“La circolare Nordio sulle attività culturali distacca sempre di più le carceri e il mondo esterno”
L’intervento di Giulia Marro: “Basta ridurre i percorsi e le possibilità riabilitative. Non va mai perso di vista che dentro ai muri non ci sono numeri ma persone”“Un presidio a Roma per ribadire l'ovvio: se le carceri non rieducano, ma disumanizzano ed emarginano ulteriormente le persone detenute, a cosa servono se non a creare ulteriore insicurezza e condizioni insostenibili per detenuti e personale carcerario?”, spiega Francesca Druetti, segretaria Possibile, presente oggi al presidio in piazza Cairoli.
“Eppure, che la pena debba aderire ai principi di umanità e tendere alla rieducazione lo dice anche la Costituzione della Repubblica italiana, ma l’articolo 27 viene calpestato nelle nostre carceri: pene che non rieducano, condizioni che disumanizzano, diritti fondamentali ignorati dietro le mura delle carceri”, continua Druetti.
“È evidente dalle visite nelle carceri piemontesi, che mi hanno vista impegnata fin dal primo giorno del mio mandato”, commenta Giulia Marro, consigliera Regionale in Piemonte (AVS). “Presentano situazioni strutturali a volte molto difficili, con edifici spesso vecchi, sporchi, caldissimi d’estate e affollati, gestiti da personale ridotto all’osso. Intanto aumenta il numero di reati e di detenuti, soprattutto giovani, e le riforme non arrivano, anzi, come è successo in Piemonte, si verificano persino ritardi nella pubblicazione dei bandi per la formazione professionale congelando per mesi tutte le attività. La circolare Nordio sulle attività culturali distacca sempre di più le carceri e il mondo esterno. Non va mai perso di vista che dentro ai muri delle carceri non ci sono numeri ma persone. Persone a cui vanno garantiti dei servizi se non vogliamo che la loro permanenza in carcere li riporti a delinquere, fallendo nella funzione rieducativa e riabilitativa: psicologi, educatori, assistenza sanitaria e psichiatrica, percorsi di uscita, attività formative. È un sistema che ha bisogno di essere cambiato, ma non nel senso in cui vanno le norme del ministro Nordio, che continua a ridurre i percorsi e le possibilità riabilitative nelle carceri”.
“I dati sulla recidiva e sulla marginalizzazione delle persone detenuanno il gioco di chi difende la propria posizione di potere facendo leva sulla paura dei cittadini e sugli slogan che abusano della paura sicurezza senza fare nulla per garantirla davvero”, conclude Druetti.

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