X
X
Cuneodice.it
Home Cronaca Politica Eventi Attualità Sport Cultura Varie Rubriche Ultime Notizie
Tutta la provincia Cuneo e valli Saluzzese Monregalese Saviglianese Fossanese Alba e Langhe Bra e Roero Il Buschese
Login
Cerca ArticoliCase Cuneodefunti Cuneo
Login
Cuneodice.it
QUOTIDIANO ONLINE
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Eventi
  • Attualità
  • Sport
  • Cultura
  • Varie
  • Rubriche
  • Ultime Notizie
  • ABBONATI
    • tutta la provincia
    • Cuneo e valli
    • Saluzzese
    • Monregalese
    • Saviglianese
    • Fossanese
    • Alba e Langhe
    • Bra e Roero
    • defunti Cuneo

    Home \ Attualità \ Cuneo e valliVendita case Cuneo

    CUNEO - venerdì 5 giugno 2026, 09:16

    Caporalato e sfruttamento, Ravinale e Marro: "La politica può cambiare le cose, ma deve scegliere di farlo"

    L'intervento delle consigliere regionali di AVS dopo la strage di Amendolara: "Basta tentennamenti, anche in Piemonte"
    Cuneodice.it Alice Ravinale e Giulia Marro Cuneodice.it
    Alice Ravinale e Giulia Marro

    Riceviamo e pubblichiamo.

    La strage di Amendolara impone una riflessione che va oltre le dichiarazioni di circostanza. Che bisogna fermare lo sfruttamento e garantire la dignità dei lavoratori lo affermano tutti, dalla Giunta Cirio alla maggioranza che governa il Paese. Nei fatti, si continua a fare troppo poco per contrastare davvero la vergogna del caporalato e delle nuove forme di schiavitù che attraversano l'agricoltura, la logistica, il tessile e molti altri settori produttivi.

    Per raccontare un orrore che si ripete servono parole capaci di descrivere la realtà per quella che è. Antonio Nicaso lo ha sintetizzato con chiarezza: finché continueremo a chiamare convenienza ciò che è sfruttamento, nulla cambierà. E lo raccontano anche le parole di Taj Mohammad Alamyar, unico sopravvissuto alla strage, arrivato in Italia a piedi dall'Afghanistan dopo: gli sfruttatori gli dicevano che un alloggio e un pasto erano condizioni sufficienti per accettare qualsiasi lavoro e per questo hanno bruciato vivi i suoi compagni.

    Dietro lo sfruttamento ci sono organizzazioni criminali italiane e straniere che prosperano sulla vulnerabilità di persone rese ricattabili anche dalle attuali norme sull'immigrazione. Ma il profitto più grande non si ferma certo ai caporali. Attraversa intere filiere produttive e, nel caso dell'agricoltura, arriva fino alla grande distribuzione organizzata che scarica la pressione economica sull'ultimo anello della catena, comprimendo diritti, salari e condizioni di vita.

    Per questo il problema è di sistema, e come tale va affrontato.

    Dal consiglio Regionale ci stiamo provando con un lavoro specifico avviato un anno fa in Commissione Legalità. Un lavoro nato dalla volontà condivisa delle diverse forze politiche di costruire strumenti concreti per prevenire le condizioni che favoriscono lo sfruttamento lavorativo: dalle politiche abitative ai trasporti, fino alla possibilità di penalizzare economicamente le filiere che non garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori.

    Lunedì la Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte discuterà la relazione finale del gruppo di lavoro dedicato proprio al contrasto dello sfruttamento lavorativo. È la dimostrazione che la politica può incidere e può cambiare le cose quando decide di assumersi questa responsabilità. Per farlo, però, servono volontà politica e capacità di costruire accordi tra maggioranza e opposizione. Il gruppo di lavoro è nato esattamente con questo obiettivo: mettere da parte le appartenenze e individuare soluzioni concrete a un fenomeno che riguarda la dignità delle persone e la qualità del nostro sistema economico.

    Il Piemonte è anche la terra dove, grazie al lavoro di Altreconomia, è emerso come il valore dello sfruttamento nelle sole vigne delle Langhe sfiori i 40 milioni di euro. Numeri che dimostrano come il fenomeno non sia marginale né lontano, ma profondamente radicato anche nei territori considerati simbolo dell'eccellenza produttiva.

    La politica non ha bisogno di nuove parole. Ha bisogno di nuove azioni. Ha bisogno del coraggio di cambiare regole, modelli e priorità, spezzando una catena di violenza che parte dai campi e arriva sulle nostre tavole.

    È un dovere farlo ora, davanti all'orrore dell'uccisione di Waseem Khan, 29 anni, Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Safi Iayjad, 27 anni, e Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, morti perché chiedevano di essere pagati per il loro lavoro.

    Alice Ravinale
    Giulia Marro
    Consigliere regionali AVS

    c.s.
    luogo CUNEO
     Condividi
    Tag:
    avs

    commenti

    Effettua il login per commentare Login

    notizie più lette

    altre notizie su Attualità

    Menu
    • Home
    • Cronaca
    • Politica
    • Eventi
    • Attualità
    • Sport
    • Curiosità
    • Cultura
    • Varie
    • Rubriche
    • Altro
    Redazione

    [email protected]
    Maggiori informazioni...

    Territori
    • Cuneo e valli
    • Saluzzese
    • Monregalese
    • Saviglianese
    • Fossanese
    • Alba e Langhe
    • Bra e Roero
    • Il Buschese
    Edizioni
    • italia
    • torino
    • genova
    • bologna
    Cuneodice.it Applicazione per smartphone Android
    Cuneodice.it Applicazione per iPhone e iOS
    Feed RSS

    Privacy Policy - P.IVA 03978350043 powered by Publidok S.r.l.