Chiusa la partita A33, torna sul tavolo la tangenziale di Cuneo: "Fondamentale col nuovo ospedale"
Se ne parlerà nel prossimo Consiglio comunale, a chiedere aggiornamenti Franco e Mavy Civallero: al centro del dibattito la "bretella" tra il Miac e ConfreriaArchiviati i discorsi relativi all’Asti-Cuneo e (seppure parzialmente) al colle di Tenda, torna d’attualità il dibattito relativo a un’altra infrastruttura di cui a Cuneo si parla da anni, ma che era stato temporaneamente accantonato per questioni di priorità. Si tratta del lotto 1.6 della A33, la cosiddetta tangenziale di Cuneo: un tracciato per collegare l’area del Miac, imbocco dell’autostrada, alla rotonda di Confreria in direzione Caraglio e valle Grana, funzionale ad alleggerire il traffico in transito a Madonna dell’Olmo (oltre che alla futura realizzazione dell’ospedale unico nell’area del Carle).
Se ne parlerà nel prossimo Consiglio comunale, con due interrogazioni sul tema presentate da Franco e Mavy Civallero, esponenti rispettivamente di Forza Italia e SiAmo Cuneo. La questione tangenziale, come detto, si inserisce anche nel dibattito legato al futuro ospedale: “La decisione di realizzare il nuovo polo ospedaliero unico a Confreria impone una visione urbanistica coraggiosa e immediata, non più rimandabile. - scrive l’ex candidato sindaco - Esiste il concreto rischio che il nuovo ospedale venga ultimato prima delle strade necessarie a raggiungerlo, creando un ‘imbuto’ insostenibile per la frazione di Confreria e per l'intera viabilità cittadina. La mancanza di programmazione e la ‘paura di decidere’ su interventi impattanti hanno finora prodotto solo tavoli tecnici infruttuosi, mentre i finanziamenti e le opportunità di sviluppo scivolano verso altri territori della provincia”. Civallero chiede all’amministrazione di riprendere in mano l’iter: "Quali azioni urgenti e straordinarie si intendano intraprendere presso il Ministero e ANAS per recuperare il tempo perduto e garantire che i fondi previsti non vengano dirottati altrove?”.
Di analogo tenore l’interrogazione presentata dalla figlia Mavy, che parla di "un'opera attesa da oltre un decennio, ritenuta strategica per decongestionare il traffico dei quartieri dell'Oltrestura, in particolare Madonna dell'Olmo e Confreria”. "La variante di Cuneo appare attualmente in una fase di stallo o di continua ‘revisione progettuale’, nonostante le rassicurazioni fornite nei tavoli tecnici regionali e ministeriali”, scrive la consigliera di SiAmo Cuneo, confrontando la situazione del capoluogo con quelle di Alba, dove la tangenziale è stata integrata con l’A33, e Mondovì, dove di recente sono stati aggiudicati i lavori per per il terzo lotto (nonostante un ricorso al Tar in attesa di giudizio). Anche Mavy Civallero, insomma, chiede lumi sul progetto: “Quali parti del progetto originale sono state stralciate o modificate e quale è il destino delle ‘opere accessorie’ (mitigazioni ambientali e piste ciclabili) inizialmente previste? L’amministrazione ha garanzie certe sulla copertura finanziaria dell'opera e quali azioni intende intraprendere presso il Ministero e l'ANAS per equiparare la velocità di esecuzione di Cuneo a quella degli altri poli provinciali?”.
Della tangenziale di Cuneo aveva parlato pochi giorni fa, in un post social pubblicato a margine dell’inaugurazione della doppia corsi dell’Asti-Cuneo, anche il consigliere provinciale e comunale Vincenzo Pellegrino: “Mi preme ricordare anche di mantenere alta l’attenzione sul lotto 1.6 di Cuneo per il collegamento zona Miac alla rotonda di Confreria anche per il futuro ospedale unico hub. Per questo intervento, in passato, ci furono già risorse dedicate a bilancio per 142 milioni di euro, poi utilizzati per altro. Il passaggio decisivo, ora, è portare queste previsioni a un quadro unitario di interventi, con tempi certi, risorse definite e una chiara responsabilità attuativa. Questo è il lavoro da fare. Un lavoro che richiede collaborazione tra istituzioni, enti locali e soggetti attuatori”.
Della tangenziale di Cuneo si parla da oltre dieci anni: il progetto era parte integrante della Legge Obiettivo e inserita nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2008-2012: un’infrastruttura pensata - come detto - per decongestionare il traffico in arrivo dall’autostrada A33, ora costretto ad attraversare i centri abitati di Madonna dell’Olmo e Confreria, ma legato anche alla prospettiva di collegamento autostradale tra Cuneo e Nizza, rafforzando le connessioni transfrontaliere.
Un riepilogo dello “stato delle cose” è riportato nel rapporto sulle infrastrutture Oti Piemonte di Confindustria Cuneo: “Progettazione definitiva conclusa nel 2009. La Conferenza dei Servizi del 2012 aveva confermato la disponibilità di 151 milioni, ma il contenzioso legale tra ANAS e Autostrada Asti-Cuneo Spa ha bloccato i lavori”. Poi il capitolo Recovery Fund, nel 2022, quando l’opera era stata inserita tra le “opere prioritarie con fondi potenziali per il settennato 2021-2027”. “Stato attuale: nessun avanzamento concreto nei lavori a causa della mancata risoluzione delle dispute legali e dell’attenzione prioritaria verso il completamento della A33”, si legge nell’ultimo aggiornamento del rapporto.
Ora che la partita Asti-Cuneo è chiusa, però, il tema può tornare sul tavolo.
CUNEO cuneo

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