Borgo, la maggioranza sulla cava di Monte Cros: "Tuteleremo i cittadini, dalla minoranza inesattezze"
I chiarimenti del gruppo "Uniti per Borgo": "La delibera del Consiglio comunale si inserisce in un iter procedimentale già instaurato in Provincia"Riceviamo e pubblichiamo la replica del gruppo consiliare di maggioranza di Borgo San Dalmazzo, “Uniti per Borgo”, sulla questione relativa alla cava di Monte Cros sollevata dal gruppo di opposizione “Borgo per Tutti”.
In relazione all’articolo apparso su alcuni giornali, dal titolo “Borgo dà l'ok alla ripresa degli scavi nella cava di Monte Cros, la minoranza: ‘È prematuro’”, il gruppo consiliare di maggioranza reputa opportuno fornire alcune precisazioni al fine di fornire la massima trasparenza e informazione.
1. Effetti del nuovo procedimento sul recupero ambientale
È indubbio che il precedente operatore (Italcementi) non abbia provveduto a realizzare le opere di recupero ambientale, anche perché il precedente intervento autorizzato non è stato completato; si evidenzia tuttavia che l’attività estrattiva in argomento, pur se oggetto di nuovo procedimento autorizzativo (effettivamente instaurato da nuovo operatore economico), si inserisce nel solco di un precedente progetto di coltivazione e non configura l’apertura di “nuovo sito di cava”. Si ricorda inoltre che il Comune di Borgo San Dalmazzo non vanta alcuna fidejussione nei confronti di Italcementi, in quanto la garanzia è stata a suo tempo costituita interamente nei confronti del Comune di Valdieri, il quale in data 5/3/2025 ha provveduto a diffidare Italcementi Spa al completamento delle opere di recupero ambientale della cava; occorre ancora precisare che la competenza alla diffida per le operazioni di recupero ambientale non è esclusiva del Comune ma è attribuita congiuntamente al Comune, alla Provincia e alla Regione, in quanto l’art. 43 comma 8 bis della L. R. 23/2016 prevede che “Per le attività estrattive autorizzate dai comuni alla data del 31 dicembre 2015… gli atti amministrativi (di diffida all’esecuzione di attività di recupero ambientale con conseguente eventuale escussione della fidejussione) restano di competenza dei comuni, che li predispongono d'intesa con la provincia … e con la Regione”.
Infine, in relazione alla richiesta del Comune di Valdieri alla Provincia di Cuneo di un “pronunciamento ufficiale in ordine dalla compatibilità dell’iter autorizzativo in corso con il precedente progetto della Ditta Italcementi spa che deve ancora completare le opere di recupero ambientale”, la Provincia ha affermato che “solo alla conclusione del procedimento in oggetto in capo alla Ditta Dovero si potrà valutare se porre in capo a quest’ultima il completo recupero ambientale dell’area”. Si tenga poi conto che, come risulta dal verbale della conferenza dei servizi del 10 aprile 2025 “II progetto prevede anche il recupero ambientale delle aree compromesse dalla precedente coltivazione e non ancora recuperate”.
La delibera del Consiglio Comunale di Borgo San Dalmazzo si inserisce pertanto in un iter procedimentale instaurato presso la Provincia di Cuneo, all’esito del quale, come afferma la Provincia, in funzione dell’oggetto dell’autorizzazione saranno definiti gli aspetti relativi al recupero ambientale delle aree di cava, anche in relazione alla compatibilità del recupero con la coltivazione autorizzata.
Infine, la delibera consiliare prevede che la concessione “dovrà essere condizionata all’ottenimento da parte della Ditta Dovero del provvedimento autorizzatorio richiesto”; è quindi del tutto evidente che se il richiedente non ottenesse alcun provvedimento autorizzatorio, non si darà luogo ad alcuna concessione e l’Italcementi, secondo le disposizioni del Comune di Valdieri, titolare della fidejussione, sarà tenuta al ripristino.
2. Tempistica per l’adozione della delibera consiliare
Contrariamente a quanto affermato nell’articolo, la decisione della maggioranza di acconsentire la ripresa dell’attività di scavo non è prematura, in quanto i tempi sono scanditi dalla Conferenza di servizi provinciale, la quale ha evidenziato la necessità di chiarire “i termini per la stipula di nuove convenzioni tra i Comuni e la Dovero Scavi e Trasporti S.r.l., finalizzate ad acquisire la disponibilità dei terreni; quest'ultima risulta necessaria per ottenere le autorizzazioni e per avviare il progetto”. La trasmissione di detta documentazione integrativa dovrà avvenire entro la data del 9/4/2026.
3. Effetti sulle comunità insediate nelle frazioni Madonna Bruna e Tetto Miola
È altresì errato affermare che non sono state valutate le conseguenze che possono derivare (dall’autorizzazione all’esercizio della cava) per la popolazione delle frazioni di Madonna Bruna e Tetto Miola.
Dal verbale della Conferenza dei Servizi del 10/4/2025: “Per quanto riguarda l'accesso all'area di cava, si prevede la realizzazione di una strada ad esclusivo dell'attività estrattiva e ubicata interamente nell'area in disponibilità della Dovero Scavi e Trasporti s.r.l. evitando il transito dei mezzi attraverso l'abitato di Madonna Bruna”.
La realizzazione di detta strada, pur se contemplata nel progetto presentato in Provincia, non trova d’accordo tutti gli interlocutori interessati e risulta quindi di fondamentale importanza che il Comune di Borgo San Dalmazzo ne sostenga la realizzazione; infatti già nella conferenza dei Servizi del 10 aprile 2025 il Comune ha depositato una nota con la quale si chiede il rispetto di prescrizioni a tutela dell’ambiente e degli abitati.
In particolare, il Comune richiede fermamente la realizzazione di una nuova strada di collegamento del sito di cava, peraltro già prevista nel progetto del proponente, da realizzare “in tempi ristretti, in quanto l'attuale viabilità ricadente nella frazione di Aradolo la Bruna non sopporterebbe date le sue dimensioni e la sua struttura carichi gravosi, inoltre la percorrenza di automezzi pesanti verrebbe ad apportare un incremento del rumore e di inquinamento in prossimità delle abitazioni”.
Risulta quindi necessario che la conferenza dei servizi proceda nel suo iter, approfondendo tutti gli aspetti critici dell’intervento da autorizzare, prendendo atto che solo tale ente potrà prescrivere tutte le misure necessarie per il rispetto dell’ambiente e delle comunità interessate.
Come sempre l’amministrazione comunale tutela gli interessi delle cittadine e dei cittadini, peraltro già ipotizzando delle misure compensative per il territorio. Di contro, la minoranza continua a prediligere all’approfondimento delle tematiche la pubblicazione di comunicati farciti di errori e inesattezze, tanto più lampanti se si considera che alcuni dei consiglieri comunali di minoranza hanno in passato seguito personalmente le vicende che ci occupano.
Gruppo consiliare "Uniti per Borgo"
Borgo San Dalmazzo
BORGO SAN DALMAZZO Borgo San Dalmazzo - Cava - monte cros

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