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    CUNEO - lunedì 27 luglio 2026, 10:30

    Carburanti, gas ed energia: nel 2026 per i piemontesi una stangata da 2,2 miliardi di euro

    La stima dei rincari contenuta in uno studio pubblicato dalla Cgia di Mestre: "Scenario preoccupante. Se c’è, l’UE batta un colpo"
    Cuneodice.it Carburanti, gas ed energia: nel 2026 per i piemontesi una stangata da 2,2 miliardi di euro Cuneodice.it

    A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, si stima che nel 2026 famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti. Il dato emerge da uno studio pubblicato dalla Cgia di Mestre, in cui si ipotizza che i prezzi applicati in questo momento restino invariati fino a fine anno. 

    Il rincaro maggiore riguarderà benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4% rispetto al 2025), seguiti dall'energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9%) e dal gas con +5 miliardi (+14,6%). “Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto e sulle imprese a elevato consumo di energia”, si legge nel rapporto.

     

    Gli aumenti dall’inizio del 2026

    Secondo lo studio la benzina ha osservato un rincaro medio a livello nazionale del 14,4% a cinque mesi dall’attacco statunitense in Iran, mentre per il gasolio l’aumento è stato del 18,5%: i prezzi, rispetto all’inizio del 2026, sono passati rispettivamente da 1,64 euro al litro a 1,91 euro al litro e da 1,67 euro al litro a 2,04 euro al litro.

    Aumenti ancora più rilevanti per i prezzi di gas ed energia elettrica, rispettivamente a +,76,1% e +51,2%. I prezzi mensili sono passati da 37,71 euro a 57,08 euro per quanto riguarda il gas e da 132,66 euro a 161,23 euro per quanto riguarda l’energia elettrica (prezzi in euro per MWh).

     

    I dati regionali

    A livello regionale, sommando le spese per carburanti, energia elettrica e gas, è la Lombardia a pagare il conto più salato, con un aumento di 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025 (+15,1%). Seguono Emilia Romagna, Veneto e Lazio, mentre il Piemonte si piazza al quinto posto con una spesa stimata di 15,9 miliardi di euro, per un rincaro di 2,12 miliardi rispetto al 2025 (+15,4%). In generale, in tutte le regioni italiane i rialzi si attestano tra il 15% e il 17%.

    Consistenti i rincari percentuali per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, tra il 19% e il 21% a seconda della regione. Il dato percentuale più alto è quello della Basilicata (+21,6%, con una spesa stimata superiore di 118 milioni di euro rispetto a quella del 2025). Il Piemonte presenta uno dei rincari percentuali più contenuti (+19,7%, superiore solo a quelli di Lombardia e Liguria, entrambe con il 19,5%). Si stima che nel 2026 imprese e famiglie piemontesi spenderanno 4,9 miliardi di euro in carburanti, con un aumento di 807 milioni rispetto al 2025. 

    Dal punto di vista dell’energia elettrica l’aumento percentuale più consistente è quello della Calabria (+13%, 179 milioni in più rispetto al 2025. In Piemonte si stima un rincaro di circa 786 milioni, dai 6,13 miliardi del 2025 ai 6,9 del 2026 (+12,8%).

    Chiudono il quadro gli aumenti relativi al gas, dal +15,4% della Valle d’Aosta al +13,4$ della Sardegna. Imprese e famiglie piemontesi saranno chiamate a sostenere un rincaro di circa 525 milioni di euro (+14,8%), dai 3,56 miliardi del 2025 ai 4,08 miliardi del 2026. 

     

    Gli interventi di Governo e UE

    Dal momento dell'attacco americano in Iran, il Governo italiano ha stanziato 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese: 5 per alleggerire i rincari di luce e gas, 2 per tagliare le accise su benzina e diesel. Una cifra di rilievo che, tuttavia, arriverebbe a “sterilizzare” solo un quarto dei 29 miliardi di aggravio stimato complessivamente. Proprio per questo, il Governo sembra pronto a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ancora prima dell'approvazione della Legge di bilancio 2027. Un'operazione possibile solo se il Consiglio Europeo concederà una clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit-Pil senza incorrere in procedure di infrazione.

    “Se c’è, l’UE batta un colpo”, si legge nel rapporto del’Ufficio Studi della Cgia, che al tema dedica un capitolo ad hoc: “Di fronte a uno scenario così preoccupante, l'Unione Europea sembra essere la grande assente. Un atteggiamento ben diverso da quello adottato dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Tra il 2022 e il 2023, infatti, Bruxelles autorizzò anche all'Italia di ridurre l'Iva sulle bollette, introdusse un tetto al prezzo del gas per contenerne la volatilità e consentì l'applicazione di un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell'energia, che anche allora registrarono utili eccezionali. Resta inoltre sul tavolo una misura molto discussa, ma mai realmente attuata: il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell'energia elettrica, considerato sempre più necessario per rendere il mercato meno vulnerabile a shock di questa portata. In attesa che anche Bruxelles batta un colpo, speriamo che ci consenta nel prossimo autunno di mettere in campo altri 7 miliardi di euro contro il caro energia, permettendoci di non conteggiare nel rapporto deficit-Pil questa voce di spesa”.

    Andrea Dalmasso
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Piemonte - Rincari - Cgia

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