Cresce l'export piemontese. Cuneo resta la seconda provincia della regione per vendite all'estero
I dati relativi al primo trimestre del 2026 vedono un aumento del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso annoIl primo trimestre 2026 vede l’economia globale muoversi all’interno di un quadro macroeconomico complesso e polarizzato, caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche e dalla riorganizzazione delle catene internazionali del valore.
Nonostante il commercio mondiale mostri segnali di parziale stabilizzazione congiunturale, l'attività risente di forti asimmetrie geografiche e settoriali. La debolezza della domanda e le marcate contrazioni nei flussi di interscambio verso mercati chiave globali – che colpiscono in modo differenziato le esportazioni delle varie ripartizioni territoriali – impongono una forte volatilità, costringendo i sistemi industriali orientati alle vendite oltre confine a confrontarsi con continui riassetti delle filiere e a fare affidamento esclusivamente sulla resilienza di specifici comparti merceologici.
In questo scenario di transizione internazionale, il Piemonte dimostra una solida capacità di tenuta e reattività. Grazie alla spinta impressa da alcuni suoi comparti d'eccellenza, la regione riesce infatti a muoversi meglio rispetto alla media del Nord-Ovest, confermando l'efficacia del proprio posizionamento sui mercati esteri.
Nei primi tre mesi dell’anno il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 15,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 2,8% rispetto al I trimestre 2025, periodo in cui le vendite oltre confine di merci piemontesi avevano raggiunto i 15,2 miliardi di euro. Le importazioni, invece, hanno manifestato una contrazione (-1,9%), attestandosi a 11,4 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 4,2 miliardi di euro, si è confermato quindi ancora una volta di segno positivo, in espansione rispetto ai 3,6 miliardi segnati nel I trimestre 2025.
I risultati del Piemonte sono stati, in questo inizio del 2026, migliori rispetto a quelli registrati a livello medio nazionale.
“Il Piemonte conferma la propria vocazione internazionale, registrando una crescita dell’export del 2,8%, superiore alla media nazionale dell’1,3%, nonostante le difficoltà dei mercati storici e il perdurare delle tensioni geopolitiche - commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte -. È un risultato che premia la competitività delle nostre imprese, in particolare nei mezzi di trasporto, dall’automotive all’aerospazio, e la capacità di rafforzare la presenza sui mercati europei. In questo contesto assume particolare rilevanza il rinnovo di oggi del Consiglio di amministrazione del Ceipiemonte, uno strumento strategico per accompagnare le imprese sui mercati internazionali che sotto la guida del Presidente Peirone ha proficuamente accompagnato in questi ultimi anni molte imprese sui mercati internazionali. Le Camere di commercio e tutte le istituzioni impegnate nel sostegno all’internazionalizzazione continueranno a lavorare insieme per consolidare la presenza del Piemonte nel mondo e creare nuove opportunità di crescita per il sistema economico regionale”.
Complessivamente l’export italiano in valore ha registrato una crescita tendenziale del 1,3% rispetto al I trimestre 2025, sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+13,8%) e per il Sud (+7,1%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,3%), mentre si rileva una flessione per il Nord-est (-2,4%) e una decisa contrazione per le Isole (-19,0%).
Nel panorama delle grandi regioni esportatrici italiane, il Piemonte si posiziona saldamente al quinto posto, intercettando una quota del 9,6% dell'export complessivo nazionale.
Al vertice della classifica si riconferma la Lombardia, che da sola genera il 25,2% delle vendite oltre confine del Paese, registrando una perfetta stabilità (0,0%). La principale novità del periodo è rappresentata dall’exploit della Toscana che, grazie a uno straordinario balzo del +30,2%, si posiziona per la prima volta al secondo posto assoluto nella graduatoria nazionale con una quota del 13,3%. Questa accelerazione ha consentito il sorpasso sull'Emilia-Romagna, che scivola in terza posizione con una quota del 13,0% e una crescita che si ferma allo +0,2%. Subito dietro si colloca il Veneto, quarta regione esportatrice con il 12,8% del valore nazionale e una solida progressione del +5,1%.
L’analisi settoriale rivela un quadro articolato, in cui i mezzi di trasporto si confermano saldamente alla guida dell’export piemontese. Con un valore di 3,3 miliardi di euro, il comparto incide per il 21,3% sul totale regionale e mette a segno una progressione del +6,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Scendendo nel dettaglio delle singole voci del settore, i due pilastri in termini di quote di mercato, sono rappresentati dalla componentistica autoveicolare (parti e accessori) e dagli autoveicoli. La prima, che segna un export pari a 1,5 miliardi di euro, evidenzia un'eccellente dinamica espansiva, registrando un incremento del +6,4%, mentre gli autoveicoli mostrano una crescita oltre confine del 2,7%, raggiungendo quota 1,4 miliardi di euro di export.
Performance decisamente brillanti giungono inoltre dal comparto aerospaziale (aeromobili e veicoli spaziali), che fa registrare un vero e proprio balzo delle vendite all'estero del +32,9%, toccando quota 312,7 milioni di euro. Registra una buona tenuta anche il ferrotranviario (+6,3%), a fronte della quale si contrappone però la pesante battuta d'arresto della nautica, in contrazione del -75,6%.
Per quanto riguarda gli altri grandi comparti del tessuto manifatturiero regionale, si muovono in territori contrastanti i due settori immediatamente successivi per rilevanza economica. La meccanica, che si posiziona al secondo posto per importanza con circa 2,6 miliardi di euro di export e una quota del 16,4%, evidenzia una flessione del -1,6%. Al contrario, il settore alimentari e bevande dà prova della sua tradizionale resilienza: con vendite estere pari a circa 2,3 miliardi di euro (il 14,7% del totale), il comparto mette a segno una crescita del 3,5%.
Nel resto della manifattura, si registra la lieve flessione della chimica (-0,7%), che si attesta intorno a 1,1 miliardi di euro. Fortunatamente non mancano solidi segnali di vitalità da parte di altri comparti chiave, capaci di sostenere la tenuta complessiva dell'export regionale: spiccano in questo senso le performance del tessile e abbigliamento, in crescita del +6,1%, dei metalli, in aumento del +5,8%, e i progressi più contenuti di apparecchi elettrici (+2,5%) e gomma e plastica (+1,3%).
Esportazioni piemontesi per principali prodotti (dati in euro)
Nei primi tre mesi dell’anno, il bacino dell’Ue 27 ha assorbito la quota maggioritaria dell’export regionale, pari al 62,8% del totale, registrando un incremento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al contrario, la quota diretta verso i mercati extra-Ue 27 si è attestata al 37,2%, mostrando un quadro di sostanziale stabilità (0,0%).
All'interno dell'Unione Europea, Francia e Germania si confermano i principali mercati di sbocco per le merci piemontesi, rappresentando rispettivamente il 15,9% e il 13,9% del valore complessivo. Sotto il profilo dei trend tendenziali si osservano tuttavia andamenti divergenti: mentre le esportazioni dirette in Francia hanno registrato una crescita del 5,0% su base annua, i flussi verso il mercato tedesco hanno subito una lieve flessione (-0,4%).
Si mantiene orientata alla crescita la Spagna, terzo mercato comunitario di riferimento, che evidenzia una progressione del 9,5%, seguita dalla Polonia che fa segnare un più moderato +1,3%. Tra le altre principali destinazioni europee si segnalano le performance positive di Austria (+21,1%), Paesi Bassi (+9,8%) e Romania (+8,6%). Le merci piemontesi mostrano, invece, una contrazione delle vendite verso i mercati di Belgio e Repubblica Ceca.
Nel contesto extra-comunitario, gli Stati Uniti mantengono il primato come principale paese di destinazione, generando il 6,8% dell'export regionale, nonostante una contrazione tendenziale del 7,9%. Seguono in termini di rilevanza la Svizzera (5,0%) e il Regno Unito (3,9%), entrambi caratterizzati da una dinamica positiva. Se il Regno Unito mostra un incremento contenuto del 2,4%, la Svizzera si distingue per una crescita significativa del 19,3%. Questa performance sul mercato elvetico è stata sostenuta in modo determinante dalla progressione delle vendite dei comparti della gioielleria, bigiotteria, nonché dalle pietre preziose lavorate, dai metalli di base preziosi e da altri metalli non ferrosi.
Per quanto riguarda gli altri Paesi, si registrano variazioni negative diffuse nei principali mercati extra Ue-27: flettono infatti la Cina (-4,0%), il Messico (-7,5%), il Giappone (-10,0%) e il Brasile (-15,6%). In netta controtendenza rispetto a questo quadro si colloca il risultato del Kuwait, la cui decisa accelerazione è legata nello specifico alle commesse e alle vendite di aeromobili e veicoli spaziali.
L’incremento registrato a livello complessivo regionale nel primo trimestre del 2026 rappresenta la sintesi di dinamiche territoriali eterogenee. La provincia di Torino, che da sola genera il 44,0% del totale delle vendite oltre confine piemontesi, evidenzia una crescita del 4,0% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, sostenendo il dato medio generale.
Tra gli altri territori con maggiore incidenza percentuale si collocano Cuneo (16,5%), Alessandria (13,3%) e Novara (11,1%), caratterizzati da andamenti disomogenei. Se da un lato l’export cuneese e quello novarese hanno scontato flessioni su base annua, pari rispettivamente al 4,8% e all'1,0%, dall'altro lato le esportazioni dei prodotti dell’alessandrino hanno registrato una marcata progressione in valore del 18,7% rispetto al primo trimestre del 2025.
Completano il quadro regionale le dinamiche delle restanti province, anch'esse interessate da variazioni di segno opposto. Vercelli e Asti hanno rilevato una contrazione del valore delle merci vendute sui mercati esteri, rispettivamente del 4,0% e dell'1,9%. Le altre realtà del Piemonte settentrionale, al contrario, hanno mostrato una maggiore tenuta: Biella ha riportato un incremento del 4,0%, mentre il Verbano ha registrato una progressione delle vendite oltre confine pari al 5,1%.
CUNEO export

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