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    CUNEO - Saturday 03 January 2026, 12:43

    La Granda piange Natale Carlotto: "Un gigante della politica"

    Cordoglio unanime per la scomparsa dell'ex parlamentare e storico direttore di Coldiretti: "Una figura centrale della storia istituzionale della montagna italiana"
    La Granda piange Natale Carlotto: "Un gigante della politica"

    Cordoglio unanime in provincia di Cuneo per la scomparsa di Natale Carlotto, ex deputato e senatore per la Democrazia Cristiana, storico direttore della Coldiretti di Cuneo, ruolo che ha ricoperto per trentuno anni, dal 1960 al 1991. Classe 1931, si è spento nella residenza Villa Fiorita di Montefallonio. 

    Il mondo dell'agricoltura

    Proprio i vertici della Coldiretti provinciale sono tra i primi a ricordare la sua figura: "Natale Carlotto è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità”, dichiarano in una nota Enrico Nada e Francesco Goffredo, rispettivamente presidente e direttore provinciale dell'associazione

    “Con la scomparsa del senatore Natale Carlotto perdiamo una figura centrale della storia istituzionale della montagna italiana, un legislatore lungimirante che ha saputo dare voce e dignità politica ai territori alpini e appenninici”, così, invece, l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, che ricorda l’impegno e l’eredità politica del parlamentare, considerato il principale artefice della legge n. 97 del 1994, l’ultima legge organica della Repubblica dedicata alla montagna: “Carlotto – sottolinea Gallo – seppe interpretare la montagna non come spazio marginale o da musealizzare, ma come territorio abitato, produttivo, vivo. La sua legge metteva al centro le comunità, il lavoro, l’agricoltura e le foreste, anticipando temi che oggi sono al cuore del dibattito pubblico: dall’autoproduzione di energia alle dinamiche comunitarie, dalla gestione attiva del territorio alla tutela ambientale intesa come equilibrio tra uomo e natura. È stato un testimone autorevole di una politica capace di guardare lontano. Il modo migliore per onorarne la memoria è tornare a dare piena attuazione a quella visione, rimettendo la montagna al centro delle politiche pubbliche, non per nostalgia, ma per il futuro del Paese”.

    “Una figura storica e di grande importanza per la nostra Organizzazione, non solo Presidente ma forte animatore dei Pensionati di Coldiretti – ricorda Sergio Barone, presidente dei Pensionati Coldiretti Piemonte -. Al suo nome sono legate riforme rilevanti per il mondo agricolo e montano, tra cui la riforma dei patti agrari e l'ultima legge dedicata alla montagna, maturate anche grazie al lavoro svolto negli uffici della Coldiretti. Lo ricordiamo per il suo grande impegno e lucidità fino all’ultimo e per averci trasmesso la sua grande passione e tutta la sua grinta nell’affrontare le varie attività sindacali”.

    “Natale Carlotto, un grande sindacalista, è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi ricoperti: ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura. È stato tra i protagonisti di iniziative innovative che hanno unito sviluppo economico, ricerca e attenzione alle persone, con uno sguardo costante al futuro delle aree rurali e montane”.

    "Riconosciamo al senatore Carlotto il grande merito di aver saputo interpretare nel suo ruolo politico e istituzionale i reali bisogni dell’agricoltura, in particolare della montagna, per la quale si rese principale artefice di una legge che ancora oggi costituisce un imprescindibile punto di riferimento per il territorio. La provincia di Cuneo perde un protagonista di assoluto primo piano della vita pubblica, rispettoso degli avversari e aperto al dialogo costruttivo per il bene della comunità. I risultati da lui ottenuti a favore del mondo agricolo, rimangono tuttora insuperati". Cosi Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo.

    Nel merito, interviene anche Gianfranco Falco, presidente di Cia Cuneo negli anni in cui Carlotto, politicamente su fronti opposti, era alla guida della Coldiretti cuneese: "I miei rapporti con lui risalgono al 1970 quando la Cia (allora Alleanza dei Contadini) era diretta da tre persone (Borgna, Panero ed io), incaricate dal Pci di cercare di contrastare lo strapotere nelle campagne della 'balena bianca' della Coldiretti. Opera ardua, temeraria, che, per tutelare gli interessi dei 'contadini', fondava la sua attività su iniziative di protesta, di proposta, di lotta, di elaborazione politica. I rapporti fra organizzazioni erano condizionati da proposte ideologiche che difficilmente consentivano il dialogo. Con Carlotto, gradualmente, questa contrapposizione si ridusse e si avviarono iniziative in collaborazione: differenziazione fra sigle ma reciproca stima dei dirigenti. Un merito che gli va riconosciuto e che caratterizza la sua figura".

    Ricorda ancora Falco: "Nel 2010 (era concluso da tempo il mio mandato nella Cia), Carlotto mi cercò chiedendomi di dar vita con lui, a titolo del tutto personale, senza coinvolgimento delle organizzazioni agricole, alla creazione di un comitato sostenitore del progetto per il lago della Valle Stura, che permettesse di trasformare l'acqua in risorsa, non solo per l'economia locale, ma per l'intera provincia. Di lì, la nascita di un rapporto strettamente personale, manifestato in decine e decine di incontri pubblici, in visite in Europa ad impianti similari a quello proposto per la Valle Stura, in incontri a Villa Fiorita a parlare di progetti e di ricordi, con sincera amicizia".

    La politica

    "Salutiamo, all'inizio di questo 2026, una figura di spicco della nostra realtà provinciale. Innumerevoli le sue iniziative ed enorme il suo impegno per l'agricoltura e non solo. Ancora oggi, che è tornata d'attualità la questione, in molti fanno riferimento alla 'legge Carlotto' sulla montagna a testimonianza di quanto lavoro il sen. Carlotto abbia svolto. Io personalmente, l'Amministrazione Provinciale insieme a me e l'intera Comunità cuneese siamo vicini alla famiglia ed esprimiamo la più profonda partecipazione": così Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo.

    “Uomo disponibile al confronto, appassionato ai temi della montagna e della terra, alla difesa del territorio cuneese. Un signore, capace di ascoltare e di dire, con quella bella parlata intervallata dal dialetto. Alla moglie e ai figli la mia vicinanza e le più sincere condoglianze”, il messaggio della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero.

    Lo ricorda anche Chiara Gribaudo, deputata e vicepresidente del Partito Democratico: “Se n’è andato un gigante della politica e delle relazioni umane. Anche se ho avuto l’onore di conoscere Natale Carlotto tardi, gli devo molto: i suoi racconti sono stati davvero preziosi per il mio lavoro parlamentare. Non solo: aveva il coraggio delle idee e di chi si batte senza mai risparmiarsi. In questa giornata voglio mandare le mie condoglianze alla moglie Isa e a tutta la famiglia”.

    La montagna

    Cordoglio anche da parte della delegazione piemontese dell’Uncem, l’Unione Nazionale dei Comuni Montani: “La montagna piemontese e italiana dice, senza retorica, grazie a Natale Carlotto. Lui, uomo Coldiretti, colonna DC, personalità della Granda, ha avuto un legame fortissimo con la sua terra e il suo territorio. Ha sempre lavorato con Uncem, con Lido Riba, con moltissimi amministratori locali - come Sebastiano Massa, Franco Revelli, Livio Quaranta - e il suo impegno parlamentare è sempre stato mosso dal dialogo e dall'ascolto. Come quello che ha esercitato nello scrivere la legge sulla montagna, 97 del 1994, che andava attuata e non invece abrogata come successo qualche mese fa. Un anno fa Natale aveva mandato a Roberto Colombero e Marco Bussone, come faceva con molti, un plico via posta ordinaria con appunti sul disegno di legge. Proposte di lavoro, analisi, dubbi, opportunità di impegno. Con il Presidente Riba si confrontavano spesso su agricoltura e sviluppo, da ultimo sotto i portici di Cuneo, incontrandosi. Comunista e Democristiano, rosso e bianco, interamente immersi in quel terra e territorio dell'agricoltura, della montagna, del Cuneese che genera(va)no Politica, Partito, relazioni, fiducia”.

    Redazione
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    Tag:
    natale carlotto
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