Nel 2025 i piemontesi hanno speso quasi 10 miliardi di euro in gioco d'azzardo
I gruppi di opposizione in Consiglio regionale presentano i dati dello scorso anno e lanciano l'allarme: "Avevamo una legge all'avanguardia, è stata smantellata"Volumi del gioco, sia fisico che online, in costante aumento, così come le perdite e i pazienti in carico ai servizi sanitari. È l’allarmante fotografia della situazione del gioco d’azzardo patologico in Piemonte, presentata in una conferenza stampa organizzata dai gruppi di opposizione in Consiglio regionale. Nel mirino in particolare la legge regionale che nel 2021 ha di fatto ridimensionato le norme sul contrasto alla ludopatia che erano state introdotte nel 2016 dalla Giunta Chiamparino.
Eloquenti i dati presentati stamattina, mercoledì 1° luglio, a Torino. Nel 2025 i piemontesi hanno speso 9,9 miliardi di euro in gioco d’azzardo: il dato è in costante aumento dal 2021, dopo avere osservato una progressiva diminuzione a partire dal 2016, arrivando ai 6,1 miliardi del 2020. Ne consegue, per il 2025, una spesa media pro capite di 2.328 euro all’anno: erano 1.427 nel 2020.
A livello provinciale nel 2025 è Torino a far registrare la raccolta maggiore, 5,3 miliardi di euro: segue Cuneo con 1,1, poi Alessandria (1), Novara (800 milioni), Asti, Vercelli e Verbania (tutte con 400 milioni), e infine Biella (300 milioni).
I dati evidenziano come il gioco fisico tra il 2016 e il 2020 fosse in netta diminuzione in Piemonte, mentre è tornato a risalire dal 2020 in poi. “La tendenza non è soltanto causata dalla pandemia, ma dalla modifica della legislazione regionale”, sostengono i rappresentanti delle minoranze in Consiglio regionale.

La situazione in Italia
Il tema del gioco d’azzardo patologico è diventato sempre più centrale non solo in Piemonte. Il denaro giocato in un anno dagli italiani è passato dai 34 miliardi di euro del 2004 ai 165 miliardi del 2025. Una crescita che è difficile osservare in altri settori. Questo, secondo le opposizioni piemontesi, è dovuto ad una strategia globale e alla scelta, da parte dello Stato, di trasformare il gioco in un settore visto solamente come fine di guadagno per le casse erariali (le entrate, in questo senso, sono passate dai 6,7 miliardi di euro del 2006 agli 11,4 del 2025). L’Italia è il paese con la più alta spesa complessiva in Europa.
Queste scelte e la crescita del settore hanno portato l’Italia a essere uno dei paesi con il più alto numero di dispositivi - le cosiddette “macchinette” - per abitanti al mondo. Secondo quanto riportato nel volume “Setting Limits. Gambling, Science and Public Policy”, pubblicato da Oxford University Press nel 2019, l’Italia si posiziona al terzo posto nel mondo con 132 abitanti per apparecchio, dopo l’Australia, ma molto prima di altri paesi europei e di Canada, Stati Uniti e Regno Unito.
Le dichiarazioni
Ad aprire la conferenza stampa odierna è stato Domenico Rossi (segretario regionale del Partito Democratico): “Siamo di fronte a dati che impongono una riflessione a tutti i livelli. Gli italiani spendono più di tutti in Europa per il gioco e siamo tra i Paesi che gioca di più al mondo. C’è un problema di eccesso di offerta che genera una domanda che non esisterebbe, con conseguenze socio-sanitarie che pagano giovani e fasce deboli. La Regione deve fare la sua parte e noi siamo disponibili a superare le attuali criticità attraverso un lavoro condiviso in commissione e in aula”.
Sulla stessa linea Gianna Pentenero (Partito Democratico): “Avevamo una legge all’avanguardia approvata durante la Giunta Chiamparino, una norma che ha fatto scuola, ma la scelta di Cirio e della sua maggioranza di smantellare quell'impianto normativo virtuoso, di fare un passo indietro, ha provocato conseguenze disastrose”.
La consigliera Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle) guarda al futuro evidenziando come “il gioco d'azzardo tra gli studenti abbia raggiunto nel 2025 il valore più alto mai registrato. Ben un milione e seicentomila studenti, ovvero il 64% della popolazione scolastica nella fascia 15-19 anni, hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi un milione e mezzo lo ha fatto nell'ultimo anno”. Il dato sconcertante però è quello sul coinvolgimento di minorenni e pre-adolescenti: “l'11% dei ragazzini tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver scommesso negli ultimi dodici mesi. Una vera e propria emergenza sociale davanti alla quale la Regione non può più voltarsi dall'altra parte”.
Sui profili di rischio e sulle abitudini di gioco si è concentrata anche Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa): “Non esiste un altro settore che sia cresciuto così tanto nel nostro Paese come quello del gioco d’azzardo. Non solo, i pazienti con dipendenza in carico ai servizi socio-sanitari sono in costante aumento. L’emergenza è sotto gli occhi di tutti, ignorarla e procrastinare un intervento non significa fare il bene del Piemonte bensì quello delle lobby del gioco”.
Infine, Alice Ravinale (Alleanza Verdi e Sinistra) ha sottolineato l'importanza di sostenere la prevenzione e la cura con un quadro normativo solido e di quanto l’allentamento dei vincoli su questo tema favorisca la criminalità organizzata: “Tutti i proclami della destra su sicurezza e legalità si schiantano di fronte a questo dramma sociale, frutto di una precisa scelta politica. Il settore del gioco d’azzardo rappresenta uno dei canali più redditizi per le mafie, con margini elevatissimi che favoriscono riciclaggio e infiltrazioni nell’economia legale. In Piemonte la presenza di organizzazioni criminali che utilizzano il gioco come leva di controllo economico è ormai un elemento strutturale”.
CUNEO gioco d azzardo


Condividi