CUNEO - Locali grezzi, ragnatele e cacche di piccione. Cascina Vecchia “non finita” comincia a preoccupare

In settimana il sopralluogo di Giancarlo Boselli (Indipendenti), aspettando il nuovo bando: “C’è il rischio che vada deserto, il Comune dovrà sostituirsi ai privati”

Andrea Cascioli 10/05/2026 20:24

Un sopralluogo per saggiare lo “stato dell’arte” dei locali di Cascina Vecchia, a quindici mesi dall’annuncio con cui l’Open Baladin faceva sapere di volersi sfilare dall’accordo con il Comune di Cuneo. Per Giancarlo Boselli, capogruppo di Indipendenti, quella di martedì scorso è stata l’occasione per tornare a occuparsi di uno dei dossier più scottanti dell’urbanistica cittadina. Il cantiere per il recupero del più vecchio edificio esistente sull’altipiano cuneese - risale al XV secolo, nelle parti non rimaneggiate - era partito con i fondi del famoso bando Periferie del 2016, quello di piazza Europa, procedendo però a singhiozzo a causa del Covid. Nel 2024 il fine lavori nel fabbricato più antico, restava invece da ultimare - in teoria entro maggio 2025 - la parte assegnata al privato. A giugno, invece del taglio del nastro, c’è stata la restituzione delle chiavi. Ora si lavora a un bando di valorizzazione, la cui pubblicazione era stata annunciata nell’ultima commissione a tema - marzo scorso - per questo mese. “Un secondo bando per la ricerca del partner privato - ricorda Boselli - prevede un contributo da parte del gestore di 606.000 euro (per completare i lavori dei locali rimasti grezzi) oltre a un canone annuo parametrato ai prezzi di mercato”. Il sopralluogo, dice, “ci è stato utile, oltre che per constatare lo stato dei locali interni (che inevitabilmente rischiano nel tempo se inutilizzati di deteriorarsi) e delle aree esterne, soprattutto per riprendere una valutazione su diversi possibili utilizzi in alternativa a quelli ipotizzati fin qui dall’amministrazione. Soprattutto se, come possibile, il nuovo bando previsto per maggio ma ormai scivolato a giugno andasse deserto. Situazione che potrebbe porre al Comune la necessità di doversi sostituire alla mancanza di privati e versare di tasca propria i 606.000 euro mancanti per chiudere l’operazione ed evitare che gli possa eventualmente essere revocato il 1.500.000 euro, erogatogli e già speso per i lavori fin qui eseguiti”. L’eventualità di una revoca del finanziamento era già stata paventata dall’esponente dell’opposizione in sede di commissione. Dall’amministrazione non è arrivata una risposta ufficiale a riguardo. Nel frattempo i locali restano vuoti e in parte non finiti. Lo scenario comincia a preoccupare e ricorda da vicino quello di un’altra “incompiuta” cuneese, il molino Sant’Anselmo. Un edificio ristrutturato su cui il Comune e il Parco Fluviale hanno un contenzioso con Autostrade che dura dal 2013. In autunno c’è stato un sopralluogo, ma la trattativa non pare essersi sbloccata.