come fare.
Il peso della logistica sul conto economico
I costi logistici pesano in misura significativa sul conto economico delle imprese manifatturiere e commerciali; ciononostante, molte PMI non hanno una visibilità chiara su questa voce di spesa. Spesso i costi sono frammentati tra diversi fornitori e reparti, rendendo difficile misurare l'impatto reale e identificare dove intervenire.
Il primo passo per ottimizzare la gestione logistica è quindi costruire una fotografia precisa dei costi totali: trasporto, magazzino, carburante, pedaggi e spese amministrative. Solo partendo da una visione complessiva è possibile stabilire priorità e scegliere le aree di intervento con maggior efficacia.
Tenere sotto controllo i consumi con le carte carburante
Per chi gestisce veicoli propri il carburante è quasi sempre la seconda voce di costo della logistica, dopo il personale. È anche una delle più difficili da controllare: i prezzi oscillano, i rifornimenti avvengono in autonomia e la rendicontazione tradizionale è lenta e soggetta a errori.
Per rivolere questo problema aziende come Radius Italia offrono soluzioni specifiche come le carte carburante. Questi strumenti, accettati in oltre 15.000 stazioni in Italia e 19.000 in Europa, consentono di tracciare ogni rifornimento in tempo reale, impostare limiti di spesa e ricevere automaticamente le fatture elettroniche. Il vantaggio non è solo economico, ma tocca anche aspetti come la visibilità e controllo: un fleet manager che sa esattamente quanto, dove e quando spende può prendere decisioni molto più efficaci.
Ottimizzare i percorsi con l’ausilio della tecnologia
Un'altra area dove la tecnologia sta facendo sempre più la differenza è la pianificazione dei percorsi. I software di route optimization (oggi accessibili anche alle PMI in modalità SaaS) calcolano il tragitto più efficiente tenendo conto di elementi come il traffico in tempo reale, le finestre di consegna dei clienti, la capacità di carico dei veicoli e i vincoli ZTL.
Il risparmio che si ottiene ottimizzando i percorsi può essere significativo, con benefici diretti sui costi di carburante e sulle emissioni. Per una flotta anche di soli 10 veicoli, le cifre che si risparmiano possono fare la differenza sul bilancio di fine anno.
Il binomio imprescindibile tra sostenibilità e logistica
La pressione normativa verso una logistica più sostenibile è in forte aumento. La direttiva europea CSRD sta estendendo l'obbligo di rendicontazione delle emissioni a fasce sempre più ampie di imprese, e i grandi clienti corporate iniziano a richiedere dati sull'impatto ambientale della loro catena di fornitura.
Secondo i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il settore del trasporto merci su strada è responsabile di una quota rilevante delle emissioni di CO2 in Italia. Ridurre questa impronta non è solo un obbligo normativo in avvicinamento, ma anche un'opportunità per abbassare i costi operativi e migliorare il posizionamento presso i clienti attenti alla sostenibilità.
Alcuni strumenti pratici in questa direzione includono l'ottimizzazione dei carichi per ridurre i viaggi a vuoto, l'introduzione di veicoli a carburanti alternativi (LNG, HVO, elettrico) e la misurazione sistematica delle emissioni per tracciare i progressi nel tempo.
L’importanza di una logistica resiliente
Gli ultimi anni hanno insegnato quanto possa essere fragile una supply chain non progettata per resistere agli shock. Pandemia, crisi delle materie prime e, in ultimo, blocchi dei canali di trasporto: eventi eccezionali, che si sono rivelati ricorrenti. Le imprese più resilienti hanno diversificato i fornitori, costruito scorte strategiche su prodotti critici e investito in visibilità lungo tutta la catena.
Per le PMI italiane, costruire una logistica resiliente significa identificare i punti di vulnerabilità critici e avere un piano B per ognuno di essi. È un lavoro che richiede tempo e metodo, ma che paga quando arriva un nuovo periodo di crisi. La logistica, in definitiva, non è un solo un costo da minimizzare: è un sistema complesso da ottimizzare. Le imprese che lo trattano come tale crescono in modo sostenibile, servono meglio i propri clienti e costruiscono un vantaggio competitivo a prova di shock.
CUNEO 
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