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    BRA - Friday 09 January 2026, 08:45

    “Apriamo gli occhi ai Giochi: non esiste alcuna neutralità possibile di fronte a un genocidio”

    Rete Cuneo per la Palestina, Mononoke Alba e Collettivo Cohiba si mobilitano domenica 11 gennaio a Bra e Alba in vista del passaggio della fiaccola olimpica
    “Apriamo gli occhi ai Giochi: non esiste alcuna neutralità possibile di fronte a un genocidio”
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    Rete Cuneo per la Palestina, Mononoke Alba e Collettivo Cohiba hanno deciso di mobilitarsi in vista del passaggio della fiaccola. Domenica 11 gennaio mattina ore 8.40 a Bra in piazza XX Settembre e a seguire alle ore 9.30 in piazza Monsignor Grassi Alba, estendono l’invito a tutti di mobilitarsi con cartelli, bandiere e striscioni per far sentire la loro voce e sottolineare come “Israele non è degna di partecipare alle Olimpiadi. Non esiste alcuna neutralità possibile di fronte a un genocidio”.

    Riceviamo e pubblichiamo:

    La fiaccola olimpica rappresenta amicizia, fratellanza, unione e rispetto tra i popoli, ed è proprio perché crediamo in questi valori che non possiamo ignorare i meccanismi politici ed economici che oggi li svuotano di significato. Se lo sport dovrebbe unire tutti, perché alcuni Paesi vengono esclusi e altri no? Oggi chiediamo coerenza, non per dividere, ma per immaginare Olimpiadi in cui nessuno sia escluso e tutti rispettino davvero i valori che la fiaccola, “segno di Pace”, deve rappresentare.

    Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si presentano come un simbolo di pace e unità, ma nascondono una realtà inquietante: un sistema che ignora i diritti umani, normalizza il genocidio e strumentalizza lo sport per coprire crimini. Ecco perché è fondamentale protestare:

    Il paradosso olimpico: valori vs crimini

    -        Giustizia vs Doppi Standard: il Comitato Olimpico legittima gli Stati genocidi suoi alleati mentre esclude altri Paesi protagonisti di guerre d’aggressione. 
    -        Trasparenza vs Sport Washing: i Giochi vengono utilizzati come propaganda per pulire l’immagine di Nazioni colpevoli e complici di crimini contro il Diritto Internazionale, mentre Gaza brucia e colonie illegali e violenza aumentano in Cisgiordania.  
    -        Persone vs Profitto: aziende complici del genocidio e di tanti altri crimini contro l’umanità e il Pianeta come ENI, Coca-Cola e Intesa SanPaolo finanziano i giochi, normalizzando la priorità data al profitto prima che ai diritti umani e alle persone.  
    -        Costruzione vs Distruzione: dai territori palestinesi occupati alle Alpi disboscate per far spazio ad opere costosissime e di lungo impatto, a discapito di istruzione, sanità e politiche sociali.

    Contro la propaganda del silenzio

    Le istituzioni ci chiedono di:
    -        Non vedere la violenza sionista contro i palestinesi
    -        Non ascoltare chi soffre e denuncia.  
    -        Non parlare: delle complicità (aziende, governi, organismi sportivi).

    Noi scegliamo la speranza. La fiaccola olimpica deve diventare un megafono per la verità, non uno strumento di censura.

    Perché è importante attivarsi ora: la nostra rivoluzione pacifica. Vogliamo accendere i riflettori sullo sport dal popolo e per il popolo, capace di:
    -        Costruire la Pace: a partire dal periodo dei Giochi ma con l’impegno, come requisito necessario alla partecipazione, di non riprendere i conflitti anche al termine delle competizioni.
    -        Favorire lo scambio e la collaborazione: meno spazio a campagne pubblicitarie ed elettorali e più spazio ad una narrativa trasparente e reale della situazione in cui vivono i popoli del mondo. Regole chiare contro la censura delle atlete e degli atleti che devono essere libere e liberi di esprimersi e denunciare.
    -        Creare valore per le comunità: coinvolgere le comunità ospitanti nelle decisioni su come attraversare il territorio e a chi dare visibilità. Non concedere spazio alle aziende complici del genocidio e di tanti altri crimini contro l’umanità e il Pianeta.
    -        Collegare le lotte: Palestina, Sudan, Venezuela, Sahara Occidentale, e tutti gli altri popoli oppressi – la stessa logica di oppressione unisce le lotte.

    Non faremo finta di niente. Non ignoreremo le voci di chi vive e parla. Non resteremo zitti. Palestina libera. Protestare è un diritto. Israele non è degna di partecipare alle Olimpiadi.

    Rete Cuneo per la Palestina, Mononoke Alba e Collettivo Cohiba

    c.s.
    luogo BRA
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    Tag:
    Bra - Alba - Olimpiadi - Fiamma olimpica - Rete Cuneo per la Palestina - Mononoke Alba - Collettivo Cohiba
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