Quali legami tra la Ferrero e Israele? La lettera della Rete Cuneese per la Palestina
Oltre quaranta realtà hanno firmato una missiva inviata lo scorso dicembre al colosso dolciario albese, rimasta finora senza rispostaQuali legami ha la Ferrero con Israele e qual è la posizione dell’azienda rispetto all’operato del Governo israeliano e alle sue certificate violazioni dei diritti umani commesse negli ultimi anni? Lo chiede la Rete Cuneese per la Palestina, a nome di un lungo elenco di associazioni e partiti della provincia e della regione. Sono oltre quaranta le realtà firmatarie della lettera (scorrendo nelle immagini la lista completa) inviata al colosso dolciario albese lo scorso 6 dicembre: ad oggi, fanno sapere i mittenti, non sono pervenute risposte.
“Ci rivolgiamo alla Vostra azienda - si legge nella missiva - in quanto realtà di rilievo internazionale e simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, nonché per la reputazione che Ferrero ha costruito come impresa attenta alle persone, ai diritti e alla sostenibilità. Ferrero, infatti, si presenta nei propri documenti ufficiali e nei rapporti di sostenibilità come un’azienda che ‘mette le persone al centro di ogni decisione’, operando secondo principi di etica, trasparenza e responsabilità sociale".
I firmatari chiedono “chiarezza riguardo alle relazioni economiche e commerciali che Ferrero intrattiene con lo Stato di Israele”. Sul portale “Ferrero in Israel”, l’azienda dichiara di operare in Israele attraverso la società Ferrero Premium Confectionery C Trading Ltd, con sede presso l’Azrieli Center di Holon. Lo stesso sito indica che la presenza commerciale del gruppo in Israele risale al 1975 e che dal 2016 Ferrero opera nel Paese tramite la propria organizzazione locale. Nella sezione “Una presenza globale” del sito www.ferrero.it, Israele compare fra i paesi in cui il gruppo è attivo, con la menzione del citato ufficio a Holon. Inoltre, la piattaforma “Ferrero Careers”pubblica regolarmente offerte di lavoro per posizioni in Israele.
Nella lettera si citano poi le “gravi e documentate violazioni dei diritti umani in corso nei territori palestinesi occupati”. Si parla, tra le altre cose, dei mandati di arresto emessi il 21 novembre 2024 dalla International Criminal Court (ICC) nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant, per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nel contesto del conflitto nella Striscia di Gaza, nella quale dal 7 ottobre 2023 decine di migliaia di persone sono state uccise e altre centinaia di migliaia sono rimaste ferite. Successivamente la Commissione d'Inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha ufficialmente definito le azioni israeliane a Gaza come “genocidio” in un rapporto pubblicato il 16 settembre 2025. Secondo la Commissione, infatti, le autorità israeliane stanno portando avanti “un’aggressione militare che ha come obiettivo ‘uccidere più palestinesi possibile’ con l'intento di distruggere in tutto o in parte il gruppo palestinese e rendere Gaza un luogo invivibile per i sopravvissuti”.
In questo contesto, i firmatari della lettera chiedono a Ferrero di chiarire se l’azienda intrattiene “ulteriori rapporti economici o di partnership con aziende israeliane oltre alla distribuzione locale”, se ha in atto accordi di fornitura, ricerca o sviluppo tecnologico con entità israeliane, se tali rapporti vengono valutati secondo criteri di due diligence etica e rispetto dei diritti umani e se il gruppo possiede stabilimenti produttivi, magazzini o attività in aree considerate territori occupati secondo il diritto internazionale.
“Riteniamo - conclude la missiva - che una risposta trasparente e documentata a tali domande sia coerente con la storia, i principi e la reputazione di Ferrero come impresa socialmente responsabile. Una presa di posizione chiara su questo tema rappresenterebbe non solo un atto di coerenza con i valori che l’azienda promuove, ma anche un contributo concreto al rispetto del diritto internazionale e alla tutela della dignità umana. Concludiamo offrendo la nostra disponibilità ad un confronto costruttivo e alla valutazione di progetti condivisi a sostegno del popolo palestinese”.
ALBA Ferrero - Israele - Palestina

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