Morti sul lavoro, la Granda è in "zona rossa": "Insostenibile, serve un patto sociale"
L'intervento di Enrico Solavagione, segretario provinciale Cisl: "Il bene dei lavoratori e la tutela della vita devono essere l’unico obiettivo"Il 2025 si chiude con un bilancio drammatico sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. In Italia, da gennaio a dicembre, si contano 1.093 morti sul lavoro, di cui 798 avvenuti in occasione di lavoro e 295 in itinere. In Piemonte le vittime sono state 65, mentre la provincia di Cuneo registra 12 decessi, un numero che la colloca al 30° posto su 107 province italiane e al secondo posto in Piemonte.
I dati emergono dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, elaborati su base Inail. Numeri che confermano quanto la sicurezza sul lavoro resti un’emergenza su cui intervenire.
Sul tema interviente Enrico Solavagione, segretario generale della Cisl di Cuneo. “Il 2025 è stato purtroppo un anno insostenibile: questa è la definizione vera che si deve dare a questo triste fenomeno. Basti pensare che sono stati 1.093 i morti su tutto il territorio nazionale, 65 in Piemonte e 12 nella sola provincia di Cuneo. Un dato davvero altissimo, che non segnala alcuna diminuzione del fenomeno. Questo porta la provincia al trentesimo posto su 107: un dato sconvolgente che deve farci aprire gli occhi su questa vera e propria mattanza che avviene nei posti di lavoro”.
Alla domanda su quali siano le fasce più colpite, il segretario Cisl non ha dubbi: “Dai dati che ci arrivano, la fascia d’età più colpita sono gli ultra 65enni. Questo significa che ci sono troppe persone che lavorano oltre i 65 anni, spesso in settori particolarmente gravosi e in condizioni di sicurezza precaria".
Per quanto riguarda i comparti produttivi, il quadro è altrettanto preoccupante: “Il settore più colpito resta quello delle costruzioni, ma c’è anche un altro settore che sta crescendo negativamente in modo esponenziale: il commercio. Di fronte a questi numeri dobbiamo prendere atto della realtà e mettere in campo strumenti concreti. La Cisl da anni non si limita a denunciare il problema, ma propone soluzioni, perché va preservata la vita umana”.
Tra le proposte avanzate dal sindacato, Solavagione sottolinea il possibile ruolo delle nuove tecnologie in particolare l’intelligenza artificiale non escludendo strumenti già in atto: “Pensiamo che l’intelligenza artificiale, pur con tutte le incognite occupazionali, possa diventare uno strumento importante per prevenire infortuni e morti sul lavoro. La patente a punti deve essere estesa ad altri settori, ma applicata in modo convinto. Se non le si danno le gambe per essere davvero efficace, diventa uno strumento debole. Invece può premiare le aziende virtuose e penalizzare duramente quelle carenti sul piano della sicurezza”.
Infine, Solavagione ha ribadito l’appello a un impegno collettivo sul territorio: “Serve un vero patto sociale in questa provincia, che coinvolga sindacati, imprenditori, politica ed enti pubblici. Un patto che metta al centro la sicurezza, superando pericolose contrapposizioni ideologiche. Il bene dei lavoratori e la tutela della vita devono essere l’unico obiettivo”.
CUNEO Cisl

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