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    BORGO SAN DALMAZZO - Thursday 26 March 2026, 14:35

    Borgo "maglia nera" per il consumo di suolo? Il Comune risponde: "Imboccata una strada virtuosa"

    L'analisi pubblicata dall'amministrazione comunale: "Negli ultimi anni incrementi contenuti rispetto ai periodi precedenti"
    Borgo "maglia nera" per il consumo di suolo? Il Comune risponde: "Imboccata una strada virtuosa"
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    I dati pubblicati lo scorso autunno attribuivano a Borgo San Dalmazzo la “maglia nera” per consumo di suolo rispetto al totale del territorio comunale. A distanza di alcuni mesi, l’amministrazione comunale borgarina ha pubblicato un’analisi dei dati forniti da ARPA Piemonte, ente incaricato del monitoraggio del consumo di suolo per il territorio regionale nell’ambito del sistema nazionale ISPRA/SNPA. Un’iniziativa pensata - spiegano dal Comune - per “offrire un quadro corretto e basato su fonti ufficiali”. L’articolo ricostruisce l’evoluzione del consumo di suolo negli ultimi diciotto anni, individuando i periodi storici in cui si è concentrato l’incremento e illustrando cosa sta realmente accadendo nell’ultimo biennio a Borgo San Dalmazzo.

    I dati del consumo di suolo (2006-2024)

    Il monitoraggio ISPRA prende avvio nel 2006, anno in cui a Borgo San Dalmazzo risultavano già consumati 444,69 ettari, pari al 19,89% dell’intera superficie comunale. Nel 2024, ultimo anno disponibile, il dato sale a 461,91 ettari, corrispondenti al 20,66% dell’intera superficie comunale utilizzata complessivamente nell’arco degli anni e non si riferisce alla percentuale di territorio consumato nell’anno 2024. In diciotto anni l’incremento complessivo è stato quindi di 17,22 ettari, con una media di 0,96 ettari all’anno. “Si tratta di una crescita contenuta, che però non è stata uniforme nel tempo: alcuni periodi hanno inciso molto più di altri. La lettura nel lungo periodo evidenzia un andamento lento e non lineare, caratterizzato da fasi con intensità molto diverse”, si legge nell’analisi pubblicata dal Comune.

    L’analisi dei dati ISPRA evidenzia tre fasi distinte. Il periodo più critico per quanto riguarda il consumo di suolo si attesta tra il 2006 e il 2012. È in questi anni che si concentra il 55% del consumo totale registrato in 18 anni, dai dati a disposizione forniti da ISPRA. L’incremento è pari a +9,45 ettari, un valore significativamente superiore a quello degli anni successivi. Dopo un triennio 2013-2015 di sostanziale rallentamento della crescita del consumo di suolo (+0,47 ettari), tra il 2016 e il 2022 si registra una seconda fase di ulteriore incremento: +6,94 ettari. Pur non raggiungendo i livelli del periodo precedente, rappresenta comunque il 40% del consumo totale del periodo 2006-2024. Negli ultimi due anni monitorati (2023-2024) l’incremento complessivo è di 0,36 ettari, cioè 3.600 metri quadrati: un valore contenuto rispetto ai periodi precedenti. “Questo rallentamento così marcato indica un cambio di passo, frutto sia di un diverso contesto edilizio sia delle scelte urbanistiche adottate negli ultimi anni”, dicono dall’amministrazione.

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    “I dati mostrano che la crescita più significativa del consumo di suolo è alle spalle – commenta l’assessore a Urbanistica e Pianificazione del Territorio, Francesco Rosato – e che negli ultimi anni il fenomeno tende a stabilizzarsi. Questo risultato è anche frutto della voro puntuale e costante svolto dallo staff dell’Ufficio Urbanistica, che ringrazio per l’impegno e la professionalità con cui supporta quotidianamente l’attività amministrativa”.

    Le politiche urbanistiche adottate

    Si legge nell’analisi: “Negli ultimi anni le varianti al Piano Regolatore hanno complessivamente ridotto il potenziale edificabile del territorio, con l’unica eccezione della variante 30/2025. Il saldo complessivo del periodo 2019-2025 è neutro, segno di una politica urbanistica orientata alla tutela del suolo e alla rigenerazione urbana. Dal 2019 a oggi, infatti, due varianti hanno eliminato aree edificabili: la 23/2019 ha stralciato 2.665 m², mentre la 29/2024 ha ridotto ulteriormente il potenziale edificatorio di 11.700 m². La variante 25/2022 ha avuto un impatto minimo, con soli 190 m² di nuovo consumo. L’unica variante espansiva è la 30/2025, che introduce, tra riduzione e aumento, 12.938 m² di nuove aree edificabili (circa 1,3 ettari). Nel complesso, il territorio comunale ha visto negli ultimi anni una gestione prudente e attenta, con scelte che privilegiano il recupero dell’esistente e limitano al minimo l’uso di nuovo suolo. Una direzione chiara, che conferma l’impegno verso un consumo di suolo sempre più limitato, pur rispondendo alle richieste della cittadinanza e del mondo economico”.

    L’attività edilizia recente (2023-2025)

    Un ulteriore elemento utile per comprendere la pressione reale sul suolo libero è l’analisi delle pratiche edilizie. Nel triennio 2023-2025 il Servizio Edilizia ha esaminato 290 pratiche relative a interventi diretti: di queste, solo 10 riguardano nuove costruzioni su suolo inedificato. La grande maggioranza degli interventi riguarda quindi ristrutturazioni, manutenzioni, ampliamenti o trasformazioni del patrimonio edilizio esistente.

    “Borgo ha imboccato una strada virtuosa”

    Negli ultimi anni il quadro del consumo di suolo a Borgo San Dalmazzo è quindi cambiato. I dati mostrano che negli anni Duemila le fasi di maggiore espansione appartengono al passato, in particolare al periodo 2006-2012 e, con intensità minore, agli anni successivi, fino al 2022. La crescita si è poi attenuata sensibilmente nel biennio più recente. “Parallelamente, le scelte urbanistiche dell’amministrazione hanno privilegiato la riduzione delle aree edificabili e il recupero dell’esistente, anche attraverso politiche di incentivazione economica, mentre l’attività edilizia privata si è concentrata soprattutto su ristrutturazioni e interventi che non comportano nuovo consumo di suolo. Nonostante il penalizzante rapporto percentuale di suolo consumato rispetto alla superficie del Comune, Borgo San Dalmazzo dimostra di saper migliorare le dinamiche del passato e di muoversi oggi con coerenza verso un modello di sviluppo più equilibrato. La città sta consolidando una politica di consumo di suolo responsabile, orientata alla rigenerazione urbana, alla tutela di una risorsa preziosa e non rinnovabile e a modelli di sviluppo economico al passo con i tempi. È una direzione che testimonia una crescente consapevolezza collettiva e un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale”.

    Il Portale Nazionale del Consumo di Suolo (https://consumosuolo.it), progettato e realizzato dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte (Arpa) in collaborazione con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), permette di esplorare indicatori a livello regionale, provinciale e comunale.

     

    Redazione
    luogo BORGO SAN DALMAZZO
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    Tag:
    Borgo San Dalmazzo - consumo di suolo
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