Comunità terapeutiche, Giulia Marro: “Primo passo verso l’adeguamento delle rette”
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato l’Ordine del Giorno proposto dalla consigliera volto a valutare le quote richieste dalle organizzazione che trattano le dipendenzeIl Consiglio regionale del Piemonte ha approvato l’Ordine del Giorno proposto dalla consigliera Giulia Marro sull’adeguamento delle rette delle comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali per il trattamento delle dipendenze.
Questo voto si inserisce su un tema attuale e complesso: “Negli ultimi anni l’uso di sostanze è aumentato e, di conseguenza, il numero di persone che hanno bisogno di percorsi di cura strutturati, spesso in comunità terapeutiche. Queste ricoprono un ruolo fondamentale per la tenuta della nostra società, lavorando su situazioni di marginalità e grave disagio”.
L’atto impegna la Giunta regionale a dare continuità, nell’ambito della programmazione sanitaria e finanziaria, al percorso di valutazione già avviato sulla sostenibilità economica della rete, tenendo conto dell’evoluzione dei costi di gestione e dei livelli di servizio.
Un passaggio importante, che rappresenta un primo riconoscimento istituzionale di una criticità strutturale, da tempo segnalata dagli operatori del settore.
“Sono contenta che il Consiglio abbia compreso la necessità di affrontare questo tema: è un primo passo, atteso da anni”, commenta la consigliera Marro.
Rette ferme dal 2009: il peso dei sacrifici sulle comunità
Le rette riconosciute alle comunità terapeutiche infatti non vengono adeguate dal 2009, nonostante in questi anni siano aumentati in modo significativo. I costi energetici e di gestione, insieme al costo del personale, incrementato a seguito dei giusti adeguamenti, hanno reso la situazione insostenibile. È diventato difficilissimo garantire gli standard di qualità, sicurezza e continuità necessarie in un servizio che offre percorsi terapeutici di grande complessità.
In questo contesto, le comunità sono riuscite a garantire standard elevati solo grazie a sacrifici enormi, grandi equilibrismi economici e a una forte dedizione degli operatori, che suppliscono da anni a una carenza strutturale di risorse.
Un testo prudente, ora servono scelte concrete
“Il testo approvato è volutamente cauto e si concentra sulla prosecuzione di un percorso di valutazione. Una formulazione che, se da un lato consente un avanzamento condiviso, dall’altro non può rappresentare un punto di arrivo - conclude la consigliera -. Ora è fondamentale che questo impegno non resti sulla carta. Valutare va bene, ma dopo oltre quindici anni senza adeguamenti è il momento di agire”.
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