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    CUNEO - martedì 7 luglio 2026, 18:50

    Ciak, si gira. Da Call me Levi al Grande Giaffa, Cuneo è sempre più casa del cinema

    La fabbrica dei sogni non è solo immagine ma anche economia: l’impatto degli ultimi due film girati nel capoluogo è stimato in oltre due milioni di euro
    Cuneodice.it Ciak, si gira. Da Call me Levi al Grande Giaffa, Cuneo è sempre più casa del cinema Cuneodice.it
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    Il Piemonte capitale del cinema? Potrà far sorridere, ma c’è stato un tempo in cui Torino era la città con più studi di posa al mondo: una Hollywood prima di Hollywood, le cui pionieristiche imprese sono ancora ricordate dagli storici della settima arte.

    È passato un secolo e la nostra regione, comunque, si è guadagnata la seconda piazza in Italia per numero di produzioni, giornate di ripresa e personale formato. Merito, soprattutto, del lavoro che dal 2017 porta avanti la Film Commission Torino Piemonte con il sostegno della Regione e dei 174 comuni aderenti al protocollo: nella Granda sono già trentotto, più la Provincia, che è stata la prima tra quelle piemontesi a sottoscrivere l’intesa.

    La Film Commission a Cuneo

    Se la New York dell’Ottocento rivive a Ormea

    “Di sicuro si può fare di più” sprona l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, presente questa mattina, insieme all’assessore comunale Cristina Clerico, alla prima tappa del “tour” che la Film Commission sta iniziando. Perché se è vero che la metropoli continua a fare la parte del leone, c’è tutto un mondo di produzioni, anche straniere, che adesso guardano alla provincia profonda. Un caso clamoroso è quello di Call me Levi, serie tv tedesca che racconta la storia dell’inventore dei blue jeans, Levi Strauss. L’hanno girata in un mese all’ex cartiera di Ormea, una location che ha impressionato gli scenografi.

    “Siamo molto bravi a mettere in scena altri luoghi” spiega il direttore della Film Commission Paolo Manera: “In Piemonte si viene ormai abitualmente per girare Parigi, la Londra dell’Ottocento, San Pietroburgo, Sarajevo”. Nel caso di Call me Levi, ci si è addirittura inventati una piccola California e una New York del XIX secolo in valle Tanaro, con risultati apprezzati da tutti.

    Certo, anche a Cuneo c’è chi si ricorda epopee di celluloide. Come quando i portici di piazza Galimberti e la tettoia di piazza Virginio fecero da set a I compagni di Mario Monicelli, con un Marcello Mastroianni indimenticabile nei panni dell’agitatore socialista d’inizio secolo. Ma erano exploit isolati, e una volta spenti i riflettori la fabbrica dei sogni salutava e se ne andava: “Per tanti decenni - osserva Manera - il cinema è stato qualcosa di effimero in Piemonte. Negli ultimi 25 anni, per i film e tutto l’audiovisivo, non è più così”. Lo testimoniano tanti successi, a volte travolgenti, come quelli delle serie Cuori e Lidia Poet. Paolo Sorrentino era venuto sulle sponde del Po a girare una parte de Il Divo, ci è ritornato ora per La Grazia. Antonio Albanese ha ambientato Lavoreremo da grandi sul lago d’Orta, una location che piace sempre di più e che si è rivista sugli schermi con la serie Una finestra sul lago, tratta dai romanzi di Andrea Vitali.

    La Film Commission a Cuneo

    Cuneo piace ai registi: “Ma c’è ancora molto da fare”

    Anche la Granda ha un appeal crescente per registi e scenografi. Tant’è che solo nell’ultimo anno a Cuneo e dintorni sono stati girati per intero due film: Il Grande Giaffa di Marco Santi, con Edoardo Pesce, e 7 anniversari di Sabrina Iannucci con Benedetta Porcaroli. Film che a fronte di uno stanziamento di 700mila euro hanno visto un impatto economico complessivo stimato in oltre 2 milioni di euro.

    Il cinema rende insomma, non solo in termini di incassi e di “turismo del set”, ma anche in quanto a lavoro e formazione. Trentacinque dei 43 componenti della troupe del Grande Giaffa, per esempio, erano piemontesi: “Sembrano numeri piccoli, - commenta l’assessore Chiarelli - ma sono persone del territorio che lavorano su un progetto. E accanto al lavoro c’è la formazione delle maestranze”.

    “In città abbiamo avuto varie produzioni e la loro presenza non è mai diventata oggetto di polemica, perché il valore è stato apprezzato” conferma l’assessore comunale Clerico, che richiama il lavoro fatto dalla Camera di Commercio nell’analizzare i numeri in paragone con i territori comparabili, ad esempio Pordenone e Trento: “È un’analisi che ci interessa molto, perché la nostra provincia ha ancora tantissimo da fare in questo campo”.

    La Film Commission a Cuneo

    Appello a enti e privati: “Proponete le vostre location”

    Il lavoro da fare passa soprattutto per il database della Film Commission, un archivio virtuale che già oggi cataloga più di 1400 location pubbliche e private, ognuna col suo corredo di immagini e informazioni. “Ci siamo occupati di tanti titoli, tante storie e tante persone” dice orgoglioso Manera: il segreto? “Non aspettare più che arrivi un film o una serie per capire cosa vogliono i produttori, ma diventare più propositivi. Siamo noi a dire andate a vedere questa villa, questo castello o questa collina”.

    Perché le location piemontesi hanno dalla loro anche il pregio della varietà: “Abbiamo tutto tranne il mare. Per Pirati dei Caraibi non ce la facciamo ancora, ma tutto il resto sì” scherza il responsabile della rete regionale Davide Bracco. Ora, spiega, “vorremo fossero anche i comuni a presentare progetti e ipotesi di collaborazione”. E non solo loro: il sistema della location guide contempla la possibilità, per i privati, di proporsi e caricare foto. Poi c’è la production guide, dedicata alle società di audiovisione e agli addetti ai lavori: ne fanno già parte 91 società di produzione, 53 strutture di servizi, 494 professionisti e 341 attori.

    La Film Commission a Cuneo

    Andrea Cascioli
    luogo CUNEO
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    Tag:
    cuneo - cinema - Ormea - Cristina Clerico - Comune - Piemonte - regione - film - film commission - Paolo Manera - Marina Chiarelli - 7 anniversari - Il Grande Giaffa - Davide Bracco - Call me Levi

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