Corso Giolitti resta nel mirino: “Cuneo è una città sicura, ma non è senza problemi”
Fierro (Cbc) ironizza sulle accuse del sindaco di Roccavione: “Nel suo paese derubano la scuola”. L’assessore rivendica l’incremento dei vigili, undici in più dal 2022Si è parlato anche di sicurezza, una volta di più, nel Consiglio comunale appena conclusosi a Cuneo. Corso Giolitti è ancora una volta nel mirino: dopo la rapina il primo maggio e le polemiche seguite agli interventi del sindaco di Roccavione Paolo Giraudo, con relative risposte piccate dei consiglieri regionali Mauro Calderoni e Giulia Marro e controrepliche dell’amministratore di Fratelli d’Italia.
“Non entro nel merito dell’episodio del 1 maggio perché non è competenza di questo Consiglio comunale, è però sua competenza analizzare le motivazioni del fenomeno” esordisce Noemi Mallone, che di Giraudo è compagna di partito a Cuneo. “Uno spazio di degrado - premette la consigliera - non equivale automaticamente a un’emergenza criminale, tuttavia sarebbe ingenuo negare che questi fenomeni, quando diventano abituali, incidano sulla percezione di sicurezza e la qualità di vita dei residenti”. Un problema c’è ancora, insomma, come testimoniato anche dall’intervento del comitato di quartiere Cuneo Centro.

Una possibile contromisura, discussa ma bocciata dal comitato, è la rimozione delle panchine. Anche l’assessore alla Polizia Locale Cristina Clerico concorda: “Sul tema panchine ci si ferma a dibattere in ogni mandato. Eliminare ogni forma di arredo urbano significa impoverire la città e arrendersi al degrado”. Altra cosa è lo stato della videosorveglianza: sul punto “si chiede una verifica dell’effettiva copertura del sistema”, osserva Mallone. “La coperta è corta dal punto di vista delle risorse e dell’organico ma anche della strategia” accusa Paolo Armellini (Indipendenti).
Da sinistra Nello Fierro (Cuneo per i Beni Comuni) ironizza sulla presa di posizione di Giraudo, senza nominarlo: “Mentre un sindaco si occupa di un corso di Cuneo nel suo paese vanno a derubare la scuola: sarebbe una follia attribuire la colpa anche di quel furto al sindaco del Comune in questione”. “Il problema c’è e non va negato - avverte Stefania D’Ulisse (Cuneo Solidale Democratica), anche in veste di residente del quartiere - ma è anche stato affrontato in questi anni con una collaborazione tra amministrazione e forze dell’ordine: la presenza della stazione mobile dei Carabinieri in corso Giolitti ha avuto effetti diretti”. Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) elogia il lavoro che nell’area stanno facendo sia il comitato che l’associazione Nuovo Corso Giolitti: “La cittadinanza attiva può sopperire alle mancanze, anche da parte di chi gestisce a livello nazionale le forze dell’ordine”.
Su questo si concentra la risposta dell’assessore: “Sul tema che più è stato centrale in questa discussione, il tema dell’immigrazione, i comuni non hanno competenze specifiche. Cuneo è una città sicura, questo non significa che sia una città senza problemi: non è semplice gestire i fenomeni complessi che le diseguaglianze globali hanno generato e spesso i problemi ricadono sulle amministrazioni comunali”. In questo ambito, ricorda, “si sono attivati percorsi di sicurezza partecipata, il primo esperimento è stato proprio con il comitato di quartiere Cuneo Centro nell’ambito del progetto Ritessere Fiducia”.

Clerico risponde anche a Giancarlo Boselli (Indipendenti) a proposito delle assunzioni tra i civich: “Nel corso del 2025 - rileva il consigliere - non c’è stata alcuna assunzione nell’organico della Polizia Locale, a fronte di dieci assunzioni nei vari settori amministrativi”. Dall’inizio del mandato nel 2022, fa presente l’assessore, i dipendenti del municipio sono cresciuti da 312 a 340: 28 unità in più. L’incremento maggiore ha interessato proprio la Polizia Municipale: “Abbiamo un passaggio da 42 a 53 unità: nel 2025 il numero è di due cessazioni sugli agenti in divisa e di due impiegate amministrative, prontamente sostituite. Tra i due agenti cessati uno è tornato perché vincitore di concorso da ufficiale: per la prima volta abbiamo un numero di ufficiali, quattro, adeguato a un capoluogo di provincia. Il comando di Polizia Locale è l’unico settore che ha avuto una crescita di questo tipo, anche se è ancora abbondantemente sotto l’organico previsto”.
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