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    CUNEO - lunedì 18 aprile 2022, 14:56

    Agenzie viaggi, più ombre che luci: “Troppe incognite, poche prenotazioni”

    Dopo la pandemia, le riaperture e la fine dello stato di emergenza sembravano offrire ottime prospettive al settore, ma la guerra scoppiata in Ucraina e i rincari dell’ultimo periodo rendono difficile il presente e incerto il futuro
    Cuneodice.it Luca Bramardi, Bramardi viaggi Cuneodice.it
    Luca Bramardi, Bramardi viaggi
     
    C’è chi ci scherza su (“abbiamo avuto mezzo pomeriggio di gioia, tra l’annuncio della fine dello stato di emergenza e l’inizio della guerra in Ucraina”), qualcun altro per rendere l’idea della situazione di stallo che si vive, usa una metafora: “Avete presente i bambini dal gelataio davanti ai diversi gusti? Il gelato lo vogliono, ma non sanno quale prendere”. E poi c’è anche la voce fuori dal coro di chi predica ottimismo: “Bisogna guardare avanti e darsi da fare, non piangiamoci addosso: siamo ripartiti”. Il giro tra le agenzie di viaggio cuneesi offre spunti di riflessione e letture differenti del periodo che stiamo vivendo, tra le riaperture dopo i due anni di Covid, i rincari ed il conflitto in Ucraina. Anche se a prevalere è la preoccupazione per un rilancio che per il momento è stato solo assaggiato. 
     
    “Quando Speranza ha annunciato la fine dello stato di emergenza, abbiamo avuto un mezzo pomeriggio di gioia, poi è arrivata la guerra – scherza Valentina Gazzera, titolare di Viaggi & Emozioni -. Stiamo vedendo che la gente ha paura. A febbraio erano partite tante richieste, adesso le persone sono frenate: la guerra incide, ma anche i rincari. Quando mi viene chiesto un preventivo per mete italiane, è anche dura per me comunicarlo al cliente, perché spesso ci sono cifre inarrivabili. Dopo il Covid, continuano ad essere tempi difficili per noi: io sono da sola in agenzia e sono riuscita in un modo o nell’altro ad andare avanti, ma questa situazione finisce per scoraggiare chi fa questo lavoro. Una cosa però il Covid l’ha migliorata per noi: tra documenti e criticità legate alla pandemia, la gente si rivolge di più alle agenzie rispetto a prima, perché si sente maggiormente tutelata”.  
     
    “Chi vuole fare un viaggio con determinati servizi, rivolgendosi alle agenzie si sente più sicuro – conferma Luca Bramardi di Bramardi Viaggi -. Però la gente è preoccupata per quanto sta accadendo. Ha voglia di tornare a viaggiare, ma è in attesa, cerca di capire cosa succederà per fare la scelta migliore. E’ come quando un bambino entra in gelateria: vuole il gelato, ma non sa quale gusto prendere. Ci sono ancora troppe incognite, il conflitto ha aggiunto insicurezze ad una situazione già difficile: noi eravamo specializzati sui viaggi a lungo raggio, quanto successo negli ultimi anni ci ha costretti a rimodulare la nostra offerta. Ci siamo riadattati, oggi vendiamo bene il Canada, meno le altre rotte lontane. E in Italia e in Europa andiamo abbastanza bene. Prospettive? Cerchiamo di essere ottimisti”. 
     
    Fotografa in modo simile la situazione Elena Mandrile, titolare di Pangea Viaggi: “Siamo sempre in stallo: la gente chiede preventivi, ma poi temporeggia, aspetta a prenotare. A volte vengono solo a chiederci qualcosa, siamo diventati più dei risolutori di problemi che degli agenti di viaggio. Qualcosa si sblocca per quanto riguarda i viaggi di nozze, che per noi significano tanto. La guerra? Per quello che abbiamo potuto constatare noi, ha inciso, come anche i rincari: c’è stato un periodo nel quale avevamo un sacco di lavoro, il telefono suonava in continuazione, poi tutto si è nuovamente bloccato. Noi lavoriamo anche con la biglietteria etnica, quindi con stranieri che tornano a casa, ma anche per loro è difficile con questi aumenti, specie se ci sono nuclei familiari numerosi. Credo che questa estate ci sarà di nuovo un turismo di prossimità, anche se in Italia è tutto molto caro”.
     
    “Si vive alla giornata, la situazione è difficile – aggiunge Raffaella Giordanino del Centro Storico Viaggi -: pensi che noi dopo 27 anni abbiamo dovuto trasferirci da via Roma a via Saluzzo, perché i costi erano troppi. Continua a non sbloccarsi nulla, ci dicono sempre che dovrebbe arrivare la ripartenza, ma poi c’è sempre qualcosa a complicare le cose. Più che la guerra, noi vediamo ancora la preoccupazione della gente per quanto accaduto in questi anni, che porta a non prenotare perché non è sicura di poter rientrare senza problemi. E poi c’è la paura per il futuro, che abbiamo tutti: mancano i soldi e si viaggia meno. Se sono ottimista? Fatico ad esserlo, è due anni che viviamo così, la famosa luce in fondo al tunnel noi non la vediamo”. 
     
    La voce fuori dal coro è quella di Eraldo Pancera di Robe di Viaggio. In agenzia c’è gente e lui dispensa ottimismo e fiducia: “Bisogna darsi da fare, essere pessimisti ed attendere che qualcosa accada non serve. Noi siamo ripartiti, anche se a fasi alterne: lavoriamo molto, a gennaio abbiamo preso due persone in più. Ci occupiamo delle tante procedure burocratiche di questo periodo, servizi che il cliente apprezza. La gente ha voglia di tornare a viaggiare: la guerra ha inciso per la prima settimana, poi le persone hanno ripreso a prenotare, anche perché i tour operator vengono incontro in tutto al cliente, lo tutelano e lo proteggono, dando anche la possibilità di annullare”. L’agenzia di piazza Europa punta molto sui viaggi aziendali: “Queste soluzioni ci danno tanto, a giugno facciamo partire circa 7 mila persone, e abbiamo già prenotazioni per il 2023. Anche la crociera è tornata in auge. Ripeto, stiamo andando bene, ma ci stiamo dando anche molto da fare, più di prima”.
    Redazione
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Agenzie viaggi

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