Aria in Piemonte, nel 2024 Cuneo migliora ma l’inquinamento resta un problema
Nella Granda il limite normativo riferito alle polveri sottili è stato rispettato in tutte le stazioni di monitoraggio. È necessario però continuare a lavorare per ridurre le emissioniL’inquinamento dell’aria in Piemonte non accenna a diminuire. Il 2024, infatti, è in linea con l’anno precedente, con qualche miglioramento per la provincia di Cuneo in alcuni ambiti. I dati emergono dal rapporto “La qualità dell’aria in Piemonte” di Arpa Piemonte, riferito al 2024, che fornisce una descrizione della qualità dell’aria a livello regionale.
La situazione piemontese è stabile, e questo anche per effetto delle condizioni meteorologiche. Come si legge nel report, “dal punto di vista delle precipitazioni annuali il 2024 è risultato il secondo anno più piovoso della serie storica, si sono registrati episodi di foehn in numero maggiore rispetto al periodo climatologico di riferimento ma si è anche osservato un incremento dei giorni con inversione termica persistente”. In particolare, in Piemonte l’anno scorso la temperatura media annuale è stata di circa 11°C, più alta di 1.1 °C rispetto al trentennio 1991-2020. È stato l’anno più caldo tra il 1958 e il 2024, dopo il 2022, il 2023 e il 2015.
In provincia di Cuneo, si legge nel report, “la situazione dell’inquinamento da polveri sottili è complessivamente migliorata nel tempo e il limite sulla media annua, a partire dal 2013, è costantemente rispettato su tutto il territorio della provincia”. Nella Granda sono presenti sette stazioni per il monitoraggio dell’aria: due in zone rurali (Revello – Staffarda e Saliceto – Moizo) e cinque nei centri abitati di Cuneo, Alba, Bra, Cavallermaggiore e Mondovì.
La legislazione in materia ha fissato per ogni inquinante un valore massimo da rispettare. Ad esempio, per il PM10 (particolato sospeso) il limite è di 50 µg/m3, da non superare più di 35 volte all’anno. L’obiettivo è “il miglioramento della qualità dell’aria, attraverso la progressiva riduzione delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici, per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini”.
Rispetto al 2023, nel 2024 sono aumentate le volte in cui il limite giornaliero in relazione alle polveri sottili (PM10) è stato superato nelle tre stazioni della zona nord della provincia di Cuneo, il territorio che più subisce l’inquinamento della zona padana. Al contrario, nelle stazioni a sud i valori in alcuni casi sono diminuiti, in altri sono rimasti stabili.
Il livello dell’inquinamento è strettamente collegato alle stagioni e alle condizioni meteorologiche. Solitamente, le concentrazioni diminuiscono nel passaggio dall’inverno ai mesi estivi, e poi crescono nuovamente in autunno. Inoltre, le concentrazioni più elevate di polveri sottili si registrano solitamente durante i periodi di alta pressione, per poi diminuire quando ci sono precipitazioni e vento.
Tra le sostanze inquinanti analizzate in provincia di Cuneo c’è l’ozono, che viene misurato presso le stazioni di Alba, Cuneo, Revello e Saliceto. Come spiega Arpa, in tutte le stazioni della provincia il numero medio dei giorni di superamento del valore obiettivo è più elevato rispetto alla soglia stabilita.
In generale, nei decenni c’è stato un miglioramento, ma negli ultimi anni la situazione si è di fatto stabilizzata, con qualche variazione legata alle condizioni meteorologiche. Ed è proprio per questo, sottolinea Arpa, che è necessario continuare a lavorare per ridurre le emissioni con l’obiettivo di raggiungere il rispetto di tutti i valori limite, anche alla luce dell’entrata in vigore – a dicembre 2024 – della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria che impone limiti più stringenti alla concentrazione di inquinanti in atmosfera.
CUNEO Aria - Arpa Piemonte - Inquinamento

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