Nel 2024 in Piemonte si sono verificati 10.487 incidenti stradali. Un numero che da solo restituisce la dimensione di un fenomeno che riguarda da vicino anche il Cuneese, attraversato ogni giorno da spostamenti per lavoro, studio e turismo. A livello regionale, gli incidenti hanno causato 171 morti e 14.692 feriti: dati che, pur mostrando segnali di miglioramento sul fronte delle vittime, continuano a fotografare una situazione complessa.
È questo il quadro che emerge dalla nuova analisi territoriale dell’Istat, diffusa a dicembre 2025, che mette a disposizione una geografia dettagliata dell’incidentalità stradale. La pubblicazione si inserisce nel contesto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che includono la sicurezza stradale nell’Obiettivo 3, dedicato a salute e benessere, e più in generale nelle politiche per città sostenibili e infrastrutture sicure. Gli obiettivi europei prevedono il dimezzamento di vittime e feriti gravi entro il 2030 rispetto al 2019, con lo sguardo rivolto alla prospettiva di “zero vittime” entro il 2050.
Nel 2024, degli oltre 10 mila incidenti piemontesi, 1.158 sono avvenuti in provincia di Cuneo, un dato in aumento rispetto al 2023 (1.084). Anche le persone decedute sono in aumento: 34, due in più se confrontate con l’anno precedente.
La Granda è la terza provincia in Piemonte per numero di incidenti: guidano la classifica Torino (5.483) e Alessandria (1.207). Tra le province con i dati più bassi, invece, ci sono Verbania (363), Biella (393) e Vercelli (403). Considerando il numero dei decessi, Cuneo passa al secondo posto, preceduta da Torino (63 morti) e seguita da Asti (20) e Alessandria (19).
A livello nazionale il numero di decessi è rimasto pressoché stabile rispetto al 2023, mentre incidenti e feriti sono aumentati del 4,1%. In Piemonte, però, il dato sulle vittime è in controtendenza: rispetto all’anno precedente i morti sono diminuiti del 3,9%, mentre incidenti e feriti sono cresciuti rispettivamente del 4,6% e del 5,6%.
Guardando al lungo periodo, il miglioramento è più netto. Dal 2010 al 2024 il numero di vittime della strada si è ridotto del 47,7% in Piemonte, una contrazione più marcata rispetto alla media nazionale. Anche rispetto al 2019, anno di riferimento per gli obiettivi europei, le vittime sono diminuite del 26,3%.
Restano però alcune criticità che riguardano anche il territorio cuneese. In Piemonte, nel 2024, il 70,7% degli incidenti si è verificato sulle strade urbane. A livello regionale, gli incidenti sono aumentati su tutte le tipologie di strada, ma l’incremento più marcato si è registrato sulle autostrade.
Nei dati Istat particolare attenzione è riservata agli utenti vulnerabili: bambini, giovani, anziani e pedoni. Nel 2024 queste categorie rappresentano il 47,4% dei deceduti in Piemonte, un valore leggermente superiore alla media nazionale. L’incidenza dei pedoni morti in incidenti stradali è cresciuta rispetto al 2019, passando dal 16,4% al 18,7%, mentre a livello nazionale si osserva una diminuzione.
Anche il costo sociale dell’incidentalità resta elevato. Nel 2024 in Piemonte è stato stimato in 1,1 miliardi di euro, pari a circa 260 euro pro capite. Risorse che raccontano l’impatto economico degli incidenti, oltre a quello umano e sociale, e che potrebbero essere ridotte attraverso politiche di prevenzione più efficaci.
Dal punto di vista temporale, la maggior parte degli incidenti avviene tra le 8 e le 20, ma gli indici di mortalità più elevati si registrano nelle ore notturne, in particolare tra le 2 e le 4 del mattino, spesso nel fine settimana. Tra maggio e settembre, che sono i mesi di maggiore mobilità, si verifica oltre il 40% degli incidenti annuali.
Infine, il report Istat individua anche le cause. In Piemonte le più frequenti restano il mancato rispetto delle precedenze e la guida distratta, seguite dall’eccesso di velocità. Comportamenti quotidiani, spesso sottovalutati, che continuano a essere alla base di gran parte degli incidenti.