Alemanno lascia Rebibbia: “Esco dal carcere da innocente”. Poi l’abbraccio con Lauria
Con l’ex ministro c’è il consigliere cuneese, che rilancia sui sondaggi di Vannacci: “Futuro Nazionale andrà in doppia cifra, rivedo l’entusiasmo dei primi grillini”Il primo abbraccio di Gianni Alemanno, fuori dai cancelli di Rebibbia, è con gli amici che in questo anno e mezzo hanno fatto la spola col carcere per fargli visita, ogni volta che era possibile. Fra loro c’è Beppe Lauria, il leader cuneese della destra sociale, che il vecchio “capo” dei tempi di Alleanza Nazionale non lo ha lasciato nemmeno quando è entrato in cella.
Un anno, cinque mesi e 24 giorni da scontare come residuo di pena dopo la condanna per traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, le imputazioni superstiti del processo “Mondo di Mezzo”, una volta archiviata l’accusa di associazione mafiosa e venuta a cadere anche quella di corruzione. Reati che nel frattempo sono stati abrogati e a cui Alemanno si professa tuttora estraneo: “Esco dal carcere da innocente” ha ribadito ai giornalisti, accusando il governo Meloni di non aver fatto niente sul tema del sovraffollamento delle carceri.
Il suo “diario di cella”, in questo anno è mezza, è diventato una vetrina mediatica dei problemi grandi e piccoli che i detenuti affrontano. Un universo carcerario “che ho trovato molto più degradato e abbandonato a se stesso di quanto me lo ricordavo”. Con i percorsi di studio e lavoro “ridotti a un privilegio per pochi”, la burocrazia “lenta e prepotente” che blocca perfino il trasferimento degli attrezzi in palestra e l’orto di Rebibbia (un sogno di Carlo Petrini, ricordava l’ex ministro dell’Agricoltura dopo la morte del leader di Slow Food). “Esco, ma mi sembra di disertare una trincea” aveva scritto nell’ultima pagina del blog.
Rivedersi da uomini liberi, per Lauria, è stata un’emozione: “Una sensazione strana, è stato commovente. Lui mi è apparso provato. Comprensibile, dopo un anno e mezzo. Ma si è delineata anche in questa occasione una classe dirigente”. Quella che stasera si ritroverà in una cena fra pochi intimi, una ventina di persone, con il generale Vannacci che ha accolto in Futuro Nazionale Alemanno e i suoi: “Roberto Vannacci è l'uomo nuovo della destra italiana, ne sono convinto ed è per questo che ho aderito a Futuro Nazionale” dice l’ex sindaco di Roma, convinto che “Meloni ha fatto il grande errore di convertire il bisogno di sovranismo della destra in conservatorismo”.
Ha fatto clamore il sondaggio di YouTrend che per la prima volta dà FnV al 5,9%, addirittura sopra alla Lega. Lauria è convinto che il risultato, da qui a un anno, sarà superiore. Anzi si sbilancia: “Faremo un risultato sicuramente sopra le due cifre, forse perfino il 18%”. Sognare non è proibito, la strada è lunga ma i segnali, dice, ci sono tutti: “Rivedo lo stesso entusiasmo che portò al boom dei Cinque Stelle”.
CUNEO Beppe Lauria - carcere - politica - Gianni Alemanno - Futuro Nazionale

Condividi